DIECI MINUTI di Maria Sole Tognazzi

DIECI MINUTI di Maria Sole Tognazzi

Titolo: Dieci minuti
Regia: Maria Sole Tognazzi
Tratto dal libro: Per dieci minuti di Chiara Gamberale
Genere: Drammatico
Film per il cinema
Tipo di finale: Chiuso
Data di uscita: 25 gennaio 2024
Produzione: Indiana Production

TRAMA


Bianca entra in una fase di piena crisi esistenziale decide di ricorrere ad una psicoterapeuta, che chiede alla sua paziente di dedicare dieci minuti del suo tempo ogni giorno a qualcosa che non ha mai fatto prima

RECENSIONE



Questa domanda viene posta alla protagonista di questo film liberamente ispirato al libro di Chiara Gamberale โ€œPer dieci minutiโ€. 

Chi non ha mai sperimentato quel senso di vuoto, di solitudine e smarrimento nel corso della propria esistenza? 

In questo caso la strada per cercare di contrastarlo si avvale di tentativi, di un approccio originale, a cui fanno riferimento il titolo di romanzo e film.ย 

Una trama che suggerisce ad una donna fragile e spezzata, Bianca, un compito semplice solo in apparenza, per provare a tornare a vivere e uscire dal pozzo nero e melmoso in cui รจ caduta: tentare di portare a termine unโ€™azione o unโ€™esperienza mai fatta prima dโ€™ora, mettersi alla prova contro paure, incognite e difficoltร , ogni settimana per almeno dieci minuti. 



Letto molti anni fa il romanzo รจ stato uno dei primi approcci a quelle letture a cui ci si affida in momenti di particolare fragilitร  o crisi. 

Lo ricordo con particolare affetto essendo stato nel suo piccolo un rifugio confortevole ed รจ per questo che ho deciso per la visione dellโ€™adattamento cinematografico. 

La pellicola di Maria Sole Tognazzi la cui sceneggiatura รจ stata scritta insieme a Francesca Archibugi, racconta molto intimamente il crollo emotivo di Bianca, che si trova nel giro di poco tempo lasciata dal marito e licenziata. 

Se il romanzo poneva piรน lโ€™accento sul senso di inadeguatezza della protagonista, le cui vicende assumono sulla carta lโ€™aspetto di un diario in cui racconta i propri tentativi di terapia dei โ€œdieci minutiโ€ (alcuni dei quali molto divertenti), la pellicola invece, fotografa con un tocco asciutto ma profondo il dolore della donna in modo piรน preponderante rispetto al tentativo di cura. 

Una rilettura che io ho particolarmente apprezzato e nella quale grazie anche allโ€™ ottima recitazione del cast, emerge una tela di debolezze e fragilitร  umane che raggiungono lโ€™apice nelle relazioni familiari e coniugali della protagonista, consolidando il suo male di vivere.ย 

Un torpore dello spirito che si traduce anche in una specie di impermeabilitร  di Bianca nei confronti del mondo esterno e insieme una visione ridotta delle relazioni umane che intesse in ogni ambito della propria vita e con ogni persona con cui ha un rapporto.ย 

Fantastica lโ€™interpretazione di Margherita Buy nel ruolo della terapeuta che ha in cura Bianca e che le prescrive il gioco dei dieci minuti, che poi assolutamente un gioco non รจ. 

Una figura allโ€™ apparenza non accudente, ruvida, pratica, a volte irriverente e che invece si rivela la piรน importante per il cammino, non tanto verso la guarigione, quanto verso lโ€™accettazione della realtร  e con essa del dolore che porta con sรฉ. 

Bianca รจ una donna che non vuole vedere, ascoltare, che non si โ€œaccorgeโ€ di ciรฒ che la circonda ma questo รจ il solo mezzo di difesa che conosce. 

Non รจ un caso che nella sceneggiatura lei sia una scrittrice, quasi non potesse essere altro se non qualcuno che vive dentro a uno spazio dโ€™immaginazione distaccato dal reale.ย 

Lโ€™ esercizio dei dieci minuti non รจ altro che un sentiero in cui ogni piccolo esperimento di una cosa mai fatta prima, costituisce un passo verso una finestra da aprire per vedere finalmente la realtร .ย 

Lo scambio finale tra paziente e terapeuta contiene tutto il significato della sofferenza interiore di Bianca e di chiunque lโ€™abbia sperimentata per una ragione o per lโ€™altra: รจ lโ€™invito a guardarla negli occhi e affrontarla perchรฉ a volte testimonia la vera essenza di ciรฒ che siamo. 


LA MALNATA di Beatrice Salvioni

LA MALNATA di Beatrice Salvioni

Titolo: La Malnata
Autore: Beatrice Salvioni
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa, storico
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 21 marzo 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


Monza, marzo 1936: sulla riva del Lambro, due ragazzine cercano di nascondere il cadavere di un uomo che ha appuntata sulla camicia una spilla con il fascio e il tricolore. Sono sconvolte e semisvestite. รˆ Francesca a raccontare in prima persona la storia che le ha condotte fino a lรฌ. Dodicenne perbene di famiglia borghese, ogni giorno spia dal ponte una ragazza che gioca assieme ai maschi nel fiume, con i piedi nudi e la gonna sollevata, le gambe graffiate e sporche di fango. Sogna di diventare sua amica, nonostante tutti in cittร  la considerino una che scaglia maledizioni, e la disprezzino chiamandola Malnata. Ma quella sua aria decisa, lโ€™aria di una che non ha paura di niente, la affascina. Sarร  il furto delle ciliegie, la sua prima bugia, a farle diventare amiche. Sullo sfondo della guerra di Abissinia, del dolore per la perdita e degli scompigli dellโ€™adolescenza, Francesca impara con lei a denunciare la sopraffazione e lโ€™abuso di potere, soprattutto quello maschile, nonostante la riprovazione della comunitร .

RECENSIONE

 


Ho seguito sui social il grande consenso ottenuto da Beatrice Salvioni e dal suo esordio letterario per molti mesi, ma preferisco leggere un libro lontano dallโ€™ eco del suo successo, per non incorrere nel rischio di essere influenzata nella lettura e di avere inconsciamente aspettative irraggiungibili. 

Dal mio modesto punto di vista La Malnata si รจ ampiamente meritata gli onori ricevuti e la sua giovane ma talentuosa autrice ha regalato ai lettori un personaggio quasi iconico. 

Questo รจ certamente un romanzo di formazione, ma รจ anche e soprattutto un inno alla disobbedienza, non solo quella che storicamente ha permesso di liberarsi dal regime fascista di cui nel libro si narra il primo ventennio, ma anche quella contro lโ€™oppressione maschile e le ingiustizie.  



