FIORI DI TARASSACO di Barbara Morini

FIORI DI TARASSACO di Barbara Morini

Titolo: Fiori di tarassaco
Autore: Barbara Morini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 3 luglio 2022
Editore: Words Edizioni

TRAMA


โ€œCโ€™era una volta, in un paese lontano dove faceva sempre caldo, una creatura minuscola dalle sembianze di bambina che viveva dentro a un fiore. Una notte, il vento venne e scosse quel fiore, dal quale si staccรฒ un petalo. La piccola vi rimase dentro e, cullata dal vento, viaggiรฒ per tutta la notte coperta da una goccia di rugiada e finรฌ per adagiarsi in un prato, in un giardino coperto di brina, che apparteneva a un insetto grande e scuro, con la corazza rigida.โ€

Se questa fosse una favola, si sarebbero conosciuti cosรฌ Enea Fabbri e la piccola Malai. Nella realtร , zio e nipote si trovano invece a fare i conti con una tragedia che scuote le loro vite dalle fondamenta. Accolta in casa da Enea, alla piccola Malai non manca davvero nulla se non lโ€™affetto e il calore di una vera famiglia. Sรฌ, perchรฉ Enea Fabbri non รจ tipo da provare sentimenti per chicchessia, e di certo non farร  eccezione per quella bimba venuta da lontano. Ma se allโ€™improvviso arrivasse nelle loro vite un raggio di sole โ€“ magari in carne e ossa โ€“ che riuscisse a toccare i loro cuori, spronandoli a costruire insieme nuovi ricordi e a tracciare un nuovo percorso condiviso?

RECENSIONE


Sai perchรฉ parlo sempre? Perchรฉ mi spaventa il rumore dei miei pensieri.


Cara Barbara Morini sai perchรฉ leggo sempre?

Per lo stesso motivo sopra citato.

Ed รจ durante questa ricerca di tacitare i pensieri succede che ci siano libri che mi chiamano forte e altri che mi chiamano sussurrando, ma a fine lettura se sono fortunata capita che ho fatto bene a rispondere alla chiamata.

Questo รจ uno di quei casi in cui sono stata molto fortunata per quanto l’ ho adorato.

Prima mi ha sussurrato di guardare bene la copertina, perchรฉ io ai fiori di tarassaco non so resistere, li amo e mi ci identifico.

Poi mi ha parlato piรน a voce alta con una sinossi intrigante che incuriosisce senza dire molto.

Infine mi ha catturata completamente, rapita dalle sue pagine.

Fiori di tarassaco รจ un libro di quelli che riscaldano il cuore senza retorica o eccessive dosi di zucchero, tuttโ€™altro, ho trovato una profonditร  che stupisce, commuove e fa rifiorire.

Barbara Morini ci regala dei personaggi anticonvenzionali ma altresรฌ normali nelle loro difficoltร , che con la loro particolaritร  riescono a regalarci una storia fatta di ordine e disordine, solitudine e voglia di stare insieme, desiderio di mostrarsi e di nascondersi.

Tutto e il contrario di tutto, che se si รจ in grado di accogliere, possono tranquillamente coesistere.

Enea, Malai ed Elsa, cosรฌ originali nel panorama del genere da restare impressi, saranno impegnati senza saperlo nel difficile compito di diventare una famiglia.

Un nucleo cosรฌ decisivo e impattante nella nostra formazione e poi nella costruzione della nostra vita adulta, ognuna diversa, ognuna complicata, ma che dovrebbe sempre avere le fondamenta nella capacitร  di accogliere.


ยซNon ho trovato nessuno in grado di accogliere i miei limiti.ยป Accogliere, non accettare. Perchรฉ, in fondo, in una relazione uno si dona e la controparte lo accoglie. Quale bellezza in tale dichiarazione.


Un passaggio significativo, accogliere non equivale ad accettare.

Che puรฒ risultare ancora piรน complicato nel caso dei protagonisti, ognuno con il proprio bagaglio di diversitร  che lโ€™autrice mette sotto una lente in modo cosรฌ spontaneo e delicato da lasciare incantati, tanto che il lettore non le percepisce come tali ma come un valore aggiunto.

Perchรฉ questo sono, visti attraverso le parole dellโ€™autrice.

Ed รจ il percorso del processo di accoglimento delle rispettive diversitร  che lei ci racconta attraverso gli occhi di una bambina dolce e sagace come solo i bambini sanno essere:


Osservรฒ la nipote superarlo dirigendosi verso lโ€™auto e non riuscรฌ a esimersi dal pensare che nei bambini si celavano misteri e veritร  distribuiti in parti uguali. Ovvero, era un mistero come riuscissero a dispensare pensieri cosรฌ limpidi, logici e inconfutabili.


Malai ha bisogno di una nuova famiglia elemento che non rientra proprio nei piani dello zio a cui viene affidata.

Enea รจ tutto tranne che accogliente, prigioniero di riti e azioni che lo fanno stare in equilibrio, un equilibrio solitario perรฒ.

Come citato nellโ€™estratto i bambini possono dove molti non riescono: Malai รจ ben consapevole nonostante la giovane etร  che la vita รจ fatta di pieghe e alcune non รจ facile stirarle.


ยซE non si fa toccare, lo sai? Non gli piace. Sรฌ formano le pieghe. Hai presente? Cosรฌ.ยป E come dimostrazione le fece vedere la maglietta spiegazzata sotto al giubbetto. ยซMa non si possono togliere le pieghe. Si formano, e si riformano. Come si fa a stare senza pieghe? Tu lo sai? Perchรฉ a me piacerebbe tanto dare un bacio a Enea, per dirgli grazie punto si fa cosรฌ, no? Si bacia e si dice grazie.ยป


Pieghe come quelle di Enea che lo hanno allontanato dagli affetti familiari o come quelle di Elsa che con quegli affetti si trova sempre in conflitto nel tentativo costante di essere accolta da essi per quello che รจ.

Sarร  Elsa a mediare, a farsi strumento di accoglimento, a limare e aggiustare dove occorre fino a diventare inconsapevolmente il collante di due esistenze solitarie ora destinate ad incontrarsi come quelle di Enea e Malai.

Tutto in questo lavoro di Barbara Morini affascina, dalla cura dei dettagli che saltano allโ€™occhio del lettore in piccole fotografie come le mani oneste di Enea, in fiori che sembrano piccoli soli, in disegni che raccontano piรน di come possano farlo le parole o nellโ€™immagine del legno verde, alla fantasia di cui รจ impregnata la trama, dal taglio dei capitoli, brevi ma con un titolo esplicativo, ai personaggi secondari che meriterebbero una storia tutta per loro.

Il richiamo alla fiaba รจ ben presente, nella struttura, nello stile, a volte anche nei dialoghi e trova massima espressione nellโ€™analogia con i fiori di tarassaco che compaiono piรน volte nelle vicende a pacificare le tensioni, i dolori e le difficoltร .

Per chi non lo sapesse tarassaco deriva dal nome greco Tarakรจ ( scompiglio, squilibrio ) e akรฒs ( rimedio), un fiore semplice ma capace di lenire, di trasformarsi, simbolo di libertร .

Quando si trasforma nel cosiddetto soffione e ne facciamo volare i semi stiamo facendo unโ€™azione che forse ha anche significati diversi, un po’ come le parole che troviamo nei libri: queste sono state come i semi del soffione, fatti di delicatezza, di tepore e di poesia, soffiati dalle pagine fino al cuore del lettore.

WAITING di Daniel Di Benedetto

WAITING di Daniel Di Benedetto

Titolo: Waiting
Autore: Daniel Di Benedetto
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 24 maggio 2017
Editore: Dark Zone

TRAMA


Tutti siamo in perenne attesa.

Qualcosa che potrebbe accadere. Qualcuno che deve arrivare o partire, magari per sempre.

