IL TAGLIATORE DI TESTE di Miss Black

IL TAGLIATORE DI TESTE di Miss Black

Titolo: Il tagliatore di teste
Autore: Miss Black
Serie: La autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Prima persona (Onie)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Febbraio
Editore: Self publishing

TRAMA


Nella cittadina del Texas in cui vive Onie c’è un’unica grande azienda, un mobilificio che dà lavoro a molti degli abitanti, compresa la sua migliore amica. Quando l’azienda viene venduta e si annuncia una razionalizzazione del personale Onie, che scrive per un piccolo giornale locale, si offre di scoprire chi verrà lasciato a casa e usando quali criteri. Chiede un’intervista all’esperto di risorse umane – il “tagliatore di teste” – che la casa madre ha spedito in città per decidere chi tenere e chi licenziare e tenta di estorcergli qualche informazione. Sfortunatamente il tagliatore di teste si accorge del suo gioco. Ancora più sfortunatamente, è un uomo che non si fa scrupoli nell’usare il proprio fascino. Onie scoprirà presto che a scherzare con uno come lui le conseguenze possono essere imprevedibili…

RECENSIONE


Il pomeriggio in cui conobbi Riley Morgan mi sbronzai di brutto, ci finii a letto e mi ritrovai a dormire nuda sul divano della sua suite mentre lui parlava con i suoi due assistenti a un metro e mezzo di distanza. Purtroppo mi svegliai prima che se ne andassero. Se non l’avessi fatto mi sarei persa il momento più umiliante della mia vita fino a quel momento, pensate un po’. Ma facciamo un passo indietro, come dicono i giornalisti da due soldi (io ero una di loro).


Ennesima perla di Miss black che con questa storia trasporta il lettore nella realtà della provincia americana, vita semplice e gente di campagna. Il tipico paese dove sembra non succedere mai niente, in cui la maggior parte dei suoi abitanti lavora presso la stessa azienda, un mobilificio, che per la spietata legge di mercato del pesce grande che mangia quello piccolo. viene acquisito da un colosso del settore.

A razionalizzare le risorse interne sopraggiunge una società di HR. Faccenda che spaventa tutti perché si sa che “razionalizzare” è il preludio di licenziare.

A indagare sulla faccenda, quanto mai sospetta, si espone Onie, giovane giornalista locale che si ritrova faccia a faccia con Rylie Morgan, carismatico proprietario della società. Bello da far girare testa e intelligente in quel modo raffinato da farti dire o confessare cose di te senza neppure fartene accorgere.


Esatto, la sua società di consulenze aveva il suo nome, oltre che il suo cognome, tanto per rispondere a ogni vostra possibile domanda sulla grandezza del suo Ego.


Che accadrà tra i due? Già dalle prime righe del libro si scopre che a complicare tutto basta pochissimo, tipo un divano e un bicchiere di bourbon di troppo. Sul resto lascio al lettore scoprire la trama perché il piacere va sempre concesso (quando ci sono le condizioni, ovvio) e quando si tratta di Miss Black la faccenda è assicurata, anche perché in questo libro il tasso erotico è piuttosto alto. Ma non solo l’eros vola altissimo, perché come sempre questa autrice irresistibile come la panna nella brioche più morbida che si possa gustare (e pare che la panna le piaccia pure) una tematica tanto ostica quanto spietata ovvero il revenge porn.


Quello che aveva fatto poteva non essere un reato, ma era una cosa schifosa. Se fosse stata resa pubblica io sarei morta di vergogna, è vero, ma lui sarebbe stato linciato dalle donne di mezza America.


Un reato vigliacco e crudele che lascia spesso nelle vittime ferite irreparabili che non possono mai essere sminuite, mai parlare di “reazioni eccessive”, perché viverlo sulla propria “buccia”, come ama dire lei, è un’altra faccenda per cui meglio alzare le mani, astenersi dal facile giudizio e immaginarsi Onie per un giorno. Un’ingenua ragazza di provincia, una “campagnola” come viene definita da lui, sedotta fino al midollo (e anche in modo stratosferico, va detto) per poi ritrovarsi inghiottita in una spirale oscura, quella dell’abisso più nero: scegliere se sopravvivere o lasciarsi affondare non sarà per nulla facile.


Non ero triste, arrabbiata, disgustata. Non-ero. Ma sotto quello spesso strato di nulla, soffrivo. Provavo un dolore costante, cronico. Una pena dell’anima che scorreva sotto alla cappa grigia in cui vivevo.


Ma si sa che le donne di Miss Black si amano proprio per la loro capacità di salvarsi da sole. Un saliscendi di incontri fatali tra sedili di auto e camere di albergo, in un viaggio così bello da togliere il fiato. Perché tutto sembra molto diverso da quello che in realtà è, perlomeno così pare. Capire quale sarà l’elisir da poter raggiungere sarà bellissimo.


Stava solo a me cercare di essere felice e dopo aver imparato che non importa che cosa pensano di te gli altri; quello che conta e che cosa tu pensi di te.


E non solo per Onie, ma anche per Rylie. Perché le lezioni di imparano meglio se condivise, no? Una storia da leggere in una serata, ma da ricordare una vita.

Miss black stupisce sempre.

MÉNAGE PROIBITO di Lora Leigh

MÉNAGE PROIBITO di Lora Leigh

Titolo: Mènage probito 1
Autore Lora Leigh
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2012
Editore: Leggereditore

TRAMA


Ci sono donne che non arretrano di fronte ai propri limiti e osano andare incontro alle fantasie più nascoste. Per amore si è disposti a tutto, ma fin dove riuscirà a spingersi Keiley? Il suo è un matrimonio perfetto, basato sulla complicità, il rispetto, la passione. Ma c’è qualcosa che suo marito non ha mai osato dirle… Due uomini e una donna: il regno incontrastato del piacere femminile. Una fantasia allettante ma pericolosa, proibita come le parole che non osiamo confessare. Soprattutto quando si è felicemente sposati e si ha tutto ciò per cui abbiamo sempre lottato. E se fosse nostro marito a chiederci di spingerci oltre? Di attraversare porte che si aprono su un orizzonte sempre più vasto? Keiley inizia un viaggio che la porterà ad assaporare la vertigine del sesso che fa perdere i sensi e scuote l’anima. Ad accoglierla ci saranno i sentieri più sensuali del desiderio, ma anche le contraddizioni dell’amore, della possessione, e lo spettro ostile della gelosia.

