ARCOBALENI ZEN di Vera Demes

ARCOBALENI ZEN di Vera Demes

Titolo: Arcobaleni Zen
Autore Vera Demes
Serie: autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Ottobre 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


Una giornata di pioggia da dimenticare.
Sofia Dupré, trentatreenne italiana, un marito affascinante, una figlia dodicenne, un labrador di nome Bree, una grande casa nel New Jersey e una zavorra di progetti mai realizzati, scopre all’improvviso che la realtà è ben diversa da ciò che appare.
Il suo matrimonio è una farsa.
Una valanga che la travolge e la lascia stordita, confusa e senza direzione.
È difficile reagire se per anni hai rinunciato a te stessa. Ed è ancora più difficile se sei lontana migliaia di chilometri da casa, senza riferimenti, senza affetti e senza certezze.
Ma la forza della disperazione può portare a scelte inaspettate.
Ed è così che Sofia si rimbocca le maniche per riprendersi la vita.
Unica regola: stare alla larga dagli uomini.
Però si sa, non sempre si ottiene ciò che si vuole.
Una serie di eventi inaspettati la costringe a relazionarsi con Adam Bullock, affascinante trentaseienne, padre single, reporter d’assalto, misterioso, sensuale e pieno di sorprese.
Tra obblighi genitoriali, insegnamenti zen e inaspettati abbracci, in una New York autunnale e molto romantica, Adam e Sofia si svelano l’un l’altra in una complicità che scalfisce le reciproche difese.
Ma la minaccia è dietro l’angolo. E forse sarebbe stato meglio chiudere per sempre la porta del cuore.
Lasciare andare ciò che può far male.
Sofia deve decidere. E Adam diventa solo un ricordo.
Ma forse è il ricordo più dolce che le sia rimasto.
Qualcosa per cui lottare.
Un arcobaleno bellissimo in un giorno di pioggia.

RECENSIONE


Arcobaleni Zen, di Vera Demes richiama già dal titolo ad una riflessione profonda su una combinazione originale di due parole che nascondono profonde accezioni: la bellezza di qualcosa creato dalla natura che arriva inatteso dopo un temporale; la parola Zen, parola giapponese che significa meditare e che ricorda un particolare stile di vita, che riduce la vita all’essenziale prediligendo quanto ci faccia stare bene.

Un connubio particolare che lascio al lettore la sorpresa di scoprirne il senso mentre offrire un pensiero su questa storia resta un mio gradevolissimo piacere. Vera Demes ritorna al suo pubblico e lo fa offrendo un romanzo non facile, duro, in parte angosciante, come lo sono certe situazioni che descrive e che non potrebbero essere diverse, visto che affronta una tematica tanto dura quanto purtroppo conosciuta: la violenza sulle donne all’interno di una coppia.
Un argomento spesso protagonista di articoli di cronaca che riportano episodi al centro dei quali a subire violenza sono le donne che vivono in casa con marito e figli. Proprio quello che accade a Sofia, protagonista in molti sensi di questo romanzo intenso, che si trova a scoprire di avere accanto un uomo manipolatore, narcisista che col tempo l’ha isolata da tutti, dalla sua famiglia, dai suoi affetti, dai suoi sogni. Un piano purtroppo tipico di chi, come Gerard, crede di possedere una persona alla stregua di un oggetto di sua proprietà.

La loro relazione nasce sulle basi di un disegno quasi machiavellico: un giovane uomo ambizioso e di estrazione borghese che trova una giovane ragazza bellissima ma soprattutto dall’indole buona, remissiva e per cui controllabile, su cui poter esercitare potere. Una personalità perfetta per essere una moglie ideale, una madre accudente e una donna da prevaricare. Un progetto che delinea già dalla sua genesi lo schema di un predatore che annusa la preda, scegliendola fra altre fino a catturarla, senza che lei possa accorgersene.


Ed era vero. Si era scelta un uomo anni luce lontano da lei e da ciò che aveva sempre immaginato per sé. Aveva rinunciato alle proprie ambizioni scommettendo sulla famiglia. Ma l’amore era anche questo. Vivere seguendo il cuore, ribaltare le certezze mandando all’aria ogni progetto.


L’amore è anche questo? Inevitabile farsi questa domanda. Posta la questione così, la risposta è difficile perché se da una parte cambiare prospettiva per chi si ama può anche essere positivo, dall’altra snaturarsi fino a rinunciare ai propri desideri, alle attitudini che ci definiscono e che ci fanno stare bene è quanto mai innaturale, e soprattutto denota chi ci è vicino.

Chi ci chiede questo sacrificio? Chi probabilmente non ci ama per come siamo, chi non rispetta le nostre aspirazioni fino a pretendere di cambiarci e allontanarci dalla nostra essenza, adducendo magari che lo fa per il nostro bene, per amore. Un segnale che dall’esterno può essere evidente per gli altri, ma molto meno per chi è coinvolto, ritrovandosi vittima come Sofia e accorgersene fin troppo tardi.


D’improvviso si sentì sospesa, senza direzione, sganciata dal proprio corpo e capace di osservarsi con distacco, una donna elegante, il cappotto verde, gli stivali in pelle morbida, la borsetta di marca e l’aria persa, in piedi accanto a una costosa automobile, il vento freddo sul viso e la sensazione di non conoscersi più. Chi era quella donna? Chi era veramente?


È risaputo che la violenza in seno alla coppia compare in modo graduale, con il passare del tempo. Si stabilisce un modello relazionale di tipo tossico, proprio come avviene tra Gerard e Sofia, in cui lei tende a essere sottomessa a lui che invece tende a prevalere in modo coercitivo, a possedere. E non solo con lei. Gerard è un tipo aggressivo, rabbioso, prevaricatore con tutti, anche con chi lo ama davvero, nonostante le umiliazioni di essere una mera amante.


Come aveva fatto a essere così ingenua? Gerard non era un uomo tranquillo, non lo era mai stato.


Il percorso di Sofia, la scelta di fuggire diventa sempre più difficile soprattutto per l’esistenza nella vita di sua figlia, Amanda, amatissima ma anche molto viziata, con cui ha un rapporto piuttosto compromesso. Tra le varie ragioni, che non siano solo il momento critico dell’adolescenza, anche la distanza emotiva che la ragazzina, quasi inconsapevolmente, percepisce in famiglia. Infatti, l’assenza sia fisica che mentale di Gerard rispetto alla moglie e alla figlia, genera uno squilibrio nel nucleo che cresce progressivamente, addossando inesorabilmente maggiore responsabilità a Sofia, forse troppo fragile e confusa per poterne subire il peso. Forse troppo spogliata della sua sicurezza e dignità per poter aiutare altri, oltre sé stessa.


«Adesso voglio che mi parli di tutte le cose che ti sei persa». Adam si era allungato contro lo schienale della seggiola e la esaminava attento. «Le cose che mi sono persa?». Sofia arrossì di nuovo, affascinata dalla sua energia arrembante, un nucleo di bellezza che lo avvolgeva rendendolo vivo. Ed era bello. Sì. Stare con lui la rasserenava. E la emozionava. Anche se si sentiva una neofita senza esperienza, come se non fosse mai uscita con un uomo prima di allora.


Gentile, diretto, sempre alla ricerca della verità, nella vita come nella sua professione, calmo ma anche determinato, padre presente e fratello complice. Una figlia, Lily, avuta da una relazione chiusa improvvisamente con una donna che si è dimenticata di entrambi. Tosta e dalle idee molto chiare, Lily rispecchia al meglio quanto le è stato insegnato in famiglia, come l’indipendenza di pensiero, la meraviglia di essere diversi, il rispetto per gli altri. Proprio lei, detta cyborg a scuola per essere diversa dalle altre per il colore della pelle e quello degli occhi, azzurri come il cielo. Lei oggetto di cattiverie, tanto piccola quanto forte. Una piccola ragazzina grazie a cui la coetanea Amanda, arrabbiata e delusa, conoscerà il valore dell’amicizia. Il rapporto tra Lily e Amanda segue speculare quello tra i genitori, tanto diversi da essere destinati a dividere e condividere esperienze, a scoprirsi incredibilmente attratti l’uno dall’altra.

