QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

Titolo: Quando tutto sembra immobile
Autore: Roberto Emanuelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: ottobre 2022
Editore: Sperling & Kupfer

TRAMA


Roma, 2022. Erba appena calpestata, pini mossi dal vento e sale. รˆ di questo che profuma il quartiere in cui Daniele รจ cresciuto. Un quartiere di periferia, dove tutti si conoscono e si aiutano, ma dove basta un attimo per prendere la strada sbagliata. Ed รจ qui che, dopo tanti anni, Daniele ha deciso di tornare per cercare conforto: Margherita, lโ€™unica donna che ha mai amato, se nโ€™รจ andata. Lui รจ distrutto ma non riesce ad ammetterlo. Con nessuno, nemmeno con gli amici che pure sono sempre al suo fianco. Daniele รจ fatto cosรฌ: ha un universo di emozioni nascosto in fondo al cuore, ma non รจ capace di esprimerlo. La vita รจ stata dura con lui e gli ha insegnato che, per non soffrire, i sentimenti vanno celati, soffocati. รˆ come se fosse paralizzato, in trappola, mentre una guerra silenziosa lo agita nel profondo. Una guerra che non puรฒ vincere. Contro se stesso, contro Margherita, contro il suo passato. Ma รจ proprio la lotta con il passato che lo porta a intraprendere un lungo e doloroso viaggio. Ciรฒ che scoprirร  alla fine del cammino, perรฒ, รจ che la felicitร  รจ sempre stata a un passo da lui. Perchรฉ, a volte, bisogna restare immobili per andare avanti.

RECENSIONE


Alcuni libri hanno il pregio di riuscire a trasportarci in una dimensione che รจ o รจ stata nostra, evocando lโ€™essenza di un momento vissuto, la sensazione di dejavu, la familiaritร  con tratti caratteriali che ci appartengono, momenti dellโ€™esistenza che sono o sono stati fotocopia della nostra.

La scrittura di Roberto Emanuelli รจ in grado di far sentire i pensieri e gli stati dโ€™animo dei suoi personaggi, nodi in gola, nostalgia, inquietudine, tenerezza.

รˆ attraverso il protagonista del libro, Daniele, un personaggio tra i piรน autobiografici tra quelli dei suoi precedenti lavori, che lโ€™autore ci fa sentire tutto quello che anche questo protagonista prova e che si percepisce essere anche molto vissuto dellโ€™autore.

Piรน di tutte rispetto alle altre Daniele ci fa percepire lโ€™immobilitร  citata nel titolo.


Forse, mi dico, dovrei farmi aiutare, dovrei parlare con qualcuno: forse potrei convivere meglio con quello che ho dentro, con questa mia sensibilitร  troppo grande per un mondo che corre e corre e mi fa sentire piccolo, inadeguato, in affanno, indietro. Mi immobilizza. Ecco, mi sento immobile, affacciato a una finestra, a guardare la vita degli altri che passa.


Unโ€™immobilitร  a cui la storia dโ€™amore con Margherita non sopravvive e che lo costringe a una continua lotta con sรฉ stesso e con la sua incapacitร  a manifestare le emozioni, a vivere sempre con il freno a mano tirato, atterrito dalla paura, dalla sensazione di inadeguatezza.

Vi รจ mai successo di sentirvi cosรฌ?

Fermi, prigionieri, come con i piedi nel fango, incapaci di uscire da una dimensione, dalla solitudine, dalla prigione dello spirito?

Come afferma Roberto Emanuelli, provare lโ€™immobilitร  dellโ€™anima, sentirsi intrappolati dai nostri stessi pensieri, non riuscire a riempire quel buco interiore che divora da dentro puรฒ rappresentare una condanna.

Chi lโ€™ha provato su di sรฉ, chi ne รจ tuttora prigioniero e chi ci sta combattendo lo sa bene.

Potendo assistere alla presentazione del libro di persona ho constatato che anche lโ€™autore lo sa bene e ha voluto condividerlo con i suoi lettori proprio attraverso questo protagonista, un uomo in lotta con le sue paure, incapace di esprimere le proprie emozioni, al contrario impegnato perennemente a soffocarle, schiavo delle sue ossessioni unico appiglio in una realtร  che sembra subire, e che sono lโ€™unica cosa che lo aiutano ad andare avanti.

Daniele รจ stato un personaggio che mi ha suscitato sensazioni opposte: da un lato la fatica del sentire questo dolore cosรฌ impregnante in vari aspetti della sua vita e cosรฌ familiare per alcuni aspetti, dallโ€™altro il fascino esercitato da un uomo cosรฌ problematico.

Credo che questโ€™ ultimo aspetto sia da ricondurre al fatto che quella stessa tenebra che lo avvolge e lo tormenta รจ anche il tratto che ne decreta la grande fragilitร  e di conseguenza la spiccata sensibilitร .

Un dualismo che credo sia ben rappresentato da questo estratto:


Non so farmi scivolare facilmente le cose di dosso. Non ne sono mai stato capace. Io che mi innamoro delle stelle in quel cielo blu e illuminato, mentre dentro di me รจ tutto troppo buio e pieno di guerra per raccontarlo.


Daniele si fa attraversare dalle cose che gli si radicano dentro, non sa farle scivolare via e con lui le sentiamo anche noi lettori, incastrati sempre piรน pagina dopo pagina nella profonditร  di questo abisso che si apre anche al nostro sentire attraverso i suoi pensieri, ossessivi, cupi a volte, ostinati.


Questa fitta profuma di stazioni abbandonate, colme di malinconia e solitudine. Io le sento le cose, quando arrivano, quando restano, quando se ne vanno: รจ la mia condanna.


