ITHAKA: LUNA IN CIELO E ROSE IN TERRA di Federica Baglivo

ITHAKA: LUNA IN CIELO E ROSE IN TERRA di Federica Baglivo

Titolo: Ithaka: luna in cielo e rose in terra
Autore: Federica Baglivo
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Giugno 2019
Editore: Dario Abate Editore

TRAMA

Ithaka ha venti anni, vive su unโ€™isoletta greca sperduta in mezzo al mare a metร  degli anni sessanta e porta lo stesso nome della patria di Ulisse, che lโ€™eroe omerico sognรฒ di raggiungere per una vita intera. Ithaka ha passato lโ€™infanzia con suo padre ma una malattia che ha colpito il suo cuore, glielo ha strappato all’etร  di dieci anni. Le rimangono di lui il fermaglio a forma di rosa bianca con cui le legava la treccia e due misteriose poesie, una delle quali dedicata alla sua vera patria, la Baviera, da cui egli รจ fuggito anni addietro senza che nessuno ne sappia il motivo preciso. Ithaka, spinta dalla voglia di sapere e di capire, intraprende un viaggio alla volta della Germania. Si ritroverร  nellโ€™apparentemente tranquilla cittadina di Kreuzbach. Ma lโ€™apparenza inganna, infatti, tra le casette con giardino e sotto il cielo azzurro si nascondono in realtร  inquietanti segreti e conti in sospeso. La vita che stenta a ripartire, le ferite aperte, i rimandi della guerra, una comunitร  ebraica chiusa, una politica ristagnante, un gruppo di neonazisti che pratica violenze incontrastate.Una luce nel buio: Ithaka conosce un gruppo di ragazzi animati da un autentico desiderio di cambiare le cose. Al loro fianco Ithaka ricostruirร  i tasselli di un passato che da anni sembra attenderla nei luoghi, nella gente e nelle parole.

RECENSIONE


Ho avuto l’opportunitร  di conoscere la scrittura di Federica Baglivo, una armonia di poesia e prosa, che mi ha incantato, apprezzandone lโ€™intensitร  e il modo in cui รจ riuscita a fondere  questi due mondi creativi. E oggi vorrei parlarvene e farvi entrare nel suo mondo.

Il romanzo vede come protagonista Ithaka: una ragazza intraprendente e coraggiosa che decide di partire dalla Grecia e di fare un viaggio in Germania alla ricerca del suo passato; lรฌ scoprirร  gli ideali per cui vale la pena lottare e le cose importanti della vita. Sarร  un viaggio doloroso ma appagante dentro sรฉ stessa; al suo arrivo il passato la travolgerร  e la sconvolgerร  ma รจ forte e, grazie all’amore che ha intriso la sua infanzia, alla curiositร  e alla ingenuitร  dei suoi vent’anni, riuscirร  ad integrarsi e a superare le avversitร . Il suo motto รจ:


L’importante รจ che non spegniate le vostre luci, anche se il mondo intorno a voi รจ buio.


Praticamente un inno alla vita che va sempre vissuta fino in fondo, apprezzandone la luce e accettando e superando il buio. Ithaka รจ sempre alla ricerca del giusto, della luna e delle rose bianche, una costante della sua vita. Cosรฌ come la costante รจ la poesia che traspira e prende possesso delle pagine. Il  viaggio รจ dedicato al padre, Frederick, un uomo con l’animo di un poeta immortale ma con il cuore di un bambino. Un uomo straordinario che ha fatto della poesia il mezzo di evasione dal mondo che non va inteso come fuga dalla realtร , ma come un modo di andare oltre ciรฒ che รจ evidente, ciรฒ che si vede con gli occhi.

Le sue poesie mi hanno commosso per l’intensitร  dei sentimenti che sprigionano, per l’amore che รจ racchiuso all’interno e che grazie alle parole si sprigiona; ma anche per l’affinitร  con mio padre che รจ stato poeta nellโ€™animo e nei pensieri. Ithaka incontrerร  tante persone durante questo viaggio, tanti amici che la aiuteranno nella sua ricerca, che apriranno i suoi orizzonti e le insegneranno che per avere il mondo che vogliamo occorre darsi da fare, scendere in campo e combattere, senza farsi abbattere. E capirร  che, se si vuole davvero una vita meritevole di essere vissuta, bisogna riuscire a trovare qualcosa per cui sei disposto a vivere ma, soprattutto, a perderla la vita. Ithaka ha sempre respirato amore in famiglia e nella sua vita ma si troverร  a sperimentare l’odio e la distruzione della guerra. Sarร  perรฒ molto fortunata perchรฉ anche lei troverร  il suo punto di riferimento, il suo sole. Qualcuno infatti le dirร  che:


 Ognuno a questo mondo ha due soli che gli nutrono lo sguardo: uno lo ammira lassรน in cielo e lโ€™altro lo cerca sulla Terra.


Quello che colpisce nel romanzo รจ lโ€™entusiasmo di questa giovane scrittrice e la poesia che sprigiona dal suo libro; il prologo รจ meraviglioso, cosรฌ come la poesia “incomprensibile” che la ragazza riuscirร  a capire, non solo leggendola piรน volte, come ho fatto io, ma immergendosi nelle parole e guardando oltre.

SCOLPITELO NEL VOSTRO CUORE di Liliana Segre

SCOLPITELO NEL VOSTRO CUORE di Liliana Segre

Titolo: Scolpitelo nel vostro cuore
Autore: Liliana Segre
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 20 novembre 2018
Editore: Edizioni Piemme

TRAMA


“La memoria di Liliana Segre cerca il suo approdo nel presente. Le sue parole lo svelano: racconta di se stessa in guerra come una profuga, una clandestina, una rifugiata, una schiava lavoratrice. Usa espressioni della nostra contemporaneitร  affinchรฉ la testimonianza del passato sia un ponte per parlare dell’oggi. Qui e ora. E, interrogando il presente, Liliana indica quel futuro che solo i ragazzi in ascolto potranno, senza indifferenza e senza odio, disegnare, inventare, affermare.” (dall’Introduzione di Daniela Palumbo).

RECENSIONE


Che la marcia che vi aspetta sia la marcia della vita, e non della morte. Questo vorrei dirvi.


Che la memoria della storia sia uno strumento importantissimo per non cadere negli errori di cui รจ stata testimone รจ risaputo.

Se tra gli strumenti di questa memoria ci sono le parole scritte di chi ha vissuto sulla propria pelle orrori come quelli subiti durante il regime nazi-fascista, รจ doveroso farne tesoro e condividerle.

Cosรฌ come non รจ stato facile per l’autrice iniziare a raccontare nelle scuole questa parte dolorosa del suo passato, nello stesso modo non รจ semplice esserne partecipe attraverso la lettura.

La narrazione non รจ mai cruda nonostante il contenuto, ma si percepisce comunque forte la sofferenza che hanno provato le persone coinvolte negli eventi descritti.

Liliana Segre in questo libro racconta in modo breve ma incisivo la terribile esperienza di tredicenne deportata ad Auschwitz.


Ero sola. A tredici anni entrai da sola nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau. I ragazzi mi chiedono spesso: ยซMa come hai fatto, Liliana? Come ha fatto quella bambina, da sola, lรฌ dentro?ยป.


Viene da chiederselo leggendo queste pagine: come ha fatto lei e tutti coloro che sono sopravvissuti?

Ma questa รจ solo la prima di una serie di domande che la stessa narratrice si รจ trovata a porsi piรน volte nel corso della propria vita.


Mi sono ritrovata piรน di una volta nella mia vita a chiedermi con angoscia, con stupore: ยซPerchรฉ?ยป. Senza mai aver avuto risposta.

Non eravamo piรน italiani? Patrioti? Cittadini? 


Perchรฉ il dolore della persecuzione, dellโ€™isolamento, dellโ€™indifferenza comincia molto prima dellโ€™internamento.

Con lโ€™emanazione delle leggi razziali gli ebrei italiani perdono i diritti civili.

Ed รจ il racconto di questa discesa verso l’annientamento che tocca e commuove da subito, visto attraverso gli occhi di una bambina che improvvisamente non puรฒ piรน frequentare la scuola, si ritrova isolata e abbandonata dagli amici e dai conoscenti, tocca il disprezzo durante le perquisizioni, conosce la paura durante la fuga e sperimenta la prigionia.

