L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

Titolo: L’amico ritrovato
Autore: Fred Uhlman
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 27 dicembre 2012
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno รจ figlio di un medico ebreo, l’altro รจ di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame รจ spezzato. “L’amico ritrovato” รจ apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed รจ poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Introduzione di Arthur Koestler.

RECENSIONE


Ci sono temi e argomenti di tale durezza e dolore a volte che si pensa sia possibile parlarne solo in certi termini, come se la violenza e lโ€™odio potessero essere raccontati solo mostrandola spietatamente e senza filtri. 

Non รจ cosรฌ. 

Spesso si puรฒ parlare di dolore solo facendolo filtrare tra le righe, come un sottofondo che fa capire la drammaticitร  di certi eventi proprio invece grazie a parole del tutto opposte: quelle sullโ€™amore, sui sogni, sullโ€™amicizia, sulla giovinezza. 

Fred Hulman lo ha fatto, raccontando di unโ€™amicizia tra due sedicenni nella Germania degli anni piรน terribili della storia. 

Lโ€™amico ritrovato racconta attraverso gli occhi e i ricordi di Hans ormai adulto la sua profonda per quanto breve amicizia con un nobile coetaneo ai tempi della scuola, Konradin, conte di Hohenfels. 


Poi con un gesto stranamente goffo ed impreciso, mi strinse la mano tremante. โ€œCiao, Hans,โ€ mi disse e io allโ€™improvviso mi resi conto con un misto di gioia, sollievo e stupore che era timido come me e, come me, bisognoso di amicizia. 


Di per sรฉ le amicizie formatesi in giovinezza tendono a essere fatte di una lega dura, solida nella sua costruzione ma tenera nella sostanza composta di istinto, cuore, genuinitร  e sogni, perchรฉ la realtร  delle esperienze non hanno ancora intaccato la purezza dello spirito. 

Se perรฒ a tutto ciรฒ aggiungiamo il fatto che i due ragazzi in questione sono il figlio di un medico ebreo e il rampollo di una nobile famiglia filonazista negli anni 30 allora un legame cosรฌ puรฒ assumere connotazioni ancora piรน importanti. 

Ce la farร  un affetto cosรฌ forte come quello tratteggiato a resistere ad un background agli antipodi, alle diversitร  di pensiero, di religione, al condizionamento delle famiglie, allโ€™ideologia nascente e dilagante del disprezzo e dellโ€™odio razziale? 

Tutto questo รจ condensato in poche pagine, perchรฉ piรน che un romanzo questa รจ una novella che perรฒ ha tutte le caratteristiche del romanzo, solo in miniatura, come viene spiegato nella prefazione: uno stile molto descrittivo, tanto da immergere il lettore nei verdi paesaggi della Svevia, nei suoi colli azzurrini, e nei profumi della Foresta Nera, dove i boschi scuri, odorano di funghi e di resina, una narrazione in prima persona volta a rievocare il passato, che avvicina molto il lettore al narratore e alla sua sensibilitร  di sedicenne immerso nelle fatiche adolescenziali, che si nutrono dellโ€™insicurezza di sรฉ e dellโ€™ lโ€™incertezza del futuro, in cui tutti possiamo riconoscerci nonostante il periodo storico differente. 


Non andavo mai a casa loro nรฉ loro venivano mai a trovare me. Un altro motivo della mia freddezza, forse, era che avevano tutti una mentalitร  estremamente pratica e sapevano giร  cosa avrebbero fatto nella vita, chi lโ€™avvocato, chi lโ€™ufficiale, chi lโ€™insegnante, chi il pastore, chi il banchiere. Io, invece, non avevo alcuna idea di ciรฒ che sarei diventato, solo sogni vaghi e delle aspirazioni ancora piรน fumose. Volevo viaggiare, questo era certo, e un giorno sarei stato un grande poeta. 


Man mano che si procede nella lettura si passa ad una narrazione che comincia a far intravedere il precipitarsi degli eventi, che annunciano lโ€™oscuritร  che sta per ammantare la ridente e vivace Stoccolma. 


Il lungo e crudele processo che mi avrebbe portato a perdere le mie radici era iniziato e giร  le luci che avevano guidato il mio cammino si stavano affievolendo. 


Non si viene perรฒ afferrati dallโ€™angoscia perchรฉ i terribili eventi che si stanno affacciando al presente dei due protagonisti vengono fotografati nella loro assurditร  proprio attraverso i pensieri dei due ragazzi cosรฌ presi, immersi e coinvolti nel fondamento del loro affetto amicale che i fatti storici finiscono per restare in secondo piano, sullo sfondo di cui parlavo allโ€™inizio. 

Il lettore sa quale sarร  la gravitร  e la portata di tali eventi ma sente, anche grazie alla profonditร  e al realismo descrittivo dellโ€™ ambientazione sia fisica che temporale con cui lโ€™autore racconta questo legame, che un affetto di tale portata in qualche modo dovrร  per forza sopravvivere allo tsunami che sta per abbattersi sullโ€™Europa e sul mondo. 

Il lettore spera quindi, perchรฉ รจ proprio la speranza che ha resistito nei tremendi anni del nazismo e della guerra. 

Una lettura questa che รจ stata assegnata a mio figlio quattordicenne per le vacanze natalizie e che mi รจ capitata quindi per caso, ma non a caso in questo periodo. 

Ho deciso di leggerlo ed รจ stata una scoperta, nella sua semplicitร  e brevitร  รจ stata una carezza, un tocco di tenerezza e nostalgia che mi hanno commossa. 

Adatta per questo sia a ragazzi che adulti. 

Da questo libro รจ stato tratto anche un film del 1989 di produzione francese per la regia di Jerry Schatzberg. 

Un racconto che commuove, per tutti coloro che desiderano ricordare e hanno ritrovato qualcosa o qualcuno nonostante pensassero di averlo perso per sempre. 


QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

Titolo: Quando tutto sembra immobile
Autore: Roberto Emanuelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: ottobre 2022
Editore: Sperling & Kupfer

TRAMA


Roma, 2022. Erba appena calpestata, pini mossi dal vento e sale. รˆ di questo che profuma il quartiere in cui Daniele รจ cresciuto. Un quartiere di periferia, dove tutti si conoscono e si aiutano, ma dove basta un attimo per prendere la strada sbagliata. Ed รจ qui che, dopo tanti anni, Daniele ha deciso di tornare per cercare conforto: Margherita, lโ€™unica donna che ha mai amato, se nโ€™รจ andata. Lui รจ distrutto ma non riesce ad ammetterlo. Con nessuno, nemmeno con gli amici che pure sono sempre al suo fianco. Daniele รจ fatto cosรฌ: ha un universo di emozioni nascosto in fondo al cuore, ma non รจ capace di esprimerlo. La vita รจ stata dura con lui e gli ha insegnato che, per non soffrire, i sentimenti vanno celati, soffocati. รˆ come se fosse paralizzato, in trappola, mentre una guerra silenziosa lo agita nel profondo. Una guerra che non puรฒ vincere. Contro se stesso, contro Margherita, contro il suo passato. Ma รจ proprio la lotta con il passato che lo porta a intraprendere un lungo e doloroso viaggio. Ciรฒ che scoprirร  alla fine del cammino, perรฒ, รจ che la felicitร  รจ sempre stata a un passo da lui. Perchรฉ, a volte, bisogna restare immobili per andare avanti.

RECENSIONE


Alcuni libri hanno il pregio di riuscire a trasportarci in una dimensione che รจ o รจ stata nostra, evocando lโ€™essenza di un momento vissuto, la sensazione di dejavu, la familiaritร  con tratti caratteriali che ci appartengono, momenti dellโ€™esistenza che sono o sono stati fotocopia della nostra.

La scrittura di Roberto Emanuelli รจ in grado di far sentire i pensieri e gli stati dโ€™animo dei suoi personaggi, nodi in gola, nostalgia, inquietudine, tenerezza.

