SURVIVE THE NIGHT di Riley Sager

SURVIVE THE NIGHT di Riley Sager

Titolo: Survive the night
Autore: Riley Sager
Serie: Autoconclusivo
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 22 settembre 2023
Editore: TimeCrime

TRAMA


Novembre 1991. I Nirvana risuonano nel mangiacassette, George H.W. Bush รจ alla Casa Bianca e la studentessa fissata con il cinema Charlie Jordan รจ in macchina con un uomo che potrebbe essere un serial killer. Josh Baxter, lโ€™uomo al volante, รจ praticamente uno sconosciuto per Charlie. Si sono incontrati alla bacheca del campus per condividere il lungo viaggio verso lโ€™Ohio. Entrambi hanno buone ragioni per voler andarsene. Per Charlie, รจ il senso di colpa e il dolore per lo scioccante omicidio della sua migliore amica, che รจ diventata la terza vittima dellโ€™uomo conosciuto come il Killer del Campus. Per Josh, il motivo รจ aiutare a curare il padre malato, o almeno cosรฌ dice. Piรน tempo passa seduta sul sedile del passeggero, piรน Charlie si accorge che Josh ha qualcosa di sospetto, dai buchi nella sua storia sul padre al fatto che non vuole che lei curiosi nel bagagliaio. Mentre viaggiano su unโ€™autostrada vuota e tortuosa nel cuore della notte, una Charlie sempre piรน ansiosa comincia a temere di essere finita in auto con il Killer del Campus. Josh รจ davvero pericoloso? O il nervosismo e la diffidenza di Charlie sono solo frutto della sua immaginazione alimentata dai film? Una cosa รจ certa: Charlie non ha nรฉ un posto in cui fuggire nรฉ un modo per chiamare aiuto. Intrappolata in un terrificante gioco del gatto e del topo, che si svolge su strade nere come la pece e in parcheggi illuminati al neon, Charlie sa che lโ€™unico modo per vincere รจ sopravvivere alla notte.

RECENSIONE


Difficile incappare in libri che come questo, ti fanno navigare nellโ€™ incertezza fin quasi allโ€™ ultima pagina. 

E invece Riley Sager รจ riuscito a regalarcene uno, Survive the night (Sopravvivi alla notte) un  thriller psicologico che evoca immagini, rumori e sensazioni vivide, al pari di una pellicola cinematografica. 

Grazie soprattutto alla capacitร  dell’ autore di portarci dentro allo spazio -luogo della narrazione facendoci percepire le emozioni e le sensazioni dei personaggi attraverso i sensi, come fossimo lรฌ con loro.ย 

Nonostante lโ€™ arco temporale breve evocato dal titolo, per cui tutto avviene in una notte, allโ€™ interno di uno spazio che lโ€™autore fa diventare egregiamente claustrofobico, come lโ€™automobile del protagonista, la trama trascina il lettore in una dimensione scevra dallo spazio e dal tempo. 

Si entra infatti nella mente dei protagonisti senza accorgersene, come stessimo assistendo ad un valzer oscuro tra realtร  e immaginazione, in un passo a due questo tra Josh e Charlie, di cui รจ impossibile prevedere la direzione e il ritmo. 

Una precisa intenzione dellโ€™ autore che caratterizza due personaggi fuori dagli schemi, seppur definiti nei loro tratti salienti altresรฌ capaci di trasmettere unโ€™incredibile ambiguitร  al lettore. 

Charlie, una giovane ragazza in fuga dai mostri che si porta dentro, eccentrica e singolare, ma schiacciata dal dolore e dalla colpa, e Josh un ragazzo allโ€™ apparenza per bene che non mostra mai nulla oltre la sua facciata esterna. 

E quando qualche piccolo spiraglio filtra non sappiamo se collocarlo nel bene o nel male. 



La carta vincente di un thriller che gioca quasi tutta la partita sul piano psicologico di due menti che pensano e agiscono in modo completamente opposto e insieme imprevedibile. 

Ed รจ questa lโ€™ incertezza di cui parlavo, non sapere dove le parole ci stanno portando fino a trovarsi di fronte a uno stato di tensione inizialmente latente che poi lentamente si insinua nelle pagine fino a toccare lโ€™apice in chiusura di ogni capitolo. 

Questo inevitabilmente tiene ancorati alla lettura, complice anche un intento non puramente dโ€™intrattenimento quello dellโ€™ autore. 

I temi trattati infatti non hanno meno rilevanza dellโ€™ aspetto narrativo e si condensano soprattutto nella protagonista Charlie, che diventa la rappresentazione della โ€œvittimaโ€ proprio nella misura in cui รจ divorata dal senso di colpa. 

Incarna soprattutto la figura della vittima in quanto donna, tema quanto mai attuale. 



E in quanto donna perรฒ diventa anche simbolo di solidarietร  perchรฉ questa รจ anche una storia di amicizia. 



Un paio di โ€œcoup de thรฉรขtreโ€ ben piazzati e ben dosati, atmosfere cariche di tensione, nessuna certezza e grande curiositร  intorno al finale. 

Una scrittura equilibrata, senza eccessi, fluida e avvincente. 

Consigliatissimo quindi, soprattutto a chi ama viaggiare di notte.


QUANDO INIZIA LA FELICITA’ di Gianluca Gotto

QUANDO INIZIA LA FELICITA’ di Gianluca Gotto

Titolo: Quando inizia la felicitร 
Autore: Gianluca Gotto
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa filosofica
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 4 giugno 2024
Editore: Mondadori

TRAMA


“Ogni mia grande rivoluzione personale, che fosse professionale, relazionale o spirituale, รจ iniziata non da una certezza assoluta, ma da una domanda. La ricerca di una risposta era l’unico modo per conoscere la veritร . E quando non la trovavo subito, ero costretto a partire per cercarla. Nel mondo, dentro me stesso, nelle altre persone. Questo libro รจ una raccolta delle domande che piรน di tutte hanno smosso qualcosa di profondo nel mio cuore e nella mia mente. Sono domande inusuali, talvolta molto specifiche, in altri casi bizzarre. Portano alla riflessione, ma anche al desiderio di agire per cambiare le cose. Spesso risultano scomode, addirittura impertinenti, ma sono necessarie per far emergere dal caos interiore uno spunto, una consapevolezza, un frammento appuntito di veritร  da maneggiare con cura.” In “Quando inizia la felicitร ”, Gianluca Gotto condivide le domande che lo hanno accompagnato nel corso della sua crescita personale per raccontare senza reticenze le esperienze vissute in questi ultimi anni. I momenti difficili e le fragilitร , ma anche la sua rinascita, i sogni realizzati, la consapevolezza acquisita attraverso il buddhismo, i tanti incontri che hanno illuminato la sua strada, l’amore smisurato per Claudia e la gioia, immensa, della paternitร . Un libro pieno di consigli e spunti per vivere al meglio la propria vita, ma anche rassicurante come una tazza di tรจ in un freddo pomeriggio di pioggia, il primo abbraccio dopo molto tempo, una chiacchierata con quell’amico che ti ascolta senza giudicare. Un diario di viaggio scandito da domande su cui tornare piรน e piรน volte, per trovare un segnale, un’ispirazione, una motivazione a smettere di aspettare o inseguire la felicitร , ma cercarla dove giร  siamo: qui e ora.