Perchรฉ molte sono le emozioni di questa ragazzina che si riesce a toccare sulla propria pelle e che bruciano al contatto, diventando marchio, come quello inflitto agli internati nei campi di sterminio.

Il senso di colpa, lo smarrimento, la paura, la pena, la sofferenza fisica ed emotiva, lโ€™ostinato attaccamento alla vita, lo stupore.


Negli occhi dei quattro soldati russi cโ€™รจ tutto lo stupore per il male altrui, cosรฌ ce ne parla Primo Levi. Unico, eccezionale, Levi, nel raccontarci il senso di smarrimento di chi รจ innocente di fronte al Male.


Lo stupore รจ forse il sentimento piรน paradossale che evoca il racconto, perchรจ viene da chiedersi come sia stato possibile una cosรฌ totale e collettiva perdita di umanitร  nei confronti di altri esseri umani.

Nonostante ciรฒ in ogni parola dellโ€™autrice si respira una consapevolezza dolorosa ma mai contaminata dallโ€™odio.

Nonostante le sofferenze vissute, come racconta lei stessa, Liliana Segre non ha mai ceduto a quella oscuritร  che la ha avvolta in quei terribili anni.

Non una volta fa trasparire dal suo racconto rabbia o desiderio di vendetta.

La sua testimonianza consapevole e onesta รจ un lascito ai giovan,i perchรฉ facciano dei suoi ricordi mattoni su cui costruire ponti di pace e di libertร .


Sono una persona che non dimentica, ma libera dallo spirito di vendetta: la mia libertร  sta nel sentirmi una donna di pace.


Una testimonianza come questa non lascia indifferenti.

Il messaggio piรน potente e piรน importante che lasciano le sue parole รจ quello che riguarda lโ€™indifferenza.

Liliana Segre ha ragione quando dice che รจ anche peggio della violenza.

Perchรฉ ne diviene sua complice.

La stessa che ha consentito che in quegli anni milioni di persone venissero prima perseguitate e poi sterminate.

Lโ€™indifferenza che ancora oggi nonostante tutto serpeggia e strisciante si insinua nelle coscienze di chi non รจ capace di raccogliere la bellezza di chi รจ diverso da noi ma nello stesso tempo uguale.

Un libro per ragazzi che puรฒ tranquillamente essere letto anche dagli adulti perchรฉ siano essi per primi a farne strumento della memoria, da condividere e tramandare come un testimone ai giovani.

Quei giovani che la senatrice Segre considera tutti suoi nipoti e per i quali รจ diventata, nonostante il dolore del ricordo, una fiamma perpetua a illuminare chi non cโ€™era, chi non se ne preoccupa, chi ancora non crede.


<< Sconfessate la menzogna. Diventate candele della memoria.>>


Proviamo a essere scintilla per queste candele, anche leggendo e diffondendo libri come questo.


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LA CUSTODE DEI PECCATI di Megan Campisi

LA CUSTODE DEI PECCATI di Megan Campisi

Titolo: La custode dei peccati
Autore: Megan Campisi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Gennaio 2022
Editore: Nord

TRAMA


Ha rubato solo un pezzo di pane,   ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May รจ obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrร  mai piรน rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio piรน assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sรฉ le colpe del defunto, la cui anima sarร  cosรฌ libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina รจ in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, perรฒ, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderร  giustizia all’unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei รจ in grado dโ€™intervenire. Perchรฉ essere invisibile puรฒ aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempreโ€ฆ           

RECENSIONE


Parto da quello che dovrebbe essere il mio giudizio finale: รจ davvero difficile sintetizzare ciรฒ che mi ha trasmesso questa storia e quanto io abbia amato questo romanzo. May ha rubato un pezzo di pane. Ha rubato per fame, per sopravvivenza. Eppure degli uomini la giudicano una ladra, la reputano colpevole di un crimine terribile, e May viene condannata ad essere una mangiapeccati: con una S tatuata sulla lingua ed un collare attaccato al collo, la povera ragazza dovrร  consumare determinati cibi ogni volta che qualcuno sta per morire. Tramite la confessione del morente lei dirร  quali cibi devono essere preparati (ad ogni cibo corrisponde un peccato), per poi consumarli ed accollarsi i peccati del morente. E cosรฌ i defunti possono riposare in pace.

Proviamo ad immaginare il dramma di una ragazza che perde tutto, che sa di essere condannata a qualcosa di terribile, che SA che non potrร  piรน avere una vita normale: nessuna famiglia, emarginazione sociale, condannata al silenzio per l’eternitร . รˆ May a raccontarci in prima persona il suo tormento, a raccontarci il disgusto per tutto ciรฒ che รจ costretta a ingerire.


” L’invisibile รจ ora visibile. L’inudibile รจ ora udibile. I peccati della tua carne diventano i peccati della mia, cosicchรฉ io li possa portare nella tomba in silenzio. Parla.”

” Stinco d’agnello, aringa sottaceto, uova di piccione” snocciola la mangiapeccati.


Nel corso della storia siamo spettatori della grande sofferenza di May che assiste la mangiapeccati piรน anziana, fino a quando un giorno non si trova ad ascoltare le confessioni di una dama di compagnia della regina: sulla sua bara viene fatto mettere un cuore di cervo. Cuore di cervo: omicidio, infanticidio…. Ma la donna non ha mai confessato questo crimine. Qui inizia il percorso di May verso una vita diversa: il desiderio della veritร  la porta verso un viaggio tortuoso dal quale non si torna piรน indietro.


” Le mie labbra mimano le parole: Oh, Ruth! Il mio respiro si stempera in un pianto dirotto, per le sofferenze che ha subito lei, per il dolore che provo io, e per la solitudine che mi schiaccia il petto non meno delle pietre che l’hanno uccisa”.


La narrazione in prima persona rende la storia ancora piรน cruda e vera: il lettore sente il dolore di May, il bigottismo della societร  dell’epoca, il maschilismo e la crudeltรก di uomini che decidono il destino delle donne. Ma May รจ il simbolo di tutte quelle donne che si ribellano ad un destino imposto e combattono per la propria dignitร .


” Mi raggomitolo sotto un vecchio tappeto procuratomi da Bessie la Mangiapeccati, assieme a Topo il gatto. Il collare รจ nella scatola accanto a questo mio giaciglio. E ora che mi addormento sono di nuovo May. May e basta.”


Merita solo elogi Megan Campisi che ha saputo realizzare un’opera eccezionale: con la sua scrittura evocativa mi ha trasportata in un altro mondo, e mi ha fatto capire che nessun destino รจ mai scritto fino in fondo.

Consigliato a tutti, soprattutto a coloro che hanno ancora la forza di ribellarsi e di combattere. Una piccola curiositร : pare che l’autrice si sia ispirata ad una figura realmente esistita in alcune culture, la mangiapeccati, allontanata da tutti ma allo stesso essenziale per i propri servigi.     


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DI UN ROMANZO AI TEMPI DI INSTAGRAM, E DI UNA STORIA D’AMORE di Alice Gransassi Ferretti

DI UN ROMANZO AI TEMPI DI INSTAGRAM, E DI UNA STORIA D’AMORE di Alice Gransassi Ferretti

Titolo: Di un romanzo ai tempi di Instagram, e di una storia d’amore
Autore: Alice Gransassi Ferretti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 4 novemnre 2020
Editore: Gruppo Albatros Il Filo

TRAMA


Alice, giovane psicologa, diretta, schietta, grande sognatrice e innamorata dellโ€™amore, un giorno, si decide finalmente a proporre il romanzo che tiene nel cassetto da un poโ€™ ad un editore, che la rifiuta preferendole un giovane Influencer di Instagram con milioni di followers. Avvilita, Alice torna a casa, si getta nel letto, e la mattina dopo viene svegliata da una bimba bionda che la chiama โ€œMammaโ€. Una storia impetuosa, dai sentimenti travolgenti e sempre sinceri e autentici, una lettura gratificante che vi lascerร  il sorriso sulle labbra e il cuore colmo di felicitร .

RECENSIONE


Un titolo e una cover diversi dal solito sono stati i primi elementi che hanno attirato la mia curiositร , un poโ€™ insoliti rispetto allโ€™argomento a cui rimanda il titolo e in effetti questa lettura non parla solo di una storia dโ€™amore.

รˆ un romanzo che affronta con un tocco lieve ma ben chiaro temi disparati, dalla complessitร  delle relazioni umane, alle responsabilitร  del crescere un figlio, dal desiderio di realizzare un sogno allโ€™utilizzo a volte distorto dei social media.