Una condanna verso cui comunque egli non si dimostra mai passivo: la guerra che sente dentro la combatte strenuamente, usando tutti gli strumenti che ha a disposizione e che รจ in grado di esercitare nella forma di atteggiamenti ossessivi, fobie, piccole manie.

รˆ una lotta contro se stessi quella che ci racconta lโ€™autore in cui la storia del protagonista non รจ niente altro che il tentativo di sopravvivere a questa guerra.

Ben costruita la narrazione in unโ€™alternanza di presente e passato attraverso cui riusciamo a conoscere meglio Daniele e a cogliere sempre di piรน questo suo essere intrappolato, fin dai tempi della sua formazione.

Questa infatti รจ anche una storia che parla di famiglia e di quanto abbia il potere di plasmarci cosรฌ come lโ€™ambiente in cui nasciamo.

Lโ€™ autore ci racconta della sua amata Roma, dei suoi angoli meno luminosi, quelli di periferia dove non tutti si salvano ma nemmeno soccombono.

Ci racconta della paura dellโ€™abbandono, della solitudine, di un sogno dalle forme di torte e meringhe, di fratellanza, di amici e amori e uno degli aspetti che piรน mi hanno colpita, anche dei profumi.

Il profumo di un luogo, di una situazione, di uno stato dโ€™animo:


Che non รจ mai solo il profumo vero di quella cosa. Il mare, per me, non odora solo di mare, ma anche di mandarino, di albero di Natale, di albe al campeggio, di foglie mosse dal vento, di promesse che sapranno resistere a tutto senza infrangersi mai.


Lo fa utilizzando passaggi degni della poesia piรน sensibile, tracce disseminate sulle pagine di un cammino di crescita personale, fatto di consapevolezza e trasparenza che poi si rivela anche dal punto di vista artistico.

รˆ lo stesso autore a raccontarlo in occasione del firma copie del libro a cui ho assistito durante il quale con totale onestร  spiega come โ€œQuando tutto sembra immobileโ€ รจ coinciso con un nuovo percorso rispetto ai suoi libri precedenti e che corrisponde anche  allโ€™aver affrontato disturbi e difficoltร  proprie di unโ€™anima sensibile, emotiva, a volte fragile.

ยซIl problema siamo noi esordisce davanti alle sue lettrici in quellโ€™occasione.ยป

Una consapevolezza di cui Daniele รจ lโ€™emblema e attraverso cui lโ€™autore ci sta anche dicendo che รจ una lotta certo, ma una lotta che si puรฒ vincere, perchรฉ a forza di provarci dallโ€™ immobilitร  si puรฒ uscire.

IL REGALO PIU’ GRANDE di Peter H. Reynolds

IL REGALO PIU’ GRANDE di Peter H. Reynolds

Titolo: Il regalo piรน grande
Autore: Peter h. Reynolds
Serie: autoconclusivo
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 5 anni
Tipo di finale: Chiuso
Numero di pagine: 40
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2013
Editore: Ape Junior

TRAMA


Il regalo di Roland era proprio piccolo… Lui desiderava un regalo piรน grande! Molto molto piรน grande! Etร  di lettura: da 5 anni.

RECENSIONE


Forse รจ proprio vero che ormai Natale รจ diventato solo corsa ai regali, grandi e piccoli.

Anzi meglio se grandi.

Per il bambino protagonista di questo albo illustrato Roland, รจ sicuramente cosรฌ.

Ricevuto per Natale un regalo a suo dire di piccole dimensioni comincia a desiderare intensamente di ricevere un regalo piรน grande.

Ma si sa a volte non si รจ capaci di accontentarsi e si finisce per desiderare sempre di piรน, forse troppo.


“GRANDE? Questo non รจ GRANDE neanche come la mia casa! Quando dico grande, intendo GRANDE!” gridรฒ.


Non รจ un bambino che si perde d’animo Roland e se da un lato questa sua caparbietร  nel cercare di realizzare il proprio desiderio รจ apprezzabile dall’altra perรฒ questa ostinazione lo trasforma in un protagonista incontentabile, eccessivo, capriccioso e poco simpatico.

Sarร  forse la magia del Natale ma fortunatamente alla fine Roland capirร  che non sono le dimensioni a decretare il valore di un regalo, e che spesso proprio nelle cose piccole si nascondono tesori di cui non possiamo fare a meno.

Un libro essenziale nel testo e nelle illustrazioni ma dalla grande capacitร  comunicativa.

Da leggere con i propri bambini anche per trasmettere loro il messaggio che questa festivitร  non puรฒ tradursi solo nell’aspetto piรน materiale dello scambio dei doni.

Il senso di questa festa รจ prima di tutto stare con le persone amate, condividere tempo con i propri cari.

A riprova che le dimensioni non contano e a volte ingannano, questo libro seppur piccolo e perciรฒ adatto alle manine dei piccoli lettori a cui รจ rivolto, riesce a veicolare questo grande messaggio, potente e per niente scontato in tempi moderni, con semplicitร  e immediatezza.

Da regalare e regalarsi, per restare in tema.


PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO? di Enrico Galiano

PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO? di Enrico Galiano

Titolo: Prof posso andare in bagno?
Autore: Enrico Galiano
Serie: unico spettacolo
Genere: Commedia
Spettacolo teatrale
Tipo di finale: Chiuso
Data: 9 Dicembre 2022
Produttore: Ascom

TRAMA


Enrico Galiano accompagna il pubblico in un viaggio speciale tra storie vissute in classe e vere e proprie lezioni di storia, letteratura e grammatica: per portare la scuola fuori da scuola, con lโ€™idea che possa essere ancora un luogo di bellezza.

RECENSIONE

Ormai appassionata ai lavori di Enrico Galiano recensito il suo ultimo
libro, intervistato durante una sua presentazione, l’ultimo tassello che mi
mancava era assistere al suo spettacolo teatrale PROF, POSSO ANDARE IN BAGNO?