Una vecchia panchina di legno, allโ€™ombra della grande quercia in un parco comunale, รจ il palcoscenico delle storie che si muovono capitolo dopo capitolo.

Un susseguirsi di personaggi che si incontrano, si sfiorano, si sfuggono, rappresentano le varie fasi della vita e le diverse sfumature dellโ€™attesa.

Una storia dallโ€™andamento circolare, che si svolge nellโ€™arco temporale di una settimana e che vede il suo inizio e la sua fine tratteggiati dagli stessi occhi innocenti, quelli di una bambina in attesa del ritorno del padre.

Un sorriso, una carezza, unโ€™assenza, un dolore. Cโ€™รจ spazio per ogni emozione, seduti giorno dopo giorno su quella panchina.

Oggi verso il domani, semplicemente aspettandoโ€ฆ

RECENSIONE


Era questione di poco tempo, ormai. La notte sarebbe finita presto, lasciando il posto a una nuova alba di vita. Bisognava soltanto saper aspettare.


Lโ€™attesa, definizione del tempo trascorso ad aspettare.

Ma aspettare cosa?

Ce ne sarebbe da fare un elenco lunghissimo di tutto ciรฒ che si puรฒ aspettare: eventi, persone, successi, emozioniโ€ฆ a volte anche inconsapevolmente.

Per non parlare di tutte le connotazioni che puรฒ avere lโ€™attesa.

Spesso si dice che lโ€™attesa di un evento lieto, che porta felicitร  รจ quasi piรน bello di quando lโ€™evento di realizza, cosรฌ come a volte lโ€™attesa invece di un avvenimento che in qualche modo ci spaventa o ci preoccupa รจ piรน snervante di quando poi il momento passa.

Vi รจ mai capitato di concepire lโ€™attesa cosรฌ?

Le sfumature che Daniel Di Benedetto รจ riuscito a dare al concetto di WAITING sono ancora piรน numerose.

Trattasi infatti di un libro composto da varie storie di attesa e il fulcro attorno alla quale esse ruotano รจ la panchina presente nella cover, la prima cosa che mi ha attirata di questo libro.

La mia curiositร  รจ stata subito attratta infatti da questa foto in bianco e nero con questa panchina vuota, forse lei la vera protagonista del romanzo, marchiata da intagli e ricordi di amori vecchi e nuovi, testimone silenziosa di vite con tutto il loro bagaglio di gioie e dolori.

Una panchina che diventa stazione di passaggio per alcuni e angolo privato per altri.

Uno spazio che in qualche modo appartiene ai personaggi del romanzo in quanto luogo di ritrovo, luogo di osservazione, luogo di memorie e in un modo o nellโ€™altro anche di attesa.


Ma lei, Lara, rinfrescandosi allโ€™ombra di quella panchina cosรฌ piena di scritte e di vita vissuta a istanti da altri prima di lei, come sempre aveva deciso di accettare la sfida. E di rimanere in attesa.


Abbiamo tutti un luogo che abbiamo sentito nostro, capace di trasmetterci benessere, accoglierci e testimoniare che mentre esso รจ rimasto sempre uguale noi invece siamo cambiati.


Del resto, quella era diventata giorno dopo giorno non soltanto una semplice panchina semi abbandonata su cui sedersi e riposarsi, ma un vero e proprio piccolo e personale rifugio dove raccogliere i pensieri e tutte le avventure al confine labile tra realtร  e fantasia che una bambina di quasi sette anni poteva immaginare.


La struttura del libro รจ semplice ma intrigante, una serie di capitoli che potrebbero sembrare racconti.

Tutti con protagonisti differenti ma uniti a quelli del capitolo precedente.

Incontrato lโ€™autore al salone del libro di Torino a maggio mi ha raccontato con molta naturalezza ma anche in modo intimo il contenuto del libro ed รจ stato capace di catturare subito il mio interesse.

Elemento che mi ha fatta capitolare il fatto che la panchina in questione รจ in effetti una panchina esistente e che rappresenta per lโ€™autore un ricordo dellโ€™infanzia, un oggetto che non dovrebbe avere anima in quanto tale ma che invece diventa un pezzo di vita, una costante nel flusso dellโ€™esistenza.

Con uno stile fluido, perfettamente giocato tra realismo e poesia, Daniel Di Benedetto mi ha aperto una finestra dalla quale osservare senza voyeurismo nรฉ giudizio frammenti delle vite dei personaggi che diventano mezzo per sorridere, per incuriosirsi, per pensare e calarsi nei panni di altri.

Cosa avremmo detto ad unโ€™amica ritrovata, come avremmo reagito al tradimento, che figlio sono stato, che genitore sarรฒ, potrebbe succedere anche a me?

Per alcuni lettori saranno domande da porsi, per altri riflessioni sulla propria condotta.

Fatto sta che ogni pagina suscita qualcosa che, per restare nel tema dellโ€™attesa, non ti aspetti.

Per me รจ stato cosรฌ, leggere senza capire subito di chi si parla, prendersi il tempo di conoscere con calma il personaggio del capitolo, osservare ed ascoltare come fossi seduta anche io sulla panchina in attesa di comprendere cosa succederร .

A volte con commozione altre con amarezza ma ad ogni pagina sempre e comunque con curiositร .

Credo che questo sia uno di quei libri che vanno letti la prima volta e poi ripresi.

Non solo perchรฉ ci sarร  sempre qualche particolare che alla precedente lettura ci รจ sfuggito ma anche perchรฉ รจ di quelli che tra le parole nasconde dei messaggi sulla natura umana, la complessitร  delle relazioni, il peso delle scelte, che avranno per chi legge un significato sempre diverso a seconda del momento.

Un libro che consiglio se si ha voglia di parole che accarezzano, magari leggendo mentre siamo seduti su una panchina di un parco, inconsapevoli che su quella stessa panchina si sono seduti e si siederanno storie diverse o uguali alla nostra.


COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti

COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti

Titolo: Come vento cucito alla terra
Autore: Ilaria Tuti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa storica
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 giugno 2022
Editore: Longanesi

TRAMA


Le mie mani non tremano mai. Sono una chirurga, ma alle donne non รจ consentito operare. Men che meno a me: madre ma non moglie, sono di origine italiana e pago anche il prezzo dellโ€™indecisione della mia terra natia in questa guerra che giร  miete vite su vite.

Quando una notte ricevo una visita inattesa, comprendo di non rispondere soltanto a me stessa. Il destino di mia figlia, e forse delle ambizioni di tante altre donne, dipende anche da me. Flora e Louisa sono medici, e piรน di chiunque altro hanno il coraggio e lโ€™immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione e uguaglianza oltre ogni confine.

Lโ€™invito che mi rivolgono รจ un sortilegio, e come tutti i sortilegi รจ fatto anche dโ€™ombra. Partire con loro per aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne รจ unโ€™impresa folle e necessaria. รˆ per me unโ€™autentica trasformazione, ma ogni trasformazione porta con sรฉ almeno un tradimento. Di noi stessi, di chi ci ama, di cosa siamo chiamati a essere.

A Parigi, lontana dalla mia bambina, osteggiata dal senso comune, spesso respinta con diffidenza dagli stessi soldati che mi impegno a curare, guardo di nuovo le mie mani. Non tremano, ma io, dentro di me, sono vento.ยป

Questa รจ la storia dimenticata delle prime donne chirurgo, una manciata di pioniere a cui era preclusa la pratica in sala operatoria, che decisero di aprire in Francia un ospedale di guerra completamente gestito da loro. Ma รจ anche la storia dei soldati feriti e rimasti invalidi, che varcarono la soglia di quel mondo femminile convinti di non avere speranza e invece vi trovarono unโ€™occasione di riabilitazione e riscatto.

Ci sono vicende incredibili, rimaste nascoste nelle pieghe del tempo. Sono soprattutto storie di donne. Ilaria Tuti riporta alla luce la straordinaria ed epica impresa di due di loro.

