Roma, maggio 1946. In balรฌa di un marito padrone e di un suocero canaglia, Delia ha come unica aspirazione che la sua primogenita si sposi โbeneโ. Tutto sembra giร scritto, ma l’arrivo di una misteriosa lettera metterร in discussione i piani stabiliti.
RECENSIONE
Prima prova da regista egregiamente superata da Paola Cortellesi al suo esordio dallโaltra parte della cinepresa con un film che sta, meritatamente, sbancando il botteghino e il cui eco sui social fa da cassa da risonanza ad un successo piรน che giusto.
Omaggio e insieme citazione di grandi film del neorealismo italiano, girato in bianco e nero โCโรจ ancora domaniโ vanta una prova attoriale collettiva di alta qualitร .
Paola Cortellesi regala al pubblico un “dramedy” perfettamente equilibrato, che porta la sua impronta in calce, la firma di unโartista che รจ stata capace di trattare con il proprio personale stile, con originalitร e spessore una storia dolceamara dal sapore retrรฒ, ma in qualche modo purtroppo attuale, di cui le donne della mia generazione possono aver avuto familiaritร .ย
Ci sono molti modi di far sentire la propria voce, a volte le azioni e lโesempio sono piรน impattanti rispetto alle parole.
Una voce che Delia la protagonista, interpretata dalla Cortellesi, cercherร di far sentire appunto senza parole nรฉ urla, ma attraverso la dignitร di accettare la vita che le รจ toccata e nello stesso tempo con la ribellione di volere perรฒ una vita diversa per la propria figlia.
Perchรฉ รจ senza voce che le donne vivevano ( e ancora a volte vivono ) la loro condizione di figlie, donne, mogli e madri, non molti anni fa: โdevi stare zittaโ ,โnon devi rispondereโ, โnon occuparti di questioni che non ti competono.โย
Queste le frasi rivolte alle donne dagli uomini di ogni ceto sociale, in questa storia, ambientata nella Roma dellโimmediato dopoguerra, in unโItalia in bilico tra la povertร come strascico del conflitto e la gioia della liberazione che ha portato con sรฉ nuove idee, nuovi orizzonti, nuove speranze.ย
ร una storia di speranza infatti quella raccontata nelle due ore del film, evocata anche dal titolo, uno sguardo di fiducia nel futuro che ricorda il famoso motto di Rossella O’Hara, un domani in cui Delia spera e ripone fiducia attraverso lโatto piรน rivoluzionario del tempo che coincide con il finale della pellicola.ย
Madre di una ragazza prossima a sistemarsi ma che non ha potuto studiare e di due maschi che infilano una parolaccia ogni due parole e non apprezzano la possibilitร invece di poter andare a scuola, moglie di un Valerio Mastandrea epico nella sua interpretazione di padre padrone, Delia incarna la sottomissione al patriarcato della nostra cultura, talmente radicato da lasciare dolorose tracce di sรฉ ancora oggi alle soglie del 2024.ย
E allora ha fatto bene Paola Cortellesi a regalarci questa pellicola che porta con sรฉ anche la bravura di essere riuscita a parlare al grande pubblico mixando perfettamente antico e moderno, nelle note di una colonna sonora che non cโentra nulla con il momento storico eppure รจ perfetta per le scene mostrate, strumento aumentativo della comunicazione nelle scene drammatiche e non, che ho trovato un espediente meravigliosamente riuscito.
Finalmente un film di casa nostra che non vuole essere troppo di nicchia da risultare pretenzioso, nรฉ eccessivamente volgare da voler catturare facili consensi, nรฉ ambisce ad emulare giganti del neorealismo delle grandi firme del passato.
Brava Paola Cortellesi, mi hai riportato al cinema dopo molto tempo e mi hai fatto sorridere, commuovere, indignarmi e sperare ancora in quel domani che vorremmo tutte libero dalla violenza di genere, dagli stereotipi di genere, dallโasservimento a una societร che non riesce ancora a vederci come creature libere dalla paura del potere esercitato dagli uomini sulle donne.
E se incontrassi il vero amore proprio nel momento piรน orribile della tua vita? ร ciรฒ che accade al serio e determinato Blake Russell, pluripremiato protagonista di Fool For Love, sitcom dal successo planetario che ha conquistato il pubblico con le sue otto stagioni. Blake, ormai diventato una star e prossimo al divorzio, ha appena scoperto di essere affetto da una malattia impronunciabile e che per questo dovrร affrontare mesi di terapia allโinsaputa di tutti, ma soprattutto allโinsaputa di lei, Bonnie Reid, rossa tutto pepe che cattura da subito la sua attenzione.
Bonnie che gli ricorda una giovanissima e talentuosa attrice incontrata nove anni prima, proprio ai casting di Fool For Love. Bonnie, lโinvisibile e simpatico fantasma che fa le pulizie sul set della serie girata negli studi della WB. Bonnie che gli salva la vita, e non solo una volta. Bonnie che perรฒ nasconde un segreto, proprio come lui. Non esattamente le premesse giuste per iniziare una relazione, vero?
Talvolta lโamore รจ piรน forte di qualsiasi veritร . Lโamore รจ piรน forte della malattia, piรน forte della morte. Lโamore rende meravigliosamente immortali.
RECENSIONE
Quel che รจ certo รจ che la vicenda di Blake e Bonnie, il loro amore cosรฌ intenso e viscerale, cosรฌ forte nella sua fragilitร , mi ha lasciato dentro una luce che non si spegnerร tanto facilmente.
Inizio questa recensione in anteprima di cui sento tutta la responsabilitร ma anche il piacere per aver avuto questo privilegio, con le stesse parole che lโ autrice ha usato nelle pagine finali dei ringraziamenti dichiarando quanto su scritto: scrivere questa storia le ha lasciato una luce dentro che continuerร a brillare per molto.
ร grazie a questo ultimo lavoro di Elle Eloise, Fool for love, che anche noi potremo godere di quella stessa luce, accompagnando i due protagonisti Blake e Bonnie, due personaggi opposti ma complementari, in una vicenda dai toni intensi e commoventi, prima nella discesa e poi nella risalita.ย
ร proprio lรฌ che ci porteranno, dentro al buio e alla solitudine che vive un malato costretto a sopportare cure invalidanti e dolorose che, piegando il corpo, finiscono per intaccare anche lo spirito.
Non avevo raccontato questi dubbi a mia madre, ma piรน volte il desiderio di morire mi accoglieva come una coperta calda. Non avrei sentito piรน il dolore, la nausea. La paura paralizzante che provavo ogni dannato giorno.
Ma ci accompagneranno anche attraverso la forza di credere, quella che simboleggia la protagonista femminile Bonnie, ragazza sognatrice, romantica a volte ingenua che avrร la forza di tenere sempre viva la speranza.
ร forse lei il personaggio che subisce nel libro lโ evoluzione piรน evidente sebbene entrambi i protagonisti compiono un doloroso percorso di crescita allโ interno della vicenda.
Una strada del cambiamento che inizia proprio dal fatto che i due personaggi principali sono attori.
Blake Russel acclamato e famoso protagonista da ben otto anni di una sit-com di successo, che perรฒ vive una vita piรน cucita addosso allo status di star Hollywoodiana piuttosto che sul suo vero io, sentendosi estraneo nella propria esistenza ( una condizione di cui prenderร consapevolezza soprattutto con la malattia).ย
Era ciรฒ che chiedevo, una zona franca dove poter finalmente vivere nella veritร . Volevo tuffarmi in quel mondo e disciogliermi
E Bonnie Reid una ragazza che nell’incessante e tenace inseguimento del proprio sogno finisce per diventare una presenza invisibile, un fantasma, che spesso si trova a dover adattarsi a situazioni molto lontane dalla sua vera natura che in qualche modo รจ come se le imponessero sempre di recitare una parte, per non sentire il peso del fallimento e del giudizio.ย
ร stato molto interessante osservare come lโ autrice sia stata in grado di utilizzare la recitazione come terreno in cui sia lโ uno che lโ altra vivono una sorta di finzione anche verso loro stessi.
Come riflessi attraverso uno specchio deformante che non permette di definire i confini tra persona e personaggio.
ร questa una storia ricca di sfumature, di temi, di riflessioni una tra tutte รจ quella che mi riconduce alle stesse parole dellโ autrice: questa รจ innanzitutto una storia di speranza, di tenacia, di fede.
A dispetto del titolo che รจ assolutamente calzante Fool for love ( Pazzo dโamore ) non รจ infatti solo un racconto sentimentale, ma รจ la storia di come nellโ opprimente oscuritร della malattia lโ amore sia il faro, la luce che fa da filo di Arianna a cui aggrapparsi per uscire dal labirinto in cui la malattia imprigiona.
Non dovete temere perรฒ di approcciarvi al tema perchรฉ nonostante questo libro parli infatti anche di malattia, in realtร si tratta prevalentemente di una commedia con qualche incursione nel dramma che viene trattato in modo realista, come รจ giusto che sia, ma senza eccedere nel dolore, nรฉ al contrario con la banalizzazione di un tema tanto delicato.
