PLAYING LOVE di Moloko Blaze

PLAYING LOVE di Moloko Blaze

Titolo: Playing love
Autore: Moloko Blaze
Serie: autoconclusivo
Genere: Hot Contemporary Romance
Narrazione: POV singolo (Jolene)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 19 Ottobre 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Quando Jolene Davis, giovanissima vedova di venticinque anni dai modi alquanto ruvidi, chiede a Rhys Aglukark, l’aitante fotografo dello star system proveniente da New York, di farle delle foto per un appuntamento al buio, non avrebbe mai creduto di finire dentro a un vortice di passione e di sensualità. In poco tempo, si innamora perdutamente di quell’uomo misterioso e sfrontato, che pare trovarla bella nonostante la cicatrice che le deturpa il volto e che le ha fatto perdere fiducia negli uomini. Sembra tutto perfetto fino a quando non si scoprono le carte nel complicato gioco dei sentimenti, fino a quando questo gioco non diventa un massacro. Un avventuroso viaggio in completa solitudine a bordo di un camper, porterà Jolene a riconquistare quella forza e quella consapevolezza per essere di nuovo padrona della sua vita.
Da una prima parte ambientata sulle montagne del Vermont a una seconda on the road per gli Stati Uniti, Rhys e Jolene si scopriranno semplici compagni di giochi e poi amanti, ossessionati l’uno dall’altra. In Playing Love non mancano sensualità, passione, avventura e soprattutto… amore, quello che può far bene ma anche molto male, quello che però è anche in grado di condurre i due protagonisti in un luogo che possono finalmente considerare “casa”.


RECENSIONE

Playing love”, ovvero letteralmente giocare all’amore. Due parole apparentemente semplici da comprendere ma che in verità nascondono un fitto intreccio di significati.

Quali? Difficile rispondere in poche righe perchè stavolta Moloko Blaze ha superato i canonici confini del genere erotico per espandersi verso sfumature dalle tonalità di un rosa davvero intenso, offrendo un romanzo difficilmente etichettabile e che grazie ad una trama ricercata ed originale affronta con magistrale bravura tematiche emotivamente complesse. Una dislocazione di genere particolarmente interessante che non disorienta ma anzi libera il lettore da comuni stereotipi, rendendolo testimone privilegiato di un romanzo straordinario e potente.

Un’esperienza in cui ci si perde fin dalle prime pagine per ritrovarsi nello strato più profondo dell’anima fino a trovarsi travolti da un susseguirsi di emozioni contrastanti: la riscoperta della passione, la rabbia verso sé stessi, la rinascita di un sentimento, il senso dell’abbandono, la tristezza del fallimento, la meraviglia di sentirsi amati, la paura di soffrire, il terrore di fidarsi. Scenari che alternano luce e ombra e su cui predomina sovrana l’abbagliante bellezza di una struggente storia di amore che una volta letta è difficile lasciare andare.


Le uniche differenze che avevo riscontrato rispetto ai soliti turisti erano che fosse un nativo americano con scurissimi capelli lunghi e la pelle terrosa, che avesse un aspetto a dir poco attraente e che fosse piuttosto giovane.


Rhys Aglukark, 35 anni, fotografo. Misterioso, affascinante, di un’intrigante bellezza dai tratti esotici tale da divenire uno dei protagonsti maschili più intensi e autentici conosciuti negli anni. Un uomo dagli “occhi antichi”, ricco di anima ed di esperienze, tratteggiato ad arte dalla penna di questa autrice che per lui non si è risparmiata nulla, delineandone ogni sguardo e dettaglio fino a far percepire al lettore il suo profumo “terroso”. Una personalità solida, capace di trasmettere sicurezza e quella assertiva consapevolezza propria di chi della vita ha voluto sperimentato tutto, forse fin troppo, e che ha fatto del controllo un’attitudine personale.


«Io sono Jolene. Ma tutti mi chiamano Joy.» Non specificai il fatto che mi chiamavano “Joy”, Gioia, in modo ironico visto che sorridevo raramente e parlavo poco.


Jolene, 25 anni. Una vita vissuta a metà, tra un passato da espiare e un futuro inesistente. Schiva, riservata, scontrosa, indipendente e troppo ferita per concedersi agli altri, troppo insicura per vivere davvero. Giovanissima sposa e giovane vedova, acerba nelle esperienze di vita ma troppo matura per aver già conosciuto il dolore grazie ad un marito violento e carnefice, capace di annullarla come donna e privarla della sua giovinezza. Jolene, una sopravvissuta resiliente e combattiva, una protagonista femminile straordinaria in cerca di riscatto ma imprigionata dai sensi di colpa con un corpo, un cuore e una faccia divisi a metà.


Aveva ragione lui, mi ero sentita libera per la prima volta in vita mia. Libera di dire di no, libera dalle responsabilità, libera dal perbenismo che mi inchiodava in una vita da vedova senza futuro. Mi ero sentita di nuovo una donna, non una ragazzina violata. Rhys mi guardava dall’alto della sua statura, potevo avvertire il calore emanato dal suo corpo tanto era vicino al mio.