RECENSIONE


Potrei iniziare questa recensione riferendomi alla tematiche che spesso si ritrovano nei romanzi ad ambientazione storica e cioรจ la difficile condizione della donna nel IX secolo, le lotte che sono state portate avanti per il riconoscimento di diritti fondamentali, tanto piรน in unโ€™epoca sanguinosa come quella del primo conflitto mondiale.

Certamente tutti questi temi sono presenti e trattati impeccabilmente dallโ€™autrice, per usare una terminologia che credo lei apprezzerebbe, sono intessuti perfettamente nella trama che ha costruito.

Penso perรฒ che questo libro sia riuscito ad avvalersi degli argomenti su citati per raccontare in realtร  unโ€™esperienza che va molto al di lร  di queste specifiche tematiche o per meglio dire, che le ha utilizzate per raccontare qualcosa che puรฒ applicarsi anche a molti altri ambiti e che non conosce epoca, nรฉ differenza tra uomini e donne di ieri e di oggi.

Questa secondo me infatti รจ una storia sul cambiamento e sulla speranza, uno imprescindibile dallโ€™altra.

Sรฌ puรฒ affrontare una metamorfosi senza la speranza che ci porti a una condizione migliore?

Il cambiamento di cui racconta Ilaria Tuti รจ un concetto ampio, che non si riferisce solo alla delicata e quanto piรน precaria condizione delle prime donne chirurgo protagoniste del romanzo, impegnate nella professione medica in un ambiente ostile e conservatore, ma abbraccia anche gli altri personaggi e molti aspetti delle loro esistenze.

Trovare il proprio posto nel mondo senza dover rinunciare alla propria identitร .

Non รจ semplice nemmeno oggi.


La societร  in cui viviamo non ama il cambiamento, nรฉ la diversitร , e queste donne possono testimoniarlo. Non รจ forse il vostro cammino simile al loro? Si chiama emancipazione. Significa affrancarsi da pregiudizi e catene, significa essere liberi.


Sono molti i processi di cambiamento che avvengono allโ€™interno del romanzo: le donne protagoniste intraprendono una salita impervia per arrivare a conquistare il posto che desiderano avere nella societร , una salita durante la quale lasceranno delle parti di sรจ per acquisirne altre nuove.

La stessa Cate la protagonista alla fine del libro non รจ piรน la stessa donna che parte con le dottoresse alla volta della Francia per lavorare in un ospedale gestito interamente da donne, come accadrร  agli uomini tornati dal fronte.

Tutti loro, tra cui Alexander lโ€™altro protagonista, dovranno affrontare molte trasformazioni che richiederanno di mettere tutto in discussione, una rivoluzione interiore e non solo, volta a scardinare convinzioni e ideologie radicate nelle coscienze, e che richiederanno grande coraggio e forza per essere sovvertititi.

Padri, figli, amici, uomini e donne che si incontreranno e si scontreranno nel delicato processo del cambiamento, investiti dall’inevitabile scossone che ha origine quando il vecchio deve lasciare posto al nuovo.


Ci hanno chiamato โ€™nuove donneโ€™. Ora vogliono capire che tipo di โ€™nuovi uominiโ€™ tentiamo di forgiare qua dentro.ยป


Ilaria Tuti racconta le metamorfosi che affrontano i personaggi del libro con assoluto realismo, utilizzando parole concrete ma dal grande potere espressivo, non cโ€™รจ leggerezza dove non puรฒ essercene ma senza pesantezza, c’รจ intensitร  a tratti dominante a tratti velata, c’รจ riflessione : si possono toccare le emozioni di un’epoca lontana ma non poi cosรฌ tanto purtroppo, come quella in cui รจ in corso la guerra.

Si possono sentire la paura, lo smarrimento, la fatica nell’affrontare un processo lento, difficile, doloroso che spesso richiede un prezzo da pagare.

Un concetto con cui mi trovo pienamente dโ€™accordo ben espresso in passaggi come questo:


Ogni trasformazione portava con sรฉ almeno un tradimento. Di aspettative, di speranze, di promesse, di legami.


Se da un lato la trasformazione รจ sacrificio, perchรฉ bisogna tradire i se stessi di prima per permetterle di compiersi, nello stesso tempo perรฒ รจ alimentata dalla speranza: Ilaria Tuti bilancia perfettamente gli aspetti piรน difficili con quelli positivi, quella spinta verso il futuro, il desiderio di migliorare, la speranza appunto, che รจ il motore che spinge i protagonisti a non desistere, a ricominciare ogni volta che si deve farlo.

Quella che aiuta a sopravvivere allโ€™orrore della guerra dove lโ€™umanitร  sembra perduta, sepolta sotto le macerie fumanti dei bombardamenti in mezzo ai quali trova perรฒ sempre modo di resistere, nella bellissima immagine dei papaveri rossi, che colpiscono lโ€™occhio giร  in copertina, nella sfumatura di quel rosso acceso che brilla in mezzo alla distruzione.

Tra i diversi richiami alla natura che fa lโ€™autrice spiccano sicuramente quelli legati al titolo che rappresentano i due giovani protagonisti delle vicende.

Il riferimento al vento e alla terra sono calzanti nel rappresentare il temperamento di entrambi: un moto interiore sempre irrequieto il vento che anima la dottoressa, la soliditร  della terra in Alexander.

Ho apprezzato in particolare lo stile di questa talentuosa autrice mia conterranea, che mi verrebbe da definire affinato, senza la “r”: a ogni pagine si sale di livello, proprio come se da una riga all’altra lo stile si affinasse, elegante ma non pomposo, coerente con l’epoca, lieve e leggero a tratti, intenso e struggente nella giusta misura.

Molto ben delineata anche lโ€™abilitร  di costruire lโ€™intreccio su un’ossatura in cui includere molti personaggi storici, realmente esistiti.

Tra i tanti messaggi di cui lโ€™autrice fa messaggere le sue pagine quello che ho piรน apprezzato รจ sicuramente quello della fratellanza.

Che diventa sorellanza nel caso di queste audaci donne che si sono fatte pioniere in unโ€™epoca quanto mai oscura.


Andrew, Cecil, Oliver, Samuel e Alexander in unโ€™altra vita non si sarebbero mai incontrati, probabilmente, nรฉ riconosciuti come pari, ma nelle difficoltร  erano diventati fratelli.


Penso che il combustibile che mantiene accesa la speranza del cambiamento risieda soprattutto in questo concetto.

Sarร  sempre arduo comprendere come lโ€™essere umano possa essere capace di annientarsi reciprocamente tanto quanto รจ in grado di sostenersi e cooperare per sopravvivere.

Probabilmente perchรฉ ogni medaglia ha due facce e nello stesso modo lโ€™umanitร  ha due lati.

Questa autrice ha indagato entrambi con maestria, attraverso un racconto che ti tiene incollato alle pagine, in un susseguirsi di parole che hanno avuto il potere di fendere lโ€™animo del lettore come il vento piรน impetuoso e nello stesso tempo essere luogo fertile in cui far attecchire messaggi di speranza e di amore, come la terra piรน solida.

Chapeu. 


IL SAPORE DELLE PAROLE INASPETTATE di Giulia Zorat

IL SAPORE DELLE PAROLE INASPETTATE di Giulia Zorat

Titolo: Il sapore delle parole inaspettate
Autore: Giulia Zorat
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 14 maggio 2020
Editore: IoScrittore

TRAMA


Mordere un sogno, strappare un sorriso, asciugare una lacrima. Cinque anime, cinque esistenze si perdono e si ritrovano dietro la porta di una minuscola patisserie ai margini di Parigi; Jacques e Josephine, capaci di impastare le loro vite con sapiente delicatezza, necessari l’una all’altro come ingredienti di un dolce mai finito. Irene, il cui sguardo racconta la capacitร  di equilibrare sbagli antichi e nuove possibilitร ; Enea il suo piccolo tesoro, dieci anni di poesia leggera, diretta e invincibile come l’infanzia. Infine Franรงois, che trova il coraggio di scrollarsi di dosso il gelo che gli opprime l’esistenza e abbracciare l’amore, come si fa in una notte di festa, d’inverno. Intorno a tutto Parigi, che sa essere scura e accogliente, come un mot du chocolat, un dolce al cui interno si trovano esattamente le parole che avevamo bisogno di sentire

RECENSIONE


Che le parole abbiano un peso ed unโ€™ importanza a seconda di come vengono utilizzate รจ un fatto assodato, ma se cโ€™รจ un aspetto che forse รจ ancora piรน rilevante รจ il potere che possono avere soprattutto a seconda del momento in cui giungono a noi.