Aspetto questo perfettamente bilanciato con la parte leggera della narrazione che rispecchia lโatmosfera da sitcom americana, che ricordano un po’ le serie televisive in stile “Friends” o “The big bang tehory”. Dialoghi spassosi, situazioni esilaranti, e personaggi secondari che contribuiscono con brio e acume non solo a dare corpo alle parti piรน divertenti della storia ma avranno un ruolo importante nellโ evoluzione dei protagonisti.
La temibile Mulley tra tutti รจ la mia preferita e la piรน ironica, sono certa vi conquisterร come ha fatto con me, con i suoi tratti spigolosi e una tenerezza ben celata.
Un elemento lโ ironia che spesso aiuta a mitigare il dolore, un aspetto questo che lโ autrice concretizza proprio attraverso i personaggi di contorno creando un perfetto equilibrio quindi tra commedia e dramma.
Una caratteristica a cui ci ha abituati Elle Eloise, capace di portare i lettori nelle profonditร dei dolori umani ma poi di prenderlo per mano per risalire verso le gioie che nascono da un amore appassionato.
Una capacitร questa di cui avevamo giร avuto una prova con Rushmore, suo precedente romanzo, ambientato anche quello nel mondo dello show business americano e in cui ritroviamo uno stile di scrittura cinematografico caratteristico di questa autrice.
Trame che potrebbero tranquillamente diventare sceneggiature, l’ armonia nellโ alternarsi di scene dal taglio “fotografico” a quelle di stampo narrativo con una giusta proporzione tra descrizioni, dialoghi, pensieri e azioni dei personaggi, che attraverso lโutilizzo della prima persona e del pov alternato creano un legame intimo con il lettore e nello stesso tempo lo trasportano dentro ai luoghi.
Uno di questi luoghi sarร un elemento simbolico forte nella storia.
ยซFinchรฉ cโรจ luce cโรจ speranza, lo diceva sempre mio padre. Lui faceva il pescatore.ยป
Il riferimento รจ a un faro, un simbolo di salvezza e quindi di speranza, presente nel racconto anche in virtรน dellโambientazione che Elle Eloise ha scelto per questo libro. Le vicende di Blake e Bonnie infatti si svolgono tra Los Angeles negli studi della Warner Bros, e Santa Monica, celebrati anche nella originale e ispirata cover scelta.
Questa lettura รจ stato un viaggio intenso, un poโ montagne russe e un poโ coperta calda e morbida. Non abbiate timore delle prime e fatevi avvolgere dalla seconda, resterete anche voi catturati dalla luce di questo racconto, ve ne innamorerete pazzamente.
Gea vive in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. In un mondo che sogna di andare su Marte, lei coltiva con amore il suo โorticelloโ. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Conserva in casa tutto ciรฒ che prima o poi potrebbe servire perchรฉ non crede nei supermercati e nel comprare, ma nel riciclare e dare nuova vita alle cose. E, fedele alla sua personale โeconomia circolare di quartiereโ, distribuisce in giro gli oggetti che aggiusta, oltre a pillole per lo spirito sotto forma di poesie, biglietti, origami con citazioni. Vive sola, ma ha buoni amici: lโottantenne pseudo-portinaia del palazzo, un pensionato taciturno, lโenergica donna che gestisce la tavola calda in fondo alla strada, un tredicenne che sogna di diventare autista di corriera. Nessuno della sua etร , perchรฉ Gea, nella sua etร , non ci si ritrova. Cosรฌ come non si ritrova nel mondo. Forse perchรฉ รจ cresciuta in un posto sperduto, con un padre ossessionato dalle catastrofi che la obbligava a prepararsi sempre al peggio? Cominceremo a scoprire il suo segreto grazie al Nuovo mondo, una vecchia bottega di rigattiere, appartenuta un tempo alla carismatica Dorothy. Quella serranda rossa รจ rimasta abbassata per anni, finchรฉ allโimprovviso la proprietร รจ stata rilevata da unโagenzia immobiliare, che vuole sgomberare e vendere al miglior offerente. Ma se non si puรฒ riparare il passato, si puรฒ immaginare un nuovo futuro. Sarร questa la missione di Gea, la sua ragione di vita o forse proprio lโoccasione per costruirsela, una vita: salvare il negozio a ogni costo. Perchรฉ tutto ciรฒ che salviamo finisce a sua volta per salvare noi.
RECENSIONE
I libri sono come le medicine, alleviano i dolori dellโ esistenza, a volte guariscono e gli effetti collaterali sono innocui se non addirittura benefici: rilassare, divertire, far conoscere, pensare, sognare, confortare.
Questo รจ un libro di quelli che consolano, letto in un momento un poโ nero ha costituito la mia coccola della sera, una piacevole distrazione e un piccolo luogo accogliente dove trovare il tepore del non sentirsi soli.
Con i suoi versi riesce a farti dimenticare te stesso, e questo a mio parere รจ uno dei grandi poteri della letteratura. Viviamo circondati dal talento, anche se spesso non ce ne accorgiamo.
Ciรฒ non significa che sia un libro leggero, che non lascia traccia di sรฉ, tuttโ altro, perchรฉ si puรฒ essere profondi anche con leggerezza.
Ce lo dimostra Lorenza Gentile che in questo suo ultimo lavoro โLe cose che ci salvanoโ offre ai lettori una favola moderna dal sapore vintage.
Il rapporto che abbiamo con i nostri oggetti, quelli che scegliamo e come e quanto li utilizziamo raccontano molto di noi.
Nellโ epoca dellโ accumulo quasi compulsivo questโ autrice ci propone una storia che invece vede nellโ aggiustare e conservare le cose rotte i passi per trovare il proprio posto nel mondo.
Quasi una forma di riscatto, perchรฉ proprio come dice il titolo puรฒ accadere che se salvi un oggetto un domani poi esso possa salvare te.
Lei non lo sa ma รจ quello che accade allโ insolita protagonista del libro: Gea ragazza tuttofare del quartiere che vive occupandosi di riparazioni varie nelle case dei vicini.
Un quartiere di Milano vicino ai Navigli che per Gea รจ praticamente tutto il suo mondo.
Il quartiere dove abito รจ tranquillo. A est e a ovest รจ delimitato dai due Navigli, un aspetto da non sottovalutare. Lโacqua ti ricorda che puoi sempre salpare. Io sto ferma e la guardo scorrere, mi regala un senso di leggerezza e di libertร , come se un giorno potessi ricominciare da capo, smontare il passato come una vecchia credenza e ricavarne una nuova.
Sembra di camminare con Gea accanto all’acqua del Naviglio mentre distribuisce cibo in cambio di poesie, e ripete dentro di sรฉ le raccomandazioni a tenere un profilo basso ed evitare problemi in dialetto lombardo:ย
โDevo stare schiscia per evitare problemi,โ mi sono ripromessa. Staa schisc per avegh minga rogn, dicono da queste parti. Eppure, avevo la sensazione che questo fosse il posto giusto e non mi pare di essermi sbagliata.
I problemi sono un grande cruccio di questa protagonista, una giovane ragazza che ha fatto esperienza di molte poche cose nella sua vita, causa un passato e una famiglia molto particolari che ne hanno decretato una certa incapacitร a relazionarsi con le persone, una insicurezza quasi patologica, una condizione di profonda solitudine, ma nello stesso tempo un modo tutto suo di vivere, di osservare le cose e le persone.
Ideatrice e sostenitrice dellโeconomia circolare di quartiere in cui gli oggetti o i gesti diventano un anello di una catena di dare e avere grazie alla quale ella intesse allโ interno del suo piccolo microcosmo una serie di relazioni inconsuete ma genuine.
Tutti i personaggi che le gravitano attorno sono in qualche modo stropicciati dalla vita, in poโ come gli oggetti che ripara Gea, sono un poโ rotti anche loro.
Ecco perchรฉ รจ un dolore di sottofondo quello che veste le pagine di questa storia ma lo veste in modo elegante, dignitoso, non cโรจ sentimentalismo gratuito o dramma ridondante ma un realismo del vivere che quasi conforta perchรฉ lo si avverte come familiare.
Ed รจ cosรฌ che questi personaggi assumono la consistenza di ognuno di noi, annullano la distanza che li pone sulle pagine per arrivare al lettore come fossero una persona conosciuta, qualcuno che come noi รจ in cerca di una via di riscatto, un sogno da realizzare, una nuova vita, un modo di โripararsiโ.
Li osserviamo attraverso le lenti di Gea, che pur non conoscendo niente del mondo tenta di trovare insieme a loro il proprio posto allโinterno di esso, il modo di potervi far parte, proprio a partire dagli oggetti che ripara dando loro una seconda vita, un poโ come tentano di fare i vari personaggi con le loro esistenze che intrecciandosi lโun lโaltra creano legami che diventano il motore del cambiamento.