Il racconto di questa amicizia tra due ragazzine agli antipodi, il cui legame affettivo รจ insieme sorgente e riparo dalle brutture che incontrano crescendo, in unโ€™ epoca di oppressione politica, sociale e sessuale รจ coinvolgente fin dalle prime righe. 

Maddalena e Francesca sono la voce di due giovani donne che vogliono affermare la propria identitร : se la prima per farlo paga il prezzo di essere considerata una reietta tanto da meritarsi lโ€™ appellativo di Malnata, Francesca invece troverร  in questo legame la forza e il coraggio di scardinare lโ€™ immagine che le รจ stata cucita addosso dai dettami sociali. 



Beatrice Salvioni tratteggia debolezze e ideali di una societร  avvezza a nascondere entrambi sotto una coltre di apparenze. 

I personaggi che intersecano le loro vite con quelle delle protagoniste sono tangibili nelle loro miserie quanto nelle loro grandezze e danno corpo ad una borghesia annegata nelle proprie contraddizioni. 

Potere, religione e desiderio hanno un posto ben delineato nelle esistenze di ognuno e servono a mantenere unโ€™ immagine di facciata di esistenze accettate ma spesso anche controllate dal regime. 

Di contro invece cโ€™รจ chi non scende a compromessi e sono questi i personaggi piรน indimenticabili del libro, come Ernesto per esempio, fratello di Maddalena con la quale condivide un legame profondo, che testimonia la natura di relazioni umane anche dolorose ma autentiche nella cerchia che gravita attorno alla Malnata. 

Maddalena e Francesca rappresentano queste contraddizioni , sono le due facce della societร  dellโ€™ epoca ma sono anche molto altro: sono la volontร  di non soccombere allโ€™  oppressione senza lottare. 

Una lotta faticosa che si intreccia ai tumulti giovanili che attraversano il passaggio dallโ€™ infanzia allโ€™ adolescenza. 

Lโ€™ autrice riesce a descrivere in modo molto vivido le agitazioni interiori delle giovani protagoniste, emozioni e sentimenti che scorrono con impeto come le acque del Lambro durante lโ€™alluvione, due personalitร  forti, sebbene in maniera diversa, che sfidano il mondo che le circonda attraversando anche le complessitร  del diventare donne. 

In questa storia appassionante si narra di famiglie, di amicizia, di amore, di ideali: il piglio della narrazione รจ a tratti duro, come lโ€™ incipit che schiaffeggia il lettore ancora prima che abbia capito dove si trovi, a tratti tenero:  



Un debutto notevole, che ho amato giร  dalla copertina a mostrare un viso di una giovane dallโ€™ espressione indocile e quasi impetuosa come la personalitร  della Malnata. 

Non si puรฒ non restare affascinati da un personaggio cosรฌ, unโ€™ anima che tutti tentano di accostare alla sfortuna e alla morte e che invece รจ quella piรน piena di vita. 



CUORE D’INVERNO di Alessandro Montagnana

CUORE D’INVERNO di Alessandro Montagnana

Titolo: Cuore d’inverno
Autore: Alessandro Montagnana
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 3 anni
Illustrazioni:
Numero di pagine: 36
Data di pubblicazione: 28 ottobre 2024
Editore: Nube Ocho

TRAMA


Una commovente storia invernale per ricordarci che i veri amici non ci abbandonano mai. Il pettirosso Cip si รจ smarrito nel bel mezzo di una bufera di neve. Si sente terribilmente solo, ma per fortuna all’orizzonte intravede una casa. รˆ la casa della volpe Lula, che lo accoglie e gli offre la sua amicizia. I due trascorrono delle bellissime giornate, ma quando i fratelli di Cip vengono a riprenderlo, per il piccolo pettirosso รจ giunto il momento di andare via. Il Natale si avvicina, e Lula non ha nessuno con cui trascorrere questi giorni cosรฌ speciali. Sente molto la mancanza di Cip. Riusciranno i due amici a incontrarsi di nuovo?

RECENSIONE


Metti un piccolo pettirosso in copertina e io sono giร  catturata, al pari dei piรน piccini. 

Cuore dโ€™inverno รจ un albo illustrato di Alessandro Montagnana che racconta il valore dellโ€™ amicizia attraverso un testo semplice, delicato come i fiocchi di neve delle sue pagine, ogni fiocco che si adagia รจ una parola che racconta un mondo interiore vastissimo. 

Quello della solitudine e del desiderio di condividere, della nostalgia e dellโ€™ amicizia. 

Merito anche delle illustrazioni che giocano benissimo sul contrasto tra il rosso, che non solo รจ il colore del manto di Gaia e caratterizza il pettirosso, ma รจ simbolicamente il colore dellโ€™ amore, e il bianco e il nero delle immagini.ย 



Cosa offre Gaia a Cip? Quello che ha di piรน caro non corrisponde a nessun oggetto materiale, ma รจ tutto quello che si puรฒ desiderare quando si ha la fortuna di trovare un amico. 

Tipica storia dal retrogusto natalizio ma non per forza legato alla festivitร , ambientato durante un rigido inverno nel bosco, รจ un libro che scalda sia alla vista che allโ€™ udito e sicuramente scalda il cuore dei piรน piccini. 

Adatto quindi alle temperature rigide del periodo ma ancora di piรน al freddo che si percepisce quando si รจ soli. 

Lโ€™ inverno della storia non รจ solo quello climatico, รจ quello della solitudine che vive Gaia. 

Non occorre spiegarlo soprattutto ad i bambini, le immagini e lโ€™espressivitร  dei personaggi dicono giร  tutto e molto bene. 

Lโ€™ amicizia รจ un bene forse piรน raro rispetto a una volta ma come ci insegna anche la letteratura รจ irrinunciabile. 

Persino tra una volpe e un pettirosso. 


