VYNNYKI BAZAR di Massimiliano Alberti

VYNNYKI BAZAR di Massimiliano Alberti

Titolo: Vynnyki Bazar
Autore: Massimiliano Alberti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2022
Editore: Infinito Edizioni

TRAMA


Il Vynnykivskyi bazar รจ uno dei dodici mercati di Leopoli. Qui Oleh trascorre la sua infanzia aiutando i genitori al banco di frutta e verdura di famiglia. Fra quelle baracche di legno crescono anche Arseniy, Carpa e Mariya. Diventato adulto, Arseniy fa di tutto per imbarcarsi su una nave il cui equipaggio รจ dedito alla difesa dei cetacei attorno alle isole Fรฆr ร˜er. Mariya supera lโ€™esame per una borsa di studio che la porta a trasferirsi a Trieste. Se la massima aspirazione di Carpa รจ continuare a lavorare al bazar, per Oleh invece lasciare quelle mura diventa una sfida con se stesso fino a rendersi conto che l’unica via dโ€™uscita รจ di darsi da fare sui libri. Ma il 24 febbraio 2022 la Russia invade lโ€™Ucraina e qualcosa per loro e per la storia cambia per sempre.

RECENSIONE


รˆ nel mese di dicembre che ho avuto lโ€™occasione di assistere alla presentazione del terzo libro di Massimiliano Alberti che riesce sempre a vestire i suoi lavori con copertine particolari che catturano immediatamente la mia curiositร .ย 

Un titolo altrettanto insolito che subito fa immaginare unโ€™ambientazione lontana, chissร  se solo nello spazio o anche nel tempo mi sono chiesta. 

La lettura poi mi ha portata a considerare che il Vynnyki Bazar lo รจ in entrambi i casi.ย 

Un luogo e un tempo che diventano palcoscenico su cui mettere in scena un tema caro a questo autore e cioรจ la difficoltร  di crescere e da cui il lettore trae unโ€™ implicita riflessione: vivere richiede una certa dose di coraggio.ย 

Massimiliano Alberti con il garbo e la malinconica dolcezza che caratterizzano le sue narrazioni, racconta anche lโ€™altra faccia della medaglia e cioรจ che avere coraggio implica avere anche paura. 

La paura di crescere, di cambiare, di restare indietro, di non farcela. 

Emozioni contrastanti, che incalzano soprattutto durante il passaggio allโ€™etร  adulta, di cui lโ€™autore ci narra attraverso le vicende del giovane Oleh e dei suoi amici tutti cresciuti nel contesto del Vynnyki Bazar, uno dei tanti mercati di Leopoli in Ucraina. 

Ragazzi che si trovano a sperimentare ognuno a modo proprio il difficile compito di diventare grandi e in qualche modo affrancarsi da unโ€™esistenza fatta di contorni spesso ruvidi. 

Come รจ solito fare, questo autore racconta in particolare i turbamenti, le domande, i dubbi e le ribellioni dellโ€™adolescenza, con una capacitร  narrativa che ha un sapore familiare e che mi fa sempre tornare indietro nel tempo, con un misto di nostalgia. 

Oleh, Arsiny, Marya e Carpa sembrano avere un destino giร  segnato come puรฒ esserlo quello di coloro che non nascono negli agi ma in un contesto piรน duro come quello che dร  il titolo al romanzo, descritto con grande attenzione e cura di particolari. 

รˆ un’ambientazione questa che il lettore โ€œsenteโ€ oltre che immaginare, sicuramente a causa della attuale guerra in corso in territorio ucraino, ma a mio avviso anche e soprattutto grazie alla capacitร  stilistica dellโ€™autore che con uno stile semplice e diretto trasporta il lettore allโ€™interno di questo luogo come fosse una dimensione.  

Il Vynnyki Bazar infatti non รจ solo un mercato, un posto in cui lavorare o unโ€™ambientazione, ma รจ il simbolo della paura e del coraggio che ci vogliono a lasciare quello che pensiamo essere il nostro posto nel mondo.ย 

Un microcosmo che non รจ accogliente nรฉ rassicurante ma che รจ comunque lโ€™unica realtร  conosciuta e che quindi รจ difficile lasciare perchรฉ andare verso lโ€™ignoto spaventa. 


Nel mio immaginario il portone del bazar appariva cosรฌ alto che non potei non chiedermi se fossi mai riuscito a vedere oltre.  


Se inizialmente Oleh non si pone nemmeno il problema di quale sarร  la sua vita, รจ nel confronto con i suoi coetanei che comincia a insinuarsi in lui il timore di restare indietro, di rimanere fermo e di conseguenza solo. 


Le giornate a venire furono un clichรฉ dei plurimi ritrovi presso le scalette colorate, con la sola differenza che piรน il tempo scorreva, piรน ognuno di noi portava con sรฉ lโ€™irrequietezza di voler correre verso una meta propria. 


Uno dei messaggi piรน significativi del libro รจ che per andare incontro al futuro e cercare di diventare qualcosa di piรน lโ€™unico mezzo รจ la cultura. 

Uno strumento che faccia della vita non solo sopravvivenza ma realizzazione di sรฉ, una spinta ad avere aspirazioni. 

Un particolare che il protagonista coglie in questo passo e che lโ€™autore ha immortalato in immagine nella stessa cover del libro. 


Dopo pochi metri, perรฒ, qualcosa in alto mi distrasse. Incastonato sulla parete di una casa che si affacciava verso il bazar, cโ€™era un mosaico con raffigurate due donne: una teneva fra le braccia un mazzo di spighe, lโ€™altra aveva un libro aperto tra le mani. 


Lโ€™autore caratterizza personaggi molto diversi tra loro per cui รจ impossibile non provare empatia o identificarsi con essi. 

Ripercorriamo le stesse fragilitร  che spingevano anche noi da ragazzi a mostrarci piรน in gamba, piรน interessanti e piรน forti di quello che in realtร  eravamo. 

Il libro รจ breve perchรฉ come lo stesso autore mi ha raccontato il suo era il desiderio di dare alla storia unโ€™impronta da sceneggiatura ma ciรฒ non toglie che sia ricco: ritroviamo unโ€™Ucraina che conserva ancora le tracce del suo legame con la Russia, i movimenti politici che guardano allโ€™ingresso in Europa, ci sono lโ€™amata Trieste, la durezza della vita in un paese che cerca di affermare una propria identitร  e la speranza di renderla migliore. 

E infine come tristemente la cronaca ci racconta cโ€™รจ la guerra. 

Sarร  proprio il conflitto tuttora in corso a mettere i ragazzi del bazar ormai adulti davanti al destino che li attende, riportando i desideri passati, le paure e i progetti su tuttโ€™altro piano. 


Ma a un tratto quel Paese che guardavano con malinconia, come quando ci si incanta davanti a un carillon, smise di suonare il tenero motivo della loro infanzia. I confini dellโ€™Ucraina avevano iniziato a scricchiolare e dai telegiornali traspariva lโ€™orribile presagio che la terra stesse per staccarsi fra due realtร . 