Una paladina inconsapevole contro il possesso votato al mero consumismo, quasi una vocazione la sua nel far rivivere oggetti che sono stati testimoni della vita di chi li ha posseduti.
In virtรน di questo amore per il riuso, il destino saprร come farne un suo strumento, mettendo proprio un luogo colmo di oggetti di questo tipo, antichi o meno antichi ma legati a una storia particolare, la bottega del Nuovo Mondo, sul cammino dei personaggi facendone una vera e propria zattera di salvataggio.
Un progetto, attraverso cui provare a navigare verso un futuro in cui poter essere liberi dalla paura di vivere, trovare il coraggio di realizzarsi, di sentirsi parte di qualcosa, di non osservare gli eventi come spettatori ma esserne gli artefici.
Non bisogna pensare che lโintento della storia sia di strizzare lโ occhio alla retorica del tutto รจ possibile, al contrario, secondo me lโinterpretazione delle vicende narrate รจ piรน terrena e credo che il successo del libro sia stato una forma di riconoscimento di questa onestร intellettuale.
Lorenza Gentile conferma quello che giร sappiamo della vita ma che non deve scoraggiarci e cioรจ che non tutto puรฒ essere aggiustato certo, a volte nemmeno le persone, puรฒ capitare che restino compromesse per usare le parole dellโ autrice, ma ciรฒ non deve impedire loro di procedere in avanti, di orientarsi verso il futuro con i mezzi a propria disposizione, con il proprio vissuto, con i propri guasti.
Che sia la capacitร di aggiustare, di creare, di dipingere, di cucinare, di perseguire un sogno, una passione, non importa.
In qualche modo siamo tutti danneggiati, ma non per questo non possiamo trovare nellโ affannosa ricerca della felicitร , della serenitร e della stabilitร che vorremmo caratterizzassero le nostre vite, qualcosa che possa salvarci.
La vita non si accontenta di qualcosa, vuole tutto. Non possiamo evitare gli ostacoli, nรฉ pensare di non fallire mai, ma i nostri limiti sono la nostra ricchezza: ci dicono chi siamo e dove possiamo arrivare se troviamo il coraggio. Raccontano la nostra storia e ci aiutano a scrivere il seguito.
Qualcosa di sconvolgente รจ accaduto, qualcosa che richiede tutta l’abilitร degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro รจ un nemico che sa assumere molte facce, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sรฉ un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. ร un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarร con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e Gavila. Ma un disegno oscuro รจ in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora piรน profondo…
Il sussurro fa sempre pensare a qualcosa di proibito , di non lecito, da nascondere, parole che non possono essere ascoltate da tutti o che non dovrebbero essere pronunciate.
Ecco perchรฉ nellโ immaginario il male, quindi qualcosa di deprecabile, non si manifesta apertamente, a chiare lettere, a voce alta, in modo plateale.
Il male sussurra, si insinua, striscia, si nasconde, si infiltra, si camuffa.
Altre volte invece esplode con tutto il suo corredo di violenza, distruzione e dolore ma quando ormai รจ troppo tardi.
ยซUna volta ho sentito qualcuno dire che il male puรฒ essere sempre dimostrato. Il bene mai. Perchรฉ il male lascia tracce di sรฉ al suo passaggio. Mentre il bene lo si puรฒ solo testimoniare.ยป
Unโ affermazione non tanto incoraggiante, ma se il primo istinto sarebbe quello di negarla a pensarci bene in realtร forse รจ proprio cosรฌ.
Lo testimoniano lo spazio che occupano i fatti di cronaca nera rispetto ad altri nelle scalette dei telegiornali o nelle pagine dei quotidiani, spesso accompagnati da una morbositร che risponde a una certa lugubre curiositร del pubblico.
ร su questo concetto che Donato Carrisi intesse un racconto in perfetto stile โCriminal mindsโ per citare una famosa serie televisiva, trascinando il lettore in un abisso di violenza e morte da cui paradossalmente perรฒ in mezzo alle scorie che produce il male emergeranno in mezzo ad esse anche alcuni elementi volti al bene.
Grazie a lui erano stati entrambi fermati. In fondo, aveva reso un servizio alla societร . Paradossalmente si poteva dire che il suo male era a fin di bene.
Il bene agisce invisibile e silenzioso mentre il male no?
Come รจ possibile che a volte dal male possa scaturite il bene e viceversa?
Il lettore si troverร proprio a porsi queste domande, perchรฉ la dicotomia tra le due entitร cessa di esistere allโ interno del libro, inizia a mescolarsi, a fondersi fino a non fare piรน distinguere i propri confini.
ร questo infatti il gioco del Suggeritore del titolo e sono queste riflessioni i pilastri su cui รจ costruita tutta la trama di questo romanzo.
Una melodia macabra a cui la scrittura di Donato Carrisi dona un ritmo perfetto, dato dallโ alternarsi di momenti di alta tensione in stile thriller ad altri di tipo piรน tecnico in stile poliziesco.
Una fusione equilibrata in cui il lettore riesce a seguire i ragionamenti e le indagini intricate ma comprensibili e ben congeniate, entra in contatto con i principali protagonisti sviluppando una graduale empatia nei loro confronti e viene catturato da unโ inarrestabile curiositร nei confronti dellโ evolversi della trama.
Si assiste ad una sfida contro il buio in cui i protagonisti capitanati dalla figura del criminologo Goran Gavila, cercano di combatterlo dovendo mano a mano che si procede nella vicenda venire a patti con la consapevolezza che il buio รจ parte di ognuno di noi e per alcuni esercita un richiamo irresistibile.
Un concetto che a sua volta Donato Carrisi fa coincidere con la protagonista femminile, lโ agente Milร Vasquez che si unirร a Gavila nelle indagini.
Una figura questa dellโ agente Vasquez fatta piรน dโombra che di luce, che si trova a dover agire in entrambe le dimensioni per dovere o anche per piacere forse.
Come nei migliori libri di questo filone niente รจ come sembra, i colpi di scena sono numerosi ma tutti al posto giusto, le atmosfere, le descrizioni, le ambientazioni, i dialoghi trasportano il lettore dentro alle situazioni con un realismo frutto di una narrazione dallโ impronta cinematografica ma che contemporaneamente riesce a conservare la lentezza e il ricorso ai particolari, quindi la capacitร di coinvolgimento tipica della lettura.
Lโ attenzione ai dettagli infatti, e la conoscenza delle tecniche investigative, comportamentali, di fatti e personaggi reali della cronaca, lโaccuratezza della costruzione psicologica dei personaggi denotano le ricerche e gli studi effettuati dallโ autore che grazie al proprio talento narrativo รจ riuscito a darvi consistenza, facendo affezionare il pubblico a personaggi realistici e dallโinnegabile fascino, oscuro e non, complice un susseguirsi di eventi inaspettati, che il lettore prova a ipotizzare senza mai centrare perรฒ il vero intento dellโ autore.
Questo libro รจ il primo di una serie di successo che uscito molti anni fa ha collezionato premi, consensi e vanta piรน di 10.000 recensioni.
Questa quindi non farร sicuramente la differenza ma, essendo io una scarsa consumatrice di questo genere di letteratura, devo cogliere lโoccasione quando resto folgorara da un libro per me inusuale.ย
ร questa infatti una storia che rapisce non solo per contenuti, stile e costruzione narrativa, ma ancora di piรน per il messaggio su cui lโautore ha deciso di basarla e cioรจ sullโidea appunto che sebbene si faccia fatica ad accettare lโidea del male, in realtร cโรจ un richiamo dentro ad ognuno di noi che agisce come una calamita nei suoi confronti: il buio affascina, seduce, attira.
Davanti a certi crimini efferati il turbamento รจ solo una maschera. Era una cosa che Goran Gavila aveva imparato presto. La morte, specie se violenta, esercita uno strano fascino sui vivi. Davanti a un cadavere diventiamo tutti curiosi. La morte รจ una signora molto seducente.
Se nella storia il suggeritore non fa nientโaltro che usare questa consapevolezza per i propri fini anche lโ autore a ben pensare utilizza lo stesso principio per tenere incollato il lettore alle proprie pagine.
Il buio รจ attraente e una volta provato a inabissarsi in esso, chissร potrebbe anche risultare difficile tornare indietro.
Io infatti , ho giร iniziato il secondo volume.