Adam rappresenta il primo raggio di sole che Sofia vede dopo moltissimo tempo. Un sole troppo a lungo dimenticato e che riesce quasi a spaventarla perché quando un manipolatore acuto come Gerard fa bene il suo compito riesce a togliere in chi si affida a lui ogni certezza, anche quella di meritarsi qualcosa di bello.


Ho commesso un mucchio di errori e mi sono raccontata un mucchio di bugie. Non ho voluto vedere ciò che era evidente. La colpa è mia se sono finita così». «Non c’è mai una colpa quando si subisce violenza». La voce di lui si spense nel brusio del locale e lei ammutolì. Si vergognava. Perché alla fine aveva fallito in tutto. Solo sua figlia. Solo lei. Amanda era l’unica certezza che avesse.


La propensione agli altri e la capacità di vedere oltre la superficie di un bel cappotto verde definisce Adam, come anche sua sorella Margie, personaggio comprimario che nella storia più volte sarà il mentore di entrambi, con il suo approccio alla vita pacifico e zen, sempre orientato a dare un significato ad ogni avvenimento che accade, anche il peggiore.


«Che bisogna imparare a vedere la luce anche quando ci sembra che tutto sia buio». «Tua sorella è molto saggia». «Mia sorella è molto zen».


Arcobaleni Zen è un viaggio nei meandri più oscuri e nascosti delle relazioni tossiche, dei legami disfunzionali che spesso rendono impossibile la vita di chi ne è vittima. È anche una storia di speranza, una luce che squarcia il buio, e che si scompone nei mille colori di un arcobaleno che sopraggiunge dopo un temporale oscuro, e che rifrange le tonalità di cui è composto l’amore, quello vero, come il rispetto, la fiducia, la stima, il compromesso, l’attesa, la pazienza, la condivisione, la bellezza della diversità.
L’amore è dunque sempre imperfetto, ma in questa sua imperfezione può essere “perfettamente imperfetto”.

Grazie Vera di questa storia sulle e per le donne.

GEOMETRIE VARIABILI di Pitti Duchamp

GEOMETRIE VARIABILI di Pitti Duchamp

Titolo: Geometrie variabili
Autore Pitti Duchamp
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa, Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Ottobre 2022
Editore: Words Edizioni

TRAMA


Cosa succede se, all’improvviso, vengono meno tutti i punti di riferimento della tua vita?

Viviana, manager in carriera, da un giorno all’altro si trova costretta a fare i conti con tutto ciò che ha lasciato in Italia quando, otto anni prima, è andata via. Soprattutto con la figlia Atena, una dodicenne troppo perfetta per avere la normale vita di un’adolescente, che viene seguita come un’ombra dall’amica Celeste, talentuosa ma troppo ingenua, a sua volta provata dalla perdita della madre e dal rapporto col padre Silvano.

I quattro si trovano così a dover circoscrivere un nuovo concetto di famiglia, perdendo pezzi e guadagnandone altri, ricomponendosi in figure geometriche più solide e sfaccettate. E se la sfortuna, per una volta, lasciasse il passo al destino e a una seconda occasione per essere felici?

RECENSIONE


L’amore concede sempre seconde possibilità.


Il significato di questo romanzo potrebbe racchiudersi in questa frase, un richiamo a pochi ma fondamentali concetti. Da una parte l’amore, da concepire nelle sue estensioni più ampie, ovvero l’amore genitoriale, quello tra marito e moglie, tra amiche, ma anche l’amore verso la vita, verso sé stessi.

Geometrie variabili, ultima opera di Pitti Du Champ, conferma con semplicità la complessa e raffinata sensibilità di un’autrice bravissima, capace di offrire una storia che riassume moltissimi aspetti che segnano la vita di tutti noi, quasi come fosse il percorso simbolico di tutte le fasi che un individuo è chiamato a percorrere durante la propria esistenza: la crescita, l’evoluzione personale, la perdita di chi amiamo, la faticosa elaborazione del lutto, il primo amore, le prime delusioni, i laceranti sensi di colpa, la gioia di poter ricredere alle proprie certezze, il bruciore del tradimento, la rinascita emotiva, il valore incommensurabile dell’amicizia, il complesso universo della famiglia, l’umiliazione sociale, il senso di protezione verso chi ha più bisogno di noi, la solitudine, l’incapacità di amarsi, l’inganno delle apparenze, il pregiudizio e l’incomunicabilità.
Quante emozioni in questa storia così vera, così toccante e autentica, che offre quattro personaggi disegnati ad arte, in grado di rispecchiare le molteplici sfumature della dimensione umana.


«Atena finirà per odiarti se non ti deciderai a stare un po’ con lei. Io e te ormai non cambieremo, ma abbiamo lei a cui pensare. Se non vuoi farlo per me, smetti con le trasferte almeno per lei» le sussurrò Cristiano dopo l’amplesso.


Viviana, Atena e Cristiano. Madre, figlia e padre, rispettivamente. Una famiglia disfunzionale, come tante. Un matrimonio intiepidito dalla distanza fisica e emotiva; il profondo legame di una figlia con un padre amato e sempre disponibile ma, purtroppo, poco in ascolto; un rapporto madre figlia inesistente.  Se si dovesse riassumere in poche parole, una famiglia mancante delle basi, che non riesce a soddisfare i bisogni primari e basilari dei suoi componenti, e che lascia più spazio al conflitto che alla comunicazione, o al senso di protezione e accudimento. Eppure, nonostante le difficoltà, le incomprensioni, i silenzi e le assenze una famiglia a cui si riesce a volere bene, soprattutto grazie al personaggio di Atena, adolescente orgogliosa e coriacea, capace di odiare la madre quanto di sacrificarsi per proteggere l’amica Celeste.


Amare è da gente forte, e più persone e cose si amano, più si diventa potenti.


Celeste, tanto fragile e insicura, forse il personaggio che intenerisce e commuove di più in questa storia meravigliosa. Accade di commuoversi per le sue paure, il dolore di ragazzina ancora troppo acerba e indifesa per elaborare una perdita troppo grossa per lei.


Il dolore aveva preso così tanto spazio nel suo corpo, che solo il cibo liquido riusciva a trovare pertugi per passare allo stomaco. Era questione di misure.


Accanto a lei, il padre Silvano, “comodo” per il suo stile di vita, le sue leggerezze, il suo amore per una figlia da accudire e poco accudita, il suo amore per le piante. Lo si potrebbe anche detestare, ma Silvano si ama lo stesso, perché tanto ingenuo quanto accogliente.


Celeste scosse la testa. «Se io avessi ancora mia madre non mi staccherei da lei neanche cinque minuti» la rimproverò. «Se io avessi mio padre, idem. Ma non ci sono più, facciamocene una ragione e proviamo a sopravvivere.»


Due adolescenti rimaste prive degli affetti centrali, due adulti incapaci di capirle. Eppure, a volte la vita mette di fronte a noi dei cambiamenti che stravolgono, ribaltano ciò che conoscevamo gettandoci nell’incertezza, prove durissime in grado di spostare sicurezze, e forse per questo così potenti da creare nuovi equilibri, far crescere, evolvere.

Un processo che coinvolge tutti i quattro protagonisti, uniti tra loro da legami sempre più indissolubili, formati da perdite e arricchiti di nuovi elementi: Atena che perderà sempre più strati della spessa corazza imparando a fidarsi del cuore; Celeste che raccoglierà quei pezzi, frammenti preziosi di un nuovo corpo e una maggiore consapevolezza; Viviana che cambierà pelle, divenendo più mamma e compagna; Silvano che imparerà l’arte dell’accudimento verso gli esseri umani, oltre che quello del suo mondo fatto di terra ed esperimenti botanici. Ognuno di loro accorcerà distanze, testerà terreni impervi fino a entrare, ognuno a proprio modo, nella bellezza della vita, aprendo il cuore e schiudendo porte rimaste chiuse.

Le geometrie del cuore è vero variano, non hanno una forma prestabilita, assumono dimensioni e contorni tutti loro, che riempiono spazi lasciati vuoti, innescano incastri anche improbabili ma non per questo meno credibili, fino a creare un universo nuovo, colorato e tridimensionale.


Lei voleva essere al centro del mondo di sua madre. Per una volta si concesse un capriccio.