Potevo farmi scappare l’occasione?

Ovviamente no, ecco perchรฉ l’ho seguito in quel di Sedegliano presso il
teatro Plinio Clabassi venerdรฌ 9 dicembre in una piacevolissima serata.

Come sempre รจ capace di fare, il nostro professore ha saputo coniugare risate e
momenti di riflessione in uno spettacolo su misura per giovani e meno giovani (nel
linguaggio odierno per generazione Z e boomer) in alternanza con momenti
musicali ad opera dell’amico e co-protagonista Pablo, cantautore forse
incompreso ma assai comunicativo.

Enrico Galiano ha strutturato lo spettacolo come una giornata scolastica,
con suddivisione oraria per materie e ovviamente l’irrinunciabile ricreazione.

Non svelerรฒ gli argomenti delle lezioni per non togliere il gusto della
scoperta a chi vorrร  assistere allo spettacolo, posso dirvi perรฒ che le lezioni
hanno saputo tenere accesa l’attenzione, strappato innumerevoli risate e
offerto un’interessante occasione di riflessione su temi di una certa
importanza.

A testimonianza che si puรฒ parlare di tutto anche con leggerezza riuscendo a
raggiungere un pubblico eterogeneo, compresi i ragazzi (molti, infatti, gli
alunni della scuola primaria e media del paese presenti in sala con i loro
insegnanti) con un linguaggio semplice ma incisivo, attuale e anche irriverente
al punto giusto.

Enrico Galiano passo dopo passo sta dando vita e promuovendo con mezzi disparati una visione di scuola onesta, inclusiva, rispettosa dell’individualitร  di ognuno che prova a tirare
fuori dai ragazzi la luce che hanno dentro, una scuola insomma che chi รจ
insegnante come me vorrebbe vivere e che tutti vorremmo aver frequentato.

Nota finale ma importante, le offerte in caso di ingresso libero o un
eventuale costo dei biglietti per assistere al suddetto spettacolo vanno in
beneficenza per l’associazione STILL I RISE (https://www.stillirisengo.org/)
che anche grazie alla consistente cifra di 55.000โ‚ฌ finora raccolta tramite lo
spettacolo di Enrico Galiano, costruisce scuole nei paesi del terzo mondo.

IMG_20221211_131852

Quando arte e solidarietร  si incontrano un po’ si realizza la magia, ed รจ
cosรฌ che anche una sala teatrale diventa scuola.

Perchรฉ scuola รจ anche e soprattutto dove si insegna che il bene collettivo รจ
patrimonio di tutti, e a volte per realizzarlo bisogna osare, perchรฉ, citazione, “a volare
troppo bassi si muore.” 

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

Titolo: Scuola di felicitร  per eterni ripetenti
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 30 agosto 2022
Editore: Garazanti

TRAMA


Arriva un momento in cui si รจ convinti che non ci sia piรน bisogno di imparare. Ma basta un attimo per capire che le nostre sicurezze, spesso, sono solo un modo per far tacere la paura. Perchรฉ vivere intensamente รจ questo che fa: paura. E sono proprio i giovani a metterci davanti agli occhi una simile veritร . Sono loro a rendere chiaro e lampante ciรฒ che nella vita si รจ sempre saputo, ma non si sapeva di sapere. O ci si rifiutava di sapere. Capitolo dopo capitolo, Enrico Galiano ci porta a scuola di felicitร . Una scuola in cui le lezioni sono piccole e grandi allo stesso tempo โ€“ sull’amore, il coraggio, la libertร  โ€“ e impartite non da chi siede dietro la cattedra, ma dai ragazzi stessi. Scopriremo cosรฌ che hanno ragione loro, quando ridono fino alle lacrime mentre gli adulti li osservano seri. Hanno ragione, quando amano fino a stare male mentre gli adulti li guardano con un sorriso accondiscendente. Hanno ragione, quando cadono, quando non capiscono, quando tartassano di domande finchรฉ ottengono una risposta chiara. Quando si arrabbiano perchรฉ non si sentono ascoltati. Grazie ai ragazzi, ci si rende conto che, per quanta strada si sia fatta, per quanta esperienza si sia accumulata, si รจ sempre eterni ripetenti. Eterni ripetenti alla scuola della felicitร . Dopo “L’arte di sbagliare alla grande”, Enrico Galiano torna con un saggio che รจ come una giornata di sole dopo mesi di pioggia. Ci fa entrare nella sua classe ad ascoltare le voci e le storie di ragazze e ragazzi, e ci trasmette un’inaspettata leggerezza: leggendo queste pagine, nasce, spontanea, una voglia improvvisa di cominciare a vivere davvero.

RECENSIONE


La parola, uno strumento straordinario. 

Quante cose si possono fare con le parole: usarle per amare o per far del male, per costruire o per distruggere, per sognare, per capire, per conoscere. 

Ce lo racconta in modo molto affascinante e divertente un uomo che ha fatto di questo strumento pane quotidiano, mezzo per trasmettere, ma soprattutto per condividere, per tirare fuori conoscenze e attitudini, capacitร  e paure, passioni, idee e riflessioni. 

Il professore Enrico Galiano, (con una L come giustamente egli stesso spesso specifica) fa della parola seme che possa germogliare nei ragazzi a cui insegna e perchรฉ no anche nei cuori dei lettori a cui si rivolge con le pagine dei suoi libri. 

Insegnante e scrittore, dalle grandi capacitร  comunicative utilizzate anche in modo ironico ma โ€œsempre sul pezzoโ€ anche sui social. 

Ed รจ proprio perchรฉ utilizza mezzi disparati per comunicare pensieri e riflessioni sul nostro presente, sul nostro modo di vivere, sullโ€™educazione, che รจ il suo mestiere, lo farei rientrare a pieno titolo nella categoria dei divulgatori: ecco secondo me, Enrico Galiano tra le tante cose รจ anche un divulgatore di felicitร . 

