IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris

IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris

Titolo: Il tatuatore di Auschwitz
Autore: Heather Morris
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 18 Gennaio 2018
Editore: Garzanti

TRAMA


Non esiste un luogo in cui l’amore non possa vincere.

Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno più donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, è Lale a essere incaricato di quell’orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore così simile al suo finché una volta alza lo sguardo, per un solo istante: è allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome è Gita. Un nome che Lale non potrà più dimenticare.
Perché Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianità ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non c’è posto per l’amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, l’amore è un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza più morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani più forti della malvagità del mondo.

Il tatuatore di Auschwitz è il libro del 2018, da un anno domina le classifiche inglesi e americane. Nessun editore ha potuto lasciarsi scappare una storia così intensa da far vibrare le corde più profonde dell’animo. Una storia che presto diventerà un film. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e l’amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perché restano ancora molte verità da scoprire sull’Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto è buio.

RECENSIONE


Lale, un giovane ebreo originario della Slovenia, viene catturato dai soldati nazisti e deportato lontano dalla sua famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz.

Dopo il disorientamento iniziale, il ragazzo comprende che per sopravvivere in quel posto deve imparare a lavorare restando il più possibile nell’ombra.

Il suo comportamento esemplare gli fa guadagnare fiducia e, dopo alcuni brevi insegnamenti, diventa il “TATOWIERER”, spettava infatti a lui incidere in modo indelebile sul corpo dei prigionieri ebrei quei numeri che contraddistinguevano le loro identità nel campo e segnavano il loro destino per sempre.

Si smetteva infatti di essere chiamati col proprio nome e si passava ad essere solo una sequenza di cifre, segno della profonda indifferenza che i tedeschi avevano nei confronti dei loro prigionieri.

Inizialmente questo compito lo inorridisce, ma poi Lale si rende conto che lo aiuta a confortare le donne e i bambini terrorizzati dalla nuova situazione, e soprattutto gli assicura una protezione personale dalla spietata cattiveria dei nazisti.

Un giorno come gli altri una ragazza gli porge il braccio per essere tatuata, Lale così conosce Gita, e la sua vita cambia per sempre.

Da quel momento in poi usa ogni occasione per provare ad incontrarla, e anche se si sono scambiati solo poche parole sente che rischierebbe la sua vita per proteggere quella fragile e indifesa della sua amata.

Ma tutto ciò potrà bastare?

Riusciranno insieme a difendersi dalla crudeltà di quel  periodo e dalla cattiveria umana?

Una storia semplice raccontata in terza persona sottoforma di diario ; è al tempo stesso una lettura molto impegnativa in quanto descrive nel dettaglio le crudeltà a cui il popolo ebreo veniva sottoposto, durante un periodo vergognoso per l’umanità.

E’ molto emozionante però vedere la speranza accendersi, Lale riesce a trasformare il suo “ingrato compito” in un modo per aiutare gli altri, sfrutta il suo essere immune agli occhi dei tedeschi per recuperare cibo e medicine per i prigionieri più in difficoltà. Il ragazzo diventa così un eroe per tutti, un esempio che aiuta a non arrendersi anche di fronte a tanta cattiveria.

Quasi non  conosce Gita ma la ragazza diventa il centro dei suoi pensieri, il bagliore di una debole speranza, il sorriso che la vita può ancora donargli.

Il racconto è molto dettagliato e realistico, soprattutto perché si tratta di una storia vera; l’idea del libro nasce infatti da un’intervista dell’autrice giornalista a Lale Sokolov, il vero e storico tatuatore di Auschwitz.

Consiglio questo libro a tutti, differisce dalle solite storie d’amore ma comunque ha una grossa similitudine: per amare ed essere ricambiati non bisogna MAI perdere la speranza, anche quando sembra tutto perduto, solo allora sarà per tutta la vita.

Recensione precedentemente pubblicata sul blog Il mio mondo di libri.

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