A rendere questo libro assolutamente sublime lo stile elegante di Pitti Duchamp, esploratrice dell’animo umano come poche, attenta indagatrice del mondo di complicati adolescenti ma anche ingenui adulti. I quattro punti di vista di Atena, Celeste, Silvano e Viviana raccontano con acume ogni tonalità, spigolo, lato, avvallamento della sfera emotiva dei protagonisti.
Un viaggio da non farsi mancare, assaporando ogni pagina, dialogo, parola, silenzio ed emozione.

NEXT TO ME di Elizabeth Rose

NEXT TO ME di Elizabeth Rose

Titolo: Next to me
Autore: Elizabeth Rose
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Giugno 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


La diciottenne Hope Adamson porta sulle spalle il fardello degli errori di sua madre; e in una piccola cittadina è difficile scrollarsi di dosso i pregiudizi. Deve soltanto superare l’ultimo anno di scuola, poi sarà libera di frequentare un college dall’altra parte del Paese, o almeno questo è il suo piano, fino a quando Ray Sutton, giovane promessa del football, non le sbarra la strada in un modo che lei non si sarebbe mai aspettato. Ma Hope sa che essere felice è un lusso che non può permettersi.
Dopo sette anni, Ray Sutton, ormai affermata stella del football, è costretto a fare ritorno nella città che lo ha visto muovere i primi passi sul campo da gioco. Lì vive ancora Hope, la ragazza che gli ha fatto a brandelli il cuore. Ray la detesta ma non è capace di ignorare l’attrazione che ancora prova per lei; non sa che Hope ha un segreto che si ostina a seppellire. Ma quando il passato devasta di nuovo le loro vite, non ci sarà più posto per il silenzio.

RECENSIONE


Elizabeth Rose è una garanzia, è quella penna che sa toccare il cuore dei lettori ed anche questa volta non delude. La storia d’amore fra Hope e Ray è una storia praticamente impossibile, sono due adolescenti che non hanno nulla in comune: lei, intelligente ma umiliata ed emarginata da tutti, anche per via di una madre decisamente disinibita, lui atletico futuro campione di baseball.

Una coppia assolutamente improbabile, forse perché lui è popolare e lei no, lei viene addirittura chiamata “Sgorbio” persino da sua madre. Ma capita che un giorno Hope venga davvero “vista “da Ray: quei meravigliosi occhi blu sono come uno specchio verso l’anima di questa fragile ma determinata ragazza.

Un’anima solitaria, una giovane donna che vuole lasciare il paesino e tentare una carriera universitaria altrove, lontana anche da una madre che non l’ha mai amata. Hope tiene a distanza tutti, cammina sempre a testa bassa, vuole essere invisibile per non essere ferita. Ma Ray la vede per davvero, vede che è dolce, bella, intelligente. E sa che gli altri non vedono ciò che vede lui. Ray è un po’ strafottente, all’inizio fa fatica ad ammettere anche a se stesso di amate una nerd, quella che per tutti è una “sfigata”, ma poi si arrende alle sue emozioni. 


Tu hai sempre creduto che avremmo funzionato” “ Era quello che desideravo di più”.


La storia è narrata dal punto di vista dei due protagonisti, ed è affascinante rendersi conto dall’evoluzione dei due personaggi che si ritrovano a sette anni dalla loro separazione. Molto brava l’autrice che ha affrontato tante tematiche in questo romanzo: il bullismo, l’emarginazione sociale, una famiglia tossica e il primo amore adolescenziale.

Tanta carne al fuoco, ma la scrittura di Elizabeth Rose va dritta al cuore, è evocativa e senza troppi fronzoli, fa sorridere e anche commuovere. Hope è una giovane promettente, e anche se per un breve periodo sembra arrendersi, in realtà ha fame di vita, di amore, di riscatto. Ray è un ragazzo orgoglioso, o come dice Hope, dall’ego “ipertrofico”, il suo orgoglio ferito gli impedirà per molti anni di vedere la verità, ma ha un cuore d’oro e saprà riscattarsi.

Questa storia mi ha scaldato il cuore, mi ha tenuto compagnia e mi ha ricordato che a volte è ancora possibile credere nelle cose belle che la vita può offrire. Mi ha fatto anche male assistere, da “spettatrice”, a scene di violenza e di derisione, ma la vita è anche questo purtroppo. Quello che importa è non perdere mai la speranza. E reagire! Preparate i fazzoletti!

LUNA BLU di Tess Thompson

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LUNA BLU di Tess Thompson

Titolo: Luna blu
Autore Tess Thompson
Serie: Serie Blue Mountain
Genere: Dark Romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


Lei è una dirigente stacanovista costretta a ricominciare dopo essere stata licenziata senza alcun motivo. Lui è un milionario playboy perseguitato da un violento passato. L’attrazione esplosiva tra loro li porterà dritti verso il pericolo?
Privata all’improvviso di un lavoro che per lei era tutto, Bliss Heywood cerca conforto tra le braccia del ricco playboy Ciaran Lanigan.
Dietro all’affascinante facciata, però, Ciaran è un uomo tormentato. Più Bliss scopre del suo passato, meno si fida di lui.
Ciaran è davvero in pericolo, oppure è un pericolo solo per Bliss?
Tess Thompson, autrice bestseller di USA Today, vi invita a tornare a Blue Mountain per un’altra avventura dei clan Heywood e Lanigan, in questa storia d’amore autoconclusiva di opposti che si attraggono ricca di suspense.

RECENSIONE


Dopo aver conosciuto la storia di Kevan e Blythe, raccontata nel primo capitolo della serie “Blue Mountains” a firma di Tess Thompson, troviamo in questo secondo romanzo dal titolo evocativo, Luna blu, Bliss e Ciaran, rispettivamente sorella e fratello dei primi protagonisti. Due personaggi che sono stati introdotti già nel primo libro e che hanno dato modo di preannunciare al lettore la loro forte personalità fin dalla loro prima apparizione, preparando il terreno a quello che sarebbe stata la loro storia. Si può dire che le aspettative sono state ampiamente ripagate, attenderli ha valso la pena.


Bliss era il nome di un’anima sfortunata nata nei primi anni Settanta da una madre hippie e un padre smidollato. Avevo passato gran parte della mia vita a cercare di dimostrare di non essere una Bliss.


Tenace, dura, ambiziosa, pragmatica e soprattutto incentrata su sé stessa al punto da non lasciare spazio a niente e nessuno di entrare nella sua vita. Così si presenta Bliss, senza sconti o artifici: una donna forte e incapace di lasciarsi andare alle emozioni o ai sentimenti, salvo quelli per sua sorella e le sue adorate nipoti. Un legame viscerale, cementato da un’adolescenza sofferta, con genitori inadeguati e incapaci di prendersi cura di loro. Un unione fraterna autentica, in grado di farla sentire a casa, nella sua vita solitaria da manager itinerante.


Il lavoro era il mio sposo, la mia famiglia, il mio scopo.


Lavorare per vivere o vivere per lavorare? Una riflessione che accomuna molte persone e che spesso ci capita di fare soprattutto quando si sono raggiunti alcuni traguardi nella vita, ma che a livello storico ha coinvolto anche i più giovani. Che il lavoro non debba essere totalizzante, ma che anzi debba lasciare spazio al tempo libero da dedicare a famiglia, amici e hobbies è ormai una verità condivisa, soprattutto dopo la pandemia che ci ha stravolto l’esistenza.

Quante volte ci rendiamo conto di perdere troppo tempo dietro a obiettivi che forse non ci rendono felici? A volte sono proprio le delusioni, gli insuccessi a metterci di fronte allo specchio per capire davvero cosa e chi vogliamo essere (o diventare) per sentirci vivi, imponendoci un bilancio di vita che scuote ma che può anche essere salvifico, proprio come accade a Bliss.

Gli incidenti di percorso, anche i peggiori, traumatizzano, senza dubbio alcuno, ma possono anche essere la genesi di un cambiamento. Raccogliere i segnali e accettare ciò che è successo di negativo non è per nulla semplice, intendiamoci, ma se si riesce a mettere ciò che ci è accaduto in prospettiva, si acquisisce la necessaria consapevolezza di cosa e chi sia vitale per noi, per sopravvivere e forse sperare in futuro di rinascere.