Per quanto si possa aver paura di fidarsi ancora, di meritarsi un futuro, per quanto si possa aver sofferto, a volte l’incontro con qualcuno segna l’inizio di una resa, lanciando minime ma inconfondibili avvisaglie che sarà l’istinto a prevaricare sulle nostre scelte, e farci percepire anche il più piccolo richiamo a quel risveglio desiderato. Sensazioni così primordiali e potenti da farci immaginare liberi dalle catene, e creare una crepa nella più spessa delle corazze.

Una storia di rinascita toccante al cui centro c’è Jolene, che racconta in prima persona la sua voglia di vita, le sue paure e soprattutto quell’inconsapevole desiderio di sentirsi ancora giovane e riprendersi quando tolto.


Mi guardò per un attimo infinito e io fui certa che da quel momento in avanti il tempo e lo spazio avrebbero perso ogni concretezza in sua presenza. E che avrei misurato tutto in funzione di lui. Rhys Aglukark, l’artista della mia immagine, lo scultore del mio corpo, il paziente artigiano della mia femminilità.


Un percorso tortuoso in cui a farle da coraggioso pigmalione sarà Rhys, che le farà riscoprire la femminilità perduta mediante l’arte della fotografia in un gioco di visioni e percezioni capaci di riaccendere la fiamma del piacere di guardarsi ed essere guardata da chi è capace di vedere al di là di un viso a metà. Un’esperienza educativa che li connetterà intimamente e sentimentalmente ma che non basterà perché per superare convinzioni e paure troppo invalidanti occorre andare oltre i limiti conosciuti e sperimentare altro, quanto ci è sconosciuto per crescere, cadere e rialzarsi.

Una scelta coraggiosa che Jolene affronta con un viaggio on the road appassionante ambientato nelle strade dell’America più vera, dal Vermont, al North Carolina, Texas, Utah fino in California. Un’avventura in cui ogni miglio le regalerà momenti di vita negati e che ribalterà gli equilibri tra lei e Rhys, a conferma di quanto l’autrice ami mettere in discussione le certezze dei suoi personaggi, sempre indiscutibilmente così autentici da toccare nel profondo, proprio perché imperfetti e quanto più lontani dall’essere accomunati a facili stereotipi.

Un libro in due parti che richiama un ricorrente dualismo che si dipana a più livelli: una faccia a metà, la zucca Missy ammaccata dura fuori ma dolce dentro, l’essere lupo o agnello, vittima o carnefice, l’ambientazione della metropoli in cui perdersi e quella pervasa dalla natura in cui ritrovarsi, in un complesso intreccio che rende “Playing love” un romanzo davvero indimenticabile perché in grado di celebrare l’amore più istintivo e primordiale, anche verso sé stessi, in un lungo viaggio che riporti a casa.

Come accaduto per le precedenti opere, ovvero “The Undressed Series” e “Playing time”, l’autrice predilige il POV della protagonista femminile, lasciando volutamente più nel mistero quello maschile, a rimarcare il potere e il fascino dell’immaginazione. Un’accurata selezione musicale ricorda l’altro marchio di fabbrica di Moloko Blaze, che per questo libro ha scelto sonorità retrò tra Elvis Presley e Jhonny Cash, senza dimenticare la mitica Dolly Parton, con la sua “Jolene”.

L’epilogo raccontato in terza persona è la ciliegina sulla torta, che nobilita un finale impeccabile consegnato al lettore come un regalo, dotato di un perfetto distacco emotivo ma tale da far entrare la storia nell’anima di chi lo leggerà.
Jolene toccherà il cuore di moltissime donne che come lei sono in cerca di riscatto, che vogliono riappropriarsi di un tempo perduto o semplicemente di una vita diversa. Mi piace pensare che saremo tutte “Jolene” per un giorno, perché in lei è racchiuso un pezzetto di ogni donna.

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IL PATTO di Miss Black

IL PATTO di Miss Black

Titolo: Il patto
Autore: Miss Black
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 13 Agosto 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Tra le ventiquattro tribù delle Forze Congiunte dell’Alleanza è stato stipulato un Patto: tutti i primogeniti si impegnano a sposare il membro di un’altra tribù, sorteggiato in modo casuale tra persone “compatibili”, e a generare due figli di sangue misto. Il sistema è nato per rafforzare i legami tra popoli un tempo nemici, ma ora impegnati in una sanguinosa guerra interplanetaria contro un avversario comune, una specie aliena e spietata.

I matrimoni combinati del Patto non sono privi di svantaggi, ma sono anche matrimoni a tempo. Una volta fatto il proprio dovere, i due componenti della coppia possono tornare alla propria vita.

Sarebbe anche il piano di Risah, a cui è stato assegnato come marito un soldato di Surraja, pianeta desertico e culturalmente arretrato, che però ha almeno il pregio di essere impegnato in guerra e avere poco tempo per lei. Al di là di questo, Maren è moralista, tradizionalista e pieno di pregiudizi sulle donne, specie sulle donne indipendenti come Risah.

Certo, è bello, sexy, virile. Ma la virilità non basta a renderlo un partner passabile, anzi è solo un altro problema.

La loro unione a distanza è scandita da incontri rari e disastrosi, che sembrano preludere a uno scioglimento ben prima che il Patto sia rispettato. Come possono trovare un equilibrio due persone così diverse, che presto arrivano a detestarsi a vicenda?

