LE COSE CHE CI SALVANO di Lorenza Gentile

LE COSE CHE CI SALVANO di Lorenza Gentile

Titolo: Le cose che ci salvano
Autore: Lorenza Gentile
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2 maggio 2023
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Gea vive in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. In un mondo che sogna di andare su Marte, lei coltiva con amore il suo โ€œorticelloโ€. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Conserva in casa tutto ciรฒ che prima o poi potrebbe servire perchรฉ non crede nei supermercati e nel comprare, ma nel riciclare e dare nuova vita alle cose. E, fedele alla sua personale โ€œeconomia circolare di quartiereโ€, distribuisce in giro gli oggetti che aggiusta, oltre a pillole per lo spirito sotto forma di poesie, biglietti, origami con citazioni. Vive sola, ma ha buoni amici: lโ€™ottantenne pseudo-portinaia del palazzo, un pensionato taciturno, lโ€™energica donna che gestisce la tavola calda in fondo alla strada, un tredicenne che sogna di diventare autista di corriera. Nessuno della sua etร , perchรฉ Gea, nella sua etร , non ci si ritrova. Cosรฌ come non si ritrova nel mondo. Forse perchรฉ รจ cresciuta in un posto sperduto, con un padre ossessionato dalle catastrofi che la obbligava a prepararsi sempre al peggio? Cominceremo a scoprire il suo segreto grazie al Nuovo mondo, una vecchia bottega di rigattiere, appartenuta un tempo alla carismatica Dorothy. Quella serranda rossa รจ rimasta abbassata per anni, finchรฉ allโ€™improvviso la proprietร  รจ stata rilevata da unโ€™agenzia immobiliare, che vuole sgomberare e vendere al miglior offerente. Ma se non si puรฒ riparare il passato, si puรฒ immaginare un nuovo futuro. Sarร  questa la missione di Gea, la sua ragione di vita o forse proprio lโ€™occasione per costruirsela, una vita: salvare il negozio a ogni costo. Perchรฉ tutto ciรฒ che salviamo finisce a sua volta per salvare noi.

RECENSIONE


I libri sono come le medicine, alleviano i dolori dellโ€™ esistenza, a volte guariscono e gli effetti collaterali sono innocui se non addirittura benefici: rilassare, divertire, far conoscere, pensare, sognare, confortare. 

Questo รจ un libro di quelli che consolano, letto in un momento un poโ€™ nero ha costituito la mia coccola della sera, una piacevole distrazione e un piccolo luogo accogliente dove trovare il tepore del non sentirsi soli. 



Ciรฒ non significa che sia un libro leggero, che non lascia traccia di sรฉ, tuttโ€™ altro, perchรฉ si puรฒ essere profondi anche con leggerezza. 

Ce lo dimostra Lorenza Gentile che in questo suo ultimo lavoro โ€œLe cose che ci salvanoโ€ offre ai lettori una favola moderna dal sapore vintage. 

Il rapporto che abbiamo con i nostri oggetti, quelli che scegliamo e come e quanto li utilizziamo raccontano molto di noi. 

Nellโ€™ epoca dellโ€™ accumulo quasi compulsivo questโ€™ autrice ci propone una storia che invece vede nellโ€™ aggiustare e conservare le cose rotte i passi per trovare il proprio posto nel mondo. 

Quasi una forma di riscatto, perchรฉ proprio come dice il titolo puรฒ accadere che se salvi un oggetto un domani poi esso possa salvare te. 

Lei non lo sa ma รจ quello che accade allโ€™ insolita protagonista del libro: Gea ragazza tuttofare del quartiere che vive occupandosi di riparazioni varie nelle case dei vicini. 

Un quartiere di Milano vicino ai Navigli che per Gea รจ praticamente tutto il suo mondo. 



Sembra di camminare con Gea accanto all’acqua del Naviglio mentre distribuisce cibo in cambio di poesie, e ripete dentro di sรฉ le raccomandazioni a tenere un profilo basso ed evitare problemi in dialetto lombardo:ย 



I problemi sono un grande cruccio di questa protagonista, una giovane ragazza che ha fatto esperienza di molte poche cose nella sua vita, causa un passato e una famiglia molto particolari che ne hanno decretato una certa incapacitร  a relazionarsi con le persone, una insicurezza quasi patologica, una condizione di profonda solitudine, ma nello stesso tempo un modo tutto suo di vivere, di osservare le cose e le persone. 

Ideatrice e sostenitrice dellโ€™economia circolare di quartiere in cui gli oggetti o i gesti diventano un anello di una catena di dare e avere grazie alla quale ella intesse allโ€™ interno del suo piccolo microcosmo una serie di relazioni inconsuete ma genuine. 

Tutti i personaggi che le gravitano attorno sono in qualche modo stropicciati dalla vita, in poโ€™ come gli oggetti che ripara Gea, sono un poโ€™ rotti anche loro. 

Ecco perchรฉ รจ un dolore di sottofondo quello che veste le pagine di questa storia ma lo veste in modo elegante, dignitoso, non cโ€™รจ sentimentalismo gratuito o dramma ridondante ma un realismo del vivere che quasi conforta perchรฉ lo si avverte come familiare. 

Ed รจ cosรฌ che questi personaggi assumono la consistenza di ognuno di noi, annullano la distanza che li pone sulle pagine per arrivare al lettore come fossero una persona conosciuta, qualcuno che come noi รจ in cerca di  una via di riscatto, un sogno da realizzare, una nuova vita, un modo di โ€œripararsiโ€. 

