LA CASA DEGLI SGUARDI di Daniele Mencarelli

LA CASA DEGLI SGUARDI

Titolo: La casa degli sguardi
Autore: Daniele Mencarelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 18 Febbraio 2020
Editore: Mondadori

TRAMA


Daniele รจ un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanitร : trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita รจ attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni รจ in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha piรน nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. รˆ per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farร  attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesรน di Roma. In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perchรฉ, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di lร  di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietร  tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesรน, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalitร  e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirร  dentro di sรฉ un invito sempre piรน imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierร  come un dono. Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

RECENSIONE


La ricerca di un lavoro per ognuno di noi รจ stata e sarร  sempre una prioritร .

Lavorare per garantirsi un sostegno economico, per mantenere una famiglia ma anche per la semplice soddisfazione e realizzazione personale.

Ne sa qualcosa Daniele, un ragazzo romano da sempre insoddisfatto della vita che conduce ma ancora incerto sul fatto di volerla davvero cambiare; tanto da cadere nella dipendenza trovando nellโ€™alcool il suo unico momento di benessere.


Ignavia. La povertร  dโ€™animo di chi non vuole affondare veramente nella vita e nel dolore degli altri. Sono solo le prime cose di cui mi accuso.


Gli propongono di lavorare come addetto alle pulizie presso lโ€™ospedale pediatrico โ€œBambino Gesรนโ€, e accetta anche per dimostrare ai suoi genitori di non essere cosรฌ fallito come tutti pensano.

Ma Daniele ancora non sa che quello non รจ un impiego qualsiasi, e che entrando per la prima volta in quellโ€™ospedale dovrร  essere pronto ad affrontare qualsiasi sfida, mettendo in gioco una forza che nemmeno lui pensa di avere.


Basta osservare con cura, farsi portare nella vita degli altri. Lungo questo corridoio รจ offerta lโ€™intera gradazione del dolore che attecchisce sui bambini. I piรน fortunati, animati da una salute di ferro, passeranno qui dentro una mattinata, poi via verso la propria vita, fatta di giochi e divertimenti. Quelli meno, invece, combatteranno con ben altro male e futuro, ad alcuni basta il colorito per dimostrarlo, su altri le cicatrici sono piรน evidenti, su qualcuno immonde.


Leggere questo libro รจ stata per me unโ€™esperienza unica, toccante e intensa, che mi ha travolta fin da subito lasciandomi vivere senza fatica ogni dettaglio insieme al protagonista.

E’ raccontato in prima persona e i dialoghi in dialetto romano rendono la lettura scorrevole e a tratti ironica, avvicinandola facilmente a chiunque vi si approcci, spicca di sicuro la figura del protagonista, supportato costantemente dai suoi colleghi di lavoro figure secondarie che restano in disparte ma che arricchiscono la storia del meraviglioso dono dell’amicizia come supporto e dono in ogni momento della vita.

Daniele arriva al โ€œBambino Gesรนโ€ pieno di paure, sentendosi inadeguato per quellโ€™incarico, incontra diverse figure che diventeranno per lui compagni di viaggio, ma da subito deve fare i conti soprattutto con la sofferenza.


Non so perchรฉ sono qui, cosa stia cercando, ho soltanto una certezza: quel che ho visto mi parla come fosse una cosa nuova. Non pensavo esistessero ancora primizie da vivere.


Quando in un ospedale i protagonisti sono i bambini, ad un occhio esterno ogni situazione appare fuori luogo e innaturale ma non per loro, che giocano a fare finta, che vedono in una flebo la polvere di stelle che li rende invincibili, che regalano un sorriso a tutti anche se stanno vivendo i dolori piรน grandi di loro.

Daniele resta affascinato dalla loro forza unica e spiazzante e sente di dover prenderne esempio.

Inizia ad accettare gli incarichi che gli altri rifiutano e che lo costringono ad entrare nei reparti piรน impegnativi, grazie a questo comprende di trovarsi nel posto giusto, e spinto da una forza inaspettata sente di dover fare di piรน.


Lโ€™attaccamento al mio lavoro รจ cresciuto di giorno in giorno, come lโ€™inspiegabile attrazione che provo per questo posto, capace di uccidermi ad ogni passo e allo stesso modo di farmi ridere di una spensieratezza mai provata prima.


รˆ stato bello rendersi conto che pagina dopo pagina quel luogo che inizialmente lo terrorizzava, diventa per lui un porto sicuro, dove non esiste la paura ma solo la voglia di provare a star bene, al di lร  di tutto.


In fondo lรฌ dentro sono ritornato a saper vivere senza alcol. Rido e faccio ridere. Parlo e ascolto.

In realtร  ho tutto.


รˆ questo che dovremmo fare ogni giorno, cercare di affrontare ogni prova con coraggio, consapevoli che solo cosรฌ ne usciremo vittoriosi e felici di aver fatto qualcosa per noi stessi e per gli altri.

Consiglio la lettura di questo libro a chiunque, aprite il cuore alla vostra felicitร  e cercate sempre il bello in ogni cosa, riuscirete davvero ad essere felici a dispetto di tutto.

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CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI di Valรฉrie Perrin

CAMBIARE L’ACQUA AI FIORI di Valรฉrie Perrin

Titolo: Cambiare l’acqua ai fiori
Autore: Valรฉrie Perrin
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 10 luglio 2019
Editore: Edizioni e/o

TRAMA


Violette Toussaint รจ guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un poโ€™ Renรฉe, la protagonista dellโ€™Eleganza del riccio, perchรฉ come lei nasconde dietro unโ€™apparenza sciatta una grande personalitร  e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, รจ sempre pronta a offrire un caffรจ caldo o un cordiale.

Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontร  di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.

RECENSIONE


I cimiteri sono luoghi di culto e di preghiera dove trovano sepoltura i defunti, da sempre accolgono parenti e amici addolorati che si recano a visitare le tombe dei loro cari persi per sempre.

A volte sono anche luoghi culturali, che per la presenza di monumenti antichi e di storie affascinanti diventano addirittura meta di visite turistiche.

In un paesino della Borgogna, con pochi abitanti che si conoscono tutti tra loro, il cimitero รจ arricchito dalla curiosa figura di Violette.

Violette ne diventa la guardiana ereditando il ruolo da Sasha, il suo predecessore, e facendo tesoro dei suoi insegnamenti.


Mi piace ridere della morte, prenderla in giro. รˆ il mio modo di esorcizzarla, cosรฌ si da meno arie. Burlandomi di lei permetto alla vita di prendere il sopravvento, di avere il potere.


Da subito si rende conto che non sarร  semplice, ma se state pensando a qualcosa di macabro sono pronta a smentirvi; Violette giorno dopo giorno impara a coltivare lโ€™orto, ad aiutare i fiori a sbocciare a curare le tombe ma soprattutto ad ascoltare i vivi, mantenendo un grande rispetto per ogni tipo di dolore che le capita di incontrare.

Dโ€™abitudine non chiude mai la porta della sua casa, e ogni pomeriggio sorseggia il thรจ insieme ad un uomo che ha da poco perso sua moglie o ad una madre che piange la morte di suo figlio, parlando dei loro cari, e cercando insieme motivi per ricordarli sorridendo.


Prendersi cura del cimitero vuol dire prendersi cura dei morti che vi riposano e rispettarli. Nel caso non siano stati rispettati da vivi, che almeno lo siano dopo morti. Sono sicura che vi sono sepolti anche molti stronzi, ma la morte non fa distinzione fra buoni e cattivi. E poi, chi non รจ stato un poโ€™ stronzo almeno una volta nella vita?


Mi sono lasciata finalmente incuriosire da questo libro, che stato un vero e proprio caso editoriale, e devo dire che sono stata travolta da unโ€™avventura intensa e molto coinvolgente.

Grazie alle descrizioni particolareggiate, รจ stato facile immaginare Violette nella serietร  del suo ruolo, vederla coltivare i suoi fiori, e restare stupita dalla potenza delle parole dette e non dette che mi hanno regalato emozioni contrastanti ed autentiche.

