SEGNALAZIONE – IL BUIO NELL’ ANIMA di Mariella Mogni

SEGNALAZIONE – IL BUIO NELL’ ANIMA di Mariella Mogni

Titolo: Il buio nell’anima
Autore: Mariella Mogni
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Data di pubblicazione: 7 Novembre 2021
Editore: Self- Publishing

TRAMA


Federica. Dieci anni trascorsi accanto a un uomo che l’ha sempre tradita.

Michele. Costretto a occuparsi di una donna fragile e instabile. La moglie che non lo ha mai amato. La moglie che ha smesso di amare da tempo.

Federica e Michele. Un amore sbocciato per caso, quando entrambi si erano ormai rassegnati alla solitudine. Una storia durata pochi mesi, vissuti tra sensi di colpa e passione, tra litigi e promesse difficili da mantenere.

Un avvenimento imprevisto ha convinto Federica a chiudere la sua relazione con Michele, da allora un buio disperato ha invaso la sua anima e nemmeno le luci dell’imminente Natale riescono a rischiararlo. Estranea al clima festoso che la circonda, Federica rivive il suo breve amore attraverso le note riportate in un diario, convinta di avere sbagliato tutto.

Ma è stato davvero un errore innamorarsi di Michele?

È stato davvero un errore fidarsi dei suoi occhi azzurri e innocenti che l’avevano conquistata fin dal primo sguardo?

Accadono strane cose a Natale, forse anche il buio che è sceso su Federica potrà diradarsi…

TEASER

«Sei bella, quando ridi, riesci a farlo con tutto il corpo, a splendere come un sole. È la tua pelle che ride e ti ridono gli occhi, persino il tuo naso ride.» Frasi tenere seguite da una carezza, proprio lì, dove il naso si congiunge con la fronte e si aggrinzisce a ogni mutamento di espressione.

Mi rannicchiai contro di lui, la testa appoggiata sul suo petto. Ascoltavo i battiti regolari del suo cuore e rimandavo il momento in cui avrei aperto bocca. La mia loquacità era rimasta sul treno, assieme ai toni frivoli e sicuri che avevo ostentato.

«Ti ho mentito, non intendevo fermarmi a Firenze. Se non ti avessi incontrata, sarei già a Napoli, a casa mia.» Michele liberò una risata profonda, più disinvolto di me nell’esternare i suoi pensieri.

«Dimmi, Federica, ci credi all’amore a prima vista?» chiese, tornato serio. Intanto percorreva il mio profilo con i polpastrelli. Aveva un modo tutto suo per accarezzarmi il volto, scendeva fino al mento, partendo dall’attaccatura dei capelli e risaliva con una lentezza estenuante che mi parve piena d’amore.

Non credevo all’amore a prima vista, eppure avevo riconosciuto Michele come una parte fondamentale di me, l’avevo percepito con la stessa intensità con cui sentivo battere il suo cuore. Non trovai il coraggio di confessarglielo. Afferrai la sua mano, che continuava a viaggiarmi lungo il viso, e la baciai. Poi cercai le sue labbra, vi stampai sopra le mie, convinta che i gesti fossero più eloquenti delle parole.

SEGNALAZIONE – NON ERA NIENTE di Joy C. Madness

SEGNALAZIONE – NON ERA NIENTE di Joy C. Madness

Titolo: Non era niente
Autore: Joy C. Madness
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Data di pubblicazione: 27 Settembre 2021
Editore: Self- Publishing

TRAMA


Verena Carinci ha 17 anni, ma è già stanca. Nata nella famiglia sbagliata, surclassata
da vessazioni, cammina fiera e speranzosa verso il suo obiettivo: diventare una
tatuatrice.
Frank Croce, ha un passato difficile alle spalle e ogni suo tentativo di dimenticare ha
come sfondo il rumore del lago. È deciso a realizzare il suo grande sogno: vogare
tutta la vita ascoltando il suono dei remi che accarezzano l’acqua.
Cos’hanno in comune Verena e Frank?
Niente, all’infuori di un singolo attimo. Ed è proprio quello a fare la differenza.
Una punizione imposta, una festa e una scuola troppo piccola per evitarsi saranno lo
scenario della collisione di due mondi solo apparentemente distanti.
«Non farlo.»
«Vere, io tornerò da te, sempre… »

TEASER


“Mi accarezza con una cura che nessuno mi ha mai riservato, a placare ogni mia insicurezza. Tutto di lei mi dice “ti amo”, ma non le sue parole. Quelle tacciono una scomoda verità.”