Questa parola, felicitร , รจ infatti presente in alcuni dei suoi titoli, lโ€™ultimo dei quali SCUOLA DI FELICITร€ PER ETERNI RIPETENTI รจ la raccolta di una serie di lezioni vertenti su temi e argomenti disparati che, sebbene inizialmente non sembrerebbe, hanno invece molto a che vedere con la felicitร . 

Lโ€™autore analizza insieme al lettore una serie di parole partendo dalla loro etimologia per arrivare attraverso le esperienze vissute nelle sue classi e le riflessioni dei suoi alunni, i loro punti di vista e la loro percezione del mondo che si trovano a vivere, a delle riflessioni non solo su tematiche di una certa importanza ma anche sul modo differente in cui gli adulti sembrano approcciarvisi rispetto a loro. 

รˆ cosรฌ da piccole lezioni sul coraggio, sul voler bene, sul destino, sulle macchie, sulla lentezza e tante altre, Enrico Galiano riapre quelle porte inevitabilmente chiuse con lโ€™ingresso nella vita adulta, e ci fa vedere attraverso di esse da un altro punto di vista, quello che inaspettatamente e con meraviglia sono gli stessi ragazzi delle medie incontrati nel suo cammino di insegnante a mostrarci.  


Sapete quante cose potremmo imparare da loro? La follia, per esempio. Noi che non impazziamo mai, e proprio per questo rischiamo sempre di impazzire. 


E se le parti fossero invertite e davvero fossero in realtร  i ragazzi ad avere molto da insegnare a noi adulti e non viceversa? 

Credo che lโ€™educazione e la formazione in realtร  siano sempre e in ogni caso uno scambio reciproco, come solo puรฒ essere unโ€™attivitร  che implica una relazione umana base imprescindibile di ogni apprendimento, ed รจ per questo che nellโ€™atto educativo molto si dร  ma anche molto si riceve dai propri alunni. 

In queste pagine lโ€™autore lo racconta in modo a volte scanzonato ma sempre centrato, senza mai perdere di intensitร , con una narrazione che scorre via come il corso di un fiume in cui il lettore si fa trasportare dalla corrente dei pensieri che mano a mano salgono in superficie. 

Non รจ un fiume placido anche se allโ€™apparenza potrebbe sembrarlo. 

I suoi contenuti partono da spunti interessanti come poesie o citazioni varie cosรฌ come da episodi di vita quotidiana assunti nella cosiddetta normalitร . 

Eppure da essi si giunge sempre a una serie di  domande e risposte dal peso specifico non indifferente, affrontando questioni anche spinose, di quelle che spesso si preferisce chiudere a chiave in un cassetto. 

Ed รจ soprattutto questo che personalmente ricerco in una lettura, uno scuotimento che risveglia la coscienza troppo spesso assopita dal tram tram quotidiano che finisce per fagocitare quella parte piรน intima di noi, fatta di aspirazioni, sogni, desideri e progetti. 

Non รจ una lettura che lascia indifferenti, un poโ€™ come fanno con lui i suoi alunni ponendogli domande spiazzanti su temi esistenziali, Enrico Galiano gira queste stesse domande anche a noi lettori, spiazzando anche noi, presentando sotto i nostri occhi questioni importanti, scomode, dimenticate. 

La felicitร  che abita il titolo di questo libro ce lโ€™abbiamo? 

La inseguiamo? 

La sappiamo riconoscere? 


รˆ per questo che la felicitร  รจ per i coraggiosi. รˆ per questo che oltre una certa soglia puรฒ diventare insopportabile, portare alla follia. Ed รจ per questo che, piรน di tutto, quello che ti fa sentire รจ: fragile. Vulnerabile. In pericolo, perfino. 


Oltre alle citazioni letterarie e filosofiche, analisi di poesie, versi di canzoni, lโ€™autore utilizza anche aneddoti personali che sono il plus della lettura perchรฉ Enrico Galiano riesce ad amalgamare tutto con naturalezza. 

Partendo dalle epigrafi contenenti tali citazioni ci porta a riflessioni e considerazioni anche intime passando attraverso piccole realtร  del quotidiano suo e dei suoi alunni, in cui possiamo immergerci con curiositร  e a volte riconoscere noi stessi. 

Scuola di felicitร  per eterni ripetenti รจ un libro denso, da maneggiare con cura perchรฉ scuote lo spirito, come un abito tirato fuori dallโ€™armadio che scrolliamo per fargli riprendere forma, fa riflettere sul nostro presente e per questo trasmette la bellezza delle cose non semplici. 


La bellezza รจ semplice, ma non รจ facile. 


Noi adulti siamo dimentichi di come era sentire, vedere, sognare e vivere da ragazzi. 

Una lezione che รจ sempre bene ripassare, non per tornare giovani, ma per riuscire a guardare ancora con gli occhi che avevamo da giovani la realtร  del nostro presente, tornare ad utilizzare sfumature lร  dove finora ci eravamo accontentati di usare solo gli stessi pochi colori. 

Per non uscire dai confini del conosciuto, del dovere, della sicurezza, per restare asciutti, volendo utilizzare questo bel passaggio dellโ€™autore. 


E cioรจ che la vita รจ una pioggia, che anche se sotto lโ€™ombrello si sta asciutti e protetti, i momenti migliori saranno sempre quelli in cui te ne freghi, chiudi lโ€™ombrello e ti metti a correre. I momenti in cui ti lasci bagnare. I momenti in cui ti lasci vivere. 


Siamo tutti eterni ripetenti, e quando la materia รจ la felicitร , tornare a scuola รจ dโ€™obbligo. 