RECENSIONE


Leggere Miss Black è sempre interessante, non solo perchè le sue storie sono originali e condite a dovere di un gusto piccante sopraffino, ma anche per la viva sensazione che tutte le sue opere siano accomunate dall’essere frutto di una profonda ricerca che spazia in molti ambiti: sociali, storici, culturali, politici. Approfondimenti che emergono ai suoi appassionati lettori, e non solo, mediante trame sofisticate e personaggi sempre moderni.

Ad aggiungere intrigo e mistero, quel non so che di vissuto sulla pelle che pervade i suoi libri, che pone domande, incuriosisce il lettore ma che, al di là di tutto, rende credibile a autentico tutto il pacchetto.


«Onorevole famiglia Andorr della tribù dei Narja… Onorevole Risah Andorr, mia legittima consorte. Mi rivolgo a voi secondo le usanze dell’Antico Popolo, per rendere definitivo e vincolante il legame tra le nostre due famiglie». Risah si rese conto che aveva qualcosa tra le mani e che stava leggendo. Il che era confortante, perché significava che sapeva leggere.


In questa storia l’autrice ci porta lontano, in una dimensione futuristica affascinante in cui l’universo è diventato un enorme insieme di pianeti in cui vivono popolazioni che si differenziano per cultura e tradizioni diverse, tramandate secondo le specifiche caratteristiche degli ambienti di vita, alcuni contraddistinti da atmosfere letali, condizioni meteo al limite dell’assurdo, temperature inumane e dimensioni territoriali che fanno impallidire quella del nostro pianeta.

Immaginare questi mondi è stato interessante come vedere un film, in cui Miss Black porta la mente del lettore altrove:


“La lunga fenditura frastagliata della valle si estendeva sotto i suoi occhi come un solco blu-verde, i fianchi delle montagne coperti da una vegetazione fitta, ostile e magnifica.”

“Il sole al tramonto ora disegna ombre dorate sulla pietra della rocca. Non so se ti piacerebbe, qua, forse lo troveresti troppo freddo, per quanto non freddo come la luna priva di atmosfera.”


A descrivere il suo rigoglioso pianeta è Risah, protagonista femminile del racconto che si presenta senza sfuocature al lettore: cristallina come un vetro tirato a lucido, indipendente e libera come il suo amico falco, Kor, con cui vola fiera nel cielo.


Un marito. Risah non sentiva la minima necessità di un marito, per lo più di un marito sconosciuto e di un mondo lontano. Ma era suo dovere, quindi si sarebbe adattata.


Miss Black si è divertita a sfidare la tolleranza e la capacità di resistenza di questa giovane donna tosta e determinata facendole capitare come promesso sposo la sua nemesi, Manar, bello e virile ma dalla cultura primitiva e tradizionale.


«Se intendi proseguire, vediamo di farlo. In caso contrario mi sono portata un libro.»

«Sei senza pudore».

«Sì, è terribile: mi piace leggere».


Il contratto che li costringe a legarsi anche se a tempo determinato mette a dura prova entrambi, forzando i reciproci limiti personali e capire, comprendere e vedere oltre l’apparenza.

“Il patto” offre un ampio respiro sul tema della diversità permettendo un viaggio nel futuro, immaginando popoli che vivono in ambienti di vita opposti che spaziano dal deserto alle montagne, dal caldo al freddo, tali da impattare sulla cultura, sugli atteggiamenti, fino a modificare i pensieri.

Questa eclettica autrice regala con la sua infinita fantasia un’indagine profonda sulla mente umana per scovarne difetti ma anche potenzialità nascoste, fino a rimettere in discussione credenze, convinzioni, perfino le leggi di un patto da cui si originano dinamiche perfette fino a generare sentimenti non ammissibili ma intensamente reali.

Viene da domandarsi se il futuro possa riservarci una prospettiva di questo genere, e per quanto possa essere anche a tratti inquietante includere ogni aspetto della storia, perlomeno vi sarebbe la confortante possibilità di confidare che l’amore sia ancora la forza in grado di unire, superando l’ignoranza e l’ottusa convinzione di sapere senza aver mai sperimentato. Chissà.


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DAL FUOCO di Miss Black

DAL FUOCO di Miss Black

Titolo: Dal fuoco
Autore: Miss Black
Serie: autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 1 Febbraio 2014
Editore: Self Publishing

TRAMA


Comincia tutto con un incendio, durante la consegna di una partita di cocaina. Solo due persone sopravvivono, a stento: Beth Hoffman, agente speciale FBI, e Sven Myers, narcotrafficante. Da quel momento in poi inizia una specie di strano incubo: l’FBI abbandona il luogo dell’incendio, senza curarsi di controllare se ci siano sopravvissuti e Beth e Sven si ritrovano nel mezzo del nulla, a tre giorni di distanza dal paese più vicino, senza cibo e senza acqua. Confrontati con la concreta possibilità della morte, stanchi, spaventati e affamati, i due si trovano a fare fronte comune in più di un senso… anche perché l’operazione che li ha quasi uccisi ufficialmente non è mai esistita, Beth è stata bruscamente licenziata e la coca sequestrata è scomparsa nelle tasche di qualcuno.

RECENSIONE


Poiché non sono affatto portata per le recensioni, ho pensato di allungare il brodo raccontandovi come ho conosciuto Miss Black.