รˆ attraverso il protagonista del libro, Daniele, un personaggio tra i piรน autobiografici tra quelli dei suoi precedenti lavori, che lโ€™autore ci fa sentire tutto quello che anche questo protagonista prova e che si percepisce essere anche molto vissuto dellโ€™autore.

Piรน di tutte rispetto alle altre Daniele ci fa percepire lโ€™immobilitร  citata nel titolo.


Forse, mi dico, dovrei farmi aiutare, dovrei parlare con qualcuno: forse potrei convivere meglio con quello che ho dentro, con questa mia sensibilitร  troppo grande per un mondo che corre e corre e mi fa sentire piccolo, inadeguato, in affanno, indietro. Mi immobilizza. Ecco, mi sento immobile, affacciato a una finestra, a guardare la vita degli altri che passa.


Unโ€™immobilitร  a cui la storia dโ€™amore con Margherita non sopravvive e che lo costringe a una continua lotta con sรฉ stesso e con la sua incapacitร  a manifestare le emozioni, a vivere sempre con il freno a mano tirato, atterrito dalla paura, dalla sensazione di inadeguatezza.

Vi รจ mai successo di sentirvi cosรฌ?

Fermi, prigionieri, come con i piedi nel fango, incapaci di uscire da una dimensione, dalla solitudine, dalla prigione dello spirito?

Come afferma Roberto Emanuelli, provare lโ€™immobilitร  dellโ€™anima, sentirsi intrappolati dai nostri stessi pensieri, non riuscire a riempire quel buco interiore che divora da dentro puรฒ rappresentare una condanna.

Chi lโ€™ha provato su di sรฉ, chi ne รจ tuttora prigioniero e chi ci sta combattendo lo sa bene.

Potendo assistere alla presentazione del libro di persona ho constatato che anche lโ€™autore lo sa bene e ha voluto condividerlo con i suoi lettori proprio attraverso questo protagonista, un uomo in lotta con le sue paure, incapace di esprimere le proprie emozioni, al contrario impegnato perennemente a soffocarle, schiavo delle sue ossessioni unico appiglio in una realtร  che sembra subire, e che sono lโ€™unica cosa che lo aiutano ad andare avanti.

Daniele รจ stato un personaggio che mi ha suscitato sensazioni opposte: da un lato la fatica del sentire questo dolore cosรฌ impregnante in vari aspetti della sua vita e cosรฌ familiare per alcuni aspetti, dallโ€™altro il fascino esercitato da un uomo cosรฌ problematico.

Credo che questโ€™ ultimo aspetto sia da ricondurre al fatto che quella stessa tenebra che lo avvolge e lo tormenta รจ anche il tratto che ne decreta la grande fragilitร  e di conseguenza la spiccata sensibilitร .

Un dualismo che credo sia ben rappresentato da questo estratto:


Non so farmi scivolare facilmente le cose di dosso. Non ne sono mai stato capace. Io che mi innamoro delle stelle in quel cielo blu e illuminato, mentre dentro di me รจ tutto troppo buio e pieno di guerra per raccontarlo.


Daniele si fa attraversare dalle cose che gli si radicano dentro, non sa farle scivolare via e con lui le sentiamo anche noi lettori, incastrati sempre piรน pagina dopo pagina nella profonditร  di questo abisso che si apre anche al nostro sentire attraverso i suoi pensieri, ossessivi, cupi a volte, ostinati.


Questa fitta profuma di stazioni abbandonate, colme di malinconia e solitudine. Io le sento le cose, quando arrivano, quando restano, quando se ne vanno: รจ la mia condanna.


Una condanna verso cui comunque egli non si dimostra mai passivo: la guerra che sente dentro la combatte strenuamente, usando tutti gli strumenti che ha a disposizione e che รจ in grado di esercitare nella forma di atteggiamenti ossessivi, fobie, piccole manie.

รˆ una lotta contro se stessi quella che ci racconta lโ€™autore in cui la storia del protagonista non รจ niente altro che il tentativo di sopravvivere a questa guerra.

Ben costruita la narrazione in unโ€™alternanza di presente e passato attraverso cui riusciamo a conoscere meglio Daniele e a cogliere sempre di piรน questo suo essere intrappolato, fin dai tempi della sua formazione.

Questa infatti รจ anche una storia che parla di famiglia e di quanto abbia il potere di plasmarci cosรฌ come lโ€™ambiente in cui nasciamo.

Lโ€™ autore ci racconta della sua amata Roma, dei suoi angoli meno luminosi, quelli di periferia dove non tutti si salvano ma nemmeno soccombono.

Ci racconta della paura dellโ€™abbandono, della solitudine, di un sogno dalle forme di torte e meringhe, di fratellanza, di amici e amori e uno degli aspetti che piรน mi hanno colpita, anche dei profumi.

Il profumo di un luogo, di una situazione, di uno stato dโ€™animo:


Che non รจ mai solo il profumo vero di quella cosa. Il mare, per me, non odora solo di mare, ma anche di mandarino, di albero di Natale, di albe al campeggio, di foglie mosse dal vento, di promesse che sapranno resistere a tutto senza infrangersi mai.


Lo fa utilizzando passaggi degni della poesia piรน sensibile, tracce disseminate sulle pagine di un cammino di crescita personale, fatto di consapevolezza e trasparenza che poi si rivela anche dal punto di vista artistico.

รˆ lo stesso autore a raccontarlo in occasione del firma copie del libro a cui ho assistito durante il quale con totale onestร  spiega come โ€œQuando tutto sembra immobileโ€ รจ coinciso con un nuovo percorso rispetto ai suoi libri precedenti e che corrisponde anche  allโ€™aver affrontato disturbi e difficoltร  proprie di unโ€™anima sensibile, emotiva, a volte fragile.

ยซIl problema siamo noi esordisce davanti alle sue lettrici in quellโ€™occasione.ยป

Una consapevolezza di cui Daniele รจ lโ€™emblema e attraverso cui lโ€™autore ci sta anche dicendo che รจ una lotta certo, ma una lotta che si puรฒ vincere, perchรฉ a forza di provarci dallโ€™ immobilitร  si puรฒ uscire.

PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO? di Enrico Galiano

PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO? di Enrico Galiano

Titolo: Prof posso andare in bagno?
Autore: Enrico Galiano
Serie: unico spettacolo
Genere: Commedia
Spettacolo teatrale
Tipo di finale: Chiuso
Data: 9 Dicembre 2022
Produttore: Ascom

TRAMA


Enrico Galiano accompagna il pubblico in un viaggio speciale tra storie vissute in classe e vere e proprie lezioni di storia, letteratura e grammatica: per portare la scuola fuori da scuola, con lโ€™idea che possa essere ancora un luogo di bellezza.

RECENSIONE

Ormai appassionata ai lavori di Enrico Galiano recensito il suo ultimo
libro, intervistato durante una sua presentazione, l’ultimo tassello che mi
mancava era assistere al suo spettacolo teatrale PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO?

Potevo farmi scappare l’occasione?

Ovviamente no, ecco perchรฉ l’ho seguito in quel di Sedegliano presso il
teatro Plinio Clabassi venerdรฌ 9 dicembre in una piacevolissima serata.

Come sempre รจ capace di fare, il nostro professore ha saputo coniugare risate e
momenti di riflessione in uno spettacolo su misura per giovani e meno giovani (nel
linguaggio odierno per generazione Z e boomer) in alternanza con momenti
musicali ad opera dell’amico e co-protagonista Pablo, cantautore forse
incompreso ma assai comunicativo.

Enrico Galiano ha strutturato lo spettacolo come una giornata scolastica,
con suddivisione oraria per materie e ovviamente l’irrinunciabile ricreazione.

Non svelerรฒ gli argomenti delle lezioni per non togliere il gusto della
scoperta a chi vorrร  assistere allo spettacolo, posso dirvi perรฒ che le lezioni
hanno saputo tenere accesa l’attenzione, strappato innumerevoli risate e
offerto un’interessante occasione di riflessione su temi di una certa
importanza.

