I BAMBINI SI ROMPONO FACILMENTE di Silvia Vecchini

I BAMBINI SI ROMPONO FACILMENTE di Silvia Vecchini

Titolo: I bambini si rompono facilmente
Autore: Silvia Vecchini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 giugno 2023
Editore: Bompiani

TRAMA


Mamme fragili che rischiano di sbriciolarsi, nonne arrabbiate e urlanti, adulti distratti o troppo accalorati che criticano, giudicano, sentenziano. Una bambina con una coda di sirena che stupisce la spiaggia per le ragioni sbagliate; una bambina che non parla e che i grandi cercano di estrarre dal suo silenzio ricattandola con mille tentazioni; un bambino che pesca nel lago, aspettando con pazienza di catturare il pesce più bello di tutti, che forse pesce non è; un bambino agitato dall’arrivo di un fratellino nella nuova famiglia del padre e poi capace di comporre una nuova serenità, se solo fosse vero; un bambino che si ostina a voler trovare rifugio in cima a un armadio, in ricordo di una traversata in cui qualcuno l’ha issato in alto perché la calca degli adulti compressi dentro la stiva non lo schiacciasse. I bambini di Silvia Vecchini sono così: rischiano di rompersi, forse si sono già rotti, ma qualche volta sono così forti e precisi da saper aggiustare i grandi in pericolo, e da aggiustarsi da soli. Con la precisione della prosa e lo slancio della poesia, che aveva già mescolato in Prima che sia notte, l’autrice racconta bambini veri alle prese con situazioni più grandi di loro. Qualche volta ne escono incrinati, però vinti mai.

RECENSIONE


Quando ho ascoltato Silvia Vecchini presentare il proprio libro come incontro conclusivo di una formazione per docenti che prende il nome proprio dal titolo della sua opera, ho capito perché alcuni possono scrivere poesia e altri no. 

Ho trovato nell’ intervento dell’autrice quell’ autentica capacità di trasmettere il sentire, di fare passare le emozioni attraverso le parole, scelte e declinate per trasportare l’ascoltatore dentro l’opera e le sue sfaccettature come fosse una cosa viva. 

Sebbene il libro in questione sia formato da brevi racconti, al termine di ognuno di essi vi è posta a sigillo una piccola poesia, che come spesso riesce a fare questo particolare genere letterario, raggiunge il lettore in modo immediato e intenso, una freccia scoccata in versi. 


E alla fine di ogni racconto, la parola si condensa ancora e precipita nei versi. È l’impronta leggera dei bambini che passa accanto alla cieca distrazione degli adulti, è la traccia del loro sapersi indirizzare al bene quando non si vede, la fedeltà alla vita anche se ferisce, il credere e il capire, i loro giuramenti, il fitto colloquio con anime e animali, è un sapere breve che non torna indietro. Ti giri, e già sono lontani. 


“I bambini si rompono facilmente” è un libro che parla principalmente agli adulti, quelli distratti, inadatti, che consapevolmente o meno, non trattano l’infanzia come dovrebbe essere trattata, ma è anche e soprattutto rivolto a quegli altri adulti, quelli attenti, capaci di colgliere segnali, significati, che possono e devono diventare scudo, rete e riparo. 

I bambini raccontati sono tutti esistiti nel passato dell’autrice, nel suo presente di formatrice e vi è anche un racconto autobiografico. 

Il che fa comprendere come i bambini sappiano riconoscere molto bene i torti, le mancanze, gli egoismi e l’inadeguatezza che gli adulti scagliano contro di loro o contro i loro compagni, amici e coetanei. 

E soprattutto come questi non vengano dimenticati. 

Ho voluto scrivere invece dei bambini che si rompono, dei bambini rotti che si rialzano e che ho conosciuto, incontrato, ascoltato a lungo o di sfuggita per momenti così intensi che restano eterni. 


Sono racconti un po’ amari bisogna dirlo, parlano di quelle rotture non sempre visibili ma forse proprio per questo più profonde, ne parlano in modo non sempre esplicito eppure la traccia resta addosso come una macchia su uno sfondo bianco, di quelle indelebili. 

In mezzo alle scie di amarezza la prosa di Silvia Vecchini fa intravedere anche però una capacità che forse davvero è solo dei bambini ed è quella di non fermarsi allo “sporco” di queste macchie. 

I bambini sanno comunque guardare al bello, al “pulito” ed è questo un libro che vuole ricordare come spetti a noi vigilare, proteggere, custodire questa capacità. 


Ho pensato alla scrittura come un angelo che ascolta, rivolge le sue quattro facce verso di loro, le sue quattro ali tutte aperte attorno, li protegge senza sfiorare, si alza in piedi, si oppone a una sepoltura frettolosa dei fatti, testimonia dalla loro parte. 

Sono piccoli ritratti dal vero. 


Piccoli ritratti di oggetti, personaggi o evocativi delle situazioni narrate sono le illustrazioni di Sualzo che accompagnano i racconti, disegni che visti da soli potrebbero fare pensare a giochi, spensieratezza, dolcezza e divertimento, ma che invece stampati accanto a queste parole assumono un altro significato. 

Un libro che è un monito, a fare attenzione a non spegnere la luce dell’ infanzia, perché sebbene molte rotture si possano riparare c’è sempre il rischio che non si torni più ad essere come prima.