Li osserviamo attraverso le lenti di Gea, che pur non conoscendo niente del mondo tenta di trovare insieme a loro il proprio posto allโ€™interno di esso, il modo di potervi far parte,  proprio a partire dagli oggetti che ripara dando loro una seconda vita, un poโ€™ come tentano di fare i vari personaggi con le loro esistenze che intrecciandosi lโ€™un lโ€™altra creano legami che diventano il motore del cambiamento. 

Una paladina inconsapevole contro il possesso votato al mero consumismo, quasi una vocazione la sua nel far rivivere oggetti che sono stati testimoni della vita di chi li ha posseduti. 

In virtรน di questo amore per il riuso, il destino saprร  come farne un suo strumento, mettendo proprio un luogo colmo di oggetti di questo tipo, antichi o meno antichi ma legati a una storia particolare, la bottega del Nuovo Mondo, sul cammino dei personaggi facendone una vera e propria zattera di salvataggio. 

Un progetto, attraverso cui provare a navigare verso un futuro in cui poter essere liberi dalla paura di vivere, trovare il coraggio di realizzarsi, di sentirsi parte di qualcosa, di non osservare gli eventi come spettatori ma esserne gli artefici. 

Non bisogna pensare che lโ€™intento della storia sia di strizzare lโ€™ occhio alla retorica del tutto รจ possibile, al contrario, secondo me lโ€™interpretazione delle vicende narrate รจ piรน terrena e credo che il successo del libro sia stato una forma di riconoscimento di questa onestร  intellettuale. 

Lorenza Gentile conferma quello che giร  sappiamo della vita ma che non deve scoraggiarci e cioรจ che non tutto puรฒ essere aggiustato certo, a volte nemmeno le persone, puรฒ capitare che restino compromesse per usare le parole dellโ€™ autrice, ma ciรฒ non deve impedire loro di procedere in avanti, di orientarsi verso il futuro con i mezzi a propria disposizione, con il proprio vissuto, con i propri guasti. 

Che sia la capacitร  di aggiustare, di creare, di dipingere, di cucinare, di perseguire un sogno, una passione, non importa. 

In qualche modo siamo tutti danneggiati, ma non per questo non possiamo trovare nellโ€™ affannosa ricerca della felicitร , della serenitร  e della stabilitร  che vorremmo caratterizzassero le nostre vite, qualcosa che possa salvarci. 



UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

Titolo: Un buon posto in cui fermarsi
Autore: Matteo Bussola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 20 giugno 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi รจ a terra? Forse proprio la resa puรฒ regalare unโ€™inaspettata felicitร . Dopo โ€œIl rosmarino non capisce lโ€™invernoโ€, il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. In pochi hanno saputo raccontare la fragilitร  maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanitร . In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un hikikomori che si รจ innamorato online vorrebbe incontrare chi รจ diventato per lui cosรฌ importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Un bambino ubbidiente scopre la bellezza inattesa di deludere le aspettative. Incrinati, piegati, sconfitti, capaci perรฒ di cercare un senso, di intravederlo lรฌ dove mai avrebbero creduto, questi protagonisti trovano ognuno un modo personale, autentico, spudoratamente onesto, di rispondere alla domanda: ยซChe cosa fa di un uomo un uomo?ยป

RECENSIONE


Poter assistere alla presentazione di un libro  dal vivo รจ sempre un valore aggiunto alla lettura, un plus che mi dร  spesso la possibilitร  di trovare conferma e condivisione alle riflessioni che mi sono scaturite ma, ancora piรน interessante, mi permette di entrare piรน a fondo nelle riflessioni che lโ€™ autore stesso ha fatto e ha voluto regalare al pubblico. 

Se nel “Rosmarino non capisce lโ€™inverno” Matteo Bussola parlava della resistenza al femminile nel suo ultimo libro invece, “Un buon posto in cui fermarsi” racconta della fragilitร  maschile. 

รˆ proprio dalla sua voce durante lโ€™intervista che ha gentilmente concesso a Reading Marvels che lโ€™autore spiega il perchรฉ di questa scelta. 

Non solo per contrastare, come spesso fa nei suoi lavori, gli stereotipi di genere di cui tutta la societร  e quindi anche le forme di comunicazione sono abbondantemente infarcite, ma anche perchรฉ come egli stesso dice, รจ quando cadiamo che mostriamo il nostro lato piรน vero, la nostra forza, il nostro essere umani al di lร  del genere. 

Nel caso dellโ€™universo maschile questo รจ un aspetto ancora piรน importante, a contrastare la convinzione comune che invece un vero uomo non debba mostrarsi mai fragile, non far trasparire le emozioni, non restare fermo ma debba invece agire, muoversi, combattere, mai deporre le armi. 



Sono quasi tutti uomini infatti i protagonisti di questo libro, una raccolta di racconti tenuti insieme da un filo comune e che solo ad un attento osservatore svelano anche dove sono ambientati. 

Protagonisti diversissimi, per etร , estrazione sociale, provenienza, lavoro e vissuti, eppure messi alla prova dalla vita, fotografati nel momento di maggiore vulnerabilitร  quello attraverso cui lโ€™ autore vuole dire proprio questo: che non c’รจ da provare vergogna per un uomo a mostrarsi nel momento in cui cede schiacciato dal peso delle difficoltร .ย 

Perchรฉ รจ quando siamo a terra che mostriamo il nostro essere piรน autentico, e a volte restare giรน quando siamo caduti aiuta a capire meglio ciรฒ che ci circonda dandoci quindi strumenti inattesi per cercare di rialzarsi. 



Lโ€™ autore rivela che la stesura di questo libro nasce dal desiderio di dare risposte ad alcune domande: 

Cosa succede allโ€™ amore quando se ne perde la memoria? 

Non sarร  che la ricerca della felicitร  sia sopravvalutata? 