La narrazione si estende tra passato e presente, legando al meglio ogni episodio e portando con sรฉ un intreccio di esistenze lโ€™una complementare allโ€™altra raccontate in modo perfetto, che fanno di questo libro una storia davvero da ricordare.

Perdere una persona cara รจ un dolore grande, si fa fatica ad accettarlo, tanto che a volte diventa difficile reagire e comprendere che la vita deve andare avanti; non importa a che etร  il nostro amato ci lascia, sarร  sempre una perdita che influisce nellโ€™andamento della nostra esistenza.

Violette ha un trascorso molto triste, e lei stessa porta nel cuore il dolore della perdita, ma decide di provare ad usarlo come forza per aiutare gli altri.


Sono stata molto infelice, addirittura annientata, inesistente, svuotata. Sono stata come i miei vicini, ma in peggio. Le mie funzioni vitali continuavano, ma senza me dentro, senza la mia anima, che a quanto pare, a prescindere da che uno sia grasso o magro, alto o basso, giovane o vecchio, pesa ventuno grammi.


E con i suoi abiti colorati, indossati sotto cappotti a tinta unita lascia capire che nonostante le esperienze negative รจ pronta a voltare pagina provando ad essere di nuovo felice.

Ogni giorno invita i parenti a raccontarle degli aneddoti sul defunto cosรฌ da tenere un diario che possa fungere da memoriale e fare in modo che questa persona non venga mai dimenticata.


Nei primi anni era devastata. Il dolore toglie la parola. Oppure fa fare sciocchezze. Poco a poco aveva ritrovato la strada per comporre frasi semplici, chiedere notizie degli altri, notizie dei vivi.


Noi possiamo essere questo memoriale, i ricordi delle persone che se ne vanno, se lo vogliamo potranno essere sempre vividi dentro di noi, e ogni loro sorriso, parola o insegnamento diventare parte della nostra vita.

Solo cosรฌ resteranno vive nel nostro cuore, per sempre, e solo cosรฌ potremmo avere la nostra serenitร .

Vi consiglio di immergervi in questa storia che apparentemente vi potrร  sembrare triste e malinconica, ma leggendo vi accorgerete quanto possa trasmettere forza e speranza, per trascorrere al meglio ogni giorno, guardando al futuro con sguardo puro e avido di vita.

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AL DI LA’ DELLE COSE SCONTATE di Emanuele Mazzocco

AL DI LA’ DELLE COSE SCONTATE di Emanuele Mazzocco

Titolo: Al di lร  delle cose scontate
Autore: Emanuele Mazzocco
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 4 Febbraio 2018
Editore: Self Publishing

TRAMA


In un giorno di luglio, Samuele dร  l’ultimo addio a Mario, suo migliore amico e compagno di escursioni. Il racconto riprende poi dagli eventi del dicembre precedente, quando il ragazzo si laurea a pieni voti in economia aziendale. Un senso di angoscia lo opprime riflettendo sul futuro da affrontare e sul minor tempo che potrร  dedicare alla montagna, per lui sinonimo di pace e ritmi di vita umani. Mario gli consegna il suo regalo di laurea: i biglietti per andare insieme a Buenos Aires. Sull’aereo, Samuele conosce Ana, una bellissima ragazza italo-argentina che studia a Napoli e condivide la sua passione per Springsteen, e lo accompagnerร  per le vie piรน vivaci di Baires. Tornato in patria, Samuele si dedica esclusivamente alla ricerca di lavoro. I colloqui lo lasciano sempre piรน spaesato, facendolo sentire come una cavia in un esperimento scientifico. Intanto, lui e Ana sfruttano ogni occasione per vedersi. Per il ragazzo arriva la possibilitร  di lavorare tre mesi in Belgio, dove Ana lo raggiunge. I due perรฒ non riescono a stare molto insieme, perchรฉ l’ufficio assorbe tutto il tempo e le energie di Samuele, trascinandolo in una grigia routine. Ma il destino รจ in agguato in modi imprevedibili, che metteranno Samuele davanti a bivi fondamentali per la sua vita… 

RECENSIONE


Non voglio affrontare il futuro, Mario, mi capisci? Provo angoscia perchรฉ questo mondo non fa per me. I suoi canoni, i suoi ritmi. Io amo la montagna, e la montagna ha il ritmo della pace. Penso al futuro e tremo. Che cazzo farรฒ?


Quanti di noi hanno ricordo di quei momenti della giovinezza in cui si รจ sopraffatti dall’incertezza del futuro, chi non ha pensato almeno una volta ad esso e non ha tremato come il protagonista di questo romanzo?

Samuele incarna ahimรจ una grande fetta dei giovani neolaureati del nostro paese che sempre piรน tardi e con sempre maggiore difficoltร  cercano uno sbocco lavorativo che faticano a trovare e che spesso li costringe ad allontanarsi dalle piccole provincie se non proprio dall’Italia.

Questo libro non vuole essere una difesa a spada tratta delle generazioni di giovani, infelicemente definiti choosy da politici del passato, nรฉ vuole avere la falsa pretesa di affrontare la complessa questione dell’occupazione nel nostro paese.

Emanuele Mazzocco regala semplicemente un diario, la messa per iscritto di tutte le emozioni, le paure, le incertezze che tutti noi almeno una volta abbiamo provato di fronte alla prospettiva del futuro, non solo lavorativo.

Sono pagine che disegnano quei passaggi che si devono affrontare nella vita perchรฉ fanno parte della crescita, dell’evoluzione come individui, di una presa di coscienza sui nostri obiettivi e desideri.

Il domani raccontato nel libro spaventa non solo perchรฉ ha tutta la sostanza del cosiddetto passo verso l’ignoto, ma perchรฉ questo passo potrebbe facilmente diventare una catena.

Quella che ci imprigiona ad un sistema che finisce per renderci tutti uguali, schiavi di ritmi che non hanno niente a che vedere con la realizzazione personale ma con l’ uniformarsi ad una societร  che corre, spersonalizza, appiattisce, in nome del profitto, dell’apparenza, della forma a discapito della sostanza .


Ripensai ai colloqui del mese precedente. Al linguaggio utilizzato, alla competizione, alla corsa tramutata in affanno, alla meccanizzazione della vita, agli schemi, alla maledetta matassa ingarbugliata del mondo moderno.


L’irrequietezza che manifesta Samuele รจ non solo infatti il timore che puรฒ provare un giovane che si trova a dover oltrepassare definitivamente la soglia della spensieratezza per entrare a tutti gli effetti nel mondo adulto.

Oltre a ciรฒ, con grandi spunti filosofici e pensieri riflessivi Emanuele Mazzocco esplora anche un altro tipo di inquietudine in cui mi sono perfettamente identificata in tempi passati, che รจ quella dell’essere schiacciati dai ritmi frenetici, competitivi, opprimenti di un modo di vivere che non lascia piรน spazio alle cose che contano.

Una inquietudine che viene ben rappresentata nel libro dalla contrapposizione alla passione per la montagna dove tutto รจ piรน lento, in connubio con la natura, riflessivo, rigenerante.


Ma la montagna รจ cosรฌ, non ti aspetta. Devi essere pronto a un piccolo sacrificio per godere di un tesoro piรน grande. Non sei tu a dettare i ritmi ma รจ lei che ti condiziona, inevitabilmente.


Per raccontare questo viaggio di crescita, di consapevolezza e di maturazione del giovane Samuele, la prosa semplice ma profonda dell’autore si avvale in modo egregio del simbolismo proprio con la montagna e con il viaggio.

Il romanzo รจ diviso in tre parti all’interno delle quali osserviamo il cammino del giovane connesso con i suoi pensieri, le sue emozioni, le sue paure, in cui รจ immediato e spontaneo ritrovarsi.

Sarร  un vero e proprio viaggio in Argentina a diventare la soglia che egli dovrร  attraversare per iniziare questo percorso di presa di consapevolezza, quasi una sorta di portale.

La descrizione dei luoghi, degli abitanti e delle usanze di questo paese รจ talmente vivida da sentirsi dentro ad una serie di cartoline suggestive e colorate.

Un incontro fortunato proprio in questo paese sarร  un raggio di sole nel buio dell’incertezza nei confronti del futuro e del tipo di vita che si desidera.