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FAME D’ARIA di Daniele Mencarelli

FAME D’ARIA di Daniele Mencarelli

Titolo: Fame d’aria
Autore: Daniele Mencarelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2023
Editore: Mondadori

TRAMA


Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D’un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdรฌ pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese piรน vicino, Sant’Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall’auto รจ evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l’auto, padre e figlio trovano ospitalitร  da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, รจ proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant’Anna del Sannio, poche centinaia di anime, รจ un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c’รจ Gaia, il cui sorriso รจ perfetta sintesi del suo nome. Sarร  proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneitร  ogni apparenza. Perchรฉ Pietro รจ un uomo che vive all’inferno. “I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalitร  รจ una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto piรน se hai un solo reddito, diventa una maledizione.” Ma la povertร  non รจ la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all’altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, perรฒ, si troverร  di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l’umanitร  che ancora resiste, fatta il piรน delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con “Fame d’aria”, Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti piรน intensi: l’amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

RECENSIONE


Questa recensione nasce non solo dopo aver letto il nuovo libro di Daniele Mencarelli ma anche dopo aver assistito alla presentazione del medesimo presso la rassegna โ€œRomans Dโ€™autore.โ€ 

Posso dire che sentir parlare questo scrittore รจ stata unโ€™esperienza che ha dato un valore aggiunto alle riflessioni scaturite da questo libro, un piacere e unโ€™emozione poter ascoltare un grande comunicatore come lui. 

Lo stesso tipo di comunicazione che egli mette nelle sue pagine, senza sconti, senza fronzoli, diretta, asciutta, intensa, forte, vera. 

Fame dโ€™aria ne รจ un esempio, ultimo suo lavoro che tratta un tema di cui si parla poco o comunque superficialmente, come egli stesso afferma durante la presentazione. 

Un romanzo incentrato sulla disabilitร  vissuta dal punto di vista genitoriale, che mostra senza pudore alcuno (e fa bene a farlo secondo me) quanto unโ€™esistenza come quella del protagonista possa consumare fino a lasciare il vuoto dentro e intorno. 

Pietro รจ un uomo a cui รจ capitato un figlio gravemente disabile, una disabilitร  che ha finito per fagocitare ogni altro aspetto della sua vita, schiacciato non solo dalla quotidianitร  con Jacopo, che necessita di assistenza assidua e continua, ma anche dalle gravi condizioni economiche in cui versa. 

Un mix letale per qualsiasi esistenza che voglia significare vivere e non solo esistere appunto, letale per il cuore di Pietro che un poโ€™ alla volta negli anni finisce per inaridirsi. 

Un cuore che non sente piรน niente se non un odio profondo per un destino tragico. 


In quel momento, anche il suo dolore, quello che lo accompagnava dalla prima volta in cui gli comunicarono che il figlio era malato, assunse altra forma. Da dolore a repulsione. A odio. 


Un abito perfettamente cucito addosso a questa storia titolo e cover del libro che sebbene possano risultare inizialmente quasi disturbanti, risultano invece perfetti al termine della lettura. 

Perchรฉ bisogna dirlo questa รจ una storia a tratti disturbante, come lo รจ lo stesso Pietro durante lo scorrere della vicenda, un uomo svuotato, cinico, duro fino quasi a essere brutale. 

Non si puรฒ non comprendere perรฒ che ha tutte le ragioni per esserlo diventato, grazie ad una serie di flashback nella narrazione grazie ai quali intravediamo sempre piรน il fondo nero e buio del baratro in cui egli รจ imprigionato. 

Ed รจ fotografando attraverso le parole unโ€™esistenza come purtroppo ne esistono molte simili a quelle di Pietro e Jacopo che Mencarelli denuncia due grosse piaghe della societร  odierna: lโ€™isolamento e lโ€™abbandono. 

Non ci sono persone accanto a questa famiglia ad alleviare le incombenze e le sofferenze di una vita completamente dedicata ad un altro essere umano che non puรฒ fare niente autonomamente nรฉ istituzioni. 

Un urlo forte quello dellโ€™autore contro lโ€™indifferenza, il disinteresse e la discriminazione in cui versano molte famiglie che ogni giorno fanno i conti con la disperazione e a cui vanno i suoi ringraziamenti al termine del libro: ai dimenticati. 


Quando Pietro ascoltรฒ per la prima volta la voce di suo figlio esibirsi, ancora incerta ma piena di determinazione, in quelle due magnifiche sillabe, papร , si sentรฌ realizzato come ogni uomo che si scopre riamato dal suo amore piรน grande. Poi venne la notte. Questa รจ lโ€™immagine che Pietro ha del suo passato. Scese, senza furia, un tanto al giorno, una tenebra piรน fitta della morte. 


Ecco perchรฉ il titolo del libro รจ incredibilmente centrato perchรฉ รจ proprio questa la sensazione che si avverte ad entrare nei pensieri di Pietro, la mancanza di ossigeno. 

La sensazione che suscita vivere in una notte eterna come รจ la vita di questo personaggio รจ infatti lโ€™apnea, e il buio evoca proprio uno spazio chiuso, piccolo, soffocante che sta a simboleggiare la vita del protagonista, cioรจ unโ€™esistenza senza via dโ€™uscita, una scatola chiusa in cui non filtra aria e da cui รจ impossibile uscire. 


Ha fame dโ€™aria. รˆ come se la realtร  gli si stringesse addosso. 


Mencarelli racconta infatti un dolore a cui non cโ€™รจ rimedio che mette alla prova qualsiasi residuo di umanitร . 

Ma spesso lโ€™umanitร  stessa riesce a resistere dove non lo crederesti possibile, riesce ad assumere forme e modi inattesi, improbabili e impensabili, come un fiore che nasce dal cemento. 

In questo caso assume le fattezze di persone incontrate per caso, in un paese sperduto e in declino come Santโ€™Anna del Sannio che lโ€™autore immortala nel cuore del lettore in questo bellissimo passaggio: 


Arroccata alla sua collina, illuminata da un sole stretto in mezzo a nuvole gigantesche, incombenti, Santโ€™Anna del Sannio si mostra nella sua piccolezza. Vista da cosรฌ, nemmeno il cuore prosciugato di Pietro riesce a impedirsi quello che gli occhi comandano. รˆ bella. Santโ€™Anna del Sannio รจ bella. Come quei presepi impolverati, buttati dentro scatole riposte in cantina, da anni utili a nessuno. 


Calzante questo riferimento ad un presepe abbandonato, un posto in cui il futuro sembra non poter entrare e che รจ lo scenario ideale per Pietro che non puรฒ immaginare un domani diverso dal proprio presente.  

Eppure proprio in questo piccolo paese dimenticato del Molise si nasconde la via della speranza, composta da una parola gentile, da un piatto caldo, da un sorriso sincero, da un panorama mozzafiato. 

Piccoli gesti, sguardi. 