RECENSIONE


Era da tanto che volevo leggere questa storia, non solo per conoscere una nuova autrice, Lora Leigh, ma anche per il grande entusiasmo con cui molte amiche di lettura mi avevano parlato di questo libro. Un ardore talmente convincente da farmi acquistare immediatamente la versione cartacea ancora prima di leggerlo, scelta che solitamente faccio quando si tratta di storie meravigliose. Ero convinta che ne valesse la pena, ovvero che questa storia mi avrebbe trascinata in una dimensione particolare, un universo da scoprire su cui sospendere i limiti del giudizio. E così effettivamente è stato, forse superando perfino le mie aspettative.

Posso dire con certezza che questo libro appassiona in ogni modo in cui possa essere appassionante un romanzo: per la trama, i protagonisti, le ambientazioni, lo stile di narrazione, la personalità dei personaggi, le emozioni provate, il messaggio che offre su alcune tematiche per niente scontate.


Se Mac avesse anche solo osato dirle quanto disperato fosse il suo desiderio di vederla tra le braccia di Jethro in quel momento, ne sarebbe stata terrorizzata.


Quanto è difficile spingersi oltre il confine di un desiderio? Quanto è complicato confessare una fantasia che può mettere al rischio l’amore della tua vita?

La risposta non è per niente semplice, perché quando ci sono di mezzo i sentimenti è impossibile ridurre la questione in poche righe.

Protagonisti di questo romanzo sono due coniugi, Mac e Kaley, sposati da pochi anni e legati da un rapporto bellissimo e profondo, in cui niente sembra poter scalfire quello che hanno costruito: lui ha deciso di cambiare vita per lei, fino a essersi lasciato alle spalle un lavoro che amava e un amico / collega, Jethro, a cui lo legava un rapporto fraterno, talmente intenso da condividere la medesima passione per un genere di rapporto sessuale, il ménage.


Mac era solito dare alle proprie amanti una soddisfazione di natura più emotiva, mentre Jethro le soddisfaceva in un senso ben più fisico. Per anni lui e Jethro si erano addestrati insieme, avevano lavorato insieme e avevano condiviso le loro donne. Finché Mac non aveva incontrato Keiley.


Si dice che l’amore non abbia nulla a che vedere con ciò che ci si aspetta di ottenere, bensì con quello che siamo in grado di offrire all’altro, ovvero tutto. Ed è così che Mac ama la sua Kaley, in modo totalizzante, assoluto, fino a rinunciare a quella che è la sua vera natura, ovvero condividere sua moglie con qualcuno, vederla perdersi nel piacere di fronte a lui.

Cosa succede se la natura che si è deciso di rinnegare per amore trova un varco nell’altro? Cosa accade se è proprio l’altro ad aprire per amore uno spiraglio su un muro creato per proteggersi e proteggere chi ci è accanto?


«Cosa è troppo, Kei? L’emozione? Il desiderio? Il fatto di scoprire che siamo ben più di quanto tu immaginassi? Lo hai sempre saputo. Se non fosse stato così, non avresti cominciato a stuzzicarmi, quando ti sei resa conto che non stavi avendo tutto da me» le disse fieramente. I suoi occhi. Se fossero stati rabbiosi, se Mac fosse stato arrabbiato, avrebbe potuto combatterlo. Ma non poteva combattere la sua gentilezza o la verità di ciò che lui le aveva fatto conoscere. Che c’era in gioco ben più di quanto avesse mai potuto immaginare. Più piacere, più desiderio, più emozione di quanto non fosse disposta a perdere.


Lora Leigh indaga con grande consapevolezza sulle dinamiche di un amore diverso, raro proprio perché condiviso, una forma perfetta di poli-amore. È noto quanto la tematica della monogamia sia spesso al centro di discussioni che riguardano la coppia, anche perché è ormai comprovato, sia da un punto di vista scientifico che antropologico, che l’essere umano di per sé non è monogamo per natura.

È pur vero che il dibattito sulla natura dell’uomo, anche dal punto di vista sessuale, è talmente denso di implicazioni personali, etiche e religiose che parlarne non è mai semplice, anzi.

L’essere umano, nonostante la profondità e l’importanza della propria radice animale, infatti non è scindibile dalla propria cultura, che varia profondamente da paese a paese. 

Ognuno di noi nasce sviluppando un certo grado di appetito sessuale, del tutto personale. Non è raro incontrare individui che provano una spinta istintiva alle unioni multiple, così come è facile incontrare persone che si sentono a disagio a confrontarsi (perfino a parlarne). Chi ha ragione? In realtà nessuno, perché non è di ragione che si parla ma di puro istinto.

Ménage proibito regala al lettore una sfida intrigante, ovvero quella di immedesimarsi nello stato d’animo dei protagonisti, per capire il loro desideri più oscuri, le loro pulsioni, cosa sentono e provano in un rapporto a tre, dove in gioco ci sono sentimenti di una bellezza travolgente.

Oltre ad un innegabile alto tasso erotico, questo libro offre tematiche profonde, che non possono lasciare indifferenti: cosa rende proibita una relazione d’amore consenziente tra più persone? Quanto la società possa erigersi a giudicare la sua accettazione o negazione? Quanto l’apparenza è in grado di nascondere verità inconfessabili? Quanto la superficie possa ingannare chi non vuole vedere oltre ciò che viene mostrato?

Una storia che scende nei meandri della mente, che scava affondo negli ambiti più oscuri del desiderio incontrando non poche difficoltà, dubbi, paure, incertezze fino a che lasciarsi andare e sentire sé stessi senza giudizio e inganno alcuno sembra l’unica via d’uscita.


«Perché Mac?» sussurrò infine. «Perché mai, in nome di dio, dovresti volere che io amassi un altro uomo?» «Perché ci completa tutti quanti» le rispose gentilmente. «Perché è l’unico modo per essere certo che non rimanga in me più alcuna parte del passato. Ed è l’unico modo che Jethro ha per concedersi completamente. E a te dà un equilibrio, una libertà che non potresti avere in nessun altro modo. 


Non vi è scena d’amore in cui non si percepisca un trasporto totale, una fiducia reciproca così sconvolgente da commuovere, una generosità profonda che annienta ogni possibile forma di gelosia.
Un amore vissuto come un percorso personale che inizia a livello introspettivo per poi incanalarsi in un viaggio a tre, dove confessare sogni, esprimere desideri, infrangere limiti, anche fisici. Un viaggio all’insegna dell’abbandono emotivo più totalizzante, un’esperienza che cambierà le vite di tutti i protagonisti.


«Qualche volta ci vogliono tre parti per fare un intero.»