A testimonianza che si puรฒ parlare di tutto anche con leggerezza riuscendo a
raggiungere un pubblico eterogeneo, compresi i ragazzi (molti, infatti, gli
alunni della scuola primaria e media del paese presenti in sala con i loro
insegnanti) con un linguaggio semplice ma incisivo, attuale e anche irriverente
al punto giusto.

Enrico Galiano passo dopo passo sta dando vita e promuovendo con mezzi disparati una visione di scuola onesta, inclusiva, rispettosa dell’individualitร  di ognuno che prova a tirare
fuori dai ragazzi la luce che hanno dentro, una scuola insomma che chi รจ
insegnante come me vorrebbe vivere e che tutti vorremmo aver frequentato.

Nota finale ma importante, le offerte in caso di ingresso libero o un
eventuale costo dei biglietti per assistere al suddetto spettacolo vanno in
beneficenza per l’associazione STILL I RISE (https://www.stillirisengo.org/)
che anche grazie alla consistente cifra di 55.000โ‚ฌ finora raccolta tramite lo
spettacolo di Enrico Galiano, costruisce scuole nei paesi del terzo mondo.

IMG_20221211_131852

Quando arte e solidarietร  si incontrano un po’ si realizza la magia, ed รจ
cosรฌ che anche una sala teatrale diventa scuola.

Perchรฉ scuola รจ anche e soprattutto dove si insegna che il bene collettivo รจ
patrimonio di tutti, e a volte per realizzarlo bisogna osare, perchรฉ, citazione, “a volare
troppo bassi si muore.” 

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

Titolo: Scuola di felicitร  per eterni ripetenti
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 30 agosto 2022
Editore: Garazanti

TRAMA


Arriva un momento in cui si รจ convinti che non ci sia piรน bisogno di imparare. Ma basta un attimo per capire che le nostre sicurezze, spesso, sono solo un modo per far tacere la paura. Perchรฉ vivere intensamente รจ questo che fa: paura. E sono proprio i giovani a metterci davanti agli occhi una simile veritร . Sono loro a rendere chiaro e lampante ciรฒ che nella vita si รจ sempre saputo, ma non si sapeva di sapere. O ci si rifiutava di sapere. Capitolo dopo capitolo, Enrico Galiano ci porta a scuola di felicitร . Una scuola in cui le lezioni sono piccole e grandi allo stesso tempo โ€“ sull’amore, il coraggio, la libertร  โ€“ e impartite non da chi siede dietro la cattedra, ma dai ragazzi stessi. Scopriremo cosรฌ che hanno ragione loro, quando ridono fino alle lacrime mentre gli adulti li osservano seri. Hanno ragione, quando amano fino a stare male mentre gli adulti li guardano con un sorriso accondiscendente. Hanno ragione, quando cadono, quando non capiscono, quando tartassano di domande finchรฉ ottengono una risposta chiara. Quando si arrabbiano perchรฉ non si sentono ascoltati. Grazie ai ragazzi, ci si rende conto che, per quanta strada si sia fatta, per quanta esperienza si sia accumulata, si รจ sempre eterni ripetenti. Eterni ripetenti alla scuola della felicitร . Dopo “L’arte di sbagliare alla grande”, Enrico Galiano torna con un saggio che รจ come una giornata di sole dopo mesi di pioggia. Ci fa entrare nella sua classe ad ascoltare le voci e le storie di ragazze e ragazzi, e ci trasmette un’inaspettata leggerezza: leggendo queste pagine, nasce, spontanea, una voglia improvvisa di cominciare a vivere davvero.

RECENSIONE


La parola, uno strumento straordinario. 

Quante cose si possono fare con le parole: usarle per amare o per far del male, per costruire o per distruggere, per sognare, per capire, per conoscere. 

Ce lo racconta in modo molto affascinante e divertente un uomo che ha fatto di questo strumento pane quotidiano, mezzo per trasmettere, ma soprattutto per condividere, per tirare fuori conoscenze e attitudini, capacitร  e paure, passioni, idee e riflessioni. 

Il professore Enrico Galiano, (con una L come giustamente egli stesso spesso specifica) fa della parola seme che possa germogliare nei ragazzi a cui insegna e perchรฉ no anche nei cuori dei lettori a cui si rivolge con le pagine dei suoi libri. 

Insegnante e scrittore, dalle grandi capacitร  comunicative utilizzate anche in modo ironico ma โ€œsempre sul pezzoโ€ anche sui social. 

Ed รจ proprio perchรฉ utilizza mezzi disparati per comunicare pensieri e riflessioni sul nostro presente, sul nostro modo di vivere, sullโ€™educazione, che รจ il suo mestiere, lo farei rientrare a pieno titolo nella categoria dei divulgatori: ecco secondo me, Enrico Galiano tra le tante cose รจ anche un divulgatore di felicitร . 

Questa parola, felicitร , รจ infatti presente in alcuni dei suoi titoli, lโ€™ultimo dei quali SCUOLA DI FELICITร€ PER ETERNI RIPETENTI รจ la raccolta di una serie di lezioni vertenti su temi e argomenti disparati che, sebbene inizialmente non sembrerebbe, hanno invece molto a che vedere con la felicitร . 

Lโ€™autore analizza insieme al lettore una serie di parole partendo dalla loro etimologia per arrivare attraverso le esperienze vissute nelle sue classi e le riflessioni dei suoi alunni, i loro punti di vista e la loro percezione del mondo che si trovano a vivere, a delle riflessioni non solo su tematiche di una certa importanza ma anche sul modo differente in cui gli adulti sembrano approcciarvisi rispetto a loro. 

รˆ cosรฌ da piccole lezioni sul coraggio, sul voler bene, sul destino, sulle macchie, sulla lentezza e tante altre, Enrico Galiano riapre quelle porte inevitabilmente chiuse con lโ€™ingresso nella vita adulta, e ci fa vedere attraverso di esse da un altro punto di vista, quello che inaspettatamente e con meraviglia sono gli stessi ragazzi delle medie incontrati nel suo cammino di insegnante a mostrarci.  


Sapete quante cose potremmo imparare da loro? La follia, per esempio. Noi che non impazziamo mai, e proprio per questo rischiamo sempre di impazzire. 


E se le parti fossero invertite e davvero fossero in realtร  i ragazzi ad avere molto da insegnare a noi adulti e non viceversa? 

Credo che lโ€™educazione e la formazione in realtร  siano sempre e in ogni caso uno scambio reciproco, come solo puรฒ essere unโ€™attivitร  che implica una relazione umana base imprescindibile di ogni apprendimento, ed รจ per questo che nellโ€™atto educativo molto si dร  ma anche molto si riceve dai propri alunni. 

In queste pagine lโ€™autore lo racconta in modo a volte scanzonato ma sempre centrato, senza mai perdere di intensitร , con una narrazione che scorre via come il corso di un fiume in cui il lettore si fa trasportare dalla corrente dei pensieri che mano a mano salgono in superficie. 

Non รจ un fiume placido anche se allโ€™apparenza potrebbe sembrarlo. 

I suoi contenuti partono da spunti interessanti come poesie o citazioni varie cosรฌ come da episodi di vita quotidiana assunti nella cosiddetta normalitร . 

Eppure da essi si giunge sempre a una serie di  domande e risposte dal peso specifico non indifferente, affrontando questioni anche spinose, di quelle che spesso si preferisce chiudere a chiave in un cassetto. 

Ed รจ soprattutto questo che personalmente ricerco in una lettura, uno scuotimento che risveglia la coscienza troppo spesso assopita dal tram tram quotidiano che finisce per fagocitare quella parte piรน intima di noi, fatta di aspirazioni, sogni, desideri e progetti. 

Non รจ una lettura che lascia indifferenti, un poโ€™ come fanno con lui i suoi alunni ponendogli domande spiazzanti su temi esistenziali, Enrico Galiano gira queste stesse domande anche a noi lettori, spiazzando anche noi, presentando sotto i nostri occhi questioni importanti, scomode, dimenticate. 

La felicitร  che abita il titolo di questo libro ce lโ€™abbiamo? 

La inseguiamo? 

La sappiamo riconoscere? 