Attimi, come quelli in cui Pietro trova un lieve sollievo, tra il sonno e il destarsi come se il sogno fosse lโ€™unica via di fuga ad una realtร  invivibile. 

Ecco cosa vuole dirci lโ€™autore: la bellezza รจ fatta di piccole cose ma sono proprio queste a salvarci. 

E se non ci salvano per lo meno ci mostrano che puรฒ ancora esistere speranza. 

MONDO CALZINO di Brian Freschi

MONDO CALZINO di Brian Freschi

Titolo: Mondo Calzino
Autore: Brian Freschi
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 5 anni
Illustrazioni: Giulia Pintus
Numero di pagine: 32
Data di pubblicazione: 19 gennaio 2022
Editore: Sassi

TRAMA


In una grande casa piena di luoghi nascosti e ordinati esiste Mondo calzino: un piccolo cassetto scricchiolante con al suo interno tutti i calzini di famiglia! Ogni accoppiata di calzini รจ abituata da sempre a vivere con il proprio simile e a evitare tutti gli altri. Del resto: “Meglio stare con chi รจ simile a noi… Cosรฌ non ci saranno sorprese!”. Ma un giorno, a causa di un incidente, il cassettone si rovescia e tutti i calzini si mischiano tra di loro! Senza piรน il proprio compagno, saranno tutti costretti a comunicare gli uni con gli altri… Scoprendo che forse tutte queste differenze non sono un male, ma un modo per arricchirsi a vicenda. Un racconto divertente e insolito che spiega il valore della diversitร  attraverso la metafora dei calzini: abituati a stare sempre appaiati con i loro simili, scopriranno che aprirsi agli altri puรฒ portare a piacevoli sorprese.

RECENSIONE


Spiegare la diversitร  e lโ€™arricchimento che puรฒ offrire chi รจ diverso da noiย  ai bambini non รจ sempre facile.ย 

A volte non รจ facile farle comprendere nemmeno agli adulti. 

La letteratura svolge in tal senso un ruolo vitale, veicolando messaggi di tolleranza e rispetto. 

Ecco quindi che i libri ci offrono un valido aiuto nel raccontare attraverso storie di fantasia dal significato simbolico questi concetti cosรฌ importanti. 

รˆ il caso per esempio di MONDO CALZINO un albo illustrato dedicato ai piccoli dai 5 anni in su che in modo divertentissimo racconta lโ€™accettazione del diverso e quanto si puรฒ imparare da esso, quanto faccia stare bene essere uniti proprio nelle proprie diversitร . 

Accade che in questa casa i calzini riposino in un cassetto assolutamente appaiati sempre con il proprio simile, senza mai incontrarsi o venire in contatto con calzini diversi. 

Perchรฉ cosรฌ deve essere, tutto in perfetto ordine. 

A volte perรฒ dagli imprevisti nascono esperienze interessanti, cosรฌ quando il cane di famiglia rovescia accidentalmente il cassetto accade lโ€™impensabile. 

I calzini riposti frettolosamente nel cassetto alla rinfusa sono costretti a interagire tra loro, a venire in contatto con calzini diversi. 


โ€œInsomma, questa nuova convivenza forzata non sembra proprio andare per il verso giusto, e lโ€™atmosfera si fa pian piano sempre piรน tesa. 

Tutti i calzini piagnucolano e si gridano contro, e nessuno vuole piรน avere a che fare con gli altri. 

Ormai lโ€™unico desiderio di tutti รจ di ritornare nellโ€™ordinatissimo Mondo Calzino.โ€ 


Dapprima diffidenti alla fine iniziano a stringere amicizia, ad apprezzare ciรฒ che li rende diversi e ad imparare qualcosa di nuovo che non conoscevano. 

Calzino Rock, calzino yoga, calzino bucato e tanti altri accompagneranno i piccoli lettori alla scoperta di quanto puรฒ essere divertente stare insieme a chi รจ differente da noi, nonostante le iniziali difficoltร , conoscersi e interagire crea legami e fa scoprire modi nuovi di essere e di agire. 

Un messaggio che nel secolo della globalizzazione e delle grandi migrazioni dovrebbe essere considerato superfluo. 

Purtroppo non รจ cosรฌ, essendo ancora molti i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti di chi riteniamo lontano, diverso da noi, ed รจ qui che giungono in aiuto nel diffondere il pensiero inclusivo libri come questo.  

Perchรฉ il mondo ha bisogno di ordine certo ma anche del suo opposto, per non risultare noioso, perchรฉ sia piรน colorato e piรน grande, piรน variegato e piรน interessante. Come รจ successo nellโ€™ordinatissimo Mondo Calzino.ย 


L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

Titolo: L’amico ritrovato
Autore: Fred Uhlman
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 27 dicembre 2012
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno รจ figlio di un medico ebreo, l’altro รจ di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame รจ spezzato. “L’amico ritrovato” รจ apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed รจ poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Introduzione di Arthur Koestler.

RECENSIONE


Ci sono temi e argomenti di tale durezza e dolore a volte che si pensa sia possibile parlarne solo in certi termini, come se la violenza e lโ€™odio potessero essere raccontati solo mostrandola spietatamente e senza filtri. 

Non รจ cosรฌ. 

Spesso si puรฒ parlare di dolore solo facendolo filtrare tra le righe, come un sottofondo che fa capire la drammaticitร  di certi eventi proprio invece grazie a parole del tutto opposte: quelle sullโ€™amore, sui sogni, sullโ€™amicizia, sulla giovinezza. 

Fred Hulman lo ha fatto, raccontando di unโ€™amicizia tra due sedicenni nella Germania degli anni piรน terribili della storia. 

Lโ€™amico ritrovato racconta attraverso gli occhi e i ricordi di Hans ormai adulto la sua profonda per quanto breve amicizia con un nobile coetaneo ai tempi della scuola, Konradin, conte di Hohenfels. 


Poi con un gesto stranamente goffo ed impreciso, mi strinse la mano tremante. โ€œCiao, Hans,โ€ mi disse e io allโ€™improvviso mi resi conto con un misto di gioia, sollievo e stupore che era timido come me e, come me, bisognoso di amicizia. 


Di per sรฉ le amicizie formatesi in giovinezza tendono a essere fatte di una lega dura, solida nella sua costruzione ma tenera nella sostanza composta di istinto, cuore, genuinitร  e sogni, perchรฉ la realtร  delle esperienze non hanno ancora intaccato la purezza dello spirito. 

Se perรฒ a tutto ciรฒ aggiungiamo il fatto che i due ragazzi in questione sono il figlio di un medico ebreo e il rampollo di una nobile famiglia filonazista negli anni 30 allora un legame cosรฌ puรฒ assumere connotazioni ancora piรน importanti. 

Ce la farร  un affetto cosรฌ forte come quello tratteggiato a resistere ad un background agli antipodi, alle diversitร  di pensiero, di religione, al condizionamento delle famiglie, allโ€™ideologia nascente e dilagante del disprezzo e dellโ€™odio razziale? 