Se nel primo capitolo avevamo conosciuto Bliss nei panni della sorella combattiva che induce la sorella a reagire dal dolore di essere stata abbandonata dal marito, stavolta è lei in difficoltà, a dover rialzarsi. Lo fa da sola, in linea con la sua ferrea volontà di cavarsela e bastarsi a sè stessa. Come? Fermandosi ad ascoltare gli altri, osservando, facendosi le giuste domande. Riconsiderando la propria vita.

Prendersi cura degli altri per sentirsi meglio con sé stessi, trovare veri amici, rivalutare certi incontri che il destino ci mette sulla strada come necessari al nostro cambiamento sono i primi passi di un viaggio che può ampliare gli orizzonti, non solo mentali ma anche fisici, fino a spingersi oltre la propria comfort zone, e che spinge la protagonista fino nel lontano Idaho.

Un tragitto non pieno di ostacoli, certamente, perché ricredersi delle proprie convinzioni presuppone un profondo spirito critico, non facile per una vincente come Bliss, e un senso della realtà ben radicato. Un lato, quest’ultimo, più sviluppato in lei che la fa sentire irrimediabilmente in pericolo quando incontra per la prima volta Ciaran.


Era il tipo in grado di insinuarsi nelle crepe e riempirle temporaneamente con un liquido caldo, succulento, del colore dello scotch, finchè non ti svegliavi con nient’altro se non la fredda realtà del mattino sulla pelle esposta.


Cosa meglio di un incallito playboy, affascinante, superficiale e seduttore potrebbe destabilizzare il già precario equilibrio di Bliss?

Eppure, come nel primo romanzo, l’autrice Tess Thompson è maestra nel confondere la realtà con l’apparenza mostrando in modo crescente quanto spesso l’immagine che si percepisce di una persona sia una maschera protettiva usata consapevolmente per nascondere una natura molto diversa e più articolata. E man a mano che il tempo si dilata, la connessione tra Bliss e l’irresistibile fratello Lanigan diventa passione, fuoco ma anche una missione per sciogliere nodi, cercare la giusta leggerezza della vita divertendosi, fino a fondare una sintonia a più livelli, destinata a legarli sempre di più.

Quella che sembra iniziare come una consenziente relazione basata sul divertimento e l’evasione tra due adulti che si desiderano, si scopre ben presto divenire di più, un legame profondo. Bliss e Ciaran non solo si coinvolgeranno in modo quasi istintivo l’uno nella mente nell’altro, ma capiranno di condividere un background familiare simile, che li ha, anche se in modo opposto, trasformati in quello che sono, ovvero ostili ai legami.
Due persone imprigionati in gabbie create da famiglie disfunzionali, con rapporti materni così complicati da averli induriti fino ad allontanarli totalmente dal desiderio di amare qualcuno per la vita.


Eppure, davanti a quel fuoco scoppiettante, capii qualcosa di cui non mi ero mi davvero resa conto. Mi sentivo sola.


Perché accade spesso che rinunciare a vivere i sentimenti sia la difesa migliore dal dolore di perderli, o ancora peggio, sentirsi abbandonati da chi si è amato.

Ancora una volta questa talentuosa autrice regala ai suoi lettori un romanzo che sonda le dinamiche del cuore, con i suoi tormenti, dubbi e impetuosi sali scendi. Non solo, la famiglia e il senso profondo dell’amicizia si confermano tematiche centrali in questa serie, che equilibra a dovere atmosfere romance con qualche accenno di suspense, nelle meravigliose e incontaminate terre di un’America tutta da scoprire. Luoghi capaci di far sognare ma anche di salvare da prigioni oscure e ben nascoste.

Un libro da leggere, assolutamente.

NON MENTIRMI di Sagara Lux

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NON MENTIRMI di Sagara Lux

Titolo: Non mentirmi
Autore Sagara Lux
Serie: Autoconclusivo
Genere: Dark Romance
Narrazione: Prima persona (Nathan e Miranda)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 21 Febbraio 2017
Editore: Self publishing

TRAMA


Nathan Blair nasconde un segreto.
A Miranda basta un semplice sguardo per percepire in lui qualcosa di affascinante e spaventoso al tempo stesso; qualcosa che l’attira al punto da farle mettere da parte la carriera di violinista e investire tutta se stessa nella ricerca della verità.
Miranda De Luca possiede un talento.
Il suono del suo violino riesce a penetrare le barriere della mente di Nathan. Risveglia le ombre del suo passato e riporta alla luce qualcosa che credeva di avere sepolto per sempre.
Miranda è la stella che brilla sul palcoscenico.
Nathan è il mostro che la osserva nell’ombra.
Uno dei due mente, l’altro vuole scoprire la verità.
È per questo che scendono a un patto pericoloso e sensuale, che li costringerà a rivelarsi per quello che sono e legherà per sempre le loro vite, i loro corpi… E i loro segreti.

RECENSIONE


La verità più grande è spesso l’unica che non riusciamo a vedere.


Quante volte ci intossichiamo di piccole e grandi menzogne che tessono una tela dalla quale è difficile uscire?

“Non mentirmi” già da titolo delinea una delle tematiche principali di questo libro appassionante, ovvero l’eterna lotta tra verità e menzogna, tra bene e male.

Due fratelli, una donna contesa, due opposte verità intrecciate a segreti inconfessabili, così oscuri e impenetrabili da confondere, fino a che riconoscere chi sia la vittima e chi il carnefice diventa quasi impossibile.

Si crede sempre di preferire la verità, ma in realtà quando è dolorosa o complicata, si genera un conflitto psicologico da cui può essere complicato divincolarsi.

Mentire è generalmente un sintomo di diffidenza nelle proprie capacità o in quelle altrui di affrontare i problemi. In altri casi, scegliere la menzogna significa comportarsi come una persona senza scrupoli che vuole ottenere qualcosa. Ed è questo che accade in questo romanzo intrigante e sensuale, in cui il genere romance si miscela ad arte con tonalità suspence che conturbano il lettore pagina dopo pagina:


Volevo possedere Nathan Blair. Completamente. I suoi segreti. I suoi sguardi. Il calore delle sue mani. I suoi demoni.


A parlare Miranda De Luca, giovane e bellissima violoncellista che grazie al suo indiscutibile talento calca già i palcoscenici più importanti concerti di musica classica. Per lei il violino rappresenta non solo una passione profonda e irrinunciabile bensì l’estensione di corpo e anima, un legame così forte da aver trasformato la musica in vita, libertà, capacità di potersi esprimere.


Avevo bisogno di sentirmi libera, di seguire l’istinto. Non a caso, le musiche che amavo suonare di più non erano mai quelle che si trovavano su uno spartito.


Un coinvolgimento così totalizzante da intrigare al primo colpo un insolito spettatore, Nathan Blair, che una sera accompagna ad assistere ad un suo concerto Dominic, suo fratello oltre che l’uomo con cui Miranda si sta frequentando.


“Lei non era come credevo. Era come la musica che stava suonando. Pericolosa.”


Nathan ne resta stregato, fino a che entrare in contatto con questa ragazza affascinante dalle mani d’oro diverrà la sua ossessione. Uomo tormentato e noto molti per essere stati colpito da un passato che lo ha emotivamente annientato, Nathan instaura con Miranda un legame che assume sempre di più le sembianze di una rivalsa su qualcosa o qualcuno che è stato artefice di un dolore che non ha mai superato, né dimenticato.

Sotto le luci sfavillanti di Parigi prende vita una storia intrisa di un’atmosfera sensuale, a tratti dark, che ricorda i film dalle tonalità noir ambientati nella Ville Lumière in cui sguardi, desiderio, attrazione, mistero e verità nascoste avvolgono il racconto. Niente e nessuno sembra essere quel che realmente è.


La roccia era soltanto apparenza. Dentro di lui scorreva un fiume denso di emozioni, ricordi e rimpianti. Dentro la carne che mi aveva attirata c’era un cuore che pulsava di un dolore cieco che non era ancora riuscito a seppellire.