Perchรฉ a qualcuno sรฌ e a qualcun altro uguale a noi no? 

Cosa fa di un uomo un uomo? 

Matteo Bussola รจ quindi un uomo che scrive di uomini in maniera perรฒ del tutto diversa da quella che ci si aspetterebbe da una penna maschile appunto, e molto lontana rispetto ai clichรฉ quasi impliciti nella credenza comune di cui spesso anche noi siamo inconsciamente sostenitori. 

E cioรจ che lโ€™uomo, anche in letteratura, non mostra le sue fragilitร , non manifesta le emozioni, non concede spazio al fallimento, deve sempre mantenere le promesse, trasmettere sicurezza, mirare in alto, perchรฉ in quanto rappresentante del genere maschile deve sempre mostrarsi forte, indipendente, sicuro di sรฉ, in poche parole un vero maschio. 



รˆ in questo e in molti dei suoi precedenti lavori che Matteo Bussola cerca di scardinare questi e molti altri stereotipi di genere, con una prosa la cui principale caratteristica รจ di avvalersi di una scrittura delicata, introspettiva, che riesce a mixare una certa poetica del vivere, frutto della sua sensibilitร  artistica, con il realismo del quotidiano risultato invece della sua vita fuori dai libri e cioรจ di compagno e di padre di tre figlie. 

Una fusione tra uomo e scrittore che emerge sempre nei suoi scritti e che ne decreta il grande successo di pubblico. 

Un uomo comune che racconta di uomini comuni ma inaspettatamente in modo non comune. 

Il libro รจ costituito da una serie di racconti in cui potrete ritrovare anche qualche conoscenza del precedente “Il rosmarino non capisce lโ€™inverno”, una lettura che scorre, fluida lungo la scia che lega i diversi protagonisti. 

La scrittura in prima persona ricca di piccoli dettagli, come un portasapone sbrecciato o la potatura di un calicanto, avvolge in un abbraccio intimo il lettore complici dialoghi che mostrano il sentire profondo dei protagonisti, tanto da farceli sentire vicini e familiari sebbene li si possa incontrare per poche pagine. 

Nella parte introduttiva e in quella finale risiede tutto il significato del libro e del titolo che puรฒ essere racchiuso nella metafora dellโ€™albero, che lโ€™ autore racconta nel capitolo dedicato a Biagio e con cui risponde anche allโ€™ ultima domanda dellโ€™ intervista. 

E cioรจ che alla fine bisogna scegliere il proprio metro quadrato, qualsiasi cosa esso sia. 

Un messaggio semplice ma non facile da concretizzare che egli sembra voler lanciare nelle sue pagine come si farebbe con un messaggio in bottiglia lasciato nel mare. 

Una mappa che ognuno puรฒ interpretare a modo proprio ma che ha sempre come meta le cose semplici, quelle importanti per noi come esseri umani al di lร  del genere, quelle che troviamo nel posto in cui decidiamo di fermarci. 



GEOGRAFIA DI UN DOLORE PERFETTO di Enrico Galiano

GEOGRAFIA DI UN DOLORE PERFETTO

di Enrico Galiano

Titolo: Geografia di un dolore perfetto
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 maggio 2023
Editore: Garzanti Editore

TRAMA


Quando sei bambino tuo padre รจ un supereroe. Nessuno ti spiega che anche i supereroi possono cadere e farsi male, e soprattutto farti male. Pietro lo sa fin troppo bene: suo padre lo ha abbandonato quando era ancora un ragazzino. Lโ€™unica cosa che gli ha lasciato รจ quella che lui chiama spezzanza, la sensazione di essere spezzati, di vivere sempre a metร . Eppure Pietro ha un vita perfetta: รจ diventato un professore universitario e ha una moglie e un figlio che ama. Fino a quando riceve una telefonata che cambia tutto. Deve andare a Tenerife il prima possibile: un viaggio in aereo attraverso il mare lo divide dallโ€™attimo piรน importante della sua vita. Pietro corre, e piรน corre piรน si rende conto che sta andando incontro al vero sรฉ stesso e ai suoi fantasmi. Sono lรฌ a ricordargli che capita, a volte, di trovarsi allโ€™improvviso lontanissimi da sรฉ stessi, cosรฌ tanto da non sapere piรน chi si รจ veramente: come i punti che gli atlanti chiamano ยซpoli dellโ€™inaccessibilitร ยป, quelli piรน lontani e irraggiungibili del globo. Quando succede, i geografi dicono che, per salvarsi, lโ€™unica cosa da fare รจ guardare su. Cercare una stella, e poi andare dritti dove dice lei. Puรฒ avere i contorni di un amore o di un dolore. Di un desiderio o di una paura. Perchรฉ a volte non siamo nel posto sbagliato, stiamo solo cambiando. A volte arriva il momento di fare pace con tutte le ferite di quando si era bambini.

Enrico Galiano apre la sua anima ai lettori in un romanzo che indaga il rapporto piรน antico, autentico e complicato: quello tra figlio e genitore. Un romanzo che pone una domanda che va dritta al cuore: quando si smette di essere figli? Cโ€™รจ un giorno, un momento, una linea che si supera e poi non si รจ piรน figlio di qualcuno, ma solo un uomo o una donna? Con la sua inconfondibile delicatezza, Enrico Galiano ci regala una prova di narratore maturo con una storia avvincente e coinvolgente. Una storia che, pagina dopo pagina, diventa sempre piรน la storia di tutti noi.

RECENSIONE



Devo essere onesta a scuola la geografia non ha mai destato in me particolare interesse o la curiositร  e la passione per esempio che invece mi suscitavano storia e letteratura. 