Alice Gransassi Ferretti รจ unโ€™autrice emergente dalla penna onesta e realistica, che, in questo lavoro fa intuire un velato sapore autobiografico.

La cover richiama proprio una tipica foto che si posta sui social ed infatti lโ€™autrice prova con il suo intreccio a fotografare il condizionamento che subiamo in molteplici ambiti dai social media.

Il loro utilizzo a volte distorto ha contaminato le relazioni interpersonali ?

รˆ vero che sempre piรน spazio e visibilitร  vengono date sui social network nonostante la mancanza di contenuti da trasmettere?

Questo romanzo prova a rispondere a questa domande non direttamente ma ponendo davanti a degli accadimenti da cui poi spontaneamente il lettore trarrร  le proprie conclusioni.

Attraverso una narrazione arguta sul rapporto di coppia, sullโ€™eterno scontro tra sentimento e ragione, sulle insicurezze insite in ognuno di noi, sulla necessitร  di trovare dei compromessi, senza che vengano meno i doveri insiti nella genitorialitร .

Il tutto amplificato e forse complicato, questo sarร  sempre il lettore a stabilirlo, da una societร  devota allโ€™apparenza che ha fatto dellโ€™ avere molti followers il proprio vessillo.

Lโ€™incipit da cui ha origine la vicenda trasporta questo condizionamento anche nel mondo editoriale, tanto che persino pubblicare un libro diventa piรน facile per chi naviga nel mondo virtuale dei social media anche se non ha molto da comunicare.


Ecco, la donna che quella ragazzina รจ diventata ha deciso di scrivere un romanzo in unโ€™epoca storica in cui se ti apri una pagina Instagram e hai piรน di un tot di followers, non importa che tu abbia realmente qualcosa da dire.


Per me รจ stata una lettura coinvolgente e identificativa non tanto per gli accadimenti quanto per lโ€™affinitร  di pensiero con la protagonista.

Alice  รจ una psicologa che sarร  travolta ad un certo punto da una serie di eventi che le faranno apparentemente perdere il controllo della sua vita.

Protagonista di una storia sentimentale intensa ma complicata, assalita da una serie di incertezze, contemporaneamente impegnata nel difficile mestiere di genitore, donna che vuole realizzare un sogno e che si troverร  anche a dover combattere con la depressione.

La forza del libro sta soprattutto in una costruzione narrativa molto originale che volteggia tra sogno e realtร , pensieri, emozioni e azioni in cui ognuno di noi puรฒ specchiarsi.

รˆ stato immediato identificarsi nelle reazioni, nei pensieri e sentimenti raccontate nel romanzo, che sono comuni a molte storie di vita normale ma che ognuno di noi affronta e metabolizza a modo proprio.


Questa sรฌ, che sarebbe una trama banale. Peccato che le trame banali siano quelle che rappresentano di piรน unโ€™innumerevole quantitร  di persone che per altrettanti innumerevoli motivi si ritrova nelle stesse condizioni emotive una o piรน volte nel corso della vita e quindi compie gli stessi gesti che sto facendo io ora;


A volte quando si racconta la realtร  si corre il rischio di essere tacciati di banalitร .

Credo invece che questo libro non abbia nulla di banale, a partire dallo stile ironico ma introspettivo fino ai contenuti che trasportano il lettore dentro a vicende ordinarie ma che proprio per questo accomunano molte persone.

Attraverso una narrazione a volte incalzante che ribalta lโ€™andamento della storia lasciando il lettore forse un poโ€™ spaesato ma anche molto curioso dellโ€™evolversi degli accadimenti.

Questo anche grazie al fatto che rispecchiando in pieno la realtร , il susseguirsi dei fatti narrati e la loro evoluzione non sono facilmente intuibili: non tutti i progetti, le intenzioni, i sentimenti sono sempre chiari, e non prendono la direzione desiderata, proprio come accade nella vita.

Questa autrice ha saputo raccontare una famiglia qualunque con uno stile per niente qualunque, in un modo personale, con un realismo e un carattere introspettivo che gli hanno conferito veritร  e di conseguenza la partecipazione emotiva del lettore.

La descrizione di vicende e situazioni in cui molte donne possono identificarsi ha infatti il valore aggiunto di permettere di identificarsi con Alice e con le situazioni familiari che vive.

Una finestra su eventi da cui molte persone si sono affacciate o si affacceranno nella vita e che forse grazie a questo permette a chi legge di non sentirsi cosรฌ diverso o inadeguato rispetto alle tempeste che a volte purtroppo si infrangono sullโ€™ esistenza.

Una sana spruzzata di ironia, alleggerisce la trama che non risulta troppo pesante e che apre una piccola fessura anche sul tema della depressione, trattandolo con garbo e onestร .


Erano anni in cui cโ€™erano ancora molti tabรน sulla salute mentale, io stessa mi vergognavo come se me la fossi andata a cercare: in realtร  era stato tutta una serie concomitante di fattori. Gli ormoni post partum, lโ€™essere diventati una famiglia, lo scoprire che la vita da madre non era come quella che trasmettevano nelle pubblicitร :


รˆ un libro che parla di vita, della realizzazione dei sogni, della fatica che si fa per inseguirli, delle cadute che capitano nel tentativo di realizzarli, delle difficoltร  che si incontrano sulla strada per realizzarli ma anche della profonda felicitร  che si ottiene nel raggiungerli.

Che siano essi ritrovare un amore perduto, essere un genitore allโ€™altezza, realizzarsi professionalmente, combattere la depressione, o pubblicare un libro, ogni sogno realizzato รจ una salita al termine della quale si viene investiti da una felicitร  autentica, perchรฉ conquistata con fatica.


Sorrido di quei sorrisi potenti, che illuminano gli spazi e gli oggetti, che danno luce alle stanze. I sorrisi di quando non puoi essere piรน felice di cosรฌ. I sorrisi che notano anche gli estranei, perchรฉ brillano e ti fanno brillare.


Una ultima piccola menzione merita la prefazione di Barbara Alberti che ho trovato centrata, delicata e onesta. Mi ha positivamente introdotta alla lettura con poche righe che riassumono molto bene lโ€™essenza non solo di questo, ma di ogni romanzo che ci si appresta ad iniziare.


Il libro รจ il piรน soave grimaldello per entrare nella realtร . รˆ la traduzione di un sogno.


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CHE COSA TI ASPETTI DA ME? di Lorenzo Licalzi

CHE COSA TI ASPETTI DA ME? di Lorenzo Licalzi

Titolo: Che cosa ti aspetti da me?
Autore: Lorenzo Licalzi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 12 Giugno 2012
Editore: BUR

TRAMA


Tommaso Perez, brillante fisico nucleare, ripercorre la sua esistenza: gli anni dโ€™oro in compagnia dei piรน grandi scienziati del Novecento e quelli grigi, spesi isolato in una casa di riposo. Stanco di vivere e disilluso, non sa che la vita ha ancora in serbo qualcosa per lui. Quando Elena entra nel suo mondo, e a poco a poco lo rivoluziona, Tommaso ritrova fiducia in un futuro diverso, e scopre che puรฒ ancora voltare pagina. Anche dopo i settantโ€™anni. รˆ questo amore fuori tempo massimo che gli permetterร  di โ€œoltrepassare il confine dove il sรฉ si confonde con lโ€™altro e il sรฉ e lโ€™altro diventano tuttโ€™unoโ€. Un romanzo cinico ed esilarante, ironico e commovente, capace di raccontare la realtร  in tutta la sua fragile, gloriosa e imprevedibile umanitร .

RECENSIONE


E la vecchiaia alla fine vincerร  la guerra, anzi lโ€™ha giร  vinta, mi ha giร  ucciso tenendomi in vita.


Non avrei mai immaginato che questa lettura mi avrebbe conquistata a tal punto.

Smettere di vivere senza essere morti, questo fa il protagonista del libro di Lorenzo Licalzi Che cosa ti aspetti da me?

La vecchiaia non va accettata va conquistata afferma Tommaso Perez, anziano fisico nucleare colpito da una malattia che lo costringe a essere ricoverato in una casa di riposo.

Lo spietato resoconto della vita in questa struttura di degenza per anziani autosufficienti e non, costituisce la prima parte del libro, un ritratto cinico, a tratti drammatico ma desolatamente realistico e nello stesso tempo ironico, di giornate scandite da gare su carrozzine piรน o meno allโ€™avanguardia il cui traguardo รจ riuscire a farsi mettere per primo a letto, o accaparrarsi la poltrona piรน vicina ai bagni.


