NAKED di Miss Black

NAKED di Miss Black

Titolo: Naked
Autore: Miss Black
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Prima persona (POV alternato)
Tipo di finale: chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Marzo 2023
Editore: Self publishing

TRAMA


Ayden Brillat-Savarin è l’amministratore delegato di un grande gruppo industriale. È appena stato assoluto da un’accusa di molestie, ma in passato si è macchiato di altre scorrettezze. La sua compagnia, per non correre rischi, gli rifila una mentore: una professionista che gli insegnerà a sopravvivere alle insidie del mondo moderno, dal modo in cui comportarsi con le dipendenti, alle cautele da usare con le minoranze, fino al necessario linguaggio politicamente corretto. Ayden sarebbe molto seccato, se ms. Allegra Foxton, la mentore, non fosse ironica, sveglia e piuttosto carina. In fondo assecondarla non gli costa nulla. Non sa che presto si troverà messo a nudo e la sua vita non sarà più la stessa.

RECENSIONE


Quando Miss Black è in procinto di uscire lo sappiamo grazie a dei semplici annunci, asciutti, come del resto è nel suo stile, sui social. Agisce cogliendo tutti di sorpresa, in modo inaspettato, pubblicando degli estratti mai casuali (o forse sì) e sempre intriganti, in cui protagonisti o tematiche in stesura fanno capolino. La reazione dei suoi seguaci quasi sempre è la stessa: “Che bello, quando?”.

Perché aspettare una sua nuova storia suscita curiosità, visto il suo DNA da sperimentatrice, ma anche fa vibrare come l’attesa di un regalo che non si vede l’ora di scartare, come l’arrivo di un pacco di Amazon, oppure l’ultimo giorno di lavoro prima di andare in ferie. Insomma, Miss Black la si ama, in tutte le sue forme. Stavolta la signora offre ai suoi lettori un romance ricco di tematiche a lei care, come il maschilismo imperante negli ambienti di lavoro, la disparità tra uomo e donna a più livelli, la superficialità verso le minoranze, l’abuso di potere e i comportamenti deviati e superficiali che ne conseguono, le discriminazioni sociali.


«Non riesco a capirla. Non riesco a capire se è una cinica o se è una militante femminista». Allegra gli rivolse un sorriso divertito. «Entrambe. Spero che il mio lavoro dia un piccolo contributo verso l’eguaglianza tra i generi, ma non voglio convertire nessuno. Se alla fine del nostro percorso lei avrà cambiato comportamento, per me sarà sufficiente. Il comportamento è quello che conta».


Miss Black disegna una protagonista perfetta per colpire, a sua immagine e somiglianza, o perlomeno pensarlo è facile per la particolare precisione e cura usati per descrivere Allegra, tipa tosta e dotata di un cinismo sottile quando la lama di un coltello.

Il suo ruolo professionale è quella di mentor, figura professionale davvero interessante, a cui viene affidato il compito di ripulire l’immagine pubblica di Ayden, uomo di affari di indiscusso successo, colpevole di avere molestato alcune sue dipendenti.

Carnefice o vittima? Perché a sentire parlare il diretto interessato, usare il termine “molestie” è quanto mai eccessivo, visto che si è trattato di rapporti consensuali e mai forzati. Anzi. Sono le donne a inseguirlo e volerlo.

L’incontro tra Allegra e Ayden segna l’inizio di una semi-convivenza obbligata, in cui passato e presente si fondono in un sentiero ad ostacoli sempre più intricato e dove passo dopo passo ci si spoglierà di bagagli sempre più pesanti fino a che restare nudo, in tutte le sue possibili accezioni, sarà funzionale a continuare a percorrere la strada.

Allegra è un personaggio bellissimo, frastagliato e davvero umano all’inverosimile, che disarma e colpisce, con una schiettezza nei modi e nello sguardo puro e glaciale, ma che nasconde fragilità immense e un passato che l’ha anestetizzata alle emozioni.


Non aveva pace, Allegra. Era la rappresentazione plastica di una personalità inquieta. Ruminava. Soppesava.


Un’indagatrice, un segugio capace di individuare senza pietà la vera natura di comportamenti patologici:


Quel tizio lì sarebbe stato una grandissima rottura di palle, Allegra lo sapeva. Aveva tutte le caratteristiche peggiori in un cliente, a partire dal fatto che non era un cliente. Cioè, non era un volontario.
E aveva il Terribile Terzetto: era ricco, era potente, era affascinante. Un mix terribile.