รˆ per questo che la felicitร  รจ per i coraggiosi. รˆ per questo che oltre una certa soglia puรฒ diventare insopportabile, portare alla follia. Ed รจ per questo che, piรน di tutto, quello che ti fa sentire รจ: fragile. Vulnerabile. In pericolo, perfino. 


Oltre alle citazioni letterarie e filosofiche, analisi di poesie, versi di canzoni, lโ€™autore utilizza anche aneddoti personali che sono il plus della lettura perchรฉ Enrico Galiano riesce ad amalgamare tutto con naturalezza. 

Partendo dalle epigrafi contenenti tali citazioni ci porta a riflessioni e considerazioni anche intime passando attraverso piccole realtร  del quotidiano suo e dei suoi alunni, in cui possiamo immergerci con curiositร  e a volte riconoscere noi stessi. 

Scuola di felicitร  per eterni ripetenti รจ un libro denso, da maneggiare con cura perchรฉ scuote lo spirito, come un abito tirato fuori dallโ€™armadio che scrolliamo per fargli riprendere forma, fa riflettere sul nostro presente e per questo trasmette la bellezza delle cose non semplici. 


La bellezza รจ semplice, ma non รจ facile. 


Noi adulti siamo dimentichi di come era sentire, vedere, sognare e vivere da ragazzi. 

Una lezione che รจ sempre bene ripassare, non per tornare giovani, ma per riuscire a guardare ancora con gli occhi che avevamo da giovani la realtร  del nostro presente, tornare ad utilizzare sfumature lร  dove finora ci eravamo accontentati di usare solo gli stessi pochi colori. 

Per non uscire dai confini del conosciuto, del dovere, della sicurezza, per restare asciutti, volendo utilizzare questo bel passaggio dellโ€™autore. 


E cioรจ che la vita รจ una pioggia, che anche se sotto lโ€™ombrello si sta asciutti e protetti, i momenti migliori saranno sempre quelli in cui te ne freghi, chiudi lโ€™ombrello e ti metti a correre. I momenti in cui ti lasci bagnare. I momenti in cui ti lasci vivere. 


Siamo tutti eterni ripetenti, e quando la materia รจ la felicitร , tornare a scuola รจ dโ€™obbligo. 

GEOMETRIE VARIABILI di Pitti Duchamp

GEOMETRIE VARIABILI di Pitti Duchamp

Titolo: Geometrie variabili
Autore Pitti Duchamp
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa, Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Ottobre 2022
Editore: Words Edizioni

TRAMA


Cosa succede se, allโ€™improvviso, vengono meno tutti i punti di riferimento della tua vita?

Viviana, manager in carriera, da un giorno allโ€™altro si trova costretta a fare i conti con tutto ciรฒ che ha lasciato in Italia quando, otto anni prima, รจ andata via. Soprattutto con la figlia Atena, una dodicenne troppo perfetta per avere la normale vita di unโ€™adolescente, che viene seguita come unโ€™ombra dallโ€™amica Celeste, talentuosa ma troppo ingenua, a sua volta provata dalla perdita della madre e dal rapporto col padre Silvano.

I quattro si trovano cosรฌ a dover circoscrivere un nuovo concetto di famiglia, perdendo pezzi e guadagnandone altri, ricomponendosi in figure geometriche piรน solide e sfaccettate. E se la sfortuna, per una volta, lasciasse il passo al destino e a una seconda occasione per essere felici?

RECENSIONE


Lโ€™amore concede sempre seconde possibilitร .


Il significato di questo romanzo potrebbe racchiudersi in questa frase, un richiamo a pochi ma fondamentali concetti. Da una parte lโ€™amore, da concepire nelle sue estensioni piรน ampie, ovvero lโ€™amore genitoriale, quello tra marito e moglie, tra amiche, ma anche lโ€™amore verso la vita, verso sรฉ stessi.

Geometrie variabili, ultima opera di Pitti Du Champ, conferma con semplicitร  la complessa e raffinata sensibilitร  di unโ€™autrice bravissima, capace di offrire una storia che riassume moltissimi aspetti che segnano la vita di tutti noi, quasi come fosse il percorso simbolico di tutte le fasi che un individuo รจ chiamato a percorrere durante la propria esistenza: la crescita, lโ€™evoluzione personale, la perdita di chi amiamo, la faticosa elaborazione del lutto, il primo amore, le prime delusioni, i laceranti sensi di colpa, la gioia di poter ricredere alle proprie certezze, il bruciore del tradimento, la rinascita emotiva, il valore incommensurabile dellโ€™amicizia, il complesso universo della famiglia, lโ€™umiliazione sociale, il senso di protezione verso chi ha piรน bisogno di noi, la solitudine, lโ€™incapacitร  di amarsi, lโ€™inganno delle apparenze, il pregiudizio e lโ€™incomunicabilitร .
Quante emozioni in questa storia cosรฌ vera, cosรฌ toccante e autentica, che offre quattro personaggi disegnati ad arte, in grado di rispecchiare le molteplici sfumature della dimensione umana.


ยซAtena finirร  per odiarti se non ti deciderai a stare un poโ€™ con lei. Io e te ormai non cambieremo, ma abbiamo lei a cui pensare. Se non vuoi farlo per me, smetti con le trasferte almeno per leiยป le sussurrรฒ Cristiano dopo lโ€™amplesso.


Viviana, Atena e Cristiano. Madre, figlia e padre, rispettivamente. Una famiglia disfunzionale, come tante. Un matrimonio intiepidito dalla distanza fisica e emotiva; il profondo legame di una figlia con un padre amato e sempre disponibile ma, purtroppo, poco in ascolto; un rapporto madre figlia inesistente.  Se si dovesse riassumere in poche parole, una famiglia mancante delle basi, che non riesce a soddisfare i bisogni primari e basilari dei suoi componenti, e che lascia piรน spazio al conflitto che alla comunicazione, o al senso di protezione e accudimento. Eppure, nonostante le difficoltร , le incomprensioni, i silenzi e le assenze una famiglia a cui si riesce a volere bene, soprattutto grazie al personaggio di Atena, adolescente orgogliosa e coriacea, capace di odiare la madre quanto di sacrificarsi per proteggere lโ€™amica Celeste.


Amare รจ da gente forte, e piรน persone e cose si amano, piรน si diventa potenti.


Celeste, tanto fragile e insicura, forse il personaggio che intenerisce e commuove di piรน in questa storia meravigliosa. Accade di commuoversi per le sue paure, il dolore di ragazzina ancora troppo acerba e indifesa per elaborare una perdita troppo grossa per lei.


Il dolore aveva preso cosรฌ tanto spazio nel suo corpo, che solo il cibo liquido riusciva a trovare pertugi per passare allo stomaco. Era questione di misure.


Accanto a lei, il padre Silvano, โ€œcomodoโ€ per il suo stile di vita, le sue leggerezze, il suo amore per una figlia da accudire e poco accudita, il suo amore per le piante. Lo si potrebbe anche detestare, ma Silvano si ama lo stesso, perchรฉ tanto ingenuo quanto accogliente.


Celeste scosse la testa. ยซSe io avessi ancora mia madre non mi staccherei da lei neanche cinque minutiยป la rimproverรฒ. ยซSe io avessi mio padre, idem. Ma non ci sono piรน, facciamocene una ragione e proviamo a sopravvivere.ยป


Due adolescenti rimaste prive degli affetti centrali, due adulti incapaci di capirle. Eppure, a volte la vita mette di fronte a noi dei cambiamenti che stravolgono, ribaltano ciรฒ che conoscevamo gettandoci nellโ€™incertezza, prove durissime in grado di spostare sicurezze, e forse per questo cosรฌ potenti da creare nuovi equilibri, far crescere, evolvere.