LA DONNA CHE ODIAVA I CORSETTI di Eleonora D’Errico

LA DONNA CHE ODIAVA I CORSETTI di Eleonora D’Errico

Titolo: La donna che odiava i corsetti
Autore: Eleonora D’Errico
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa, storico, biografico
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 aprile 2024
Editore: Rizzoli

TRAMA


La storia di Rosa Genoni, la donna che rivoluzionรฒ la moda e inventรฒ il Made in Italy. Rosa ha solo dieci anni quando lascia la sua famiglia a Tirano, sulle montagne della Valtellina, e va a Milano, per lavorare come piscinina nella sartoria della zia Emilia. รˆ il 1877, e la cittร  la travolge con il fermento di una metropoli nascente, lโ€™illuminazione a gas, i tram a vapore, i caffรจ, la Scala. La vita di unโ€™apprendista sarta รจ dura, i turni estenuanti, ma la bambina รจ sveglia, e dimostra subito un talento speciale per la moda. Cosรฌ assorbe tutto, comprese le nuove idee di giustizia sociale e libertร , e diventa una giovane donna coraggiosa, oltre che una sarta raffinata e dalle idee innovative. Da Milano a Parigi, dove nascono gli abiti che tutto il mondo ama, il passo รจ breve, ed รจ proprio lontano da casa, sulle rive della Senna, che Rosa concepisce lโ€™idea di una moda che non sia solo unโ€™eccellente copia di quella dโ€™Oltralpe, ma che risplenda di unโ€™originalitร  tutta italiana, ispirata ai dipinti del Rinascimento e ai fiori delle sue Alpi. รˆ cosรฌ che inventa il concetto di โ€œmade in Italyโ€. Tra broccati e toilettes di seta, lโ€™impegno di insegnante allโ€™Umanitaria e lโ€™amore โ€“ scandaloso allโ€™epoca โ€“ per lโ€™avvocato Podreider, la voce vivida di Rosa ci racconta la sua vita anticonformista e luminosa, le sue battaglie per liberare le donne dai corsetti e dai pregiudizi. Eleonora Dโ€™Errico ci restituisce il ritratto appassionato e vibrante di una sarta geniale, un personaggio chiave per la storia della moda italiana โ€“ consacrato dalla creazione dallโ€™abito Tanagra โ€“ ma anche quella dellโ€™emancipazione femminile. Il racconto di una vita unica che ha saputo vestire di glamour la rivoluzione.

RECENSIONE


รˆ risaputo che lโ€™ emancipazione della donna sia passata anche attraverso la moda, quello che non si conosce forse รจ il nome di alcune figure che effettivamente lโ€™ hanno concretizzata, con la propria creativitร , con la capacitร  di andare contro le convenzioni e di essere dei visionari in questo campo. 

รˆ la storia di una di loro che ci racconta con uno stile elegante e attento ai dettagli, Eleonora Dโ€™Errico con โ€œLa donna che odiava i corsetti โ€œ opera incentrata sulla vita di Rosa Genoni. 

Se vi state chiedendo chi sia questa protagonista non siete i soli. 

Io stessa non avevo mai sentito parlare di questa donna che รจ passata alla storia ( un poโ€™ in sordina come spesso avviene per figure storiche femminili) come lโ€™ideatrice del โ€œMade in Italyโ€. 



Le vicende umane di questo libro sono intrecciate alla storia della moda italiana del XIX secolo, che ci viene raccontata e descritta in modo molto accurato attraverso la vita e lโ€™ attivitร  di sarta di Rosa. 

Dallโ€™ inizio come piscinina presso la sartoria della zia, fino alla realizzazione di una propria impresa e allโ€™ ideazione di un abito completamente nuovo e fuori dagli schemi dellโ€™ epoca. 

Colpisce di questa donna la forza e la tenacia con cui persegue non solo la propria strada esistenziale, ma come attraverso di essa voglia farsi strumento di emancipazione delle condizioni di vita e lavorative delle donne del suo tempo. 



Il femminismo di cui narra lโ€™ autrice รจ quello nato dal basso, di chi non solo deve farsi strada partendo dalla condizione di povertร  del proprio ceto di origine, ma in piรน รจ donna e quindi doppiamente svantaggiata. 

Rosa รจ una di loro, nata in Valtellina, proveniente da un paese di montagna da una famiglia di bassa estrazione, lotta con le unghie e con i denti per raggiungere i diritti essenziali allโ€™ interno di un sistema pensato , deciso e governato da uomini, appartenenti oltretutto alla fetta di societร  agiata. 

A leggere di lei in queste pagine viene da pensare che Rosa Genoni racchiuda in sรฉ tutte le caratteristiche di una tipica eroina da romanzo: forza e fragilitร , tenacia e grande passione che la caratterizzano nelle vicende personali quanto in quelle lavorative.ย 

E invece รจ stata una persona reale e imperfetta, vissuta in unโ€™ epoca complicata ma che non ha accettato un destino giร  stabilito, nรฉ si รจ piegata ai dettami sociali del suo tempo, lottando per far valere il diritto a reclamare il proprio posto nel mondo, contro dogmi, imposizioni e abusi su cui poggiavano, e forse รจ ancora cosรฌ, patriarcato e ricchezza.ย 

Non solo sul piano lavorativo ma anche esistenziale: donna nubile, imprenditrice, madre, figlia e amica, ma sempre senza rinunciare a essere sรฉ stessa e ad affermare la propria identitร . 

In un periodo storico di transizione tra il vecchio e il nuovo, di fermenti politici e sociali narrati dallโ€™ autrice anche attraverso lโ€™ occhio della cittร  in cui si svolgono in maggioranza le vicende. 

Culla e testimone dellโ€™ avvento della modernitร , ora fiore allโ€™ occhiello della moda mondiale e in cui si celebra la fashion week piรน glamour dei nostri tempi. 

Non poteva essere che Milano, agli albori della sua evoluzione in metropoli moderna e chiassosa come la conosciamo oggi, lโ€™ altra grande protagonista. 



Lโ€™ autrice unisce โ€œdue grandi signoreโ€ dellโ€™ alta sartoria le cui trasformazioni sono intessute una dentro lโ€™ altra, in un legame che le influenza vicendevolmente. 

Questo libro va oltre alla biografia storica, รจ  un inno alla libertร , quella che si costruisce su progetti innovativi e sogni da realizzare, e che puรฒ capitare di conquistate anche allโ€™ interno di un camerino di prova di un atelier. 

Un piccolo spazio dove possono avere origine grandi cambiamenti. 