Una lettura tra le più belle scoperte quest’anno.
Assolutamente imperdibile per chi voglia farsi travolgere da emozioni di rara intensità. Un libro che non si dimentica.

BANG, BANG di Miss Black

BANG, BANG di Miss Black

Titolo: Bang, Bang
Autore: Miss Black
Serie: autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 23 Marzo 2022
Editore: Sel Publishing

TRAMA


Quando un action hero incontra una ragazza dalla lingua tagliente, non c’è tecnica di combattimento che possa salvarlo.

Il sergente del SAS Ryan Hill è in malattia, dopo essere stato ferito a una gamba. A salvarlo da una noiosa convalescenza ci pensa il suo capo, affidandogli un incarico speciale: proteggere una stand-up comedian finita nel mirino del terrorismo islamico. Darcy Yates non immaginava che fare una battuta sulle barbe dei combattenti dell’ISIS l’avrebbe messa in pericolo, ma è successo e ora deve uscirne in qualche modo. Darcy è pungente, è labourista e odia i militari. Non a caso, dato che è la figlia di un generale, lo stesso generale che le ha appena inflitto una scorta di quattro Rambo dei corpi speciali. Darcy non ha alcuna simpatia per quelli che considera sociopatici dal grilletto facile drogati di adrenalina, ma bisogna ammettere che Ryan, il capo pattuglia, è divertente. E sexy. E molto, molto in forma. Nemmeno la consapevolezza che quel tizio è addestrato a uccidere con qualsiasi oggetto, da una matita a un peluche, riesce a smontare l’attrazione che prova per lui, ma c’è un elemento che rema contro sgraditi coinvolgimenti emotivi: il bel Ryan, lì, rischia la vita su base giornaliera in pericolose missioni nei teatri di guerra di tutto il mondo e Darcy sa fin troppo bene com’è aspettare a casa uno che potrebbe non tornare…

RECENSIONE


Una lady elegantissima dalle forme sinuose avvolte da un tailleur in stile vintage anni quaranta; dita affusolate e smaltate che fumano come se avessero appena sparato; un mezzo corazzato sullo sfondo, che promette aria di guerra.
Ad aggiungere fascino (come se ce ne fosse bisogno) e quel pizzico di giusto mistero (marchio di fabbrica di Miss Black) il titolo del libro, lo stesso di una famosa canzone che evoca atmosfere non da genere romance basti solo pensare al mitico Tarantino che utilizzò il brano per la serie Kill Bill.

Miss Black si diverte a regalare qualche dettaglio già dalla scelta grafica della cover (stupenda, diciamolo) e dal nome del libro, forse per preparare il terreno al lettore ed avvisarlo sulla pericolosità di questa signora dall’irresistibile fascino da dark lady. Una copertina che assume le sembianze della locandina di uno spettacolo di altri tempi a cui assistere senza alcuna ombra di dubbio.

E sul palco ci si sale per davvero, insieme alla sua graffiante protagonista, Darcy Yates, tipa tosta, dall’animo indipendente e determinato, di professione stand-up comedian. Un’artista di innato talento capace di intrattenere il suo pubblico con monologhi intrisi di esilarante sarcasmo, fino a sconfinare nel black humour. Ed è proprio una delle battute del suo ultimo repertorio a metterla nei guai quando una sera viene aggredita, entrando così nel mirino dell’ISIS.


In realtà neppure le battute di questa Yates gli sembravano così offensive, ma sapeva per esperienza personale che i fondamentalisti religiosi non avevano senso dell’umorismo e che essere presi in giro da una donna, che per di più li aveva paragonati a un’altra donna, doveva averli irritati a non finire.


La sua incolumità assume un peso specifico maggiore agli occhi del governo dal momento che Darcy è figlia di un generale dell’esercito. Per seguire le indagini vengono coinvolti nientemeno che i SAS, elitario corpo speciale dell’esercito inglese specializzato nelle missioni di anti-terrorismo, salvataggio ostaggi, oltre a operazioni militari speciali e di ricognizione. A dirigere il piano di sicurezza, il sergente Ryan Hill, tipo silenzioso, quasi schivo, una figura descritta come molto lontana dal classico stereotipo da maschio alpha.


«E sai che non amo i militari, per usare un eufemismo, ma mi ha colpita in senso positivo. Non corrisponde allo stereotipo. Non si è messo in mostra, non ha fatto l’alfa. Se tu non l’avessi tanato al volo, non avrei nemmeno fatto caso a lui».


Due protagonisti originali e caratterizzati in modo divino, che escono per molti aspetti dai binari dei clichè del romance, acquisendo variegate sfumature di fragilità e durezza, paura e determinazione, che li rendono sfaccettati e credibili.


Era vero, Darcy veniva da una famiglia di militari e il risultato era che detestava i militari. Ad ascoltare i suoi parenti, qualcosa era andato storto in lei. Ad ascoltare lei, qualcosa non tornava in loro.

Anche a quello le serviva la stand-up: metabolizzare le scorie, riflettere sui propri automatismi.


Darcy è una donna che vuole sentirsi libera di esprimersi in ogni senso, dalla passione per il suo lavoro a come vivere lontana dalla sua famiglia fino all’approccio disincantato al sesso; Ryan seppur addestrato a sopravvivere alle prove più dure, dimostra una sensibilità rara, che rende il suo personaggio antitetico all’immagine del macho. L’incontro tra Ryan e Darcy si basa sulla necessità di rispondere ad un pericolo, l’uomo che deve proteggere la donna, ma cosa succede se nella circostanza nessuno è come sembra? Miss Black a tratti si è divertita a capovolgere i ruoli, sovvertendo la debolezza della donna e la sicurezza dell’uomo e lo fa complicando tutto con un potente risveglio dei sentimenti, in chi sembrava immune dalle emozioni.

Chi è davvero il debole, chi quello forte? Non solo, in questo romanzo la signora scava a fondo in terreni impervi, come quello del controverso ruolo della donna, del facile pregiudizio, fino al dramma della guerra, ai suoi tragici effetti collaterali sulla psiche delle persone. Una perlustrazione all’interno di cosa ci fa scappare e cosa ci fa restare, quanto occorra a volte scegliere la propria strada anche per difendere gli altri e lasciarli liberi.

Un romanzo che fonda le sue dinamiche sulla distanza, sia emotiva che spazio-temporale, in cui i due protagonisti si perdono e ritrovano diversi, cambiati, molto cambiati, come se avessero percorso migliaia di km dopo prove durissime. E la sfida è quella di capire se alla fine il viaggio che si è intrapreso abbia davvero valso la pena.


