
LADY PRIDE & MR PREJUDICE di Bianca Marconero
| Titolo: Lady Pride & Mr Prejudice | |
| Autore: Bianca Marconero | |
| Serie: auto conclusivo | |
| Genere: Contemporary romance | |
| Narrazione: POV alternato (William e Eloisa) | |
| Tipo di finale: chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: febbraio 2024 | |
| Editore: Giunti Editore |
TRAMA
È una verità universalmente riconosciuta che una donna realizzata sul lavoro e circondata da veri amici non abbia nessun bisogno dell’amore. O, almeno, di questo è convinta Eloisa Darcy, direttrice editoriale della prestigiosa Pemberly Press, che oramai da tempo ha chiuso con gli uomini. Tutto nella sua vita va a meraviglia, almeno finché non si profila una grana che può rovinarle la carriera: per ottenere i diritti del romanzo di culto Prime impressioni, deve trovare un editor all’altezza delle pretese dell’autore. In cerca di ispirazione, lascia Londra alla volta di Netherfield, la tenuta dove, anni prima, lei e la sua amica Chantal Bingley hanno trascorso un’estate indimenticabile. Ma anche le buone idee possono riservare pessime sorprese. Ecco, infatti, materializzarsi davanti ai suoi occhi la persona con cui da ragazzina ha avuto un furibondo, misterioso litigio. William Bennet è rimasto esattamente come lo ricordava: sbruffone, rozzo, pieno di pregiudizi. Eloisa è determinata a mantenere le distanze, e a lui la cosa non dispiace: dopotutto, quella ragazza orgogliosa e algida non l’ha mai potuta sopportare. E allora perché ogni volta che si trovano vicini scatta un’intesa così irrefrenabile? Destreggiandosi fra quattro fratelli sgangherati, una madre autrice di imbarazzanti romanzi rosa, un ex agguerrito e un’amica capace di sacrificare tutto per il vero amore (ma è quello sbagliato), Eloisa e William scopriranno che il lieto fine, forse, si trova proprio fra le pagine di Prime impressioni.
RECENSIONE
Ritorna Bianca Marconero con un’opera che celebra uno dei classici più amati del genere romance, Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.
Una storia d’amore unica che apre la visuale al lettore, facendo riflettere sui propri errori, visto che è un difetto umano quello di vivere tra l’orgoglio e il pregiudizio. Un amore romantico che va oltre la classe sociale da cui si proviene, che supera i propri limiti e trasporta con passione in un altro spazio.
Jane Austen mette in risalto l’orgoglio dei protagonisti e il pregiudizio sociale, derivante per lo più dalle differenti classi di appartenenza, facendo sì che quello all’apparenza sembra essere un semplice romanzo rosa nasconda in realtà un messaggio di uguaglianza, sostenuto e portato avanti dai pensieri della protagonista, Lizzie, una giovane donna non ancora ventunenne:
“Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza.”
Bianca Marconero, autrice dallo stile inconfondibile per la capacità di raccontare con grande profondità le dinamiche sentimentali dell’animo umano, ha scritto un retelling di grande originalità invertendo ruoli e contesti dove si muovono i due protagonisti, William Bennet ed Eloisa Darcy.
Un esercizio narrativo che non ha scalfito ma che anzi ha amplificato in modo impeccabile il messaggio principale che la scrittrice inglese volle offrire tramite il suo capolavoro: l’amore non deve essere misurato in base al patrimonio e soprattutto quanto sia sbagliato giudicare le persone in base all’apparenza. Ogni tanto bisogna mettere l’orgoglio da parte, occorre staccarsi dagli ideali che la società ci impone perché non sempre sono giusti, proprio quello che pensa il protagonista di questo libro, fervente idealista.
William Bennet è un giovane avvocato che lavora in uno studio in cui dedica la maggior parte del suo lavoro alle cause pro bono. Un ragazzo puro dal carattere sfrontato che ha smesso di credere nell’amore già da ragazzino, a causa di qualcuno in particolare. Proviene da una famiglia caotica e singolare, con una madre esilarante innamorata dell’amore e quattro fratelli diversi e unici, che ama e protegge con tutto sé stesso. Un ragazzo in equilibrio precario ma che vive secondo principi solidi e reali.
Perché c’è lei. Lunghi capelli neri, frangia tagliata poco sopra l’arco delle sopracciglia. Quello sguardo infinitamente blu che sembra dirmi anche adesso le stesse cose di allora. “Non sei abbastanza”. È lei, ma molto più lei dell’ultima volta che l’ho vista. Più seria, più tranciante, con l’aggiunta di un paio di tette che sembrano belle e stronze quanto il resto.
Eloise Darcy è una donna in carriera, vocata totalmente al lavoro che ama in modo appassionato ma che le ha creato una vita così impegnata da erigere uno scudo dal mondo da cui ha deciso di restare distante, dopo aver messo il proprio cuore in un guscio di ghiaccio. Una ragazza dal piglio gelido, nota per la sua efficienza, perfettamente imperturbabile e così disincantata da guardare gli altri dall’alto senza provare emozioni.