Era lei. Nessun dubbio, era lei. Era lรฌ che mi aspettava. Era lรฌ su quellโ€™aereo che non avrei mai preso se il mio migliore amico non avesse deciso di portarmi con sรฉ in Argentina.


E poi c’รจ l’altra grande e silenziosa protagonista del romanzo che รจ la montagna con la sua forza, la sua tranquillitร , la bellezza dei paesaggi e la sfida della salita che simbolicamente รจ proprio quella da intraprendere per arrivare a trovare il proprio posto nel mondo, raggiungere la cima.

Una passione questa per la montagna di cui le pagine sono talmente dense da oltrepassarne la superficie per arrivare al cuore, sentendoci anche noi immersi nella bellezza e nella pace di questi luoghi impervi ma che proprio per questo mettono alla prova non solo il corpo ma anche lo spirito.


ยซรˆ poesia. รˆ libertร . Una libertร  comoda e intangibile. Che ti prende e ti culla offrendoti unโ€™esperienza estrema. Lassรน sei solo tu con la natura, con i tuoi limiti da sorpassare e gli occhi da spalancareยป.

Il mare fa sognare. La montagna fa riflettere.


Di riflessioni il protagonista ne fa tante e ispira quindi il lettore a fare altrettanto, e saranno generate oltre che da questo momento di passaggio cosรฌ spaventoso, anche dai rapporti che il protagonista intesse con gli altri personaggi di contorno con cui รจ stato immediato empatizzare per il realismo e l’umanitร  con cui sono tratteggiati.

Il gruppo di amici detti i “furbetti” , il migliore amico Mario di una saggezza unica, un padre assente, una fidanzata lontana.

Tutte relazioni che formano, modellano, arricchiscono, insegnano.

Perchรฉ in questo libro c’รจ veramente tutto quello che conta nell’esistenza e che allo stesso tempo perรฒ ci mette alla prova, mettendoci davanti alle difficoltร , le imperfezioni, le insicurezze che caratterizzano l’essere umano e da cui poi scaturiscono errori che chiunque puรฒ trovarsi a compiere.

Un’amicizia meravigliosa che รจ il cardine dell’intera narrazione merita una menzione speciale perchรฉ diventa un faro che illumina il buio in cui si trova Samuele davanti alla decisione di quale strada intraprendere, un rapporto con i genitori conflittuale, una relazione amorosa intensa ma da costruire, tutti elementi decisivi nel processo di ricerca di sรฉ che intraprende il giovane.


ยซVedi, Samuele, un vecchio professore mi disse che la vita non รจ sempre facile. Non sempre va come ce la immaginiamo. Ma nellโ€™esistenza di ognuno di noi esiste unโ€™asticella. Quella รจ lโ€™asticella della felicitร . Un giorno potrร  essere alta, altissima. Tanto alta da farci uscire il cuore dal petto per la gioia. Un altro giorno invece sarร  talmente bassa che altri potranno camminarci sopra. In realtร  quello che importa รจ cercare di mantenere lโ€™asticella in equilibrio, possibilmente verso lโ€™alto, bilanciando i momenti grandiosi con quelli bui. Solo in questo modo potremo vivere in serenitร  con noi stessi.ยป


Che poi in realtร  si tratta proprio di questo, nella rincorsa quotidiana a cui assomiglia sempre di piรน il vivere, al di lร  delle cose scontate quello che tutti desideriamo trovare รจ la serenitร , prima di tutto con noi stessi.

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L’ASTRONAUTA DAL CUORE DI STAGNO di Massimo Algarotti

L’ASTRONAUTA DAL CUORE DI STAGNO di Massimo Algarotti

Titolo: L’astronauta dal cuore di stagno
Autore: Massimo Algarotti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 10 Maggio 2021
Editore: O.D.E. Edizioni

TRAMA


Nove mesi per prepararsi ad accogliere Zoe: c’รจ un mondo da disegnare, da creare, una stanza da preparare con amore e perseveranza, soprattutto quando la solitudine piomba all’improvviso nella vita di Aleida.

Zoe รจ una bambina che nasce con gli occhi chiusi a causa di una stella filante che voleva solo abbracciarla piรน forte. Grazie alla vicinanza di Selima, immensa amica, di suo padre e di un nuovo compagno, Aleida scopre che il destino traccia un solco su cui la vita affonda sempre le proprie radici per costruire, in ogni caso, un futuro.

Un viaggio che porta con sรฉ Santa Lucia, Caravaggio, il Petrichor e un’Astronauta dal cuore di stagno.

RECENSIONE


Quando pensiamo ad un viaggio solitamente siamo portati a considerarlo un evento positivo, gioioso, carico d’aspettativa, un misto di sensazioni che vanno dall’attesa alla curiositร , forse un po’ di incertezza, fino al sapore dolce o elettrizzante del raggiungimento della meta.
L’astronauta dal cuore di stagno racconta proprio un viaggio, uno dei piรน importanti nella vita di una donna, quello dell’attesa di una nuova vita che deve nascere, ma la cui tappa finale in questo caso avrร  tutt’altro sapore di quello che ci si aspetterebbe.
Ciรฒ non di meno รจ un viaggio che invito a intraprendere facendovi portare per mano dall’autore che con una prosa delicata, poetica, raffinata, mai banale e capace di emozionare ad ogni passaggio, vi farร  vedere uno scorcio di vita vera da un punto di vista incredibilmente originale.
Ispirandosi a una storia reale Massimo Algarotti racconta il momento in cui l’esistenza di Aleida oltrepassa una soglia.
Quella che la porterร  dall’essere una giovane ragazza con i propri sogni e insicurezze, una diciannovenne che fantastica sullo spazio e sulle stelle, a diventare non solo una donna ma soprattutto una madre.


Ho diciannove anni e sognare รจ lecito e rincorrere i sogni รจ un dovere e questo lo so perchรฉ me lโ€™ha sempre detto anche mio padre, un eterno Peter Pan con il cuore di stagno.


Scoperta una gravidanza inattesa, sarร  proprio questo percorso fatto di cambiamenti, sogni, desideri, progetti, tutto ciรฒ che costituisce di fatto l’attesa di questo incredibile evento, il corpo principale della narrazione.
Un viaggio quindi che faremo con Aleida come se potessimo anche noi poggiare le mani sulla sua pancia che cresce lentamente, e porteremo quindi insieme a lei le aspettative, la gioia, i timori, tutte quelle sensazioni che accompagnano un evento la cui portata trasforma la nostra identitร , dopo il quale non si รจ piรน gli stessi.
In un’alternanza di flashback che accompagnano il lettore tra passato e presente con uno stile quasi onirico, costellato di simboli, metafore, evocati dalla natura e dall’arte, si scatenano pensieri ed emozioni tra le piรน disparate, un misto di commozione, stupore, paura, meraviglia.
Tanto giovane quanto forte, questa ragazza รจ il simbolo di quanto l’amore possa resistere al dolore piรน dilaniante, un esempio di resilienza che si fa tangibile.
Perchรฉ questa รจ una storia dolorosa e se deciderete di avvicinarvi ad essa fatelo con questa consapevolezza ma senza paura perchรฉ la bellezza che avrete di ritorno sarร  valsa qualche momento di apnea.
Le emozioni saranno a volte soverchianti, in alcuni momenti ho dovuto interrompere la lettura, scacciare il nodo in gola, respirare e riprendere.
Essendo ispirata ad una storia reale si soffre certamente, come accade nella vita, ma se alcuni capitoli lacerano il cuore altri invece lo accarezzano, meravigliano, facendo assaporare dolcezza e tenerezza in un perfetto equilibrio tra dolcezza e dolore.
Grazie anche alla caratterizzazione dei personaggi che fanno parte del microcosmo di Aleida.
Personaggi che smettono di vivere sulla carta per uscire dalle pagine diventando persone reali e insieme simboli : di una bellezza dell’animo a cui aspirare, del significato di famiglia, quella che seppur con le proprie imperfezioni tutti vorremmo accanto, composta da individui solidi, presenti, comprensivi, amorevoli, onesti.