«Vere, io tornerò da te, sempre. Non me ne frega un cazzo dei tuoi discorsi! Decido io il mio destino e tu nei fai parte.» Il sorriso le illumina il volto e io ne resto perdutamente ammaliato. Sono suo. La bacio con dolcezza dribblando le sue lacrime salate. Inspiro i suoi gemiti e accarezzo con delicatezza quel corpo che, da gelido, diventa bollente tra le mie braccia. Sta di nuovo vibrando per me, solo per me.”

HAI CAMBIATO LA MIA VITA di Amy Harmon

HAI CAMBIATO LA MIA VITA di Amy Harmon

Titolo: Hai cambiato la mia vita
Autore: Amy Harmon
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 26 Gennaio 2017
Editore: Newton Compton Editori

TRAMA


Lo trovarono nel cesto della biancheria di una lavanderia a gettoni: aveva solo un paio di ore di vita. Lo chiamarono Moses. Quando dettero la notizia al telegiornale dissero che era il figlio di una tossicodipendente e che avrebbe avuto problemi di salute. Ho sempre immaginato quel “figlio del crack” con una gigantesca crepa che gli correva lungo il corpicino, come se si fosse rotto mentre nasceva. Sapevo che il crack si riferiva a ben altro, ma quell’immagine si cristallizzò nella mia mente. Forse fu questo ad attrarmi fin dall’inizio. È successo tutto prima che io nascessi, e quando incontrai Moses e mia madre mi raccontò la sua storia, era diventata una notizia vecchia e nessuno voleva avere a che fare con lui. La gente ama i bambini, anche i bambini malati. Anche i figli del crack. Ma i bambini poi crescono e diventano ragazzini e poi adolescenti. Nessuno vuole intorno a sé un adolescente incasinato. E Moses era molto incasinato. Ma era anche affascinante, e molto, molto bello. Stare con lui avrebbe cambiato la mia vita in un modo che non potevo immaginare. Forse sarei dovuta rimanere a distanza di sicurezza. Ma non ci sono riuscita. Così è cominciata una storia fatta di dolore e belle promesse, angoscia e guarigione, vita e morte. La nostra storia, una vera storia d’amore. 

RECENSIONE


Siamo abituate a leggere Amy Harmon con un occhio di riguardo, consapevoli che oltre ad appassionarci alla storia d’amore tra i due protagonisti, ci ritroviamo a riflettere su varie tematiche, che toccano la diversità, le disuguaglianze e le ingiustizie sociali, le minoranze, la religione, la terra, il destino. I suoi romanzi dipingono i panorami sconfinati dell’America rurale, affondano le radici nella grande letteratura statunitense.

A mio avviso, l’opera che meglio la rappresenta è anche il suo lavoro più peculiare, dal profetico titolo The Law of Moses (in italiano Hai cambiato la mia vita, edito da Newton Compton). Si tratta di un romance non puro, una storia d’amore tormentata e sofferta che divaga verso altre direzioni, dal paranormal al thriller. Ma partendo sempre dal suo amore per la “terra” e per le sue “radici”.

Quelle che disegna la Harmon sono radici che, come catene, possono afferrare e imprigionare i protagonisti alla piccola zolla di terra a cui sono destinati. La partenza dal posto d’origine può provocare ai suoi giovani personaggi nefaste conseguenze: penso all’immagine ricorrente del treno in cui Eva si trova pressata insieme agli altri ebrei (e da cui riuscirà a saltare giù) in Il segreto di Eva, dapprima solo un sogno ricorrente poi una drammatica verità. Penso alla partenza per il fronte di Ambrose in Sei il mio sole anche di notte, una decisione che si rivelerà coraggiosa ma allo stesso tempo incosciente e che porterà alla morte dei suoi amici. Penso a Moses e alla sua fuga da Levan (Utah) il paese originario della Harmon: non riesco a fare a meno di pensare che se non avesse lasciato la città il destino di Georgia e del piccolo Eli sarebbe stato molto diverso.