Ryan la abbracciò da dietro, in silenzio. Continuava a sentirsi quasi tramortito dal dispiacere, confuso riguardo al futuro, disilluso, ferito, pesto e stanco. Dentro di lui si mescolava tutto.


Un romanzo che consiglio a dimostrazione di quanto questa autrice si superi ogni volta, soprattutto nei suoi ultimi libri mediante cui sta dando prove di magistrale bravura nell’offrire con dignitosa eleganza storie originali che includono argomenti complessi, ben documentati, con passaggi commuoventi, struggenti e mai banali.

Un mix che amplifica la sensazione di essere stati intrattenuti con intelligenza, senza rinunciare alla giusta tonalità erotica sempre calibrata secondo la modalità adatta per la situazione. In “Bang, bang” il sesso è più che mai liberatorio, capace di connettere e conoscersi al di là delle maschere indossate, spogliati dalle paure e svincolati dai condizionamenti.


Si accorse che lo stava guardando e le sparò con una pistola fatta con indice e pollice. Bang bang. Darcy si impedì di sorridere come una scema.


E infine la sublime ironia, sparsa ovunque come lo zucchero a velo su una torta lievitata ad arte, e decorata con dieci succose ciliegie condensate alla fine del libro, quando in uno spassoso pezzo di performance Darcy (alias Miss Black) da il meglio di sé:


«Comunque, lei ci viene descritta fin da pagina uno come una sorca incredibile, però incapace di valorizzarsi. Per fortuna, ecco che arriva il nostro Principe Azzurro e le fa un completo makeover, senza nemmeno bisogno di essere gay».


Da leggere, quindi? Sissignori!

LA NOTTE SI PORTA VIA TUTTO di Miss Black

LA NOTTE SI PORTA VIA TUTTO di Miss Black

Titolo: La notte si porta via tutto
Autore: Miss Black
Serie: autoconclusivo
Genere: Erotic, Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 15 Dicembre 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Lui, una celebrity le cui sregolatezze tengono banco sui giornali scandalistici.
Lei, una chirurga ortopedica di origini somale.
Un paese fantasma, una storia improbabile e intensa, un atto di generosità che non passa impunito.

Quando riceve una richiesta di intervento in un paese fantasma dell’Alto Piemonte, l’ultima cosa che Jamilah si aspetterebbe di trovare è una celebrity con una gamba incastrata tra le assi di un pavimento cadente. E invece l’uomo in difficoltà è proprio Marco Santacroce, il figlio ormai trentottenne della star del rock Vittorio Santacroce. Il celebre cantante è morto dieci anni prima, ma le sregolatezze del figlio tengono ancora banco sui giornali scandalistici. Jamilah è una chirurga ortopedica, lontanissima dal mondo dello spettacolo e da qualsiasi frivolezza. Italiana di origini somale, ha lavorato nei paesi più poveri del mondo e solo da poco è tornata a vivere nel suo paesello di montagna, tra gli amici del liceo e tra la diffidenza di chi fatica a fidarsi di una dottoressa nera. Lei e Marco non hanno nulla in comune, almeno all’apparenza. Certo, lui è bello, ed è anche diverso da come lo dipingono i siti di gossip. È un po’ più vero e disperato dell’immagine che rimanda il web. Jamilah dovrà provare sulla sua pelle che cosa significhi finire alla gogna mediatica per capirlo davvero. E Marco dovrà cercare di allontanarsi dal passato per cominciare a vivere.

RECENSIONE


Una delle ragioni principali per cui non perdo un’uscita di Miss Black è la consapevolezza di leggere una storia che in qualche modo mi stupirà, lasciando una traccia da seguire e che diviene nella maggior parte dei suoi libri un piccolo tatuaggio interiore, indelebile. Stavolta la Signora Black le tracce le ha trasformate in impronte, lasciate sulla neve dell’alto Piemonte, in Italia. Ed eccola la vera novità, una storia totalmente ambientata nel nostro bel paese. Un contesto originale, del resto non potrebbe essere diverso se si tratta di lei, ovvero un piccolo paese di montagna vicino alle Alpi, dove il tempo sembra essersi fermato:


Merano di Sopra, da non confondersi con la Merano in Alto Adige, era uno dei paesi fantasma che si erano spopolati nel corso degli ultimi trent’anni e che, ormai deserti, erano stati reclamati dalla natura e dalle intemperie.


Un luogo atipico, che diviene quasi un non-luogo, esso stesso protagonista del racconto: la montagna, imponente, scura capace di nascondere, isolare, proteggere e perfino rischiare di uccidere.


Merano di Sopra era un borgo medievale, in questo Leila aveva ragione, ma che non fosse abbandonato da centinaia di anni era testimoniato dalle finestre in PVC, dai gradini dritti e simmetrici delle scale che portavano ai primi piani, dai cavi elettrici, da qualche manifesto sbiadito e da mille altri dettagli.

Un paese in bianco e nero anche nella realtà, non solo in foto.


In questo contesto senza tempo e identità si incontrano i due protagonisti molto ben caratterizzati invece, quasi a rimarcare il contrasto tra attori e palcoscenico: una celebrity più famosa per le sue dissolutezze che per il talento nonché figlio d’arte e un medico chirurgo di origini somale, dall’indole altruista e un intenso spirito umanitario.

Una coppia improbabile, dinamica che Miss Black ama offrire nei suoi libri, le cui pagine sono spesso tracciate da una moltitudine di tonalità, nascoste ad arte dietro un pesante strato di ingannevole apparenza in cui personaggi, situazioni, contorni sociali non sono mai quello che sembrano.


Anche perché poi quello che davvero Marco aveva in comune con il paese fantasma era un’altra cosa: entrambi erano a pezzi da molti anni. In Merano era evidente a prima vista, in Marco no, tutto qua.


Marco è un mix letale di sensualità, ironia con una vena dissacrante e disperata che lo rende irresistibile proprio perché simpatico e difettoso allo stesso tempo, e profondamente umano, abituato ad indossare maschere scintillanti, utili a mantenere la sua studiata immagine pubblica.


Marco guardò verso di lei con tutta la gratitudine possibile. Era sui trentacinque, nera. Nera nel senso di origini africane, anche se il suo italiano era impeccabile. Gran ben viso, capelli molto corti e riccioli. Indossava un una divisa verde ospedaliera.


Ma un improvviso incidente, l’incontro con un medico dagli occhi scuri e rassicurantie una notte di sesso da perdere la testa cambia il corso della sua vita. Scoprire come è una gioia che lascio al lettore avvertendo che non leggere questo libro sarebbe un vero peccato, non solo perché nella trama si trovano i temi cari a questa autrice imprevedibile e dal talento inarrestabile, come leingiustizie, la differenza di genere, la discriminazionesociale, l’immigrazione ma soprattutto per come tratta un argomento che solo chi conosce può ben descrivere: il senso di non appartenenza.