RECENSIONE


Lโ€™ essere umano รจ stato e sempre sarร  incessantemente alla ricerca di risposte, ancora adesso in tempi moderni non abbiamo smesso di interrogarci e di interrogare anche il web, tramite psicologi, coach, influencer alla ricerca di risposte su noi stessi e molto spesso sul disagio di vivere. 

Ma siamo sicuri di porre le giuste domande? 

E se cosรฌ non fosse? 

Gianluca Gotto, guru e scrittore nomade ne ha stilato una serie, ognuna delle quali costituisce il cappello di ogni capitolo del suo ultimo libro, โ€œQuando inizia la felicitร โ€. 

La precisione e la particolaritร  di queste domande nasce dal preciso intento dellโ€™ autore di renderle non solo un mero esercizio riflessivo ma un vero e proprio slancio verso lโ€™azione. 

Attraverso la propria personale esperienza di vita lโ€™ autore racconta, con semplicitร  ed estrema chiarezza, come sia stato proprio il porsi questo genere di domande a portarlo a realizzare uno stile di vita che rispondesse al suo sentire piรน autentico, alla realizzazione di sรฉ stesso attraverso ciรฒ che egli sentiva piรน giusto per sรฉ. 

Un processo continuo che abbraccia un concetto chiave del libro e delle scelte di vita dellโ€™ autore, e cioรจ il cambiamento. 

Secondo lโ€™autore infatti il cambiamento รจ lโ€™ essenza stessa dellโ€™ esistenza, inevitabile, in quanto vivere altro non รจ, che il susseguirsi di fasi che hanno un inizio e una fine. 



Ma cosa vuol dire che tutto cambia? 

Questo come dicevo รจ un concetto chiaro e costante allโ€™ interno del racconto che lโ€™ autore fa della propria vita, delle esperienze e delle persone con cui รจ entrato in contatto, direi che รจ pregnante. 

Deriva infatti dal buddhismo al quale Gianluca Gotto si รจ avvicinato e ha abbracciato nel suo cammino esistenziale, e che egli mette a disposizione del lettore attraverso queste pagine per offrire un punto di vista a cui non siamo abituati. 



La forza del libro secondo me sta proprio nellโ€™ offrire riflessioni e idee rivoluzionarie rispetto alla cosiddetta mentalitร  occidentale. 

Un punto di vista che a volte le ribalta, che dipinge esperienze comuni con colori diversi da quelli che avremmo usato noi, che offre una visione inusuale sul modo di stare nel mondo. 

Anche per questo motivo รจ un libro che va letto e riletto piรน volte perchรฉ non รจ facile approcciarsi a una filosofia di vita e di credenze cosรฌ lontane e diverse dalle nostre in una volta sola. 

Non saranno molte le pagine che lascerete senza una qualche annotazione o evidenziazione, e se proverete le mie stesse sensazioni vi ritroverete vittime di un effetto domino: perchรฉ ogni domanda che apre un capitolo sarร  il tassello a cui apporre la precedente o la successiva, oppure a porsene altre piรน personali, insistenti o inaspettate, nuove o antiche. 

Con questi preamboli le parole di Gianluca Gotto potrebbero spaventare invece non รจ cosรฌ, non abbiatene paura perchรฉ invece vanno a smuovere un terreno in cui possano germogliare gratitudine, forza e coraggio. 

In cui la spiritualitร , la lentezza, lโ€™ armonia con la natura tornano a ricoprire un ruolo importantissimo per il benessere della persona nella sua interezza. 

Un libro che ce lo vuole ricordare senza ridondanza o mera autocelebrazione ma in uno spirito di sincera condivisione. 

Nonostante la densitร  e la forza impattante che possono avere molti passaggi di questo libro, ci si puรฒ immergere in esso senza il timore che sia una lettura troppo impegnativa o eccessivamente didascalica. 

Al contrario, un plauso alla capacitร  dellโ€™ autore di aver vestito di leggerezza la profonditร  delle riflessioni che offre, in una veste sicuramente โ€œorientaleโ€ ma non per questo inapplicabile, e soprattutto stimolante. 

Su tutte quelle piรน spiazzante รจ stata proprio la riflessione sulla paura, quella che proviamo di fronte al cambiamento, quella che ci tiene prigionieri di fronte alle sfide della vita, quella che puรฒ derivare anche davanti alla possibilitร  di essere felici. 

Paradossale ma incredibilmente autentica come sensazione. 

E allora quando inizia la felicitร ? 

Forse Gianluca Gotto vuole dirci proprio questo, la felicitร  non inizia quando smettiamo di avere paura, ma quando accogliamo quella paura come parte del processo per raggiungerla e la facciamo diventare motore dellโ€™ azione. 



PLATONE, C’HO L’ANSIA di Benedetta Santini

PLATONE, C’HO L’ANSIA di Benedetta Santini

Titolo: Platone, c’ho l’ansia
Autore: Benedetta Santini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa filosofica
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 13 settembre 2022
Editore: Mondadori

TRAMA


Questo libro รจ per chi si sente fuori posto o, come si dice in greco, atopos. Pare che uno dei primi a essere definito cosรฌ sia stato Socrate, giudicato troppo strano, a volte anche fastidioso. Dopo di lui, tutti i filosofi vennero considerati atopoi. Le loro vite erano tormentate dalla ricerca di qualcosa che continuava a sfuggire e osservavano il mondo dall’esterno, senza farne mai davvero parte.

Chi si sente fuori posto prova ogni giorno il doloroso desiderio di trovare un luogo da chiamare casa e vive la vita col fiato sospeso, sperando di riuscire un giorno a respirare. Viaggia per trovare il suo posto nel mondo, ma la strada sembra non avere mai fine e, nei momenti bui, si chiede se davvero esista un luogo in cui potrร  essere se stesso. Si sente diverso dagli altri ma, nel contempo, teme di non avere niente di speciale. A volte il peso che gli opprime il petto puรฒ essere tanto forte da fargli credere che valga la pena di rinunciare a una parte di sรฉ pur di sentirsi a proprio agio con gli altri, a volte invece fa di tutto per rimanere fedele a se stesso e si arrabbia con un mondo che sembra essere piatto, banale e crudele. รˆ una guerra difficile da vincere, se si combatte da soli.

In Platone c’ho l’ansia Benedetta Santini ci svela con chiarezza e semplicitร  i pensieri complessi e le vite complicate di otto grandi filosofi, in un percorso di crescita psicologica che aiuta il lettore a trovare esempi e strumenti per superare le difficoltร  che a volte ingabbiano le nostre vite: sapersi perdonare, trovare la felicitร , superare l’ansia del giudizio altrui, imparare a fare una scelta…

Da Platone a Nietzsche, da Socrate a Schopenhauer, otto storie di atopoi che dovettero lottare contro uomini potenti, contro delusioni, abbandoni e anche contro se stessi. Il loro modo di pensare atipico, causa della emarginazione, fu proprio la loro salvezza. Sono filosofi, ma soprattutto persone che hanno trovato un posto nel mondo e, oggi, possono aiutarci a trovare il nostro.