Perchรฉ, se cโรจ una cosa che ho imparato, รจ che il buio ci chiama, ci seduce con la sua vertigine. Ed รจ difficile resistere alla tentazioneโฆ
A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi รจ a terra? Forse proprio la resa puรฒ regalare unโinaspettata felicitร . Dopo โIl rosmarino non capisce lโinvernoโ, il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. In pochi hanno saputo raccontare la fragilitร maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanitร . In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un hikikomori che si รจ innamorato online vorrebbe incontrare chi รจ diventato per lui cosรฌ importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Un bambino ubbidiente scopre la bellezza inattesa di deludere le aspettative. Incrinati, piegati, sconfitti, capaci perรฒ di cercare un senso, di intravederlo lรฌ dove mai avrebbero creduto, questi protagonisti trovano ognuno un modo personale, autentico, spudoratamente onesto, di rispondere alla domanda: ยซChe cosa fa di un uomo un uomo?ยป
RECENSIONE
Poter assistere alla presentazione di un libro dal vivo รจ sempre un valore aggiunto alla lettura, un plus che mi dร spesso la possibilitร di trovare conferma e condivisione alle riflessioni che mi sono scaturite ma, ancora piรน interessante, mi permette di entrare piรน a fondo nelle riflessioni che lโ autore stesso ha fatto e ha voluto regalare al pubblico.
Se nel “Rosmarino non capisce lโinverno” Matteo Bussola parlava della resistenza al femminile nel suo ultimo libro invece, “Un buon posto in cui fermarsi” racconta della fragilitร maschile.
ร proprio dalla sua voce durante lโintervista che ha gentilmente concesso a Reading Marvels che lโautore spiega il perchรฉ di questa scelta.
Non solo per contrastare, come spesso fa nei suoi lavori, gli stereotipi di genere di cui tutta la societร e quindi anche le forme di comunicazione sono abbondantemente infarcite, ma anche perchรฉ come egli stesso dice, รจ quando cadiamo che mostriamo il nostro lato piรน vero, la nostra forza, il nostro essere umani al di lร del genere.
Nel caso dellโuniverso maschile questo รจ un aspetto ancora piรน importante, a contrastare la convinzione comune che invece un vero uomo non debba mostrarsi mai fragile, non far trasparire le emozioni, non restare fermo ma debba invece agire, muoversi, combattere, mai deporre le armi.
Ho trascorso la vita intera con addosso questa pressione silenziosa, che mi sussurrava cosa dovevo incarnare o dire o pensare per essere considerato un maschio prima, un padre poi.
Sono quasi tutti uomini infatti i protagonisti di questo libro, una raccolta di racconti tenuti insieme da un filo comune e che solo ad un attento osservatore svelano anche dove sono ambientati.
Protagonisti diversissimi, per etร , estrazione sociale, provenienza, lavoro e vissuti, eppure messi alla prova dalla vita, fotografati nel momento di maggiore vulnerabilitร quello attraverso cui lโ autore vuole dire proprio questo: che non c’รจ da provare vergogna per un uomo a mostrarsi nel momento in cui cede schiacciato dal peso delle difficoltร .ย
Perchรฉ รจ quando siamo a terra che mostriamo il nostro essere piรน autentico, e a volte restare giรน quando siamo caduti aiuta a capire meglio ciรฒ che ci circonda dandoci quindi strumenti inattesi per cercare di rialzarsi.
Non รจ una storia che parla di conquistare vette, perchรฉ i desideri non รจ che debbano per forza volare altissimi, pensa. La gioia, quella vera, spesso vola basso, proprio accanto a te.
Lโ autore rivela che la stesura di questo libro nasce dal desiderio di dare risposte ad alcune domande:
Cosa succede allโ amore quando se ne perde la memoria?
Non sarร che la ricerca della felicitร sia sopravvalutata?
Perchรฉ a qualcuno sรฌ e a qualcun altro uguale a noi no?
Cosa fa di un uomo un uomo?
Matteo Bussola รจ quindi un uomo che scrive di uomini in maniera perรฒ del tutto diversa da quella che ci si aspetterebbe da una penna maschile appunto, e molto lontana rispetto ai clichรฉ quasi impliciti nella credenza comune di cui spesso anche noi siamo inconsciamente sostenitori.
E cioรจ che lโuomo, anche in letteratura, non mostra le sue fragilitร , non manifesta le emozioni, non concede spazio al fallimento, deve sempre mantenere le promesse, trasmettere sicurezza, mirare in alto, perchรฉ in quanto rappresentante del genere maschile deve sempre mostrarsi forte, indipendente, sicuro di sรฉ, in poche parole un vero maschio.
Sรญ. Per certe generazioni cโรจ stata questa bizzarra idea pedagogica, come direโฆ che diventare uomini significasse confrontarsi con un trauma che dovevi superare. Il prima possibile. Se ti butto nellโacqua, devi vincere il terrore e devi nuotare.โ
ร in questo e in molti dei suoi precedenti lavori che Matteo Bussola cerca di scardinare questi e molti altri stereotipi di genere, con una prosa la cui principale caratteristica รจ di avvalersi di una scrittura delicata, introspettiva, che riesce a mixare una certa poetica del vivere, frutto della sua sensibilitร artistica, con il realismo del quotidiano risultato invece della sua vita fuori dai libri e cioรจ di compagno e di padre di tre figlie.
Una fusione tra uomo e scrittore che emerge sempre nei suoi scritti e che ne decreta il grande successo di pubblico.
Un uomo comune che racconta di uomini comuni ma inaspettatamente in modo non comune.
Il libro รจ costituito da una serie di racconti in cui potrete ritrovare anche qualche conoscenza del precedente “Il rosmarino non capisce lโinverno”, una lettura che scorre, fluida lungo la scia che lega i diversi protagonisti.
La scrittura in prima persona ricca di piccoli dettagli, come un portasapone sbrecciato o la potatura di un calicanto, avvolge in un abbraccio intimo il lettore complici dialoghi che mostrano il sentire profondo dei protagonisti, tanto da farceli sentire vicini e familiari sebbene li si possa incontrare per poche pagine.
Nella parte introduttiva e in quella finale risiede tutto il significato del libro e del titolo che puรฒ essere racchiuso nella metafora dellโalbero, che lโ autore racconta nel capitolo dedicato a Biagio e con cui risponde anche allโ ultima domanda dellโ intervista.
E cioรจ che alla fine bisogna scegliere il proprio metro quadrato, qualsiasi cosa esso sia.
Un messaggio semplice ma non facile da concretizzare che egli sembra voler lanciare nelle sue pagine come si farebbe con un messaggio in bottiglia lasciato nel mare.
Una mappa che ognuno puรฒ interpretare a modo proprio ma che ha sempre come meta le cose semplici, quelle importanti per noi come esseri umani al di lร del genere, quelle che troviamo nel posto in cui decidiamo di fermarci.
Come fossero fiabe perdute, canzoni inventate, una lunga ninna nanna di umanitร sussurrate. Una piccola mappa di alcuni modi in cui si puรฒ essere uomini.
Quando sei bambino tuo padre รจ un supereroe. Nessuno ti spiega che anche i supereroi possono cadere e farsi male, e soprattutto farti male. Pietro lo sa fin troppo bene: suo padre lo ha abbandonato quando era ancora un ragazzino. Lโunica cosa che gli ha lasciato รจ quella che lui chiama spezzanza, la sensazione di essere spezzati, di vivere sempre a metร . Eppure Pietro ha un vita perfetta: รจ diventato un professore universitario e ha una moglie e un figlio che ama. Fino a quando riceve una telefonata che cambia tutto. Deve andare a Tenerife il prima possibile: un viaggio in aereo attraverso il mare lo divide dallโattimo piรน importante della sua vita. Pietro corre, e piรน corre piรน si rende conto che sta andando incontro al vero sรฉ stesso e ai suoi fantasmi. Sono lรฌ a ricordargli che capita, a volte, di trovarsi allโimprovviso lontanissimi da sรฉ stessi, cosรฌ tanto da non sapere piรน chi si รจ veramente: come i punti che gli atlanti chiamano ยซpoli dellโinaccessibilitร ยป, quelli piรน lontani e irraggiungibili del globo. Quando succede, i geografi dicono che, per salvarsi, lโunica cosa da fare รจ guardare su. Cercare una stella, e poi andare dritti dove dice lei. Puรฒ avere i contorni di un amore o di un dolore. Di un desiderio o di una paura. Perchรฉ a volte non siamo nel posto sbagliato, stiamo solo cambiando. A volte arriva il momento di fare pace con tutte le ferite di quando si era bambini.
Enrico Galiano apre la sua anima ai lettori in un romanzo che indaga il rapporto piรน antico, autentico e complicato: quello tra figlio e genitore. Un romanzo che pone una domanda che va dritta al cuore: quando si smette di essere figli? Cโรจ un giorno, un momento, una linea che si supera e poi non si รจ piรน figlio di qualcuno, ma solo un uomo o una donna? Con la sua inconfondibile delicatezza, Enrico Galiano ci regala una prova di narratore maturo con una storia avvincente e coinvolgente. Una storia che, pagina dopo pagina, diventa sempre piรน la storia di tutti noi.
RECENSIONE
Geografia รจ la scienza che vive descrivendo: mentre il resto delle scienze รจ silenzio da laboratorio, la geografia รจ rumore di penna che gratta sul foglio, รจ passi sui sassi in salita in montagna, รจ onde del mare mentre il cuore cerca invano di andare a tempo.