Sapere che mio padre accoglierร  sempre le persone a me care mi rassicura. Sapere che chi mi vuol bene troverร  sempre le porte di casa aperte รจ una certezza che ho, come una piccola carezza.


L’autore esplora le molteplici emozioni e le difficoltร  della genitorialitร  da piรน prospettive, e nello stesso tempo parla dell’amore filiale perchรฉ va da sรฉ che le due cose non possono essere disgiunte.
Un legame cosรฌ indissolubile se ci pensiamo che trova espressione ancora prima della nascita, nell’unione fisica con il cordone ombelicale.


Essere genitori รจ il risultato di una sottrazione: io e te, meno il tempo, meno la pazienza, meno la libertร , uguale โ€œNoiโ€. Allora sรฌ, forse funziona. Ma per farlo funzionare bisogna accettarlo e capire che il risultato รจ molto piรน bello di quellโ€™equazione che รจ la Vita.


Gli spunti di riflessione sono tanti e salgono all’attenzione del lettore indirettamente con l’utilizzo di immagini, pensieri, simboli, cosรฌ particolari che non te li aspetti e che danno al libro quel sapore fuori dall’ordinario che mi ha conquistata subito e che รจ la marcia in piรน che fa di questo libro un piccolo capolavoro, una preziosa raritร .

Una raritร  che salta agli occhi anche e soprattutto per il garbo e la grande delicatezza con cui l’autore in un momento storico in cui amore e possesso spesso si confondono, in quest’opera attraverso le vicende di Aleida rende un bellissimo omaggio alle donne, quelle con la D maiuscola.

Come scrigno di forza, bellezza, custodi del dono della natalitร , capaci di un amore incondizionato che valica i confini del presente per restare indelebile.


Le Donne come te, quelle di cui abbiamo piรน bisogno perchรฉ sono le Donne che sognano quelle che hanno capito veramente la realtร  e che dalla realtร  non si fanno intimorire, ma la sanno affrontare, con lo sguardo fiero e la testa alta, con il cuore colmo e con un bianco/ nero, dentro/ fuori che separa il mondo in buoni e cattivi, in bene e male.


Una playlist di emozioni insomma, che Massimo Algarotti vi regalerร  anche sotto forma di musica, una canzone per ogni capitolo che a sua volta ha un titolo che fotografa un pensiero, un sentimento, un attimo. Una cover essenziale che meglio non poteva rappresentare l’anima del libro, il suo perfetto manifesto.
Attenzione ai dettagli, orpelli dosati alla perfezione, mirati, che non solo danno un senso di completezza all’opera, ma restano scolpiti nella memoria facendovi toccare l’arte nella forma del Caravaggio, di Santa Lucia, rievocando il profumo del Petrichor o l’immagine di un piccolo astronauta che prende il volo verso una casa di stelle e galassie.
Un epilogo che fa scorrere lacrime, copiose quanto sono scese le mie, ma nonostante tutto o forse proprio per questo non posso che ringraziare l’autore.
Perchรฉ mi ha regalato un libro non facile, ma che proprio per questo vale lo sforzo di resistere ai momenti in cui il cuore si spezza per poi ricomporsi.
Nell’eterna consapevolezza che ricostruirsi dalle proprie macerie, cambiati, ma piรน forti รจ doveroso e inevitabile, traendo forza da coloro che ci amano e con cui dobbiamo andare incontro al futuro.
Un futuro incerto sicuramente ma verso cui orientarsi senza timore, perchรฉ come ricorda l’autore non v’รจ da aver paura delle cose belle che entrano nella nostra vita, anche quando possono far male.


Nulla รจ per caso e anche nei momenti piรน bui dobbiamo essere pronti ad accogliere la bellezza nelle nostre case, nelle nostre giornate, nei nostri pensieri, nelle nostre battaglie quotidiane. Perchรฉ della bellezza non cโ€™รจ mai dโ€™aver paura.


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LA BICICLETTA NERA di Stefania P. Nosnan

LA BICICLETTA NERA di Stefania P. Nosnan

Titolo: La bicicletta nera
Autore: Stefania P. Nosnan
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 3 Novembre 2018
Editore: Bertoni Editore

TRAMA


Milano 1943.

Emma Loreti non sa cosa le riserva il futuro. Proviene da un piccolo paese del centro Italia dove la sua amata famiglia รจ stata trucidata dai tedeschi. Ha ancora presente, davanti ai suoi occhi, lโ€™immagine della sorellina e dei suoi genitori distesi nella polvere. Per dimenticare quel terribile momento e il dolore che le annienta il cuore, sale sul primo treno in partenza verso nord. Viene accolta da una Milano bersagliata e ferita dai bombardamenti alleati. Proprio quando decide di andarsene dalla cittร  conosce Umberto Tomat, capitano del Regio Esercito. Il giovane ufficiale, originario di Udine, รจ assieme al suo plotone in attesa degli ordini che sembrano non arrivare mai. Tra quella moltitudine di soldati tedeschi e italiani ammassati alla stazione, lโ€™incontro tra Emma e Umberto li porterร  a vivere intensamente il sentimento appena nato, che cambierร  il loro presente e il loro incerto futuro. Il cambio di alleanze dellโ€™8 settembre 1943, deciderร  il destino di una Nazione, ma anche quello dei due giovani. Umberto e i suoi camerati si schiereranno contro i tedeschi dirigendosi verso est, nei territori denominati โ€œZona dโ€™operazioni del Litorale Adriaticoโ€, combattendo per la loro salvezza e la liberazione della loro terra. Emma partirร  per Venezia dove soggiornerร  alcuni mesi, abbracciando le idee della Resistenza per sconfiggere lโ€™oppressore. Quando la situazione diventerร  insostenibile si sposterร  a Udine per ricongiungersi con il suo amato capitano. Il romanzo รจ tratto da una storia realmente accaduta, fatta di coraggio, lotta e sentimento che, in un momento tragicamente storico, porterร  i due giovani a dividersi e amarsi da lontano.

RECENSIONE


Il romanzo รจ ambientato nel nord Italia durante la seconda guerra mondiale. Un periodo storico dove la paura serpeggia tra la popolazione, sempre allerta a correre nei rifugi appena suonano le sirene, senza cibo, i piรน fortunati hanno ancora una casa e un orto da cui trarre il sostentamento; gli uomini sono  chiamati alle armi e il piรน delle volte non fanno ritorno e le donne, rimaste sole con i figli, cercano di sopravvivere alla fame e allโ€™orrore. I soldati italiani sono in un momento di sbandamento perchรฉ si ritrovano attaccati dai tedeschi, armati e troppo vicini, fino a ieri loro alleati e improvvisamente, diventano un  bersaglio facile. Sono giovani soldati stremati dalle perdite e dalla fame, senza armi sufficienti a combattere e senza supporto nรฉ direttive dal comando centrale, praticamente lasciati soli a morire.

La vita รจ incerta per tutti: cโ€™รจ chi si nasconde e chi rimane, combatte come puรฒ e ricostruisce quel poco che gli รจ rimasto. E poi cโ€™รจ chi non ha piรน nulla che fugge, senza avere perรฒ un posto sicuro dove poter andare. Tutte queste sensazioni di sofferenza, disagio, frustrazione e paura emergono dalle pagine del romanzo grazie alla scrittura coinvolgente dellโ€™autrice e alla trama, arricchita da nozioni storiche accurate. In questo clima di insicurezza e di angoscia si incontrano, per caso alla stazione di Milano, Emma in cerca di un treno per fuggire dalla guerra e Umberto, Capitano del Regio Esercito, che la combatte questa guerra e che con il suo plotone aspetta un treno che tarda ad arrivare. La stazione รจ spettrale con gente che vaga smarrita, cumuli di macerie dappertutto, valige con una vita di sacrifici dentro, soldati italiani stanchi, feriti nel corpo e nellโ€™anima e soldati tedeschi fieri e sfrontati nelle loro impeccabili divise. Un silenzio irreale che avvolge tutto viene spezzato improvvisamente da sirene e ordigni che esplodono e seminano terrore e sangue. Quando tutto si placa ecco che arriva alle orecchie il cigolio fastidioso di un treno merci: non trasporta viveri ma lamenti, sussurri, lacrime, braccia protese in cerca di aiuto e odore di morte. Appena i due giovani si guardano, pochi scambi di  parole ed รจ una simpatia immediata, un colpo di fulmine che si concretizza in un sentimento forte; e per tutta la storia si penseranno e cercheranno di rincontrarsi. Da una parte cโ€™รจ la morte e la distruzione, dallโ€™altra cโ€™รจ la vita e la speranza di costruire un futuro insieme.