Ho sempre pensato che certo รจ importante sapere come รจ fatto un territorio, uno stato, un continente ma imparare i nomi di cittร , fiumi, montagne (che mai vedrรฒ e che sono veramente numerose) potesse essere anche un poโ€™ inutile e noioso. 

Come mi sbagliavo, ad aver avuto un professore come Enrico Galiano invece ne avrei saputo intravedere la bellezza anche allora. 

La stessa di cui ci fa partecipi nellโ€™ultimo suo libro, Geografia di un dolore perfetto, una storia diversa da quelle a cui lโ€™autore ci aveva abituati nei suoi lavori precedenti. 

Un racconto maturo dalle venature chiaroscure. 

Dichiaratamente autobiografico, come sempre questo scrittore tesse una narrazione densa di messaggi e riflessioni, mettendo in gioco un sentire profondo e autentico in cui รจ impossibile non identificarsi. 

Un sentire che non riguarda mai unโ€™unica tematica: sebbene il filo conduttore di tutto il romanzo sia il rapporto padre-figlio in realtร  esso รจ lโ€™impalcatura che sorregge tutta una serie di altri temi umani di cui la geografia appunto, รจ molto articolata. 

Perchรฉ vuoi o no il rapporto con i propri genitori imprime su di noi un timbro, modella inesorabilmente il nostro io e il nostro modo di approcciarci al mondo esterno, inconsapevolmente, sia nella forma che nella sostanza, diventando unitร  di misura delle relazioni umane che avremo in seguito. 

Quelle con gli altri e specialmente quella con noi stessi. 

รˆ raccontando il rapporto con il proprio padre che abbandonรฒ la famiglia quando lui aveva otto anni che lโ€™autore si mette a nudo, venendo forse a patti con la consapevolezza che la crescita e la costruzione della propria identitร  sono indelebilmente segnate da questo abbandono. 



Questโ€™autore riesce sempre a coniare parole che nel vocabolario non esistono ma il loro significato รจ immediato. 

Pietro infatti il protagonista del libro รจ un uomo in apparenza realizzato professionalmente e socialmente ma in realtร  รจ un uomo il cui spirito รจ eroso dalla โ€œspezzanzaโ€: รจ spezzato dal dolore di unโ€™infanzia privata della figura paterna e consumato allo stesso tempo dalla speranza che qualcuno possa riparare i pezzi rotti che ne sono il risultato. 

รˆ infatti radicato in lui un senso di inadeguatezza, che ha fatto sรฌ che egli si costruisse unโ€™identitร  che lo mettesse al riparo dalla solitudine e dalla delusione provati nei confronti di un padre con cui il rapporto รจ stato sempre difficile fino a interrompersi per molti anni. 

Due le figure di uomo e padre che questo bambino e poi adolescente mette a confronto e di cui si nutrono il dolore dellโ€™ abbandono e il bisogno di sentirsi amati e accettati. 

Nando che non gli ha mai restituito lโ€™immagine di sรฉ che avrebbe voluto e Paco che al contrario lo ha sempre fatto sentire accettato, importante. 



รˆ una telefonata da Tenerife che mette davanti Pietro alla resa dei conti, non tanto con questi due uomini ma con se stesso. 

Che si riferisca al passato o al presente dei protagonisti infatti questo รจ il racconto di un uomo che si รจ perso, che non sa piรน chi รจ perchรฉ improvvisamente si rende conto che sta vivendo a metร . 

E che perรฒ butta coraggiosamente allโ€™aria tutte le sue paure per tentare di ritrovarsi. 

Il romanzo รจ diviso in cinque parti con cambi temporali ben coesi, una narrazione intima come puรฒ esserlo quella scaturita dalla prima persona. 

Non dirรฒ che รจ il solito libro a cui ci ha abituati Enrico Galiano, all’inizio i toni della narrazione sono un po’ grigi, ci si immerge in modo intenso nel dolore di un figlio abbandonato da un genitore, nella pena e nella tenerezza che suscitano i pensieri di un Pietro bambino, indifeso nei confronti delle paure e delle sensazioni provocate dal crescere con questa mancanza.

Un dolore racchiuso tutto nellโ€™immagine di un bimbo seduto alla finestra ad aspettare il padre come si aspetta l’arrivo della neve.

Ma prosegue poi anche con qualche sorriso fino ad arrivare a episodi quasi grotteschi (come puรฒ esserlo Terminator doppiato in spagnolo) che fanno da contraltare alla prima parte del libro. 

Colonna sonora di Vasco Rossi, riferimenti a oggetti e vissuti degli anni โ€™80 , una nevicata che cambierร  tutto, danno vita ad un mix di profonditร  e leggerezza in perfetto stile Galiano, uno stile che personalmente adoro anche per la capacitร  di parlare alle parti piรน intime e recondite del nostro io in modo diretto ma mai banale, soprattutto moderno.ย 

Enrico Galiano รจ un comunicatore del suo tempo, che riesce a porre domande e spingere a riflettere su temi che nellโ€™ era della globalizzazione e delle relazioni virtuali potrebbero sembrare demodรฉ, facili alla retorica, invece attraverso la sua penna diventano senza epoca.

Questo libro รจ un autoritratto in cui egli mette sul piatto la propria fragilitร  di bambino, adolescente e anche uomo adulto per comunicare che non siamo gli unici, non siamo soli nelle nostre fragilitร . 

Le analogie e le similitudini con la geografia di cui lโ€™autore infarcisce la narrazione sono molto affascinanti, i teoremi di Paco lโ€™esploratore dovrebbero entrare a fare parte del programma scolastico. 

Una su tutte la fa da padrone e mi รจ rimasta impressa tanto da farne argomento di domanda allโ€™autore durante la presentazione del libro. 



Le persone sono paesaggi. 