Nessun sapore, nemmeno quello della pietanza piรน buona puรฒ eguagliare quello di parole che giungono nel momento perfetto, e cioรจ quando non te le aspetti ma sono esattamente quelle che ti servivano in quel preciso momento, lโ€™unico giusto per assaporarle.

Una telefonata per dire a qualcuno che gli vogliamo bene, un messaggio di un amico che vuole farti un saluto nonostante gli impegni, un buongiorno da uno sconosciuto che incroci sulla strada e la giornata puรฒ svoltare, lโ€™umore puรฒ cambiare, alcune domande possono trovare risposta, un pensiero o unโ€™idea, una nuova consapevolezza prendono forma nella mente ma anche nel cuore.

Sono questi infatti i luoghi in cui le parole attecchiscono, in entrambi i sensi sia chiaro, per fare del bene e perรฒ anche per fare del male, diventando veicolo di emozioni la cui intensitร  รจ ancora maggiore se giungono inattese.

Una cosa che fanno anche i libri se ci pensate, quando in mezzo a tante troviamo quelle perfette per lo stato dโ€™animo del momento, quelle che parlano di noi, quelle che rispondono alle nostre domande in sospeso.

Giulia Zorat ne fa un uso ammirevole, per stile, profonditร , dolcezza e veritร .

Raccontando attraverso cinque personaggi diversi la nascita, la vita e la morte.

Tre fasi della vita di tutti, come tre sono le parti in cui รจ suddiviso il romanzo, e tre come le componenti del titolo della rubrica di un giornale parigino da cui tutto avrร  origine e termine.

รˆ stata una lettura sorprendentemente ricca di riflessioni, soprattutto in relazione alla solitudine che secondo me รจ il fulcro dellโ€™intera vicenda ma che viene espressa e raccontata in modo diverso.

Avete mai pensato a quanti modi ci sono per sentirsi soli?

Molti e differenti come siamo noi e le nostre vite e forse per questo โ€œIl sapore delle parole inaspettateโ€ mi ha attirata, inconsapevole forziere di pensieri sulle sensazioni che ci accompagnano durante quei momenti dellโ€™esistenza in cui la solitudine ci rende immobili.

A modo loro tutti i personaggi del libro si trovano in una condizione di immobilismo, in un guscio in cui sono protetti ma incompleti, smarriti.

Jacques che non ricorda piรน come si fa a esistere da soli, Irene che si รจ fermata ai suoi ventโ€™anni e non conosce il gusto di vivere veramente, Enea che soffre per unโ€™assenza importante, Francois un quarantenne in crisi esistenziale.

Questโ€™ultimo potrebbe infastidire per lโ€™apatia che dimostra, quasi esistesse e basta anzichรฉ vivere, insoddisfatto allโ€™ennesima potenza, consumato dalle domande a cui non sa dare risposte, colmo di rimpianti ma incapace di spostarsi dal rimuginare su di essi.

E invece ha suscitato in me unโ€™immediata e spontanea empatia confermandosi il mio personaggio preferito, perchรฉ si sveste di fronte al lettore mettendo a nudo fragilitร  e incapacitร  che tutti abbiamo e che pochi sono disposti ad ammettere persino con sรฉ stessi.

Attraverso le elucubrazioni mentali di Francois Giulia Zorat ci permette di osservare dal di fuori quei rimpianti, quelle occasioni mancate e quel senso di fallimento che prima o poi tutti proviamo almeno una volta nella vita e riconoscerli perchรฉ provati su di sรฉ.


Ho imparato che bisogna sapere ascoltare gli altri e arrendersi al fatto che qualche volta bisogna lasciarsi guidare da chi รจ piรน esperto, perchรฉ la cosa piรน importante che ho imparato รจ che non si viene al mondo per stare da soli con se stessi.


Sullo sfondo di una cittร  che puรฒ accentuare questa condizione se non si รจ capaci di trovare un appiglio, un luogo che sia un rifugio.

Parigi รจ cosรฌ come la descrive lโ€™autrice:


รˆ una cittร  dove non sei mai da sola, eppure ti ci senti e allora diventa fondamentale avere un legame per sopravvivere qui, uno di quei legami primordiali che nascono in un posto lontano molto simile a quello da cui proviene la vita e ti accompagnano ovunque. Un legame intimo e imprescindibile, costruito sulla gestualitร  e sugli sguardi in una cittร  in cui non servono parole, perchรฉ tutto intorno fa giร  troppo rumore.


Ed รจ in questa cacofonia di rumori, prodotti di vite, situazioni e persone che si sfiorano o che incrociano il loro cammino, che la piccola pasticceria di Irene diventa questo appiglio, questo luogo in cui dare per un poโ€™ una spallata a quella sensazione di solitudine e inadeguatezza ma soprattutto dove inaspettatamente si trovano anche molte risposte attraverso parole di cioccolato.

Una pasticceria che non รจ solo un luogo ma uno spazio in cui anime diverse si incontrano, nato dallโ€™amore tra Jacques e Josephine ma che poi diventa il salvagente di molti altri personaggi.

Ognuno dei quali rappresenta una stagione della vita con le fragilitร  e le pene che si porta dietro, ma sono fragilitร  di cui avere cura, preziose perchรฉ fanno di noi ciรฒ che siamo e perchรฉ costituiscono spesso le parti belle del nostro essere.


Le cose belle sono fragili, รจ la regola. Non fai in tempo ad abituartici che svaniscono.


Giulia Zorat ci regala un libro che รจ un misto di dolcezza e amarezza, di sogni attesi e altri disillusi, di domande a cui ognuno di noi cerca una risposta diversa perchรฉ possa considerarsi corretta.

Proprio come le parole quelle dette, scritte, pensate quando meno ce lo aspettiamo ma che incredibilmente giungono proprio quando ne avevamo piรน bisogno.

Le stesse che in alcuni pomeriggi di aprile poco primaverili mi ha regalato questo libro, permettendomi di condividere le riflessioni di Francois, i timori di Irene, e vedere attraverso gli occhi del piccolo Enea.

E di cui inconsapevolmente avevo bisogno proprio in quel momento, sebbene non potessi saperlo prima di giungere allโ€™ultima pagina letta.

Perchรฉ รจ proprio cosรฌ che fanno le parole importanti, quelle capaci di aprire o chiudere porte, accendere unโ€™ idea, regalare unโ€™ emozione: arrivano inaspettate proprio quando non le stai cercando.


LA PARTE SINISTRA di Laura Vegliamore

LA PARTE SINISTRA di Laura Vegliamore

Titolo: La parte sinistra
Autore: Laura Vegliamore
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 12 maggio 2022
Editore: Words Edizioni

TRAMA


รˆ uno scambio di persone a determinare lโ€™incontro tra Leonardo e Nina. Un fraintendimento, unโ€™istintiva rabbia, poi lโ€™inaspettata connessione. E dalla mente di Leonardo, ecco che Nina proprio non riesce andare via.