In questa casa di riposo va in scena ogni giorno la parodia delle bassezze umane, che la vecchiaia, come un regista maledetto, esalta fino alla massima potenza.


Lo stile dellโ€™autore, ha avuto una grande incidenza sulla mia capacitร  di assorbire questa prima parte del racconto senza esserne disturbata perchรฉ onestamente non sono pagine che รจ semplice digerire.

Fondamentale รจ stata la capacitร  dellโ€™autore di raccontare la decadenza del corpo, la vulnerabilitร  della mente e la vita come attesa della morte, con un realismo sfiorato a tratti da un velo di ironia, dando una connotazione alla narrazione cosรฌ dissacrante da renderla quasi grottesca.

Questo ha notevolmente attutito la tristezza, il senso di dignitร  perduta e la solitudine che inevitabilmente sgorgano dalle pagine.

Lo scrittore utilizza il protagonista come un filtro che in prima persona fa comprendere al lettore quella che รจ la visione disincantata, decadente, cinica della vita da parte di Tommaso, ma non lasciatevi ingannare dal suo racconto, che utilizzando la prima persona rende molto tangibili le emozioni e le sensazioni del protagonista.

Perchรฉ anche se vi sembrerร  di essere lรฌ con lui nella sua stanza a fissare la crepa nel soffitto in attesa che una ennesima giornata vuota e triste inizi, in realtร  questo รจ un racconto di rinascita.

Certamente inconsueta, inattesa, di un uomo al tramonto della sua esistenza che deve accettare la vecchiaia e non combatterla, ma pur sempre trattasi di un risveglio interiore, narrato con uno stile che scalda nonostante la freddezza delle situazioni, intenerisce nonostante la durezza delle vicende, trasmette speranza lร  dove sembra non essercene piรน.


Cosรฌ la vita in un mondo che non ti appartiene finisce per perdere tutto il valore che ha.


Inizialmente รจ proprio cosรฌ, per Tommaso la vita non ha piรน valore e desidera ardentemente la morte.

Da scienziato รจ sempre stato molto pragmatico, anche un poโ€™ misantropo, ma รจ anche un uomo che ha covato un grande sogno e che รจ capace di incantarsi a guardare un cielo pieno di stelle.

Conosce la sofferenza del cuore ma non รจ abituato a quella del corpo e la poca dignitร  che contraddistingue la vita nella casa di riposo lo hanno definitivamente convinto dellโ€™inutilitร  di una vita di questo tipo.

Arrivati alla seconda parte del libro lโ€™autore vi sorprenderร  cambiando decisamente registro.

Il racconto si tinge di una lieve dolcezza e scopriremo che รจ possibile trovare lโ€™amore e grazie ad esso ritornare a guardare con fiducia al futuro anche nella vecchiaia.

Leggendo ho pensato che questo รจ un messaggio importante ma non comprensibile a tutti, a volte forse anche non accettato dai piรน giovani.

Perchรฉ avere davanti un anziano costituisce uno specchio di quello che attende nella maturitร  dellโ€™esistenza e non sempre questo riflesso rimanda una condizione accettabile dal punto di vista fisico ed emotivo.


Ciรฒ che rende tragico questo posto sono le persone che lo abitano, sono ioโ€ฆ siamo noi. Sono i vecchi, costretti a vedere negli altri che vivono qui il riflesso della loro vecchiaia. Ed รจ questo che ci disturba, in fondo, e che disturba i giovani, perchรฉ guardandoci vedono il riflesso del loro destinoโ€ฆ


Penso onestamente che spaventi non arrivare alla vecchiaia, ma spaventa anche arrivarci in un certo modo, con il fardello della possibile perdita dโ€™indipendenza, la prospettiva della solitudine, del sentirsi un peso, della sofferenza fisica.

A riprova perรฒ che non conta solo quel che si sceglie di raccontare ma soprattutto come lo si racconta, Lorenzo Licalzi ha dipinto con realismo e sostanza questa paura, riuscendo perรฒ a squarciarla, mostrando allโ€™interno di questo strappo uno scorcio di vita in cui non tutto รจ perduto.

Come sempre lโ€™affetto รจ capace di plasmare anche le situazioni piรน difficili fino a renderle piรน leggere o se vogliamo piรน dolcemente sopportabili perchรฉ il peso della sofferenza รจ condiviso, spalmato sulle spalle di chi si ama e ci ama diventa piรน leggero.

Che cosa ti aspetti da me? chiede ad un certo punto il protagonista e sta tutta in questa frase il senso profondo di questa lettura.

Il peso delle aspettative possono essere catene che pesano su di noi fino a condizionare la nostra formazione, la nostra visione delle cose, diventando zavorra, fonte di preoccupazione, rinunce e conquiste che non ci appartengono veramente.

Lโ€™amore che lโ€™autore celebra attraverso i protagonisti รจ quello che non ha aspettative ma prende e si nutre di quello che uno รจ in grado di offrire.

Un tipo di amore questo che porta con sรฉ una inattesa felicitร  a Tommaso e una nuova serenitร .


Non fu la pace interiore a fargli scoprire lโ€™amore ma il contrario: fu la scoperta dellโ€™amore a farlo sentire sereno.


Grazie ad un tipo di amore del tutto diverso come solo puรฒ essere quello vissuto da โ€œvecchiโ€.

Incredibilmente quando pensi che la vicenda sia vicino ad una conclusione dolceamara lโ€™autore sorprende nuovamente con una terza parte del libro che costituisce una sorta di visione delle vicende narrate in una prospettiva piรน ampia e da unโ€™angolazione differente ma che dร  alla storia un senso di completezza.

รˆ stato difficile scegliere quali estratti inserire in questa recensione, perchรฉ ogni passaggio, ogni frase porta con sรฉ qualcosa a cui pensare, idee sopite in fondo alla nostra mente e forse ancora di piรน in fondo al cuore, che hanno bisogno di parole come queste per venire a galla, semplici ma che scuotono.

La lettura di Licalzi mi ha veramente sorpresa con una scrittura fluida, diretta, tragicamente esilarante in alcuni passaggi ma densa di significato tanto che รจ stata una sottolineatura continua.

Una riflessione sullโ€™esistenza, sulla fisica, sulla filosofia, su Dio, sullโ€™amore, un contenitore vario e misurato ma anche intenso e commovente.


Quindi non lo so se la velocitร  della luce un tempo non era costante, ma so che un uomo che ha avuto per tutta la vita il sogno di dimostrarlo, anche se poi non lโ€™ha dimostrato, ha cullato un grande sogno, uno di quei sogni per cui vale la pena di vivere e di vivere una vita che vale la pena di essere raccontata.

Questa รจ una storia che vale la pena di leggere che parla della condizione umana fragile, decadente, imperfetta ma pur sempre una meravigliosa, emozionante umanitร .

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LA CASA DELLE BELLE ADDORMENTATE di Kawataba Yasunari

LA CASA DELLE BELLE ADDORMENTATE di Kawataba Yasunari

Titolo: La casa delle belle addormentate
Autore: Kawataba Yasunari
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic, Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 1961 in lingua originale e traduzione in italiano nel 1972
Editore: Mondadori

TRAMA


“La casa delle belle addormentateโ€ รจ un raffinato racconto erotico incentrato sulle visite del vecchio Eguchi a un inconsueto postribolo nel quale gli ospiti possono passare la notte con giovanissime donne addormentate da un narcotico. Il regolamento vieta di svegliarle, esaltando il fascino quasi magico emanato dalle fanciulle, e permette a Eguchi, attraverso una delicata rapsodia di sensazioni e di ricordi, di riappacificarsi con se stesso in un viaggio tra i piรน misteriosi recessi della psiche, evocati con segni incredibilmente semplici, rarefatti e luminosi. Il volume comprende anche due romanzi brevi di Kawabata (ยซUccelli e altri animaliยป e ยซIl braccioยป) ed รจ arricchito dalla postfazione di un altro protagonista della letteratura giapponese del Novecento, Yukio Mishima.