A Amy Harmon piace giocare con il destino e lo fa con la consapevolezza e l’esperienza di una grande romanziera. A mio avviso è davvero riduttivo relegare le sue storie nella fruttuosa nicchia dei romanzi rosa: d’altronde si sa, su Amazon le categorie e le sottocategorie e le sottocategorie delle sottocategorie funzionano. Io non sono una grande amante delle etichette, da autrice anche a me stanno parecchio strette a volte, ma il popolo di internet spesso è poco curioso rispetto a tutto ciò che è ignoto e vuole essere certo di ciò che andrà a leggere: se prometti alle persone un contemporary romance o un angst o uno Young adult o un paranormal romance o un fantasy, loro si aspettano e vogliono leggere esattamente questo. Amy Harmon smentisce ogni volta cliché e stereotipi del genere, allargando la sua sfera d’azione fino a sfociare nella “narrativa”, quello strano genere che non è un genere, così difficile da collocare e quindi da vendere sul web.

Fingiamo quindi che The Law of Moses sia un romanzo rosa, ma lasciate che ve ne parli come un grande romanzo di narrativa, senza nulla togliere al rosa di cui, nel mio piccolo, sono una tenace sostenitrice.

Per parlare dei suoi temi più cari, in Hai cambiato la mia vita (titolo furbetto con il chiaro obiettivo di relegarlo nel sottogenere che funziona) utilizza l’ingrediente di un altro piatto, il sovrannaturale: Moses vede e dipinge i morti, o meglio, ciò che i morti vogliono che dipinga.

Moses, un “figlio del crack” (i bambini nati da madri con problemi di tossicodipendenza), è un orfano gettato via e ritrovato innumerevoli volte, poi finito sul grembo di una nonna che finalmente gli dona l’amore incondizionato che merita, a Levan, un villaggio rurale dello Utah, non troppo distante dalle montagne. Durante la sua turbolenta adolescenza conosce la Georgia, bionda Cowgirl senza paura, l’unica in grado di avvicinarlo. Moses è un ragazzo indubbiamente problematico, solitario, scontroso, diffidente. Persino i cavalli più miti si innervosiscono al suo cospetto, forse perché percepiscono la sua paura. Anche Moses ha paura. Non degli altri, ha paura di se stesso, di ciò che riesce a vedere, di ciò che riesce a fare. Ha paura di fare del male. Per questo fugge da Levan, lasciando dietro di sé una scia di delusione, di rimpianti e, anche se non direttamente per colpa sua, di cadaveri.

Georgia, d’altro canto, è spigliata, temeraria, un vero maschiaccio. Ama i cavalli e i rodei, la sua vita prima di incontrare Moses e innamorarsene perdutamente era tranquilla, quasi idilliaca, stretta nell’abbraccio di due amorevoli genitori che come lei amano la terra e gli animali. Una vita diametralmente opposta a quella di Moses, che vive a pochi metri dalla sua fattoria. Nasce così una storia fatta di amicizia e comprensione reciproca, pur nella fragilità della loro comunicazione, trattenuta dai segreti di lui e dal suo comportamento scostante. Una storia che, pagina dopo pagina, non fa sconti nella sua drammaticità, che affronta la morte con un piglio realistico e toccante, senza mai sfociare nel facile melodramma.

A tingere di giallo questo romanzo travestito di rosa, una scia di cadaveri di giovani ragazze bionde che si avvicina pericolosamente ai confini di Levan, intrecciandosi con la storia di Moses e Georgia. Cadaveri che la terra non saprà celare per sempre.

Sullo sfondo di questi intrecci, la vita di una cittadina provinciale, con i suoi rodei, le fattorie, i cavalli, le faide familiari, le malelingue, le discriminazioni. E la terra, quella terra sconfinata e selvaggia di cui l’America è piena, la terra che infanga, che sotterra, che entra nelle narici. La terra su cui Georgia e Moses fanno l’amore la prima volta, da ragazzini, concependo un figlio. La terra su cui finiscono per azzuffarsi disperati e arrabbiati l’uno con l’altra, alcuni anni dopo. La terra che bagneranno con le loro lacrime nel momento della tragica rivelazione sul destino che Moses ha messo in moto, scegliendo di partire. Perché al di là del destino, c’è anche la scelta, che non è mai facile, che può essere tragica così come provvidenziale.