Un processo che coinvolge tutti i quattro protagonisti, uniti tra loro da legami sempre piรน indissolubili, formati da perdite e arricchiti di nuovi elementi: Atena che perderร  sempre piรน strati della spessa corazza imparando a fidarsi del cuore; Celeste che raccoglierร  quei pezzi, frammenti preziosi di un nuovo corpo e una maggiore consapevolezza; Viviana che cambierร  pelle, divenendo piรน mamma e compagna; Silvano che imparerร  l’arte dell’accudimento verso gli esseri umani, oltre che quello del suo mondo fatto di terra ed esperimenti botanici. Ognuno di loro accorcerร  distanze, testerร  terreni impervi fino a entrare, ognuno a proprio modo, nella bellezza della vita, aprendo il cuore e schiudendo porte rimaste chiuse.

Le geometrie del cuore รจ vero variano, non hanno una forma prestabilita, assumono dimensioni e contorni tutti loro, che riempiono spazi lasciati vuoti, innescano incastri anche improbabili ma non per questo meno credibili, fino a creare un universo nuovo, colorato e tridimensionale.


Lei voleva essere al centro del mondo di sua madre. Per una volta si concesse un capriccio.


A rendere questo libro assolutamente sublime lo stile elegante di Pitti Duchamp, esploratrice dellโ€™animo umano come poche, attenta indagatrice del mondo di complicati adolescenti ma anche ingenui adulti. I quattro punti di vista di Atena, Celeste, Silvano e Viviana raccontano con acume ogni tonalitร , spigolo, lato, avvallamento della sfera emotiva dei protagonisti.
Un viaggio da non farsi mancare, assaporando ogni pagina, dialogo, parola, silenzio ed emozione.

VIVA LA VIDA di Pino Cacucci

VIVA LA VIDA di Pino Cacucci

Titolo: Viva la vida
Autore: Pino Cacucci
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione :Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 gennaio 2014
Editore: Feltrinelli Editore

TRAMA


Un monologo fulminante che ripercorre i patimenti della reclusione forzata di Frida Kahlo, i lucidi deliri artistici di pittrice affamata di colore, la relazione con Diego Rivera. In un Messico quanto mai reale e al tempo stesso immaginifico, Pino Cacucci mette in scena la sintesi infuocata di unโ€™esistenza, la parabola di una grande pittrice la cui opera continua a ottenere altissimi riconoscimenti. In poche pagine cโ€™รจ il Messico, cโ€™รจ il risveglio dellโ€™immaginazione, cโ€™รจ la storia di una donna, cโ€™รจ la rincorsa di una passione mai spenta per un uomo. Lโ€™ardente esistenza di Frida Kahlo dal vertice estremo dei suoi giorni. Un breve libro che contiene una storia immensa.

RECENSIONE


Una citazione letta recentemente diceva: se lโ€™aver sofferto vi ha reso cattivi, lโ€™avete sprecata. 

La sofferenza fisica, quella interiore sono paludi che nessuno vorrebbe esplorare ma dovendo trovarsi ad averne a che fare non sappiamo cosa queste tireranno fuori. 

Il dolore puรฒ essere seme da cui far germogliare qualcosa dโ€™altro che diversamente abbia a che fare con la bellezza, ma puรฒ fare anche il contrario, inaridire, indurire, chiudersi.

Una buona fetta di prodotti artistici se ci pensiamo ha avuto origine cosรฌ, da stati di sofferenza di diversa natura. 

รˆ da grandi tumulti interiori, sensibilitร  estreme, anime inquiete e bisogno di esprimere queste tempeste che hanno preso vita romanzi, quadri, sculture, canzoni, poesie di rara bellezza e immortalitร , opere globalmente riconosciute come patrimonio di tutti. 

Anche Frida Kahlo fa parte di questa fetta perchรฉ รจ riuscita a trasformare la propria sofferenza nelle opere che ci ha regalato attraverso le sue pennellate, soprattutto negli autoritratti dal forte impatto emotivo, evocativi, quasi sconvolgenti. 


Perchรฉ davanti ai miei quadri รจ molto piรน facile restare sconvolti che affascinati. 


รˆ lei stessa a raccontare i suoi demoni, i suoi stati d’animo in un monologo intenso, intimo e vivo nelle parole di Pino Cacucci che ci regala in questo breve libro il ritratto di una donna che amava profondamente la vita tanto da celebrarne la bellezza anche se lei stessa ne รจ stata largamente privata.ย 

Il motto che lโ€™ha sempre lโ€™accompagnata e che dร  il titolo al libro, Viva la vida! 

Quale modo migliore e irriverente, coraggioso e autentico di celebrarla se non quello di venire a patti con la morte, una presenza costante nella vita di Frida fin da giovanissima. 


Quanta passione ci ho messo, credendoci con tutta me stessa. Ma alla fine era, ed รจ, soltanto il mio modo di distrarre la Pelona, di irridere la Morte, di beffarla e corteggiarla, di scendere a patti con lei, perchรฉ ogni tanto vorrei che mi prendesse tra le braccia per darmi requie, un poโ€™ di sollievo al doloreโ€ฆ Il sollievo definitivo. 


Nonostante questo libro sia breve vi รจ celata unโ€™intensitร  che stordisce perchรฉ fornisce un ritratto a tutto tondo di questa donna passionale e appassionata, legata alle proprie radici, che incarna la sua terra il Messico con tutte le sue sfaccettature.

Testimone e artefice della rivoluzione politica del suo paese e del suo tempo, capace di raccontare attraverso sรฉ stessa la tenacia dello restare aggrappati alla vita, andare avanti comunque e sempre, senza mai abbandonare la capacitร  di sognare, dare materia alle nostre passioni lucidamente, senza ipocrisie.ย 


Lโ€™unica certezza รจ che la vita non avrebbe senso, se smettessi di sognare. 


La Casa Azul prigione e rifugio, il desiderio di non arrendersi ma soprattutto di non rinunciare alla propria autenticitร , il desiderio di maternitร , lโ€™amore consumante  per Diego Rivera marito fedifrago e amante irrinunciabile sono raccontati come se fosse Frida stessa a parlarci, a mettersi a nudo senza veli, diretta, affilata, vivida. 

Se cโ€™รจ una cosa che mi ha sempre colpito nelle immagini fotografiche di questa artista รจ la profonditร  del suo sguardo, occhi che sono come abissi. 

Lโ€™autore รจ riuscito a raccontare questi abissi in unโ€™opera che nasce come sceneggiatura teatrale, progetto che poi non vedrร  la luce, ma che fa sentire il lettore proprio cosรฌ, uno spettatore in ascolto quasi reverenziale, al cospetto di una donna che racconta di sรฉ non dal palcoscenico di un teatro, ma dal proprio letto in una piccola stanza i cui oggetti parlano del suo dolore ma che lei trasforma in strumenti per creare qualcosa di bello. 

รˆ da lรฌ immobilizzata in un busto che le consente di dipingere praticamente solo se stessa riflessa nello specchio sopra di lei, il lettore entra in quello specchio e riesce a vedere il mondo interiore di questa donna cosรฌ ferocemente attaccata alla vita da far sentire questo desiderio come un urlo, quello che si traduce nel motto Viva la vida! 


Quel 17 settembre 1925, la Morte mi ha fissato negli occhi, ha osservato il mio corpo nudo, insanguinato, coperto di polvere dโ€™oro, e quando stava per protendere le braccia verso di me, quando ho sentito il suo alito gelidoโ€ฆ ho lanciato quellโ€™urlo che non poteva uscire dalla gola di una moribonda, un urlo di rabbia, un urlo di amore per la vita che non volevo abbandonare a diciottโ€™anni, ho urlato il mio โ€œยก Viva la vida!โ€, e la Pelona, assordata, รจ rimasta stupefatta almeno quanto i vivi che mi si accalcavano attorno. 


Tralasciando la popolaritร  di questa figura che รจ diventata soprattutto dagli anni 90 in poi unโ€™icona, un prodotto dal fascino intramontabile, la vera forza di questo libro รจ stata quella di averci raccontato in modo intimo e accorato la donna che si cela dietro queste celebri sopracciglia ad ali di gabbiano nero, come era solito chiamarle il marito. 