RECENSIONE


ยซParadossalmente, un bel cadavere privo ormai delle ultime tracce di spirito, offre le piรน forti sensazioni di vita.ยป


Questo รจ il pensiero che deve aver avuto chi ha voluto creare la casa di tolleranza delle ragazze addormentate; un luogo dove anziani soli passano le notti, affamati di calore umano e di vita, piรน che di sesso. Le ragazze sono giovani, minorenni talvolta, vergini; giacciono nude su un letto riscaldato da una coperta termica. Ostentano la loro giovinezza e bellezza ma sono rese incoscienti da un potente sonnifero che le fa dormire profondamente.

Cosa spinge un uomo a voler trascorrere una notte con loro e godere della loro compagnia? Lโ€™attrazione sessuale o la solitudine? La voglia di vita o la consapevolezza di essere vicini alla morte? Tutte queste domande troveranno risposte e riflessioni nel protagonista di questo racconto.
Eguchi รจ un uomo di 67 anni, ancora sessualmente attivo che vuole provare questa insolita e intrigante modalitร  erotica, attratto dallaย  forza magica che gli suscitano delle ragazze costrette al sonno. Nella sua vita non ha mai trascorso con una donna delle notti cosรฌ innocenti, ma vuole tentare anche questa strada e si renderร  conto che saranno notti cosรฌ piene di eccitazione ed effetti sul corpo e sulla mente.

Lโ€™ambientazione e lโ€™atmosfera che si respira รจ quella tipica giapponese: la presenza costante del tรจ verde come fonte di rassicurazione, conforto, un poโ€™ come sentirsi a casa; il letto basso chiamato tatami; il profumo delle camelie, le tende di velluto rosso che accendono la  dando alla stanza unโ€™aria magica. Tutti i sensi sono impegnati, sia quelli di Eguchi che quelli di chi legge: gli occhi osservano ammaliati e giudicanti, le mani sfiorano, accarezzano lievemente, il naso cattura odori piacevoli e forti, lโ€™orecchio capta i respiri e il tempo che scorre fuori, un temporale o la risacca del mare. Sono proprio gli odori delle donne che riportano alla mente profumi di fiori, un bosco, stagioni passate, donne del passato.

Leggendo si ha la consapevolezza che si puรฒ provare un piacere sconosciuto e anomalo, una sessualitร  che non si consuma nella modalitร  tradizionale; non cโ€™รจ rapporto sessuale ma il solo vederle, annusarle, il solo avvicinarsi, genera immagini, fantasie, sogni e incubi. La prima ragazza con cui dorme Eguchi lo porta indietro a quando era solo un bambino perchรฉ gli ricorda il sapore del latte, la seconda ragazza al primo sguardo la reputa una esperta di sesso, la successiva gli sembra addirittura sia una vergine, unโ€™altra invece gli trasmette tanto calore. La visione di queste fanciulle evoca in Eguchi ricordi. E tra memorie del passato e corpi nudi e giovani del presente, passano le nottate.

E si perchรฉ tornerร  piรน volte nella casa e dormirร  con donne diverse, ognuna delle quali susciterร  in lui emozioni, brividi e passioni. Le accarezza, grazie alla loro staticitร , le osserva minuziosamente ma piรน di tutto vorrebbe svegliarle; si rende conto che un rapporto umano di questo tipo non riesce a soddisfarlo pienamente; il silenzio non appaga del tutto nรฉ i sensi nรฉ la solitudine, anzi, acuisce tutto ancora di piรน.

Eppure dopo la prima volta sente il bisogno e la curiositร  di tornare ancora nella casa. Non di tratta di un erotico tradizionale, in questo racconto la seduzione si percepisce nei gesti, negli sguardi e negli odori ed รจ molto efficace. La voce narrante del protagonista Eguchi riflette e fa riflettere il lettore sul tema della alienazione e della repressione del desiderio: stare accanto a giovani donne, dormire con loro senza godere dei loro corpi.

Realtร  e sogno, amore e morte si mescolano nei pensieri che portano a meditare sul declino inevitabile della vita e sulla paura che si ha della morte, nel momento in cui si รจ anziani. E allora poter dormire accanto a giovani donne รจ come volersi consolare e godere, per una notte, di un lampo di vita ritrovata. Non riuscendo a rassegnarsi allโ€™inesorabile scorrere del tempo.


ยซProprio le ragazze che continuavano a dormire senza fine erano forse per i vecchi una libertร  senza etร  โ€“ giร  Eguchi lo aveva pensato. Le dormienti che non parlavano, forse parlavano come piaceva ai vecchi.ยป


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DORMI STANOTTE SUL MIO CUORE di Enrico Galiano

DORMI STANOTTE SUL MIO CUORE di Enrico Galiano

Titolo: Dormi stanotte sul mio cuore
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima e terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Aprile 2020
Editore: Garzanti

TRAMA


Mia sa che puรฒ sempre contare su Margherita, la sua maestra delle elementari che, negli anni, รจ diventata anche la sua migliore amica. Nello strambo quaderno che custodisce in un cassetto di casa ci sono scritte tante piccole meraviglie, che sono anche tante grandi risposte. รˆ lei a spiegarle che il cuore di una tartaruga batte sei volte al minuto, quello di un colibrรฌ seicento. E che ogni cuore, quindi, segue il suo tempo. Ma cโ€™รจ una domanda a cui Margherita non sa rispondere: โ€œperchรฉ Fede รจ andato via?โ€. Fede รจ il ragazzo che la famiglia di Mia ha preso in affido. Fede non voleva parlare con nessuno, ma ha scelto lei come unica confidente. Fede, con i testi delle canzoni, le ha insegnato cose che lei non ha mai saputo. Fede lโ€™ha stretta nel primo abbraccio in cui si รจ sentita al sicuro e davvero felice. Fede lโ€™ha ascoltata e capita come nessuno mai. Da quando non ha piรน sue notizie, Mia non riesce ad avvicinarsi alle persone, non riesce nemmeno a sfiorarle. Mentre il mondo e la storia si inseguono e si intrecciano, lei si รจ chiusa in un guscio piรน duro dellโ€™acciaio. E non vuole piรน uscire. Ma se non si affronta il nemico, il rischio รจ che diventi sempre piรน forte, persino invincibile. Se non si va oltre lโ€™apparenza non si conosce la realtร . Anche se provare a farlo รจ unโ€™enorme fatica; anche se ci vuole molto tempo. Perchรฉ, come dice Margherita, ogni cuore ha la sua velocitร : non importa chi arriva primo, basta godersi la strada verso il traguardo.

RECENSIONE

Mia ha 30 anni e conosce bene lโ€™istinto e la scia di gioie e dolori che il cuore lascia dentro e dietro di sรฉ. รˆ sempre stata matura, anche da bambina, quando osservava il mondo con gli occhi della meraviglia, come se fosse un grande contenitore di desideri da rincorrere.


โ€œIl mondo era un pacco da scartare, una pagina bianca, lโ€™istante subito dopo la stella cadente.”


Continua a farlo, anche da adulta, quando ormai conosce il bello e il brutto del mondo. E da ragazzina si รจ ritrovata, da un giorno allโ€™altro, senza vita. Piรน che giorno parlerei di notte, perchรฉ รจ proprio una Notte, in particolare, che toglierร  luce alla sua vita.


โ€œAmo il suono del fiume che scorre, gli occhi miei chiusi ad abbracciarlo, nessuno lo sa ma amo cosรฌ tanto vivere che ho un velo di lacrime sempre sugli occhi solo perchรฉ odio, terribilmente odio che vivere significhi, un giorno, morire. E non muori una volta solaโ€ฆNo, non muori solo il giorno che muori: puoi morire tante volte mentre sei ancora vivo.โ€


Partendo da un album di fotografie Mia racconta in prima persona, come una sorta di diario, lโ€™incontro con Fede, la sua fobia, il suo sentirsi diversa, emarginata dai compagni, nel periodo critico dellโ€™adolescenza in cui si fatica a conoscersi e a farti conoscere dagli altri. Il linguaggio, le espressioni e le paure di Mia, nella prima parte, rispecchiano la sua giovane etร  e i ricordi sono cosรฌ nitidi che si rivivono leggendo. Nella seconda parte, quando inizia il viaggio verso la sua rinascita, Mia utilizza invece parole mature e consapevoli.

Cosa sarai mai accaduto a Mia? Quale tragico evento ha potuto trasformare la sua curiositร  e vitalitร  in fobia e terrore? Mia si rende conto di soffrire di afefobia, una patologia che le provoca dolore, una sorta di bruciore quando tocca o viene toccata da una persona. Questa la porta a isolarsi e a fare lo slalom tra la gente per evitare qualsiasi contatto fisico. Tutto nasce da quella maledetta Notte in cui suo fratello adottivo Fede viene portato via dalla sua casa e se ne perdono le tracce. Fede un ragazzino che la famiglia di Mia ha preso in affido e che ha visto la guerra con gli occhi e ne ha vissuto lโ€™orrore sulla pelle.