Le storie della Harmon sono basate su libere decisioni, che a volte si rivelano giuste, altre sbagliate. Sono quelle decisioni a mettere in moto il beffardo e a volte crudele domino di eventi che coinvolge e sconvolge l’esistenza di Moses e Georgia.

È proprio questo che amo nei suoi romanzi, la possibilità di sbagliare e di rimediare a un torto, di fare ammenda, di aggiustare qualcosa che è rotto e che sembra perduto per sempre, nel preciso istante in cui i personaggi riescono a strappare quelle radici che li incatenano a un destino ingiusto che sembra scritto nella pietra, come un comandamento, e a gettarsi in quell’oceano in tempesta che è la vita.

Recensione a cura di Elle Eloise in esclusiva per Reading Marvels


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DAL FUOCO di Miss Black

DAL FUOCO di Miss Black

Titolo: Dal fuoco
Autore: Miss Black
Serie: autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 1 Febbraio 2014
Editore: Self Publishing

TRAMA


Comincia tutto con un incendio, durante la consegna di una partita di cocaina. Solo due persone sopravvivono, a stento: Beth Hoffman, agente speciale FBI, e Sven Myers, narcotrafficante. Da quel momento in poi inizia una specie di strano incubo: l’FBI abbandona il luogo dell’incendio, senza curarsi di controllare se ci siano sopravvissuti e Beth e Sven si ritrovano nel mezzo del nulla, a tre giorni di distanza dal paese più vicino, senza cibo e senza acqua. Confrontati con la concreta possibilità della morte, stanchi, spaventati e affamati, i due si trovano a fare fronte comune in più di un senso… anche perché l’operazione che li ha quasi uccisi ufficialmente non è mai esistita, Beth è stata bruscamente licenziata e la coca sequestrata è scomparsa nelle tasche di qualcuno.

RECENSIONE


Poiché non sono affatto portata per le recensioni, ho pensato di allungare il brodo raccontandovi come ho conosciuto Miss Black.

Era l’estate del 2016, ero al mare e avevo scaricato da Google Play Persuasione di J. Austen. A fine lettura l’app, amichevole e comprensiva, mi scrive: “Se hai letto Persuasione potrebbe piacerti anche…” e poi una sfilza di titoli, primo tra tutti Iniziazione al piacere di una certa Miss Black.

Leggo la sinossi e il breve estratto, li rileggo, li leggo di nuovo e mi chiedo per la terza volta consecutiva con quale criterio Google Play possa aver associato Persuasione a questo libro.

Naturalmente prevale la curiosità, la prosa è arguta e quindi scarico il libro.

E rimango letteralmente travolta.

Non avevo esperienza di romanzi erotici, non mi avevano mai incuriosita (nemmeno ora sarei in grado di dire come e dove si collocano le opere di Miss Black nell’ambito del loro genere), leggendo Miss B. restai però affascinata dai meccanismi psicologici, dalle dinamiche relazionali e dalle sfaccettature dei personaggi.

Ne lessi diversi, uno dietro l’altro.

Al quarto libro misi a fuoco che erano autopubblicati.

Nella scelta dei titoli mi mossi in modo randomaico.

Scelsi Dal fuoco in modo casuale, colpita dalla sinossi e dall’incisività dell’estratto.

Un tratto caratteristico di una certa categoria di personaggi di Miss B. è che sono degli autentici stronzi. Cattivi veri, non cattivi di peluche che dopo tre battute e la visione della donna del destino, si sciolgono come cubetti di ghiaccio restando inspiegabilmente privi della loro malvagità. No, quando Miss B. descrive un personaggio controverso, e Myers il protagonista di Dal fuoco lo è, non gli fa sconti, non gli fornisce attenuanti e non lo giustifica.

La cosa sorprendente è che il tizio finisce per far colpo lo stesso.