Un libro che trasuda passione e forza, componenti essenziali di ogni affermazione personale certamente non solo nella moda, ma in ogni ambito, oggi come allora.ย 



IL BAMBINO DELLE VIGNE di Elena Vatta

IL BAMBINO DELLE VIGNE di Elena Vatta

Titolo: Il bambino delle vigne
Autore: Elena Vatta
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2 dicembre 2022
Editore: Youcanprint

TRAMA


Abbandonato dalla madre in un collegio femminile a nemmeno due anni, Giuseppe cresce benevolmente accudito tra le verdi colline del Collio goriziano: apparentemente un’infanzia spensierata a cui non manca nulla, ma in cui il primordiale bisogno di amore esclusivo e incondizionato viene costantemente disatteso dall’assenza materna sempre piรน definitiva. Crescendo impara ad esorcizzare quella mancanza convincendosi di essere emotivamente indipendente e affrontando le sfide quotidiane come opportunitร  di riscatto. Eppure quell’amore materno negato lascia delle crepe nell’uomo che diventa: finisce col non abbandonarsi mai completamente ai sentimenti, con l’amarsi da sรฉ come avrebbe voluto essere amato e con l’assecondare un infantile bisogno di accudimento. ยซAdulto troppo presto, bambino per sempre.ยป Finchรฉ non si imbatte nell’occasione inaspettata di pareggiare i conti col passato, di lasciarsi travolgere dall’amore e di far pace con la sua Storia. Liberamente ispirato ad una vicenda vera, ยซIl bambino delle vigneยป รจ un delicato inno alla vita e alle molteplici possibilitร  di riscatto che offre. ยซDicono che il primo amore non si dimentichi mai, che ti segni per sempre. Ma cosa dire dell’amore prima del primo amore? Di quello materno che non solo segna ma crea l’impalcatura su cui reggere tutto l’edificio di una vita?ยป

RECENSIONE


รˆ sempre con piacere che assisto alle presentazioni di libri che ho amato particolarmente, ne ricavo uno sguardo su libro e autore che mi dร  conferma o meno sulle idee e sensazioni suscitate dalla lettura e mi permette di guardarvi dentro piรน in profonditร . 

Quando ho ascoltato quindi Elena Vatta a Monfalcone parlare della sua prima creatura letteraria โ€œIl bambino delle vigneโ€ ho ritrovato il peso delle parole da lei scritte, suddiviso tra sofferenza e riscatto. 

A partire dalla scelta di ambientare la storia nel territorio in cui vivo, un luogo che si sposa benissimo con le emozioni evocate dalle vicende narrate, un passo a due in cui ambientazione e trama si specchiano. 

Il Collio friulano infatti racchiude in sรฉ la bellezza dei paesaggi ma anche una nascosta asperitร , sa mostrare insieme colore e silenzio. 

รˆ qui che si svolge la prima parte della vita del protagonista Giuseppe, affidato ad appena due anni alla struttura di Villa Russiz, azienda agricola tuttora in opera e insieme casa di accoglienza per bambini in situazioni familiari difficili. 

Lโ€™ autrice ci accompagna nella crescita di Giuseppe durante la quale lโ€™ assenza materna diviene una presenza tangibile. 

Lโ€™ immagine di un ragazzino che attende le visite di una madre che il piรน delle volte non si presenta esce dalle pagine e si imprime nel cuore del lettore, con la forza della delusione primaria, quella di non sentirsi amati da chi ci ha messo al mondo. 



Non bisogna cadere perรฒ nellโ€™ errore di credere che la storia sia solo quella di un abbandono, รจ una storia di mancanza certamente, ma anche di riscatto. 

Elena Vatta racconta la crescita di Giuseppe in un ambiente non tradizionale ma non privo di amore. 

รˆ nella figura di suor Alessandra che si concretizza un affetto materno nei confronti di Giuseppe, un personaggio che รจ mamma senza essere mamma. 

Simbolo di quella propensione alla cura, allโ€™ amore incondizionato e alla presenza rassicurante che contraddistingue lโ€™ istinto materno a prescindere dalla biologia. 



Unโ€™ evoluzione quella del protagonista a cui assistiamo attraverso la narrazione su due linee temporali in cui incontriamo Giuseppe adulto, alle prese con le fragilitร  che si porta dietro dallโ€™ infanzia ma deciso a farne strumento di accettazione e affermazione di sรฉ. 

Una crescita interiore in cui riconoscere il proprio dolore ma non diventarne prigioniero.  

Lโ€™ autrice sviscera temi profondi e delicati quali la maternitร , lโ€™ accettazione di sรฉ, il senso di colpa, la fragilitร  delle relazioni. 

Lo fa con uno stile piacevolissimo alla lettura, scorrevole, delicato e che spinge allโ€™ introspezione. 

Non ultima menzione merita la cover che riprende con unโ€™ immagine lโ€™ essenza della storia, un cammino che sembra solitario, avvolto dai filari che costituiscono riparo e direzione, verso una strada da cui questo bambino di spalle riuscirร  a trarre il perdono divenuto adulto. 



CHARLES: UN LIBERTINO PUNITO (Unfit Vol. 7) di Miss Black

CHARLES: UN LIBERTINO PUNITO (Unfit Vol. 7) di Miss Black

Titolo: Charles: Un libertino punito
Autore: MIss Black
Serie: UnFit Vol.7
Genere: Historical Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: ottobre 2024
Editore: Self Publishing

TRAMA


Lord Charles Acton da anni ormai vive e insegna a Oxford, dove frequenta circoli di pensatori radicali e donne emancipate. Forse per questo si professa contrario al matrimonio, che considera nulla piรน di una compravendita in cui la moglie ha tutto da perdere, e in favore di relazioni tra pari, libere e gioiose. Non si considera un libertino, ma per la societร  moralista del 1902 lo รจ, eccome. Finchรฉ non decide di andare a New York per un periodo di studio presso lo studio internazionale di un collega giurista e, sulla nave, incontra Blanche.
Blanche Artois รจ lโ€™ultima discendente di una famiglia francese nobile e in rovina. Sta andando in America per sposare un ricco banchiere che non ha mai conosciuto, condannata a un matrimonio combinato da suo padre. รˆ furiosa, ferita e si lascia alle spalle un grande amore impossibile. Forse per dispetto, si getta tra le braccia di Charles… e ci resta finchรฉ la nave non fa naufragio. รˆ solo il primo di una serie di imprevisti e contrattempi che cambieranno le carte in tavola per tutti.

RECENSIONE


Aspettavo con grande curiositร  lโ€™ultimo capitolo (ultimo, vero?) di questa serie strepitosa, UnFit, a firma della bravissima Miss Black, una delle fondatrici del movimento “Profondo Rosa”, di cui รจ presente il sigillo nella cover del libro.

A dirla tutta, non รจ facile tenere alta l’attenzione dei lettori per una serie arrivata al settimo volume. Il rischio di non riuscire a mantenere interesse nel pubblico รจ piuttosto alto; invece, ogni uscita รจ stata attesa e amata, proprio perchรจ nessun volume ha mai perso qualitร  o originalitร . Anzi, questo libro chiude in bellezza questa saga, rappresentando il compendio perfetto di ciรฒ che distingue questa autrice: sana ironia, magistrale accuratezza nella ricerca per raccontare il contesto storico di riferimento, una vena sensuale molto accesa, personaggi imperfetti e magistralmente tratteggiati.