UNA GIORNATA D’AUTUNNO di Nadia Al Omari

UNA GIORNATA D’AUTUNNO di Nadia Al Omari

Titolo: Una giornata d’autunno
Autore: Nadia Al Omari
Serie: La famiglia coniglietti
Genere: Narrativa per bambini e ragazzi
Etร  di lettura: dai 4 anni
Illustrazioni: Richolly Rosazza
Numero di pagine:28
Data di pubblicazione: 7 febbraio 2019
Editore: Risfoglia Editore

TRAMA


Arriva l’autunno sulla collina dei soffioni e un giorno, mentre tutti sono impegnati nelle loro faccende, Leila รจ triste. Non ha ancora imparato ad andare in bicicletta senza le rotelle, ma il suo fratellone Sam le promette: ยซTi aiuterรฒ io…ยป.

RECENSIONE


Potevamo noi di Reading Marvels non dedicare uno spazio ad un libro per piccini ambientato sulla collina dei soffioni?

รˆ qui che vive la famiglia coniglietti che trascorre le proprie giornate immersa nella natura.

Anche i piccoli di casa coniglietti hanno problemi abbastanza simili a quelli dei bambini: Leila infatti non riesce ad imparare ad andare in bicicletta senza rotelle.


In questo via vai di coniglietti impegnati, solo Leila se ne sta in disparte.

Eโ€™ da diversi giorni che ha tolto le rotelle alla sua biciclettina, ma ancora non ha imparato ad andarci senza perdere lโ€™equilibrio.


Un problema che si presenta proprio durante la stagione autunnale, una stagione in cui non solo la natura si veste con nuovi colori ma in cui anche la vita domestica comincia un po’ a cambiare.

Si gustano nuovi sapori offerti dai frutti e dalle verdure di questa stagione, si possono ancora trascorrere belle giornate all’aria aperta, ideali per esercitarsi con la bicicletta, perรฒ i primi freddi invogliano anche a godersi il calduccio di casa insieme ai propri cari.

In questa storia leggera ma molto piacevole la famiglia coniglietti mostra ai piccoli lettori proprio questo: tanti modi diversi e divertenti in cui i due fratelli protagonisti possono trascorrere una tipica giornata d’autunno, titolo del libro, in mezzo a foglie colorate, castagne, zucche, in compagnia di nonni e genitori, impegnati in attivitร  disparate all’aria aperta e attivitร  creative, alcune delle quali facilmente attuabili anche a casa.

I due fratelli non solo ci raccontano attraverso le bellissime illustrazioni tutti i prodotti di questa stagione ma anche dell’affetto che li lega, che si traduce non solo nel giocare insieme ma anche nell’aiutarsi reciprocamente.

Perchรฉ cosa c’รจ di piรน bello che poter trascorrere in mezzo alla natura una meravigliosa giornata d’autunno con chi si ama?

Una lettura semplice dalle illustrazioni molto colorate, sui toni tipici di questo periodo di cambiamenti, in cui dominano il rosso e l’arancione colori che scaldano, un calore che riguarda anche il piacere della condivisione con chi amiamo.

Potrete trovare un libro della famiglia coniglietti per ogni stagione.

Adatto ai piรน piccoli sempre affascinati dalla natura che li circonda.


PARTITA CON LA MORTE di Nicola Rocca

PARTITA CON LA MORTE di Nicola Rocca

Titolo: Partita con la morte
Autore: Nicola Rocca
Serie: Commissario Walker vol. 5
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 novembre 2022
Editore: EnneErre

TRAMA


Una vittima, due, tre.
Il modus operandi โ€“ sempre lo stesso, tre colpi di arma da fuoco โ€“ fa pensare a un assassino seriale.
Il Mostro dei Tre Colpi โ€“ cosรฌ lo soprannominano i mass media โ€“ uccide sempre nelle aree poco trafficate, lontano da occhi indiscreti. Le sue zone predilette sono pinete e aree boscose vicine ai piccoli paesi dellโ€™Isola Bergamasca.
Sulla scena del crimine, oltre al cadavere, lโ€™assassino lascia a terra i bossoli espulsi dallโ€™arma del delitto, una pistola calibro 9.
Lโ€™indagine viene affidata al commissario David Walker, affiancato dallโ€™ormai inseparabile ispettore Scola.
Nella loro partita contro la morte, i due poliziotti vengono catapultati in unโ€™insolita realtร : quella dei paesini di provincia, con i pettegolezzi, le partite di carte al bar, gli intrallazzi delle coppiette.
Quando la tensione รจ al massimo, una scoperta porta i due agenti alla veritร  che stavano cercando.
Una veritร  assurda, sconvolgente, grottesca.
La stessa che permetterร  loro di arrestare il Mostro dei tre Colpi.
Il caso รจ ufficialmente chiuso, ma in questo romanzo, cosรฌ come nella vita reale, non sempre ciรฒ che abbiamo di fronte agli occhi corrisponde alla veritร .

Partita con la morte รจ un thriller dโ€™indagine dal ritmo serrato, cui lโ€™autore ha dato unโ€™ambientazione nostrana e casereccia.
Carvico, Sotto il Monte, Calusco dโ€™Addaโ€ฆ paesini in cui la presenza di un serial killer fa ancora piรน paura, perchรฉ in un piccolo ambiente la prossima vittima potrebbe essere chiunque.
Tuo padre, tuo marito, il tuo migliore amico.

RECENSIONE


Lui era cosรฌ: inseguiva assassini, lavorava quotidianamente a contatto con la morte, era circondato da criminali, dava loro la caccia, dispensava consigli a colleghi, subordinati e amici, ma quando gli eventi della vita se la prendevano direttamente con lui, travolgendolo, si sentiva debole, fragile e incapace di reagire. 