รˆ cosรฌ che alla presentazione del romanzo a cui ho assistito ho chiesto a Enrico Galiano quale paesaggio egli fosse. 

Non posso fare spoiler sulla sua risposta ma io lโ€™ho trovata azzeccata. 

Lโ€™autore mi ha omaggiato poi di una bella dedica sulla mia copia del libro, ricambiando a sua volta la domanda da me posta: e tu Annalisa che paesaggio sei? 

Caro Enrico credo adesso di poterti rispondere cosรฌ: io penso di essere un lago che molto spesso vorrebbe perรฒ essere mare. 

Placida a prima vista, calma, solo allโ€™apparenza, appunto come la superficie di un lago, nascondo una profonditร  difficile da raggiungere, su cui poggiano molte pietre che a volte ne hanno increspato la superficie fino a posarsi sul fondale. 

Io perรฒ vorrei essere mare, che vive i propri moti ondosi in libertร , riesce a toccare terre diverse e al bisogno vive le proprie tempeste senza soccombervi.

Questo per dire che siamo un poโ€™ tutti come Pietro: non sempre ci riconosciamo nellโ€™immagine che ci rimanda lo specchio e sentiamo di non vivere la vita che vogliamo, ed รจ lรฌ che arriva il momento in cui in qualche modo dobbiamo provare a ritrovarci.ย 



LA LUCE ALL’IMPROVVISO di Alessia Figini

LA LUCE ALL’ IMPROVVISO

di Alessia Figini

Titolo: La luce all’improvviso
Autore: Alessia Figini
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 30 settembre 2021
Editore: Morellini Editore

TRAMA


Lโ€™amore culla, riempie, appaga. Daniele lo sa bene, ha al suo fianco la donna che ama e dalla quale sta aspettando una figlia. Lui รจ innamorato di Sara dal giorno in cui, ancora adolescente, ha incrociato il suo sguardo per la prima volta, ma i loro destini hanno preso inizialmente strade diverse. Sara ha dato fiducia al ragazzo sbagliato e si รจ trovata a vivere un incubo, da cui รจ riuscita a risvegliarsi proprio grazie alla presenza di Daniele. Da quel momento รจ nata una storia dโ€™amore fatta di piccole attenzioni, attrazione fisica, complicitร . Una maledetta sera, perรฒ, la sua vita viene distrutta. Lui vorrebbe essere morto e invece รจ costretto a sopravvivere, ma non ha la forza di rialzarsi, trova pace solo nellโ€™oblio portato dallโ€™effetto dellโ€™alcol. La sofferenza e il dolore lo annientano, lasciando in breve tempo il posto a un altro sentimento: il desiderio di vendetta. Daniele รจ pronto a colpire. La luce, perรฒ, filtra allโ€™improvviso e arriva al suo cuore, facendo intravedere la speranza di poter ricominciare.

RECENSIONE


Potrei definire questo primo libro di Alessia Figini il libro degli opposti.

Caratteristica che si annusa giร  dallโ€™introduzione nella quale Alessandro Barbaglia lo definisce leggero quanto abrasivo, due aggettivi in apparenza incompatibili.

In effetti รจ cosรฌ, ho pensato anchโ€™io che racchiudesse molti elementi che potrebbero sembrare in contrasto tra loro eppure lโ€™autrice li ha ben amalgamati, dando cosรฌ ritmo alla vicenda, una scansione che tiene il lettore un poโ€™ in ostaggio, alternando capitoli di tenore diverso in unโ€™altalena di sensazioni da cui รจ difficile scendere.

Perchรฉ si sta in un saliscendi costante, tra la nascita della storia dโ€™amore tra Sara e il protagonista Daniele e i momenti in cui invece egli sprofonda nellโ€™abisso.

Sono soprattutto questi ultimi che attanagliano il lettore, proprio per come lโ€™autrice รจ riuscita a trasmettere la disperazione, la rabbia, il dolore del protagonista e che sono proprio gli elementi che invogliano ad andare avanti per comprendere in quale modo riuscirร  a farlo uscire da questo pozzo.

Perchรฉ รจ questo che ci si aspetta per tutta la durata del libro: come farร  lโ€™autrice a dare una svolta a una vicenda tanto drammatica?

Per scoprirlo invito a leggere questo esordio letterario edito da Moellini della cui squadra fa parte anche Sara Rattaro, in cui Daniele causa un evento tragico si ritrova in un profondo stato di annichilimento in cui gli unici sentimenti che hanno posto ormai sono il dolore e il desiderio di vendetta che permeano gran parte del racconto.


La rabbia ormai mi teneva allโ€™amo, era tale che non riuscivo a pensare ad altro se non alla vendetta, ma nei pochi momenti di luciditร  in cui la mia coscienza tornava a farsi sentire mi ritrovavo lacerato nellโ€™animo.


Tornando agli opposti infatti sono due i modi a cui si puรฒ reagire alla sofferenza: facendo del bene agli altri o nutrendo il male che si prova fino a trasporlo allโ€™esterno.

Daniele fa parte della seconda categoria e porterร  il lettore giรน con lui in una spirale che lโ€™utilizzo della prima persona rende in modo molto efficace: una scelta ben congeniata e ben utilizzata.

Lo stile รจ scorrevole, i dialoghi non sono numerosi ma non ci si annoia mai.

Ho apprezzato la scelta di alternare la narrazione tra passato e presente, una scelta narrativa che permette la conoscenza graduale dei personaggi e consente di comprendere lโ€™evoluzione delle vicende alla luce del loro vissuto.

Una storia questa che si svolge per gran parte nel buio della sofferenza e a cui lโ€™autrice dร  uno spiraglio di luce alla fine del libro in modo non scontato e nemmeno retorico, quasi inaspettatamente, come dice lo stesso titolo.