Una figura che ha aleggiato in diverse scene dei libri precedenti, e conoscerne il destino era doveroso. Dโ€™altra parte, il suo spirito libero e irriverente si prestava benissimo a una storia a sรฉ stante.
Dove collocare e con chi mettere a confronto un personaggio cosรฌ vocato allโ€™emancipazione e allโ€™indipendenza? Scelte strategiche che lโ€™autrice non manca di delineare in modo astuto, proprio per fare emergere gli opportuni conflitti, sia interiori che esteriori, che renderanno Charles irresistibile sotto mille punti di vista.



Un incontro occasionale su una nave da crociera, direzione New York, impedirร  ad alcuni dei suoi passeggeri che la lunga traversata non sia troppo noiosa e ripetitiva. Ma รจ noto che alcune circostanze, e/o persone, rivelano a volte delle sorprese (anche piacevoli). Infatti, quello che sembra rappresentare solo un temporaneo intrattenimento diverrร , per colpa della nebbia e del ghiaccio, qualcosa di piรน travolgente. Un ballo in maschera, una chimica stupefacente, un tragico naufragio sono solo alcuni degli elementi che preparano il terreno per lo sbarco dei due protagonisti nel Nuovo Mondo, anticipando gli stravolgimenti che metteranno a soqquadro le loro vite:



Un incallito libertino, fedele a sรฉ stesso e alla sua natura, ma anche un fervente sostenitore del rispetto e dellโ€™onorabilitร  delle persone, incapace di voltarsi dallโ€™altra parte se qualcuno ha bisogno. Charles si ama tanto per la sua visione anticonformista sulla vita ma anche per un profondo spirito altruista che lo spinge ad aiutare chi si trova in difficoltร , proprio come Blanche, giovane anima tormentata, fragile e insicura. Una giovane che lo attrae subito come una sirena.

Un connubio umano e psicologico meraviglioso, il loro, che apre scenari inattesi, cambia convinzioni, ribalta certezze, svela segreti e rivela bugie, sorprendendo fino allโ€™ultima pagina. Unโ€™altalena che rispecchia i tumulti e i cambiamenti in atto nel luogo dello sbarco che li accoglie:



Bello ritrovarsi nuovamente nellโ€™effervescente New York, la cittร  che aveva giร  imparato a non dormire mai, qualche anno dopo il primo viaggio di Kayal. Un ritorno che fa ben comprendere al lettore lโ€™evoluzione di una societร  nuova, ben diversa dalla conservatrice Inghilterra. Miss Black ne racconta spaccati storici, sociali e culturali che descrivono un affresco in totale fermento. Non solo New York perรฒ: per mettere distanza e creare spazio, come in ogni romance che si rispetti, l’autrice paga il viaggio al lettore per andare a vedere cosa accadeva nella Ville Lumiere dellโ€™epoca, con accenni storici immancabili:



Insomma, leggere questo ultimo libro di Miss Black รจ un tuffo nella storia, che consente di acquisire conoscenza e consapevolezza su fatti storici funzionali alla narrazione ma anche utili a capire meglio lo scenario in cui si muovono i personaggi: il periodo della Gilded Age di NY; il naufragio del transatlantico Republic, conosciuto anche con il nomignolo โ€œMillionairesโ€™ Shipโ€, la nave dei milionari che la sceglievano per i loro viaggi di piacere e dโ€™affari tra il Regno Unito e New York; la curiosa nascita delle Galeries Lafayette a Parigi, e molto altro.



Un romanzo che mette diverse societร  a confronto, sotto vari aspetti: lโ€™avvento del capitalismo, le sfide dellโ€™aristocrazia, il valore del matrimonio, lโ€™omosessualitร , la diversitร .

L’intensa storia dโ€™amore di Charles e Blanche รจ lโ€™ennesimo espediente per godere appieno del talento di questa autrice, che non delude mai.


I BAMBINI SI ROMPONO FACILMENTE di Silvia Vecchini

I BAMBINI SI ROMPONO FACILMENTE di Silvia Vecchini

Titolo: I bambini si rompono facilmente
Autore: Silvia Vecchini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 giugno 2023
Editore: Bompiani

TRAMA


Mamme fragili che rischiano di sbriciolarsi, nonne arrabbiate e urlanti, adulti distratti o troppo accalorati che criticano, giudicano, sentenziano. Una bambina con una coda di sirena che stupisce la spiaggia per le ragioni sbagliate; una bambina che non parla e che i grandi cercano di estrarre dal suo silenzio ricattandola con mille tentazioni; un bambino che pesca nel lago, aspettando con pazienza di catturare il pesce piรน bello di tutti, che forse pesce non รจ; un bambino agitato dall’arrivo di un fratellino nella nuova famiglia del padre e poi capace di comporre una nuova serenitร , se solo fosse vero; un bambino che si ostina a voler trovare rifugio in cima a un armadio, in ricordo di una traversata in cui qualcuno l’ha issato in alto perchรฉ la calca degli adulti compressi dentro la stiva non lo schiacciasse. I bambini di Silvia Vecchini sono cosรฌ: rischiano di rompersi, forse si sono giร  rotti, ma qualche volta sono cosรฌ forti e precisi da saper aggiustare i grandi in pericolo, e da aggiustarsi da soli. Con la precisione della prosa e lo slancio della poesia, che aveva giร  mescolato in Prima che sia notte, l’autrice racconta bambini veri alle prese con situazioni piรน grandi di loro. Qualche volta ne escono incrinati, perรฒ vinti mai.

RECENSIONE


Quando ho ascoltato Silvia Vecchini presentare il proprio libro come incontro conclusivo di una formazione per docenti che prende il nome proprio dal titolo della sua opera, ho capito perchรฉ alcuni possono scrivere poesia e altri no. 

Ho trovato nellโ€™ intervento dellโ€™autrice quellโ€™ autentica capacitร  di trasmettere il sentire, di fare passare le emozioni attraverso le parole, scelte e declinate per trasportare lโ€™ascoltatore dentro lโ€™opera e le sue sfaccettature come fosse una cosa viva. 

Sebbene il libro in questione sia formato da brevi racconti, al termine di ognuno di essi vi รจ posta a sigillo una piccola poesia, che come spesso riesce a fare questo particolare genere letterario, raggiunge il lettore in modo immediato e intenso, una freccia scoccata in versi. 


E alla fine di ogni racconto, la parola si condensa ancora e precipita nei versi. รˆ lโ€™impronta leggera dei bambini che passa accanto alla cieca distrazione degli adulti, รจ la traccia del loro sapersi indirizzare al bene quando non si vede, la fedeltร  alla vita anche se ferisce, il credere e il capire, i loro giuramenti, il fitto colloquio con anime e animali, รจ un sapere breve che non torna indietro. Ti giri, e giร  sono lontani. 