Devo essere onesta a scuola la geografia non ha mai destato in me particolare interesse o la curiositร e la passione per esempio che invece mi suscitavano storia e letteratura.
Ho sempre pensato che certo รจ importante sapere come รจ fatto un territorio, uno stato, un continente ma imparare i nomi di cittร , fiumi, montagne (che mai vedrรฒ e che sono veramente numerose) potesse essere anche un poโ inutile e noioso.
Come mi sbagliavo, ad aver avuto un professore come Enrico Galiano invece ne avrei saputo intravedere la bellezza anche allora.
La stessa di cui ci fa partecipi nellโultimo suo libro, Geografia di un dolore perfetto, una storia diversa da quelle a cui lโautore ci aveva abituati nei suoi lavori precedenti.
Un racconto maturo dalle venature chiaroscure.
Dichiaratamente autobiografico, come sempre questo scrittore tesse una narrazione densa di messaggi e riflessioni, mettendo in gioco un sentire profondo e autentico in cui รจ impossibile non identificarsi.
Un sentire che non riguarda mai unโunica tematica: sebbene il filo conduttore di tutto il romanzo sia il rapporto padre-figlio in realtร esso รจ lโimpalcatura che sorregge tutta una serie di altri temi umani di cui la geografia appunto, รจ molto articolata.
Perchรฉ vuoi o no il rapporto con i propri genitori imprime su di noi un timbro, modella inesorabilmente il nostro io e il nostro modo di approcciarci al mondo esterno, inconsapevolmente, sia nella forma che nella sostanza, diventando unitร di misura delle relazioni umane che avremo in seguito.
Quelle con gli altri e specialmente quella con noi stessi.
ร raccontando il rapporto con il proprio padre che abbandonรฒ la famiglia quando lui aveva otto anni che lโautore si mette a nudo, venendo forse a patti con la consapevolezza che la crescita e la costruzione della propria identitร sono indelebilmente segnate da questo abbandono.
La spezzanza esiste ed รจ quando ti senti spezzato, sempre. Anche quando sorridi, anche quando sei felice e spensierato, sai che sei rotto in qualche punto, come un giocattolo difettoso. Cerchi di nasconderlo, camuffi piรน che puoi, ma sai che รจ cosรฌ e hai sempre paura di essere scoperto.
Questโautore riesce sempre a coniare parole che nel vocabolario non esistono ma il loro significato รจ immediato.
Pietro infatti il protagonista del libro รจ un uomo in apparenza realizzato professionalmente e socialmente ma in realtร รจ un uomo il cui spirito รจ eroso dalla โspezzanzaโ: รจ spezzato dal dolore di unโinfanzia privata della figura paterna e consumato allo stesso tempo dalla speranza che qualcuno possa riparare i pezzi rotti che ne sono il risultato.
ร infatti radicato in lui un senso di inadeguatezza, che ha fatto sรฌ che egli si costruisse unโidentitร che lo mettesse al riparo dalla solitudine e dalla delusione provati nei confronti di un padre con cui il rapporto รจ stato sempre difficile fino a interrompersi per molti anni.
Due le figure di uomo e padre che questo bambino e poi adolescente mette a confronto e di cui si nutrono il dolore dellโ abbandono e il bisogno di sentirsi amati e accettati.
Nando che non gli ha mai restituito lโimmagine di sรฉ che avrebbe voluto e Paco che al contrario lo ha sempre fatto sentire accettato, importante.
Era proprio questa la differenza fra Paco e Nando: lui non mi faceva mai sentire sbagliato. Anche quando sbagliavo, soprattutto quando sbagliavo, io sapevo che gli andavo bene lo stesso, cosรฌ comโero, tutto storto eppure perfetto cosรฌ.
ร una telefonata da Tenerife che mette davanti Pietro alla resa dei conti, non tanto con questi due uomini ma con se stesso.
Che si riferisca al passato o al presente dei protagonisti infatti questo รจ il racconto di un uomo che si รจ perso, che non sa piรน chi รจ perchรฉ improvvisamente si rende conto che sta vivendo a metร .
E che perรฒ butta coraggiosamente allโaria tutte le sue paure per tentare di ritrovarsi.
Il romanzo รจ diviso in cinque parti con cambi temporali ben coesi, una narrazione intima come puรฒ esserlo quella scaturita dalla prima persona.
Non dirรฒ che รจ il solito libro a cui ci ha abituati Enrico Galiano, all’inizio i toni della narrazione sono un po’ grigi, ci si immerge in modo intenso nel dolore di un figlio abbandonato da un genitore, nella pena e nella tenerezza che suscitano i pensieri di un Pietro bambino, indifeso nei confronti delle paure e delle sensazioni provocate dal crescere con questa mancanza.
Un dolore racchiuso tutto nellโimmagine di un bimbo seduto alla finestra ad aspettare il padre come si aspetta l’arrivo della neve.
Ma prosegue poi anche con qualche sorriso fino ad arrivare a episodi quasi grotteschi (come puรฒ esserlo Terminator doppiato in spagnolo) che fanno da contraltare alla prima parte del libro.
Colonna sonora di Vasco Rossi, riferimenti a oggetti e vissuti degli anni โ80 , una nevicata che cambierร tutto, danno vita ad un mix di profonditร e leggerezza in perfetto stile Galiano, uno stile che personalmente adoro anche per la capacitร di parlare alle parti piรน intime e recondite del nostro io in modo diretto ma mai banale, soprattutto moderno.ย
Enrico Galiano รจ un comunicatore del suo tempo, che riesce a porre domande e spingere a riflettere su temi che nellโ era della globalizzazione e delle relazioni virtuali potrebbero sembrare demodรฉ, facili alla retorica, invece attraverso la sua penna diventano senza epoca.
Questo libro รจ un autoritratto in cui egli mette sul piatto la propria fragilitร di bambino, adolescente e anche uomo adulto per comunicare che non siamo gli unici, non siamo soli nelle nostre fragilitร .
Le analogie e le similitudini con la geografia di cui lโautore infarcisce la narrazione sono molto affascinanti, i teoremi di Paco lโesploratore dovrebbero entrare a fare parte del programma scolastico.
Una su tutte la fa da padrone e mi รจ rimasta impressa tanto da farne argomento di domanda allโautore durante la presentazione del libro.
Quando studi i paesaggi studi anche le persone, perchรฉ le persone sono paesaggi. Cโรจ chi รจ foresta tropicale, chi รจ fredda tundra, chi vento e Mare del Nord. Cโรจ chi รจ fatto di mare, chi di neve. Siamo posti, e le facce sono mappe.
Le persone sono paesaggi.
ร cosรฌ che alla presentazione del romanzo a cui ho assistito ho chiesto a Enrico Galiano quale paesaggio egli fosse.
Non posso fare spoiler sulla sua risposta ma io lโho trovata azzeccata.
Lโautore mi ha omaggiato poi di una bella dedica sulla mia copia del libro, ricambiando a sua volta la domanda da me posta: e tu Annalisa che paesaggio sei?
Caro Enrico credo adesso di poterti rispondere cosรฌ: io penso di essere un lago che molto spesso vorrebbe perรฒ essere mare.
Placida a prima vista, calma, solo allโapparenza, appunto come la superficie di un lago, nascondo una profonditร difficile da raggiungere, su cui poggiano molte pietre che a volte ne hanno increspato la superficie fino a posarsi sul fondale.
Io perรฒ vorrei essere mare, che vive i propri moti ondosi in libertร , riesce a toccare terre diverse e al bisogno vive le proprie tempeste senza soccombervi.
Questo per dire che siamo un poโ tutti come Pietro: non sempre ci riconosciamo nellโimmagine che ci rimanda lo specchio e sentiamo di non vivere la vita che vogliamo, ed รจ lรฌ che arriva il momento in cui in qualche modo dobbiamo provare a ritrovarci.ย
Ogni tanto ci finiamo anche noi, nei poli dellโinaccessibilitร . Che siano occhi che cercano un mare distantissimo o piedi che desiderano una terraferma che non cโรจ, siamo lรฌ, lontanissimi da noi stessi, cosรฌ tanto che nemmeno sappiamo piรน chi siamo. Inaccessibili. Quando succede, i geografi dicono ci sia solo una cosa da fare, per salvarsi: guardare su. Cercare una stella. E poi andare dritti dove ci dice lei.
Lโamore culla, riempie, appaga. Daniele lo sa bene, ha al suo fianco la donna che ama e dalla quale sta aspettando una figlia. Lui รจ innamorato di Sara dal giorno in cui, ancora adolescente, ha incrociato il suo sguardo per la prima volta, ma i loro destini hanno preso inizialmente strade diverse. Sara ha dato fiducia al ragazzo sbagliato e si รจ trovata a vivere un incubo, da cui รจ riuscita a risvegliarsi proprio grazie alla presenza di Daniele. Da quel momento รจ nata una storia dโamore fatta di piccole attenzioni, attrazione fisica, complicitร . Una maledetta sera, perรฒ, la sua vita viene distrutta. Lui vorrebbe essere morto e invece รจ costretto a sopravvivere, ma non ha la forza di rialzarsi, trova pace solo nellโoblio portato dallโeffetto dellโalcol. La sofferenza e il dolore lo annientano, lasciando in breve tempo il posto a un altro sentimento: il desiderio di vendetta. Daniele รจ pronto a colpire. La luce, perรฒ, filtra allโimprovviso e arriva al suo cuore, facendo intravedere la speranza di poter ricominciare.