Era l’estate del 2016, ero al mare e avevo scaricato da Google Play Persuasione di J. Austen. A fine lettura l’app, amichevole e comprensiva, mi scrive: “Se hai letto Persuasione potrebbe piacerti anche…” e poi una sfilza di titoli, primo tra tutti Iniziazione al piacere di una certa Miss Black.

Leggo la sinossi e il breve estratto, li rileggo, li leggo di nuovo e mi chiedo per la terza volta consecutiva con quale criterio Google Play possa aver associato Persuasione a questo libro.

Naturalmente prevale la curiosità, la prosa è arguta e quindi scarico il libro.

E rimango letteralmente travolta.

Non avevo esperienza di romanzi erotici, non mi avevano mai incuriosita (nemmeno ora sarei in grado di dire come e dove si collocano le opere di Miss Black nell’ambito del loro genere), leggendo Miss B. restai però affascinata dai meccanismi psicologici, dalle dinamiche relazionali e dalle sfaccettature dei personaggi.

Ne lessi diversi, uno dietro l’altro.

Al quarto libro misi a fuoco che erano autopubblicati.

Nella scelta dei titoli mi mossi in modo randomaico.

Scelsi Dal fuoco in modo casuale, colpita dalla sinossi e dall’incisività dell’estratto.

Un tratto caratteristico di una certa categoria di personaggi di Miss B. è che sono degli autentici stronzi. Cattivi veri, non cattivi di peluche che dopo tre battute e la visione della donna del destino, si sciolgono come cubetti di ghiaccio restando inspiegabilmente privi della loro malvagità. No, quando Miss B. descrive un personaggio controverso, e Myers il protagonista di Dal fuoco lo è, non gli fa sconti, non gli fornisce attenuanti e non lo giustifica.

La cosa sorprendente è che il tizio finisce per far colpo lo stesso.

Per quanto mi riguarda credo che dipenda proprio dal fatto che l’autrice non vuole fregarmi e non tenta di blandirmi dicendo “È un pessimo soggetto, ma ne ha passate tante…”. Il pessimo soggetto si palesa in tutta la sua ‘pessimitudine’, parla, agisce e pensa con la crudezza che gli è peculiare ed è la sua disarmante sincerità che alla fine lo redime agli occhi del lettore.

In certi tipi di storie e con certi personaggi, credo sia davvero difficile mantenere un equilibrio credibile tra romance e bad boy. È un attimo renderli assurdi e sdolcinati. Ridicoli.

Miss B. ha un talento pazzesco in questo, l’equilibrio narrativo che sviluppa e mixa trama e personaggi, riesce sempre a creare un’atmosfera coinvolgente che sul piano psicologico stupisce senza lasciare increduli.

La riuscita di questa operazione sono persuasa che dipenda dall’abilità di costruire con sapienza anche l’abbinamento dei personaggi.

Beth, la protagonista di Dal fuoco, non è una crocerossina, non è candore allo stato puro, sa come va il mondo, ma ha un rigore e un’etica che la rendono la persona meno adatta a innamorarsi di Myers.

Abilissima Miss B. gioca sulle circostanze.

Costruisce una serie di eventi che lasciano Beth e Myers spogli e disarmati (in molti sensi), rade al suolo (letteralmente) il loro presente, le loro certezze, ciò su cui hanno fondato le loro vite (agli antipodi) e in questa nuova condizione, l’essenza di entrambi è in grado di incontrarsi davvero.

A quel punto le circostanze perdono valore, perché l’essenza fa impallidire tutto ciò che adorna la nostra esistenza.

I motivi per leggere Miss B. sono tanti: è ironica, divertente, sensuale, arguta. Più di tutto, però, io trovo sorprendenti il tratteggio psicologico e le dinamiche relazionali che sa imbastire.

I motivi per leggere Miss Black sono tanti: è ironica, divertente, sensuale, arguta. Più di tutto, però, io trovo sorprendenti il tratteggio psicologico e le dinamiche relazionali che sa imbastire.

Recensione a cura di Rebecca Quasi in esclusiva per Reading Marvels


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NEL PROFONDO di Miss Black

NEL PROFONDO di Miss Black

Titolo: Nel profondo
Autore: Miss Black
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2016
Editore: Self publishing

TRAMA


Nella piccola città della Louisiana dove Lauren è nata e cresciuta tutti sanno che i Blanchard sono criminali. La loro grande tenuta si perde nelle paludi e Dio solo sa che cosa succede là dentro. Il fratello maggiore non si vede quasi mai, la sorella di mezzo è nota per le sue intemperanze e il minore, Rivet, sembra quasi simpatico, ma è anche il sicario della famiglia. Lauren esce con il suo autista da qualche mese quando lui la nota… ed è difficile dire di no, quando il tuo capo ti chiede di prestargli la tua ragazza per una festa, specie se il tuo capo potrebbe ucciderti se rifiuti. Lauren accetta di andare alla tenuta dei Blanchard, senza sapere che oltre quelle mura la attendono segreti e piaceri oscuri e inimmaginabili. Un uomo, Rivet, combattuto e complicato, due bambini capaci di conquistarti con uno sguardo e una famiglia dal cuore nero come l’acqua delle paludi…

RECENSIONE

Per parlare di questa storia occorre partire dal titolo “Nel profondo”, che evoca con efficacia il filo conduttore che traccia la trama di questo libro: cosa si nasconde al di sotto della superficie? Quanto le profondità possono nascondere segreti, verità, perfino cadaveri?