Un sentimento che accomuna molte persone, forse più di quanto si creda, e che impedisce di sentirsi inclusi ad un posto, un luogo, una comunità,fino a che a predominare è la viva percezione che il nostro valore e le differenze che ci rendono unici non siano accettate o tollerate evitando così di connetterci agli altri. Una sensazione che richiama anche all’ambientazione scelta, la montagna, posta al confine, uno spazio di transito, di attraversamento spogliato della sua identità, una dimensione in cui si riconosce come non appartenenti.


Perché Jamilah era cresciuta in Italia con due genitori italiani, parlando italiano, mangiando cibo italiano e frequentando una scuola cattolica, ma si era sempre sentita straniera.

Non parlava somalo, non parlava arabo, quindi era italiana. In Italia, invece, era straniera. La gente le chiedeva da dove venisse e se lei rispondeva “alto Piemonte”.


Questa storia coinvolge, nulla da fare, perché i temi al suo interno sono seri, interessanti e profondamente realistici. E non parlo solo dei temi come la diversità e il pregiudizio che dilaga trasformandosi in stupidità umana ma anche di come sia facile sentirsi fragili, inadeguati, insicuri difronte alla nascita di un sentimento che spiazza fino a perdere il controllo, sconnettendoci da noi stessi, e che pare non corrisposto.

Chi ne è stato immune? Miss Black convince sempre e stavolta lo fa con la sua voglia di mettersi in gioco ambientando questa storia in un piccolo e anonimo paesino di montagna, come se il contesto fosse tanto potente da mettere i due protagonisti difronte ad uno specchio. Vi levo tutto, sicurezza personale, agiatezze da star, adesso voglio vedere come ve la cavate…Una bella prova non c’è che dire, un terreno di gioco neutrale che sfida i due protagonisti a oltrepassare le proprie comfort zone, rendendo questo libro appassionato e appassionante.


Da quando riusciva a ricordare, Marco aveva sempre avuto una melodia di sottofondo, una sorta di colonna sonora permanente, a volte ben definita, a volte confusa.


Mia Martini, Loredana Bertè, Samuele Bersani sono solo alcuni dei cantanti italiani che fanno da colonna sonora a questa ostoria, resa particolarmente originale dal personaggio di Marco e dalla suo dono di essere costantemente connesso con la musica, che lo accompagna nella sua testa scegliendo brani in base alle situazioni che sta vivendo, permettendogli di percepire più intensamente certi momenti. Sesso incluso, ah!


Marco aveva un modo tutto suo di muoversi durante il sesso, un modo che Jamilah non aveva mai sperimentato prima. Era come se seguisse un ritmo personale, pieno di armonia, ma imprevedibile.


Questo libro si distingue da quanto fino ad oggi pubblicato da Miss Black per svariati motivi, tra cui, oltre a quelli appena argomentati, la scelta di pubblicare in esclusiva la versione digitale su una nuova piattaforma, Kobo, e lo stile della cover più romantico e colorato dei suoi standard.
Infine la scelta del titolo, “La notte si porta via tutto”, che potrebbe quasi essere assimilato ad una canzone, a conferma di come la musica pervada inesorabilmente questa storia, senza dimenticare il diretto richiamo che questa frase fa emergere dalle pagine: il bisogno vitale di pace per essere sospesi dalle preoccupazioni, ansie, paure. Una necessità, a dire il vero, per molti di noi.


Dopo il sesso Jamilah cadeva in un sonno profondo e senza sogni. La notte si portava via tutto e lei aveva qualche momento di pace.


Mi manca la montagna, ahimè non ci vado da anni, e andarci con Miss Black è uno spasso. Fidatevi.

Link per l’acquisto di La notte si porta via tutto qui

SEGNALAZIONE – IL BUIO NELL’ ANIMA di Mariella Mogni

SEGNALAZIONE – IL BUIO NELL’ ANIMA di Mariella Mogni

Titolo: Il buio nell’anima
Autore: Mariella Mogni
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Data di pubblicazione: 7 Novembre 2021
Editore: Self- Publishing

TRAMA


Federica. Dieci anni trascorsi accanto a un uomo che l’ha sempre tradita.

Michele. Costretto a occuparsi di una donna fragile e instabile. La moglie che non lo ha mai amato. La moglie che ha smesso di amare da tempo.

Federica e Michele. Un amore sbocciato per caso, quando entrambi si erano ormai rassegnati alla solitudine. Una storia durata pochi mesi, vissuti tra sensi di colpa e passione, tra litigi e promesse difficili da mantenere.

Un avvenimento imprevisto ha convinto Federica a chiudere la sua relazione con Michele, da allora un buio disperato ha invaso la sua anima e nemmeno le luci dell’imminente Natale riescono a rischiararlo. Estranea al clima festoso che la circonda, Federica rivive il suo breve amore attraverso le note riportate in un diario, convinta di avere sbagliato tutto.

Ma è stato davvero un errore innamorarsi di Michele?

È stato davvero un errore fidarsi dei suoi occhi azzurri e innocenti che l’avevano conquistata fin dal primo sguardo?

Accadono strane cose a Natale, forse anche il buio che è sceso su Federica potrà diradarsi…

TEASER

«Sei bella, quando ridi, riesci a farlo con tutto il corpo, a splendere come un sole. È la tua pelle che ride e ti ridono gli occhi, persino il tuo naso ride.» Frasi tenere seguite da una carezza, proprio lì, dove il naso si congiunge con la fronte e si aggrinzisce a ogni mutamento di espressione.

Mi rannicchiai contro di lui, la testa appoggiata sul suo petto. Ascoltavo i battiti regolari del suo cuore e rimandavo il momento in cui avrei aperto bocca. La mia loquacità era rimasta sul treno, assieme ai toni frivoli e sicuri che avevo ostentato.

«Ti ho mentito, non intendevo fermarmi a Firenze. Se non ti avessi incontrata, sarei già a Napoli, a casa mia.» Michele liberò una risata profonda, più disinvolto di me nell’esternare i suoi pensieri.

«Dimmi, Federica, ci credi all’amore a prima vista?» chiese, tornato serio. Intanto percorreva il mio profilo con i polpastrelli. Aveva un modo tutto suo per accarezzarmi il volto, scendeva fino al mento, partendo dall’attaccatura dei capelli e risaliva con una lentezza estenuante che mi parve piena d’amore.