รˆ nel corso dei numerosi libri di cui egli รจ protagonista che piano piano siamo riusciti a scorgere ogni volta un pezzetto della personalitร  del commissario David Walker che torna a investigare attraverso la penna di Nicola Rocca nel suo ultimo lavoro, Partita con la morte. 

Un uomo pragmatico, riflessivo dotato di fermezza sul lavoro ma fragilitร  nella sfera personale.ย 

Questa volta impegnato nelle indagini su omicidi che sembrano non avere niente in comune se non i tre colpi con cui le vittime vengono freddate.ย 

Un serial killer da acciuffare, una serie di personaggi quasi โ€œcanoniciโ€, tipici dei piccoli centri cittadini, sono proprio questi ultimi lโ€™ambientazione che ci fa sentire molto vicini ai personaggi della storia, gente comune che potrebbero essere i nostri vicini di casa, colleghi o amici. 


I paesini della bergamasca, sconosciuti al mondo fino a qualche tempo prima, erano diventati famosi quanto New York. 


Nicola Rocca decide infatti di ambientare questa storia nella zona della Bergamasca, in alcuni piccoli paesi dove tutti si conoscono e molti si ritrovano al bar del paese per chiacchiere, partite a carte e soprattutto condire i pomeriggi con litri di vino.ย 


โ€œRighรจtโ€ interruppe la discussione Armando Ghilardi, โ€œfammi giรน un bianchino frizzante, per favore. Bello fresco, neh.โ€ 


Lโ€™autore รจ riuscito a mettere insieme personaggi comuni, la cui semplicitร  si evince anche dai numerosi dialoghi con la presenza di vocaboli dialettali, le cui azioni perรฒ nello stesso tempo destabilizzano. 

Una narrazione che alterna pov differenti grazie ai quali entriamo nei pensieri dei protagonisti prima ancora di diventare spettatori delle loro azioni, composta da momenti di quotidianitร  e altri di tensione, nelle quali la violenza e la freddezza dei delitti sembra non avere una spiegazione. 

Colpi di scena ben inseriti, una tensione che cresce e poi si interrompe per lasciare il tempo al lettore di formulare ipotesi e raccogliere i pezzetti che lโ€™autore dissemina qui e lร  durante la lettura e che comunque non daranno le risposte immaginate.

Se inizialmente si potrebbe pensare ai risvolti della vicenda come surreali, in realtร  purtroppo la cronaca nera ci ha dimostrato che la violenza puรฒ assumere volti che non ti asspetteresti e abitare luoghi impensabili.

Nicola Rocca ha sfrittato proprio questo aspetto per dare alla sua storia un alone di mistero che non lascia intuire il colpevole fino a buona parte del libro.

E anche arrivati molto in fondo รจ stato capace di sfoderare avvenimenti del tutto inattesi, che lasciano di stucco.

Ed รจ cosรฌ che nรฉ lโ€™ambientazione nรฉ la scelta dei protagonisti farebbero pensare ad una trama dalle tinte nere, e forse รจ proprio questa la carta vincente dellโ€™autore.ย 

Una carta che in questa partita con la morte ha saputo giocarsi molto bene. 

VIVA LA VIDA di Pino Cacucci

VIVA LA VIDA di Pino Cacucci

Titolo: Viva la vida
Autore: Pino Cacucci
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione :Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 gennaio 2014
Editore: Feltrinelli Editore

TRAMA


Un monologo fulminante che ripercorre i patimenti della reclusione forzata di Frida Kahlo, i lucidi deliri artistici di pittrice affamata di colore, la relazione con Diego Rivera. In un Messico quanto mai reale e al tempo stesso immaginifico, Pino Cacucci mette in scena la sintesi infuocata di unโ€™esistenza, la parabola di una grande pittrice la cui opera continua a ottenere altissimi riconoscimenti. In poche pagine cโ€™รจ il Messico, cโ€™รจ il risveglio dellโ€™immaginazione, cโ€™รจ la storia di una donna, cโ€™รจ la rincorsa di una passione mai spenta per un uomo. Lโ€™ardente esistenza di Frida Kahlo dal vertice estremo dei suoi giorni. Un breve libro che contiene una storia immensa.

RECENSIONE


Una citazione letta recentemente diceva: se lโ€™aver sofferto vi ha reso cattivi, lโ€™avete sprecata. 

La sofferenza fisica, quella interiore sono paludi che nessuno vorrebbe esplorare ma dovendo trovarsi ad averne a che fare non sappiamo cosa queste tireranno fuori. 

Il dolore puรฒ essere seme da cui far germogliare qualcosa dโ€™altro che diversamente abbia a che fare con la bellezza, ma puรฒ fare anche il contrario, inaridire, indurire, chiudersi.

Una buona fetta di prodotti artistici se ci pensiamo ha avuto origine cosรฌ, da stati di sofferenza di diversa natura. 

รˆ da grandi tumulti interiori, sensibilitร  estreme, anime inquiete e bisogno di esprimere queste tempeste che hanno preso vita romanzi, quadri, sculture, canzoni, poesie di rara bellezza e immortalitร , opere globalmente riconosciute come patrimonio di tutti. 

Anche Frida Kahlo fa parte di questa fetta perchรฉ รจ riuscita a trasformare la propria sofferenza nelle opere che ci ha regalato attraverso le sue pennellate, soprattutto negli autoritratti dal forte impatto emotivo, evocativi, quasi sconvolgenti. 


Perchรฉ davanti ai miei quadri รจ molto piรน facile restare sconvolti che affascinati. 


รˆ lei stessa a raccontare i suoi demoni, i suoi stati d’animo in un monologo intenso, intimo e vivo nelle parole di Pino Cacucci che ci regala in questo breve libro il ritratto di una donna che amava profondamente la vita tanto da celebrarne la bellezza anche se lei stessa ne รจ stata largamente privata.ย 

Il motto che lโ€™ha sempre lโ€™accompagnata e che dร  il titolo al libro, Viva la vida! 