Se devo riconoscere una qualitร  di questa autrice รจ proprio quella di essere riuscita ad utilizzare il dolore senza banalizzarlo, evitando facili espedienti narrativi che guariscono miracolosamente un protagonista prigioniero del buio.

Tuttโ€™altro, lโ€™autrice lascia solo una piccola fessura da cui si comincia ad intravedere un poโ€™ di luce ma che dร  al lettore la fiducia che ci potrร  essere guarigione da tanto male.


Ognuno di quei bambini colpรฌ il muro che aveva letto intorno a me e vi fece una piccola breccia. La luce, benchรฉ fievole, inizio a filtrare dove prima dominava il buio piรน tetro.


In fin dei conti รจ questo il seme da cui si puรฒ provare a rinascere: la speranza.


In quel momento provai una strana sensazione, il desiderio di aggrapparmi una scialuppa, di farmi guarire le ferite, di avere di nuovo fiducia in qualcuno.


Ecco allora mi sento di dire che Alessia Figini ha voluto regalarci una storia sulla speranza, sicuramente sofferta e molto intensa, ma la speranza dโ€™altronde germoglia nei luoghi in cui ve nโ€™รจ piรน bisogno.


MEZZAMELA di Matteo Bussola

MEZZAMELA di Matteo Bussola

Titolo: Mezzamela
Autore: Matteo Bussola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2023
Editore: Salani

TRAMA


Cosa succede quando ti accorgi, per la prima volta, che ti piace qualcuno? Viola si รจ resa conto di vedere Marco con occhi diversi in un pomeriggio di ottobre, di lunedรฌ, nel cortile della scuola media mentre sta giocando a calcio e nel cielo corrono grosse nuvole bianche, una sembra un orso. Marco invece prova qualcosa per Viola giร  da un poโ€™, ma sono amici da tanti anni, e si sa che quando dici a qualcuno che ti piace poi le cose cambiano, e quasi mai in meglio. Ed รจ proprio lรฌ, nel momento della consapevolezza di nuovi sentimenti, quando tutto dovrebbe essere semplice e bello, che le cose si fanno invece piรน difficili. Quandโ€™รจ che si smette di essere amici e si diventa magari altro? Come si capisce la differenza? Come si parla a una stessa persona con una voce nuova? Con che occhi la si guarda? Come superare quel gigantesco scoglio di imbarazzo e di incomprensione senza dover ricominciare tutto da capo? Un delicato diario di educazione sentimentale che fotografa l’adolescenza e tutti i suoi cambiamenti, un romanzo sui primi amori ma anche sulle fragilitร , e sullo smettere di proteggersi per paura. Perchรฉ non importa se sei maschio o se sei femmina, se il tuo corpo sta cambiando e tu non gli riesci a stare dietro, lโ€™importante รจ che (ri)cominciamo a guardare gli uni negli occhi degli altri. Quel che sceglieremo di vedere, dipenderร  solo da noi.

RECENSIONE


Il grande filosofo lo ha capito per primo, che lโ€™unico modo per sfuggire alle sofferenze amorose รจ andare in cerca dellโ€™anima gemella, lโ€™altra metร  della mela. 

รˆ di Platone il mito della metร  della mela, quando nel Simposio durante un banchetto Aristofane enuncia che lโ€™essere vivente non รจ altro che la metร  di due individui divisi al principio da Zeus che li separรฒ per lasciarli in cerca lโ€™uno dellโ€™altro. 

Matteo Bussola parte da questa credenza nata grazie al suddetto mito per imbastire un piccolo romanzo dai grandi messaggi. 

Scrittore e uomo dalla spiccata sensibilitร  come ho avuto modo di ascoltare alla presentazione del libro in questione, Mezzamela appunto, dร  alla simbologia della metร  del frutto una nuova veste, sempre filosofica ma piรน moderna.  

Mezzamela รจ il simbolo di un senso di inadeguatezza nei confronti della persona che ci piace, una percezione che permea soprattutto la fase di crescita piรน delicata e temuta dai genitori, lโ€™adolescenza. 


Mentre io, non soโ€ฆ mi sembra di essere ancora un poโ€™ ragazza e un poโ€™ bambina. Nรฉ carne nรฉ pesce, come dice sempre il nonno. Mi sento come se Marco fosse diventato allโ€™improvviso una bella mela succosa e io, invece, fossi ancora tipo a metร . Una mezzamela. 


Nello stesso tempo รจ un concetto che non tiene conto del valore intrinseco dellโ€™individuo ma solo del suo involucro. 

In questo senso ribaltiamo il mito: noi siamo interi ed รจ lโ€™incontro con lโ€™amore a spezzarci a metร , permettendoci di mettersi a nudo, di farsi guardare dentro. 


La veritร  รจ che noi prima di incontrare lโ€™amore siamo mele intere, e troppo spesso agli altri ci piace mostrare solo la nostra buccia lucida, e fermarci a quella. Ma poi, quando abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno che ci fa battere il cuore davvero, รจ allora che lโ€™amore ci spezza a metร , facendoci diventare mezzemele. Nel senso che ci offre lโ€™opportunitร  di mostrare quel che siamo davvero, ciรฒ che abbiamo dentro, proprio come i semini di una mela. 


Sono personaggi giร  conosciuti nel precedente romanzo per ragazzi โ€œViola e il bluโ€ i protagonisti di questo tenero racconto sul passaggio dallโ€™amicizia allโ€™amore con tutti i timori e lโ€™impaccio che porta con sรฉ, ma attraverso cui lโ€™autore accarezza una serie di altri temi importanti, su cui riflettevo, permangono grosse mancanze dal punto di vista educativo, non solo da parte delle famiglie ma della societร  in generale. 