Tutto questo รจ condensato in poche pagine, perchรฉ piรน che un romanzo questa รจ una novella che perรฒ ha tutte le caratteristiche del romanzo, solo in miniatura, come viene spiegato nella prefazione: uno stile molto descrittivo, tanto da immergere il lettore nei verdi paesaggi della Svevia, nei suoi colli azzurrini, e nei profumi della Foresta Nera, dove i boschi scuri, odorano di funghi e di resina, una narrazione in prima persona volta a rievocare il passato, che avvicina molto il lettore al narratore e alla sua sensibilitร  di sedicenne immerso nelle fatiche adolescenziali, che si nutrono dellโ€™insicurezza di sรฉ e dellโ€™ lโ€™incertezza del futuro, in cui tutti possiamo riconoscerci nonostante il periodo storico differente. 


Non andavo mai a casa loro nรฉ loro venivano mai a trovare me. Un altro motivo della mia freddezza, forse, era che avevano tutti una mentalitร  estremamente pratica e sapevano giร  cosa avrebbero fatto nella vita, chi lโ€™avvocato, chi lโ€™ufficiale, chi lโ€™insegnante, chi il pastore, chi il banchiere. Io, invece, non avevo alcuna idea di ciรฒ che sarei diventato, solo sogni vaghi e delle aspirazioni ancora piรน fumose. Volevo viaggiare, questo era certo, e un giorno sarei stato un grande poeta. 


Man mano che si procede nella lettura si passa ad una narrazione che comincia a far intravedere il precipitarsi degli eventi, che annunciano lโ€™oscuritร  che sta per ammantare la ridente e vivace Stoccolma. 


Il lungo e crudele processo che mi avrebbe portato a perdere le mie radici era iniziato e giร  le luci che avevano guidato il mio cammino si stavano affievolendo. 


Non si viene perรฒ afferrati dallโ€™angoscia perchรฉ i terribili eventi che si stanno affacciando al presente dei due protagonisti vengono fotografati nella loro assurditร  proprio attraverso i pensieri dei due ragazzi cosรฌ presi, immersi e coinvolti nel fondamento del loro affetto amicale che i fatti storici finiscono per restare in secondo piano, sullo sfondo di cui parlavo allโ€™inizio. 

Il lettore sa quale sarร  la gravitร  e la portata di tali eventi ma sente, anche grazie alla profonditร  e al realismo descrittivo dellโ€™ ambientazione sia fisica che temporale con cui lโ€™autore racconta questo legame, che un affetto di tale portata in qualche modo dovrร  per forza sopravvivere allo tsunami che sta per abbattersi sullโ€™Europa e sul mondo. 

Il lettore spera quindi, perchรฉ รจ proprio la speranza che ha resistito nei tremendi anni del nazismo e della guerra. 

Una lettura questa che รจ stata assegnata a mio figlio quattordicenne per le vacanze natalizie e che mi รจ capitata quindi per caso, ma non a caso in questo periodo. 

Ho deciso di leggerlo ed รจ stata una scoperta, nella sua semplicitร  e brevitร  รจ stata una carezza, un tocco di tenerezza e nostalgia che mi hanno commossa. 

Adatta per questo sia a ragazzi che adulti. 

Da questo libro รจ stato tratto anche un film del 1989 di produzione francese per la regia di Jerry Schatzberg. 

Un racconto che commuove, per tutti coloro che desiderano ricordare e hanno ritrovato qualcosa o qualcuno nonostante pensassero di averlo perso per sempre. 


QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

Titolo: Quando tutto sembra immobile
Autore: Roberto Emanuelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: ottobre 2022
Editore: Sperling & Kupfer

TRAMA


Roma, 2022. Erba appena calpestata, pini mossi dal vento e sale. รˆ di questo che profuma il quartiere in cui Daniele รจ cresciuto. Un quartiere di periferia, dove tutti si conoscono e si aiutano, ma dove basta un attimo per prendere la strada sbagliata. Ed รจ qui che, dopo tanti anni, Daniele ha deciso di tornare per cercare conforto: Margherita, lโ€™unica donna che ha mai amato, se nโ€™รจ andata. Lui รจ distrutto ma non riesce ad ammetterlo. Con nessuno, nemmeno con gli amici che pure sono sempre al suo fianco. Daniele รจ fatto cosรฌ: ha un universo di emozioni nascosto in fondo al cuore, ma non รจ capace di esprimerlo. La vita รจ stata dura con lui e gli ha insegnato che, per non soffrire, i sentimenti vanno celati, soffocati. รˆ come se fosse paralizzato, in trappola, mentre una guerra silenziosa lo agita nel profondo. Una guerra che non puรฒ vincere. Contro se stesso, contro Margherita, contro il suo passato. Ma รจ proprio la lotta con il passato che lo porta a intraprendere un lungo e doloroso viaggio. Ciรฒ che scoprirร  alla fine del cammino, perรฒ, รจ che la felicitร  รจ sempre stata a un passo da lui. Perchรฉ, a volte, bisogna restare immobili per andare avanti.

RECENSIONE


Alcuni libri hanno il pregio di riuscire a trasportarci in una dimensione che รจ o รจ stata nostra, evocando lโ€™essenza di un momento vissuto, la sensazione di dejavu, la familiaritร  con tratti caratteriali che ci appartengono, momenti dellโ€™esistenza che sono o sono stati fotocopia della nostra.

La scrittura di Roberto Emanuelli รจ in grado di far sentire i pensieri e gli stati dโ€™animo dei suoi personaggi, nodi in gola, nostalgia, inquietudine, tenerezza.

รˆ attraverso il protagonista del libro, Daniele, un personaggio tra i piรน autobiografici tra quelli dei suoi precedenti lavori, che lโ€™autore ci fa sentire tutto quello che anche questo protagonista prova e che si percepisce essere anche molto vissuto dellโ€™autore.

Piรน di tutte rispetto alle altre Daniele ci fa percepire lโ€™immobilitร  citata nel titolo.


Forse, mi dico, dovrei farmi aiutare, dovrei parlare con qualcuno: forse potrei convivere meglio con quello che ho dentro, con questa mia sensibilitร  troppo grande per un mondo che corre e corre e mi fa sentire piccolo, inadeguato, in affanno, indietro. Mi immobilizza. Ecco, mi sento immobile, affacciato a una finestra, a guardare la vita degli altri che passa.


Unโ€™immobilitร  a cui la storia dโ€™amore con Margherita non sopravvive e che lo costringe a una continua lotta con sรฉ stesso e con la sua incapacitร  a manifestare le emozioni, a vivere sempre con il freno a mano tirato, atterrito dalla paura, dalla sensazione di inadeguatezza.

Vi รจ mai successo di sentirvi cosรฌ?

Fermi, prigionieri, come con i piedi nel fango, incapaci di uscire da una dimensione, dalla solitudine, dalla prigione dello spirito?

Come afferma Roberto Emanuelli, provare lโ€™immobilitร  dellโ€™anima, sentirsi intrappolati dai nostri stessi pensieri, non riuscire a riempire quel buco interiore che divora da dentro puรฒ rappresentare una condanna.