RECENSIONE


La simpaticissima Benedetta Santini conosciuta da molti con il profilo Instagram โ€œFilosofia e caffeinaโ€ sparge sapienza e riflessioni evergreen nella sua riuscita e apprezzata opera prima, che prende il titolo da uno dei filosofi piรน conosciuti e studiati. 

โ€œPlatone cโ€™ho lโ€™ansiaโ€ un riferimento perfetto al passato, quando la filosofia รจ nata per cercare di dare una spiegazione e trovare un senso ai grandi tumulti umani, e al presente caratterizzato sempre piรน da un approccio ansiogeno alle difficoltร  dellโ€™esistenza e al bisogno di primeggiare in ogni suo aspetto. 

Lโ€™ autrice fonde nei capitoli del suo libro filosofia e psicologia, due discipline che mi affascinano e che si stanno sempre piรน riscoprendo nei tempi attuali. 

Con una semplicitร  disarmante riesce a spiegare i pensieri complessi di otto grandi filosofi del passato le cui riflessioni ancora oggi possono dare un senso a quella sensazione di smarrimento che caratterizza soprattutto quelle persone che trovano difficile uniformarsi al sentire comune. 

I โ€œfuori postoโ€ come li chiama lโ€™autrice, atopoi in greco, uomini che hanno cercato di donare a chi si sente come loro, alla ricerca del proprio posto nel mondo, alcuni strumenti per affrontare il viaggio dellโ€™esistenza, specie in quei momenti in cui il viaggio sembra senza meta oppure irto di ostacoli. 

La cosa piรน affascinante รจ stata la facilitร  e lโ€™armonia con cui Benedetta Santini รจ riuscita a intersecare ai pensieri filosofici concetti di psicologia che spiegano in modo semplice ma esaustivo, avvalendosi anche di esempi concreti che rendono piรน semplice la comprensione, molti comportamenti che si mettono in pratica anche inconsapevolmente ma che finiscono per impantanarci in una condizione di insoddisfazione e inquietudine. 



Da Talete a Nietzsche lโ€™autrice esplora temi diversi sulla natura umana quali la difficoltร  di non sottostare alle etichette, lโ€™amore, la ricerca della felicitร , la solitudine, la conoscenza di sรฉ, le trasformazioni donando al lettore punti di vista e insegnamenti di grandi filosofi del passato che tuttavia sono quanto mai attuali: 



Socrate potrebbe porre la stessa domanda anche e forse ancor piรน oggi, lโ€™ansia a cui fa riferimento il titolo altro non รจ che la risposta alla trascuratezza che lโ€™uomo ha verso gli aspetti piรน spirituali dellโ€™esistenza, quelli legati alla consapevolezza della propria identitร  e dei propri valori, alla cura dello spirito oltre che del corpo e che si rivelano invece poi i piรน importanti per il benessere. 

Nonostante i concetti siano esposti con chiarezza e semplicitร  il libro รจ denso di informazioni, di riferimenti storici e di spunti di riflessione che alla fine convergono tutti verso questa conclusione: 



Un libro che รจ una piccola guida su come poter guardare al dolore, alle difficoltร  e alla sofferenza cercando appunto di trasformarle in altro, di vederle da unโ€™angolazione diversa, di farne strumento per progredire. 

Progredire significa cambiare e cambiare presuppone di non restare fermi ma di muoversi verso luoghi interni sconosciuti, di non smettere di cercare, di porsi domande. 

Grazie a Benedetta Santini per averci raccontato con simpatia e leggerezza come noi cercatori di un senso non siamo sbagliati e soprattutto, non siamo soli. 



TUTTA LA VITA CHE RESTA di Roberta Recchia

TUTTA LA VITA CHE RESTA di Roberta Recchia

Titolo: Tutta la vita che resta
Autore: Roberta Recchia
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 5 marzo 2024
Editore: Rizzoli

TRAMA


Uno strappo che sembrava impossibile da ricucire, una famiglia che nel corso degli anni ritrova la strada nella forza dei legami.
Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni. รˆ ciรฒ che succede con l’esordio magnetico di Roberta Recchia, una storia da cui non ci si stacca, con protagonisti vivi, autentici. Come Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro รจ una di quelle famiglie dei film d’amore in bianco e nero, fino a quando, anni dopo, l’adorata figlia sedicenne Betta – bellissima e intraprendente – viene uccisa sul litorale laziale, e tutti perdono il proprio centro. Quell’affetto e quella complicitร  reciproca non ci sono piรน, solo la pena per la figlia persa per sempre. Nessuno sa, perรฒ, che insieme a Betta sulla spiaggia c’era sua cugina Miriam, al contrario timida e introversa, anche lei vittima di un’indicibile violenza. Sullo sfondo di un’indagine rallentata da omissioni e pregiudizi verso un’adolescente che affrontava la vita con tutta l’esuberanza della sua etร , Marisa e Miriam devono confrontarsi con il peso quotidiano della propria tragedia. Il segreto di quella notte diventa un macigno per Miriam fin quando – ormai al limite – l’incontro con Leo, un giovane di borgata, porta una luce inaspettata: l’inizio di un amore che fa breccia dove nessuno ha osato guardare.ย Tutta la vita che restaย รจ un romanzo prezioso e dolcissimo, doloroso, accogliente, intimo e corale, che esplora i meccanismi della vergogna e del lutto, ma soprattutto dell’affetto e della cura, e li fa emergere con una delicatezza sapiente, capace di incantare e sorprendere.

RECENSIONE


Quando termini di leggere un libro come questo, che riesce praticamente ad ipnotizzarti, difficile poi spiegare senza retorica e ridondanza le ragioni di tanta bellezza. 

Soprattutto volendo parlarne cercando di andare oltre al fatto che indubbiamente questa sia una lettura in grado di scatenare una corolla infinita di emozioni. 

Non si tratta perรฒ solo di questo, che certamente รจ ciรฒ che chiediamo ad una lettura e cioรจ di regalarci emozioni, penso che ci sia qualcosa in piรน che probabilmente va ricercato nella completezza dellโ€™ opera e nella sua modernitร  sebbene sia ambientata nellโ€™ epoca pre internet. 

Questo libro รจ confezionato, scritto e vestito in modo eccellente, non una sbavatura, non un difetto, nessun inciampo nella narrazione, una trama ricca di sfumature. 

Tutti i personaggi nessuno escluso reali e realistici, incarnano unโ€™umanitร  tangibile anche se fatti di inchiostro e le loro esistenze intrecciate ma distanti, rievocano la nostalgia di un tempo passato in cui la soliditร  dei legami si nutriva di piccole cose che dentro a pranzi in famiglia, giornate al mare e dedizione al lavoro, finivano per diventare quelle piรน significative. 

La scrittura di Roberta Recchia รจ fluida, attenta ed equilibrata e riesce in modo armonico a intrecciare narrazione e introspezione, con il risultato di tenere il lettore inchiodato a pagine dense di tematiche quanto mai attuali che sviscerano quanto siano radicate nella nostra cultura convenzioni e pregiudizi di genere e di classe. 

La Roma borghese e la povertร  dignitosa della borgata si confrontano in una vicenda toccante dai risvolti inattesi che conferma quanto forma e sostanza non vadano sempre di pari passo. 

Addizioniamo tutti questi aspetti e abbiamo un risultato portato a casa con la lode per lโ€™ esordio letterario di questโ€™ autrice, insegnante di liceo che sta conquistando meritatamente sempre piรน lettori con Tutta la vita che resta, suo primo libro per lโ€™ appunto. 