โ€œSembrava davvero un cane abbandonato per strada, il pelo sporco e bagnato, tanta paura negli occhi e tanto freddo dentro. Un cane abbandonato e muto. Come se qualcuno gli avesse rubato la voce.โ€


Fede non parla ma osserva e capisce tutto e si lega a Mia, con un affetto e un amore totale; un sentimento che puรฒ essere come quello che cโ€™รจ tra fratello e sorella oppure qualcosa di molto piรน intenso. Quando viene portato via, a Mia vengono nascoste le informazioni su di lui dai genitori per salvaguardarla e proteggerla. Non si rendono conto che i bambini possono accettare tutte le veritร , anche le piรน dolorose, ma le bugie no. E che il negare lโ€™evidenza e la realtร  scavano buchi profondi e fanno perdere la voce del verbo toccare. I motivi di tutti questi segreti verranno svelati man mano. Ma รจ solo alla fine del libro che la matassa dei pettegolezzi e dei pregiudizi nati su Fede si srotola e viene sbrogliata. Prima di allora si susseguono voci alte o frasi sussurrate, che lo screditato, che lo accusano. Mia รจ sicura di quello che sente, รจ certa dei messaggi che le invia il cuore e dei brividi sulla pelle. Eppure comincia a credere a quelle voci e ad avere paura di Fede; una persona che le รจ stata cosรฌ vicino, che le ha chiesto e dato affetto e amore con una semplice frase โ€œDormi stanotte sul mio cuoreโ€. Poche parole che hanno un significato immediato ma che, per lโ€™autore, si riferiscono alla poesia Rimani di Gabriele Dโ€™Annunzio.

Mia sente di avere la neve sul petto che le impedisce di respirare, che le fa tenere tutto a distanza


โ€œCosa significa avere la neve sul petto? Significa stare davanti a un tramonto tutto rosso e non fermarsi un minuto a guardarlo. Passare vicino a un mucchio di foglie in autunno senza la voglia di saltarci sopra a farle scalpicciare.โ€


รˆ proprio vero che non si ha bisogno di una persona che veda il mondo come lo vediamo noi, ma di qualcuno che il mondo ce lo lasci guardare ma con i nostri occhi. Posso solo dirvi che Mia lโ€™ha trovata una persona cosรฌ sensibile e attenta. Quello che non posso rivelare รจ il viaggio che lโ€™ha portata a ritrovare, prima se stessa, poi questa persona. Perchรฉ dovrete scoprirlo leggendo questa meraviglia.

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IO SONO MIO FRATELLO di Giorgio Panariello

IO SONO MIO FRATELLO di Giorgio Panariello

Titolo: Io sono mio fratello
Autore: Giorgio Panariello
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 3 Novembre 2020
Editore: Mondadori

TRAMA


Giorgio Panariello custodisce una storia. Lui e il suo fratello minore
sono stati entrambi abbandonati dalla madre subito dopo la nascita.
Giorgio viene affidato ai nonni materni, Franco invece finisce in un
istituto. Mentre Giorgio cresce e diventa uno degli uomini di spettacolo
piรน amati dโ€™Italia, Franco cade nella tossicodipendenza. Fino alla
tragica fine. In questo libro per la prima volta Panariello ha deciso
di raccontare il filo nascosto (la preoccupazione costante, il senso di
colpa) che da sempre corre nella sua vita. Un libro straziante e
dolcissimo, che grazie allโ€™onestร  e allโ€™accuratezza dei sentimenti
sa muovere le corde piรน profonde delle nostre emozioni

RECENSIONE


Ho sempre pensato, e sono sicura che in molti saranno dโ€™accordo con me, che la vita dei personaggi famosi fosse perfetta; tanti soldi per realizzare qualsiasi desiderio e poche preoccupazioni.

Forse perchรฉ ci mostrano solo il lato positivo delle loro esistenze, quello dove si ride e si gioisce dei successi che la carriera regala loro.

Giorgio Panariello con questo libro ha deciso di portarci dietro le quinte, svelando i retroscena e raccontando chi era prima di diventare famoso.

Una famiglia povera con tante bocche da sfamare, come era facile trovare un tempo, Giorgio cresce con i nonni abbandonato dalla madre, scoprendo solo piรน tardi di avere un fratello minore, Franco unโ€™anima fragile che capisce di dover difendere da tutto e tutti.


Crescere senza affetto รจ come stare senza un tetto sopra la testa, non ci si sente mai protetti, difesi, mai a casa. รˆ stata solo una questione di culo. Potevo nascere un anno dopo di lui e mio fratello sarei stato io. E invece รจ toccato a lui sentirsi addosso un anno di meno, un anno di troppo.


Le loro vite vanno avanti in maniera parallela, ma mentre per Giorgio si aprono le strade del successo, Franco di perde nella tossicodipendenza e inizia a vivere in maniera dissoluta e irrecuperabile.

Era da tempo che volevo leggere questo libro, spinta dalla curiositร  e dal desiderio di conoscerne la storia, e devo dire che lโ€™ho vissuto con molto entusiasmo lasciandomi travolgere pagina dopo pagina.

Raccontato in prima persona dalla voce dellโ€™autore, allโ€™apparenza potrร  sembrare la classica storia dove un attore famoso ci parla di sรฉ e dei suoi successi ma vi assicuro che รจ molto di piรน; Giorgio Panariello ci regala uno spaccato di vita vissuta parlando dei suoi esordi, e mentre lui diventa celebre, Franco cade sempre piรน in un vortice da cui non potrร  uscire facilmente.


Mio fratello ha sempre preteso di essere amato, credeva gli spettasse di diritto, per la sua condizione, per quello che aveva passato, per il male che gli era stato fatto e il bene che gli era stato negato. E chiunque non potesse o non volesse dimostrargli amore aveva un posto assicurato dentro il girone dei dannati del suo personale Inferno.


Ecco, in questo preciso momento ho davvero compreso la vera essenza di questa storia, un fratello รจ una parte del nostro cuore che batte per lui, una delle persone da tenere sempre accanto con cui gioire e affrontare le prove difficili della vita.

Giorgio mette da parte tutto per aiutare Franco, senza paure e pregiudizi, solo vedendo nei suoi occhi la voglia di farcela come richiesta di aiuto.

Non pensa alla sua fama, nรฉ che il pubblico possa fraintendere le sue azioni, mette davanti ad ogni cosa il bene di suo fratello festeggiando con lui i piccoli traguardi di ogni giorno.


La distanza tra noi si era colmata e lo sentivo piรน vicino. Avevo provato quello che si puรฒ provare con un vero fratello: orgoglio, rabbia, amicizia, odio, complicitร , intesa, divertimento, affetto, gioia e apprensioni. Non eravamo piรน fratelli unici. Non riuscivo a rassegnarmi al fatto che tutto sarebbe finito come doveva, che un finale diverso fosse impossibile.


Ho vissuto questa storia facendola mia e pensando al mio fratello minore, che si trova ad attraversare un momento molto difficile; lโ€™ho protetto da quando รจ nato e sarรฒ sempre pronta ad aiutarlo a rialzarsi, e a sorridere di ogni gioia quotidiana; donandogli amore incondizionato ad ogni costo.

Consiglio questo libro a tutti, rimarrete sopresi da come una persona abituata di solito a farvi ridere, possa farvi scendere una lacrima regalandovi emozioni uniche.