RECENSIONE
Potrei definire questo primo libro di Alessia Figini il libro degli opposti.
Caratteristica che si annusa giร dallโintroduzione nella quale Alessandro Barbaglia lo definisce leggero quanto abrasivo, due aggettivi in apparenza incompatibili.
In effetti รจ cosรฌ, ho pensato anchโio che racchiudesse molti elementi che potrebbero sembrare in contrasto tra loro eppure lโautrice li ha ben amalgamati, dando cosรฌ ritmo alla vicenda, una scansione che tiene il lettore un poโ in ostaggio, alternando capitoli di tenore diverso in unโaltalena di sensazioni da cui รจ difficile scendere.
Perchรฉ si sta in un saliscendi costante, tra la nascita della storia dโamore tra Sara e il protagonista Daniele e i momenti in cui invece egli sprofonda nellโabisso.
Sono soprattutto questi ultimi che attanagliano il lettore, proprio per come lโautrice รจ riuscita a trasmettere la disperazione, la rabbia, il dolore del protagonista e che sono proprio gli elementi che invogliano ad andare avanti per comprendere in quale modo riuscirร a farlo uscire da questo pozzo.
Perchรฉ รจ questo che ci si aspetta per tutta la durata del libro: come farร lโautrice a dare una svolta a una vicenda tanto drammatica?
Per scoprirlo invito a leggere questo esordio letterario edito da Moellini della cui squadra fa parte anche Sara Rattaro, in cui Daniele causa un evento tragico si ritrova in un profondo stato di annichilimento in cui gli unici sentimenti che hanno posto ormai sono il dolore e il desiderio di vendetta che permeano gran parte del racconto.
La rabbia ormai mi teneva allโamo, era tale che non riuscivo a pensare ad altro se non alla vendetta, ma nei pochi momenti di luciditร in cui la mia coscienza tornava a farsi sentire mi ritrovavo lacerato nellโanimo.
Tornando agli opposti infatti sono due i modi a cui si puรฒ reagire alla sofferenza: facendo del bene agli altri o nutrendo il male che si prova fino a trasporlo allโesterno.
Daniele fa parte della seconda categoria e porterร il lettore giรน con lui in una spirale che lโutilizzo della prima persona rende in modo molto efficace: una scelta ben congeniata e ben utilizzata.
Lo stile รจ scorrevole, i dialoghi non sono numerosi ma non ci si annoia mai.
Ho apprezzato la scelta di alternare la narrazione tra passato e presente, una scelta narrativa che permette la conoscenza graduale dei personaggi e consente di comprendere lโevoluzione delle vicende alla luce del loro vissuto.
Una storia questa che si svolge per gran parte nel buio della sofferenza e a cui lโautrice dร uno spiraglio di luce alla fine del libro in modo non scontato e nemmeno retorico, quasi inaspettatamente, come dice lo stesso titolo.
Se devo riconoscere una qualitร di questa autrice รจ proprio quella di essere riuscita ad utilizzare il dolore senza banalizzarlo, evitando facili espedienti narrativi che guariscono miracolosamente un protagonista prigioniero del buio.
Tuttโaltro, lโautrice lascia solo una piccola fessura da cui si comincia ad intravedere un poโ di luce ma che dร al lettore la fiducia che ci potrร essere guarigione da tanto male.
Ognuno di quei bambini colpรฌ il muro che aveva letto intorno a me e vi fece una piccola breccia. La luce, benchรฉ fievole, inizio a filtrare dove prima dominava il buio piรน tetro.
In fin dei conti รจ questo il seme da cui si puรฒ provare a rinascere: la speranza.
In quel momento provai una strana sensazione, il desiderio di aggrapparmi una scialuppa, di farmi guarire le ferite, di avere di nuovo fiducia in qualcuno.
Ecco allora mi sento di dire che Alessia Figini ha voluto regalarci una storia sulla speranza, sicuramente sofferta e molto intensa, ma la speranza dโaltronde germoglia nei luoghi in cui ve nโรจ piรน bisogno.
Cosa succede quando ti accorgi, per la prima volta, che ti piace qualcuno? Viola si รจ resa conto di vedere Marco con occhi diversi in un pomeriggio di ottobre, di lunedรฌ, nel cortile della scuola media mentre sta giocando a calcio e nel cielo corrono grosse nuvole bianche, una sembra un orso. Marco invece prova qualcosa per Viola giร da un poโ, ma sono amici da tanti anni, e si sa che quando dici a qualcuno che ti piace poi le cose cambiano, e quasi mai in meglio. Ed รจ proprio lรฌ, nel momento della consapevolezza di nuovi sentimenti, quando tutto dovrebbe essere semplice e bello, che le cose si fanno invece piรน difficili. Quandโรจ che si smette di essere amici e si diventa magari altro? Come si capisce la differenza? Come si parla a una stessa persona con una voce nuova? Con che occhi la si guarda? Come superare quel gigantesco scoglio di imbarazzo e di incomprensione senza dover ricominciare tutto da capo? Un delicato diario di educazione sentimentale che fotografa l’adolescenza e tutti i suoi cambiamenti, un romanzo sui primi amori ma anche sulle fragilitร , e sullo smettere di proteggersi per paura. Perchรฉ non importa se sei maschio o se sei femmina, se il tuo corpo sta cambiando e tu non gli riesci a stare dietro, lโimportante รจ che (ri)cominciamo a guardare gli uni negli occhi degli altri. Quel che sceglieremo di vedere, dipenderร solo da noi.
RECENSIONE
Il grande filosofo lo ha capito per primo, che lโunico modo per sfuggire alle sofferenze amorose รจ andare in cerca dellโanima gemella, lโaltra metร della mela.
ร di Platone il mito della metร della mela, quando nel Simposio durante un banchetto Aristofane enuncia che lโessere vivente non รจ altro che la metร di due individui divisi al principio da Zeus che li separรฒ per lasciarli in cerca lโuno dellโaltro.
Matteo Bussola parte da questa credenza nata grazie al suddetto mito per imbastire un piccolo romanzo dai grandi messaggi.
Scrittore e uomo dalla spiccata sensibilitร come ho avuto modo di ascoltare alla presentazione del libro in questione, Mezzamela appunto, dร alla simbologia della metร del frutto una nuova veste, sempre filosofica ma piรน moderna.
Mezzamela รจ il simbolo di un senso di inadeguatezza nei confronti della persona che ci piace, una percezione che permea soprattutto la fase di crescita piรน delicata e temuta dai genitori, lโadolescenza.
Mentre io, non soโฆ mi sembra di essere ancora un poโ ragazza e un poโ bambina. Nรฉ carne nรฉ pesce, come dice sempre il nonno. Mi sento come se Marco fosse diventato allโimprovviso una bella mela succosa e io, invece, fossi ancora tipo a metร . Una mezzamela.
Nello stesso tempo รจ un concetto che non tiene conto del valore intrinseco dellโindividuo ma solo del suo involucro.
In questo senso ribaltiamo il mito: noi siamo interi ed รจ lโincontro con lโamore a spezzarci a metร , permettendoci di mettersi a nudo, di farsi guardare dentro.
La veritร รจ che noi prima di incontrare lโamore siamo mele intere, e troppo spesso agli altri ci piace mostrare solo la nostra buccia lucida, e fermarci a quella. Ma poi, quando abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno che ci fa battere il cuore davvero, รจ allora che lโamore ci spezza a metร , facendoci diventare mezzemele. Nel senso che ci offre lโopportunitร di mostrare quel che siamo davvero, ciรฒ che abbiamo dentro, proprio come i semini di una mela.
Sono personaggi giร conosciuti nel precedente romanzo per ragazzi โViola e il bluโ i protagonisti di questo tenero racconto sul passaggio dallโamicizia allโamore con tutti i timori e lโimpaccio che porta con sรฉ, ma attraverso cui lโautore accarezza una serie di altri temi importanti, su cui riflettevo, permangono grosse mancanze dal punto di vista educativo, non solo da parte delle famiglie ma della societร in generale.
Perchรฉ nessuno ci parla mai di sentimenti, di emozioni, della dirompenza e della percezione differenti che avranno nelle varie stagioni della vita e di conseguenza ci troviamo spesso impreparati a gestirli e affrontarli.