Chi lโ€™ha provato su di sรฉ, chi ne รจ tuttora prigioniero e chi ci sta combattendo lo sa bene.

Potendo assistere alla presentazione del libro di persona ho constatato che anche lโ€™autore lo sa bene e ha voluto condividerlo con i suoi lettori proprio attraverso questo protagonista, un uomo in lotta con le sue paure, incapace di esprimere le proprie emozioni, al contrario impegnato perennemente a soffocarle, schiavo delle sue ossessioni unico appiglio in una realtร  che sembra subire, e che sono lโ€™unica cosa che lo aiutano ad andare avanti.

Daniele รจ stato un personaggio che mi ha suscitato sensazioni opposte: da un lato la fatica del sentire questo dolore cosรฌ impregnante in vari aspetti della sua vita e cosรฌ familiare per alcuni aspetti, dallโ€™altro il fascino esercitato da un uomo cosรฌ problematico.

Credo che questโ€™ ultimo aspetto sia da ricondurre al fatto che quella stessa tenebra che lo avvolge e lo tormenta รจ anche il tratto che ne decreta la grande fragilitร  e di conseguenza la spiccata sensibilitร .

Un dualismo che credo sia ben rappresentato da questo estratto:


Non so farmi scivolare facilmente le cose di dosso. Non ne sono mai stato capace. Io che mi innamoro delle stelle in quel cielo blu e illuminato, mentre dentro di me รจ tutto troppo buio e pieno di guerra per raccontarlo.


Daniele si fa attraversare dalle cose che gli si radicano dentro, non sa farle scivolare via e con lui le sentiamo anche noi lettori, incastrati sempre piรน pagina dopo pagina nella profonditร  di questo abisso che si apre anche al nostro sentire attraverso i suoi pensieri, ossessivi, cupi a volte, ostinati.


Questa fitta profuma di stazioni abbandonate, colme di malinconia e solitudine. Io le sento le cose, quando arrivano, quando restano, quando se ne vanno: รจ la mia condanna.


Una condanna verso cui comunque egli non si dimostra mai passivo: la guerra che sente dentro la combatte strenuamente, usando tutti gli strumenti che ha a disposizione e che รจ in grado di esercitare nella forma di atteggiamenti ossessivi, fobie, piccole manie.

รˆ una lotta contro se stessi quella che ci racconta lโ€™autore in cui la storia del protagonista non รจ niente altro che il tentativo di sopravvivere a questa guerra.

Ben costruita la narrazione in unโ€™alternanza di presente e passato attraverso cui riusciamo a conoscere meglio Daniele e a cogliere sempre di piรน questo suo essere intrappolato, fin dai tempi della sua formazione.

Questa infatti รจ anche una storia che parla di famiglia e di quanto abbia il potere di plasmarci cosรฌ come lโ€™ambiente in cui nasciamo.

Lโ€™ autore ci racconta della sua amata Roma, dei suoi angoli meno luminosi, quelli di periferia dove non tutti si salvano ma nemmeno soccombono.

Ci racconta della paura dellโ€™abbandono, della solitudine, di un sogno dalle forme di torte e meringhe, di fratellanza, di amici e amori e uno degli aspetti che piรน mi hanno colpita, anche dei profumi.

Il profumo di un luogo, di una situazione, di uno stato dโ€™animo:


Che non รจ mai solo il profumo vero di quella cosa. Il mare, per me, non odora solo di mare, ma anche di mandarino, di albero di Natale, di albe al campeggio, di foglie mosse dal vento, di promesse che sapranno resistere a tutto senza infrangersi mai.


Lo fa utilizzando passaggi degni della poesia piรน sensibile, tracce disseminate sulle pagine di un cammino di crescita personale, fatto di consapevolezza e trasparenza che poi si rivela anche dal punto di vista artistico.

รˆ lo stesso autore a raccontarlo in occasione del firma copie del libro a cui ho assistito durante il quale con totale onestร  spiega come โ€œQuando tutto sembra immobileโ€ รจ coinciso con un nuovo percorso rispetto ai suoi libri precedenti e che corrisponde anche  allโ€™aver affrontato disturbi e difficoltร  proprie di unโ€™anima sensibile, emotiva, a volte fragile.

ยซIl problema siamo noi esordisce davanti alle sue lettrici in quellโ€™occasione.ยป

Una consapevolezza di cui Daniele รจ lโ€™emblema e attraverso cui lโ€™autore ci sta anche dicendo che รจ una lotta certo, ma una lotta che si puรฒ vincere, perchรฉ a forza di provarci dallโ€™ immobilitร  si puรฒ uscire.

IL REGALO PIU’ GRANDE di Peter H. Reynolds

IL REGALO PIU’ GRANDE di Peter H. Reynolds

Titolo: Il regalo piรน grande
Autore: Peter h. Reynolds
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 5 anni
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 40
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2013
Editore: Ape Junior

TRAMA


Il regalo di Roland era proprio piccolo… Lui desiderava un regalo piรน grande! Molto molto piรน grande! Etร  di lettura: da 5 anni.

RECENSIONE


Forse รจ proprio vero che ormai Natale รจ diventato solo corsa ai regali, grandi e piccoli.

Anzi meglio se grandi.

Per il bambino protagonista di questo albo illustrato Roland, รจ sicuramente cosรฌ.

Ricevuto per Natale un regalo a suo dire di piccole dimensioni comincia a desiderare intensamente di ricevere un regalo piรน grande.

Ma si sa a volte non si รจ capaci di accontentarsi e si finisce per desiderare sempre di piรน, forse troppo.


“GRANDE? Questo non รจ GRANDE neanche come la mia casa! Quando dico grande, intendo GRANDE!” gridรฒ.


Non รจ un bambino che si perde d’animo Roland e se da un lato questa sua caparbietร  nel cercare di realizzare il proprio desiderio รจ apprezzabile dall’altra perรฒ questa ostinazione lo trasforma in un protagonista incontentabile, eccessivo, capriccioso e poco simpatico.

Sarร  forse la magia del Natale ma fortunatamente alla fine Roland capirร  che non sono le dimensioni a decretare il valore di un regalo, e che spesso proprio nelle cose piccole si nascondono tesori di cui non possiamo fare a meno.

Un libro essenziale nel testo e nelle illustrazioni ma dalla grande capacitร  comunicativa.

Da leggere con i propri bambini anche per trasmettere loro il messaggio che questa festivitร  non puรฒ tradursi solo nell’aspetto piรน materiale dello scambio dei doni.

Il senso di questa festa รจ prima di tutto stare con le persone amate, condividere tempo con i propri cari.

A riprova che le dimensioni non contano e a volte ingannano, questo libro seppur piccolo e perciรฒ adatto alle manine dei piccoli lettori a cui รจ rivolto, riesce a veicolare questo grande messaggio, potente e per niente scontato in tempi moderni, con semplicitร  e immediatezza.

Da regalare e regalarsi, per restare in tema.


PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO? di Enrico Galiano

PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO? di Enrico Galiano

Titolo: Prof posso andare in bagno?
Autore: Enrico Galiano
Serie: unico spettacolo
Genere: Commedia
Spettacolo teatrale
Tipo di finale: Chiuso
Data: 9 Dicembre 2022
Produttore: Ascom

TRAMA


Enrico Galiano accompagna il pubblico in un viaggio speciale tra storie vissute in classe e vere e proprie lezioni di storia, letteratura e grammatica: per portare la scuola fuori da scuola, con lโ€™idea che possa essere ancora un luogo di bellezza.

RECENSIONE

Ormai appassionata ai lavori di Enrico Galiano recensito il suo ultimo
libro, intervistato durante una sua presentazione, l’ultimo tassello che mi
mancava era assistere al suo spettacolo teatrale PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO?

Potevo farmi scappare l’occasione?

Ovviamente no, ecco perchรฉ l’ho seguito in quel di Sedegliano presso il
teatro Plinio Clabassi venerdรฌ 9 dicembre in una piacevolissima serata.

Come sempre รจ capace di fare, il nostro professore ha saputo coniugare risate e
momenti di riflessione in uno spettacolo su misura per giovani e meno giovani (nel
linguaggio odierno per generazione Z e boomer) in alternanza con momenti
musicali ad opera dell’amico e co-protagonista Pablo, cantautore forse
incompreso ma assai comunicativo.

Enrico Galiano ha strutturato lo spettacolo come una giornata scolastica,
con suddivisione oraria per materie e ovviamente l’irrinunciabile ricreazione.

Non svelerรฒ gli argomenti delle lezioni per non togliere il gusto della
scoperta a chi vorrร  assistere allo spettacolo, posso dirvi perรฒ che le lezioni
hanno saputo tenere accesa l’attenzione, strappato innumerevoli risate e
offerto un’interessante occasione di riflessione su temi di una certa
importanza.

A testimonianza che si puรฒ parlare di tutto anche con leggerezza riuscendo a
raggiungere un pubblico eterogeneo, compresi i ragazzi (molti, infatti, gli
alunni della scuola primaria e media del paese presenti in sala con i loro
insegnanti) con un linguaggio semplice ma incisivo, attuale e anche irriverente
al punto giusto.

Enrico Galiano passo dopo passo sta dando vita e promuovendo con mezzi disparati una visione di scuola onesta, inclusiva, rispettosa dell’individualitร  di ognuno che prova a tirare
fuori dai ragazzi la luce che hanno dentro, una scuola insomma che chi รจ
insegnante come me vorrebbe vivere e che tutti vorremmo aver frequentato.

Nota finale ma importante, le offerte in caso di ingresso libero o un
eventuale costo dei biglietti per assistere al suddetto spettacolo vanno in
beneficenza per l’associazione STILL I RISE (https://www.stillirisengo.org/)
che anche grazie alla consistente cifra di 55.000โ‚ฌ finora raccolta tramite lo
spettacolo di Enrico Galiano, costruisce scuole nei paesi del terzo mondo.

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Quando arte e solidarietร  si incontrano un po’ si realizza la magia, ed รจ
cosรฌ che anche una sala teatrale diventa scuola.

Perchรฉ scuola รจ anche e soprattutto dove si insegna che il bene collettivo รจ
patrimonio di tutti, e a volte per realizzarlo bisogna osare, perchรฉ, citazione, “a volare
troppo bassi si muore.” 

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

Titolo: Scuola di felicitร  per eterni ripetenti
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 30 agosto 2022
Editore: Garazanti

TRAMA


Arriva un momento in cui si รจ convinti che non ci sia piรน bisogno di imparare. Ma basta un attimo per capire che le nostre sicurezze, spesso, sono solo un modo per far tacere la paura. Perchรฉ vivere intensamente รจ questo che fa: paura. E sono proprio i giovani a metterci davanti agli occhi una simile veritร . Sono loro a rendere chiaro e lampante ciรฒ che nella vita si รจ sempre saputo, ma non si sapeva di sapere. O ci si rifiutava di sapere. Capitolo dopo capitolo, Enrico Galiano ci porta a scuola di felicitร . Una scuola in cui le lezioni sono piccole e grandi allo stesso tempo โ€“ sull’amore, il coraggio, la libertร  โ€“ e impartite non da chi siede dietro la cattedra, ma dai ragazzi stessi. Scopriremo cosรฌ che hanno ragione loro, quando ridono fino alle lacrime mentre gli adulti li osservano seri. Hanno ragione, quando amano fino a stare male mentre gli adulti li guardano con un sorriso accondiscendente. Hanno ragione, quando cadono, quando non capiscono, quando tartassano di domande finchรฉ ottengono una risposta chiara. Quando si arrabbiano perchรฉ non si sentono ascoltati. Grazie ai ragazzi, ci si rende conto che, per quanta strada si sia fatta, per quanta esperienza si sia accumulata, si รจ sempre eterni ripetenti. Eterni ripetenti alla scuola della felicitร . Dopo “L’arte di sbagliare alla grande”, Enrico Galiano torna con un saggio che รจ come una giornata di sole dopo mesi di pioggia. Ci fa entrare nella sua classe ad ascoltare le voci e le storie di ragazze e ragazzi, e ci trasmette un’inaspettata leggerezza: leggendo queste pagine, nasce, spontanea, una voglia improvvisa di cominciare a vivere davvero.

RECENSIONE


La parola, uno strumento straordinario. 

Quante cose si possono fare con le parole: usarle per amare o per far del male, per costruire o per distruggere, per sognare, per capire, per conoscere. 

Ce lo racconta in modo molto affascinante e divertente un uomo che ha fatto di questo strumento pane quotidiano, mezzo per trasmettere, ma soprattutto per condividere, per tirare fuori conoscenze e attitudini, capacitร  e paure, passioni, idee e riflessioni. 

Il professore Enrico Galiano, (con una L come giustamente egli stesso spesso specifica) fa della parola seme che possa germogliare nei ragazzi a cui insegna e perchรฉ no anche nei cuori dei lettori a cui si rivolge con le pagine dei suoi libri. 

Insegnante e scrittore, dalle grandi capacitร  comunicative utilizzate anche in modo ironico ma โ€œsempre sul pezzoโ€ anche sui social. 

Ed รจ proprio perchรฉ utilizza mezzi disparati per comunicare pensieri e riflessioni sul nostro presente, sul nostro modo di vivere, sullโ€™educazione, che รจ il suo mestiere, lo farei rientrare a pieno titolo nella categoria dei divulgatori: ecco secondo me, Enrico Galiano tra le tante cose รจ anche un divulgatore di felicitร . 

Questa parola, felicitร , รจ infatti presente in alcuni dei suoi titoli, lโ€™ultimo dei quali SCUOLA DI FELICITร€ PER ETERNI RIPETENTI รจ la raccolta di una serie di lezioni vertenti su temi e argomenti disparati che, sebbene inizialmente non sembrerebbe, hanno invece molto a che vedere con la felicitร . 