Non credevo all’amore a prima vista, eppure avevo riconosciuto Michele come una parte fondamentale di me, l’avevo percepito con la stessa intensità con cui sentivo battere il suo cuore. Non trovai il coraggio di confessarglielo. Afferrai la sua mano, che continuava a viaggiarmi lungo il viso, e la baciai. Poi cercai le sue labbra, vi stampai sopra le mie, convinta che i gesti fossero più eloquenti delle parole.

LA CASA DELLE BELLE ADDORMENTATE di Kawataba Yasunari

LA CASA DELLE BELLE ADDORMENTATE di Kawataba Yasunari

Titolo: La casa delle belle addormentate
Autore: Kawataba Yasunari
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic, Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 1961 in lingua originale e traduzione in italiano nel 1972
Editore: Mondadori

TRAMA


“La casa delle belle addormentate” è un raffinato racconto erotico incentrato sulle visite del vecchio Eguchi a un inconsueto postribolo nel quale gli ospiti possono passare la notte con giovanissime donne addormentate da un narcotico. Il regolamento vieta di svegliarle, esaltando il fascino quasi magico emanato dalle fanciulle, e permette a Eguchi, attraverso una delicata rapsodia di sensazioni e di ricordi, di riappacificarsi con se stesso in un viaggio tra i più misteriosi recessi della psiche, evocati con segni incredibilmente semplici, rarefatti e luminosi. Il volume comprende anche due romanzi brevi di Kawabata («Uccelli e altri animali» e «Il braccio») ed è arricchito dalla postfazione di un altro protagonista della letteratura giapponese del Novecento, Yukio Mishima.

RECENSIONE


«Paradossalmente, un bel cadavere privo ormai delle ultime tracce di spirito, offre le più forti sensazioni di vita.»


Questo è il pensiero che deve aver avuto chi ha voluto creare la casa di tolleranza delle ragazze addormentate; un luogo dove anziani soli passano le notti, affamati di calore umano e di vita, più che di sesso. Le ragazze sono giovani, minorenni talvolta, vergini; giacciono nude su un letto riscaldato da una coperta termica. Ostentano la loro giovinezza e bellezza ma sono rese incoscienti da un potente sonnifero che le fa dormire profondamente.

Cosa spinge un uomo a voler trascorrere una notte con loro e godere della loro compagnia? L’attrazione sessuale o la solitudine? La voglia di vita o la consapevolezza di essere vicini alla morte? Tutte queste domande troveranno risposte e riflessioni nel protagonista di questo racconto.
Eguchi è un uomo di 67 anni, ancora sessualmente attivo che vuole provare questa insolita e intrigante modalità erotica, attratto dalla  forza magica che gli suscitano delle ragazze costrette al sonno. Nella sua vita non ha mai trascorso con una donna delle notti così innocenti, ma vuole tentare anche questa strada e si renderà conto che saranno notti così piene di eccitazione ed effetti sul corpo e sulla mente.

L’ambientazione e l’atmosfera che si respira è quella tipica giapponese: la presenza costante del tè verde come fonte di rassicurazione, conforto, un po’ come sentirsi a casa; il letto basso chiamato tatami; il profumo delle camelie, le tende di velluto rosso che accendono la  dando alla stanza un’aria magica. Tutti i sensi sono impegnati, sia quelli di Eguchi che quelli di chi legge: gli occhi osservano ammaliati e giudicanti, le mani sfiorano, accarezzano lievemente, il naso cattura odori piacevoli e forti, l’orecchio capta i respiri e il tempo che scorre fuori, un temporale o la risacca del mare. Sono proprio gli odori delle donne che riportano alla mente profumi di fiori, un bosco, stagioni passate, donne del passato.

Leggendo si ha la consapevolezza che si può provare un piacere sconosciuto e anomalo, una sessualità che non si consuma nella modalità tradizionale; non c’è rapporto sessuale ma il solo vederle, annusarle, il solo avvicinarsi, genera immagini, fantasie, sogni e incubi. La prima ragazza con cui dorme Eguchi lo porta indietro a quando era solo un bambino perché gli ricorda il sapore del latte, la seconda ragazza al primo sguardo la reputa una esperta di sesso, la successiva gli sembra addirittura sia una vergine, un’altra invece gli trasmette tanto calore. La visione di queste fanciulle evoca in Eguchi ricordi. E tra memorie del passato e corpi nudi e giovani del presente, passano le nottate.

E si perché tornerà più volte nella casa e dormirà con donne diverse, ognuna delle quali susciterà in lui emozioni, brividi e passioni. Le accarezza, grazie alla loro staticità, le osserva minuziosamente ma più di tutto vorrebbe svegliarle; si rende conto che un rapporto umano di questo tipo non riesce a soddisfarlo pienamente; il silenzio non appaga del tutto né i sensi né la solitudine, anzi, acuisce tutto ancora di più.

Eppure dopo la prima volta sente il bisogno e la curiosità di tornare ancora nella casa. Non di tratta di un erotico tradizionale, in questo racconto la seduzione si percepisce nei gesti, negli sguardi e negli odori ed è molto efficace. La voce narrante del protagonista Eguchi riflette e fa riflettere il lettore sul tema della alienazione e della repressione del desiderio: stare accanto a giovani donne, dormire con loro senza godere dei loro corpi.

Realtà e sogno, amore e morte si mescolano nei pensieri che portano a meditare sul declino inevitabile della vita e sulla paura che si ha della morte, nel momento in cui si è anziani. E allora poter dormire accanto a giovani donne è come volersi consolare e godere, per una notte, di un lampo di vita ritrovata. Non riuscendo a rassegnarsi all’inesorabile scorrere del tempo.


«Proprio le ragazze che continuavano a dormire senza fine erano forse per i vecchi una libertà senza età – già Eguchi lo aveva pensato. Le dormienti che non parlavano, forse parlavano come piaceva ai vecchi.»


Link per l’acquisto di La casa delle belle addormentate QUI

VOYEUR di Fiona Cole

VOYEUR di Fiona Cole

Titolo: Voyeur
Autore: Fiona Cole
Serie: Voyeur series #1
Genere: Erotic
Narrazione: POV alternato (Callum e Oaklyn)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 21 Aprile 2018
Editore: Believe edizioni

TRAMA


Non sapevo fosse una mia studentessa la prima volta che ho pagato per guardarla al Voyeur.

Appena quella matricola dell’università è entrata nella mia classe, sapevo di dover smettere di recarmi al club. Evitare di guardarla.