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BUSKASHI’: VIAGGIO DENTRO LA GUERRA di Gino Strada

BUSKASHI’: VIAGGIO DENTRO LA GUERRA di Gino Strada

Titolo: Buskashรฌ: Viaggio dentro la guerra
Autore: Gino Strada
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 11 Dicembre 2013
Editore: Feltrinelli Editore

TRAMA


La buskashi รจ il gioco nazionale afghano: due squadre di cavalieri si contendono la carcassa di una capra decapitata. รˆ violento, senza regole. L’unica cosa che conta รจ il possesso della carcassa, o almeno di quello che ne resta al termine della gara. รˆ come il tragico gioco a cui partecipano i numerosi protagonisti del conflitto afghano. Una partita ancora in corso, solo che al posto della capra c’รจ il popolo dell’Afghanistan.Buskashi รจ la storia di un viaggio dentro la guerra, che inizia il 9 settembre 2001 con l’assassinio del leader Ahmad Shah Massud, due giorni prima dell’attentato di New York. Un viaggio “clandestino” per raggiungere l’Afghanistan nel momento in cui il paese viene abbandonato da tutte le organizzazioni internazionali e si chiudono i confini. L’arrivo nella valle del Panchir, l’attraversamento del fronte sotto i bombardamenti per raggiungere Kabul alla vigilia della disfatta dei Talebani, la conquista della capitale da parte dei mujaheddin dell’Alleanza del Nord, la Kabul “liberata”: l’esperienza della guerra vista dagli unici testimoni occidentali della presa di Kabul.Un viaggio nella tragedia delle vittime, e insieme una riflessione sulla guerra, sulla politica internazionale, sull’informazione e sul mondo degli aiuti umanitari. 

RECENSIONE


Qui, nella vita degli afgani รจ il vero confine, il territorio della mente che dobbiamo ancora esplorare per capire la guerra, e per odiarla. Con le pietraie del passo, bisogna lasciare alle spalle anche il pensiero occidentale. Siamo in Afghanistan. โ€œVivo o mortoโ€ รจ diverso, ora. Ora siamo dentro la guerra.


Lo spiega molto chiaramente Gino Strada in questa sua opera dal titolo Buskashi`: il tentativo di raggiungere e superare il confine afgano nel settembre 2001 per riaprire l’ospedale Emergency di Kabul, di cui questa opera รจ il resoconto, รจ in realtร  il simbolo del superamento della mentalitร  occidentale.

Quella che ritiene la guerra un male necessario, nonostante poi a pagarne il prezzo siano i civili indifesi soprattutto bambini, e che si creda non ci riguardi perchรจ infesta luoghi molto lontani da noi.
Perchรฉ di questo si tratta, superare un limite mentale, un confine ideologico che va oltrepassato, espresso alla perfezione in questo passo, uno dei piรน conosciuti.


Questo รจ il vero confine, quello piรน difficile da attraversare. Fare propria, rispettare lโ€™esperienza degli altri, quello che stanno provando, non ignorarla solo perchรฉ riguarda โ€œaltriโ€ anzichรฉ noi stessi. Perchรฉ se uno di noi, uno qualsiasi di noi esseri umani, sta in questo momento soffrendo come un cane, รจ malato o ha fame, รจ cosa che ci riguarda tutti. Ci deve riguardare tutti, perchรฉ ignorare la sofferenza di un uomo รจ sempre un atto di violenza, e tra i piรน vigliacchi.


L’autore di questo libro ha passato la sua intera esistenza dentro i conflitti, un argomento di cui non รจ semplice parlare, si corre il rischio di cadere in una retorica spiccia, perchรฉ diciamocelo che ne sappiamo noi della guerra?

Al di lร  delle ovvie considerazioni astratte sugli orrori che porta con sรฉ, per noi che la vediamo filtrata dai media, dall’informazione, dai racconti di popoli lontani, resta una realtร  che possiamo provare ad immaginare ma che in realtร  non conosciamo e forse ancor meno comprendiamo.

Paradossale se pensiamo invece che per chi la vive sulla propria pelle รจ invece quanto di piรน concreto si possa toccare : paura, violenza, sofferenza, dolore, povertร  e incertezza sono molto concrete per chi le deve vivere ogni giorno. Cosรฌ ho voluto provare a toccare un po’ di questa concretezza attraverso le parole scritte di chi la guerra la conosce bene, perchรฉ l’ha vissuta da molte angolazioni, l’ha provata sulla propria pelle, l’ha dovuta inserire nelle trame della vita propria e della propria famiglia.


Mi sono trovato a parlare con me stesso. Un dรฉjร  vu, e insieme una situazione nuova, imbarazzante. Che cosa fai qui? Come lo spieghi a Cecilia, a Teresa? Che cosa dici loro, per convincerle che รจ giusto che tu sia qui, per far credere che tutto ciรฒ valga il loro rischio di non rivederti?


Nasce cosรฌ questo piccolo omaggio al compianto Gino Strada, in ricordo del primo mese trascorso senza di lui. Un personaggio di una caratura morale tale da ispirare molto piรน che ammirazione e forse anche un senso di riverenza per la forza del messaggio che ha costituito la sua intera esistenza. Buskashi` racconta eventi passati ma purtroppo molto attuali, nonostante siano trascorsi vent’anni dagli accadimenti in esso descritti. Il fondatore di Emergency non delude nemmeno in qualitร  di scrittore : emerge prepotente lo spessore di questo essere umano che ha votato la propria esistenza alla cura e al sostegno dei deboli e degli indifesi.

Attraverso di esso lascia ai lettori messaggi molto chiari, che non si riconducono solo al desiderio di pace ma a molto di piรน. Pensieri e posizioni espresse consapevolmente perchรฉ  frutto di esperienze vissute in prima persona, che personalmente condivido, tra i quali spicca una veritร  che in molti paesi non รจ realtร : i diritti umani vanno costruiti non declamati. Un messaggio molto potente e sicuramente nitido: tutti hanno diritto ad una vita dignitosa, libertร  e cure mediche, che non si ottengono con politiche astratte e discorsi filosofici ma con azioni concrete, tradotte in istruzione, assistenza medica, lavoro.

Buskashi` รจ un libro diviso in due parti, la prima appunto un diario di viaggio, difficile, faticoso, impervio dentro un paese violentato da ideologie, interessi e giochi di potere prima e dalla guerra poi. La seconda la cronaca degli eventi vissuti una volta raggiunta la cittร  in questione, prima della sconfitta dei talebani. Un resoconto autentico e tangibile di cosa significa sfidare le difficoltร , non arrendersi, mettere in gioco tutti se stessi nell’intento di aiutare chi soffre a costo della propria incolumitร , al termine del quale il lettore prenderร  consapevolezza che nascere in luoghi dove regnano democrazia, uguaglianza, libertร  e soprattutto pace non รจ un merito ma una fortuna. Se la guerra incombe su popoli lontani da noi per posizione e cultura รจ solamente un puro caso.


Perchรฉ non si tratterร  piรน di essere musulmani, ebrei o cristiani, nรฉ di essere di destra, di centro o di sinistra, per farsi unโ€™opinione sulla guerra. Basterร  ricordare quelle storie, e mettere Anna al posto di Jamila, e Mario invece di Waseem.


Un titolo volutamente simbolico: Buskashi` รจ il nome di un gioco afgano dove ci si contende la carcassa di un animale. Ecco che l’Afganisthan diventa come questa carcassa, un territorio conteso tra i partecipanti ad una guerra che prende ufficialmente il via in seguito a due attentati di natura diversa, ma che in realtร  รจ l’ennesimo tentativo di trarre profitto in un gioco geopolitico che nulla ha a che vedere nรฉ con la religione nรฉ con la giustizia. Non fosse per il fatto che il libro narra eventi reali durante i quali la sicurezza di Gino Strada e collaboratori รจ messa in serio pericolo, si potrebbe definire quasi un racconto avvincente, dallo stile incalzante, anche avventuroso. Ma in realtร  attraverso queste pagine Gino Strada vuole dire molto di piรน: ci lascia dei mattoni con cui egli stesso ha iniziato a costruire la pace, un’ereditร  che tocca a noi continuare.

Mattoni composti da umanitร , senso del dovere, generositร , amore per il prossimo, desiderio di aiutare chi soffre, senso della giustizia, tutte qualitร  di quest’uomo straordinario, incarnate nella sua creatura piรน importante e piรน bella, gli uomini e le donne di Emergency.
Questo libro mette inevitabilmente in moto i pensieri, perchรฉ รจ impossibile restare impassibili di fronte al racconto dei giochi di potere, delle ideologie estreme, dell’efferatezza delle azioni umane, di tutte quelle mostruositร  che costituiscono la guerra.Una lettura che si รจ rivelata un forziere con molti tesori, che risplendono soprattutto per lo stile con cui l’autore li ha portati alla luce, facendoli emergere dalle macerie di una bomba esplosa, dalle ferite di bambini mutilati, dalle lacrime di famiglie distrutte.