Un romanzo contemporaneo nei temi seppur ambientato nella Roma degli anni โ€˜50 prima e degli anni โ€˜80 successivamente, in cui mi sento di dire la vera protagonista รจ proprio la vita. 



In questa vicenda ci sarร  un evento che farร  da spartiacque tra la vita di prima e quella del dopo, una tragedia che inghiottirร  ogni cosa, ogni legame, segnando una linea invisibile di demarcazione, fatta di silenzi e recriminazioni, di dolore e solitudine, tra la vita precedente e quella immediatamente successiva al fatto in questione. 

Un buco nero in cui lโ€™autrice non teme di immergersi riuscendo a portare il lettore con sรฉ, esplorando non solo il dolore della perdita che desertifica ogni cosa, ma anche quello di una violenza subita. 

Questa perรฒ รจ solo una tappa di questo viaggio meraviglioso che Roberta Recchia ci invita a fare perchรฉ sarร  attraverso questo passaggio tra il prima e il dopo, che ci mostrerร  la forza riparatrice dei legami. 

Uomini e donne di questo romanzo li vivono e ce li raccontano con umana imperfezione e tenerezza, mostrandoci la capacitร  quasi โ€œsovrannaturaleโ€ dellโ€™amore nelle sue diverse declinazioni di ricucire gli squarci dellโ€™ esistenza. 

Un messaggio di speranza che lโ€™autrice affida soprattutto alle donne del suo romanzo, vittime di pregiudizi, prevaricazione e violenza, allora come oggi, ma che traggono la forza di superarle lโ€™ una dallโ€™ altra. 



Questo รจ un libro che lascia prepotentemente traccia di sรฉ provando ad alleggerire quel senso di schiacciamento che abbiamo un poโ€™ tutti verso le brutture del mondo dicendoci di non chiuderci di fronte ad esse ma di aprirci a ciรฒ che cโ€™รจ di buono ognuno come puรฒ. 



Anche Vasco cantava di voler trovare un senso a questa vita, Roberta Recchia ci ha regalato il suo di senso, che si puรฒ riassumere in questo estratto: 



Bello, doloroso, stupefacente. Un po’ come la vita.ย 


VOLTARE PAGINA di Ester Viola

VOLTARE PAGINA di Ester Viola

Titolo: Voltare pagina
Autore: Ester Viola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 10 gennaio 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


Curare le pene dโ€™amore coi libri si puรฒ, ma bisogna saper leggere. Cโ€™รจ una storia giusta per ogni struggimento del cuore, il romanzo perfetto per voltare pagina: รจ cosรญ che la penna sulfurea di Ester Viola diventa un balsamo per lenire le ferite. Anna Karenina, Nick Hornby, Lโ€™amica geniale, Sally Rooney, Domenico Starnone, Frammenti di un discorso amoroso: nelle loro pagine ogni innamorato tradito, geloso o non corrisposto potrร  trovare risposte impreviste alle sue domande impossibili. Dieci racconti irresistibili, un manuale di self-help letterario, una microterapia per cuori infranti. ยซNon esistono libri capaci di salvare la vita ai lettori, ma alcuni ci provano meglio di altriยป. C’รจ chi non si รจ mai ripreso dal primo amore; chi di amori ne ha mille, e nessuno buono; chi รจ tradito e vede tutti traditori; chi รจ tradito e fa finta di niente, perchรฉ la coppia funziona meglio in tre; chi รจ alle prese con un narcisista. E poi c’รจ la ragazza che dalla vita ha avuto tutto e adesso non le piace niente; quella che non ha avuto niente e pensa che niente รจ quello che si merita… In una Milano scintillante ma severa, soprattutto negli uffici legali frequentati dalla protagonista di questi racconti, proliferano solitudini e matrimoni andati a male, rimpianti per la provincia e dipendenze dai social network. Ma l’amore rimane comunque un affare complicato, basta rileggersi Anna Karenina. Esistono i libri medicinali? Quelli capaci di farci ยซvoltare paginaยป nella vita? Ci si rifugia nei libri per distrarsi, per trovare conforto, per capire meglio cosa non ha funzionato e non ripeterlo. Una pagina, un personaggio, perfino una frase: a volte bastano per curare una ferita del cuore, se non per raddrizzare una storia storta. Perchรฉ se trovi le parole per raccontarle, ยซle cose perdono la punta, l’ago e il velenoยป.

RECENSIONE



Sarร  perchรฉ fin da piccoli lโ€™ amore ce lo raccontano attraverso narrazioni che poco hanno a che vedere con la realtร  finisce che poi ci convinciamo che effettivamente sia come ci viene raccontato: uno dei piรน grandi inganni che lโ€™ uomo si sia autoinflitto.ย 

Lโ€™ amore รจ quanto di piรน complicato, complesso e impegnativo si possa immaginare, e questo libro fa parte di quel tipo di letteratura meno fantasiosa che prova a raccontarcelo con vivida luciditร . 

Ester Viola, avvocata e scrittrice, fonde queste due attivitร  in una raccolta di dieci racconti che perรฒ non definirei un manuale quanto piuttosto un ricettario.ย 



Secondo lโ€™autrice infatti, alcuni libri piรน di altri hanno un potere curativo, permettono la svolta, aiutano a โ€œvoltare paginaโ€ come recita il titolo, riferendosi nella fattispecie alle pene dโ€™amore.ย 

Tali tormenti amorosi possono essere analizzati e quindi superati grazie alle pagine di una storia in cui ci si possa identificare o in cui trovare un senso a ciรฒ che si sta vivendo. 

Motivo per cui la voce narrante del libro che รจ identificabile con la stessa autrice, consiglia ai personaggi di cui racconta, dieci libri che spaziano da classici famosi a successi editoriali piรน recenti, grazie ai quali potrebbero accorgersi di essere impantanati in meccanismi, relazioni e ideali tanto inconcludenti quanto dannosi.ย 

Una lista di manoscritti grazie ai quali sopravvivere allโ€™ amore, perchรฉ per quanto esso sia fonte di gioia e piacere รจ anche ciรฒ che causa dolore. 

Avrete intuito che Ester Viola non illude, 

la sua penna non โ€œtocca pianoโ€, al contrario sfrega lโ€™ anima senza delicatezza ma dritta al punto, diretta, asciutta mostra tutto quello che sta sotto la pelle e sotto la facciata che alla societร  piace tanto mostrare. 

Ce nโ€™รจ di polvere sotto il tappeto e questa autrice non ha paura di sollevarlo, per parlare di un tema, le relazioni amorose, con lโ€™aderenza alla realtร  e cioรจ mostrando come spesso esse siano teatro di scontro, un poโ€™ come in tribunale.ย 

Ed รจ cosรฌ che se lโ€™ accusa si basa su luoghi comuni e retorica sullโ€™idea che universalmente ci raccontiamo sullโ€™amore, per la difesa invece la voce narrante affronta il tema cosรฌ come รจ e non come vorremmo che fosse. 