Ma non ci sono riuscito. Tutto in lei mi fa desiderare di più… Ma la parte peggiore è che non immagina minimamente che l’uomo che la spia dietro quel vetro, sono io.

Devo solo sperare che una volta scoperta la verità, lei mi voglia tanto quanto la desidero io. Perché ora che ho visto tutto di lei, non voglio staccarle gli occhi di dosso…


RECENSIONE


“Voyeur” , ovvero letteralmente “chi guarda”. Un titolo intrigante per un libro che richiama alla mente il concetto più ampio di voyeurismo.

Il voyeurismo è una delle fantasie erotiche più comuni, che in letteratura affonda le sue radici nell’antica Grecia, mediante le opere di Erodoto nel V sec. a.c. che per primo raccontò un episodio allegorico del re Caudale che espose le nudità della moglie, ritenuta bellissima, allo sguardo della propria guardia del corpo. Questo concetto racchiude a più livelli il senso di questa storia, in cui la vista è la percezione sovrana che predomina il racconto, sconfinando in strati più profondi del semplice guardare, ovvero farsi guardare fino a guardarsi interiormente.

Un viaggio sensuale ed introspettivo percorso mediante le vie dell’eros, alla scoperta di cosa ci sia nell’abisso di un animo umano danneggiato. Un libro interessante che tratteggia la ricerca del piacere con sapienza, intersecando in un abile gioco di seduzione le vite dei due protagonisti, Oaklyn e Callum.


Voyeur era un lavoro ed io ero un’attrice.


Oaklyn è una giovane studentessa di giorno e dipendente di un club privato, il “Voyeur”, di notte. Nonostante la sua giovane età, è tenace, determinata e focalizzata a raggiungere gli obiettivi che si è prefissata, ovvero finire il college senza chiedere aiuto a nessuno.
Se da una parte l’intraprendenza le consente di sfidare i suoi limiti, dall’altra la sua innocente sensualità scardina le regole che si è imposta.


Andavo lì perché, anche così incasinato, avrei avuto almeno il miglior tipo di porno disponibile. Guardavo ciò che non riuscivo a costringere il mio corpo a sopportare..


Callum ha ventinove anni. Ha una passione per tutto ciò che riguarda il cielo, le stelle e le costellazioni. Un amore per il cosmo così potente da averlo salvato in passato e che ha coltivato fino a farne una professione, divenendo un giovane professore di Astronomia. Nella vita ha imparato ad applicare il controllo su tutto, come una severa forma mentis per non concedersi debolezze e sentirsi fragile. E’ bello, dotato di un fascino riservato d’altri tempi che ricorda Clark Kant, capace di far girare la testa a tutte le studentesse del suo corso. Un giovane uomo apparentemente irreprensibile che nasconde in realtà irrisolutezza e vulnerabilità profonde.


Non importava quanto si sforzasse, mi guardava come se sapesse cosa fosse il desiderio e immaginai di darglielo tutto.


Il Voyeur è un club esclusivo, uno spazio dove ricercare piacere assistendo a spettacoli ad alto livello erotico e soddisfare le proprie fantasie e perversioni, con la garanzia della massima riservatezza. Luogo oscuro, fatto di vetri e tende mediante cui spiare ed essere spiati, dove si intrecciano i destini di Oaklyn e Callum. Sguardi, sensazioni e fantasie prenderanno la consistenza di un lento ma costante vortice di desiderio, passione, eccitazione che metterà alla prova entrambi.


Risi perché mi ero divertita. Mi piaceva l’idea dell’uomo dietro il vetro che veniva mentre mi guardava. Risi perché non sapevo come gestire questi sentimenti e perché ridere era più facile.


Una storia che avvolge tutti i sensi con un eros puro, mai volgare, senza estremismi o surreali dinamiche di rapporti tra chi domina e chi subisce.

Callum è un uomo che ha perso il senso dell’intimità senza riuscire a instaurare relazioni durature con donne, un ragazzo danneggiato che ricerca il piacere solo indirettamente; Oaklyn è una ragazza intraprendente e adulta, che non subisce ma decide per sé, sopportando e accettando. Tra loro si innesca un rapporto di dipendenza che evolve in un sentimento autentico, rendendo questo libro particolarmente godibile da leggere.


Mi aveva calmato e centrato, ma aveva anche spinto i miei limiti di controllo. Le due emozioni si erano intrecciate dentro di me e non sapevo cosa farne. Tutto quello che sapevo era che non ero pronto a rinunciare a nulla. Non al mio controllo e decisamente non a lei.


Lo stile di narrazione è emozionale e coinvolge il lettore in modo intenso. Il POV alternato permette di entrare in sintonia con entrambi i protagonisti e capirne le sfumature delle rispettive personalità. I dialoghi si alternano a domande introspettive che trasmettono efficacemente l’evoluzione di un amore difficile e condiscendente, che nasce lentamente, ramificandosi nel cuore dei due protagonisti in un susseguirsi di dubbi, fiducia, cedimenti e affidamento.


Era molto di più che attrazione. Ogni volta che la vedevo, sentivo che il mio petto stava per esplodere dall’emozione per lei. Era la mia cometa di Halley. Che arrivava solo una volta nella vita.


Una storia profonda e bellissima, il cui tema centrale offre uno sguardo su come oggi con i nuovi mezzi di comunicazione la tendenza al Voyeurismo non è solo presente ma perfino aumentata, generando una forma di “voyeurismo mediatico”. In questo senso, basti pensare alla possibilità che si ha di spiare i profili di altri sui social network, oppure di guardare tramite webcam la vita quotidiana dei partecipanti ai reality show. Molti odierni voyeuristi tendono, quindi, a soddisfare il proprio desiderio solo connettendosi sul web.

Una riflessione su quanto questo abbia ormai cambiato l’approccio alle relazioni e alle connessioni tra le persone.

Da leggere.

Link per l’acquisto di Voyeur qui

MOLTO PERSONALE di Miss Black

MOLTO PERSONALE di Miss Black

Titolo: Molto personale
Autore: Miss Black
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic, Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2021
Editore: Little Black Tales

TRAMA


Quando la polizia contatta Isla Hurley, medico e psicoterapeuta, è per un motivo terribile: Emma, una delle sue pazienti, è stata uccisa. Isla non aveva mai contemplato l’idea che il delitto potesse entrare a far parte della sua vita ordinata, riflessiva e tranquilla. Certo, Emma aveva dei problemi con un ex fidanzato, Jordan. Insieme, avevano lavorato sul loro rapporto distruttivo ed Emma era arrivata a denunciarlo per stalking, ma Isla non credeva che la situazione potesse degenerare a quel punto.
E forse non è successo. Il detective incaricato delle indagini, Giovanni Vallespinosa, sembra un uomo capace e pacato. Cosa più importante, sembra avere davvero a cuore la morte della sua paziente e non è convinto che il responsabile sia Jordan.
Tra lui e Isla nasce una collaborazione asimmetrica, curiosa, e un’attrazione intricata. Isla interpreta il mondo come un insieme di fatti emotivi, lui cerca un’obiettività forse impossibile. E le ferite di entrambi entrano subito in gioco, rendendo le indagini una faccenda molto personale.