Perchรฉ nessuno ci parla mai di sentimenti, di emozioni, della dirompenza e della percezione differenti che avranno nelle varie stagioni della vita e di conseguenza ci troviamo spesso impreparati a gestirli e affrontarli. 

Ed รจ cosรฌ che davanti a qualcosa che non conosciamo e non sappiamo maneggiare la nostra fragilitร  diventa un problema, un ostacolo, una cosa da nascondere o camuffare perchรฉ รจ proprio lรฌ dove siamo frangibili che diventiamo piรน vulnerabili ed esposti al dolore e, di conseguenza, piรน deboli. 


ยซBeโ€™, soprattutto perchรฉ hanno paura di sembrare deboli. Ma non รจ colpa loro, รจ che non sono molto abituati a gestire i loro sentimenti, ad accettare le loro fragilitร , non glielo insegna nessuno. E non cโ€™รจ nulla al mondo che ti faccia sentire fragile come lโ€™amore per qualcunoยป. 


Matteo Bussola ci dice invece che non รจ cosรฌ, non siamo deboli, siamo solo destabilizzati, perdiamo un poโ€™ lโ€™equilibrio di fronte a emozioni nuove. 

Come lo sono Marco e Viola legati da una profonda amicizia che non sanno come gestire il mutare dei loro sentimenti. 

Nelle loro riflessioni e nei dialoghi con i personaggi di contorno emerge lโ€™educazione sentimentale di questo autore capace di trattare amicizia, pregiudizio, crescita e confronto con tatto e una certa attitudine. 

Sรฌ parla di stereotipi di genere, del giudizio degli altri, della paura di mostrare le proprie debolezze, della difficoltร  di capirsi e di comunicare, del coraggio di mettersi a nudo, dellโ€™importanza dellโ€™amicizia e del dialogo. 

Un libro consigliatissimo ai ragazzi che possono identificarsi con i due protagonisti e le loro vicende, ma anche ai genitori per avere un assaggio di come si dovrebbe comunicare con i propri figli soprattutto nellโ€™etร  dellโ€™incertezza quando non sono nรฉ carne nรฉ pesce.

O come si definisce Viola nel libro, quando non sono ancora maturi come una mela succosa, ma assomigliano di piรน a una mezzamela.ย 


IL MARE GUARISCE di Monica Peccolo

IL MARE GUARISCE di Monica Peccolo

Titolo: Il mare guarisce
Autore: Monica Peccolo
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 22 febbraio 2023
Editore: Self Publishing

TRAMA


โ€œLสผamore si costruisce attraverso i piccoli gesti quotidianiโ€

Le giornate di Viola, dopo il divorzio, sono occupate dalla cura della figlia Lisa, quattro anni, e dalla sua professione di veterinaria allสผacquario di Livorno.

Per Kai la ricerca scientifica รจ una vocazione; si รจ specializzato per lavorare in Antartide, nella base piรน estrema del mondo, dove trascorre molti mesi lสผanno come un eremita.

Nel Parco Nazionale dellสผArcipelago Toscano iniziano a verificarsi anomali spiaggiamenti di tartarughe, viene deciso di ricercarne la causa affidandosi a degli esperti. Cosรฌ, i due scienziati, si trovano a collaborare per capire lสผorigine del preoccupante fenomeno.

Interrotti dal virus che ferma il mondo, anche le loro vite ne sono sconvolte. Ciรฒ che รจ dato per scontato si ribalta e, la quarantena insieme, diventa unสผ ottima palestra per costruire il loro amore.

Perchรฉ anche nei tempi piรน bui รจ possibile scoprire la propria fonte di luce.

RECENSIONE


In occasione dellโ€™ultimo FRI, lโ€™evento che riunisce amanti ed estimatori del genere romance dello scorso marzo ad Assago mi รจ capitato tra le mani questo libro di Monica Peccolo, autrice livornese che รจ stata una piacevole scoperta.ย 

โ€œIl mare guarisceโ€ il libro in questione รจ un romanzo che potrei definire ibrido, a metร  strada tra romance e narrativa sentimentale e che in virtรน di questa sua duplice identitร  ho trovato originale. 

Finalmente una prospettiva un poโ€™ nuova che ha saputo intrecciare elementi molto distanti tra loro in modo armonico. 

Le tematiche predominanti sono il rispetto e la cura dellโ€™ambiente, nello specifico del mare e delle sue creature, che si intersecano nella narrazione con il lock down a cui ci ha costretti la pandemia. 

E devo dire che in entrambi gli scenari va dato il merito allโ€™autrice di non essere mai scivolata nella retorica o nel giudizio nonostante si possano considerare due temi scottanti, sicuramente attuali ma spinosi. 

Non semplice costruire una trama su due basi cosรฌ differenti eppure Monica Peccolo ci รจ riuscita dando a tutto lโ€™ impianto narrativo un perfetto equilibrio. 

Ambientato nella meravigliosa cornice del Parco dellโ€™arcipelago toscano ci presenta due tipi diversi di narrazione: la prima ci introduce alla scoperta dei protagonisti dal punto di vista professionale. 

Uno scienziato nomade e una veterinaria dellโ€™acquario di Livorno, coinvolti in un viaggio di ricerca nelle isole dellโ€™arcipelago che immerge il lettore nel fascino e nella bellezza di queste terre, grazie a descrizioni accurate dei paesaggi e delle attivitร  professionali, degli animali e delle atmosfere che si vivono stando in mare, senza risultare mai noiose o prolisse, tuttโ€™altro . 

Un mondo pieno di vita ma fragile, minacciato dalle azioni umane che i protagonisti Viola e Kai cercano di difendere con il loro lavoro. 