Lauren era stata nelle paludi molte volte. In fondo facevano parte della vita quotidiana, dalle loro parti, ma se ne era sempre tenuta ai bordi. Ora, mentre penetrava in profondità, aveva l’impressione di inoltrarsi in un organismo vivo e non particolarmente amichevole.


Il fascino dell’uomo sbagliato è sempre stato il tallone di Achille di Lauren, giovane cameriera che vive da sempre in una piccola cittadina in Lousiana, nel profondo sud degli Stati Uniti, dove il tempo pare si sia fermato e dove la legge la dettano i fuori-legge. Questa pericolosa attitudine non le risparmia l’incontro con Rivet, membro più giovane della temuta famiglia Blanchard che domina la zona tramite numerosi affari criminali.

Quella che sembrerebbe la tipica trama della storia tra un bad boy che seduce una ragazza innocente diventa nelle mani di Miss Black (alias Amanda Blake, per chi volesse trovarla sui social), un romanzo duro, crudo, a tratti violento, che risparmia poco all’immaginazione ma riempie gli occhi e l’anima con un gioco di chiaro-scuri tra i più interessanti letti fino ad oggi.

Una storia che si insinua nelle recondite cavità dell’animo umano, quelle dove non c’è assoluzione al male, che annichilisce e stordisce, ma che richiede tempo, quello di appurare se sia tutto vero ciò che appare in superficie, oppure se vi sia qualcosa sotto, nel profondo, nei personaggi che appaiono innocenti così come in quelli capaci di crimini efferati.

È davvero tutto come sembra? Cosa può nascondere meglio di una torbida palude, in cui acqua terra e vegetazione si confondono, come il male e il bene, il buono e il cattivo, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?

Le ambientazioni trovano sempre un posto di rilievo nei romanzi di Miss Black, utilizzati spesso come simbolo del messaggio che vuole esprimere. Questa storia non fa differenza, le paludi oscure e melmose che dominano la Lousiana sembrano in grado di plasmare le vite di chi vi appartiene insinuandosi tra i vestiti dei suoi abitanti, intrappolati da strati di fango fatti di silenzio ed omertà.


Rivet era seduto a prua, assorto e silenzioso. Data la natura delle paludi, le deva indicazioni a gesti su quali canali imboccare nel dedalo di piccole isole sommerse dalle mangrovie.


Ma ciò che rende “Nel profondo” uno dei libri più interessanti della vasta bibliografia di un’autrice dal talento raffinato è l’evoluzione dei due protagonisti: Rivet da sicario anaffettivo fa i conti con la propria natura, per guardarla finalmente in faccia e capire quanto essa sia il frutto perverso di un graduale processo di osmosi derivato da una famiglia corrotta e incancrenita; Lauren da inesperta ragazza di provincia, incaponitasi nell’evitare i “cattivi” di turno uscendo con uomini sapidi che si rivelano immancabili delusioni, decide di essere libera, di rispettare sé stessa e le proprie scelte, amando con consapevolezza un uomo “sbagliato”, e di impugnare la pistola per salvargli la vita.

Il loro percorso di cambiamento coinvolge facilmente il lettore che, grazie a dialoghi intelligenti e autentici, comprende le scelte e le azioni dei personaggi della storia, anche le più discutibili, che spiccano per una brillante credibilità.

Su di essi vi è la sospensione del giudizio da parte di chi legge. In queste storie più dark della sua bibliografia, Miss Black intende posizionare il lettore di fronte a uno specchio, come se si divertisse a tracciare con vivida immaginazione le imperfezioni di ogni essere umano, ricordandoci, con acume e ironia, le nostre debolezze e fragilità.


Lentamente, lui le avvicinò la bocca alla bocca e la baciò. Le loro lingue si accarezzarono, Lauren chiuse gli occhi e pensò che non si era mai sentita così, che era pericoloso e doveva stare in guardia, ma anche che voleva che quel bacio continuasse fino alla fine del mondo.


Mi piace pensare che questa storia sia l’esempio perfetto di come Miss Black, attraverso un compendio di immagini vivide e potenti, dove la carne, il sesso, le vibrazioni del corpo, la terra e una violenza quasi primitiva dominano la scena, celebri le connessioni umane, quelle più intime e profonde, capaci di far germogliare la vita laddove tutto sembra arido e marcio, di risvegliare sentimenti di rara purezza senza l’uso delle parole.

Chapeau.

IL FUORIGIOCO SPIEGATO ALLE RAGAZZE di Miss Black

IL FUORIGIOCO SPIEGATO ALLE RAGAZZE di Miss Black

Titolo: Il fuorigioco spiegato alle ragazze
Autore: Miss Black
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 15 Maggio 2019
Editore: Self Publishing

TRAMA


Lenny Pirie è una scrittrice impegnata, una giornalista, un’intellettuale. Non ha mai visto una partita di calcio in vita sua e non le interessa fare l’esperienza. Ma per il suo nuovo libro sulle icone inglesi dei tempi moderni deve intervistare il popolarissimo attaccante del Chelsea Byron Kelsey, detto “The Corsair”. Byron parla un inglese quasi incomprensibile alle sue orecchie, segue un regime dietetico folle e si allena un numero spaventoso di ore al giorno. Per il britannico medio rappresenta la perfezione fisica, un mito, un eroe. Per Lenny rappresenta l’incarnazione di una società malata di apparenze.