Coppie di lunga data, coppie in procinto di separarsi, uomini e donne in cerca dellโ€™ amore, altri che non riescono ad afferrarlo, rapporti le cui dinamiche contemplano il tradimento, la noia, il potere, la paura, la disillusione e tanto altro, a cui il libro consigliato offre la possibilitร  di vedersi riflessi, di ricevere un pensiero adatto al momento, una riflessione che รจ proprio quella di cui hanno bisogno, un punto di vista che non avevano considerato ma che rende tutto piรน chiaro. 

Tutto narrato con una prosa che sa fondere profonditร  e ironia e uno stile vivace che senza incedere in un eccessivo cinismo ma con una realissima dose di saggezza e veritร , frutto di un mix tra esperienza e sensibilitร , parla di sentimenti in modo concreto.ย 

Si spazia veramente molto nella vastitร  delle dinamiche tra persone, affrontando questioni che hanno molto a che vedere con la psicologia seppur non si parli di essa esplicitamente. 

Ce nโ€™รจ veramente per tutti e anche per stagioni della vita diverse eppure ci sarebbe ancora tanto altro da dire. 

Questo libro รจ un buon punto di partenza perรฒ, una visione raccontata con chiarezza che in alcuni capitoli si sposerร  con la vostra, in altri meno, in alcuni per niente, ma sarร  impossibile non trovare qualcosa che ognuno di noi ha vissuto in amore o comunque in una relazione personale. 

E quel qualcosa che incontrerete e sembra parlare di voi sarร  uno stimolo, un ricordo , una piccola spinta, un lieve conforto o un forte scossone.ย 

E allora anche questo libro avrร  fatto quello di cui narra, sarร  servito a qualcosa. 



I SORRISI NON FANNO RUMORE di Enrica Tesio

I SORRISI NON FANNO RUMORE di Enrica Tesio

Titolo: I sorrisi non fanno rumore
Autore: Enrica Tesio
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 25 ottobre 2023
Editore: Bompiani

TRAMA


โ€œNon dovrei dare nulla per scontato, dovrei essere concentrata come un dio, esercitare lโ€™amore in ogni momento, perchรฉ lโ€™amore รจ esercizio di presenzaโ€: questo pensa ogni madre quando rimprovera a sรฉ stessa una dรฉfaillance, e questo pensa anche Antonia, detta Toni, brillante scrittrice di libri illustrati, che il suo ex marito chiama mรฉlomamma ma รจ solo la genitrice affaticata di una figlia preadolescente e non riesce a perdonarsi tutta la stanchezza che ha nel cuore. Ma Toni non molla, ogni mattina si sveglia e affronta una nuova giornata, anche quando il Natale si avvicina con i suoi obblighi di riunioni familiari e tintinnante felicitร  che per lei suonano in contraddizione. Continuare a correre e stringere i denti, perรฒ, non sempre รจ la strategia giusta: il rischio รจ di fermarsi allโ€™improvviso e dire la veritร  tutta insieme. รˆ cosรฌ che una mattina di dicembre, davanti a una platea di bambini e insegnanti, Toni guarda il buio oltre il cono dei riflettori e dice poche parole che infrangono irrimediabilmente il tabรน del Natale. Subito intorno a lei si leva unโ€™ondata di sdegno che attraverso i social diventa una tempesta, capace di travolgere tutto e di scaraventarla indietro, al cuore della sua infelicitร : in quel posto dove ciascuno รจ costretto a guardare negli occhi sรฉ stesso per capire come risalire. Un posto dove si puรฒ essere molto soli, ma puรฒ anche capitare di incontrare qualcuno come Riccardo, che a Toni ricorda: โ€œA qualcosa serviranno, tutti questi erroriโ€. Fresco come il vento dellโ€™est che porta con sรฉ Mary Poppins, questo รจ un romanzo di adulti e di bambini, di elfi natalizi e e-mail dirette in Lapponia, di addii, di guai e dโ€™amore, che ci racconta noi stessi, il nostro tempo veloce, le ipocrisie in cui troppo spesso stritoliamo i nostri desideri. Con il suo timbro inconfondibile Enrica Tesio scrive una fiaba metropolitana amara e dolce, capace di farci sorridere nel buio.

RECENSIONE


Acquistando questo libro non pensavo mi sarei trovata di fronte ad una protagonista come questa, una donna smarrita dalla spiccata sensibilitร , che mi ha ispirato da subito una sorta di familiaritร , una immediata simpatia, una vicinanza emotiva che mi ha fatto pensare fosse il momento giusto per questa lettura, dandomi riconferma che siano i libri a scegliere noi e non viceversa.

E’ bastato l’incipit ed ero giร  conquistata:


Ambientato in quel periodo cosรฌ strano che precede il Natale, lโ€™ atmosfera della narrazione ne ricalca tutte le sensazioni, un misto di dolcezza e nostalgia, felicitร  e amarezza.


La protagonista Toni รจ una donna stanca di quella stanchezza dello spirito che ad un certo punto ti costringe o a crollare o a fermarti, ma comunque in entrambi i casi a interrompere quel flusso di circostanze, relazioni ed eventi che in qualche modo ti stanno facendo soccombere.



Ho adorato questa protagonista, una figura di donna attuale e consapevole che in qualche misura ha legittimato questa stanchezza del cuore citata nella sinossi che, ci racconta Enrica Tesio, รจ anche figlia del nostro tempo, quello veloce, del giudizio facile, della vita a misura di social, dellโ€™ uniformarsi, del rendimento sempre alto, della fatica nel conciliare famiglia e carriera, della difficoltร  di dare voce alle emozioni.

“I sorrisi non fanno rumore” รจ la storia di una infelicitร  latente con cui prima o poi si รจ chiamati a fare i conti quando si perde il baricentro della propria esistenza, del proprio sentire e si dร  piรน importanza allโ€™ approvazione esterna piuttosto che alla propria unicitร , quando si perde di vista se stessi.

รˆ una dissezione chirurgica di questa infelicitร  che mostra tutte le sue diramazioni interne: il senso di inadeguatezza come madre, come moglie, come figlia, la fatica di nascondere le proprie fragilitร , la propria solitudine, il peso della maschera che ci si trova ad indossare.

Ma รจ unโ€™ operazione questa che non annega il lettore in un mare di tristezza bensรฌ lo fa navigare dolcemente: รจ una traversata questo libro che fa navigare in acque piรน o meno agitate, sicuramente non risparmiando di scendere nelle sue profonditร .

Lo stile con cui questโ€™ autrice racconta questo tsunami dellโ€™esistenza รจ molto ironico e brillante, una ironia che stempera quelli che appaiono gli aspetti meno virtuosi del vivere moderno, incarnati nei personaggi di contorno della vicenda, la manager Buonanno e la mamma di Milo tra tutti, figure che senza lโ€™ironia che le ammanta risulterebbero quasi grottesche.

E invece sono il ritratto dei tempi attuali e il vestito che indossano: un bisogno dilagante di conferma del proprio valore attraverso la ricerca affannosa di visibilitร , di piacere immediato, di affermazione attraverso lโ€™ immagine, del politicamente corretto, del “cosรฌ fanno tutti”.



Dal rapporto madre figlia che fa vibrare di commozione attraverso i dialoghi scritti con un fantomatico Babbo Natale, inseriti tra un capitolo e l’altro, alla relazione di coppia che finisce per trasformarci in quello che non siamo, al rapporto con la carriera e la fama che devono giocare allโ€™ equilibrista con il ruolo di genitore, passando per la perdita in tutte le sue forme, Enrica Tesio non si risparmia, introduce il lettore fin negli angoli piรน intimi e dolorosi della vita della protagonista che รจ altresรฌ quella di qualunque di noi.