RECENSIONE


L’uscita di questo libro è stata inaspettata, senza annunci o avvertimenti. E’ arrivata improvvisa cogliendomi con la solita frenesia di attendere una nuova storia di Miss Black, che con “Molto personale” si è divertita a legare due generi affini, ovvero l’erotico, suo immancabile e rassicurante marchio di fabbrica, e il thriller poliziesco. Un connubio sopraffino, in cui si intersecano molteplici piani narrativi: quello investigativo, psicologico e quello del coinvolgimento sentimentale che lega i due protagonisti, diventando esso stesso il motore della trama.

Un delitto efferato, un’assassino da individuare, un’indagine che sembra portare altrove e al di là di indizi frastagliati e controversi fanno da cornice a questa storia in cui predomina inizialmente la protagonista femminile, Isla Hurley, psicoterapeuta della giovane e sfortunata vittima. Solo lei e i suoi cupi pensieri.


Non le era mai successo che una sua paziente morisse così. Era una cicatrice di un tipo del tutto nuovo. Una psicoterapia era una conversazione molto personale, sospesa al di sopra delle banalità quotidiane.


A condurre le indagini il detective Giovanni Vallospinosa, uomo enigmatico e pragmatico, dai modi sicuri e ruvidi:


Di base Giovanni non era un uomo paziente. Era un massimalista, uno che tagliava gli angoli e arrivava dritto al punto con una singola frase deflagrante.


Isla e Giovanni, due mondi paralleli, due ruoli scomodi in un quadro offuscato da un’insana attrazione che rischia di trasformarsi in sentimento, e che diviene ostacolo ad un bene superiore, ovvero rendere giustizia ad una giovane vittima e ricercare il suo omicida. Un omicidio, non un “semplice” femminicidio e in questo l’autrice ne distingue con accuratezza i diversi contorni:


«Riporta tutto al sesso della vittima. Oh, ora non dica che il sesso è il piatto forte di noi strizzacervelli. “Femminicidio” è stato concepito per attirare l’attenzione su un problema, ma se ogni volta in cui una donna muore qualcuno dice “femminicidio”, finisce per attirarla solo su un aspetto del problema. Preferisco credere che sia tutto più complicato».


Complicato sì, come il disorientamento profondo della protagonista, che si ritrova immersa di insicurezze, paure, sensi di colpa così radicati da far destabilizzare la più diligente delle psicoterapeute.
Un esercizio quasi catartico, che coinvolge fino ad intenerire il lettore, smascherando la spessa corazza che a volte può contraddistinguere coloro che per mestiere ci aiutano ad essere più centrati e consapevoli nella vita, dotandoci dei giusti strumenti ad affrontare il viaggio, e magari a volerci più bene.
Miss Black si è messa di punta stavolta, scambiando i ruoli e mettendo nel lettino del paziente proprio il medico (e non solo per sottoporsi a sedute da psicoterapeutiche, ovviamente).

Divertente, no? Forse più ironico, tratto stilistico che non manca quasi mai nelle sue storie:


Era tutto sudato e si era disfatto di quasi tutti i vestiti, tranne i calzini. Per completare il quadro di degrado, i calzini avevano ancora il segno delle infradito, pur non essendo calzini con l’alluce separato.


Passaggi che ci ricordano, rassicurandoci, la sublime maestria di questa autrice di dosare sapientemente l’eros, stavolta carnale e crudo, con il giusto sarcasmo, tocco che rende i suoi personaggi sempre profondamente umani e deliziosamente imperfetti.

Proprio come accade a Isla e Giovanni, coinvolti in una corsa costellata di reciproci dubbi e incertezze, che scavano nei loro passati delineando un presente troppo complicato da affrontare e che si intreccia inesorabilmente con quello della vittima, Emma, ancora troppo “paziente da salvare” per la psicoterapeuta e troppo “vittima a cui rendere giustizia” per il detective.


E a seguire, ecco il pensiero normalizzante, puntuale come un gendarme svizzero: forse la sua vita non era solo “un po’ disordinata” (che cosa vuol dire “un po’ disordinata”?), forse c’erano delle ombre nascoste. Dovevano esserci, è vero? Perché così era più facile continuare a pensare che alla gente perbene certe cose non succedevano. E se alla gente perbene non succedevano, non succedevano a noi. Perché noi siamo perbene.


“Molto personale” induce il lettore a immedesimarsi nei pensieri di Isla, afflitta da sensi di colpa divoranti, coinvolta in modo quasi intimo dalla morte della sua paziente. Un processo che assomiglia molto all’espiazione in cui il sentimento diventa una complicazione, un risveglio dell’anima da non meritare.
In questo lungo viaggio mentale, Isla è la prima ad impegnarsi ad indagare, ripescando ricordi, processando dettagli imparando così ad affondare sotto la superficie di quello che può apparire irrilevante, per capire forse anche più sé stessa.


In terapia, a volte, c’era un momento in cui ti rendevi conto di aver seguito le difese del tuo paziente. Se le seguivi senza riconoscerle e analizzarle, quelle difese ti portavano a occuparti della cosa sbagliata nel modo sbagliato. Ti perdevi in mille rivoli, in mille problemi che erano solo apparenti, che stavano sopra la superficie del problema come una coperta mimetica, proteggendo quel nucleo delicato (erano difese, d’altronde: difendevano) e impedendo a chiunque di mettere le mani sul problema vero, il problema grosso.


156 pagine di intensa narrazione, con dialoghi sempre graffianti, intrisi di domande, possibili risposte da leggere tutto di un fiato e un’eros potente, primordiale quasi caustico, che infuoca gli animi dei due protagonisti e che rende questo libro l’ennesimo gioiello di Miss Black.


Li mise da parte, non c’entravano. Ma poi non era vero, i sentimenti c’entravano sempre. Erano un filo teso dalle mani del tuo inconscio per guidarti tra i ricordi. Una linea rossa su un campo grigio, come nel navigatore della macchina.


Link per l’acquisto di Molto personale QUI