Per quanto mi riguarda credo che dipenda proprio dal fatto che l’autrice non vuole fregarmi e non tenta di blandirmi dicendo “È un pessimo soggetto, ma ne ha passate tante…”. Il pessimo soggetto si palesa in tutta la sua ‘pessimitudine’, parla, agisce e pensa con la crudezza che gli è peculiare ed è la sua disarmante sincerità che alla fine lo redime agli occhi del lettore.

In certi tipi di storie e con certi personaggi, credo sia davvero difficile mantenere un equilibrio credibile tra romance e bad boy. È un attimo renderli assurdi e sdolcinati. Ridicoli.

Miss B. ha un talento pazzesco in questo, l’equilibrio narrativo che sviluppa e mixa trama e personaggi, riesce sempre a creare un’atmosfera coinvolgente che sul piano psicologico stupisce senza lasciare increduli.

La riuscita di questa operazione sono persuasa che dipenda dall’abilità di costruire con sapienza anche l’abbinamento dei personaggi.

Beth, la protagonista di Dal fuoco, non è una crocerossina, non è candore allo stato puro, sa come va il mondo, ma ha un rigore e un’etica che la rendono la persona meno adatta a innamorarsi di Myers.

Abilissima Miss B. gioca sulle circostanze.

Costruisce una serie di eventi che lasciano Beth e Myers spogli e disarmati (in molti sensi), rade al suolo (letteralmente) il loro presente, le loro certezze, ciò su cui hanno fondato le loro vite (agli antipodi) e in questa nuova condizione, l’essenza di entrambi è in grado di incontrarsi davvero.

A quel punto le circostanze perdono valore, perché l’essenza fa impallidire tutto ciò che adorna la nostra esistenza.

I motivi per leggere Miss B. sono tanti: è ironica, divertente, sensuale, arguta. Più di tutto, però, io trovo sorprendenti il tratteggio psicologico e le dinamiche relazionali che sa imbastire.

I motivi per leggere Miss Black sono tanti: è ironica, divertente, sensuale, arguta. Più di tutto, però, io trovo sorprendenti il tratteggio psicologico e le dinamiche relazionali che sa imbastire.

Recensione a cura di Rebecca Quasi in esclusiva per Reading Marvels


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BREATH-NEL TUO RESPIRO di Vera Demes

BREATH, NEL TUO RESPIRO di Vera Demes

Titolo: Breath, nel tuo respiro
Autore: Vera Demes
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 1 Luglio 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Mi basterà un respiro per dirti che ti amo. Un fremito d’aria tra le mie labbra che sfiorano le tue.


Un furgoncino azzurro, una tavola da surf caricata sul tetto, un ragazzo biondo e un cane esuberante.

L’incontro tra Camilla Cipriani ed Evan Cornell avviene così, un pomeriggio di fine luglio, sulla spiaggia ventosa di Nazaré, in Portogallo.

Lei studia Giurisprudenza a Bologna, è cresciuta senza scossoni, ha paura di tutto e cerca di pianificare ogni aspetto della sua vita, lui è americano, ascolta vecchie canzoni, legge poesie e viaggia per l’Europa con una videocamera.

Una diffidenza iniziale, la voglia di libertà e un viaggio che cambierà le loro vite.

Da Lisbona a Bilbao, da Madrid a Cadice, da Barcellona alla Camargue fino all’Italia.

Percorsi struggenti in spiagge a perdita d’occhio, tra onde roboanti, barrios antichi, dimore arabeggianti, distese di lavanda e villaggi sperduti nell’afa estiva.

Un bilancio di memorie che parla di gioia e di bellezza.

Ma se la realtà irrompe senza riguardo, un sentimento appena sbocciato può uscirne a pezzi.

Evan è impulsivo, figlio di un orgoglio che lo ha sempre messo nei guai. E Camilla ha imparato che affezionarsi può far male.

Nei silenzi ostinati tutto sembra perduto.

Eppure qualcosa è cambiato.

Nell’ora dorata di un pomeriggio d’estate la vita si è svelata insieme all’amore.

Un piccolo istante di felicità, lieve come un respiro. Eppure tenace. Più del destino.