Inizia cosรฌ il loro rapporto, che si regge su una superficie precaria, al di sotto della quale fluttuano omissioni e dolori, cuori che battono piรน forte di quello che vorrebbero, ma che, comunque, non riescono a smettere di farlo. Da un lato cโ€™รจ Leonardo, che ama e che ha paura, che vuole andare avanti e liberarsi di ciรฒ che lo tiene ancorato a rabbia e rancore. E dallโ€™altro cโ€™รจ Nina, che avanti cโ€™รจ giร , che รจ cresciuta per forza.

Qualcosa di puro, qualcosa di estremamente delicato li unisce. E il pericolo che proprio la paura di farlo crollare possa alla fine mandarlo in frantumi, aleggia sulle teste di entrambi.

RECENSIONE


In questo nuovo romanzo di Laura Vegliamore c’รจ un vasto ventaglio di sentimenti scandagliati, ma tra tutti predomina il senso di colpa, motivo per cui durante la lettura mi sono soffermata spesso a pensare a quale sarebbe la parola che indica il contrario del concetto di colpa?

Il perdono.


Colpa tua, colpa mia. E di Adriano. Colpa. Colpa colpa colpa. Se la ripeti tante volte nel cervello la parola scompare, diventa altro. Torna estranea e innocua. Dura poco, perรฒ. Poi torna a battermi dentro. E mi fa malissimo, come sempre. Colpa colpa colpa.


Questa รจ infatti una storia di colpa e perdono, temi pregnanti giร  in โ€œNovembreโ€ primo libro dellโ€™autrice di cui โ€œLa parte sinistraโ€ รจ lo spin off, ma sviscerati stavolta in modo diverso.

Perchรฉ diversi sono i loro protagonisti, i gemelli Adriano e Leonardo che dovranno districare le loro esistenze proprio dalle spire di un sentimento bruciante come il senso di colpa e di uno molto difficile da mettere in pratica come il perdono.

รˆ attraverso la figura di Leonardo che lโ€™autrice esplora sentimenti poco nobili ma umanissimi quali rancore, paura, egoismo, rimpianto, colpa appunto, che accomunano molti dei personaggi che gravitano nellโ€™orbita del protagonista.

Dicevo che la Vegliamore esplora questo sentimento opprimente e divorante in modo diverso perchรฉ, se nel libro precedente il senso di colpa di Adriano lo consumava fino quasi a farlo implodere, al contrario in Leonardo  esplode attraverso la sua ironia forzata, lโ€™irascibilitร , lโ€™impulsivitร , la tristezza, tutti sintomi di una sofferenza dalle origini antiche trattenuta a fatica.


Spesso la mattina dopo รจ tutto piรน attutito, riesco a spogliarmi di rabbia, rancore e di quel piccolissimo senso di tristezza, la nostalgia gelata di lei e il senso devastante di inadeguatezza di fronte a tutto quello che si รจ trascinata via.


Laura Vegliamore racconta con onestร  una genitorialitร  difficile sia nel bene che nel male allontanandosi da ogni stereotipo e comunicando il messaggio che i genitori sono essere umani, quindi imperfetti anche nellโ€™adempiere a questo delicato compito.


ยซIo non ne sapevo niente, su come si vuole bene ai figli. Ci ho sempre provato, ma era difficile, alcuni giorni insormontabile.ยป


Lโ€™autrice tratteggia personaggi tramite i quali mostra tanti modi differenti di essere madre e padre, accomunati perรฒ tutti dalla fatica, dalla paura, a volte dallโ€™egoismo.

Il manifesto di questo romanzo รจ la consapevolezza che crescere i figli รจ un compito impervio, non ci sono manuali da seguire, si puรฒ fare molto bene ma anche molto male, certo รจ che le conseguenze restano dentro per tutta la vita.

Tanto che alla soglia dei trentโ€™anni, come succede a Leonardo, ancora restano quel senso di inadeguatezza e di rifiuto che non danno pace, che nella mente del protagonista assumono forma di cicatrici e unโ€™andatura zoppicante ma che nella sostanza sono il frutto di  unโ€™infanzia che ad un certo punto รจ cambiata drasticamente.

Come liberarsene?

O meglio come conviverci senza farsene schiacciare?

Attraverso il perdono, che banalmente รจ lโ€™unico rimedio ma รจ anche un processo doloroso, difficile, lungo e faticoso, che nella trama trova compimento grazie anche allโ€™incontro con Nina e Clio.


ยซSo che forse un giorno si sentirร  vuota. Spero che quando accadrร  ci sarร  tanto altro a riempirla.ยป Lo spero anchโ€™io, Nina. Glielo auguro. ยซNon lo riempirร  mai del tutto, quel vuoto. Ma imparerร  a guardarlo senza farsi inghiottire.ยป


Due personaggi in cui lโ€™autrice investe tutta la speranza del futuro in netta contrapposizione al dolore del passato che tiene in ostaggio Leonardo.

A stemperare i toni piรน tristi della vicenda ci pensa il revival di canzoni anni ’80 , lโ€™utilizzo di parole sconosciute alla lingua italiana e lโ€™adorazione per un famoso super eroe: ne esce cosรฌ unโ€™altalena tra sorrisi e dramma della giusta misura, non si cade troppo in basso e non si sale troppo in alto.

La scrittura della Vegliamore รจ incisiva soprattutto nello sviscerare le emozioni, rendendo tangibile la sensazione di apnea emotiva che vivono i gemelli in quanto figli abbandonati, alla quale riesce ad alternare passaggi di grande trasporto affettivo.

Non solo di tipo amoroso ma anche familiare: un padre come Mauro, unโ€™amica come Claudia e un rapporto tra fratelli come quello tra Leonardo e Adriano lo vorremmo tutti, pur con le loro difficoltร .

Quelle difficoltร  che ogni relazione umana include dovendo fare i conti con le debolezze, le mancanze, gli errori, i difetti di ognuno di noi, i quali se volessimo dare loro una collocazione spaziale, potrebbero essere condensati nella nostra parte sinistra.

Visibile o no, spiccata o meno, tutti ne abbiamo una, la vera impresa non รจ nasconderla ma farci la pace.


LA PICCOLA PARIGI di Massimiliano Alberti

LA PICCOLA PARIGI di Massimiliano Alberti

Titolo: La piccola Parigi
Autore: Massimiliano Alberti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 19 novembre 2020
Editore: Infinito Edizioni

TRAMA


Un omaggio a una delle tante perle che, nel corso della storia, la regina della Senna ha “nascosto” nei sobborghi di molte metropoli europee. Vicoli stretti, costruzioni basse e rustiche. Proprio come a Montmartre, nel grembo della bella e unica Trieste tante piccole case sorgono accatastate una vicina all’altra, in un’area che ricorda lo spirito Bohรฉmien ma senza le notti del Moulin Rouge o de Le Chat Noir. Niente Cancan. Storie di sola gente e di gente sola, in questo luogo. Talvolta di andate e di ritorni. Di calzini appesi accanto al fuoco e di corti umide. Storia d’amore e d’amicizia. Di Lorenzo e di Marie Jeanne. Del matto Willy Boy e dei suoi “pen pen” urlati al cielo. Di Tullio e di Christian. Di gatto Benny e gatta Maria. Della Dea Incantatrice e Assassina: la Brown Sugar. Storia di mamma Rosalia. Di una carta da gioco appiccicata su di un muro in una viuzza nascosta. E di un rione ormai dimenticato fra nuovi e sovrastanti palazzi. Benvenuti nella Piccola Parigi. “Non state sognando, esiste realmente…!”. (Brigitte Bardot) Parte dei diritti d’autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti in beneficienza a “Il Gattile” di Trieste.

RECENSIONE


Sono nato e cresciuto in quella cittร  allโ€™estremo nord- est dello Stivale, dove per piรน di cinque secoli sventolรฒ la bandiera degli Asburgo e, per ben tre volte, il tricolore francese. E fu proprio nella terza e ultima occupazione della Grande Armรฉe che vennero edificate delle piccole case accatastate spalla contro spalla. Una ristretta lingua di terra che da valle risale una collina.