Lโ€™autore analizza insieme al lettore una serie di parole partendo dalla loro etimologia per arrivare attraverso le esperienze vissute nelle sue classi e le riflessioni dei suoi alunni, i loro punti di vista e la loro percezione del mondo che si trovano a vivere, a delle riflessioni non solo su tematiche di una certa importanza ma anche sul modo differente in cui gli adulti sembrano approcciarvisi rispetto a loro. 

รˆ cosรฌ da piccole lezioni sul coraggio, sul voler bene, sul destino, sulle macchie, sulla lentezza e tante altre, Enrico Galiano riapre quelle porte inevitabilmente chiuse con lโ€™ingresso nella vita adulta, e ci fa vedere attraverso di esse da un altro punto di vista, quello che inaspettatamente e con meraviglia sono gli stessi ragazzi delle medie incontrati nel suo cammino di insegnante a mostrarci.  


Sapete quante cose potremmo imparare da loro? La follia, per esempio. Noi che non impazziamo mai, e proprio per questo rischiamo sempre di impazzire. 


E se le parti fossero invertite e davvero fossero in realtร  i ragazzi ad avere molto da insegnare a noi adulti e non viceversa? 

Credo che lโ€™educazione e la formazione in realtร  siano sempre e in ogni caso uno scambio reciproco, come solo puรฒ essere unโ€™attivitร  che implica una relazione umana base imprescindibile di ogni apprendimento, ed รจ per questo che nellโ€™atto educativo molto si dร  ma anche molto si riceve dai propri alunni. 

In queste pagine lโ€™autore lo racconta in modo a volte scanzonato ma sempre centrato, senza mai perdere di intensitร , con una narrazione che scorre via come il corso di un fiume in cui il lettore si fa trasportare dalla corrente dei pensieri che mano a mano salgono in superficie. 

Non รจ un fiume placido anche se allโ€™apparenza potrebbe sembrarlo. 

I suoi contenuti partono da spunti interessanti come poesie o citazioni varie cosรฌ come da episodi di vita quotidiana assunti nella cosiddetta normalitร . 

Eppure da essi si giunge sempre a una serie di  domande e risposte dal peso specifico non indifferente, affrontando questioni anche spinose, di quelle che spesso si preferisce chiudere a chiave in un cassetto. 

Ed รจ soprattutto questo che personalmente ricerco in una lettura, uno scuotimento che risveglia la coscienza troppo spesso assopita dal tram tram quotidiano che finisce per fagocitare quella parte piรน intima di noi, fatta di aspirazioni, sogni, desideri e progetti. 

Non รจ una lettura che lascia indifferenti, un poโ€™ come fanno con lui i suoi alunni ponendogli domande spiazzanti su temi esistenziali, Enrico Galiano gira queste stesse domande anche a noi lettori, spiazzando anche noi, presentando sotto i nostri occhi questioni importanti, scomode, dimenticate. 

La felicitร  che abita il titolo di questo libro ce lโ€™abbiamo? 

La inseguiamo? 

La sappiamo riconoscere? 


รˆ per questo che la felicitร  รจ per i coraggiosi. รˆ per questo che oltre una certa soglia puรฒ diventare insopportabile, portare alla follia. Ed รจ per questo che, piรน di tutto, quello che ti fa sentire รจ: fragile. Vulnerabile. In pericolo, perfino. 


Oltre alle citazioni letterarie e filosofiche, analisi di poesie, versi di canzoni, lโ€™autore utilizza anche aneddoti personali che sono il plus della lettura perchรฉ Enrico Galiano riesce ad amalgamare tutto con naturalezza. 

Partendo dalle epigrafi contenenti tali citazioni ci porta a riflessioni e considerazioni anche intime passando attraverso piccole realtร  del quotidiano suo e dei suoi alunni, in cui possiamo immergerci con curiositร  e a volte riconoscere noi stessi. 

Scuola di felicitร  per eterni ripetenti รจ un libro denso, da maneggiare con cura perchรฉ scuote lo spirito, come un abito tirato fuori dallโ€™armadio che scrolliamo per fargli riprendere forma, fa riflettere sul nostro presente e per questo trasmette la bellezza delle cose non semplici. 


La bellezza รจ semplice, ma non รจ facile. 


Noi adulti siamo dimentichi di come era sentire, vedere, sognare e vivere da ragazzi. 

Una lezione che รจ sempre bene ripassare, non per tornare giovani, ma per riuscire a guardare ancora con gli occhi che avevamo da giovani la realtร  del nostro presente, tornare ad utilizzare sfumature lร  dove finora ci eravamo accontentati di usare solo gli stessi pochi colori. 

Per non uscire dai confini del conosciuto, del dovere, della sicurezza, per restare asciutti, volendo utilizzare questo bel passaggio dellโ€™autore. 


E cioรจ che la vita รจ una pioggia, che anche se sotto lโ€™ombrello si sta asciutti e protetti, i momenti migliori saranno sempre quelli in cui te ne freghi, chiudi lโ€™ombrello e ti metti a correre. I momenti in cui ti lasci bagnare. I momenti in cui ti lasci vivere. 


Siamo tutti eterni ripetenti, e quando la materia รจ la felicitร , tornare a scuola รจ dโ€™obbligo. 

UNA GIORNATA D’AUTUNNO di Nadia Al Omari

UNA GIORNATA D’AUTUNNO di Nadia Al Omari

Titolo: Una giornata d’autunno
Autore: Nadia Al Omari
Serie: La famiglia coniglietti
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 4 anni
Illustrazioni: Richolly Rosazza
Numero di pagine:28
Data di pubblicazione: 7 febbraio 2019
Editore: Risfoglia Editore

TRAMA


Arriva l’autunno sulla collina dei soffioni e un giorno, mentre tutti sono impegnati nelle loro faccende, Leila รจ triste. Non ha ancora imparato ad andare in bicicletta senza le rotelle, ma il suo fratellone Sam le promette: ยซTi aiuterรฒ io…ยป.

RECENSIONE


Potevamo noi di Reading Marvels non dedicare uno spazio ad un libro per piccini ambientato sulla collina dei soffioni?

รˆ qui che vive la famiglia coniglietti che trascorre le proprie giornate immersa nella natura.

Anche i piccoli di casa coniglietti hanno problemi abbastanza simili a quelli dei bambini: Leila infatti non riesce ad imparare ad andare in bicicletta senza rotelle.


In questo via vai di coniglietti impegnati, solo Leila se ne sta in disparte.

Eโ€™ da diversi giorni che ha tolto le rotelle alla sua biciclettina, ma ancora non ha imparato ad andarci senza perdere lโ€™equilibrio.


Un problema che si presenta proprio durante la stagione autunnale, una stagione in cui non solo la natura si veste con nuovi colori ma in cui anche la vita domestica comincia un po’ a cambiare.

Si gustano nuovi sapori offerti dai frutti e dalle verdure di questa stagione, si possono ancora trascorrere belle giornate all’aria aperta, ideali per esercitarsi con la bicicletta, perรฒ i primi freddi invogliano anche a godersi il calduccio di casa insieme ai propri cari.