โ€œEmma percepiva solo loro due, non esisteva piรน la guerra, il dolore e la perdita delle persone care. Non cโ€™erano piรน macerie, gente che piangeva per la strada e il suono delle sirene. Il mondo si era fermato a quel momento e non voleva preoccuparsi di altro.โ€


I due protagonisti sono attorniati da tanti personaggi che vivono le medesime incertezze e paure, persone coraggiose che a fatica si rialzano, chi ferito, chi senza forze, chi senza piรน nulla. Ma si rialzano, tutti con la voglia e la determinazione di andare avanti e di farcela. Anche se รจ evidente il pericolo e la sconfitta รจ dietro lโ€™angolo. Nessuno si ferma, nessuno urla, ci si asciuga le lacrime e si va avanti. Un merito va anche agli uomini e alle donne che audaci e combattivi entrano nelle file della Resistenza e affiancano lโ€™esercito. Un libro triste e doloroso dove perรฒ emerge la forza dellโ€™amore, non solo tra due persone; lโ€™amore universale inteso come sostegno, aiuto, responsabilitร , protezione.

Quello che mi รจ rimasto impresso di questa storia, a parte le immagini della guerra e della miseria, รจ la bicicletta nera che dร  il titolo al romanzo; lโ€™ho vista sfrecciare fiera in mezzo alla campagna  con il suo cestino pieno di prodotti da vendere. Mentre la  frase che invece ho ancora in testa รจ


โ€œLa guerra rubava vite restituendo solo dolore e piastrine arrugginiteโ€


Parole dure  per ricordare i caduti e per non dimenticarli mai.

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LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti

LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti

Titolo: Le otto montagne
Autore: Paolo Cognetti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona (Pietro)
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: Aprile 2016
Editore: Einaudi

TRAMA


Pietro รจ un ragazzino di cittร , solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri รจ il suo talento. Il padre รจ un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.
Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerร  tutte le estati in quel luogo ยซchiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accessoยป ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lรญ, ad aspettarlo, c’รจ Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa etร  ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosรญ estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piรบ aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, ยซla cosa piรบ simile a un’educazione che abbia ricevuto da luiยป. Perchรฉ la montagna รจ un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarร  il suo lascito piรบ vero: ยซEccola lรญ, la mia ereditร : una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pinoยป. Un’ereditร  che dopo tanti anni lo riavvicinerร  a Bruno.

RECENSIONE


Un vecchio nepalese disegna nel terreno una ruota divisa da otto raggi, poi afferma: โ€œNoi diciamo che al centro del mondo c’รจ un monte altissimo, il Sumeru. Intorno al Sumeru ci sono otto montagne e otto mari. … โ€œAvrร  imparato di piรน chi ha fatto il giro delle otto montagne, o chi รจ arrivato in cima al monte Sumeru?โ€.


Lโ€™incontro che si racconta in questa citazione tra il vecchio nepalese e Pietro, protagonista e voce narrante di questo libro, avviene solo nella seconda metร  del racconto, eppure si puรฒ dire che รจ in questo passaggio che si concentra il significato profondo dellโ€™opera โ€œLe otto montagneโ€ di Paolo Cognetti.
Un romanzo potente che racconta la storia di unโ€™amicizia tra due ragazzi, Pietro e Bruno, divenuti poi adulti, cosรฌ diversi da sembrare inconciliabili. Ma spesso sono proprio i poli opposti che si attraggono, fino ad assomigliarsi e completarsi.

Pietro รจ un ragazzino ombroso, introverso, che ha sempre vissuto in cittร , insieme ai genitori di origine veneta e amanti della montagna, luogo prediletto dal padre e dove ogni estate trascorrono le vacanze lontano dall’odiata cittร .
A Grana, piccola localitร  montanara, Pietro conosce Bruno, suo coetaneo che a differenza sua non รจ mai uscito dal suo paese ed ha giร  abbandonato la scuola per lavorare nellโ€™alpeggio della famiglia come pastore.

Dal loro primo incontro i due ragazzini instaurano un legame indissolubile che li terrร  uniti per tutta la vita.


Quella sera nel mio letto faticai ad addormentarmi. Era lโ€™eccitazione a tenermi sveglio: venivo da unโ€™infanzia solitaria, e non ero abituato a fare le cose in due. Credevo, anche in questo, di essere uguale a mio padre. Ma quel giorno avevo provato qualcosa, un improvviso senso di intimitร , che allo stesso tempo mi attirava e spaventava, come un varco su un territorio ignoto.


Unโ€™amicizia che nasce tra due personalitร  simili, introverse e taciturne, piรน capaci a comunicare e comprendersi tramite gli sguardi che con le parole. Un rapporto fraterno che diviene collante delle loro vite, in cui le fughe e i ritorni di Pietro, che cresce sempre piรน tormentato e in cerca di una sua identitร , si controbilanciano al radicamento di Bruno, sempre piรน attaccato a non lasciare la sua valle.

Ed รจ in questo contrasto che risiede lโ€™essenza del libro, riportando al passaggio iniziale della leggenda delle otto montagne raccontata dal vecchio nepalese a Pietro durante uno dei suoi viaggi. Sarร  Pietro che dopo aver vagabondato per il mondo e spinto dalla sua viscerale attrazione per i monti, o lโ€™amico Bruno, che non ha pressochรฉ mai abbandonato le montagne dove รจ cresciuto, ad aver imparato di piรน dalla vita?

Una storia dalla trama semplice che lascia cosรฌ ampio spazio allโ€™evoluzione psicologica ed esistenziale dei due protagonisti, reale forza motrice del romanzo. Un legame basato su unโ€™intesa profonda, quasi atavica, che li compenserร  gradualmente nei reciproci momenti del dolore e della perdita, che si alternano nelle loro vite. Durante la lettura si carpiscono i tratti emotivi e psicologici di Pietro e Bruno, rivelati dallo scrittore con naturalezza e autenticitร , pur nella loro complessitร .


โ€œLโ€™estate cancella i ricordi proprio come scioglie la neve, ma il ghiacciaio รจ la neve degli inverni lontani, รจ un ricordo dโ€™inverno che non vuole essere dimenticato.โ€


Due diversi percorsi di crescita che coinvolgono in modo straordinario, in cui lโ€™irrequietezza di Pietro contrasta la tenacia di Bruno, lasciando al lettore la bellezza di capirne virtรน e fragilitร , forza e debolezza, senza giudizio alcuno.

Terzo indiscusso protagonista del libro รจ la montagna, non semplice luogo bensรฌ potente metafora poetica, in grado di essere fredda e inospitale e allo stesso tempo accogliente e ristoratrice dellโ€™anima.


ยซQualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testaยป.

La montagna non รจ solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna รจ un modo di vivere la vita. Un passo davanti allโ€™altro, silenzio, tempo e misura.


Uno spazio mistico di meditazione, fatica, silenzio, pericoli che ripercorre le vite dei protagonisti attraverso lunghe distanze, sia geografiche che temporali. La voce narrante di Pietro accompagna il lettore con immagini suggestive dallโ€™inizio alla fine, facendo percepire odori, sapori e permettendo di ammirare la purezza di luoghi descritti in modo realistico.


Il lago laggiรบ assomigliava a una seta nera, con il vento che la increspava. Anzi no, era il contrario di unโ€™increspatura: il vento sembrava una mano gelida che ne spianasse le pieghe. Mi fece venir voglia di allungare le mie verso il fuoco, e poi tenerle lรญ a rubargli un poโ€™ di calore.


Un libro magnetico da leggere per sperimentare la bellezza del viaggio, non solo quello fatto di spostamenti bensรฌ quello interiore, in cui ritrovare il significato intimo della propria esistenza e del nostro posto nel mondo.