Ed รจ questo che io cerco e che mi auguro troverete se vi approccerete a questa lettura, la persona e non il personaggio.ย 

Ma soprattutto il suo messaggio, tradotto in queste semplici parole: 


Ma a che mi servono le gambe, se ho ali per volareโ€ฆ 


VIOLETA di Isabel Allende

VIOLETA di Isabel Allende

Titolo: Violeta
Autore: Isabel Allende
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Febbraio 2022
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Violeta nasce in una notte tempestosa del 1920, prima femmina dopo cinque turbolenti maschi. Fin dal principio la sua vita รจ segnata da avvenimenti straordinari, con lโ€™eco della Grande guerra ancora forte e il virus dellโ€™influenza spagnola che sbarca sulle coste del Cile quasi nel momento esatto della sua nascita. Grazie alla previdenza del padre, la famiglia esce indenne da questa crisi solo per affrontarne unโ€™altra quando la Grande depressione compromette lโ€™elegante stile di vita urbano che Violeta aveva conosciuto fino ad allora. La sua famiglia perde tutto ed รจ costretta a ritirarsi in una regione remota del paese, selvaggia e bellissima. Lรฌ la ragazza arriva alla maggiore etร  e conosce il suo primo pretendente… Violeta racconta in queste pagine la sua storia a Camilo in cui ricorda i devastanti tormenti amorosi, i tempi di povertร  ma anche di ricchezza, i terribili lutti e le immense gioie. Sullo sfondo delle sue alterne fortune, un paese di cui solo col tempo Violeta impara a decifrare gli sconvolgimenti politici e sociali. Ed รจ anche grazie a questa consapevolezza che avviene la sua trasformazione con lโ€™impegno nella lotta per i diritti delle donne. Una vita eccezionalmente ricca e lunga un secolo, che si apre e si chiude con una pandemia.

RECENSIONE


Violeta รจ una storia di profondo amore per la vita, di lutti, passioni, conquiste e sofferenze. Violeta รจ una bambina difficile, con un carattere ribelle ed indisponente. รˆ, perรฒ, dotata di grande intelligenza e con il passare del tempo si trasforma in una giovane donna talentuosa.

Cosa ho amato di Violeta? Il suo essere cosรฌ mentalmente indipendente, il voler inseguire ciรฒ che ama davvero anche se questo contrasta con la morale del tempo, il suo essere cosรฌ tenacemente attaccata alla propria indipendenza economica. Non ha paura di dare scandalo, รจ una donna che ha il coraggio di inseguire le proprie passioni.


โ€œ Mio marito desiderava una donna che provasse un amore incondizionato come il suo, lo assecondasse e gli professasse lโ€™ammirazione che credeva di meritare, ma ebbe la sfortuna di innamorarsi di meโ€.


Violeta รจ un turbinio di creativitร , รจ sempre capace di reinventarsi, prende a morsi la vita. La donna narra in prima persona a suo nipote Camilo gli avvenimenti della sua vita, non tralasciando aneddoti espliciti sulla sua vita sessuale.


โ€œ Non c’era proprio amore, ma solo puro e semplice desiderio, un desiderio brutale, schietto, senza giri di parole nรฉ rimorsi, un desiderio senza rispetto per nulla e per nessuno; eravamo l’unico uomo e l’unica donna dellโ€™universo, abbandonati al proprio desiderioโ€.


La prosa elegante e la scrittura evocativa di Isabel Allende fa sentire il lettore quasi come al cinema: รจ come vedere un film ed assistere ad uno spettacolo lungo una vita intera. Il lato straordinario di questo romanzo รจ proprio questo: il racconto dellโ€™intera esistenza di un essere umano, una vita talmente intensa che vola via come un soffio. E questo mi ha portato molto a riflettere, perchรฉ la nostra vita qui in fondo รจ un breve attimo e bisogna sfruttarlo al meglio, proprio come ha fatto Violeta .

Una vita di grandi passioni, di dolori terribili come quello della perdita di una figlia, lotte sociali, con un contorno di personaggi secondari ma straordinari come Torito, un domestico ingenuo e dal cuore dโ€™oro, o anche Teresa e Mrs Taylor, due donne omosessuali in un periodo storico dove l’essere gay costituiva un enorme scandalo.

Violeta รจ una donna forte e coraggiosa, una donna che ammette i suoi errori ma anche consapevole delle proprie qualitร  e del suo fiuto per gli affari. Violeta puรฒ essere un grande romanzo di formazione anche per i piรน giovani, in quanto propone un modello positivo  e con grandi valori: la resilienza, la tenacia, la passione. Bisogna riconoscere l’infinito talento di Isabel Allende e il suo straordinario lavoro di ricerca storica, oltre al grande amore per il suo paese natale, il Cile, un tema presente in quasi tutti i suoi romanzi.

Un altro tema affrontato รจ quello della perdita di un figlio, esperienza vissuta dalla stessa Allende che ha perso anni fa sua figlia Paula: questo tragico evento รจ in qualche modo sublimato dalla consapevolezza che in qualche modo ci ricongiungeremo ai nostri amati in un’altra vita. Violeta รจ un po’ il ritratto della stessa autrice: una donna volitiva, che si รจ saputa reinventare, una donna emancipata e che non ha rinunciato all’amore in etร  avanzata, un qualcosa che รจ ancora un tabรน in effetti, come se nell’ultima fase della vita si dovesse per forza rinunciare ai sentimenti e alla sessualitร .


โ€œDopo aver vissuto un secolo, mi sembra che il tempo mi sia scivolato fra le dita. Dove sono finiti questi cento anni?โ€


FIORI DI TARASSACO di Barbara Morini

FIORI DI TARASSACO di Barbara Morini

Titolo: Fiori di tarassaco
Autore: Barbara Morini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 3 luglio 2022
Editore: Words Edizioni

TRAMA


โ€œCโ€™era una volta, in un paese lontano dove faceva sempre caldo, una creatura minuscola dalle sembianze di bambina che viveva dentro a un fiore. Una notte, il vento venne e scosse quel fiore, dal quale si staccรฒ un petalo. La piccola vi rimase dentro e, cullata dal vento, viaggiรฒ per tutta la notte coperta da una goccia di rugiada e finรฌ per adagiarsi in un prato, in un giardino coperto di brina, che apparteneva a un insetto grande e scuro, con la corazza rigida.โ€

Se questa fosse una favola, si sarebbero conosciuti cosรฌ Enea Fabbri e la piccola Malai. Nella realtร , zio e nipote si trovano invece a fare i conti con una tragedia che scuote le loro vite dalle fondamenta. Accolta in casa da Enea, alla piccola Malai non manca davvero nulla se non lโ€™affetto e il calore di una vera famiglia. Sรฌ, perchรฉ Enea Fabbri non รจ tipo da provare sentimenti per chicchessia, e di certo non farร  eccezione per quella bimba venuta da lontano. Ma se allโ€™improvviso arrivasse nelle loro vite un raggio di sole โ€“ magari in carne e ossa โ€“ che riuscisse a toccare i loro cuori, spronandoli a costruire insieme nuovi ricordi e a tracciare un nuovo percorso condiviso?

RECENSIONE


Sai perchรฉ parlo sempre? Perchรฉ mi spaventa il rumore dei miei pensieri.


Cara Barbara Morini sai perchรฉ leggo sempre?

Per lo stesso motivo sopra citato.

Ed รจ durante questa ricerca di tacitare i pensieri succede che ci siano libri che mi chiamano forte e altri che mi chiamano sussurrando, ma a fine lettura se sono fortunata capita che ho fatto bene a rispondere alla chiamata.

Questo รจ uno di quei casi in cui sono stata molto fortunata per quanto l’ ho adorato.

Prima mi ha sussurrato di guardare bene la copertina, perchรฉ io ai fiori di tarassaco non so resistere, li amo e mi ci identifico.

Poi mi ha parlato piรน a voce alta con una sinossi intrigante che incuriosisce senza dire molto.

Infine mi ha catturata completamente, rapita dalle sue pagine.