โ€œI bambini si rompono facilmenteโ€ รจ un libro che parla principalmente agli adulti, quelli distratti, inadatti, che consapevolmente o meno, non trattano lโ€™infanzia come dovrebbe essere trattata, ma รจ anche e soprattutto rivolto a quegli altri adulti, quelli attenti, capaci di colgliere segnali, significati, che possono e devono diventare scudo, rete e riparo. 

I bambini raccontati sono tutti esistiti nel passato dellโ€™autrice, nel suo presente di formatrice e vi รจ anche un racconto autobiografico. 

Il che fa comprendere come i bambini sappiano riconoscere molto bene i torti, le mancanze, gli egoismi e lโ€™inadeguatezza che gli adulti scagliano contro di loro o contro i loro compagni, amici e coetanei. 

E soprattutto come questi non vengano dimenticati. 

Ho voluto scrivere invece dei bambini che si rompono, dei bambini rotti che si rialzano e che ho conosciuto, incontrato, ascoltato a lungo o di sfuggita per momenti cosรฌ intensi che restano eterni. 


Sono racconti un poโ€™ amari bisogna dirlo, parlano di quelle rotture non sempre visibili ma forse proprio per questo piรน profonde, ne parlano in modo non sempre esplicito eppure la traccia resta addosso come una macchia su uno sfondo bianco, di quelle indelebili. 

In mezzo alle scie di amarezza la prosa di Silvia Vecchini fa intravedere anche perรฒ una capacitร  che forse davvero รจ solo dei bambini ed รจ quella di non fermarsi allo โ€œsporcoโ€ di queste macchie. 

I bambini sanno comunque guardare al bello, al โ€œpulitoโ€ ed รจ questo un libro che vuole ricordare come spetti a noi vigilare, proteggere, custodire questa capacitร . 


Ho pensato alla scrittura come un angelo che ascolta, rivolge le sue quattro facce verso di loro, le sue quattro ali tutte aperte attorno, li protegge senza sfiorare, si alza in piedi, si oppone a una sepoltura frettolosa dei fatti, testimonia dalla loro parte. 

Sono piccoli ritratti dal vero. 


Piccoli ritratti di oggetti, personaggi o evocativi delle situazioni narrate sono le illustrazioni di Sualzo che accompagnano i racconti, disegni che visti da soli potrebbero fare pensare a giochi, spensieratezza, dolcezza e divertimento, ma che invece stampati accanto a queste parole assumono un altro significato. 

Un libro che รจ un monito, a fare attenzione a non spegnere la luce dellโ€™ infanzia, perchรฉ sebbene molte rotture si possano riparare cโ€™รจ sempre il rischio che non si torni piรน ad essere come prima. 

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MARIA MONTESSORI (La nouvelle femme) di Lea Todorov

MARIA MONTESSORI (La nouvelle femme) di Lea Todorov

Titolo: Maria Montessori (La nouvelle femme)
Regia: Lea Todorov
Tratto dal libro:
Genere: Drammatico, storico
Film per il cinema
Tipo di finale: Chiuso
Data di uscita: 26 settembre 2023
Produzione: Geko Films, Tempesta

TRAMA


Lili d’Alengy, donna dell’alta societร  parigina d’inizio Novecento, teme che sua figlia, la piccola Tina, affetta da disabilitร  e fino ad allora tenuta quanto piรน nascosta possibile al mondo esterno, possa mettere in pericolo la sua tanto sudata posizione sociale. Si reca quindi a Roma, dove ha saputo che in un istituto c’รจ un’educatrice che si dice applichi metodi rivoluzionari all’insegnamento di bambini con difficoltร :ย Maria Montessori.

RECENSIONE


รˆ di poche settimane lโ€™ uscita del film Maria Montessori (LA NOUVELLE FEMME) interpretato dalla brava Jasmine Trinca, una pellicola interessante, su una delle poche donne di cui la storia, solitamente scritta e celebrativa degli uomini, ha riconosciuto il valore.

La sceneggiatura adattata alla finzione cinematografica รจ stata scritta basandosi su tre biografie della Montessori tra cui citiamo “Una donna nuova. Il femminismo scientifico di Maria Montessori” di Valeria P. Babini.

La pellicola della regista esordiente Lea Todorov tratta una parte dellโ€™esistenza della celebre pedagogista, forse quella piรน complicata, e cioรจ come recita il sottotitolo, il percorso esperienzale umano e lavorativo che hanno portato la protagonista a diventare una donna nuova, a diventare colei che conosciamo come ideatrice di un metodo educativo innovativo e ancora valido. 

Ma non si parla solo di questo, la figura storica lascia molto spazio a quella umana, donandoci il ritratto di una persona caparbia e coraggiosa ma non per questo meno esposta al dolore e alla fragilitร .ย 

Diciamo che nascere donne tra il XIX e il XX secolo era complicato a prescindere : lo mostra senza orpelli o retorica il film che vede due protagoniste femminili opposte ma simili, legate da unโ€™ inaspettata amicizia.ย 

La cortigiana Lili d’Alengy che affida la propria figlia disabile alle cure dellโ€™ educatrice Maria Montessori, sono due figure di donna che incarnano in modo differente la ribellione contro il costrutto sociale dellโ€™ epoca e che in opposizione a questโ€™ ultimo vogliono riappropriarsi della maternitร .ย 

Per ragioni diverse entrambe devono nascondere i propri figli dallโ€™ occhio giudicante della societร  che non dร  loro la possibilitร  di condurre in modo libero e dignitoso, non solo unโ€™ esistenza come genitore, ma anche come individuo.ย 

รˆ una battaglia a volte silenziosa altre meno, quella che conducono le due donne alleandosi contro le ingiustizie e le incoerenze del sistema. 

Quelle del sistema educativo basato sullโ€™asservimento alle regole, regolato dalla paura e dalla rigiditร  per tutti i bambini dellโ€™ epoca e che non considera invece minimamente quelli portatori di diversitร  di ogni tipo, se non come un peso di cui รจ inutile occuparsi. 

E poi contro il sistema sociale in cui lโ€™uomo ha diritti su tutto, compreso sulle donne, alle quali รจ praticamente inibita ogni possibilitร  di autodeterminazione ed emancipazione. 

Ogni battaglia purtroppo implica anche qualche perdita: รจ soprattutto su questo aspetto che il film pone lโ€™ accento, sulla vicenda umana della Montessori che si troverร  a dover fare delle scelte dolorose in nome della realizzazione, non solo della sua rivoluzionaria opera pedagogica, ma anche in nome della propria libertร  come donna.