ยซSi puรฒ dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quandโ€™ero bambino, perchรฉ รจ una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna.
Sรญ, parla proprio di questoยป

(Paolo Cognetti).

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I QUADERNI BOTANICI DI MADAME LUCIE di Mรฉlissa Da Costa

I QUADERNI BOTANICI DI MADAME LUCIE di Mรฉlissa Da Costa

Titolo: I quaderni botanici di Madame Lucie
Autore: Mรฉlissa Da Costa
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 6 Aprile 2021
Editore: Rizzoli

TRAMA


Fuori รจ l’estate luminosa e insopportabile di luglio quando Amande Luzin, trent’anni, entra per la prima volta nella casa che ha affittato nelle campagne francesi dell’Auvergne. Ad accoglierla, come una benedizione, trova finestre sbarrate, buio, silenzio; un rifugio. รˆ qui, lontano da tutti, che ha deciso di nascondersi dopo la morte improvvisa di suo marito e della bambina che portava in grembo. Fuori รจ l’estate ma Amande non la guarda, non apre mai le imposte. Non vuole piรน, nella sua vita, l’interferenza della luce. Finchรฉ, in uno di quei giorni tutti uguali, ovattati e spenti, trova alcuni strani appunti lasciati lรฌ dalla vecchia proprietaria, Madame Lucie: su agende e calendari, scritte in una bella grafia tonda, ci sono semplici e dettagliate indicazioni per la cura del giardino, una specie di lunario fatto in casa. La terra รจ lรฌ, appena oltre la porta, abbandonata e incolta. Amande รจ una giovane donna di cittร , che non ha mai indossato un paio di stivali di gomma, eppure suo malgrado si trova a cedere; interra il primo seme, vedrร  spuntare un germoglio: nella palude del suo dolore, una piccola, fragrante, promessa di futuro.

RECENSIONE


Lascia entrare, condividi, lascia andare


Oggi vi regalo con piacere la storia di Amande, una ragazza felice che ha iniziato ad esserlo grazie a Benjamin, suo marito, incontrato per caso e amato alla follia dal primo istante.

Il destino perรฒ a volte, decide di farci brutti scherzi, e allโ€™improvviso toglie ad Amande ogni motivo per essere felice, ma soprattutto le toglie la voglia di vivere e amare ancora.

Per lei si spegne il sole, tutte le giornate sono uguali, si isola dal resto del mondo permettendo alla tristezza di prendere il sopravvento su di lei.

Riesce solo a decidere di trasferirsi, per non passare ogni momento accanto a tutti i ricordi di qualcosa che purtroppo non tornerร  piรน.


Non le dico che non รจ solo una casa, ma un universo a parte quello che mi sono costruita, un mondo fatto di alberi colorati, di candele al chiaro di luna, pini sacri e piccoli e gioiosi riti funebri. Non le dico che qualunque cosa faccia qui trabocca di significato: i rituali per i morti e la vita che coltivo nellโ€™orto, come hanno fatto gli uomini per migliaia e migliaia di anni.


รˆ in questo momento che avviene la magia e interviene Madame Lucie, la padrona della sua nuova casa.

Una vecchietta morta qualche anno prima che inconsapevolmente le lascia una preziosa ereditร ; quaderni, calendari, agende, dove annotava cose da ricordare, semi da piantare, compleanni da non dimenticare e frasi come incoraggiamento a non mollare mai.

Apparentemente potevano sembrare degli stratagemmi usati dalla signora per aiutare la sua memoria provata dal passare del tempo, in veritร  Amande trova pian piano in ognuno di essi un tesoro prezioso, piccole perle che giorno dopo giorno la aiutano a stare meglio.

Seguendo il consiglio di unโ€™amica ho deciso di leggere questo libro, una storia pura, di una bellezza disarmante che mi ha travolta letteralmente fino a farmi diventare parte di qualcosa di indescrivibile.

Grazie ad uno stile di scrittura semplice e coinvolgente, e ad unโ€™ambientazione affascinante e molto realistica, sono entrata senza fatica insieme ad Amande nella casa di Madame Lucie, lโ€™ho vista piangere pensando alle gioie perdute cercando in qualche modo di sopravvivere.


Niente giorni, niente date, niente scadenze, niente incombenze precise. Ho bisogno di libertร . Solo un foglio bianco che mi ricordi il mio obiettivo, la ragione che mi spinge a fare un passo avanti. Il problema รจ che non ho ancora deciso quale possa essere.


Poi, alla scoperta dei diari della vecchia signora, lโ€™ho vista provare a star meglio, mi sembrava di aiutarla a coltivare il suo orto gioendo con lei alla nascita dei cavoli o dei fiori di stagione.

E proprio come i fiori non sono completi senza tutti i petali a fare loro da contorno, Amande aveva accanto molte persone a lei care che la supportavano dandole aiuto e sostegno ma restavano comunque abbastanza distanti per rispettare il suo delicato stato dโ€™animo.

Una storia che ho sentito sulla pelle, facendola mia pagina dopo pagina, un emozionante esempio di resilienza che resterร  nel mio cuore per sempre.


Balleremo entrambi con passo maldestro e con il cuore a pezzi, ma non saremo tristi del tutto, Ben, perchรฉ non saremo soli. Con noi ci sarร  il nostro amore per te, un amore da morire, ma soprattutto un amore da vivere, ancora e per sempre, per fare onore alla luce che hai lasciato dietro di teโ€ฆ


Ognuno di noi affronta in modo differente le prove difficili a cui la vita spesso ci sottopone; una malattia, un incidente, la morta di una persona cara.

La resilienza indica la possibilitร  e la volontร  di far fronte a questi eventi in maniera quanto piรน positiva, riorganizzando al meglio la propria vita.

Amande perde qualsiasi motivo per continuare ad esistere, fino a che non si rende conto che andare avanti significa anche celebrare il suo amore perduto facendosi forza e continuando ad esistere anche per lui.


Credo che in fondo lโ€™amore che proviamo per una persona si misuri da questoโ€ฆ dalla quantitร  di dettagli insignificanti che collezioniamo con cura su di lei.


Consiglio questo libro a chiunque abbia il desiderio di accoglierlo con cuore sincero, perchรฉ ogni momento difficile sia un momento di forza da cui ripartire e rinascere a vita nuova.

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TUTTO CHIEDE SALVEZZA di Daniele Mencarelli

TUTTO CHIEDE SALVEZZA di Daniele Mencarelli

Titolo: Tutto chiede salvezza
Autore: Daniele Mencarelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 25 Febbraio 2020
Editore: Mondadori

TRAMA


Ha ventโ€™anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. รˆ il giugno del 1994, unโ€™estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca allโ€™uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. Nei precipizi della follia brilla unโ€™umanitร  creaturale, a cui Mencarelli sa dare voce con una delicatezza e una potenza uniche.

RECENSIONE


Mi sono sempre chiesta se i โ€œmattiโ€ provano emozioni, gioia o dolore che sia. Grazie alla scrittura potente, schietta e senza filtri dellโ€™autore, le parole mi sono arrivate  subito allo stomaco. Insieme a Daniele, ricoverato in un reparto di psichiatria per un TSO, ho vissuto la sua settimana da internato in una stanza che puzzava di disinfettante, sudore, paura, sofferenza, solitudine e gioia. Sto ancora male per quello che ho visto, le lacrime  uscivano da sole e un macigno sul petto che non mi faceva respirare. Avrei voluto gustarmi il libro con calma, dedicargli il giusto tempo per digerire tutto, invece lโ€™ho ingurgitato in due giorni, una indigestione di follia che non ho potuto trattenere. Ma sono riuscita a capire una cosa importante: tutte le emozioni che provano i โ€œmattiโ€ ci sono, eccome, elevate allโ€™ennesima potenza. Per loro ogni cosa รจ amplificata, ogni sensazione negativa o positiva viene ingigantita e assorbe tutta la normalitร . Daniele se lo osservi da fuori รจ un ragazzo come tanti, con le aspirazioni, i sogni, le stupidate dellโ€™etร  e lโ€™incertezza del futuro di un ventenne. Poi si fa leggere dentro e il suo mondo รจ un abisso buio, pensieri che si rincorrono, fanno a pugni tra loro e mescolano amore e odio, senso di colpa e rabbia. Quello che colpisce di Daniele perรฒ รจ che sembra che vada avanti con la tristezza addosso quando รจ da solo, invece parla ed รจ felice


