L’EDUCAZIONE DELLE FARFALLE di Donato Carrisi

L’EDUCAZIONE DELLE FARFALLE DI Donato Carrisi

Titolo: L’educazione delle farfalle
Autore: Donato Carrisi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023
Editore: Longanesi

TRAMA


La casa di legno brucia nel cuore della notte. Lingue di fuoco illuminano la vallata fra le montagne. Nel silenzio della neve che cade si sente solo il ruggito del fuoco. E quando la casa di legno crolla, restano soltanto i sussurri impauriti di chi è riuscito a fuggire in tempo.
Ma qualcosa non è come dovrebbe essere. I conti non tornano. E il destino si rivela terribilmente crudele nei confronti di una madre: Serena.
Se c’è una parola con cui Serena non avrebbe mai pensato di identificarsi è proprio la parola «madre».
Lei è lo «squalo biondo», una broker agguerrita e di successo nel mondo dell’alta finanza. Lei è padrona del suo destino, e nessuno è suo padrone.
Ma dopo l’incendio allo chalet tutto cambia, e Serena inizia a precipitare nel peggiore dei sogni. E se l’istinto materno che lei ha sempre negato fosse più forte del fuoco, del destino, di qualsiasi cosa nell’universo?
E se davvero ci accorgessimo di amare profondamente qualcuno soltanto quando ci appare perduto per sempre?

Questo non è semplicemente l’ultimo capolavoro di Donato Carrisi. Perché Serena non è un personaggio come gli altri, e questa non è una storia come le altre. Questo è un viaggio inarrestabile alla scoperta degli angoli più oscuri del nostro cuore e delle nostre paure, al termine del quale il nostro modo di vedere il mondo, semplicemente, non sarà più lo stesso.

RECENSIONE


Ci sono molti modi per definire il verbo educare, non sempre però la connotazione che assume questo verbo è ammantata di un significato positivo. 

Sì può educare anche al male, si può educare attraverso il plagio, si può plasmare a proprio piacimento attraverso l’ educazione. 

Non posso svelare a cosa si riferisce il titolo dell’ ultimo libro di Donato Carrisi che è tornato alla grande con quest’ ultimo lavoro L’ educazione delle farfalle ma posso affermare che come ci ha spesso abituati, sarà un calarsi lentamente in un abisso in cui sono paure ataviche a sussurrarti di non scendere più, di fermarti. 

Ma sarà impossibile farlo perché la scrittura del maestro ti incatena e staccarsene diventa difficile, la curiosità, il desiderio di trovare qualcosa che spogli dall’ inquietudine provata costringono alla resa, a divorare le pagine una dietro l’altra. 

È dalla presentazione dal vivo presso la libreria “Lovat” di Villorba ( interessata anche da una surreale interruzione) che lo stesso autore racconta da cosa ha avuto origine l’ idea del romanzo, e cioè da una domanda fattagli dal proprio figlio: una farfalla sa di essere stata bruco prima di diventare farfalla? 

Un quesito che l’ autore trasporta allo status emotivo della maternità: una madre sa di esserlo anche prima di diventarlo? 

E una volta diventata biologicamente madre, lo diventa anche nella propria interiorità? 

Domande che troveranno risposta in questo racconto molto avvincente che infatti è soprattutto la storia di un legame madre-figlia. 



Donato Carrisi indaga questo rapporto viscerale attraverso una protagonista che non possiede la men che minima traccia della figura materna convenzionale. 

Serena, broker spregiudicata, soprannominata “lo squalo biondo” non è avvezza ai legami, creatura solitaria della Milano dei piani alti, la città delle nuvole come la chiama l’ autore che fa di questa donna un personaggio complesso e affascinante, quanto più umano e antieroe si possa pensare, ed è questo che attrae. 

Ad alcuni potrà risultare scomodo, antipatico ma nel mio caso non è stato così, è talmente e fortemente autentico, tanto da doverlo accettare così com’è senza giudizio.

Quel che resta addosso di questo personaggio volutamente controverso è la certezza che il come è il quanto si ama non si possano giudicare. 

Nemmeno noi siamo pienamente consapevoli della nostra capacità di amare finché il destino o la vita attraverso eventi, incontri, esperienze non ce ne fanno rendere conto.  

La stessa Serena rinnega un istinto materno che invece si farà strada prepotentemente dentro e fuori di lei e che la porterà a indagare le paure più profonde di un genitore trovandosi suo malgrado all’ interno del peggiore degli incubi. 

L’ autore racconta tutto ciò con una narrazione che sembrerebbe divisa in due parti ma in realtà non lo è. 

La vicenda subisce una naturale evoluzione attraverso un grande cambiamento che avviene nella vita della protagonista. 

Ed è così che ritroviamo anche due ambientazioni opposte ma che legheranno a sé i protagonisti. 

Le vicende si dipanano quindi tra Milano, descritta attraverso il lusso e l’ambizione, la ricerca della leggerezza e dell’ appagamento immediato, dove tutto è veloce. 

Di contrasto poi il campo di azione si sposta a Vion località di villeggiatura svizzera dove tutti si conoscono, i forestieri non sono visti di buon occhio e tutto e più lento ma ammantato dal mistero. 

C’è anche un altro grande protagonista nella storia che è il fuoco, come fosse un personaggio secondario è in realtà una presenza viva nel romanzo, quasi un’ entità, che distrugge ma affascina. 

Da cui tutto ha inizio. 

La cosa più intrigante a mio avviso nella costruzione di questi personaggi è stata che non possono annoverarsi propriamente nella categoria dei personaggi positivi. 

C’è un po’ di buio in ognuno di loro e così il lettore non sa bene cosa pensarne, sono ambigui, misteriosi, enigmatici. 



Questo contribuisce a fare provare al lettore una costante inquietudine, una compagna che lascia addosso un senso di paura, di disagio e di incertezza che non danno tregua, fino all’ ultima riga. 

Ecco perché anche quando lasci andare la storia in realtà lei resta sempre con te. 

L’ educazione delle farfalle mi ha accompagnata in tutti i giorni della lettura e oltre, insinuandosi nei pensieri, nelle congetture, nelle supposizioni. 

È questo che deve fare un buon libro, non abbandonarti anche quando non lo stai leggendo, inseguirti, starti a presso. 



Nella musica di Donato Carrisi è impossibile non perdersi, risuona per molto tempo, con tutta la sua dolce e affascinante inquietudine.