In questa storia leggera ma molto piacevole la famiglia coniglietti mostra ai piccoli lettori proprio questo: tanti modi diversi e divertenti in cui i due fratelli protagonisti possono trascorrere una tipica giornata d’autunno, titolo del libro, in mezzo a foglie colorate, castagne, zucche, in compagnia di nonni e genitori, impegnati in attivitร  disparate all’aria aperta e attivitร  creative, alcune delle quali facilmente attuabili anche a casa.

I due fratelli non solo ci raccontano attraverso le bellissime illustrazioni tutti i prodotti di questa stagione ma anche dell’affetto che li lega, che si traduce non solo nel giocare insieme ma anche nell’aiutarsi reciprocamente.

Perchรฉ cosa c’รจ di piรน bello che poter trascorrere in mezzo alla natura una meravigliosa giornata d’autunno con chi si ama?

Una lettura semplice dalle illustrazioni molto colorate, sui toni tipici di questo periodo di cambiamenti, in cui dominano il rosso e l’arancione colori che scaldano, un calore che riguarda anche il piacere della condivisione con chi amiamo.

Potrete trovare un libro della famiglia coniglietti per ogni stagione.

Adatto ai piรน piccoli sempre affascinati dalla natura che li circonda.


PARTITA CON LA MORTE di Nicola Rocca

PARTITA CON LA MORTE di Nicola Rocca

Titolo: Partita con la morte
Autore: Nicola Rocca
Serie: Commissario Walker vol. 5
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 novembre 2022
Editore: EnneErre

TRAMA


Una vittima, due, tre.
Il modus operandi โ€“ sempre lo stesso, tre colpi di arma da fuoco โ€“ fa pensare a un assassino seriale.
Il Mostro dei Tre Colpi โ€“ cosรฌ lo soprannominano i mass media โ€“ uccide sempre nelle aree poco trafficate, lontano da occhi indiscreti. Le sue zone predilette sono pinete e aree boscose vicine ai piccoli paesi dellโ€™Isola Bergamasca.
Sulla scena del crimine, oltre al cadavere, lโ€™assassino lascia a terra i bossoli espulsi dallโ€™arma del delitto, una pistola calibro 9.
Lโ€™indagine viene affidata al commissario David Walker, affiancato dallโ€™ormai inseparabile ispettore Scola.
Nella loro partita contro la morte, i due poliziotti vengono catapultati in unโ€™insolita realtร : quella dei paesini di provincia, con i pettegolezzi, le partite di carte al bar, gli intrallazzi delle coppiette.
Quando la tensione รจ al massimo, una scoperta porta i due agenti alla veritร  che stavano cercando.
Una veritร  assurda, sconvolgente, grottesca.
La stessa che permetterร  loro di arrestare il Mostro dei tre Colpi.
Il caso รจ ufficialmente chiuso, ma in questo romanzo, cosรฌ come nella vita reale, non sempre ciรฒ che abbiamo di fronte agli occhi corrisponde alla veritร .

Partita con la morte รจ un thriller dโ€™indagine dal ritmo serrato, cui lโ€™autore ha dato unโ€™ambientazione nostrana e casereccia.
Carvico, Sotto il Monte, Calusco dโ€™Addaโ€ฆ paesini in cui la presenza di un serial killer fa ancora piรน paura, perchรฉ in un piccolo ambiente la prossima vittima potrebbe essere chiunque.
Tuo padre, tuo marito, il tuo migliore amico.

RECENSIONE


Lui era cosรฌ: inseguiva assassini, lavorava quotidianamente a contatto con la morte, era circondato da criminali, dava loro la caccia, dispensava consigli a colleghi, subordinati e amici, ma quando gli eventi della vita se la prendevano direttamente con lui, travolgendolo, si sentiva debole, fragile e incapace di reagire. 


รˆ nel corso dei numerosi libri di cui egli รจ protagonista che piano piano siamo riusciti a scorgere ogni volta un pezzetto della personalitร  del commissario David Walker che torna a investigare attraverso la penna di Nicola Rocca nel suo ultimo lavoro, Partita con la morte. 

Un uomo pragmatico, riflessivo dotato di fermezza sul lavoro ma fragilitร  nella sfera personale.ย 

Questa volta impegnato nelle indagini su omicidi che sembrano non avere niente in comune se non i tre colpi con cui le vittime vengono freddate.ย 

Un serial killer da acciuffare, una serie di personaggi quasi โ€œcanoniciโ€, tipici dei piccoli centri cittadini, sono proprio questi ultimi lโ€™ambientazione che ci fa sentire molto vicini ai personaggi della storia, gente comune che potrebbero essere i nostri vicini di casa, colleghi o amici. 


I paesini della bergamasca, sconosciuti al mondo fino a qualche tempo prima, erano diventati famosi quanto New York. 


Nicola Rocca decide infatti di ambientare questa storia nella zona della Bergamasca, in alcuni piccoli paesi dove tutti si conoscono e molti si ritrovano al bar del paese per chiacchiere, partite a carte e soprattutto condire i pomeriggi con litri di vino.ย 


โ€œRighรจtโ€ interruppe la discussione Armando Ghilardi, โ€œfammi giรน un bianchino frizzante, per favore. Bello fresco, neh.โ€ 


Lโ€™autore รจ riuscito a mettere insieme personaggi comuni, la cui semplicitร  si evince anche dai numerosi dialoghi con la presenza di vocaboli dialettali, le cui azioni perรฒ nello stesso tempo destabilizzano. 

Una narrazione che alterna pov differenti grazie ai quali entriamo nei pensieri dei protagonisti prima ancora di diventare spettatori delle loro azioni, composta da momenti di quotidianitร  e altri di tensione, nelle quali la violenza e la freddezza dei delitti sembra non avere una spiegazione. 

Colpi di scena ben inseriti, una tensione che cresce e poi si interrompe per lasciare il tempo al lettore di formulare ipotesi e raccogliere i pezzetti che lโ€™autore dissemina qui e lร  durante la lettura e che comunque non daranno le risposte immaginate.

Se inizialmente si potrebbe pensare ai risvolti della vicenda come surreali, in realtร  purtroppo la cronaca nera ci ha dimostrato che la violenza puรฒ assumere volti che non ti asspetteresti e abitare luoghi impensabili.

Nicola Rocca ha sfrittato proprio questo aspetto per dare alla sua storia un alone di mistero che non lascia intuire il colpevole fino a buona parte del libro.

E anche arrivati molto in fondo รจ stato capace di sfoderare avvenimenti del tutto inattesi, che lasciano di stucco.

Ed รจ cosรฌ che nรฉ lโ€™ambientazione nรฉ la scelta dei protagonisti farebbero pensare ad una trama dalle tinte nere, e forse รจ proprio questa la carta vincente dellโ€™autore.ย 

Una carta che in questa partita con la morte ha saputo giocarsi molto bene.