Ma Byron non è solo uno sportivo viziato e ha delle profondità, e delle asperità, inaspettate. E, cosa ancora più inaspettata, non sembra insensibile al fascino tutto cerebrale di Lenny…

RECENSIONE


Non sono una grande consumatrice di romance erotici, per nessuna ragione in particolare in realtà, è un genere che sto cercando di scoprire pian piano.
Quindi quando mi sono approcciata a Il fuorigioco spiegato alle ragazze mai e poi mai mi sarei aspettata di trovare oltre all’eros e ad una storia d’amore intensa, moltissimi spunti di riflessione su temi attuali e oltretutto narrati con lo stile originale e arguto che lo contraddistinguono.
Già il titolo farebbe pensare a una valanga di stereotipi, la solita banalità verrà da pensare.
Niente di più lontano dal vero, è qui che il regista fa la differenza, dipende da chi scrive.
Nel caso di questo romanzo dobbiamo a Miss Black il merito di essere riuscita a conciliare temi attuali e globali con una trama semplice ma personaggi complessi, con la giusta spruzzata di pepe che garantiscono le sue scene erotiche.
Complice una caratterizzazione dei personaggi che sono contemporaneamente cliché ma anche fuori dagli schemi, il calciatore bello e poco colto che si innamora della giornalista mediamente bella ma dalla cultura sconfinata, due soggetti che non ti aspetteresti per l’originalità con cui prendono vita.
E così a suon di dialoghi ricercati, ironici, situazioni dal sapore autentico e molta passione Miss Black scaccia via ogni banalità.
A cominciare dalla prima pagina: non c’è prologo, introduzione, preparazione, verrete catapultati di getto nel salotto di Byron Kelsey, famoso calciatore inglese della squadra del Chelsea, che viene intervistato dalla giornalista Lenny Pirie in occasione del libro che lei ha in progetto di scrivere.
Dai dialoghi effervescenti salta subito all’attenzione che questi sono personaggi non comuni, protagonisti originali che tutto sono tranne che stereotipati, sebbene siano proprio gli stereotipi dei modelli che offre la società il tema del libro di Lenny.


Ma il mio libro parla delle icone del nostro tempo, parla delle ossessioni del nostro paese, e l’ossessione per il corpo è uno degli elementi caratteristici della nostra epoca».


Cosa mai potrà tirare fuori questa intervista da uno sportivo dal lessico scarno, un accento marcato, che non ha in casa nemmeno un libro e fa un dieta spietata?
Molto di più di quello che si può pensare perché in realtà Byron non è per niente un idiota, anzi.
Al contrario ha un’intelligenza ed uno spirito che gli hanno consentito di condurre la propria carriera con determinazione, accortezza, capacità di gestire la pressione, la perdita della privacy, la fama.


Con Byron era stato tutto difficile, da quel punto di vista, perché la sua vena era ricca, ma scorreva in profondità. Bisognava scavare, rastrellare e setacciare, perché Byron era una persona intensa, intelligente e significativa, ma non aveva il lessico per esprimere il suo mondo interiore.


Si scatena da qui un effetto domino perché è da questa base che partono poi tutta una serie di riferimenti ad altre tematiche attuali.
Le insicurezze che ognuno porta con sé e che possono essere più o meno alimentate dai modelli che la società ci offre.
Il fenomeno della gogna mediatica, dell’intrusione nella vita personale dei personaggi pubblici, l’utilizzo della rete come strumento di denigrazione.
I pregiudizi, lo snobismo, l’ossessione per la forma fisica.
Byron consapevole del proprio basso livello culturale e Lenny di non essere esteticamente all’altezza degli standard per uno sportivo bello ricco e famoso, sono i primi ad incarnare sia i pregiudizi l’una nei confronti dell’altro sia le insicurezze e le fragilità derivanti dai messaggi a cui la massa vuole uniformarci sempre più.


Ma nel libro ho raccolto anche i commenti sprezzanti, crudeli, mortificanti nei confronti dell’intelletto di Kelsey. Ed è triste che questa autoproclamata élite di acculturati si diverta a demolire chiunque non soddisfi i loro criteri di istruzione». «Tra l’altro intelligenza e istruzione non sono per forza collegati».


Proprio così, intelligenza e cultura non sono la stessa cosa, le differenze con cui esprimiamo entrambe, i diversi background, le nostre attitudini entrano tutte in gioco nella nostra formazione come individui, ma di sicuro non c’è scritto da nessuna parte che per queste ragioni debbano definire la superiorità di un individuo rispetto ad un altro.
Con questo passaggio l’autrice lo spiega con una semplicità quasi disarmante.


Tu mi hai spiegato perché il calcio è divertente come se avessi quattro anni, e io non ti ho ricambiato il favore. Mi dispiace. È difficile scendere al di sotto del proprio livello, ma se ce l’hai fatta tu, posso farcela anch’io. Ci riprovo».


Non vi avevo mai pensato me è proprio così, la semplicità non è per niente facile.


La semplicità è difficile. Rendere accessibile a tutti un argomento complesso è uno sfoggio di virtuosismo. Spiegami di nuovo il fuorigioco, vuoi? Spiegamelo sul serio, come lo spiegheresti tu, non come quell’idiota di Cornish».