ยซMa io non soโ€™ infelice, non se tratta de felicitร , me sembra dโ€™esse lโ€™unico a rendese conto che semo tutti equilibristi, che da un momento a un altro uno smette de respiraโ€™ e lโ€™infilano dentro โ€™na bara, come niente fosse, che er tempo me sembra come โ€™n insulto, a te, a papร , e me ce incazzo. Ma io in certi momenti potrei accende le lampadine coโ€™ tutta la felicitร  che cโ€™ho dentro, veramente, nessuno sa che significa la felicitร  come lo so io.โ€


 Daniele rimescola ed elabora i pensieri ossessivamente e la sua estrema sensibilitร  lo porta a sentire la sua sofferenza e quella degli altri sulla propria pelle; non riesce a scrollarsela di dosso, ne porta il peso sulle spalle e chiede salvezza, non solo per sรฉ stesso ma per tutte le persone. Ci sono altri ospiti nella stanza: cโ€™รจ chi รจ assente e guarda rapito un oltre che vede solo lui, chi ha parole sagge e un sorriso che illumina tutti, chi sente unโ€™angoscia tanto profonda da togliere il fiato, chi oscilla tra la parte bianca che sfocia in euforia e la parte nera che porta pensieri di morte. E Daniele con la bella persona che รจ accende la stanza e le persone che incontra nel reparto, anche in quelle catatoniche smuove un guizzo di vita. Pur nella sua sofferenza esistenziale ha sempre un pensiero per tutti


โ€œMa non soโ€™ riuscito a smette de pensaโ€™ a quel ragazzo, mโ€™รจ montata una rabbia, possibile che nessuno sโ€™accorge che semo come โ€™na piuma? Basta โ€™no sputo de vento peโ€™ portacce via.โ€


Allโ€™inizio Daniele piange, vuole scappare. Chiede, implora i medici indifferenti e distratti, ma niente. Il momento piรน brutto รจ la notte che non riesce a dormire. Come bestie attratte dal buio a quellโ€™ora iniziano i lamenti, le voci, i deliri, le urla; fa un caldo asfissiante in provincia di Roma ma Daniele ha paura e i brividi di freddo si mischiano sotto il lenzuolo con un bagno di sudore. Deve resistere una sola settimana che cambierร  la sua visione della vita e anche la mia รจ cambiata leggendo. Tutti i compagni con cui ha condiviso la stanza, pur con le loro diversitร , aiuteranno Daniele ad aprirsi e a mostrarsi cosรฌ comโ€™รจ, senza maschere nรฉ trucchi, perchรฉ lo faranno sentire in qualche modo come loro, non รจ piรน solo


โ€œEccoli, ognuno nel proprio angolo di stanza, indifesi di fronte alla propria condizione, di esposti alle intemperie, di uomini nudi abbracciati alla vita, schiacciati da un male ricevuto in dono. I miei fratelli.โ€


Uno dei nuovi amici di Daniele che  mi รจ rimasto impresso piรน di tutti รจ Mario. Non so dirvi se mi ha attirato il suo sguardo fuori dalla finestra, i suoi discorsi saggi, le sue manie dโ€™ordine o la sua etร . Non mi ha fatto pietร  o compassione, nessuno di loro in veritร . Ma ho sentito la sua malattia, la solitudine e avrei voluto assecondare i suoi ragionamenti, la sua โ€œpazziaโ€ e le parole di conforto che ha detto a Daniele le ho fatte un poโ€™ mie


โ€œUna cosa perรฒ tienila sempre a mente. Curati. Chiedi aiuto quando serve. Ma lascia il tuo sguardo libero, non farti raccontare il mondo da nessuno.โ€


Ed รจ proprio quello che ho intenzione di fare e che dovremmo fare tutti per amarci di piรน.

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OPEN, LA MIA STORIA di Andrรจ Agassi

OPEN, LA MIA STORIA di Andre Agassi

Titolo: Open, la mia storia
Autore: Andre Agassi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2015
Editore: Einaudi

TRAMA


Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente perรฒ prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed รจ proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerร  la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta piรน da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.

RECENSIONE


Era da tempo che volevo leggere questa autobiografia, convinta dai numerosi commenti positivi che mi era capitato di sentire da parte di piรน persone, molte delle quali non sportive e neppure appassionate di tennis. Coincidenza che mi ha incuriosito, ammetto, facendomi superare la diffidenza che ho sempre avuto verso questo genere di libri, considerati piรน come il risultato di sapienti operazioni di marketing che altro.
Sbagliarsi non รจ mai stato tanto illuminante perchรฉ โ€œOpen, la mia storiaโ€ รจ uno dei libri piรน belli letti fino ad ora.
Un viaggio tanto bello quanto doloroso, in cui fallimenti, vittorie, sconfitte segnano il destino di un uomo divenuto leggenda dello sport, attraverso un percorso umano tortuoso, raccontato dallโ€™infanzia fino al ritiro, avvenuto nel 2006.


Gioco a tennis per vivere, anche se odio il tennis, lo odio di una passione oscura e segreta, lโ€™ho sempre odiato. Quando questโ€™ultimo tassello della mia identitร  va al suo posto, scivolo sulle ginocchia e in un sussurro dico: Faโ€™ che finisca presto. E poi: Non sono pronto a smettere.


Cresciuto a Las Vegas da una famiglia ordinaria, Andre Agassi conosce il tennis fin da piccolissimo grazie al padre, ex atleta e ossessionato da questo sport fino a trasformare la sua vita in una missione: far divenire il figlio un campione. Un padre despota che gli nega unโ€™infanzia fino a chiudere la sua adolescenza in una prigione blindata. Una figura a tratti disturbante e odiosa, con cui Andre nutrirร  un rapporto complesso per tutta la sua lunga carriera, fluttuando tra odio e amore, bisogno e rifiuto. Una contraddizione in termini, come lui piรน volte ammetterร , che riflette i sentimenti interiori vissuti verso lo stesso sport che lo segnerร  nel profondo, consacrandolo l’unico tennista ad aver vinto in carriera tutti e quattro tornei dello Slam, la medaglia d’oro del singolare olimpico, il torneo ATP World Championship e la Coppa Davis.
Obiettivi incredibili e impensabili per la maggior parte degli sportivi professionisti, raggiunti pagando perรฒ quale prezzo?


Il dolore di perdere, il dolore di giocare. Ci ho messo trentโ€™anni io a capirlo, a risolvere il calcolo della mia psiche.


Un costo altissimo, sia a livello fisico che psicologico, che minerร  le fondamenta della vita di un ragazzo fragile, alla perenne ricerca di sรฉ stesso e in costante conflitto con il mondo che lo circonda.

Ricordo da ragazzina Agassi come sportivo ma soprattutto come personaggio, per i suoi look stravaganti e i capelli lunghi, che indignavano i giudici di gara di allora e che facevano impazzire le ragazze. Unโ€™icona sportiva e di stile per piรน di una generazione e che segnรฒ lโ€™epoca dei ruggenti anni ottanta. Un campione che divenne facile preda del mondo del gossip per i suoi matrimoni, il primo con lโ€™attrice Brooke Shields, e la successiva caduta nella dipendenza da metanfetamine, nonchรฉ lโ€™irriverente atteggiamento di tennista insofferente alle regole, tra cui il rifiuto di rispettare il dress code imposto dal rigido torneo di Wimbledon, che gli costรฒ la sua partecipazione per anni.
Una patina da star dal quale traspariva la luccicante superficie glamour e che ben nascondeva la sofferenza e il tormento di un ragazzo che visse una gioventรน turbolenta, in un mondo altamente competitivo.
Una storia toccante che insegna moltissimo, in cui รจ facile identificarsi perchรฉ il tennis รจ un po’ come la vita:


Non รจ un caso, penso, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love (zero), gli elementi basilari del tennis sono quelli dellโ€™esistenza quotidiana, perchรฉ ogni match รจ una vita in miniatura.