Ed รจ cosรฌ che davanti a qualcosa che non conosciamo e non sappiamo maneggiare la nostra fragilitร diventa un problema, un ostacolo, una cosa da nascondere o camuffare perchรฉ รจ proprio lรฌ dove siamo frangibili che diventiamo piรน vulnerabili ed esposti al dolore e, di conseguenza, piรน deboli.
ยซBeโ, soprattutto perchรฉ hanno paura di sembrare deboli. Ma non รจ colpa loro, รจ che non sono molto abituati a gestire i loro sentimenti, ad accettare le loro fragilitร , non glielo insegna nessuno. E non cโรจ nulla al mondo che ti faccia sentire fragile come lโamore per qualcunoยป.
Matteo Bussola ci dice invece che non รจ cosรฌ, non siamo deboli, siamo solo destabilizzati, perdiamo un poโ lโequilibrio di fronte a emozioni nuove.
Come lo sono Marco e Viola legati da una profonda amicizia che non sanno come gestire il mutare dei loro sentimenti.
Nelle loro riflessioni e nei dialoghi con i personaggi di contorno emerge lโeducazione sentimentale di questo autore capace di trattare amicizia, pregiudizio, crescita e confronto con tatto e una certa attitudine.
Sรฌ parla di stereotipi di genere, del giudizio degli altri, della paura di mostrare le proprie debolezze, della difficoltร di capirsi e di comunicare, del coraggio di mettersi a nudo, dellโimportanza dellโamicizia e del dialogo.
Un libro consigliatissimo ai ragazzi che possono identificarsi con i due protagonisti e le loro vicende, ma anche ai genitori per avere un assaggio di come si dovrebbe comunicare con i propri figli soprattutto nellโetร dellโincertezza quando non sono nรฉ carne nรฉ pesce.
O come si definisce Viola nel libro, quando non sono ancora maturi come una mela succosa, ma assomigliano di piรน a una mezzamela.ย
Miss Olivia Foley ha bisogno di un lavoro e il dottor Vincent Ballard รจ alla ricerca di unโinfermiera.
Miss Foley non รจ unโinfermiera, tuttavia il dottor Ballard รจ troppo disperato per far caso a un dettaglio del genere.
Comincia cosรฌ un proficuo sodalizio professionale che sfocia in breve tempo in un piccolo scandalo, costringendo Miss Foley e il dottor Ballard a convolare a nozze.
Decisi a trattare il matrimonio come unโappendice del rapporto di lavoro, i due sposi si troveranno a dover affrontare una serie ininterrotta di imprevisti che li condurrร verso una trasformazione irreversibile del loro patto.
DOPPIA RECENSIONE
di Alessia
Miss Olivia Foley giunse presso lโabitazione del dottor Ballard, per puro caso, con un certo anticipo. Lโanticipo e il caso, pur essendo disgiunti, si intersecarono generando un moto causa-effetto che influรฌ notevolmente sia sulla vita di Miss Foley sia su quella del dottor Ballard.
Inizia cosรฌ Miss Foley e il Dott. Ballard, ultima opera di genere storico di Rebecca Quasi. Lโincipit di una storia รจ fondamentale, per molti lettori รจ una delle basi che risiedono nel momento della scelta di un libro. La sua importanza รจ nota, perchรฉ scopo principale dellโincipit รจ quello di sedurre, e per questo lโautore deve costruirlo in maniera โconturbante, accattivante e anche ammalianteโ. Quanto รจ emozionante essere rapiti dall’esordio narrativo di un romanzo? Moltissimo e Rebecca Quasi, autrice raffinata e sperimentatrice, in quanto a offrire emozioni รจ una sapiente maestra, catturando chi legge giร dalle prime righe.
Come? Grazie a una scintilla che innesca un incantesimo, creando una rete di fili incandescenti e avvolgenti da cui non si vorrebbe piรน uscire. Due protagonisti irresistibili, personaggi comprimari altrettanto spassosi e originali, una trama avvincente e una storia dโamore bellissima: un mix di ingredienti che rende i romanzi di questa autrice imperdibili.
A Olivia piaceva passare del tempo con il dottor Ballard perchรฉ stare con lui richiedeva pochissimo impegno, assomigliava molto a stare da soli con il vantaggio di imparare cose nuove, perlopiรน molto interessanti, che di norma venivano precluse alle donne. Piรน tempo trascorrevano insieme, piรน Olivia si chiedeva come mai la gente non si fidasse di lui e preservasse quella distanza immotivata.
Olivia Foley e Vincent Ballard sono i protagonisti di questo romanzo. Una coppia magistralmente creata dalle mani di una scrittrice sofisticata, che offre un connubio a dir poco intrigante: lei, tanto giovane e graziosa quanto inconsapevole di esserlo, e allo stesso tempo determinata a trovare un posto sereno nel mondo, dove vivere dignitosamente per lasciarsi alle spalle un passato doloroso e precario; lui, apparentemente immune alle emozioni, sedotto dalla scienza e rivestito di una spessa corazza fatta di pragmatismo e razionalitร , sotto cui si nasconde un animo libero e generoso.
Entrambi vittime dello strisciante pregiudizio di dover conformarsi a una societร che li vorrebbe incastrati in rigidi schemi, basati sul totale rispetto della forma e indifferenti alla piรน evidente sostanza.
ยซIl decoro non tiene conto delle circostanze e non ammette eccezioni, รจ su questo che si fonda lโImpero Britannico.ยป
Cosรฌ, scovare una via alternativa per vivere liberi sembra lโunica soluzione, una trovata rischiosa ma geniale. Che accade perรฒ se la ricerca della libertร porta a fare i conti con lโinaspettato, ovvero le emozioni? Faccenda piuttosto ostica per chi ha messo in letargo il cuore.
Olivia e Vincent si rispettano, si studiano, si aiutano, senza immaginare di cadere nella rete di una complicitร emotiva ammaliante, che inizialmente intreccerร le loro menti per fondere poi le loro anime in modo inesorabile. Un percorso, il loro, che richiama le dinamiche sempre attuali di chi deve affrontare e riconsiderare convinzioni, sondare fragilitร . Una bella sfida che ridisegna i confini di spazi inesplorati, come il desiderio, la passione, lโintimitร e non solo:
Quella cosa del desiderio, unito alla stima e qualcosโaltro di misterioso che Vincent faticava a riconoscere, era un enorme ostacolo alla conduzione delle relazioni coniugali. Ecco perchรฉ la gente cercava di sposare persone che gli piacessero cosรฌ cosรฌ. Era unโidea molto pratica, geniale nella sua semplicitร . Ma a lui Olivia non piaceva cosรฌ cosรฌ, gli piaceva molto e sotto tutti i punti di vista.
Rebecca Quasi con grande originalitร dipinge unโopera sublime, ricordando ai suoi lettori che non se ne ha mai abbastanza di romanzi cosรฌ, coinvolgenti, ironici, spassosi ma anche intensi e ricchi di sfumature mai banali, grazie anche al suo stile impeccabile e preciso. Come diceva Anthony Trollope, grande scrittore inglese di epoca vittoriana, citato nel romanzo:
ยซNon si puรฒ scrivere bene e, nel contempo, anche facilmente.ยป
di Annalisa
Da vorace consumatrice di romanzi rosa a carattere storico ho maturato nel tempo una certa consapevolezza, del tutto soggettiva questo รจ ovvio, su quello che un buon libro di questo genere debba avere per non risultare prevedibile.
La trama di un romance storico รจ infatti a mio parere non solo difficile da affrontare per la necessitร di sottostare a determinati dettami di carattere storico appunto, come per esempio lโattendibilitร delle ambientazioni, dei dialoghi, delle dinamiche sociali ma per le evidenti limitazioni dal punto di vista narrativo.
Difficile uscire dal seminato nel quale le classi sociali e le differenze di ruolo di genere erano ben determinate e lontanissime dal mondo moderno, tanto che qualsiasi tentativo di darvi uno scossone rischierebbe di far risultare la trama inverosimile.
Ed รจ qui allora che entra in gioco lโabilitร dellโautore, riuscire a rendere accattivante una trama che potrebbe risultare invece scontata.
Unโautrice abilissima da questo punto di vista รจ sicuramente Rebecca Quasi, capace di rinnovare la linfa dei suoi libri grazie al tratteggio personale e originale che riesce sempre ad attribuire ai suoi personaggi.
Questa scrittrice รจ in grado di descrivere gli aspetti piรน sottili delle personalitร umane con la minuziositร di chi sa scavare con la lente dentro alle emozioni e regalarci cosรฌ non piรน solo personaggi di carta ma di carne e cuore.
Ne sono un ulteriore prova i due protagonisti del suo ultimo lavoro, Miss Foley e il dottor Ballard.
Un uomo razionale fino allโesasperazione che nonostante unโaurea di cinismo e distacco custodisce unโumanitร generosa e appassionata.
A fargli da contraltare una donna intelligente, pratica, risoluta che vuole esplorare proprio il territorio che il suo coprotagonista tiene ben nascosto allโombra del suo ruolo di medico, votato esclusivamente al lavoro, alla scienza, in nome delle quali si puรฒ anche venire a patti con le convenzioni.