Il mentoring ha lo scopo principale di supportare sia professionalmente che umanamente il cliente, grazie alla saggezza, alla preparazione ma anche alla sua esperienza. Una figura guida, capace di dare una nuova visione sulle persone e sulla vita e consentire di crescere per migliorare i rapporti personali e interpersonali.  
Allegra accompagnerà Ayden in tutte le sue fasi, entrando nella sua vita come un assistente personale, pronto a suggerire, a criticare e svelare i suoi limiti e lati oscuri, di cui lui ignora l’esistenza.

Ayden è un personaggio intenso e a volte struggente. Un uomo apparentemente facile da etichettare ma che nasconde un’essenza meno banale e che affronta in queste pagine un percorso di cambiamento e consapevolezza incredibili. Il suo spogliarsi verrà contraccambiato dal dotarsi del coraggio necessario a non rinunciare a scendere nei meandri più bui della sua vita e redimersi:


Era il canto di una persona che si sta inoltrando nell’oscurità in piena consapevolezza, diretta verso un aldilà che ormai sentiva vicino. Un’altra strofa affermava letteralmente: “ Hinenini, hinenini, sono pronto Mio Signore”. Quella mattina ad Allegra era sembrato che Savarin ancora tentennasse, ma da quel pomeriggio alle tre, l’impressione era che si fosse abbandonato al suo destino. Che avesse deciso di andare verso l’oscurità con passo mansueto. Qualsiasi cosa lo stesse aspettando nelle tenebre.


Un viaggio per nulla semplice, per nessuno dei due, che dovranno trovare un equilibrio tra pensieri e azioni alla scoperta di un concetto di fiducia quanto mai spaventoso e sconosciuto (per entrambi). Una missione certosina giostrata nei pericolosi confini che segnano la verità dalla menzogna, il visibile dall’invisibile, il pregiudizio dall’obiettività.
Se da una parte Allegra metterà Ayden di fronte allo specchio, totalmente privo di scudi o protezioni, per mostrarne la sua vera immagine di uomo fallibile, senza sconti, dall’altra Allegra si troverà invischiata in una dimensione a lei ostile, quella delle emozioni.


Davvero aveva bisogno di lasciar depositare le sensazioni che aveva provato con lui. Faceva fatica a capirsi, le proprie emozioni talvolta le erano aliene.


La vera complicazione diverrà gestire la presenza (ingombrante) di sentimenti caparbi che ribaltano i ruoli tra chi segue e chi insegue. Vibrazioni ostinate, inizialmente fisiche e che si insinuano nella mente rischiando di infiltrare il cuore, che sembrano non desistere dal crescere, inceppando sicurezze e rendendo un lavoro apparentemente semplice quasi impossibile da portare a termine.


«Invece le hai mostrato… che in fondo la disprezzavi. Che la ritenevi adatta solo a succhiare uccelli. Il tuo disprezzo non l’ha solo ferita, ha anche cambiato, retrospettivamente, i termini della vostra relazione. Se Kelly avesse saputo che la disprezzavi, non avrebbe succhiato. Per questo si è sentita sfruttata. Violata, in un certo senso. Quando lui mente, ti inganna per raggiungere uno scopo, è una violenza?»


Chi può dirsi violato? Come riuscire a riconoscere la rimozione del consenso in un rapporto a due? Dove è il confine tra vendetta e giustizia?

Temi capillarmente diffusi oggi più che mai, in un’epoca come la nostra basata sull’immagine e sulla superficialità di dover essere sempre perfetti e vincenti. Argomenti complicati che l’autrice mette sul piatto al lettore col suo stile sempre acuminato, senza evitare di intrattenerlo ma anche permettendo di farsi qualche domanda. Naked è un romanzo intenso che conferma quanto l’autrice ami raccontare la tridimensionale natura dell’uomo, tramite i suoi errori, le sue convinzioni, smontando pezzo su pezzo.

Forse è questa la ragione per cui Miss Black viene attesa con così tanto entusiasmo ad ogni uscita: per la sua straordinaria capacità di divertire, infuocare le lenzuola e dare a chi legge il tempo di fermarsi un attimo a pensare che spesso l’essere umano riesce a scendere davvero in basso ma se si impegna a migliorare, a mettersi un po’ a nudo, il carico si alleggerisce e risalire è più semplice.


«Bene, allora. Sdraiati. Tu parli, a spogliarti ci penso io». Savarin sbatté le palpebre un paio di volte. «Il modo in cui ti rapporti al mondo. Tattile. Corporeo» spiegò lei. «Rendiamolo esplicito». Lui le rivolse un sorriso a metà.


Al prossimo annuncio, quindi. Noi siamo sempre pronte a fare click!