
LOVE IS A LOSING GAME di Elle Eloise
| Titolo: Love is a losing game | |
| Autore: Elle Eloise | |
| Serie: Love will tear us apart | |
| Genere: Contemporary romance | |
| Narrazione: POV alternati (Blossom, Ben) | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Data di uscita: aprile 2025 | |
| Editore: Self Publishing | |
TRAMA
A capo della sede newyorchese della Still Arts Studio & Design da due anni, il gelido e intransigente Benjamin Tanaka è costretto a trovare in fretta una fidanzata per evitare il matrimonio con la figlia di un magnate giapponese che gioverebbe agli affari della sua odiata famiglia.
Assunta da pochi mesi alla Still Arts NYC, Blossom Berkowitz, venticinquenne del Bronx caparbia e impulsiva, con una discutibile doppia vita segreta, si ritrova costretta a subire il bieco ricatto del suo capo, il più terribile dei cobra, per evitargli le catene di un matrimonio combinato.
Lui non vuole cedere ai sentimenti, crede solo nel controllo. Lei rifiuta ogni forma di controllo, ma si lascia sopraffare dai sentimenti. L’attrazione che li attraversa però è inarrestabile, il legame che si crea tra loro è profondo, l’amore inevitabile, anche se nell’ombra si annidano nemici pronti a tutto per ostacolarli.
Eppure, anche quando il destino li divide e Ben finisce nella trappola di un cobra più velenoso di lui, quel vincolo inossidabile si piega ma non si spezza.
Basta unire le tessere di un puzzle per mettere ordine al caos e trovare la propria pace tra le braccia della persona il cui cuore batte con lo stesso ritmo, la stessa intensità. Il loro incontro sarà una breccia di luce che fenderà l’oscurità delle loro esistenze, perché “l’amore acceca chi non è in grado di provarlo, ma illumina chi ha il cuore aperto per accoglierlo”.
RECENSIONE
A distanza di quasi un anno dall’uscita del romanzo di successo Love will tear us apart, Elle Eloise ritorna al suo pubblico con lo spin-off Love is a losing game, con protagonista il gelido Benjamin Prescott-Tanaka, antagonista del primo romanzo.
Gentile e pacato come un golden retriever, velenoso e incantevole come un cobra. Pareva essere una persona docile, ma se si accorgeva che non stavi dando il meglio di te o che non facevi bene il tuo lavoro, affondava i denti e ti guardava agonizzare fino alla tua morte.
Elle Eloise è un’autrice che non smette di stupire ormai, ad ogni nuova uscita sperimenta e scava con sensibilità e bravura le asperità dell’animo umano, con le sue fragilità, insicurezze e insondabili sfumature. Stavolta, grazie a un personaggio di altissimo calibro, è riuscita a delineare uno dei protagonisti maschili più profondi e originali che la sua penna abbia mai disegnato: narciso, manipolatore, seducente, algido, controllato e, allo stesso tempo, drammaticamente fragile. Già nel primo volume, Ben Tanaka aveva avuto modo di mostrare i suoi affilati artigli, usati per ferire fino a ridurre a pezzi l’anima, il corpo e il cuore di colei che si era macchiata, anche se indirettamente, di errori imperdonabili, Ruby Turner. Colpe talmente irrimediabili da non poter essere assolte fino a che lui stesso si è macchiato di misfatti ignobili.
È solo grazie a queste pagine che sarà possibile scoprire il tortuoso percorso che Ben dovrà affrontare per redimersi e ambire a un perdono se non a un vero e proprio riscatto. Un viaggio che rivelerà ogni profonda cicatrice e dolorosa vulnerabilità. Incrinature ancora profonde ma ben nascoste in una corazza impenetrabile, che lo rendono un uomo ancora irrisolto, e per questo pericoloso.
Blossom Berkowitz era la bottiglia di whiskey pregiato tra le mani di un ex alcolista.
Orgogliosa, tosta, talentuosa, creativa, nata e cresciuta nel Bronx: Blossom rappresenta quanto di più diverso un uomo vocato al controllo come Ben possa definire interessante; eppure, è nella diversità intrisa di passione, semplicità, dignità e un marcato divario sociale e culturale che si innesca la scintilla di un’inspiegabile attrazione, che diverrà fatale, per entrambi.
Perché io ero così, più sapevo di essere nocivo per qualcuno e più lo importunavo.
A renderli complici subentrerà un’intesa artistica intima e un’affinità umana rara, in cui i propri conflitti interiori sembrano intersecarsi. A complicare il quadro, un accordo forzato basato su un meschino ricatto che sembra iniettare loro un virus invalidante capace di avvelenare, infettando le loro reciproche ferite ma anche capace di trasformarsi in un antidoto su ciò che per loro è stato tossico, ovvero il loro stesso passato.
Quindi Blossom era disposta a spogliarsi di fronte a perfetti sconosciuti per pochi dollari, ma non era disposta a fingere un fidanzamento con me in cambio di una vita migliore? La collera bruciò sulla mia pelle come un ferro rovente e questa volta nulla mi avrebbe fermato. Nulla. Non avrei provato il minimo rimorso in questa storia, anzi mi avrebbe ringraziato alla fine.