Trieste, una cittร  variegata e vivace, come tutte le cittร  di mare, crocevia di culture che si mescolano da secoli (non sempre pacificamente) e che proprio in virtรน di questa peculiaritร  nasconde al suo interno tesori insospettabili come โ€œLa piccola Parigiโ€.

Perchรฉ intitolare il libro proprio a questa particolare zona di Trieste lo racconta Massimiliano Alberti in questo suo secondo lavoro e lo fa con maestria.

Questo รจ il caso in cui lโ€™ambientazione รจ molto di piรน che un semplice luogo, non รจ solo uno spazio fisico in cui far scorrere la storia, ma รจ la storia stessa.

Perchรฉ i luoghi a volte non sono solo posti, ma sono radici da cui dipende il futuro sviluppo della pianta da cui traggono nutrimento.

Cosรฌ come dice lโ€™autore non si possono scegliere le famiglie da cui nascere, gli amici dellโ€™infanzia e in questa ottica nemmeno il luogo in cui venire al mondo.


E non basta sfuggire ai pregiudizi della propria cittร  o dellโ€™intera provincia o persino del Paese, ma รจ inevitabile confrontarsi ancheโ€“ anzi, innanzituttoโ€“ con quelli del quartiere in cui si รจ nati, di cui in qualche modo si รจ figli.


Volenti o nolenti siamo figli della nostra realtร  e questo romanzo lo racconta con una leggerezza capace perรฒ di andare in profonditร , con unโ€™ironia elegante e con una prosa originale, semplice ma non banale capace di rievocare il periodo legato alla giovinezza di chiunque sia stato bambino negli anni 80.


Cosรฌ, giusto per assaporare lโ€™odore di corti e viuzze umide, tolgo il velo da un quadro ben diverso dalla romantica definizione di vecchio borgo: gradini scoscesi, malte decadenti, un albero secolare graziato dal Comune e biancheria intima appesa su spaghi sfilacciati trainati da carrucole cinguettanti.


Sembra proprio di vederlo questo scorcio di una cittร  ricca di storia come Trieste, di cui ammetto con un poโ€™ di vergogna, non conoscevo lโ€™esistenza pur abitando a pochi chilometri da essa.

Un quadro che non ha nulla di poetico ma che suscita comunque unโ€™emozione dinanzi allโ€™ immagine di un quartiere povero, come ce ne sono in ogni cittร , teatro di scorribande tra ragazzi prima e della salita intrapresa per diventare adulti dopo.

All’interno di questo dipinto si dipanano infatti vicende capaci di portare in superficie sensazioni che dimorano nei corridoi della memoria, quella che riporta allโ€™infanzia e allโ€™adolescenza, ricordi frammentati di una stagione che non cโ€™รจ piรน ma che se proviamo ad unire come puntini, creano unโ€™ immaginaria porta, quella che una volta varcata consacra il difficile ingresso nellโ€™etร  adulta.

Sono Lorenzo, Tullio e Christian ad accompagnarci a conoscere la piccola Parigi, un quartiere della cittร  sul mare costituito da casette colorate risalenti alla dominazione francese e che per questo riportano struttura e caratteristiche dellโ€™architettura parigina, che sarร  il teatro del consolidarsi delle prime amicizie importanti, dei primi tormenti amorosi, della nascita dei sogni e lโ€™incontro con i fallimenti, la presa di consapevolezza di sรฉ attraverso i propri successi, ma soprattutto attraverso gli insuccessi.

Un borgo antico in cui case ed esistenze stanno in piedi in modo precario, oppure la cui facciata curata e abbellita cela in realtร  al proprio interno stanze povere di amore, arredate da sporcizia e solitudine.

Ma in cui dimorano anche affetti e sogni da realizzare, alleanze e progetti futuri.

Questo libro รจ un piccolo mondo da scoprire, dove lโ€™esistenza umana con tutte le sue contraddizioni e complessitร  viene raccontata con toni poetici, dal sapore nostalgico, ma aderenti alla realtร , in cui un oggetto riparato, una carta da gioco, le mura di un vecchio manicomio e una coperta sporca raccontano delle esistenze dei protagonisti e nello stesso tempo anche di noi, anche piรน delle parole.

Credo che tutti possediamo degli oggetti che per noi hanno  un significato speciale , evocativi di un ricordo, di un affetto, di un periodo.

Cosรฌ accade anche nel libro, dove cosรฌ come per i protagonisti determinati oggetti assumono un significato molto piรน importante del loro mero utilizzo, cosรฌ restano impressi nella memoria del lettore che riesce a sentire come questi siano testimoni di momenti importanti, simbolo di un passaggio, un cambiamento, unโ€™ evoluzione o una presa di coscienza e lโ€™autore riesce cosรฌ a darvi unโ€™anima.

Se gli oggetti costituiscono una sorta di traccia, un sassolino lasciato lungo il cammino della vita dei personaggi cโ€™รจ perรฒ anche un altro elemento che si interseca con le vicende narrate, legate tra loro da un filo rosso : lโ€™amore per i gatti.

Gli amici felini sono i coprotagonisti di questo libro, creature solitarie ma capaci di amare, indipendenti a volte approfittatrici, con grande capacitร  di adattamento e sovente un sano menefreghismo, il cui affetto va conquistato e meritato.

Un elemento che ad un attento osservatore si evince giร  dalla copertina, bellissima: mi ha colpito istantaneamente capace di instillare curiositร  e un poโ€™ del fascino della Parigi degli artisti.

Una nota di merito rivolto allโ€™autore รจ quello di aver dato anche una piccola voce al tema delle malattie mentali, una realtร  spesso trascurata di cui nel mio territorio si possono ancora toccare i resti, come quelli del vecchio manicomio citato nel libro e di cui Trieste simboleggia la rivoluzione.

รˆ vero che non tutto si puรฒ aggiustare?

Lascio ai lettori la risposta che deciderร  di darsi al termine della lettura, che per me รจ la migliore di questo inizio anno.

Un libro che racconta il faticoso e complicato processo che si chiama crescere:  Lorenzo รจ il ritratto perfetto di come ancor piรน delle vittorie siano in realtร  le difficoltร  che incontriamo e le cadute che facciamo a essere determinanti nella nostra formazione.

Un insegnamento che prima o poi la vita dร  ad ognuno di noi.


Cosรฌ, oltre ai convenzionali saluti, aggiunsi in fondo un sincero ti voglio bene. Dopotutto, pensai, era dalle sconfitte che avevo imparato a vivere.


L’ANIMA NERA DI UN LORD di Estelle Hunt

L’ANIMA NERA DI UN LORD di Estelle Hunt

Titolo: L’anima nera di un lord
Autore: Estelle Hunt
Serie: Autoconclusivo
Genere: Historical romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 3 marzo 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


Carter Castlereagh รจ il piรน celebre libertino della sua generazione.
Raffinato edonista, colleziona amanti con la stessa disinvoltura con cui lancia nuove mode, ma dietro un volto scolpito e occhi di ossidiana, nasconde un terrificante segreto.
Insofferente alle regole, non si cura della reputazione compromessa, nรฉ di quanto lo disprezzi il Visconte suo padre, poichรฉ non รจ destinato al titolo e alle responsabilitร  del rango.
Juliana Conway รจ conosciuta come la Baronessa.
Rimasta vedova in giovane etร , con la morte dellโ€™anziano marito ha ereditato, oltre a un cospicuo patrimonio, una mole di maldicenze tale da renderla invisa al ton. Si mostra al mondo indossando una maschera di frivolezza e superficialitร , dietro la quale nasconde numerose ferite. Avendo sempre a cuore la propria dignitร , ha giurato di restare libera per il resto della vita.
Ciรฒ nonostante, per entrambi, le nozze restano lโ€™unica soluzione ai problemi familiari e alle insistenti pressioni sociali. Cosรฌ i due, pur detestandosi, decidono di unire i loro destini in un matrimonio di facciata, convinti di poter condurre esistenze autonome. La convivenza forzata, perรฒ, mostrerร  lati inediti dei loro caratteri e molte sorprese: perchรฉ quando due anime cosรฌ profondamente provate e infelici si incontrano, nulla potrร  mai tornare a essere come prima.
Mentre Carter, tenacemente convinto di non possedere piรน un cuore, non esiterร  a spezzare quello di Juliana, pur di allontanarla da sรฉ, i segreti che entrambi avevano gelosamente custodito verranno alla luce. A quel punto, Carter e Juliana impareranno a fidarsi lโ€™uno dellโ€™altra o le ombre del passato li allontaneranno per sempre?