«Perché c’è una cosa ancora più ottusa dell’orgoglio e più cretina del pregiudizio, Eloisa, ed è ostinarsi a non cambiare idea quando è evidente che ci siamo del tutto sbagliati.»
Due ragazzi lasciatisi in sospeso da anni, per un crudele fraintendimento capace di buttare strati di cemento sul cuore di entrambi, rendendolo inaccessibile come una cassaforte incassata nel caveau di una fortezza inespugnabile.
Premesse che diventano ostacoli insormontabili da superare per due personalità coriacee e testarde, soprattutto non propense a comunicare. A dire il vero, una delle principali tematiche della storia verte proprio sull’incomunicabilità, che rende quasi impossibile lasciarsi il passato alle spalle e vivere appieno il presente. Il pregiudizio, poi, che sedimenta e amplifica le diversità e le incomprensioni.
Perché l’amore si prende a cuore le fragilità, accudisce le debolezze, trasforma in un pregio ciò che agli occhi del mondo è un difetto. L’amore è l’atto supremo di accettazione dell’altro.
Eppure, tra ostilità e diffidenza, Bianca Marconero racconta l’amore, quello più intenso e romantico, che riprende vigore e ricerca in affanno un riscatto. Un piccolo miracolo che sembra sempre avvenire, avvicinarsi ma che spesso sul più bello svanisce, si allontana. A correre in soccorso e far rintrecciare i fili restati in sospeso nel tempo sarà proprio un manoscritto, che assumerà le sembianze di un messaggero di speranza, per riaprire il chiavistello di due cuori intrappolati. Una trama ricostruita e resa originale grazie alla bravura di un’autrice instancabile che così rende magistralmente omaggio a Jane Austen e al suo infinito amore per le parole, per la scrittura e la lettura.
Non è solo bellissima, è anche così assolutamente allineata con me da farmi sentire raddoppiato. È come se fosse la sistole della mia diastole, penso mentre ci spingiamo a vicenda verso la camera. Come se fosse il tono basso che risponde ai miei acuti, realizzo mentre mi libero delle scarpe con un colpo di tallone. Lei è la matita che ha urgenza di scrivere, mi dico mentre la punta delle sue dita si infila nei miei boxer, e io sono la carta che non vede l’ora di sentire cosa ha da dire. Sono il ponte che passa sopra, penso ancora sovrastandola sul copriletto, e lei è il tunnel che si infila sotto, ma la meta è la stessa ed è lì che ci incontreremo. Siamo Guerra e pace di Tolstoj, perché a ogni morso segue un bacio, ed è la battaglia che hai sostenuto a dare valore alla tregua. Siamo gin e acqua tonica e valiamo più della somma delle parti, trasformandoci in qualcosa che prima non c’era.
Se nel romanzo originale il ruolo di imbarazzare la famiglia viene svolto totalmente dalla madre, Mrs. Bennet, donna la cui unica ambizione è di maritare le sue cinque figlie prima e meglio rispetto agli altri, in questa versione l’autrice si è divertita a dipingere diversi personaggi secondari esilaranti. In primis proprio Mrs Bennet, tratteggiata come una bellissima donna irriverente, dall’animo sognatore e dal dubbio talento di scrittrice. Oltre a lei vi è Chantal, amica del cuore di Eloisa, tanto angelica quanto ingenua e divertente, oltre al meraviglioso John, dall’animo di un candore abbagliante, e gli altri fratelli di William. È anche grazie a loro che questo romanzo acquisisce spassosi toni da commedia romantica che catturano il lettore in modo irresistibile, rispettando perfettamente il registro dell’opera primaria.
«Non ricordo di aver visto il suo nome in libreria.» «Scrive con lo pseudonimo di “Madame Margot”.» «E con chi pubblica?» «Fa tutto lei. È un’autrice indipendente di romanzi rosa.» Ecco. Se mi chiedessero di mettere insieme tre parole per descrivere il male, io userei “autrice”, “indipendente” e “rosa”.
Un modo che ulteriormente ricorda la magia di cui era capace Jane Austen, ovvero l’ironia. Sottilissima. Talmente sottile che in molti suoi romanzi appare impalpabile ma sufficientemente forte da permettere ai suoi personaggi di camminare nel microscopico solco che la divide dalla banalità, per di più senza cadere nel cupo risentimento e nell’astiosa rivendicazione. Un percorso a tratti funambolico che la scrittrice inglese riesce a fare con delicatezza e soprattutto con magistrale agilità stilistica. In questa opera Bianca Marconero ne eguaglia la bravura in modo moderno e raffinato, confermandosi una delle autrici più talentuose nel panorama del romance italiano, tanto da aver realizzato un lavoro di retelling magistrale, degno di essere messo in libreria accanto alla sua versione originale.
Ma se uno scrittore vuole migliorare, deve leggere libri inarrivabili. E lei è questo per me, il mio classico, la mia opera d’arte inestimabile, il modello a cui tendere. L’unica persona che, mettendomi in discussione, possa rendere la mia vita un capolavoro. E la nostra vita sarà un romanzo scritto a quattro mani.
Chapeau.