Eppure, nonostante ricadere nella tentazione di rendere e plagiare una giovane creatura obbediente sia irresistibile, è proprio con Blossom che Ben è obbligato a cambiare schema. L’autenticità e la forza di Blossom quasi inconsapevolmente, ribaltano i ruoli, da vittima a carnefice:
«Come mai ti piacciono i puzzle?» chiese sinceramente incuriosito. Selezionai le parole nel mio cervello per evitare di dire cose stupide su questo tema. Non mi “piacevano” i puzzle. Ne ero completamente ossessionata. Mi avevano salvato la vita, in modo piuttosto letterale. «L’idea di riportare l’ordine nel caos, c-credo.» Il caos nella mia testa, il caos nel mio corpo. Il caos del mondo che mi vorticava intorno in un turbinio senza forma che talvolta non mi permetteva di respirare. Quegli occhi da cobra mi squadrarono con un’espressione forse un po’ turbata. Non avevo idea di cosa stesse pensando, ma avvertii un brivido che mi gelò le ossa.
Love is a losing game è una storia che non lascia scampo, che spacca il buio in mille frammenti, riportando una luce accecante laddove l’oscurità della mente imprigiona e priva di speranza, quella di riuscire ad amare, davvero. Un’esperienza che Elle Eloise regala ai lettori grazie a quella potente capacità che possiede di raccontare con intensa sensibilità come la vita possa, nonostante tutto, offrire una seconda possibilità a chi non trova pace, a chi ha bisogno di essere capito, abbracciato, proprio come Ben e Blossom. Entrambi forti e fragili, entrambi nascosti dietro maschere, così spezzati da fingere di essere interi, così bisognosi di essere amati fino a che sacrificarsi per il bene l’uno dell’altra sarà inevitabile.
Cadde finalmente nel mio mondo, ad accendere una luce dove io vedevo solo buio, a seminare fiori dove io sentivo solo una terra arida e dura. «Non importa se tu non provi nulla per me, posso provare io per tutti e due» bisbigliò al mio orecchio, continuando a muoversi.
In Giappone vi è un’antica arte, il Kintsugi, che si usa quando un oggetto in ceramica si rompe e lo si ripara con l’oro, poiché si è convinti che un “vaso rotto possa divenire ancora più bello di quanto già non lo fosse in origine”. Non solo un’arte, in realtà, bensì una filosofia, grazie a cui la sofferenza diventa uno slancio dell’anima attraverso cui ognuno di noi può capire meglio sé stesso, ridisegnando la propria esistenza, proprio come accade ai due magnifici protagonisti di questo libro intenso e coinvolgente.
Life is caos, find your peace. La vita è il caos, trova la tua pace. Mi piaceva. Si sposava perfettamente con l’idea del puzzle.
L’amore per l’arte, la cultura e la musica ripercorrono spesso nelle trame di questa bravissima autrice che anche per questa nuova pubblicazione non perde occasione di celebrare, attraverso la scelta del titolo del libro, una delle artiste più iconiche degli ultimi 20 anni, Amy Winehouse. Una canzone del 2006 scritta come metafora dell’amore, che appare come un doloroso gioco d’azzardo: «Prima per te ero una fiamma, un incendio alto cinque piani». Poi, però, tutto crolla. «Sebbene io abbia combattuto ciecamente / l’amore è un destino rassegnato / i ricordi rovinano la mia mente».
Dall’instancabile e stimolante New York, correndo in su e giù per Manhattan fino al chiassoso Bronx, con una breve sosta a Londra, Elle Eloise offre un biglietto in prima classe ai suoi lettori per assistere a un vero film da leggere, confermando il suo stile di scrittura cinematografico preciso e puntuale, contraddistinto da un ritmo perfetto di narrazione che appassiona pagina dopo pagina. Come potrebbe non accadere per ciò che Love is a losing game racconta nella sua essenza di puro romance d’elezione: un amore disperato, fragilissimo e allo stesso modo profondo e così forte da sradicare tradizioni, distruggere alleanze, respingere minacce, gestire paure, ridurre differenze, superare confini, ribaltare ruoli e sperare in un perdono.
Un lungo viaggio costruito che segue pezzo dopo pezzo, costruendo gradualmente un gigantesco puzzle che ad ogni scena acquisisce più colori, forme e frammenti di cielo, quello azzurro splendente di Kyoto a primavera, durante la millenaria tradizione dell’Hanami, che celebra la bellezza dei ciliegi in fiore, come simbolo della fragilità, della rinascita e della bellezza dell’esistenza.
I muri erano la tavola dove avrei lasciato tutti i miei pensieri. Volevo che il ricordo di noi avesse qualcosa di eterno, di immutabile. E così lo feci. Dipinsi noi, o meglio i nostri profili, le nostre labbra che si incontravano a metà strada, bocche da cui spuntava un brulicare di fiori di ciliegio. Fiori che ricoprivano tutto lo sfondo, mentre dei rami neri ci avvolgevano come tentacoli, tenendoci vincolati.
Ben e Blossom non possono che offrire a tutti coloro che vorranno conoscerli un luogo speciale: la memoria delle storie indimenticabili, capaci di irrorare l’anima di bellissime emozioni.
Chapeau.