Sagara Lux, autrice dal talento indiscusso, firma un romanzo bellissimo, che ho particolarmente apprezzato perché caratterizzato da uno stile evocativo che porta il lettore nella profondità delle emozioni dei suoi protagonisti: Miranda con la sua innocente sensualità, Nathan con il suo oscuro magnetismo, Dominic con il suo potente carisma. Tre personaggi diversi e così accuratamente descritti che cercare di immaginare le loro mosse e individuare le molteplici omissioni sarà inevitabile.

Saranno Nathan e Miranda a raccontare la loro storia, due punti di vista che si avvicendano con perfetta sincronia, svelando capitolo dopo capitolo ogni sfumatura di una tela intessuta ad arte.

Molto originale la scelta di nominare ogni capitolo seguendo i tempi delle composizioni musicali, da Preludio, Andante, Vivace, Rondò, Adagio, Grave, Minuetto, come a seguire lo stato d’animo dei protagonisti e le atmosfere del racconto.


Lei era giovane, passionale, onesta. Io non ero così, non lo ero stato nemmeno alla sua età. Eppure eravamo innegabilmente simili, poiché avevamo fatto lo stesso percorso. Avevamo amato qualcuno in maniera totalizzante–con il corpo, il cuore, l’anima–e quando questo qualcuno ci era stato portato via avevamo lasciato andare anche tutto il resto.


Una lettura che mi ha fatto scoprire un’autrice che da tempo volevo conoscere e che sicuramente vorrò continuare a leggere, anche in occasione della sua nuova pubblicazione con la serie “Their rules” in uscita in questi giorni.

Alla prossima storia.

NOTTE BLU di Tess Thompson

Payment Management Wooden path over the sand of the beach dunes

NOTTE BLU di Tess Thompspon

Titolo: Notte blu
Autore Tess Thompson
Serie: Blue Mountain
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Prima persona (Blythe)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 20 Settembre 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


Dopo il tradimento del marito, Blythe Heywood è costretta a ricominciare. Quando trova un foglietto con il numero di telefono dell’uomo da cui si era allontanata anni prima, non resiste alla tentazione di seguire “la strada non presa”.
Un viaggio verso l’ignoto che potrebbe guidarla verso il suo vero destino, o la rivisitazione di un passato che metterà a rischio il suo futuro?
I lettori del primo libro della serie Blue Mountain di Tess Thompson, autrice bestseller di USA Today, si troveranno a fare il tifo per due personaggi amabili e complessi, impegnati a esplorare verità dolorose per accettare una seconda possibilità e imparare ad amare dopo una perdita

RECENSIONE


Ho avuto il piacere di poter leggere in anteprima questa bellissima storia a firma di Tess Thompson, un’autrice americana che non conoscevo e che mi ha colpita sotto molti aspetti, di cui vi parlerò tra poco.

“Notte blu” è il primo libro di una serie, chiamata “Blue Mountain”, composta da cinque romanzi autoconclusivi che esce oggi in Italia, che ha per protagonisti i fratelli Lanigan di Peregrine, una cittadina dell’Idaho. Seguiranno nelle prossime settimane le storie dei personaggi presenti nei vari libri ma ogni volume della serie può essere letto a sè.


Mi sentivo intrappolata nel passato e tormentata dal futuro, e questo mi faceva sentire sola, più di quanto non mi fossi mai sentita in vita mia. Sembrava che tutti fossero andati avanti, tranne me.


Protagonista di questo libro è Blythe Heywood, una donna di quarantacinque anni che dopo che il marito ha deciso di lasciarla per una ragazza molto più giovane di lei, si ritrova a dover ricostruire la propria vita e fare i conti con sé stessa.

Non è facile superare la fine di un amore, soprattutto se a causarlo è un tradimento in un’età delicata come quella della protagonista, in cui la curva emotiva pare toccare il picco più basso.

Oltre alla desolazione della fine del suo matrimonio, la presenza di un’altra persona più giovane, contro cui probabilmente Blythe non può combattere, rende tutto più doloroso perché essa rappresenta la novità assoluta e forse quello che lei stessa non è.

Una crisi che la costringe a guardarsi allo specchio per fare un bilancio della propria vita, soffermandosi a riflettere sul tipo di percorso di vita che ha intrapreso, su quello a cui ha rinunciato per amore della famiglia, come l’amore per la fotografia. Il ritrovamento casuale di un biglietto la fa ripiombare in un passato che sembra richiamarla a qualcosa di lasciato in sospeso, un rimpianto che non le ha mai dato pace.


L’unica cosa che avessi mai fatto io fuori dall’ordinario era stata la mia breve relazione platonica di tre giorni con Finn, un mese prima del matrimonio. Avevo poi trascorso tredici anni a sentirmi in colpa, giurando che avrei rimediato al mio peccato di gioventù facendo la moglie e la mamma perfetta. Pentendomi. E cosa ci avevo guadagnato? Un marito fedifrago.


Una storia profonda e introspettiva che tratta con consapevolezza tematiche vicine a moltissime persone, come il complesso universo della famiglia, il devastante sentimento del rimpianto, capace di intrappolare le vite e cambiare il destino, che a volte può sorprendere, offrendo inaspettate seconde possibilità. Sta a noi cogliere i segni e decidere di aprire quelle porte che ormai ci sembravano precluse.


 Con un cenno del capo lui sorrise in un modo che sembrò empatico, ma ciò che gli uscì dalla bocca mi sorprese. «Un uomo che lascia una donna come te per una trentenne sta semplicemente cercando di trovare una donna più adatta alla sua “maturità”.» Sollevò il bicchiere. «Che liberazione!» Mi salirono le lacrime agli occhi. Era la cosa più carina che qualcuno mi avesse detto da molto tempo.


Quando Blythe incontra per la prima volta Kevan Lanigan non sa chi lui sia e soprattutto cosa diverrà per lei e in che modo riuscirà a modificare le sue prospettive, a cambiare la percezione della realtà. Un uomo solitario, apparentemente imperturbabile, capace di innescare quasi istantaneamente una connessione profonda con lei. Entrambi si troveranno coinvolti in un viaggio nel passato che li porterà a rivivere dolorosi ricordi, svelare verità nascoste e scoprire segreti inconfessabili. Un percorso a tratti toccante che sarà sempre più necessario affinché la speranza del futuro prenda il posto del rimpianto.

Una storia costruita da una trama romance coinvolgente e resa intrigante da tonalità che dal rosa virano pagina dopo pagina verso il giallo intenso. Ad aleggiare su tutto, un alone di mistero e magia affascinanti, che si intrecciano rendendo il racconto a volte mistico, come il volo del falco pellegrino che sovrasta gli sconfinati paesaggi dell’Idaho più selvaggio. Un luogo appassionante, che grazie al racconto di Blythe il lettore può conoscere per il colore del suo cielo, la bellezza dei suoi paesaggi, la natura che lo avvolge. Uno spazio in cui perdersi e ritrovarsi, come accade a lei, che finalmente si sente libera di essere sé stessa, senza insicurezze o ruoli da rispettare, felice di poter prendere in mano la sua vita.


L’aria dell’Idaho mi faceva sentire più audace, più coraggiosa di quanto non fossi mai stata in vita mia.


Una lettura che consiglio anche per lo stile di scrittura impeccabile proprio perché semplice, diretto ed efficace al punto da consentire al lettore di immedesimarsi benissimo con i sentimenti dei protagonisti. Dialoghi avvincenti e significative riflessioni sull’amicizia, la maternità, il senso di comunità completano le ragioni per cui leggere “Notte Blu”.


L’uomo sorrise, in viso tornarono quelle mezze lune. Per la terza volta quella sera, mi diede l’impressione di spazi aperti, del fianco di una montagna, la riva di un torrente, e poi c’era il colore dei suoi occhi, che adesso era leggermente più scuro del cielo dell’Idaho.


Avevo bisogno di leggere un libro con due protagonisti miei coetanei, in cui mi sono particolarmente ritrovata. Un’età la loro come la mia in cui fare bilanci diventa sempre più centrale a stare bene con noi stessi, per lasciarsi alle spalle il passato, vivere al meglio il presente e soprattutto dare forma al futuro, scegliendo finalmente la giusta strada per noi, senza più rimpianti e paure.

In attesa della storia successiva.