Tre fasi che sono tutto, tutto quello che conta e che questo libro affronta con toccante sensibilitร  senza perdere di realismo.

Se vi รจ capitato di sentire il desiderio di nascondervi quando ad un certo punto tutto รจ troppo, questo รจ il libro che fa per voi.

Ma sappiate che le sue parole vi staneranno e terminata la lettura forse sentirete di poter uscire per un poโ€™ dal vostro nascondiglio.



GRANDE MERAVIGLIA di Viola Ardone

GRANDE MERAVIGLIA di Viola Ardone

Titolo: Grande Meraviglia
Autore: Viola Ardone
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 19 settembre 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


ยซLโ€™amore รจ incomprensibile, una forma di pazziaยป. Nel candore dello sguardo di Elba il manicomio diventa un luogo buffo e terribile, come la vita, che Viola Ardone sa narrare nella sua ferocia e bellezza. Dopo โ€œIl treno dei bambiniโ€ e โ€œOliva Denaroโ€, โ€œGrande meravigliaโ€ completa unโ€™ideale trilogia del Novecento. In questo romanzo di formazione, il legame di una ragazzina con lโ€™uomo che decide di liberarla rivela il bisogno tutto umano di essere riconosciuti dallโ€™altro, per sentire di esistere. Elba ha il nome di un fiume del Nord: รจ stata sua madre a sceglierlo. Prima vivevano insieme, in un posto che lei chiama il mezzomondo e che in realtร  รจ un manicomio. Poi la madre รจ scomparsa e a lei non รจ rimasto che crescere, compilando il suo โ€œDiario dei malanni di menteโ€, e raccontando alle nuove arrivate in reparto dei medici Colavolpe e Lampadina, dellโ€™infermiera Gillette e di Nana la cana. Del suo universo, insomma, il solo che conosce. Almeno finchรฉ un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, non si ficca in testa di tirarla fuori dal manicomio, anzi di eliminarli proprio, i manicomi; del resto, รจ quel che prevede la legge Basaglia, approvata pochi anni prima. Il dottor Meraviglia porta Elba ad abitare in casa sua, come una figlia: lโ€™unica che ha scelto, e grazie alla quale lui, che mai รจ stato un buon padre, impara il peso e la forza della paternitร . Con la sua scrittura intensa, originale, piena di musica, Viola Ardone racconta che lโ€™amore degli altri non dipende mai solo da noi. รˆ questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.

RECENSIONE


Parlare di malattia mentale e farlo con stile, tenerezza e poesia tutto insieme รจ per pochi. 

Lโ€™ argomento รจ spinoso, pieno di finte credenze, spesso scomodo come tutti i temi complessi, che possono far cadere in facile retorica.ย 

E invece Viola Ardone non la sfiora nemmeno la retorica nรฉ cade nella trappola del mero sentimentalismo, tutto lโ€™ opposto. 

Con una scrittura magistrale, che incatena, affascina e commuove ci regala un racconto vero, duro, di unโ€™ intensitร  e una bellezza rari. 

Grande meraviglia, questo il titolo del suo ultimo libro, nonchรฉ il nome del protagonista maschile del romanzo insieme alla giovane Elba, che il dottor Fausto Meraviglia appunto vuole salvare da unโ€™esistenza vissuta interamente allโ€™ interno del manicomio. 

Il manicomio raccontato nel libro รจ una struttura tra le tante che nei primi anni immediatamente successivi allโ€™ emanazione della legge Basaglia era ancora in funzione in quella sorta di limbo che ha preceduto la chiusura di tutte le strutture. 

Il racconto della vita non vita allโ€™interno di quelle mura, dei disumani metodi di โ€œcuraโ€ che cura non era, della solitudine ed emarginazione di questi uomini e donne รจ doloroso. 

Il dolore maggiore che scorre liquido tra le crepe di queste mura รจ la consapevolezza che i manicomi non erano luoghi di cura, ma luoghi di dolore, dove nascondere persone considerate socialmente inadatte a vivere in comunitร , come fossero guaste, irreparabili sottoponendole a trattamenti brutali spesso senza evidenza clinica ma in ragione del desiderio delle famiglie di allontanarle. 



Molte infatti sono le donne e le giovani che compaiono nella vicenda come creature fragili e ammantate di dolore, pazienti del Fascione, il manicomio di Napoli, che fanno delle loro manie, delle loro difficoltร  e delle loro psicosi un mantello con cui proteggersi dal mondo, ed il lettore per questo non puรฒ che affezionarvisi e guardarle con tenerezza , perchรฉ riconosce lโ€™origine di queste fragilitร : la mancanza di amore o il troppo amore che alimentano il dolore del cuore. 



Nonna sposina, Aldina la poetessa, la Nuova, la Mutti, la stessa Elba. 

Anime che abitano un mondo a parte, il mezzo mondo come lo chiama lei ma รจ poi cosรฌ tanto diverso da quello che cโ€™รจ fuori abitato dai mica-matti? 



Tra tutte la giovane Elba รจ un personaggio indimenticabile, ragazzina sfrontata ma acuta, che sa osservare e cogliere la realtร  con precisione matematica, non per niente la misura con numeri decimali. 

รˆ lei che diventa messaggera di una veritร  di cui tutto il libro รจ permeato, e cioรจ che lโ€™ amore probabilmente non sempre cura e non sempre salva perรฒ ci permette di esistere, quello che davvero cura รจ la libertร . 

Un concetto di cui si fa paladino anche il protagonista il dottor Meraviglia che vuole dare la libertร  a Elba nata e cresciuta in manicomio. 

Un anti eroe per eccellenza, marito impegnativo, padre assente, uomo pieno di ideali in nome dei quali sacrifica senza remore gli affetti a lui piรน vicini. 

Un personaggio complesso come il rapporto che intesse con questa piccola paziente con il nome di un fiume, con la quale il ruolo di padre assume sostanza profonda, dando vita ad un legame forte come lo sono quelli delle anime che si riconoscono e si scelgono. 

Un romanzo denso e toccante raccontato dalla voce dei protagonisti e diviso in quattro parti su livelli temporali diversi, che nellโ€™ intenzione dellโ€™autrice non vuole assolvere solo al compito di denuncia di fronte al passato della malattia mentale. 

Viola Ardone fa di piรน, ci butta nelle profonditร  dellโ€™animo umano senza sforzo, senza sotterfugi e senza giudizio, con la lente di chi sa maneggiare le parole per creare emozione a mostrarci da angoli diversi le altezze e le bassezze dellโ€™esistenza. 

Ci racconta dellโ€™ amore che attraversa le nostre vite sia che lo abbiamo meritato, elemosinato, cercato o schivato, della libertร , non solo fisica ma anche della mente, della solitudine che spaventa, degli ideali che a volte sono cosรฌ alti da allontanarci da tutto nel tentativo di raggiungerli, e del segno che lasciamo nel mondo e nelle esistenze degli altri. 

Di tutto quello che crediamo di aver perso ma che invece si รจ solo trasformato. 