RECENSIONE


La malvagitร , la depravazione, la dissolutezza sono giร  scritte dentro di noi, impresse nel nostro animo come il DNA? Oppure ne veniamo contagiati, sono conseguenza di un apprendimento dovuto al contesto, allโ€™ambiente che plasma il nostro essere come fanno le mani con lโ€™argilla ? 

Nel retaggio infantile in cui siamo cresciuti le fiabe avevano una distinzione molto netta e chiara tra buono e cattivo, protagonista e antagonista, la principessa fragile che ha bisogno del principe per essere salvata. 

Lungi da me demolire fiabe che si sono tramandate per generazioni di bambini, fortunatamente la realtร  non รจ cosรฌ elementare. 

Non ci sono esclusivamente il bianco ed il nero, ma una moltitudine di colori e di loro sfumature che fanno sรฌ non si possa fare una distinzione cosรฌ netta e semplicistica dellโ€™animo umano (tranne che in alcune eccezioni) tra buono e cattivo. 

Ecco perchรฉ in termini semplicistici potremmo dire che ne โ€œLโ€™anima nera di un lordโ€, terzo volume della serie degli Amori vittoriani, il protagonista รจ un โ€œcattivoโ€ giร  conosciuto nei precedenti volumi e che proprio in quelle narrazioni ne assumeva tutte le caratteristiche. 

Arrogante, sarcastico, machiavellico, meschino, depravato non smentisce queste sue caratteristiche nemmeno nel libro a lui dedicato ma siamo proprio sicuri che queste ne facciano automaticamente un personaggio negativo?  

Se lโ€™analizziamo in modo piรน approfondito io dico di no, Carter  Castlereagh non รจ un personaggio negativo, รจ un personaggio che fa cose negative, una differenza sostanziale. 

Sicuramente in questa storia a lui dedicata Estelle Hunt fornisce una prospettiva piรน ampia e articolata della psicologia di questo personaggio che nasconde sotto maniere signorili, un aspetto sensuale e una lingua affilata un abisso dellโ€™anima. 


Dietro i gesti manierosi, le occhiate languide e la parlata pigra, si nascondeva un animo scaltro e vigile, allenato a ferire.  


Lโ€™aspetto piรน interessante di cui lโ€™autrice ha ammantato questo personaggio รจ sicuramente secondo me lโ€™ambiguitร . 


Lui assomigliava a un libro scritto con una grafia complicata, in una lingua incomprensibile che blindava le intenzioni. 


Non cโ€™รจ niente di chiaro nel suo modo di fare, di pensare, di comportarsi, nemmeno quando agisce per ferire, complottare o manipolare, una peculiaritร  che avevo scorto giร  nei precedenti romanzi. 

Questo accade quando si รจ protagonista di una storia di segreti. 

Questa lo รจ senzโ€™altro, un incalzante susseguirsi di supposizioni ed intuizioni volte a far carpire anche a noi durante la lettura cosa si nasconde sotto gli abiti eleganti ed unโ€™anima apparentemente nera come quella che cita il titolo. 

In questo frangente secondo me la scelta di affiancare ad un personaggio di questo tipo una protagonista altrettanto imperscrutabile e ammantata di mistero รจ stata vincente. 

Complice uno stile di scrittura che se possibile ho trovato ancora piรน maturo, raffinato ed evocativo, unโ€™alternanza di flashback durante la narrazione che porta il lettore a tentare di comprendere gli antefatti e tiene vivo il senso di curiositร , credo che in questo terzo romanzo lโ€™autrice non solo confermi la sua grande capacitร  espressiva nel genere storico in particolare, ma che sia ulteriormente cresciuta non solo dal punto di vista stilistico. 

Estelle Hunt ci propone una protagonista femminile che non assolve al ruolo di salvatrice in quanto giovane, pura e innocente, al contrario Juliana, proprio perchรฉ anche lei ne รจ stata toccata, รจ una donna ferita, disincantata e consapevole non solo della malvagitร  che si annida nel mondo ma anche e soprattutto di quella che si annida nellโ€™animo di Carter. 


La temeva, temeva sua moglie, perchรฉ in lei aveva scorto qualcosa che la rendeva troppo simile a lui: una profonda oscuritร . 


Come giร  ci aveva abituate nelle sue storie precedenti questa autrice non rende facile la vita nรฉ ai suoi personaggi nรฉ alle sue lettrici che soffrono insieme a loro per arrivare a giungere infine ad un senso di compiutezza. 

In questa storia in particolare niente รจ semplice soprattutto per la protagonista femminile, che si trova a dover barattere la propria libertร  per senso del dovere, ma a guardare piรน in profonditร  per non soccombere ad un sistema sociale in cui la donna come individuo non esisteva se non come appendice di un uomo. 


ยซNon potevo oppormi al mio matrimonio, non ho potuto farlo per il tuo. Siamo donne, Juliana.ยป ยซOggi siamo donne libere.ยป Barbara scosse lentamente la testa. ยซNon rammenti cosa ti ho appena detto? La libertร  รจ unโ€™illusione. Sei scappata dallโ€™Inghilterra e vi hai fatto ritorno perchรฉ un uomo ha promesso di riabilitartiยป sospirรฒ. 


Solo chi si riconosce puรฒ capirsi sebbene ciรฒ non significa che sia altrettanto semplice accettarsi: questo infatti non รจ un romanzo la cui tematica che emerge รจ la redenzione, ma รจ l’accettazione, di sรจ stessi in primo luogo.

Ed ecco infatti che Carter e Juliana sono due facce della stessa medaglia ma con una differenza : il primo si lascia sopraffare dal dolore e dal peccato, Juliana sceglie di trarne forza. 

E di solito il piรน forte รจ colui che riesce a trarre in salvo chi รจ piรน debole. 

La riflessione finale รจ che quello che ci accade non per forza deve definirci, luce e oscuritร  in definitiva coesistono in ognuno, tutto sta nel decidere quale delle due far prevalere. 


ยซLe ombre si allungano laddove esiste la luce. Lโ€™una non puรฒ vivere senza lโ€™altra. Cโ€™รจ luce in te, Carter. Permettile di manifestarsi.ยป 


LEGGERA COME LEI di Valentina Macchiarulo

LEGGERA COME LEI di Valentina Macchiarulo

Titolo: Leggera come lei
Autore: Valentina Macchiarulo
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 28 aprile 2017
Editore: Youcanprint

TRAMA


โ€œLeggera come leiโ€ parte da un oggetto che ogni donna possiede e da qui, da questo semplice oggetto e da quel che ne contiene, lโ€™autrice riesce a sviscerare una disamina personale, senza dubbio, ma che abbraccia lโ€™esperienza e il vissuto delle donne in generale. Chi piรน, chi meno, tutti โ€“ leggendo questo libro โ€“ possono rivedere un poโ€™ di se stesse.

RECENSIONE


Leggera come lei non รจ un libro da leggere tutto dโ€™un fiato, ma va scoperto e fatto proprio lentamente, un pezzetto alla volta, perchรฉ talmente denso di emozioni, riflessioni e ricordi, che non si possono assorbire tutti in una volta, necessitano di un tempo lento e misurato per esserne testimoni e poterli lasciare sedimentare.