Fiori di tarassaco รจ un libro di quelli che riscaldano il cuore senza retorica o eccessive dosi di zucchero, tuttโ€™altro, ho trovato una profonditร  che stupisce, commuove e fa rifiorire.

Barbara Morini ci regala dei personaggi anticonvenzionali ma altresรฌ normali nelle loro difficoltร , che con la loro particolaritร  riescono a regalarci una storia fatta di ordine e disordine, solitudine e voglia di stare insieme, desiderio di mostrarsi e di nascondersi.

Tutto e il contrario di tutto, che se si รจ in grado di accogliere, possono tranquillamente coesistere.

Enea, Malai ed Elsa, cosรฌ originali nel panorama del genere da restare impressi, saranno impegnati senza saperlo nel difficile compito di diventare una famiglia.

Un nucleo cosรฌ decisivo e impattante nella nostra formazione e poi nella costruzione della nostra vita adulta, ognuna diversa, ognuna complicata, ma che dovrebbe sempre avere le fondamenta nella capacitร  di accogliere.


ยซNon ho trovato nessuno in grado di accogliere i miei limiti.ยป Accogliere, non accettare. Perchรฉ, in fondo, in una relazione uno si dona e la controparte lo accoglie. Quale bellezza in tale dichiarazione.


Un passaggio significativo, accogliere non equivale ad accettare.

Che puรฒ risultare ancora piรน complicato nel caso dei protagonisti, ognuno con il proprio bagaglio di diversitร  che lโ€™autrice mette sotto una lente in modo cosรฌ spontaneo e delicato da lasciare incantati, tanto che il lettore non le percepisce come tali ma come un valore aggiunto.

Perchรฉ questo sono, visti attraverso le parole dellโ€™autrice.

Ed รจ il percorso del processo di accoglimento delle rispettive diversitร  che lei ci racconta attraverso gli occhi di una bambina dolce e sagace come solo i bambini sanno essere:


Osservรฒ la nipote superarlo dirigendosi verso lโ€™auto e non riuscรฌ a esimersi dal pensare che nei bambini si celavano misteri e veritร  distribuiti in parti uguali. Ovvero, era un mistero come riuscissero a dispensare pensieri cosรฌ limpidi, logici e inconfutabili.


Malai ha bisogno di una nuova famiglia elemento che non rientra proprio nei piani dello zio a cui viene affidata.

Enea รจ tutto tranne che accogliente, prigioniero di riti e azioni che lo fanno stare in equilibrio, un equilibrio solitario perรฒ.

Come citato nellโ€™estratto i bambini possono dove molti non riescono: Malai รจ ben consapevole nonostante la giovane etร  che la vita รจ fatta di pieghe e alcune non รจ facile stirarle.


ยซE non si fa toccare, lo sai? Non gli piace. Sรฌ formano le pieghe. Hai presente? Cosรฌ.ยป E come dimostrazione le fece vedere la maglietta spiegazzata sotto al giubbetto. ยซMa non si possono togliere le pieghe. Si formano, e si riformano. Come si fa a stare senza pieghe? Tu lo sai? Perchรฉ a me piacerebbe tanto dare un bacio a Enea, per dirgli grazie punto si fa cosรฌ, no? Si bacia e si dice grazie.ยป


Pieghe come quelle di Enea che lo hanno allontanato dagli affetti familiari o come quelle di Elsa che con quegli affetti si trova sempre in conflitto nel tentativo costante di essere accolta da essi per quello che รจ.

Sarร  Elsa a mediare, a farsi strumento di accoglimento, a limare e aggiustare dove occorre fino a diventare inconsapevolmente il collante di due esistenze solitarie ora destinate ad incontrarsi come quelle di Enea e Malai.

Tutto in questo lavoro di Barbara Morini affascina, dalla cura dei dettagli che saltano allโ€™occhio del lettore in piccole fotografie come le mani oneste di Enea, in fiori che sembrano piccoli soli, in disegni che raccontano piรน di come possano farlo le parole o nellโ€™immagine del legno verde, alla fantasia di cui รจ impregnata la trama, dal taglio dei capitoli, brevi ma con un titolo esplicativo, ai personaggi secondari che meriterebbero una storia tutta per loro.

Il richiamo alla fiaba รจ ben presente, nella struttura, nello stile, a volte anche nei dialoghi e trova massima espressione nellโ€™analogia con i fiori di tarassaco che compaiono piรน volte nelle vicende a pacificare le tensioni, i dolori e le difficoltร .

Per chi non lo sapesse tarassaco deriva dal nome greco Tarakรจ ( scompiglio, squilibrio ) e akรฒs ( rimedio), un fiore semplice ma capace di lenire, di trasformarsi, simbolo di libertร .

Quando si trasforma nel cosiddetto soffione e ne facciamo volare i semi stiamo facendo unโ€™azione che forse ha anche significati diversi, un po’ come le parole che troviamo nei libri: queste sono state come i semi del soffione, fatti di delicatezza, di tepore e di poesia, soffiati dalle pagine fino al cuore del lettore.

LA MIA AMANTE -Frammenti d’amore- di Letizia Cherubino

LA MIA AMANTE -Frammenti d’amore- di Letizia Cherubino

Titolo: La maia amante-Frammenti d’amore-
Autore: Letizia Cherubino
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 15 dicembre 2020
Editore: Youcanprint

TRAMA


Non cโ€™รจ inizio e non cโ€™รจ fine. Non cโ€™รจ tempo che scorre lineare, ma altalena di istanti. Forse non cโ€™รจ nemmeno una storiaโ€ฆ Frammentiโ€ฆ come recita il titolo. Un diario scritto di getto per regalare un vago per sempre a una storia destinata a durare un soffioโ€ฆ eppureโ€ฆ Eppure qui sโ€™insinua il dubbio che scardina sicurezze, non di chi lรฌ dentro โ€œviveโ€, ma di chi โ€“ dal di fuori โ€“ giudica. Un amore clandestino non merita dignitร ? Un amore NON alla luce del sole NON รˆ Amore? Amore รจ ciรฒ che dura per sempre o ciรฒ che dura il tempo di essere per sempre ricordato? Chissร . Certo รจ che, qui dentro, il cuore palpita, i sentimenti si toccano con mano, la passione divampa e le anime si svelano in veritร . E se non รจ amoreโ€ฆ tantโ€™รจโ€ฆ รจ VITA! Carica di ossigeno. Densa di contraddizioni eโ€ฆ sospesaโ€ฆ Che di vaghe certezze ne รจ pieno il mondo, ma di Amore vero non se ne ha mai abbastanza.

RECENSIONE


“AMORE รจ ciรฒ che dura per sempre o ciรฒ che dura il tempo di essere per sempre RICORDATO?”


Oggi vorrei parlarvi di amanti e della differenza tra fare lโ€™amante ed essere lโ€™amante. Puรฒ sembrare la stessa cosa, cambia il verbo ma, se ci si ragiona su, non รจ proprio cosรฌ. Fare lโ€™amante, avere una avventura extraconiugale o comunque una relazione fuori da un rapporto consolidato, non รจ poi cosรฌ difficile: basta lasciarsi andare e il gioco รจ fatto.

Essere amante รจ tuttโ€™altra cosa e non รจ un gioco perchรฉ non si gioca con i sentimenti verso lโ€™altro e con il volere bene a sรฉ stessi. Essere amante non prevede promesse, non ci si aspetta nulla, se non amore, non si hanno regole precise nรฉ alcuna pretesa. Essere amante vuol dire garantire la propria presenza e il proprio amore e questo basta. A voi basterebbe? Spesso รจ piรน facile essere moglie che essere amante.

Ma continuiamo adย  analizzare questo concetto partendo dalla lettura de La mia amante di Letizia Cherubino. Non si tratta di una storia o di un romanzo; solo frammenti, frasi sciolte, pensieri senza freni, senza pudore di unโ€™amante, riflessioni sul suo ruolo, sulle sue responsabilitร , sulle sue sofferenze, sul suo amore incondizionato.