RECENSIONE di Alessia


Amo viaggiare, per me è sempre stata necessità e lo è tutt’ora. Viaggiare significa sperimentare, scoprire, adattarsi e cambiare. Sì, il cambiamento forse è la parte più affascinante di questa esperienza che fa della vita un percorso difficile che spesso offre anche l’opportunità di capirci meglio e trovare la nostra vera identità, nascosta sotto strati di maschere, abitudini, paure, fragilità. E proprio il viaggio è il tema centrale di questo libro, “Breath, nel tuo respiro”, in cui l’autrice Vera Demes si è superata al di là di ogni previsione, scrivendo un romanzo intenso, poetico, struggente, a mio avviso un capolavoro indimenticabile.

Evan e Camilla ne sono i due protagonisti, così intensi e veri da restare addosso come il sale sulla pelle fino a lasciare il profumo del mare per ricordarci la magia dell’estate, un insieme unico di sensazioni e sentimenti.
Mai come in questo romanzo l’essenza di questa stagione così desiderata amplifica il suo significato: sole, caldo, notti all’aria aperta a guardare le stelle, tramonti dai mille colori e quell’immensa voglia di libertà che si propaga con la spensieratezza della giovinezza, rendendo ogni attimo eterno ed innamorarsi perdutamente può essere facilissimo.
Mai come in questo romanzo il viaggio assume la forma di un’esperienza di vita, immergendo il lettore in una nuova realtà, in cui le comodità sono bandite ed uscire dalla propria comfort zone diventa una necessità, dimostrando che è proprio quando si affrontano e superano le difficoltà che la strada ci mette davanti che si sta vivendo davvero.

Un bellissimo viaggio on the road, ambientato tra le meravigliose coste del Portogallo e quelle della Spagna settentrionale, che farà incontrare due ragazzi, entrambi giovani ma con approcci alla vita diametralmente opposti.
Camilla, ventiduenne studentessa italiana, in viaggio con due amiche e poco avvezza a cavarsela da sola:


Non si era mai preoccupata di niente. Non aveva mai mosso un dito. Si era fatta trasportare qua e là con leggerezza, una principessina indolente intenta a guardare il mondo da un oblò.


Evan, video maker californiano e surfista per passione, in viaggio per l’Europa da qualche mese con un furgone in compagnia dell’amato cane e l’inseparabile tavola da surf:


Lui era un danzatore. Un ballerino che sapeva attraversare l’inferno in equilibrio sulla sua tavola da surf.


Evan che ama vivere libero, che vive ogni giorno come fosse l’ultimo, con un animo romantico e dallo spiccato orgoglio; Camilla che si sente inadeguata, oppressa dalle aspettative degli altri e dalla paura di sbagliare, che non riesce a lasciarsi andare e non si fida di nessuno.

Intorno a loro la natura e il mare, le spiagge e un cielo senza fine, luoghi in cui perdersi sarà catartico. Entrambi in viaggio ma per motivi diversi, fino a che il destino metterà sulla stessa strada fino a trascinarli in mare, in mezzo alle irruente onde dell’oceano, per poi cambiarli per sempre.


E surfare lo aveva sempre aiutato a comprendere ciò che in apparenza non aveva spiegazione. Cavalcare le onde su una tavola da surf era più facile che porsi domande o lasciare che la testa iniziasse a scavare percorsi labirintici, una circolarità malata che attentava ogni giorno al suo autocontrollo rendendo difficile persino respirare.


Si dice che il surf possa divenire una struggente ragione di vita, fisicamente estenuante e intrisa di gioia. La ricerca errante della cresta d’onda perfetta, che inonda di attesa e pompa adrenalina, implica però un profondo rispetto della natura. Il rapporto con l’oceano è un processo lungo che va costruito con il tempo, adattandosi alle cadute, alla mancanza di ossigeno per allenarsi ad avere a che fare con l’imprevedibile, come può capitare nella vita.


Ogni giorno una rivelazione, immagini capaci di riconnetterlo a ciò che era importante, lezioni di vita, fotogrammi di esistenze semplici, la natura sullo sfondo e l’insegnamento più grande. Vivere senza respiro, assaporando l’attimo.