MÉNAGE PROIBITO di Lora Leigh

MÉNAGE PROIBITO di Lora Leigh

Titolo: Mènage probito 1
Autore Lora Leigh
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2012
Editore: Leggereditore

TRAMA


Ci sono donne che non arretrano di fronte ai propri limiti e osano andare incontro alle fantasie più nascoste. Per amore si è disposti a tutto, ma fin dove riuscirà a spingersi Keiley? Il suo è un matrimonio perfetto, basato sulla complicità, il rispetto, la passione. Ma c’è qualcosa che suo marito non ha mai osato dirle… Due uomini e una donna: il regno incontrastato del piacere femminile. Una fantasia allettante ma pericolosa, proibita come le parole che non osiamo confessare. Soprattutto quando si è felicemente sposati e si ha tutto ciò per cui abbiamo sempre lottato. E se fosse nostro marito a chiederci di spingerci oltre? Di attraversare porte che si aprono su un orizzonte sempre più vasto? Keiley inizia un viaggio che la porterà ad assaporare la vertigine del sesso che fa perdere i sensi e scuote l’anima. Ad accoglierla ci saranno i sentieri più sensuali del desiderio, ma anche le contraddizioni dell’amore, della possessione, e lo spettro ostile della gelosia.

RECENSIONE


Era da tanto che volevo leggere questa storia, non solo per conoscere una nuova autrice, Lora Leigh, ma anche per il grande entusiasmo con cui molte amiche di lettura mi avevano parlato di questo libro. Un ardore talmente convincente da farmi acquistare immediatamente la versione cartacea ancora prima di leggerlo, scelta che solitamente faccio quando si tratta di storie meravigliose. Ero convinta che ne valesse la pena, ovvero che questa storia mi avrebbe trascinata in una dimensione particolare, un universo da scoprire su cui sospendere i limiti del giudizio. E così effettivamente è stato, forse superando perfino le mie aspettative.

Posso dire con certezza che questo libro appassiona in ogni modo in cui possa essere appassionante un romanzo: per la trama, i protagonisti, le ambientazioni, lo stile di narrazione, la personalità dei personaggi, le emozioni provate, il messaggio che offre su alcune tematiche per niente scontate.


Se Mac avesse anche solo osato dirle quanto disperato fosse il suo desiderio di vederla tra le braccia di Jethro in quel momento, ne sarebbe stata terrorizzata.


Quanto è difficile spingersi oltre il confine di un desiderio? Quanto è complicato confessare una fantasia che può mettere al rischio l’amore della tua vita?

La risposta non è per niente semplice, perché quando ci sono di mezzo i sentimenti è impossibile ridurre la questione in poche righe.

Protagonisti di questo romanzo sono due coniugi, Mac e Kaley, sposati da pochi anni e legati da un rapporto bellissimo e profondo, in cui niente sembra poter scalfire quello che hanno costruito: lui ha deciso di cambiare vita per lei, fino a essersi lasciato alle spalle un lavoro che amava e un amico / collega, Jethro, a cui lo legava un rapporto fraterno, talmente intenso da condividere la medesima passione per un genere di rapporto sessuale, il ménage.


Mac era solito dare alle proprie amanti una soddisfazione di natura più emotiva, mentre Jethro le soddisfaceva in un senso ben più fisico. Per anni lui e Jethro si erano addestrati insieme, avevano lavorato insieme e avevano condiviso le loro donne. Finché Mac non aveva incontrato Keiley.


Si dice che l’amore non abbia nulla a che vedere con ciò che ci si aspetta di ottenere, bensì con quello che siamo in grado di offrire all’altro, ovvero tutto. Ed è così che Mac ama la sua Kaley, in modo totalizzante, assoluto, fino a rinunciare a quella che è la sua vera natura, ovvero condividere sua moglie con qualcuno, vederla perdersi nel piacere di fronte a lui.

Cosa succede se la natura che si è deciso di rinnegare per amore trova un varco nell’altro? Cosa accade se è proprio l’altro ad aprire per amore uno spiraglio su un muro creato per proteggersi e proteggere chi ci è accanto?


«Cosa è troppo, Kei? L’emozione? Il desiderio? Il fatto di scoprire che siamo ben più di quanto tu immaginassi? Lo hai sempre saputo. Se non fosse stato così, non avresti cominciato a stuzzicarmi, quando ti sei resa conto che non stavi avendo tutto da me» le disse fieramente. I suoi occhi. Se fossero stati rabbiosi, se Mac fosse stato arrabbiato, avrebbe potuto combatterlo. Ma non poteva combattere la sua gentilezza o la verità di ciò che lui le aveva fatto conoscere. Che c’era in gioco ben più di quanto avesse mai potuto immaginare. Più piacere, più desiderio, più emozione di quanto non fosse disposta a perdere.


Lora Leigh indaga con grande consapevolezza sulle dinamiche di un amore diverso, raro proprio perché condiviso, una forma perfetta di poli-amore. È noto quanto la tematica della monogamia sia spesso al centro di discussioni che riguardano la coppia, anche perché è ormai comprovato, sia da un punto di vista scientifico che antropologico, che l’essere umano di per sé non è monogamo per natura.

È pur vero che il dibattito sulla natura dell’uomo, anche dal punto di vista sessuale, è talmente denso di implicazioni personali, etiche e religiose che parlarne non è mai semplice, anzi.

L’essere umano, nonostante la profondità e l’importanza della propria radice animale, infatti non è scindibile dalla propria cultura, che varia profondamente da paese a paese. 

Ognuno di noi nasce sviluppando un certo grado di appetito sessuale, del tutto personale. Non è raro incontrare individui che provano una spinta istintiva alle unioni multiple, così come è facile incontrare persone che si sentono a disagio a confrontarsi (perfino a parlarne). Chi ha ragione? In realtà nessuno, perché non è di ragione che si parla ma di puro istinto.

Ménage proibito regala al lettore una sfida intrigante, ovvero quella di immedesimarsi nello stato d’animo dei protagonisti, per capire il loro desideri più oscuri, le loro pulsioni, cosa sentono e provano in un rapporto a tre, dove in gioco ci sono sentimenti di una bellezza travolgente.

Oltre ad un innegabile alto tasso erotico, questo libro offre tematiche profonde, che non possono lasciare indifferenti: cosa rende proibita una relazione d’amore consenziente tra più persone? Quanto la società possa erigersi a giudicare la sua accettazione o negazione? Quanto l’apparenza è in grado di nascondere verità inconfessabili? Quanto la superficie possa ingannare chi non vuole vedere oltre ciò che viene mostrato?

Una storia che scende nei meandri della mente, che scava affondo negli ambiti più oscuri del desiderio incontrando non poche difficoltà, dubbi, paure, incertezze fino a che lasciarsi andare e sentire sé stessi senza giudizio e inganno alcuno sembra l’unica via d’uscita.


«Perché Mac?» sussurrò infine. «Perché mai, in nome di dio, dovresti volere che io amassi un altro uomo?» «Perché ci completa tutti quanti» le rispose gentilmente. «Perché è l’unico modo per essere certo che non rimanga in me più alcuna parte del passato. Ed è l’unico modo che Jethro ha per concedersi completamente. E a te dà un equilibrio, una libertà che non potresti avere in nessun altro modo. 


Non vi è scena d’amore in cui non si percepisca un trasporto totale, una fiducia reciproca così sconvolgente da commuovere, una generosità profonda che annienta ogni possibile forma di gelosia.
Un amore vissuto come un percorso personale che inizia a livello introspettivo per poi incanalarsi in un viaggio a tre, dove confessare sogni, esprimere desideri, infrangere limiti, anche fisici. Un viaggio all’insegna dell’abbandono emotivo più totalizzante, un’esperienza che cambierà le vite di tutti i protagonisti.


«Qualche volta ci vogliono tre parti per fare un intero.»


Una lettura tra le più belle scoperte quest’anno.
Assolutamente imperdibile per chi voglia farsi travolgere da emozioni di rara intensità. Un libro che non si dimentica.