รˆ quindi questo un film che interseca molte tematiche, sviluppate con coerenza storica, unโ€™ ottima recitazione e la giusta sensibilitร .ย 

Un prodotto dal retrogusto francese, con cui condivide la produzione e il cast, che vuole anche essere un promemoria del dolore e delle rinunce che sono state fatte in nome del femminismo, dellโ€™ istruzione e dellโ€™ inclusione. 

Alcuni dialoghi in francese non disturbano, la presenza di piccoli attori portatori di reali difficoltร  neurologiche colora le scene di autenticitร  e tenerezza senza cadere nel pietismo, tuttโ€™altro. 

Un film che in un certo senso celebra la maternitร  non solo come fatto biologico ma anche come ruolo formativo. 

รˆ in un bellissimo passaggio che la stessa Montessori lo espone ai propri uditori spiegando come lโ€™ educazione passa attraverso la cura, lโ€™ attenzione e la relazione umana. 


<<Prima ancora che educati questi bambini noi li abbiamo amati>> dice la pedagogista.


Non esiste apprendimento senza relazione affettiva, lei รจ stata la prima a comprenderlo, una piccola luce femminile in un mondo coperto dalle ombre di uomini di un altro secolo. 


SURVIVE THE NIGHT di Riley Sager

SURVIVE THE NIGHT di Riley Sager

Titolo: Survive the night
Autore: Riley Sager
Serie: Autoconclusivo
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 22 settembre 2023
Editore: TimeCrime

TRAMA


Novembre 1991. I Nirvana risuonano nel mangiacassette, George H.W. Bush รจ alla Casa Bianca e la studentessa fissata con il cinema Charlie Jordan รจ in macchina con un uomo che potrebbe essere un serial killer. Josh Baxter, lโ€™uomo al volante, รจ praticamente uno sconosciuto per Charlie. Si sono incontrati alla bacheca del campus per condividere il lungo viaggio verso lโ€™Ohio. Entrambi hanno buone ragioni per voler andarsene. Per Charlie, รจ il senso di colpa e il dolore per lo scioccante omicidio della sua migliore amica, che รจ diventata la terza vittima dellโ€™uomo conosciuto come il Killer del Campus. Per Josh, il motivo รจ aiutare a curare il padre malato, o almeno cosรฌ dice. Piรน tempo passa seduta sul sedile del passeggero, piรน Charlie si accorge che Josh ha qualcosa di sospetto, dai buchi nella sua storia sul padre al fatto che non vuole che lei curiosi nel bagagliaio. Mentre viaggiano su unโ€™autostrada vuota e tortuosa nel cuore della notte, una Charlie sempre piรน ansiosa comincia a temere di essere finita in auto con il Killer del Campus. Josh รจ davvero pericoloso? O il nervosismo e la diffidenza di Charlie sono solo frutto della sua immaginazione alimentata dai film? Una cosa รจ certa: Charlie non ha nรฉ un posto in cui fuggire nรฉ un modo per chiamare aiuto. Intrappolata in un terrificante gioco del gatto e del topo, che si svolge su strade nere come la pece e in parcheggi illuminati al neon, Charlie sa che lโ€™unico modo per vincere รจ sopravvivere alla notte.

RECENSIONE


Difficile incappare in libri che come questo, ti fanno navigare nellโ€™ incertezza fin quasi allโ€™ ultima pagina. 

E invece Riley Sager รจ riuscito a regalarcene uno, Survive the night (Sopravvivi alla notte) un  thriller psicologico che evoca immagini, rumori e sensazioni vivide, al pari di una pellicola cinematografica. 

Grazie soprattutto alla capacitร  dell’ autore di portarci dentro allo spazio -luogo della narrazione facendoci percepire le emozioni e le sensazioni dei personaggi attraverso i sensi, come fossimo lรฌ con loro.ย 

Nonostante lโ€™ arco temporale breve evocato dal titolo, per cui tutto avviene in una notte, allโ€™ interno di uno spazio che lโ€™autore fa diventare egregiamente claustrofobico, come lโ€™automobile del protagonista, la trama trascina il lettore in una dimensione scevra dallo spazio e dal tempo. 

Si entra infatti nella mente dei protagonisti senza accorgersene, come stessimo assistendo ad un valzer oscuro tra realtร  e immaginazione, in un passo a due questo tra Josh e Charlie, di cui รจ impossibile prevedere la direzione e il ritmo. 

Una precisa intenzione dellโ€™ autore che caratterizza due personaggi fuori dagli schemi, seppur definiti nei loro tratti salienti altresรฌ capaci di trasmettere unโ€™incredibile ambiguitร  al lettore. 

Charlie, una giovane ragazza in fuga dai mostri che si porta dentro, eccentrica e singolare, ma schiacciata dal dolore e dalla colpa, e Josh un ragazzo allโ€™ apparenza per bene che non mostra mai nulla oltre la sua facciata esterna. 

E quando qualche piccolo spiraglio filtra non sappiamo se collocarlo nel bene o nel male. 



La carta vincente di un thriller che gioca quasi tutta la partita sul piano psicologico di due menti che pensano e agiscono in modo completamente opposto e insieme imprevedibile. 

Ed รจ questa lโ€™ incertezza di cui parlavo, non sapere dove le parole ci stanno portando fino a trovarsi di fronte a uno stato di tensione inizialmente latente che poi lentamente si insinua nelle pagine fino a toccare lโ€™apice in chiusura di ogni capitolo. 

Questo inevitabilmente tiene ancorati alla lettura, complice anche un intento non puramente dโ€™intrattenimento quello dellโ€™ autore. 

I temi trattati infatti non hanno meno rilevanza dellโ€™ aspetto narrativo e si condensano soprattutto nella protagonista Charlie, che diventa la rappresentazione della โ€œvittimaโ€ proprio nella misura in cui รจ divorata dal senso di colpa. 

Incarna soprattutto la figura della vittima in quanto donna, tema quanto mai attuale. 



E in quanto donna perรฒ diventa anche simbolo di solidarietร  perchรฉ questa รจ anche una storia di amicizia. 



Un paio di โ€œcoup de thรฉรขtreโ€ ben piazzati e ben dosati, atmosfere cariche di tensione, nessuna certezza e grande curiositร  intorno al finale. 

Una scrittura equilibrata, senza eccessi, fluida e avvincente. 

Consigliatissimo quindi, soprattutto a chi ama viaggiare di notte.