E quindi sì cari lettori, anche senza capire il fuorigioco, anche senza conoscere i versi del Corsair, pur inseguiti da orde di paparazzi, in un incontro di mondi agli antipodi da cui scaturisce l’amore, si può volare alto.
Miss Black lo fa con molta ironia, c’è da divertirsi in questa rocambolesca storia che vedrà nascere un amore che resiste alle fragilità e al contesto, c’è da stupirsi per i riferimenti alla letteratura inglese che l’autrice padroneggia come Byron padroneggia il pallone in campo e come Lenny fa con le parole.
Una padronanza che emerge anche dall’attenzione alle ambientazioni dello sport, della cultura, del jet set, della televisione, degli intellettuali, dal sapore tipicamente inglese.
Personaggi di contorno superlativi, scene hot che non si dimenticano e sono perfettamente coerenti con i protagonisti, dialoghi frizzanti, cultura e leggerezza, riflessioni.
Non credo si possa chiedere di più ad un romanzo di questo genere, il cui messaggio finale è semplice ma per niente scontato.
Le differenze non per forza devono allontanare, al contrario completano.
Byron e Leny sono l’emblema di come due pianeti completamente diversi possano non solo incontrarsi e amarsi ma soprattutto possano essere complementari.


Aveva un modo speciale di stare al mondo. Di trattare le persone. No, anzi, di trattare lei, perché con gli altri l’aveva sempre visto gentile, cortese e corretto, nient’altro. Ma aveva un modo speciale di stare con lei. Paritario nel senso più profondo del termine.


Paritario è la parola chiave. E non è per niente poco.

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IL CANCELLIERE E LA BALLERINA di Miss Black

IL CANCELLIERE E LA BALLERINA di Miss Black

Titolo: Il cancelliere e la ballerina. Il potere mette in ombra ogni sentimento
Autore: Miss Black
Serie: Sesso e potere vol.1
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 16 Novembre 2018
Editore: Self Publishing

TRAMA


Tutto comincia con un attentato inspiegabile. Qualcuno, alla Conferenza sulla Fame nel Mondo, droga il cibo di tutti gli invitati. Capi di stato, ministri, ambasciatori, giornalisti, impiegati… e Hanna Faye, ex étoile, ora ambasciatrice di buona volontà. Mentre il mondo le vortica attorno in un caleidoscopio di colori, Hanna finisce a letto con il primo ministro della sua patria natale, le Svetlands. È l’inizio di una relazione improbabile, sotto agli occhi dell’opinione pubblica, molto fisica e poco romantica. E la politica inizia presto a chiedere il suo tributo. Hanna scoprirà che cosa si annida nel cuore di una nazione e di chi la governa: un mondo gretto e carnale, attraversato da improbabili sfumature di sensibilità.

RECENSIONE


Un libro intrigante, ironico, sprezzante e piccante che si legge con il sorriso sulle labbra e che racconta gli intrighi di politica e di sesso di uno Stato immaginario chiamato Svetlands. Alla guida del governo di questa monarchia c’è un Cancelliere e i ministri. Ed è proprio Norman Doyle, il Primo Ministro in persona, il protagonista maschile di questo scandalo. Come avrete letto dalla trama la storia inizia con una conferenza internazionale sulla fame nel mondo durante la quale qualcuno ha drogato il cibo di tutti e la serata si è trasformata in un’orgia.


Che cos’è stato? Un atto terroristico? Riunisci metà dei potenti del mondo e li obblighi a scopare come dei cani in calore. Perché?”


A parte lo sconcerto iniziale, ognuno torna alla propria vita, sembra che i grandi del mondo abbiano deciso per la linea della riservatezza, ma bisogna pur scoprire chi c’è dietro a tutto questo, chi vuole ricattarli e quali siano le motivazioni. Posso dirvi solo che sono state scattate delle fotografie quella sera e tutti si aspettano che prima o poi vengano rese pubbliche, con le conseguenze che potete ben immaginare da soli. La protagonista femminile invece è Hanna una ex prima ballerina étoile, adesso direttrice del corpo di ballo che è rimasta piacevolmente sorpresa da Norman, non solo per le sue prestazioni a letto.

Diciamo che l’attrazione è reciproca; non c’è solo tanto sesso esplicito nel romanzo ma anche un’analisi attenta e realistica della politica e dei retroscena che sono dietro disegni di leggi ed emendamenti, criminalità organizzata, mercati finanziari e ricerca a tutti i costi del PIL perfetto per la nazione. Il romanzo è raccontato principalmente con dialoghi frizzanti e che arrivano dritti al punto, sia quando si descrivono scene di sesso che quando si narrano fatti e sensazioni. Ed è proprio attraverso i dialoghi che l’autrice caratterizza in modo preciso i protagonisti, sia fisicamente che psicologicamente.

Doyle è un uomo austero e inespressivo, freddo e arido di sentimenti; si tratta di una corazza che indossa per poter sopravvivere nel mondo della politica, sempre pronto a mostrarsi disinteressato e a non lasciar trasparire le proprie decisioni. Lo vediamo nelle riunioni rilassato e sobrio, stringere le mani dei vari statisti e ascoltiamo i suoi commenti pungenti. Nella sfera privata, con Hanna, distribuisce impercettibili sorrisi e il suo solito sguardo freddo diventa languido e più umano.