VERTIGO & FREE FALL di Monica Lombardi

VERTIGO & FREE FALL di Monica Lombardi

TitoloVertigo e Free Fall
Autore Monica Lombardi
Serie: GD Team
Genere: Romantic Suspense
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: gennaio 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


Vertigo:

Benjamin “Buck” Buckler è un ex capitano SAS. Nessuno ha mai parlato di un suo errore, di una sua sconfitta, eppure lui sente il bisogno di dare un taglio al passato e voltare pagina. Lo fa con un nuovo lavoro, con un nuovo team. E soprattutto con un nuovo capo, il ricco ed enigmatico David Langdon, detto GD. Quando GD scompare, Buck incontra la donna che vive con lui, la brasiliana Alex Xavier, misteriosa e pericolosamente irresistibile. E Buck si troverà di fronte a un grande dilemma: scegliere tra la lealtà e le ben più profonde ragioni del cuore.

Free Fall:

Jaime “Jet” Travis è sparito nel nulla. Nel suo appartamento deserto è rimasto solo il cellulare. Nessun messaggio, nessun segno di colluttazione, nessuna traccia. A parte una, e punta il dito contro un membro del team. Un team già ferito, che ora viene colpito al cuore. Nicole Kelly ha soffocato per anni i suoi sentimenti per Jet e ora è disposta a tutto pur di ritrovarlo e stanare il nemico che ha ordito una sanguinosa vendetta. Fra scenari esotici, labirinti informatici, vecchie ferite e amori taciuti troppo a lungo, si snoda un’altra avventura del GD Team. Perché non importa quanti siano i nemici, sono gli amici che contano. Soprattutto quando sono disposti a dare tutto per salvarti. Dopo Vertigo e Nicky, Monica Lombardi regala alle amanti del romantic suspense un nuovo incalzante capitolo della serie dedicata al GD Team.

RECENSIONE


Era tempo che volevo leggere i primi due capitoli di una serie appassionante, ovvero quella della GD Team, a firma di Monica Lombardi, autrice di indubbio spessore che ho avuto il piacere di incontrare di persona due volte, allo scorso FRI di Milano e all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino.

Una signora dai modi eleganti e gentili, di cui ho letto già due opere, Vite rubate e Fuori tempo.
Due romanzi diversi per atmosfere, ambientazioni e tematiche, che ho avuto modo di raccontare nel blog, entrambi accomunati dal talento impeccabile di una penna capace di traportare il lettore nella storia, al di là del genere narrato.

Vertigo è il primo capitolo di una serie, la GD Team, composta da 4 romanzi e 3 novelle, di cui una guida, che l’ha resa famosa a tutti gli amanti del genere romantic-suspense, che ammetto aver conosciuto proprio grazie a lei.

Oggi vi racconterò i primi due capitoli, ovvero Vertigo e Free Fall, che già dai titoli non possono non far pensare a film come 007 o Mission Impossibile, in cui adrenalina, coraggio, spionaggio, indagini sotterranee, pericoli da scampare sono gli ingredienti principali che predominano la scena.

Tutti coloro che, oltre a questa miscela esplosiva, non vogliono rinunciare al lato romantico non saranno delusi perché in entrambi i capitoli prendono forma due storie d’amore (e altre che si defilano all’orizzonte) che si intrecciano ad arte alla narrazione, rendendola godibile al 100%.

Ad aggiungere valore, un tipo di scrittura sapiente e accurato, che raccontato in terza persona coinvolge il lettore in ogni tipo di scena, da quelle dove l’azione imperversa a perdifiato, fino a quelle in cui pensieri, riflessioni, ricordi aumentano l’empatia verso i protagonisti.

A proposito, è giunto il momento di presentarli, visto che sono più di uno.

Vertigo, infatti, ha il pregio e l’onore di aprire la serie con tutti i vari protagonisti, raccontando la nascita del Team, composto da più figure.
Partiamo con David G. Landon, detto GD (alias Great David), ricco imprenditore a capo di un’azienda che produce strumenti militari, nonché ex legionario della legione straniera. Un personaggio con molte sfaccettature che non smetterà di stupire il lettore. A seguire, Benjamin Buckler, detto Buck, ex capitano dei SAS, ovvero Special Air Service, un corpo speciale dell’Esercito Britannico creato durante la Seconda guerra mondiale e che attualmente svolge funzioni di anti-terrorismo e salvataggio ostaggi, oltre a operazioni militari speciali e di ricognizione.

Un profilo umano e professionale di alto calibro, che riceve l’incarico da GD di costituire il Team per occuparsi di sicurezza, a più livelli. Un uomo dal piglio sicuro, forgiato nel mondo militare, e che fa i conti con un passato che l’ha segnato per sempre.
Ad affiancarlo, Jaime Travis, detto Jet, che, come Buck, è un ex SAS. A differenza di quest’ultimo, Jet ha un atteggiamento da bad boy: sicuro di sé, sbruffone, incurante del pericolo, amante delle belle donne e pilota multi-tasking. Un mattatore, per certi versi, che rifugge da ogni forma di prudenza ma sempre pronto a dare il massimo supporto e difendere i propri compagni.

Il suo tallone di Achille è Nicole Kelly, ex agente della CIA, che ha competenze in campo dell’intelligence. Bellissima, scaltra e molto abile a carpire la psicologia altrui, qualità che le ha fatto guadagnare il ruolo di “spia” della squadra. Brava nel suo lavoro ma incapace a comprendere fino infondo il legame che la unisce a Jet, in un infuocato intreccio di conflitti e senso di protezione, che già nel primo libro emerge con chiarezza ma di cui si approfondirà totalmente nel secondo libro. In questo primo libro, tra indagini incrociate con altre agenzie di intelligence e operazioni di spionaggio, Londra è il teatro principale che vede delineare all’orizzonte la nascita di un risveglio emotivo che vede coinvolto Buck con una misteriosa ragazza di origini brasiliane, Alex Xavier, che sarà al centro di una rete di sospetti e mistero a causa della scomparsa proprio di GD, di cui lei è compagna di vita.


Alejandra Muñez non aveva mai lasciato il Brasile. La ragazza che sei anni prima era partita da Recife insieme a lui si chiamava Alexandra Xavier e aveva non quindici ma diciotto anni. Ancora adesso, Alex si trovava sui documenti tre anni in più dei suoi ventuno. In fondo non era una truffa: gli eventi di quella notte avevano lasciato sulle spalle dell’adolescente malnutrita e passata nel tritacarne dalla vita ben più di tre anni rispetto ai suoi effettivi.


Il legame che unisce GD a Alex è molto profondo. Nonostante la differenza di età, ad unirli principalmente, oltre l’indiscutibile affinità mentale e fisica, un forte senso di protezione da parte di lui e una toccante gratitudine da parte di lei. Una relazione che prende sempre più forma e significato durante la narrazione, in cui si alternano al racconto flashback che delineano con nitidezza i contorni di ciò che li ha resi così uniti.


Lui l’aveva rimessa in piedi, in senso letterale e figurato. Col passar del tempo le aveva insegnato a difendersi e, soprattutto, ad avere di nuovo fiducia in qualcuno. Le aveva regalato una nuova vita e non se ne era mai pentito.


Eppure, questa ragazza così misteriosa, dagli occhi profondi e magnetici, sarà la prima ad essere indiziata della scomparsa del compagno David, innescando in Buck un conflittuale groviglio emotivo, che lo porterà a diffidare di lei pur sentendosene inesorabilmente attratto fino a temere di cadere vittima di un sortilegio da cui sarà difficile stare lontano.


Fu quando tornò nell’atrio pochi minuti dopo che Buck la vide. Era ferma a metà della scalinata, il viso leggermente reclinato in direzione di una delle guardie. Indossava un abito lungo nero con inserti arancio che le lasciava la schiena completamente nuda Era immobile come un quadro, mille volte più bella di quella Maja rivista e corretta davanti alla quale si era trovato poco prima, e sembrò contagiare tutta la sala con quell’immobilità.


Un’attrazione istantanea foriera di tempesta, che genererà un saliscendi di situazioni che metteranno a repentaglio tutte le sue certezze, nonché le vite degli stessi membri del Team, che per lui rappresenta la sua famiglia.

Uno dei temi principali di questa storia è, infatti, il forte sentimento di amicizia che lega i vari personaggi, così diversi l’uno dall’altro per attitudini e personalità ma tutti accomunati da un bellissimo senso di appartenenza che li fa essere l’uno il riferimento dell’altro.