Quale modo migliore e irriverente, coraggioso e autentico di celebrarla se non quello di venire a patti con la morte, una presenza costante nella vita di Frida fin da giovanissima. 


Quanta passione ci ho messo, credendoci con tutta me stessa. Ma alla fine era, ed รจ, soltanto il mio modo di distrarre la Pelona, di irridere la Morte, di beffarla e corteggiarla, di scendere a patti con lei, perchรฉ ogni tanto vorrei che mi prendesse tra le braccia per darmi requie, un poโ€™ di sollievo al doloreโ€ฆ Il sollievo definitivo. 


Nonostante questo libro sia breve vi รจ celata unโ€™intensitร  che stordisce perchรฉ fornisce un ritratto a tutto tondo di questa donna passionale e appassionata, legata alle proprie radici, che incarna la sua terra il Messico con tutte le sue sfaccettature.

Testimone e artefice della rivoluzione politica del suo paese e del suo tempo, capace di raccontare attraverso sรฉ stessa la tenacia dello restare aggrappati alla vita, andare avanti comunque e sempre, senza mai abbandonare la capacitร  di sognare, dare materia alle nostre passioni lucidamente, senza ipocrisie.ย 


Lโ€™unica certezza รจ che la vita non avrebbe senso, se smettessi di sognare. 


La Casa Azul prigione e rifugio, il desiderio di non arrendersi ma soprattutto di non rinunciare alla propria autenticitร , il desiderio di maternitร , lโ€™amore consumante  per Diego Rivera marito fedifrago e amante irrinunciabile sono raccontati come se fosse Frida stessa a parlarci, a mettersi a nudo senza veli, diretta, affilata, vivida. 

Se cโ€™รจ una cosa che mi ha sempre colpito nelle immagini fotografiche di questa artista รจ la profonditร  del suo sguardo, occhi che sono come abissi. 

Lโ€™autore รจ riuscito a raccontare questi abissi in unโ€™opera che nasce come sceneggiatura teatrale, progetto che poi non vedrร  la luce, ma che fa sentire il lettore proprio cosรฌ, uno spettatore in ascolto quasi reverenziale, al cospetto di una donna che racconta di sรฉ non dal palcoscenico di un teatro, ma dal proprio letto in una piccola stanza i cui oggetti parlano del suo dolore ma che lei trasforma in strumenti per creare qualcosa di bello. 

รˆ da lรฌ immobilizzata in un busto che le consente di dipingere praticamente solo se stessa riflessa nello specchio sopra di lei, il lettore entra in quello specchio e riesce a vedere il mondo interiore di questa donna cosรฌ ferocemente attaccata alla vita da far sentire questo desiderio come un urlo, quello che si traduce nel motto Viva la vida! 


Quel 17 settembre 1925, la Morte mi ha fissato negli occhi, ha osservato il mio corpo nudo, insanguinato, coperto di polvere dโ€™oro, e quando stava per protendere le braccia verso di me, quando ho sentito il suo alito gelidoโ€ฆ ho lanciato quellโ€™urlo che non poteva uscire dalla gola di una moribonda, un urlo di rabbia, un urlo di amore per la vita che non volevo abbandonare a diciottโ€™anni, ho urlato il mio โ€œยก Viva la vida!โ€, e la Pelona, assordata, รจ rimasta stupefatta almeno quanto i vivi che mi si accalcavano attorno. 


Tralasciando la popolaritร  di questa figura che รจ diventata soprattutto dagli anni 90 in poi unโ€™icona, un prodotto dal fascino intramontabile, la vera forza di questo libro รจ stata quella di averci raccontato in modo intimo e accorato la donna che si cela dietro queste celebri sopracciglia ad ali di gabbiano nero, come era solito chiamarle il marito. 

Ed รจ questo che io cerco e che mi auguro troverete se vi approccerete a questa lettura, la persona e non il personaggio.ย 

Ma soprattutto il suo messaggio, tradotto in queste semplici parole: 


Ma a che mi servono le gambe, se ho ali per volareโ€ฆ 


FIORI DI TARASSACO di Barbara Morini

FIORI DI TARASSACO di Barbara Morini

Titolo: Fiori di tarassaco
Autore: Barbara Morini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 3 luglio 2022
Editore: Words Edizioni

TRAMA


โ€œCโ€™era una volta, in un paese lontano dove faceva sempre caldo, una creatura minuscola dalle sembianze di bambina che viveva dentro a un fiore. Una notte, il vento venne e scosse quel fiore, dal quale si staccรฒ un petalo. La piccola vi rimase dentro e, cullata dal vento, viaggiรฒ per tutta la notte coperta da una goccia di rugiada e finรฌ per adagiarsi in un prato, in un giardino coperto di brina, che apparteneva a un insetto grande e scuro, con la corazza rigida.โ€

Se questa fosse una favola, si sarebbero conosciuti cosรฌ Enea Fabbri e la piccola Malai. Nella realtร , zio e nipote si trovano invece a fare i conti con una tragedia che scuote le loro vite dalle fondamenta. Accolta in casa da Enea, alla piccola Malai non manca davvero nulla se non lโ€™affetto e il calore di una vera famiglia. Sรฌ, perchรฉ Enea Fabbri non รจ tipo da provare sentimenti per chicchessia, e di certo non farร  eccezione per quella bimba venuta da lontano. Ma se allโ€™improvviso arrivasse nelle loro vite un raggio di sole โ€“ magari in carne e ossa โ€“ che riuscisse a toccare i loro cuori, spronandoli a costruire insieme nuovi ricordi e a tracciare un nuovo percorso condiviso?

RECENSIONE


Sai perchรฉ parlo sempre? Perchรฉ mi spaventa il rumore dei miei pensieri.