Un paese martoriato raccontato con uno stile personale, che come in un’altalena alterna cronaca e riflessioni ad un lieve tocco di umorismo. Quasi un’โ€ italianitร โ€ dei protagonisti, come un’impronta dello spirito che li contraddistingue, che non solo stempera il dramma che si trovano ad affrontare ma lascia passare in mezzo alle crepe dovute alla distribu anche molto cuore.
Regalatevi la lettura di un libro che รจ innanzitutto la condanna dei poteri politici che direttamente o no sono di fatto i promotori e i finanziatori dei conflitti, di un’informazione asservita alla politica molto lontana dalla trasparenza e dalla veritร . Il racconto dello scontrarsi con l’estremismo, con la perdita di umanitร , uno sguardo attento alla disparitร  di diritti tra i popoli del mondo. E infine una dichiarazione d’amore alla moglie Teresa e alla figlia Cecilia.


Teresa รจ una sorpresa, ogni giorno. Sorprende tutti coloro che la conoscono, per lโ€™intelligenza e la simpatia, perchรฉ รจ bellissimo ascoltarla, e guardarla. Sorprende per la sua capacitร , unica, di capire le persone, di tenere insieme un gruppo, dando molto a tanti, anche nei momenti difficili.


Incontrerete persone autentiche e non personaggi, conoscerete teorie poco ortodosse ma provate sul campo, come il “rischio pecora”. Gino Strada ci ha lasciato tanto, le sue parole scritte sono un ulteriore dono di cui consiglio di avvalersi. Perchรฉ con questa testimonianza e soprattutto con il suo esempio ci ha dimostrato che il concetto di utopia รจ solo nella nostra mente, qualcosa che non รจ stato ancora fatto ma che si puรฒ realizzare se ci si crede. E forse allora un giorno l’espressione โ€œAl salam alekkumโ€ –  “Che la pace sia con te” potrร  diventare finalmente una realtร  e non piรน solo un’idea.

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LA CASA DEGLI SGUARDI di Daniele Mencarelli

LA CASA DEGLI SGUARDI

Titolo: La casa degli sguardi
Autore: Daniele Mencarelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 18 Febbraio 2020
Editore: Mondadori

TRAMA


Daniele รจ un giovane poeta oppresso da un affanno sconosciuto, “una malattia invisibile all’altezza del cuore, o del cervello”. Si rifiuta di obbedire automaticamente ai riti cui sembra sottostare l’umanitร : trovare un lavoro, farsi una famiglia… la sua vita รจ attratta piuttosto dal gorgo del vuoto, e da quattro anni รจ in caduta “precisa come un tuffo da olimpionico”. Non ha piรน nemmeno la forza di scrivere, e la sua esistenza sembra priva di uno scopo. รˆ per i suoi genitori che Daniele prova a chiedere aiuto, deve riuscire a sopravvivere, lo farร  attraverso il lavoro. Il 3 marzo del 1999 firma un contratto con una cooperativa legata all’ospedale pediatrico Bambino Gesรน di Roma. In questa “casa” speciale, abitata dai bambini segnati dalla malattia, sono molti gli sguardi che incontra e che via via lo spingeranno a porsi una domanda scomoda: perchรฉ, se la sofferenza pare essere l’unica legge che governa il mondo, vale comunque la pena di vivere e provare a costruire qualcosa? Le risposte arriveranno, al di lร  di qualsiasi retorica e con deflagrante potenza, dall’esperienza quotidiana di fatica e solidarietร  tra compagni di lavoro, in un luogo come il Bambino Gesรน, in cui l’essenza della vita si mostra in tutta la sua brutalitร  e negli squarci di inattesa bellezza. Qui Daniele sentirร  dentro di sรฉ un invito sempre piรน imperioso a non chiudere gli occhi, e lo accoglierร  come un dono. Con la lingua precisa e affilata del poeta, Daniele Mencarelli ci offre con grazia cruda il racconto coraggioso del rifugio cercato nell’alcol, della spirale di solitudine, prostrazione e vergogna di quegli anni bui, e della progressiva liberazione dalla sofferenza fino alla straordinaria rinascita.

RECENSIONE


La ricerca di un lavoro per ognuno di noi รจ stata e sarร  sempre una prioritร .

Lavorare per garantirsi un sostegno economico, per mantenere una famiglia ma anche per la semplice soddisfazione e realizzazione personale.

Ne sa qualcosa Daniele, un ragazzo romano da sempre insoddisfatto della vita che conduce ma ancora incerto sul fatto di volerla davvero cambiare; tanto da cadere nella dipendenza trovando nellโ€™alcool il suo unico momento di benessere.


Ignavia. La povertร  dโ€™animo di chi non vuole affondare veramente nella vita e nel dolore degli altri. Sono solo le prime cose di cui mi accuso.


Gli propongono di lavorare come addetto alle pulizie presso lโ€™ospedale pediatrico โ€œBambino Gesรนโ€, e accetta anche per dimostrare ai suoi genitori di non essere cosรฌ fallito come tutti pensano.

Ma Daniele ancora non sa che quello non รจ un impiego qualsiasi, e che entrando per la prima volta in quellโ€™ospedale dovrร  essere pronto ad affrontare qualsiasi sfida, mettendo in gioco una forza che nemmeno lui pensa di avere.


Basta osservare con cura, farsi portare nella vita degli altri. Lungo questo corridoio รจ offerta lโ€™intera gradazione del dolore che attecchisce sui bambini. I piรน fortunati, animati da una salute di ferro, passeranno qui dentro una mattinata, poi via verso la propria vita, fatta di giochi e divertimenti. Quelli meno, invece, combatteranno con ben altro male e futuro, ad alcuni basta il colorito per dimostrarlo, su altri le cicatrici sono piรน evidenti, su qualcuno immonde.


Leggere questo libro รจ stata per me unโ€™esperienza unica, toccante e intensa, che mi ha travolta fin da subito lasciandomi vivere senza fatica ogni dettaglio insieme al protagonista.

E’ raccontato in prima persona e i dialoghi in dialetto romano rendono la lettura scorrevole e a tratti ironica, avvicinandola facilmente a chiunque vi si approcci, spicca di sicuro la figura del protagonista, supportato costantemente dai suoi colleghi di lavoro figure secondarie che restano in disparte ma che arricchiscono la storia del meraviglioso dono dell’amicizia come supporto e dono in ogni momento della vita.

Daniele arriva al โ€œBambino Gesรนโ€ pieno di paure, sentendosi inadeguato per quellโ€™incarico, incontra diverse figure che diventeranno per lui compagni di viaggio, ma da subito deve fare i conti soprattutto con la sofferenza.


Non so perchรฉ sono qui, cosa stia cercando, ho soltanto una certezza: quel che ho visto mi parla come fosse una cosa nuova. Non pensavo esistessero ancora primizie da vivere.


Quando in un ospedale i protagonisti sono i bambini, ad un occhio esterno ogni situazione appare fuori luogo e innaturale ma non per loro, che giocano a fare finta, che vedono in una flebo la polvere di stelle che li rende invincibili, che regalano un sorriso a tutti anche se stanno vivendo i dolori piรน grandi di loro.

Daniele resta affascinato dalla loro forza unica e spiazzante e sente di dover prenderne esempio.

Inizia ad accettare gli incarichi che gli altri rifiutano e che lo costringono ad entrare nei reparti piรน impegnativi, grazie a questo comprende di trovarsi nel posto giusto, e spinto da una forza inaspettata sente di dover fare di piรน.


Lโ€™attaccamento al mio lavoro รจ cresciuto di giorno in giorno, come lโ€™inspiegabile attrazione che provo per questo posto, capace di uccidermi ad ogni passo e allo stesso modo di farmi ridere di una spensieratezza mai provata prima.


รˆ stato bello rendersi conto che pagina dopo pagina quel luogo che inizialmente lo terrorizzava, diventa per lui un porto sicuro, dove non esiste la paura ma solo la voglia di provare a star bene, al di lร  di tutto.


In fondo lรฌ dentro sono ritornato a saper vivere senza alcol. Rido e faccio ridere. Parlo e ascolto.

In realtร  ho tutto.


รˆ questo che dovremmo fare ogni giorno, cercare di affrontare ogni prova con coraggio, consapevoli che solo cosรฌ ne usciremo vittoriosi e felici di aver fatto qualcosa per noi stessi e per gli altri.

Consiglio la lettura di questo libro a chiunque, aprite il cuore alla vostra felicitร  e cercate sempre il bello in ogni cosa, riuscirete davvero ad essere felici a dispetto di tutto.

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