Leggete bene queste parole โ€œsofferenzeโ€ e โ€œincondizionatoโ€ perchรฉ lโ€™amore di unโ€™amante che sa di esserlo e non solo lo fa, non ha pretese: si ama e si riceve amore, senza condizioni. Si gode ma si soffre anche in silenzio, che non significa rassegnazione, rinuncia a lottare; implica consapevolezza che la situazione in cui ci si trova non si puรฒ cambiare, che รจ inutile piangersi addosso o sperare che da amante ci si trasformi in moglie o in compagna.

Questa รจ la sofferenza di chi fa lโ€™amante. Chi lo รจ amante, invece, non desidera che il suo uomo o la sua donna lasci la famiglia per diventare altro. Chi รจ amante fa di tutto perchรฉ la relazione ufficiale venga tutelata.ย 

Ecco spiegata la differenza di cui vi parlavo allโ€™inizio: quando si รจ amante non ci sono conflitti, non ci sono tradimenti, nessun senso di colpa, siย  vive la storia nascosti dal mondo ma con il cuore aperto e trasparente. Questo rende vivi, anche se ogni tanto lโ€™equilibrio puรฒ vacillare. Lโ€™importante รจ salvaguardare il proprio bene, la propria serenitร . Quando ci si accorge che una situazione ci rende troppo infelici e pesa sul cuore, allora meglio lasciar perdere tutto e passare oltre. Nel frattempo si ama incondizionatamente.


“- L’inizio della nostra storia รจ ogni volta che ti vedoโ€ฆ -E la FINE? Ogni volta che ti saluto.”


Nel libro viene narrata lโ€™inizio di una relazione partendo dallโ€™innamoramento, dalla nascita del desiderio verso lโ€™altro. Poi la relazione inizia ad essere vissuta e il sentimento, dapprima accennato, si trasforma in amore. Poi sopraggiungono le prime difficoltร  che portano a differenti epiloghi. Questo libro non ha un finale o una soluzione, ognuno legge quello che ha vissuto, quello che sta vivendo o la storia che vorrebbe avere.

Non รจ un libro dedicato solo agli amanti ma fa riflettere anche sulle relazioni di coppia, sulle motivazioni per cui una relazione finisce per diventare cosรฌ pesante da trovarsi a cercare un poโ€™ di serenitร  altrove.


“- lo credo che, se due persone si amano, stanno insieme. – lo invece credo che, se due persone si amano, SI AMANO.”


WAITING di Daniel Di Benedetto

WAITING di Daniel Di Benedetto

Titolo: Waiting
Autore: Daniel Di Benedetto
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 24 maggio 2017
Editore: Dark Zone

TRAMA


Tutti siamo in perenne attesa.

Qualcosa che potrebbe accadere. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.

Una vecchia panchina di legno, allโ€™ombra della grande quercia in un parco comunale, รจ il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.

Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dellโ€™attesa.

Una storia dallโ€™andamento circolare, che si svolge nellโ€™arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.

Un sorriso, una carezza, unโ€™assenza, un dolore. Cโ€™รจ spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.

Oggi verso il domani, semplicemente aspettandoโ€ฆ

RECENSIONE


Era questione di poco tempo, ormai. La notte sarebbe finita presto, lasciando il posto a una nuova alba di vita. Bisognava soltanto saper aspettare.


Lโ€™attesa, definizione del tempo trascorso ad aspettare.

Ma aspettare cosa?

Ce ne sarebbe da fare un elenco lunghissimo di tutto ciรฒ che si puรฒ aspettare: eventi, persone, successi, emozioniโ€ฆ a volte anche inconsapevolmente.

Per non parlare di tutte le connotazioni che puรฒ avere lโ€™attesa.

Spesso si dice che lโ€™attesa di un evento lieto, che porta felicitร  รจ quasi piรน bello di quando lโ€™evento di realizza, cosรฌ come a volte lโ€™attesa invece di un avvenimento che in qualche modo ci spaventa o ci preoccupa รจ piรน snervante di quando poi il momento passa.

Vi รจ mai capitato di concepire lโ€™attesa cosรฌ?

Le sfumature che Daniel Di Benedetto รจ riuscito a dare al concetto di WAITING sono ancora piรน numerose.

Trattasi infatti di un libro composto da varie storie di attesa e il fulcro attorno alla quale esse ruotano รจ la panchina presente nella cover, la prima cosa che mi ha attirata di questo libro.

La mia curiositร  รจ stata subito attratta infatti da questa foto in bianco e nero con questa panchina vuota, forse lei la vera protagonista del romanzo, marchiata da intagli e ricordi di amori vecchi e nuovi, testimone silenziosa di vite con tutto il loro bagaglio di gioie e dolori.

Una panchina che diventa stazione di passaggio per alcuni e angolo privato per altri.

Uno spazio che in qualche modo appartiene ai personaggi del romanzo in quanto luogo di ritrovo, luogo di osservazione, luogo di memorie e in un modo o nellโ€™altro anche di attesa.


Ma lei, Lara, rinfrescandosi allโ€™ombra di quella panchina cosรฌ piena di scritte e di vita vissuta a istanti da altri prima di lei, come sempre aveva deciso di accettare la sfida. E di rimanere in attesa.


Abbiamo tutti un luogo che abbiamo sentito nostro, capace di trasmetterci benessere, accoglierci e testimoniare che mentre esso รจ rimasto sempre uguale noi invece siamo cambiati.


Del resto, quella era diventata giorno dopo giorno non soltanto una semplice panchina semi abbandonata su cui sedersi e riposarsi, ma un vero e proprio piccolo e personale rifugio dove raccogliere i pensieri e tutte le avventure al confine labile tra realtร  e fantasia che una bambina di quasi sette anni poteva immaginare.


La struttura del libro รจ semplice ma intrigante, una serie di capitoli che potrebbero sembrare racconti.

Tutti con protagonisti differenti ma uniti a quelli del capitolo precedente.

Incontrato lโ€™autore al salone del libro di Torino a maggio mi ha raccontato con molta naturalezza ma anche in modo intimo il contenuto del libro ed รจ stato capace di catturare subito il mio interesse.

Elemento che mi ha fatta capitolare il fatto che la panchina in questione รจ in effetti una panchina esistente e che rappresenta per lโ€™autore un ricordo dellโ€™infanzia, un oggetto che non dovrebbe avere anima in quanto tale ma che invece diventa un pezzo di vita, una costante nel flusso dellโ€™esistenza.

Con uno stile fluido, perfettamente giocato tra realismo e poesia, Daniel Di Benedetto mi ha aperto una finestra dalla quale osservare senza voyeurismo nรฉ giudizio frammenti delle vite dei personaggi che diventano mezzo per sorridere, per incuriosirsi, per pensare e calarsi nei panni di altri.

Cosa avremmo detto ad unโ€™amica ritrovata, come avremmo reagito al tradimento, che figlio sono stato, che genitore sarรฒ, potrebbe succedere anche a me?

Per alcuni lettori saranno domande da porsi, per altri riflessioni sulla propria condotta.

Fatto sta che ogni pagina suscita qualcosa che, per restare nel tema dellโ€™attesa, non ti aspetti.

Per me รจ stato cosรฌ, leggere senza capire subito di chi si parla, prendersi il tempo di conoscere con calma il personaggio del capitolo, osservare ed ascoltare come fossi seduta anche io sulla panchina in attesa di comprendere cosa succederร .

A volte con commozione altre con amarezza ma ad ogni pagina sempre e comunque con curiositร .

Credo che questo sia uno di quei libri che vanno letti la prima volta e poi ripresi.

Non solo perchรฉ ci sarร  sempre qualche particolare che alla precedente lettura ci รจ sfuggito ma anche perchรฉ รจ di quelli che tra le parole nasconde dei messaggi sulla natura umana, la complessitร  delle relazioni, il peso delle scelte, che avranno per chi legge un significato sempre diverso a seconda del momento.

Un libro che consiglio se si ha voglia di parole che accarezzano, magari leggendo mentre siamo seduti su una panchina di un parco, inconsapevoli che su quella stessa panchina si sono seduti e si siederanno storie diverse o uguali alla nostra.