Tutto sta nel pensare a che cosa farà poi l’oceano: essere nel posto giusto, sulla costa giusta al momento giusto. Ma anche nel punto esatto in acqua per comprendere il posto, fino a che l’ambiente diventa quasi un’estensione anatomica del surfista.


Un crepuscolo dorato si stava spegnendo sull’oceano irrorandolo di luce. Era incredibile quanto i colori fossero netti in quel momento. Sembravano di vetro. Sarebbe durato pochi secondi. L’attimo sospeso in cui quel fulgore rossastro avrebbe tracimato oltre la linea netta color piombo e poi si sarebbe spento lasciando il posto a una quiete irreale e a un volo arruffato di gabbiani in cerca di un riparo.


A fare da sontuosa cornice a questo romanzo le ambientazioni, descritte con poesia e accutarezza, in cui la natura sovrasta indiscussa il viaggio di Evan e Camilla, alla scoperta di spiagge e scogliere meravigliose oltre al magico fascino delle città europee che guardano la costa atlantica, come Lisbona e Bilbao, piene di storia e tradizione.

Infine, come sempre, la magnifica prosa di questa autrice dal talento raffinato che regala attimi di intensa suggestione a questo viaggio, consentendo al lettore di divenirne parte, coinvolgendo i sensi, come la vista per scrutare ogni vicolo, l’olfatto per respirare il profumo del mare e l’udito per sentire il frinire dei grilli.

“Breath, nel tuo respiro” è un’esperienza sensoriale, un inno alla vita e alla ricerca della nostra essenza tramite un viaggio introspettivo che insegna a lottare per i propri sogni, godere sempre di ogni istante, vivendo ogni attimo come fosse l’ultimo.
Una storia romantica, commuovente, che solca il mare come una tavola da surf sfiorando leggera la cresta dell’onda e lasciando la scia profonda della pinna, fino a far raggiungere l’estasi, l’attimo in cui si entra in sintonia con il mare connettendoci con noi stessi, con lo sguardo all’orizzonte pieni di gratitudine e speranza.


In fondo anche la vita era così. Un galleggiare precario in equilibrio su una tavola da surf. Il segreto era tenere il ritmo, assecondare il tempo, il vento, il moto, la forza e la velocità.


Mi auguro che questa autrice non smetta mai di scrivere, perchè c’è bisogno di storie così, capaci di dare alla lettura un senso più alto, quasi fosse un viaggio mistico che trascina via in una dimensione speciale in cui luoghi, ricordi, sensazioni, vissuti, siano essi sconosciuti o dimenticati, prendono nuova vita ampliando il nostro respiro e riportarci alla realtà migliori di prima.

Grazie Vera Demes, mi hai ricordato quello in cui credo profondamente: “Leggo per non smettere mai di viaggiare.”

RECENSIONE di Sara


Sono sicura che ognuno di voi, durante l’impegnativo anno di lavoro appena trascorso, ha desiderato almeno una volta di stare in vacanza, lontano dallo stress e dalle pressioni quotidiane.

Questo è il libro adatto allo scopo, dalla comodità del mio divano infatti mi ha trascinata in un’avventura unica nel suo genere.

Vi va di provare?

Chiudete gli occhi, fate un bel respiro e sentirete il calore di una storia che profuma d’estate, forte e coraggiosa come i suoi protagonisti.

Evan è americano, e a bordo di un furgone azzurro gira le più belle spiagge europee per fare surf e raccogliere filmati utili al suo lavoro di videomaker.


Sperò che la videocamera riprendesse tutto, anche se le immagini non avrebbero mai potuto sostituire la realtà.

Quella consapevolezza.

Il qui e ora.

Esserci.

Vivere.

Soffrire.

Il surf era questo.

Morte e resurrezione.

Ogni volta.

Fottendosene di tutto.


È abituato alla libertà, a mordere la vita godendo di ogni momento, per lui non ci sono regole ma solo giornate da vivere a pieno cavalcando ogni volta un’onda più alta.

Camilla è italiana, si trova in Europa in vacanza consapevole di non essere a proprio agio, lei abituata ad avere regole, lei con troppe paure da superare generate da una vita che giorno dopo giorno sente di dover cambiare.