OLIVA DENARO di Viola Ardone

OLIVA DENARO di Viola Ardone

Titolo: Oliva Denaro
Autore: Viola Ardone
Serie: unico spettacolo
Genere: Narratriva, formazione
Spettacolo teatrale
Tipo di finale: Chiuso
Data: 18/01 – 21/04 2024
Produttore: Agidi, Goldenart Production

TRAMA


Cโ€™รจ una storia vera, e cโ€™รจ un romanzo. La storia vera รจ quella di Franca Viola, la ragazza siciliana che a metร  degli anni 60 fu la prima, dopo aver subito violenza, a rifiutare il cosiddetto โ€œmatrimonio riparatoreโ€. Il romanzo prende spunto da quella vicenda, la evoca e la ricostruisce, reinventando il reale nellโ€™ordine magico del racconto. 

Allโ€™inizio Oliva รจ una quindicenne che nellโ€™Italia di quegli anni, dove la legge stabiliva che se lโ€™autore del reato di violenza carnale avesse poi sposato la โ€œparte offesaโ€, avrebbe automaticamente estinto la condanna (anche se ai danni di una minorenne), cerca il suo posto nel mondo. E, in un universo che sostiene che โ€œla femmina รจ una brocca, chi la rompe se la pigliaโ€, Oliva ci narra, ormai adulta, la sua storia a ritroso, da quando ragazzina si affaccia alla vita fino al momento in cui, con una decisione che suscita scandalo e stupore soprattutto perchรฉ inedita e rivoluzionaria, rifiuta la classica โ€œpaciataโ€ e dice no alla violenza e al sopruso.

RECENSIONE

Spesso la letteratura trasportata al cinema o a teatro puรฒ fare storcere il naso, specie se il prodotto letterario ha suscitato consensi e apprezzamenti.ย 

รˆ un classico dire non รจ bello come il libro a proposito di una trasposizione, per la stessa natura del tipo di comunicazione le sensazioni suscitate sono diverse e difficilmente comparabili.ย 

Capita perรฒ di trovarsi davanti allโ€™ eccezione, come con lo spettacolo teatrale tratto dal libro di Viola Ardone “Oliva Denaro” portato in tournรฉe fino ad aprile, con la regia di Giorgio Gallione e la folgorante interpretazione di Ambra Angiolini.ย 

Un monologo di settanta minuti che lโ€™attrice regge esclusivamente su di sรฉ senza cambi dโ€™abito, con una scenografia essenziale ma evocativa, che permette di muoversi quel tanto che basta per seguire lo spazio ed il tempo della narrazione, con pochi colori e qualche oggetto che assume una fortissima connotazione simbolica.ย 

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La dimostrazione che non occorre riempire per creare stupore, a volte invece รจ piรน dโ€™impatto togliere.ย 

Il piรน, รจ innegabile, lo fanno la recitazione della Angiolini che per quei minuti sul palco sembra essersi cucita lโ€™ anima di Oliva Denaro addosso, e ai dialoghi della Ardone, la cui scrittura รจ incisiva e intensa, riadattati alla rappresentazione ma fedeli al libro.ย 

Questi ingredienti creano uno spazio sospeso a cui lo spettatore resta inevitabilmente incatenato, come ipnotizzato dalla voce della protagonista che a ritroso racconta la propria vicenda in diversi momenti della sua vita: dalla giovinezza e i suoi turbamenti fino all’etร  adulta, passando attraverso eventi drammatici che non ne intaccano perรฒ il desiderio di libertร  e dignitร , ispirata come nel libro, alla vera storia della prima donna ad opporsi al cosiddetto matrimonio dโ€™onore, oggetto di una legge che incredibilmente ed inspiegabilmente esisteva fino al 1981, e lo fa con una intensitร  tale da creare una corrente emotiva sempre alta tra il pubblico.ย 

Una storia di formazione, di coraggio, di libertร  che indaga contemporaneamente il rapporto tra madre e figlia e tra padre e figlia, le inquietudini della giovinezza, le agitazioni ideologiche e politiche di quegli anni, le convenzioni e tanto altro.ย 

Il monologo รจ piรน che coinvolgente, accarezza e scuote, fa sorridere e commuovere, ma soprattutto fa riflettere: lโ€™ interpretazione di Ambra Angiolini crea la sensazione di essere tutte Oliva.ย 

Non cโ€™รจ donna che non abbia sperimentato almeno una volta nella vita la sensazione di non avere via dโ€™uscita o possibilitร  di scelta per il solo fatto di essere femmina, ed รจ questa sensazione che si avverte nella pancia.ย 

Come non potrebbe essere altrimenti trovandosi catapultati in un mondo, in un tempo, in una societร  in cui la propria madre tramanda alla figlia il detto:ย 

<<la femmina รจ una brocca, chi la rompe se la piglia>>ย 

Ecco quindi che il NO gridato, difeso, da Oliva Denaro nella voce della sua interprete riporta lo spettatore in un presente in cui fortunatamente quella sensazione cessa di esistere.ย 

E si fa strada invece quella che esprime gratitudine e ammirazione per la forza di un diniego che รจ andato contro tutti e contro tutto quello che le convenzioni del tempo imponevano come regola, a ricordare una libertร  quella di cui godiamo oggi come donne, che รจ costata un prezzo altissimo.ย ย 

Uno spettacolo intenso, dolce e doloroso insieme, coinvolgente e appagante, un momento che invito a regalarsi come un piccolo spazio di bellezza.ย 

Io sono decisamente favorevole alla bellezza.ย 

ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE di Raffaella Cargnelutti

ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE di Raffaella Cargnelutti

Titolo: Alla gentilezza di chi la raccoglie
Autore: Raffaella Cargnelutti
Serie: Autoconclusivo
Genere: narrativa storica
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Buono
Data di pubblicazione: 1 luglio 2015
Editore: Andrea Moro

TRAMA


Racconto della prigionia dell’artista Giulio Cargnelutti internato a Buchenwald e sopravvissuto a tante sofferenze che ha raccontato in un diario fatto di immagini.

RECENSIONE


Come giร  successo negli anni precedenti ho approfittato di una lettura assegnata a scuola a mio figlio per le vacanze natalizie per aggiungere una nuova storia sullโ€™olocausto a cui dedico sempre almeno una lettura allโ€™ anno. 

Raffaella Cargnelutti autrice friulana e critica dโ€™arte, ha regalato ai lettori sotto forma di romanzo la storia vera della deportazione a cui fu sottoposto suo padre nel โ€˜44 a Buchenwald. 

La collina dei faggi andata a riempire il triste elenco dei campi di sterminio nazisti che rappresenta il paradosso della storia: un luogo dove la natura regala bellezza che invece diventa contenitore di morte e sofferenza. 



Questa storia, racconta lโ€™autrice alla presentazione, nasce dalla volontร  di tramandare la memoria di un doloroso passato innanzitutto nelle scuole. 

Da questo seme รจ successivamente nato il romanzo che colpisce giร  nel titolo. 

Giulio Cargnelutti padre dellโ€™autrice vergรฒ con questa frase “ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE” la breve lettera gettata nella feritoia del vagone piombato che lo stava trasportando verso la deportazione in Germania, con la speranza di poter dare notizie alla propria famiglia che non aveva modo di sapere piรน nulla sul suo destino dopo lโ€™incarcerazione. 