Una lettura che paragono allโ€™ammirare un tramonto oppure un panorama: ci si deve prendere il tempo di osservarlo e vivere la bellezza della contemplazione, cogliendo le sensazioni che provoca, solo poi nel caso fermarlo con una fotografia.

In questo senso per โ€œfermareโ€ le sensazioni e i pensieri che la scrittura di questa autrice ha evocato, la mia fotografia รจ stata sottolineare molti passaggi armata di matita e righello.

Quando dico molti intendo veramente tanti, come non mi accade spesso se non con quei libri che sembrano parlare non solo a me, ma anche di me.

Un flusso di coscienza, un monologo interiore, un torrente di emozioniโ€ฆqualsiasi definizione si voglia dargli, questo libro รจ un viaggio profondo a tratti poetico e molto introspettivo dentro alla vita dellโ€™autrice.


La scrittura รจ un poโ€™ come un accappatoio, basta slacciare la corda per restare nudi.

Basta osservarla tra le righe per vedere molto di piรน di noi.


Valentina Macchiarulo si รจ messa molto piรน che a nudo, ha aperto la porta non tanto ai fatti della sua esistenza ma al suo vissuto interiore, fatto di insicurezze, sogni, gioie e dolori, paure e consapevolezze, conquiste e fallimenti.

E nello stesso tempo questa porta รจ diventata specchio, a cui guardare per vedere attraverso il riflesso di lei anche noi stesse: figlie, sorelle, amiche, ragazze, donne, mogli e madri; รจ stato immediato, forse perchรฉ anime affini, ritrovarsi nel ritratto di questa scrittrice e nelle emozioni che ne sono state la conseguenza, affiorate da questo specchio fatto di parole.

Un viaggio le cui tappe sono oggetti di uso comune che perdono la consistenza materiale per diventare simboli di un momento di vita, di un ricordo, di un sentimento.


Ogni oggetto, ha dato un concetto, unโ€™esperienza, un ricordo che resta segnale di una strada che ho percorso, per arrivare ad essere io, comunque io!


Lo stile di questa autrice รจ di una qualitร  rara, raffinato ma non rindondante, profondo senza essere retorico, fluido nonostante la corpositร .

Mi ha sorpresa e conquistata, con una prosa a cui mi sono affacciata come spettatrice con un senso di rispetto e delicatezza, come quando si maneggia qualcosa di fragile ma prezioso, perchรฉ mi ha consentito di poter vedere allโ€™interno di uno spazio molto intimo come solo puรฒ essere il racconto di una vita visto con gli occhi dellโ€™anima.


Quando si scrive dellโ€™anima, si va cosรฌ nel profondo che, hai bisogno di una penna blu, come il mare, per affrontare la risalita.


Intimo ma in un certo senso anche familiare, in cui ho ritrovato molto di me stessa, come le insicurezze che si attorcigliano come unโ€™edera attorno al nostro essere, la paura della solitudine, i sogni coltivati e spiati da una fessura del cassetto in cui sono riposti e la forza e il coraggio che ci vogliono a farli uscire.

Lโ€™accoglienza, la sinceritร , la coerenza, la riservatezza, il senso della famiglia, il valore dellโ€™amicizia, la presa di consapevolezza che deriva dalle esperienze e dagli insegnamenti che ne traiamo.

Un elenco lungo, importante, ricco, in queste pagine Valentina Macchiarulo ha saputo condensare la sua essenza di essere umano.

A questo elenco non aggiungo anche quello degli oggetti che lโ€™autrice utilizza quali veicolo dei suoi pensieri piรน intimi e veri, a cui corrisponde un capitolo del libro.

รˆ una scoperta che lascio volentieri al lettore, perchรฉ possa fare questo viaggio insieme a lei e ritrovare cosรฌ il senso delle cose non in quanto oggetti ma in quanto esperienze.


Ho capito che la cultura il non giudicare prima di sapere, lo stare dietro oppure dentro le cose e, non al di sopra, il conoscere il peso delle parole, si acquisiscono solo con il viaggio. Il viaggio silenzioso dellโ€™ascolto. Il viaggio introspettivo della coscienza. Quello variegato delle societร  e, soprattutto, con il viaggio intelligente della libertร !


Ecco invito il lettore a fare di questa lettura questo tipo di ascolto, quello della coscienza, attraverso parole che hanno un peso, come sempre dovrebbe essere, e che osserviamo scorrere sulle pagine non solo con gli occhi, ma soprattutto con la mente.

A riprova del fatto che la leggerezza a volte puรฒ contenere elementi di un certo peso.


CHI ME L’HA FATTA IN TESTA? di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch

CHI ME L’HA FATTA IN TESTA? di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch

Titolo: Chi me l’ha fatta in testa?
Autore: Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch (illustratore)
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 3 anni
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 24
Data di pubblicazione: 1 settembre 2016
Editore: Salani Editore

TRAMA

Una terribile catastrofe piomba sulla piccola Talpa in una tranquilla serata di primavera: รจ marrone e a forma di salsiccia – ma non รจ una salsiccia – e la cosa peggiore รจ che le รจ caduta esattamente in testa! Ma chi รจ il colpevole? Per stanarlo la nostra Talpa dovrร  svolgere approfondite, puzzolenti indagini…

RECENSIONE


<<Ma che schifo!>> esclamรฒ la piccola Talpa. << Chi รจ che me l’ha fatta in testa?>>

(Miope com’era, non poteva scoprirlo da sola.)


Lโ€™atmosfera un poโ€™ scherzosa del carnevale mi ha fatto propendere per proporre un piccolo classico della letteratura per lโ€™infanzia che รจ molto conosciuto tra i piccoli lettori.

“Chi me lโ€™ha fatta in testa?” tratta un un tema interessantissimo per i piccini, affascinati da un naturale processo biologico che fino a qualche tempo prima hanno espletato nel pannolino, e anche per i piรน grandicelli che non resistono durante la lettura dal farsi grasse risate.

La povera talpa protagonista, appena messa fuori la testa dalla propria tana incorre in un incidente veramente molto fastidioso, lo stesso che potrebbe capitare a noi umani appena usciti di casa se il cielo fosse sorvolato da uccelli.

Solo che mentre per noi sarebbe impossibile individuare il colpevole qui la talpa non si arrende, diventa investigatrice e si appresta a cercare il colpevole di aver evacuato sulla sua testa.

Perchรฉ unโ€™indagine sia svolta con attenzione si sa, bisogna raccogliere con dovizia molti particolari ed รจ cosรฌ che il testo propone illustrazioni, descrizioni minuziose corredate persino di suoni onomatopeici su molteplici e differenti tipi di escrementi che producono animali diversi i quali cercano di discolparsi fornendo prova concreta del come la fanno.

Non lasciatevi disturbare dalla particolaritร  dellโ€™argomento, perchรฉ se per un momento provate a leggere il testo con unโ€™attenzione quasi scientifica e con la leggerezza che accompagna lโ€™infanzia vi scoprirete a sorridere per la geniale semplicitร  con cui viene affrontato questo argomento.

Un argomento che a volte si ritiene ancora tabรน o poco elegante, che invece va affrontato con i bambini con assoluta serenitร  e che รจ capace di provocare molta ilaritร  se usato con intelligenza, come in questo caso.

Dal sorriso passerete al ridere di gusto anche voi in un susseguirsi di pagine dove la vera protagonista ebbene sรฌ, รจ la cacca, per giungere, in un clima di attesa e curiositร , ad un divertente finale.

Questo piccolo albo che per le caratteristiche tecniche si presta molto alla lettura animata da parte di un adulto, non stanca mai, รจ spassoso e come venne definito al tempo del suo successo si puรฒ veramente definire โ€œla rivincita colta dellโ€™escrementoโ€ a riprova del fatto che si puรฒ parlare di tutto se lo si fa con classe.


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