Cara Barbara Morini sai perchรฉ leggo sempre?

Per lo stesso motivo sopra citato.

Ed รจ durante questa ricerca di tacitare i pensieri succede che ci siano libri che mi chiamano forte e altri che mi chiamano sussurrando, ma a fine lettura se sono fortunata capita che ho fatto bene a rispondere alla chiamata.

Questo รจ uno di quei casi in cui sono stata molto fortunata per quanto l’ ho adorato.

Prima mi ha sussurrato di guardare bene la copertina, perchรฉ io ai fiori di tarassaco non so resistere, li amo e mi ci identifico.

Poi mi ha parlato piรน a voce alta con una sinossi intrigante che incuriosisce senza dire molto.

Infine mi ha catturata completamente, rapita dalle sue pagine.

Fiori di tarassaco รจ un libro di quelli che riscaldano il cuore senza retorica o eccessive dosi di zucchero, tuttโ€™altro, ho trovato una profonditร  che stupisce, commuove e fa rifiorire.

Barbara Morini ci regala dei personaggi anticonvenzionali ma altresรฌ normali nelle loro difficoltร , che con la loro particolaritร  riescono a regalarci una storia fatta di ordine e disordine, solitudine e voglia di stare insieme, desiderio di mostrarsi e di nascondersi.

Tutto e il contrario di tutto, che se si รจ in grado di accogliere, possono tranquillamente coesistere.

Enea, Malai ed Elsa, cosรฌ originali nel panorama del genere da restare impressi, saranno impegnati senza saperlo nel difficile compito di diventare una famiglia.

Un nucleo cosรฌ decisivo e impattante nella nostra formazione e poi nella costruzione della nostra vita adulta, ognuna diversa, ognuna complicata, ma che dovrebbe sempre avere le fondamenta nella capacitร  di accogliere.


ยซNon ho trovato nessuno in grado di accogliere i miei limiti.ยป Accogliere, non accettare. Perchรฉ, in fondo, in una relazione uno si dona e la controparte lo accoglie. Quale bellezza in tale dichiarazione.


Un passaggio significativo, accogliere non equivale ad accettare.

Che puรฒ risultare ancora piรน complicato nel caso dei protagonisti, ognuno con il proprio bagaglio di diversitร  che lโ€™autrice mette sotto una lente in modo cosรฌ spontaneo e delicato da lasciare incantati, tanto che il lettore non le percepisce come tali ma come un valore aggiunto.

Perchรฉ questo sono, visti attraverso le parole dellโ€™autrice.

Ed รจ il percorso del processo di accoglimento delle rispettive diversitร  che lei ci racconta attraverso gli occhi di una bambina dolce e sagace come solo i bambini sanno essere:


Osservรฒ la nipote superarlo dirigendosi verso lโ€™auto e non riuscรฌ a esimersi dal pensare che nei bambini si celavano misteri e veritร  distribuiti in parti uguali. Ovvero, era un mistero come riuscissero a dispensare pensieri cosรฌ limpidi, logici e inconfutabili.


Malai ha bisogno di una nuova famiglia elemento che non rientra proprio nei piani dello zio a cui viene affidata.

Enea รจ tutto tranne che accogliente, prigioniero di riti e azioni che lo fanno stare in equilibrio, un equilibrio solitario perรฒ.

Come citato nellโ€™estratto i bambini possono dove molti non riescono: Malai รจ ben consapevole nonostante la giovane etร  che la vita รจ fatta di pieghe e alcune non รจ facile stirarle.


ยซE non si fa toccare, lo sai? Non gli piace. Sรฌ formano le pieghe. Hai presente? Cosรฌ.ยป E come dimostrazione le fece vedere la maglietta spiegazzata sotto al giubbetto. ยซMa non si possono togliere le pieghe. Si formano, e si riformano. Come si fa a stare senza pieghe? Tu lo sai? Perchรฉ a me piacerebbe tanto dare un bacio a Enea, per dirgli grazie punto si fa cosรฌ, no? Si bacia e si dice grazie.ยป


Pieghe come quelle di Enea che lo hanno allontanato dagli affetti familiari o come quelle di Elsa che con quegli affetti si trova sempre in conflitto nel tentativo costante di essere accolta da essi per quello che รจ.

Sarร  Elsa a mediare, a farsi strumento di accoglimento, a limare e aggiustare dove occorre fino a diventare inconsapevolmente il collante di due esistenze solitarie ora destinate ad incontrarsi come quelle di Enea e Malai.

Tutto in questo lavoro di Barbara Morini affascina, dalla cura dei dettagli che saltano allโ€™occhio del lettore in piccole fotografie come le mani oneste di Enea, in fiori che sembrano piccoli soli, in disegni che raccontano piรน di come possano farlo le parole o nellโ€™immagine del legno verde, alla fantasia di cui รจ impregnata la trama, dal taglio dei capitoli, brevi ma con un titolo esplicativo, ai personaggi secondari che meriterebbero una storia tutta per loro.

Il richiamo alla fiaba รจ ben presente, nella struttura, nello stile, a volte anche nei dialoghi e trova massima espressione nellโ€™analogia con i fiori di tarassaco che compaiono piรน volte nelle vicende a pacificare le tensioni, i dolori e le difficoltร .

Per chi non lo sapesse tarassaco deriva dal nome greco Tarakรจ ( scompiglio, squilibrio ) e akรฒs ( rimedio), un fiore semplice ma capace di lenire, di trasformarsi, simbolo di libertร .

Quando si trasforma nel cosiddetto soffione e ne facciamo volare i semi stiamo facendo unโ€™azione che forse ha anche significati diversi, un po’ come le parole che troviamo nei libri: queste sono state come i semi del soffione, fatti di delicatezza, di tepore e di poesia, soffiati dalle pagine fino al cuore del lettore.