Impensabile che la gentilezza possa farsi largo in un momento cosรฌ drammatico e invece come i fiori nel cemento, questa sopravvive, resiste in mezzo al buio piรน nero che si possa immaginare. 

Questo romanzo infatti non parla solo di fatti tragici ma anche e soprattutto di amicizia, coraggio e dignitร . 

A controbilanciare infatti la descrizione della vita e delle angherie sofferte nel lager, il libro si sviluppa su due piani narrativi, affiancandovi il racconto della vita di chi รจ rimasto a casa ad aspettare di avere qualche notizia della sorte dei propri cari e che vive la sofferenza della guerra seppur in modo diverso. 

รˆ in questo frangente che conosciamo gesta e azioni di pura generositร  sia delle donne, anche giovanissime, dei paesi della Carnia che sostavano nelle stazioni per raccogliere i messaggi dei deportati o dare loro un poโ€™ di cibo e acqua, sia degli stessi ferrovieri che quando possibile aiutavano a scappare quanti piรน prigionieri potevano. 

Al contrario di quello che si potrebbe pensare a colpire nella lettura non sono le atrocitร  descritte, ma le piccole tracce di amore invece che aiutano il protagonista a resistere in mezzo a tanto orrore e la tenacia con cui egli vi si aggrappa per non soccombere. 

Lโ€™ amicizia con un deportato, la fede incrollabile, la possibilitร  di disegnare con solo un lapis e qualche pezzo di carta arrangiato, il pensiero della propria famiglia, la dignitร  di non lasciarsi portare via la propria umanitร . 



รˆ questo forse lโ€™aspetto maggiormente inconcepibile ai nostri occhi, il furto di cui ci si sente vittima di fronte alla cronaca storica di questi fatti, e cioรจ l annientamento di ogni traccia di umanitร  nei prigionieri, la cui identitร  e la cui natura di essere umano appunto, finiscono schiacciate dalle privazioni del corpo e della mente in un vortice di violenza cosรฌ efferata da essere anche difficile da immaginare, figurarsi comprendere. 



Unโ€™ umanitร  che Raffaella Cargnelutti ci restituisce nelle parole del suo romanzo, regalando con generositร  e con uno stile narrativo apprezzabilissimo un pezzo delle sue radici che aiutino a tenere salda la memoria di ciรฒ che รจ stato e mai piรน dovrร  essere. 

Un libro che consola, che fa toccare lo spessore morale di cui le persone possono essere capaci e che dimostra come il perdono possa diventare l’arma piรน potente contro la violenza.


ONE LIFE di James Hawes

ONE LIFE di James Hawes

Titolo: One life
Regia: James Hawes
Tratto dal libro: If Itโ€™s Not Impossibleโ€ฆ The Life of Sir Nicholas Winton di Barbara Winton
Genere: Drammatico
Film per il cinema
Tipo di finale: Chiuso
Data di uscita: 21 dicembre 2023
Produzione: Eagle Pictures

TRAMA


Un agente di cambio britannico visita la Cecoslovacchia alla fine degli anni ’30 e partecipa alla preparazione di piani per aiutare nel salvataggio dei bambini ebrei prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, in un’operazione che diventerร  nota come Kindertransport.

RECENSIONE

Ci sono molti capitoli della storia della seconda guerra mondiale che sono sconosciuti ai piรน o per lo meno sono molto meno famosi. 

A volte perรฒ lโ€™arte li riporta in vita, grazie ad un libro o ad un film si spande nelle coscienze la memoria di fatti eccezionali con protagonisti uomini comuni. 

รˆ uno di questi fatti che racconta One Life, film del regista James Hawes uscito a dicembre dell’anno scorso e con protagonista un sempre magnifico Anthony Hopkins. 

Tratto dal libro โ€œIf Itโ€™s Not Impossibleโ€ฆ The Life of Sir Nicholas Wintonโ€ scritto da Barbara Winton disponibile solo in lingua inglese, la trama racconta dellโ€™ impegno e della tenacia di un broker inglese Nicholas Winton, nellโ€™ organizzare tra mille difficoltร  lโ€™espatrio di migliaia di bambini ebrei dallโ€™allora Cecoslovacchia attraverso viaggi in treno, i cosiddetti “Kindertransport” verso famiglie affidatarie inglesi poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. 

Inutile dire che lโ€™impresa รจ titanica ma ciรฒ non impedisce al giovane di salvare centinaia di bambini, non solo dalla loro condizione di rifugiati ma dallโ€™ imminente inizio della guerra e dellโ€™eccidio che ne conseguirร . 

Un film che alterna momenti intimi, che seppur privi di dialoghi sono carichi di emozione anche grazie allโ€™interpretazione di Hopkins, ad altri piรน dinamici della costruzione storica delle operazioni di salvataggio dei piccoli rifugiati che donano allo spettatore lโ€™intensitร  dei sentimenti in gioco. 

Unโ€™alternanza che si mostra nella doppia linea temporale scelta nella sceneggiatura, quella dellโ€™ inizio del conflitto e quella degli anni โ€™80 con il protagonista anziano ma ancora tormentato dai ricordi. 

Atmosfere e recitazione tipicamente inglesi, pathos, emozioni intense appunto, pur nel loro contegno britannico incarnato perfettamente dalla recitazione di Hopkins che sostiene tutto il film. 

Egli interpreta lโ€™ormai anziano Nicolas Winton, un uomo che nonostante siano passati anni รจ ancora profondamente coinvolto dagli avvenimenti del conflitto, quasi prigioniero di ricordi di cui fa fatica a disfarsi perchรฉ consapevole che tali ricordi non possono e non devono andare perduti ma vanno custoditi. 

Non possono perรฒ essere custoditi da chiunque, il conflitto interiore del protagonista si sviluppa non solo nellโ€™ incapacitร  di lasciar andare il passato, ma anche nel senso di colpa per non essere riuscito a fare di piรน (a perenne ricordo di questo senso dโ€™incompiutezza cโ€™รจ un oggetto in particolare) e nella riluttanza a dare al proprio operato la notorietร  che invece servirebbe perchรฉ il ricordo non vada perduto. 

Questo il messaggio potente del film che a mio parere si condensa nel telegramma che riceve il giovane volontario dal proprio superiore, vedendosi negato il permesso di proseguire ad assentarsi dal lavoro per prolungare la propria permanenza in Cecoslovacchia: la coscienza morale collettiva รจ la somma di quelle dei singoli ma non puรฒ attuarsi solo con le idee. 

Lโ€™accoglienza, la solidarietร , la compassione che questโ€™uomo ha incarnato con il suo impegno e il suo senso del dovere non possono essere messe in atto senza azioni concrete, con il fare a dispetto di tutto, degli ostacoli, della mancanza di sostegno e dellโ€™ostracismo della burocrazia e a volte anche della politica. 

Lโ€™ eroismo, ci racconta la pellicola, non necessita di gesta eclatanti, di rumore, di capacitร  fuori dal comune, ma tutto lโ€™opposto.ย 

Il bene si puรฒ fare in silenzio, nel proprio piccolo, con intenzione, tenacia, impegno e volontร . 

Una pellicola che ce lo racconta con toni semplici ma che commuove ed emoziona.