Ma di certo sei il tipo d’uomo che mi piace. Il tipo controllato e sicuro. Anche il tipo un po’ bastardo, volendo. Il tipo che quando mente, mente così bene che lo puoi perdonare soltanto per la bravura.”


Hanna invece è una ragazza determinata che ha dedicato la sua vita esclusivamente alla danza con tutti i sacrifici fisici e di relazioni sociali che questa disciplina comporta. La vediamo camminare con il suo portamento elegante e le sue risposte sono sempre  pronte e denotano intelligenza e sicurezza di sé


 Quello che mi piace di te è la grazia con cui ti muovi. Quell’implacabile precisione che ha ognuno dei tuoi movimenti. Il modo in cui misuri con lo sguardo lo spazio in cui ti trovi…E mi piace il modo naturale con cui sei chi sei. Non hai nessuna corazza, o quanto meno non ce l’hai con me, e questo ti rende molto sensuale, ai miei occhi.”


Spiegare come funzionano gli ingranaggi del mondo della politica non è semplice ma Norman Doyle riesce a parlarne in modo che Hanna e tutti noi possiamo capirlo. Ci sono regole non scritte da seguire per stare al gioco e cercare di portarsi a casa la vittoria significa poca vita privata, ore di sonno perse, attese snervanti, sgambetti fatti e ricevuti; ma anche tante soddisfazioni e gratificazioni che ripagano tutti i sacrifici


«Sì. Sono stanco di dover dimostrare in continuazione di essere il più intelligente, il più subdolo, il più forte, Hanna. La politica è una faccenda da pornoattori. Devi sempre essere quello che ce l’ha più grosso, più lungo e più duro. Donne comprese.”


Ditemi che vi ho convinto e che siete pronti a leggere questo episodio della serie perché vi confesso che mi sono eccitata e divertita a leggerlo

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GIADA. UN AMORE COLPEVOLE di Anna Chillon

GIADA. UN AMORE COLPEVOLE di Anna Chillon

Titolo: Giada. Un amore colpevole.
Autore: Anna Chillon
Serie: Le pietre preziose. Vol. 1
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 8 Giugno 2016
Editore: Self Publishing

TRAMA


Il giorno del mio diciottesimo compleanno pensai che la vita stesse per sorridermi, lungi dall’immaginare cosa in realtà stesse per serbarmi. Qualcosa più grande di me mi avrebbe presto travolta, scossa alle fondamenta, gettando il mio corpo e il mio cuore in pasto a una persona con l’animo di un lupo selvatico. Per tutti sarebbe stato uno scandalo e una vergogna: nessuno avrebbe compreso, perché nessuno conosceva le molteplici verità che quel lupo era stato così bravo a celare.
Forse un cuore, seppur logoro, l’aveva anche lui.
E forse, se avessi lottato e ignorato le apparenze, prima o poi lo avrei scoperto.

RECENSIONE


Ho conosciuto la Chillon grazie a Alakim e mi sono innamorata all’istate della sua penna. La particolarità, oltre all’eleganza, è il saper esprimere in maniera sottile ma potente il senso del proibito. È un’autrice eclettica, che spazia dallo Urban Fantasy, allo storico, fino all’erotico. E lo fa in maniera egregia, con quella fluidità propria di chi ha un vasto bagaglio culturale e un talento raro per l’arte del raccontare.

Ne ho avuto l’ennesima conferma con l’erotico Giada, un amore colpevole, primo volume autoconclusivo della trilogia pietre preziose.

La storia gira intorno a uno dei cliché più controversi, ovvero il legame tra un uomo maturo e una ragazzina. Tuttavia, l’illecito non si riduce alla sola differenza anagrafica tra i due protagonisti.

Vincent ha quarantatré. È il miglior amico del padre, frequenta da sempre la loro casa, tanto che per Giada è un secondo genitore. A un certo punto, però, smetterà di essere lo zio acquisito che giocava con lei da bambina, si accorge, infatti, di tutta una gamma di peculiarità che lo schermo dell’infanzia le impediva di vedere. Lui possiede quella cupezza che è la cifra del suo fascino. Vincent è oscuro, pericoloso, è il salto nel buio che nessuna brava ragazza si sognerebbe di fare. E Giada è una brava ragazza: ha appena diciotto anni, è studiosa, pacata, introspettiva, insicura di sé, non si crede bella né interessante, per tale motivo cerca conforta nel dolore.

Il punto però è un altro: chi seduce chi?

Il lupo cattivo che attende la vittima nascosto nell’ombra, o la fanciulla che perde consapevolmente la strada maestra? A dividerli c’è un abisso che appare incolmabile e che loro riempiranno di sotterfugi, baci rubati, bugie, carezze e morsi. E mentre il loro amore si plasma intorno a una voracità insaziabile, verità inconfessabili vengono alla luce e rimescolano le carte.

Non è certo la prima volta che viene trattato questo argomento scabroso – come dimenticare Vladimir Nabokow e la passione scandalosa del maturo professor Humbert per la dodicenne Dolores – ma la vena sensuale dell’autrice, il sottofondo proibito e non ultimo lo stile raffinato e introspettivo fanno di questo romanzo un indimenticabile.

Recensione a cura di Estelle Hunt in esclusiva per Reading Marvels


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