In quei cinque anni Buck e Digger erano diventati come fratelli, per lui, e Nicky una specie di sorella. Una specie. Se avesse continuato a ripeterselo avrebbe finito per crederci.


A dare voce a questi pensieri Jet, che già nel primo libro si farà conoscere al lettore per essere l’anima più spericolata di tutta la squadra, e che sarà protagonista del secondo capitolo della serie, Free Fall.


Jet sapeva che si sarebbe fatto male, con Nicole Kelly, ma questo non l’avrebbe fermato, perché c’era brivido anche in quella terribile, bellissima, spaventosa caduta.


Caduta libera, letteralmente, come a rimarcare quello che il lettore vivrà insieme ai protagonisti del romanzo, trasportando il lettore in giro per l’Europa fino in Medio Oriente, per incastrarsi tra i sontuosi e luccicanti grattacieli di Dubai, sulle tracce di un passato che sembra volere il suo riscatto.
Durante il racconto si avvicendano ricordi di scenari di guerra che hanno coinvolto proprio lui, Jaime Travis, quando era ancora in servizio come SAS a combattere in Afghanistan.
Quando improvvisamente Jet scompare, a mettersi in prima linea per il suo ritrovamento è proprio Nicky, legatissima a lui da un rapporto a cui entrambi faticano a dare un nome, forse perché quando di mezzo iniziano a insinuarsi innegabili quanto infuocati sentimenti che oltrepassano il concetto di pura amicizia, la prima reazione è quella di paralizzarsi dalla paura di rovinare tutto.


Nicole Kelly era forse l’unica donna che Jet cercava di non trascinare tra le lenzuola, ma questo non gli impediva di fare il macho-man con lei. In ogni occasione possibile.


Il ritrovamento di Jaime diventa un puzzle che ricomporre sembra a tratti impossibile, e ogni membro della squadra non mancherà di schierare le proprie qualità investigative, a partire da
Ariel Levy, conosciuto come Digger, genio informatico, ex Mossad, «l’uomo che tutte le agenzie di intelligence vorrebbero avere tra e proprie fila» a cui si affiancheranno Wolf e Megan, altri due collaboratori esterni che non risparmieranno nessuna mossa per ritrovare il compagno svanito nel nulla.
Le ricerche si ampliano ad ampio spettro, fino a richiedere il coinvolgimento di altri personaggi come Michelle Duprè, appartenente alla UKS:


«La UKS per cui lavora Michelle esiste, eccome. Vista la nazionalità del JSF, il caso Velázquez è stato seguito da loro da subito. Noi diamo una mano qui a Londra.» UKS, United Kingdom States? «Che nome del cazzo» commentò Jet.


Due romanzi che potrebbero essere le sceneggiature di film di azione da grande schermo in cui ironia, adrenalina, salvataggi, incontri clandestini, fughe e ritrovamenti si mischiano a dovere con quel giusto tocco romance che piace sempre e che si consolida strada facendo, solo a patto di affidarsi l’uno all’altro.

La fiducia è infatti alla base di ciò che lega ogni membro della squadra, condizione essenziale a salvare e salvarsi.


«Sei tu che devi dirmi che cosa vuoi, Nicky. Se, mi vuoi. Se mi vuoi davvero. Senza classe, senza soldi, per come mi hai visto e mi conosci. Infrazione dei limiti di velocità e battute stupide comprese. Non sono speciale, non sono…» Lasciò la frase in sospeso, alzando le spalle. Ora fu lei, a sorridere. Non era speciale, diceva. No, Jet era unico.


Un serie imperdibile che conferma la passione e la bravura di Monica Lombardi per «il genere cinematografico e televisivo spionistico, veloce e adrenalinico, che mi diverte moltissimo.» (cit.)

E cosa c’è di meglio che divertirsi a fare qualcosa che poi riesce a meraviglia?
Complimenti.

IO SONO PERSEFONE di Daniele Coluzzi

IO SONO PERSEFONE di Daniele Coluzzi

Titolo: Io sono Persefone
Autore: Daniele Coluzzi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Mitologico, retelling
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Maggio 2022
Editore: Rizzoli

TRAMA


Il destino di Core, giovane dea, è già stato scritto: regnerà sulla natura, assicurando terreno fertile e raccolti abbondanti. E, soprattutto, non si innamorerà mai, rimanendo casta per sempre. È ciò che sua madre, Demetra, ha deciso per lei e che Core ha sempre creduto di desiderare. Ma il fato è imprevedibile, anche per una divinità dell’Olimpo. Durante una passeggiata tra i campi ai piedi dell’Etna, Core viene rapita: Ade, il sovrano degli Inferi ha scelto proprio lei come sua regina. Improvvisamente, la giovane dea si trova sola in un mondo tenebroso e sconosciuto, popolato da anime defunte e divinità mostruose: gli Inferi sono la sua nuova casa, e Persefone il suo nuovo nome. Fuggire, il suo unico obiettivo. Ma gli opposti esistono solo nella nostra mente, o almeno è ciò di cui vuole convincerla l’oscuro signore degli Inferi. Nel regno della morte le certezze di Core, dea della vita e della fertilità, cominciano a vacillare. Tocca soltanto a lei, ora, scrivere il proprio destino e scegliere: a quale mondo appartiene davvero? Persefone è una protagonista senza tempo, alla ricerca, come tutti noi, della propria voce, in un viaggio nelle profondità degli Inferi e dell’animo umano.

RECENSIONE


Persefone è uno dei miei miti preferiti, ho letto diversi retelling e questo è sicuramente uno dei migliori. “Io sono Persefone”, già il titolo in sé racchiude tutta la caparbietà di una Dea che non si accontenta di essere una Dea Minore, ma vuole essere riconosciuta per le sue doti e la sua importanza assieme alla madre Demetra come Dea dei campi e del raccolto.

Tutto scorre tranquillamente fino a quando Core viene rapita da Ade, tenebroso Dio degli inferi. Ed ecco il punto di svolta: la ragazza viene strappata ad un tepore familiare che probabilmente non rivedrà mai più. Pensiamo al dramma di questa giovane ragazza: rapita, lontana dalla famiglia e dalle amiche, sprofondata nel buio infernale senza la minima possibilità di fuga. Come ci sentiremmo noi al suo posto? Disperate, e la disperazione è ciò che sente il lettore, come Core.

Ma lo stato d’animo della giovane Dea, ora Persefone, cambia quando si rende conto di poter portare un po’ di luce nel regno dei morti, di poter amministrare la giustizia più saggiamente rispetto ad Ade. Il rapimento di Core da parte di Ade non è un semplice rapimento, è un mezzo perché il destino si compia.Core diventerà Persefone, regina degli inferi, e darà vita al ciclo delle stagioni grazie al compromesso ottenuto da sua madre: sei mesi sulla terra, sei mesi nell’Oltretomba.


Non temere l’arrivo dell’inverno, mia dolce contadina.  Ora devo andare, ma presto tornerò sulla Terra per voi. E in dono vi porterò una nuova primavera”.


Lo stesso Ade si rende conto di essere stato uno strumento del Fato, di aver sentito le frecce di Eros trafiggergli il cuore per poi innamorarsi di Core. L’autore ha saputo dare una dignità alla figura di Core, descritta sempre e solo come una fanciulla rapita da un mostro. Core è anche Persefone, è luce e buio, vita e morte, è il giorno dopo la notte e  la notte dopo il giorno, è colei che fa crescere le spighe di grano e colei che amministra la giustizia nell’ oltretomba.

Questo bellissimo retelling permette al lettore di immergersi in un’atmosfera particolare, con creature umane e divine, con una descrizione molto vivida e quasi dantesca degli inferi e dei Campi Elisi.

Come donna e come lettrice mi sono immedesimata tantissimo in Persefone, giovane ragazza alla ricerca della propria identità e del proprio posto nel mondo. Come Persefone mi sono spesso sentita inadeguata, per poi scoprire invece di essere assolutamente capace di svolgere determinati compiti e di poter dimostrare il mio valore.

Io sono Persefone è anche l’allegoria del delicato passaggio fra l’adolescenza e l’età adulta, è un  mito eterno visto sotto un’altra luce.