Un libro messaggero di speranza, in cui riscatto e rinascita sono al centro di una vita vissuta agli estremi, come i lati di un campo, tra lโ€™ossessiva ricerca della perfezione e la paura del fallimento. Un divario come simbolo ricorrente che segna lโ€™eterno conflitto tra ciรฒ che vorremmo e ciรฒ che in realtร  facciamo, come succede ad ognuno di noi.

Lo stile narrazione serrato ed incalzante, raccontato al presente, segna il ritmo della lettura e coinvolge senza lasciare sosta, come se si assistesse virtualmente ad un match combattuto allโ€™ultimo sangue su un campo di tennis, in cui รจ impossibile staccare gli occhi dalla palla.

Alla fine della lettura sono andata a sbirciare nel profilo Instagram di questo campione, incuriosita ancora di piรน dalla sua vita. Quello che mi ha maggiormente colpito รจ stato il suo sorriso luminoso, immortalato in scatti privati autentici che lo ritraggono in una vita ordinaria, condivisa da quasi ventโ€™anni accanto alla moglie Steffi Graff, campionessa di tennis con cui ha avuto due figli, oggi adolescenti. Una coppia solida, che forse nasconde il segreto della sua longevitร  in aver condiviso unโ€™infanzia con dei padri manipolatori e una gioventรน vissuta sotto i riflettori. Il sogno piรน grande che volevano realizzare era proprio quello dellโ€™anonimato, come stanno facendo da anni.

Nonostante i chili in piรน e un aspetto visibilmente piรน maturo, quello che oggi appare chiaro รจ che Andre Agassi รจ un uomo appagato, sorridente, sereno, sicuramente molto diverso dalle immagini che si alternano nel suo profilo Instagram da giovane, piรน magro e in forma ma con quegli occhi bellissimi e tristi che ammaliavano orde di ammiratrici.
Sapere oggi cosa nascondesse quello sguardo cosรฌ malinconico mi ha commosso profondamente, facendomi apprezzare ancora di piรน la sua storia, costellata di ricordi ed esperienze che testimoniano una vita straordinaria. Un uomo che ha trasformato le sue cadute in trampolini per lanciarsi in sfide sempre piรน difficili, alla ricerca di sรฉ stesso e di unโ€™identitร  per anni privata, raggiungendo quella pace interiore cosรฌ a lungo negata, per trovare il significato della propria esistenza accanto ai propri affetti piรน cari e facendo del bene agli altri.


Quello che la gente vede adesso, nel bene e nel male, รจ la mia prima formazione, la mia prima incarnazione. Non ho alterato la mia immagine, lโ€™ho scoperta.


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LE RICAMATRICI DELLA REGINA di Jennifer Robson

LE RICAMATRICI DELLA REGINA di Jennifer Robson

Titolo: Le ricamatrici della regina
Autore: Jennifer Robson
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 26 Settembre 2019
Editore: HarperCollins Italia

TRAMA


Mentre osserva affascinata i deliziosi ricami che la nonna le ha lasciato in ereditร , Heather Mackenzie nota che sono identici a quelli dello straordinario abito che la Regina Elisabetta ha indossato al suo matrimonio, quasi settant’anni prima. Le sono arrivati in una vecchia scatola insieme a una fotografia di nonna Ann con Miriam Dassin, celebre artista sopravvissuta all’Olocausto. Che legame c’รจ tra le due donne? Da dove arrivano quei preziosi ricami? Quella che a poco a poco emerge dalle pieghe del tempo รจ la storia di due giovani ricamatrici che lavorano presso la nota casa di moda Hartnell a Mayfair: Ann, ragazza inglese della classe operaia, e Miriam, immigrata francese sfuggita ai Nazisti. E proprio a loro, prima coinquiline, poi amiche, viene offerta un’opportunitร  eccezionale: realizzare lo squisito, complicatissimo ricamo che ornerร  l’abito nuziale della futura Regina. Lo stesso ricamo che, dopo aver attraversato il tempo e l’oceano, condurrร  Heather incontro al proprio destino.

RECENSIONE


Sono sicura che ognuna di voi, io per prima, porta nel cuore lโ€™affetto delle proprie nonne, i loro preziosi insegnamenti e i piccoli grandi tesori che con amore ci hanno lasciato in ereditร .

Eโ€™ stato cosรฌ per Heather, una giornalista canadese, che al momento della morte di sua nonna Ann scopre un regalo prezioso riservato a lei, che la incuriosisce e la invoglia a voler scoprire segreti sul suo passato che da sempre le avevano tenuto nascosti.


La nonna non era mai stata propensa a rispondere alle domande; quello era un dato di fatto. Ma forse, e solo forse, non le sarebbe dispiaciuto se Heather fosse andata in cerca delle risposte.


Nel 1947, un anno in cui il mondo intero cercava di ritrovare una dimensione dopo lo strazio della seconda Guerra Mondiale, Ann Hughes lavorava presso una delle piรน famose sartorie londinesi che ebbe lโ€™incarico di confezionare lโ€™abito della sposa dellโ€™allora principessa Elisabetta.

Fu un matrimonio che passรฒ alla storia, come un evento grandioso per tutto il paese, che viveva un momento di felicitร  dopo un periodo cosรฌ duro.

Erano tempi complicati, dove lavorare era lโ€™unico modo per riuscire a mangiare e a sostenere una vita dignitosa, e dove cโ€™erano poche possibilitร  per delle ragazze giovani di uscire, distrarsi e divertirsi.

Ann era una ricamatrice e con dedizione metteva in ogni suo lavoro un poโ€™ di sรฉ stessa, un particolare della sua vita, qualcosa che le permetteva di volare con la fantasia raggiungendo luoghi e momenti che riuscivano a farla stare finalmente bene.


La peonia continuava a vivere nella sua memoria. La vedeva chiaramente, i petali lucidi, splendenti e perfetti. Immutata. Tutta intera e viva. Ricacciรฒ indietro le lacrime. Infilรฒ lโ€™ago. Sfiorรฒ il tessuto immaginario con le dita, e ricominciรฒ da capo.


Lavorare allo strascico della principessa quindi, anche se era un compito di grande responsabilitร , diventava per lei un momento di benessere da condividere con le sue colleghe e con Miriam, la sua coinquilina nonchรฉ la persona che la comprendeva come poche e la sosteneva in ogni prova.

โ€œLe ricamatrici della reginaโ€ รจ stata una lettura davvero travolgente, che ho portato avanti con molta curiositร  fin da quando ho visto la sua cover allegra e colorata, integrandola con ricerche sulla storia del matrimonio reale e sullโ€™abito da sogno della principessa esposto in vari musei inglesi.

Leggendo viene subito alla luce la forza e la dignitร  di due ragazze che non si lasciano travolgere dagli eventi, ma riescono a trovare il bello in ogni cosa che fanno lottando ogni giorno per vivere meglio.

Nei capitoli la narrazione passa dal presente al passato intrecciandosi alla perfezione, come la trama e lโ€™ordito dei tessuti piรน preziosi, fino a creare qualcosa di davvero unico.

Questa storia รจ la prova che ogni forma dโ€™arte regala magia, momenti unici che ti permettono di uscire dalla stressante routine quotidiana, arricchendo quello che si crea con una parte di noi stessi

Dopo unโ€™intensa giornata lavorativa, dedico sempre un momento alle mie abilitร  manuali, mettendo da parte tutto e lasciando la testa libera di volare con la fantasia; penso che non ci sia niente di piรน bello.

Consiglio questa lettura a chi desidera una storia che porti speranza e forza, trarrete il meglio dalle nostre protagoniste fino a farlo vostro e a non lasciarlo piรน andar via.


Un approccio improntato al rispetto, alla reverenza e soprattutto alla profonda gratitudine per coloro che hanno sacrificato e perduto cosรฌ tanto durante i terribili anni della guerra.

(nota dellโ€™autrice)


Custodite sempre con sura lโ€™ereditร  delle vostre nonne, perchรฉ ogni piccolo particolare narra una storia affascinante che aspetta solo di essere scoperta e raccontata.

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