STRANGERS IN THE NIGHT di Naike Ror

STRANGERS IN THE NIGHT di Naike Ror

Titolo: Strangers in the night
Autore: Naike Ror
Serie: autoconclusivo
Genere: Contemporary romance
Narrazione: POV alternato
Tipo di finale: Chiuso
Data di uscita: settembre 2025
Editore: Self publishing

TRAMA


In una New York che non dorme mai, Kennedy Sloane sopravvive nell’ombra. Ha perso tutto: la famiglia, i sogni, persino il futuro. Di giorno non esiste, di notte indossa una divisa e pulisce i suntuosi pavimenti di un palazzo abitato da ricchi che non la guardano mai negli occhi. È lì che scopre il segreto più grande nascosto tra quelle mura: un attico blindato, dove vive l’artefice della sua rovina.
Strangers era il principe di quel grattacielo: amore, successo, bellezza, aveva tutto. Fino al giorno in cui il mondo gli è crollato addosso. Ora è prigioniero del suo stesso passato, lontano da sguardi che potrebbero ricordargli chi è diventato.
Il destino li costringe a varcare la linea che li separa: lei dovrà affrontare la sua paura, lui la sua rabbia.
Tra silenzi, scontri e confessioni, i due impareranno a riconoscersi nei frammenti di dolore che li uniscono, dando vita a un legame fatto di ombre e promesse, di passi incerti e mani che esitano a stringersi.
In una città che li ha spezzati, Kennedy e il signor Strangers scopriranno che la notte non è solo il tempo dei rimpianti e del silenzio, ma potrà essere anche l’inizio del giorno.
E che solo insieme possono trasformare il buio che li ha avvolti nella prima luce capace di unirli.

RECENSIONE


Ci sono storie che non si limitano a raccontare l’amore, ma lo attraversano con tutta la sua imperfezione, la sua crudezza, la sua vertigine.
Strangers in the Night è un romanzo che nasce nel buio e dialoga con la luce, dove New York non è solo sfondo ma pulsazione viva — una città che accoglie e divora, che illumina e giudica, e che di notte diventa confidente silenziosa di chi sopravvive alle proprie ferite.

Kennedy e Strangers non sono eroi romantici, ma due anime segnate dagli eventi, due vite spezzate che si incontrano quando non stanno cercando salvezza, ma aria. Entrambi indossano maschere per non soccombere: lui, artista che appartiene all’ombra più che al giorno; lei, una donna che ha imparato a camminare in silenzio sulle macerie senza chiedere niente a nessuno.

Eppure, nel loro riconoscersi, c’è qualcosa che somiglia a una tregua. Una possibilità.
L’amore, qui, non è promessa: è tentativo. È guardarsi senza filtri nella parte più buia di sé e trovare, non il riscatto, ma un punto fermo — anche solo per un istante.

Strangers è attrazione e minaccia, magnetismo e rovina, verità e fuga. Lo confessa lui stesso:



Eppure, dietro la durezza, c’è un uomo che appartiene alla notte perché solo lì può respirare senza rompersi:



Kennedy, dal canto suo, è una voce che vibra di fragilità e forza. Non chiede di essere salvata; impara a riconoscere la propria luce mentre attraversa l’ombra. Il suo percorso è intimo, silenzioso, caparbio. E quando capisce che anche l’amore può diventare catena, trova la lucidità per non farsi divorare:



Non è vendetta. È dignità.
È scegliere sé stessa, sapendo però che l’altro non è mostro, ma ferita che sanguina in direzione sbagliata.

Accanto a loro, Henry — voce di coscienza, sguardo lucido, filo di umanità che ricorda che nessuno sopravvive indenne alla vita:



Perché questo romanzo non parla solo d’amore.
Parla di identità.
Di ciò che siamo quando la maschera cade.
Di ciò che resta quando il destino decide al posto nostro.
Di due solitudini che non si curano a vicenda, ma si riconoscono, e da quel riconoscimento rinascono.

Non insieme per magia, ma uno accanto all’altra, nel buio, dove a volte la verità fa più luce dell’alba.

Strangers in the Night è un romanzo che non consola: accarezza le ferite e le nomina, senza paura.
Un libro che rimane sotto pelle, come un graffito sulla città — invisibile per chi non guarda, indelebile per chi sa sentire.

Lettura da non perdere.