Sarebbe bastato un po’ di coraggio, solo un po’, e la vita avrebbe potuto diventare bellissima, regalarle spirargli di verità, la stupefacente armonia di quel paesaggio selvatico e struggente, la perfezione del creato, la sua giovinezza che chiedeva solo di esprimersi libera, senza condizionamenti e senza paure, seguendo i sogni e i desideri inviolati.


Le storie dei due ragazzi si incrociano all’improvviso, e inevitabilmente si uniscono trasformandosi in un’avventura unica che diventerà un vero e proprio bagaglio di vita.

Come in ogni opera a cui Vera Demes ci ha abituati, anche stavolta vi troverete davanti ad un libro capace di regalarvi molteplici emozioni tutte diverse tra loro, ma soprattutto leggerete una storia pura, qualcosa da vivere dimenticando tutto il resto e facendone tesoro.


Lasciati andare, vivi senza freni e cerca di essere felice.


Il calore delle spiagge assolate, il profumo del mare, il fascino di un’estate che sa di libertà si percepiscono fin dalla prima pagina e vi assicuro che vi accompagneranno per tutta la lettura lasciandovi la voglia di fare i bagagli e partire immediatamente.

La cover, con il suo perfetto tripudio di colori arricchisce il libro ed è uno stupendo biglietto da visita per qualcosa di indimenticabile.

Sembrerà una frase fatta, ma questa storia mi ha trasmesso da subito che la vita è una sola e va vissuta a pieno, ridendo, piangendo ma soprattutto amandola; accogliendo ogni difficoltà con la giusta forza utile a trasformare il pianto in sorriso e la tristezza in gioia.

Perché vivere davvero significa non lasciare niente al caso seguendo i desideri del nostro cuore, solo così nulla potrà finire, ma restare gelosamente conservato nel meraviglioso cammino della nostra esistenza.


Programmare il futuro era uccidere l’istinto. E lei lo aveva sempre fatto. Ammazzare le pulsioni per evitare di bruciarsi. I salti nel vuoto erano spaventosi se non si sapeva dove atterrare. Ed Evan era un salto nel vuoto.


Evan e Camilla si prendono per mano, e insieme imparano a mettersi in gioco dando la possibilità alla gioia di vincere sulla paura che per troppo tempo ha fatto vivere loro qualcosa che non li rispecchiava a pieno.


Viveva e basta, assaporando l’attimo, cercando di vincere le sue paure, riprendendo il contatto con la parte più profonda di sé e con i suoi desideri più intimi.


Il mio augurio più grande è che la loro forza diventi la nostra, e che ognuno di noi possa cogliere il bello nel dono prezioso della vita, che per quanto complicata e a tratti impossibile è la cosa più perfetta che possediamo.

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SEGNALAZIONE – IL PECCATO PIU’ DOLCE di Charlotte Lays

SEGNALAZIONE – IL PECCATO PIU’ DOLCE di Charlotte Lays

Titolo: Il peccato più dolce
Autore: Charlotte Lays
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Data di pubblicazione: 12 Luglio 2021
Editore: More Stories

TRAMA


Chi ha detto che un bell’uomo senza alcun legame sia per forza uno womanizer? Benjamin è un veterinario di fama internazionale, con una pessima memoria e due gatti incestuosi e fin troppo attivi, e i profili social pullulano di donne adoranti in cerca della sua attenzione. Senza che lui faccia nulla per attirarle. Tuttavia, prende quello che capita senza lamentarsi, perché svolazzare di fiore in fiore equivale a non provare alcun dolore. Come Achille ha il suo tallone, però, anche Ben ha il suo punto debole. Un debole con un nome e una testa piena di riccioli ingestibili, capace di togliergli il sonno e la ragione. E di costringerlo a guardarsi dentro. E se Lauren si dimostrasse, oltre che la sua tentazione costante, anche quel fremito che Ben ha impedito al suo cuore di provare per anni? Se alla fine fosse… il suo peccato più dolce?

TEASER


<< Non erano le donne che si facevano tanti problemi? Perchè te li fai se pensi a me?>>

<<Perchè nessuno mi fa sentire bene come accade quando sto con te.>>