QUANDO INIZIA LA FELICITA’ di Gianluca Gotto

QUANDO INIZIA LA FELICITA’ di Gianluca Gotto

Titolo: Quando inizia la felicitร 
Autore: Gianluca Gotto
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa filosofica
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 4 giugno 2024
Editore: Mondadori

TRAMA


“Ogni mia grande rivoluzione personale, che fosse professionale, relazionale o spirituale, รจ iniziata non da una certezza assoluta, ma da una domanda. La ricerca di una risposta era l’unico modo per conoscere la veritร . E quando non la trovavo subito, ero costretto a partire per cercarla. Nel mondo, dentro me stesso, nelle altre persone. Questo libro รจ una raccolta delle domande che piรน di tutte hanno smosso qualcosa di profondo nel mio cuore e nella mia mente. Sono domande inusuali, talvolta molto specifiche, in altri casi bizzarre. Portano alla riflessione, ma anche al desiderio di agire per cambiare le cose. Spesso risultano scomode, addirittura impertinenti, ma sono necessarie per far emergere dal caos interiore uno spunto, una consapevolezza, un frammento appuntito di veritร  da maneggiare con cura.” In “Quando inizia la felicitร ”, Gianluca Gotto condivide le domande che lo hanno accompagnato nel corso della sua crescita personale per raccontare senza reticenze le esperienze vissute in questi ultimi anni. I momenti difficili e le fragilitร , ma anche la sua rinascita, i sogni realizzati, la consapevolezza acquisita attraverso il buddhismo, i tanti incontri che hanno illuminato la sua strada, l’amore smisurato per Claudia e la gioia, immensa, della paternitร . Un libro pieno di consigli e spunti per vivere al meglio la propria vita, ma anche rassicurante come una tazza di tรจ in un freddo pomeriggio di pioggia, il primo abbraccio dopo molto tempo, una chiacchierata con quell’amico che ti ascolta senza giudicare. Un diario di viaggio scandito da domande su cui tornare piรน e piรน volte, per trovare un segnale, un’ispirazione, una motivazione a smettere di aspettare o inseguire la felicitร , ma cercarla dove giร  siamo: qui e ora.

RECENSIONE


Lโ€™ essere umano รจ stato e sempre sarร  incessantemente alla ricerca di risposte, ancora adesso in tempi moderni non abbiamo smesso di interrogarci e di interrogare anche il web, tramite psicologi, coach, influencer alla ricerca di risposte su noi stessi e molto spesso sul disagio di vivere. 

Ma siamo sicuri di porre le giuste domande? 

E se cosรฌ non fosse? 

Gianluca Gotto, guru e scrittore nomade ne ha stilato una serie, ognuna delle quali costituisce il cappello di ogni capitolo del suo ultimo libro, โ€œQuando inizia la felicitร โ€. 

La precisione e la particolaritร  di queste domande nasce dal preciso intento dellโ€™ autore di renderle non solo un mero esercizio riflessivo ma un vero e proprio slancio verso lโ€™azione. 

Attraverso la propria personale esperienza di vita lโ€™ autore racconta, con semplicitร  ed estrema chiarezza, come sia stato proprio il porsi questo genere di domande a portarlo a realizzare uno stile di vita che rispondesse al suo sentire piรน autentico, alla realizzazione di sรฉ stesso attraverso ciรฒ che egli sentiva piรน giusto per sรฉ. 

Un processo continuo che abbraccia un concetto chiave del libro e delle scelte di vita dellโ€™ autore, e cioรจ il cambiamento. 

Secondo lโ€™autore infatti il cambiamento รจ lโ€™ essenza stessa dellโ€™ esistenza, inevitabile, in quanto vivere altro non รจ, che il susseguirsi di fasi che hanno un inizio e una fine. 



Ma cosa vuol dire che tutto cambia? 

Questo come dicevo รจ un concetto chiaro e costante allโ€™ interno del racconto che lโ€™ autore fa della propria vita, delle esperienze e delle persone con cui รจ entrato in contatto, direi che รจ pregnante. 

Deriva infatti dal buddhismo al quale Gianluca Gotto si รจ avvicinato e ha abbracciato nel suo cammino esistenziale, e che egli mette a disposizione del lettore attraverso queste pagine per offrire un punto di vista a cui non siamo abituati. 



La forza del libro secondo me sta proprio nellโ€™ offrire riflessioni e idee rivoluzionarie rispetto alla cosiddetta mentalitร  occidentale. 

Un punto di vista che a volte le ribalta, che dipinge esperienze comuni con colori diversi da quelli che avremmo usato noi, che offre una visione inusuale sul modo di stare nel mondo. 

Anche per questo motivo รจ un libro che va letto e riletto piรน volte perchรฉ non รจ facile approcciarsi a una filosofia di vita e di credenze cosรฌ lontane e diverse dalle nostre in una volta sola. 

Non saranno molte le pagine che lascerete senza una qualche annotazione o evidenziazione, e se proverete le mie stesse sensazioni vi ritroverete vittime di un effetto domino: perchรฉ ogni domanda che apre un capitolo sarร  il tassello a cui apporre la precedente o la successiva, oppure a porsene altre piรน personali, insistenti o inaspettate, nuove o antiche. 

Con questi preamboli le parole di Gianluca Gotto potrebbero spaventare invece non รจ cosรฌ, non abbiatene paura perchรฉ invece vanno a smuovere un terreno in cui possano germogliare gratitudine, forza e coraggio. 

In cui la spiritualitร , la lentezza, lโ€™ armonia con la natura tornano a ricoprire un ruolo importantissimo per il benessere della persona nella sua interezza. 

Un libro che ce lo vuole ricordare senza ridondanza o mera autocelebrazione ma in uno spirito di sincera condivisione. 

Nonostante la densitร  e la forza impattante che possono avere molti passaggi di questo libro, ci si puรฒ immergere in esso senza il timore che sia una lettura troppo impegnativa o eccessivamente didascalica. 

Al contrario, un plauso alla capacitร  dellโ€™ autore di aver vestito di leggerezza la profonditร  delle riflessioni che offre, in una veste sicuramente โ€œorientaleโ€ ma non per questo inapplicabile, e soprattutto stimolante. 

Su tutte quelle piรน spiazzante รจ stata proprio la riflessione sulla paura, quella che proviamo di fronte al cambiamento, quella che ci tiene prigionieri di fronte alle sfide della vita, quella che puรฒ derivare anche davanti alla possibilitร  di essere felici. 

Paradossale ma incredibilmente autentica come sensazione. 

E allora quando inizia la felicitร ? 

Forse Gianluca Gotto vuole dirci proprio questo, la felicitร  non inizia quando smettiamo di avere paura, ma quando accogliamo quella paura come parte del processo per raggiungerla e la facciamo diventare motore dellโ€™ azione.