IL PAVONE DI CONTROUX di Pitti Duchamp

IL PAVONE DI CONTROUX di Pitti Duchamp

Titolo: Il pavone di Controux
Autore: Pitti Duchamp
Serie: Autoconclusivo
Genere: Historical Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Gugno2023
Editore: Mondadori

TRAMA


Falco di Controux viene spedito per conto di Firenze nel castello di confine di Castrocaro. Qui covano intrighi segreti contro la Signoria e tutto conduce alla bellissima Dianora dei Faragani. Figlia illegittima di un ricco mercante di panni, Dianora è contesa da innumerevoli spasimanti e viene usata dal padre come premio per chi sia disposto a concedergli più favori. Ma a lei non interessa il potere, solo l’amore, e ovunque trova menzogna e meschinità. Tranne negli occhi fieri di Falco. Anche lui, però, nasconde segreti, e quando i due si incontreranno di nuovo in Francia, sotto la guida di Giovanna d’Arco, capiranno che la battaglia per l’amore è l’unica degna di essere davvero combattuta.

RECENSIONE


Una delle peculiarità che rende Pitti Duchamp un’autrice da non perdere a ogni nuova uscita è la sua capacità di raccontare con dovizia di particolari storie appassionanti, in cui la ricerca e lo studio dell’epoca emergono vigorosi. Una penna elegante, puntuale che consente al lettore di vivere appieno ambientazioni lontane nel tempo, in cui ogni elemento combacia alla perfezione, dalla caratterizzazione dei personaggi, alle parti descrittive, ai dialoghi, al linguaggio, fino allo stile e al ritmo della narrazione. Un insieme perfetto che convince, il cui collante sono le emozioni, sempre ardenti.


Dianora… Falco si ripeté in testa quel nome. Lo associò alla gentilezza dei lineamenti, adesso chiari sotto il disco di luce creato dalle candele accese nelle fascette del lampadario, e a petali di fiordaliso staccati per creare i suoi occhi.


Protagonisti di questo romanzo sono Falco, nobile francese dall’indole fiera e coraggiosa in fuga dal suo passato, e Dianora, figlia ubbidiente di uno spietato mercante fiorentino, talmente bella da essere usata come merce di scambio. Fin dal loro primo incontro nasce tra i due un’intesa silenziosa, fatta di sguardi, premonitrice di un lungo e tortuoso viaggio che intreccerà i loro destini.


Una giovane donna dotata non solo di una non comune bellezza ma anche di fine intelletto, eppure tanto ingenua quanto allo stesso modo capace di padroneggiare numeri, gestire affari. Un uomo valoroso, che non crede a nessuno se non a sé stesso, contaminato da un’idea di figura femminile falsata per il ricordo di una madre traditrice. Due figure antitetiche ma unite dallo stesso destino, quello di salvarsi a vicenda. Un filo che permetterà a entrambi di oltrepassare limiti, certezze, delusioni, ferite per amarsi, anche solo nel ricordo e sentirsi seppure a distanza. Falco e Dianora avranno modo di crescere e maturare proprio per i conflitti interiori ed esteriori che dovranno affrontare.


La mente di Dianora andò a quell’ultima notte insieme, alla dolcezza struggente di ogni suo tocco, al calore bagnato di ogni bacio e poi al senso di abbandono e tradimento. Ogni ricordo le provocava brividi anche dopo tutti quei mesi di lontananza. Rivederlo, amarlo di nuovo, stringerlo ancora tra le braccia…


La loro storia d’amore si unisce indissolubilmente a quella del periodo storico che li vede protagonisti, ovvero il Rinascimento della prima metà del Quattrocento.

Un’epoca in cui Firenze predominava come centro culturale, sociale e artistico ma soprattutto come nucleo politico in cui il potere si esercitava non solo conquistando territori ma anche intessendo intrighi di palazzo, tramando alleanze, pianificando tradimenti.
Uno scenario che nel Pavone di Controux compone un arazzo sofisticato, in cui spiccano personaggi storici realmente esistiti come Pitti Bonaccorso, mercante, politico, ambasciatore, scrittore e verseggiatore fiorentino che in queste pagine assume il ruolo paterno di mentore di Falco, nonché Giovanna D’Arco, eroina francese che fu proclamata santa dalla Chiesa Cattolica e patrona della sua nazione per aver guidato l’esercito contro gli inglesi.


Falco si sentì accarezzare dalle iridi fresche di Dianora e di nuovo fu preda della malia che, adesso la riconosceva bene, lei aveva esercitato sui suoi sensi fin dalla prima volta che l’aveva vista. Perché doveva essere ancora succube di quel sortilegio?


Pitti Duchamp non si accontenta di scrivere d’amore, di eroi e eroine. No, questa autrice bravissima supera ogni volta sé stessa offrendo ai suoi lettori uno spettacolo letterario fatto anche di storie poco conosciute, come quella della piccola città di Castrocaro, strategicamente arroccata tra la Toscana e la Romagna che fu conquistata da Firenze, divenendo uno dei territori satelliti più ambiti. È proprio qui che per Falco e Dianora si innescherà la scintilla che darà vita al loro cammino, che porterà entrambi a superare prove difficilissime, sia fisiche che emotive.

La componente femminile trova particolare spazio in questo romanzo, in cui la protagonista cresce, evolve fino a divenire adulta, legittimandosi dal pregiudizio, e liberandosi dalla soffocante condizione di donna sottomessa grazie alla fatica, al rigore, all’intelligenza e alla dignità:


Dianora custodiva la sua forza nella capacità di rialzarsi dopo ogni colpo della vita, di rischiararsi dopo le intemperie, più limpida e arricchita nell’anima.


Un aspetto che insieme alle indiscutibili atmosfere ricche di fascino fa da cassa di risonanza alla narrazione, che alterna presente e passato ricostruendo i contorni prima velati e poi sempre più nitidi di un amore osteggiato, che prende e chiede tempo per sbocciare completamente e divenire vivo e coinvolgente.

Un romanzo in cui perdersi nel tempo e ritrovarsi tra le pagine, senza nessuna ombra di dubbio.