ยซMi arrangerรฒ da sola. Sono sicura che con un poโ di impegnoโฆยป ยซPerchรฉ siete sempre cosรฌ cocciuta?ยป ยซSi era detto che ostinata รจ piรน elegante.ยป ยซSiete estenuante. Ammiro la vostra risolutezza, il piรน delle volte, ma ci sono momenti come questo, in cui preferirei che lasciaste perdere.ยป
Rebecca Quasi rende le personalitร tangibili anche attraverso dialoghi brillanti, mai banali, arguti e coerenti con il carattere che assegna alle sue creature letterarie.
Spettacolari sono in tale frangente le sorelline Hunt, una lโopposto dellโaltra quasi a compensarsi a vicenda, in un gioco a incastro con i personaggi adulti del libro che le rende molto piรน che complementari alle vicende.
A riprova che Susan intendeva i discorsi piuttosto bene, nel sentire nominare il bagno, spalancรฒ gli occhi e inorridรฌ. ยซUn bagno!ยป esclamรฒ Charlotte, cosรฌ palesemente entusiasta che Susan si sentรฌ in dovere di proteggere la sorella facendole da scudo con il proprio corpo, quindi, senza porre tempo in mezzo, si lanciรฒ verso Charlotte con lโintento di strapparla dalle grinfie di Mrs Cunningham.
Ironia sottile e intensitร sono il plus dello stile di questa autrice che fa innamorare di ogni suo personaggio.
Rebecca Quasi non regala solo intrattenimento grazie alla capacitร di dare spessore ai suoi personaggi ponendoli come protagonisti di vicende che raccontano tematiche importanti senza che tale spessore si tramuti perรฒ in pesantezza.
La povertร , lโistruzione, lโabbandono, lโemancipazione della donna, la difficoltร ad abbandonarsi ai sentimenti in una societร votata allโapparenza tutto in perfetto equilibrio tra attendibilitร storica e capacitร di tenere vivo lโinteresse del lettore.
Ennesimo risultato portato a casa da questa autrice, una fonte inesauribile di pagine della cui godibilitร non mi stanco mai.
โLสผamore si costruisce attraverso i piccoli gesti quotidianiโ
Le giornate di Viola, dopo il divorzio, sono occupate dalla cura della figlia Lisa, quattro anni, e dalla sua professione di veterinaria allสผacquario di Livorno.
Per Kai la ricerca scientifica รจ una vocazione; si รจ specializzato per lavorare in Antartide, nella base piรน estrema del mondo, dove trascorre molti mesi lสผanno come un eremita.
Nel Parco Nazionale dellสผArcipelago Toscano iniziano a verificarsi anomali spiaggiamenti di tartarughe, viene deciso di ricercarne la causa affidandosi a degli esperti. Cosรฌ, i due scienziati, si trovano a collaborare per capire lสผorigine del preoccupante fenomeno.
Interrotti dal virus che ferma il mondo, anche le loro vite ne sono sconvolte. Ciรฒ che รจ dato per scontato si ribalta e, la quarantena insieme, diventa unสผ ottima palestra per costruire il loro amore.
Perchรฉ anche nei tempi piรน bui รจ possibile scoprire la propria fonte di luce.
RECENSIONE
In occasione dellโultimo FRI, lโevento che riunisce amanti ed estimatori del genere romance dello scorso marzo ad Assago mi รจ capitato tra le mani questo libro di Monica Peccolo, autrice livornese che รจ stata una piacevole scoperta.ย
โIl mare guarisceโ il libro in questione รจ un romanzo che potrei definire ibrido, a metร strada tra romance e narrativa sentimentale e che in virtรน di questa sua duplice identitร ho trovato originale.
Finalmente una prospettiva un poโ nuova che ha saputo intrecciare elementi molto distanti tra loro in modo armonico.
Le tematiche predominanti sono il rispetto e la cura dellโambiente, nello specifico del mare e delle sue creature, che si intersecano nella narrazione con il lock down a cui ci ha costretti la pandemia.
E devo dire che in entrambi gli scenari va dato il merito allโautrice di non essere mai scivolata nella retorica o nel giudizio nonostante si possano considerare due temi scottanti, sicuramente attuali ma spinosi.
Non semplice costruire una trama su due basi cosรฌ differenti eppure Monica Peccolo ci รจ riuscita dando a tutto lโ impianto narrativo un perfetto equilibrio.
Ambientato nella meravigliosa cornice del Parco dellโarcipelago toscano ci presenta due tipi diversi di narrazione: la prima ci introduce alla scoperta dei protagonisti dal punto di vista professionale.
Uno scienziato nomade e una veterinaria dellโacquario di Livorno, coinvolti in un viaggio di ricerca nelle isole dellโarcipelago che immerge il lettore nel fascino e nella bellezza di queste terre, grazie a descrizioni accurate dei paesaggi e delle attivitร professionali, degli animali e delle atmosfere che si vivono stando in mare, senza risultare mai noiose o prolisse, tuttโaltro .
Un mondo pieno di vita ma fragile, minacciato dalle azioni umane che i protagonisti Viola e Kai cercano di difendere con il loro lavoro.
E poi accade che le parti si invertono e sembra essere la natura a costituire una minaccia per lโesistenza dellโuomo.
ยซNo, a casa tutto bene. Mi hanno dettoโฆ ho controllato in rete. Hanno esteso la zona rossa a undici comuni fra Lombardia e Venetoยป li informรฒ con tono allarmato.
Dalle spiagge dellโ arcipelago ci ritroviamo nella casa di Viola, il primo lock down costringe Kai alla convivenza con la veterinaria e la figlioletta di 4 anni e si assiste ad un cambio di registro narrativo: meno descrizioni rispetto alla prima parte, piรน dialoghi, riflessioni interiori dei personaggi, si entra nei loro pensieri, paure, desideri, nella loro vita al di lร del lavoro.
Lโautrice tratteggia due persone ordinarie, una mamma single lavoratrice che deve camminare in equilibrio tra la quotidianitร e il mestiere di genitore e uno scienziato che ha scelto un altro tipo di isolamento come rifugio a paure e fallimenti passati, con i quali รจ immediato e spontaneo immedesimarsi.
Due di noi insomma, catapultati perรฒ allโimprovviso in un momento storico surreale ma necessario.
ร forte in questa parte del racconto la similitudine tra lโimmobilitร del momento storico e la quiete che caratterizza le profonditร dellโambiente marino.
Viola pensรฒ che, forse, nellสผera moderna per la prima volta i due emisferi, terrestre e acquatico, sperimentavano una vicinanza di quel tipo. Era quella la pace che si viveva immersi negli oceani e a cui le creature marine erano abituate?
Entriamo nella quotidianitร dei protagonisti che perรฒ non รจ scandita dalla normalitร ma da una chiusura forzata di ogni attivitร umana allโinterno della quale la relazione tra i due evolve non senza difficoltร proprio attraverso piccoli gesti quotidiani di condivisione e resilienza.
Sono proprio questi a rappresentare la forza del racconto, i piccoli gesti quotidiani che sono gli stessi che scandiscono le nostre giornate e i nostri rapporti umani, a testimoniare che si possono narrare amore, forza e perdono senza grandi scenari o trame dagli intrecci troppo complicati, tenendo lโattenzione del lettore comunque alta.
ร in questa seconda parte del libro che si entra nella vita interiore dei personaggi e nelle difficoltร e nelle fragilitร che si portano dietro, complicati dalle circostanze estreme del lock down.
ยซSono sempre complicati i rapporti familiari.ยป ยซQuando diventi genitore, analizzi spesso il tuo presente e il tuo passato, scopri e comprendi molto.
Genitorialitร , gestione dei conflitti, impegno ambientale, costruzione di una relazione, capacitร di autoanalisi, resilienza, amicizia, professionalitร , sacrificioโฆ
Tante tematiche ma un unico forte messaggio, semplice ma chiaro:
ยซQuesta prima pandemia dellสผera moderna ci ha ricordato che la nostra identitร รจ profondamente intrecciata con quella degli altri ecosistemi del pianeta. Lโidea che siamo parte della natura e non separati da essa, รจ un concetto che le nostre societร ultra tecnologiche sembrano aver dimenticato.ยป
Cosรฌ alla fine della lettura il titolo del libro acquisisce agli occhi del lettore una doppia valenza: il mare รจ in grado di guarire lโanimo umano per la bellezza e la quiete che รจ in grado di regalare a chi sa rispettarlo, e guarirร dai suoi mali se tutti insieme metteremo impegno e azioni concrete per fermare la sua distruzione i cui effetti stanno giร minando la coesistenza tra uomo e natura.
Per qualche minuto, ogni preoccupazione era accantonata dinnanzi allโimmobile quiete del mare che tutto guariva. La Natura infettava e sanava: era cosรฌ da milioni di anni.