E poi accade che le parti si invertono e sembra essere la natura a costituire una minaccia per lโ€™esistenza dellโ€™uomo. 


ยซNo, a casa tutto bene. Mi hanno dettoโ€ฆ ho controllato in rete. Hanno esteso la zona rossa a undici comuni fra Lombardia e Venetoยป li informรฒ con tono allarmato. 


Dalle spiagge dellโ€™ arcipelago ci ritroviamo nella casa di Viola, il primo lock down costringe Kai alla convivenza con la veterinaria e la figlioletta di 4 anni e si assiste ad un cambio di registro narrativo: meno descrizioni rispetto alla prima parte, piรน dialoghi, riflessioni interiori dei personaggi, si entra nei loro pensieri, paure, desideri, nella loro vita al di lร  del lavoro. 

Lโ€™autrice tratteggia due persone ordinarie, una mamma single lavoratrice che deve camminare in equilibrio tra la quotidianitร  e il mestiere di genitore e uno scienziato che ha scelto un altro tipo di isolamento come rifugio a paure e fallimenti passati, con i quali รจ immediato e spontaneo immedesimarsi. 

Due di noi insomma, catapultati perรฒ allโ€™improvviso in un momento storico surreale ma necessario. 

รˆ forte in questa parte del racconto la similitudine tra lโ€™immobilitร  del momento storico e la quiete che caratterizza le profonditร  dellโ€™ambiente marino. 


Viola pensรฒ che, forse, nellสผera moderna per la prima volta i due emisferi, terrestre e acquatico, sperimentavano una vicinanza di quel tipo. Era quella la pace che si viveva immersi negli oceani e a cui le creature marine erano abituate? 


Entriamo nella quotidianitร  dei protagonisti che perรฒ non รจ scandita dalla normalitร  ma da una chiusura forzata di ogni attivitร  umana allโ€™interno della quale la relazione tra i due evolve non senza difficoltร  proprio attraverso piccoli gesti quotidiani di condivisione e resilienza. 

Sono proprio questi a rappresentare la forza del racconto, i piccoli gesti quotidiani che sono gli stessi che scandiscono le nostre giornate e i nostri rapporti umani, a testimoniare che si possono narrare amore, forza e perdono senza grandi scenari o trame dagli intrecci troppo complicati, tenendo lโ€™attenzione del lettore comunque alta. 

รˆ in questa seconda parte del libro che si entra nella vita interiore dei personaggi e nelle difficoltร  e nelle fragilitร  che si portano dietro, complicati dalle circostanze estreme del lock down. 


ยซSono sempre complicati i rapporti familiari.ยป ยซQuando diventi genitore, analizzi spesso il tuo presente e il tuo passato, scopri e comprendi molto. 


Genitorialitร , gestione dei conflitti, impegno ambientale, costruzione di una relazione, capacitร  di autoanalisi, resilienza, amicizia, professionalitร , sacrificioโ€ฆ 

Tante tematiche ma un unico forte messaggio, semplice ma chiaro: 


ยซQuesta prima pandemia dellสผera moderna ci ha ricordato che la nostra identitร  รจ profondamente intrecciata con quella degli altri ecosistemi del pianeta. Lโ€™idea che siamo parte della natura e non separati da essa, รจ un concetto che le nostre societร  ultra tecnologiche sembrano aver dimenticato.ยป 


Cosรฌ alla fine della lettura il titolo del libro acquisisce agli occhi del lettore una doppia valenza: il mare รจ in grado di guarire lโ€™animo umano per la bellezza e la quiete che รจ in grado di regalare a chi sa rispettarlo, e guarirร  dai suoi mali se tutti insieme metteremo impegno e azioni concrete per fermare la sua distruzione i cui effetti stanno giร  minando la coesistenza tra uomo e natura. 


Per qualche minuto, ogni preoccupazione era accantonata dinnanzi allโ€™immobile quiete del mare che tutto guariva. La Natura infettava e sanava: era cosรฌ da milioni di anni. 


VYNNYKI BAZAR di Massimiliano Alberti

VYNNYKI BAZAR di Massimiliano Alberti

Titolo: Vynnyki Bazar
Autore: Massimiliano Alberti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 dicembre 2022
Editore: Infinito Edizioni

TRAMA


Il Vynnykivskyi bazar รจ uno dei dodici mercati di Leopoli. Qui Oleh trascorre la sua infanzia aiutando i genitori al banco di frutta e verdura di famiglia. Fra quelle baracche di legno crescono anche Arseniy, Carpa e Mariya. Diventato adulto, Arseniy fa di tutto per imbarcarsi su una nave il cui equipaggio รจ dedito alla difesa dei cetacei attorno alle isole Fรฆr ร˜er. Mariya supera lโ€™esame per una borsa di studio che la porta a trasferirsi a Trieste. Se la massima aspirazione di Carpa รจ continuare a lavorare al bazar, per Oleh invece lasciare quelle mura diventa una sfida con se stesso fino a rendersi conto che l’unica via dโ€™uscita รจ di darsi da fare sui libri. Ma il 24 febbraio 2022 la Russia invade lโ€™Ucraina e qualcosa per loro e per la storia cambia per sempre.

RECENSIONE


รˆ nel mese di dicembre che ho avuto lโ€™occasione di assistere alla presentazione del terzo libro di Massimiliano Alberti che riesce sempre a vestire i suoi lavori con copertine particolari che catturano immediatamente la mia curiositร .ย 

Un titolo altrettanto insolito che subito fa immaginare unโ€™ambientazione lontana, chissร  se solo nello spazio o anche nel tempo mi sono chiesta. 

La lettura poi mi ha portata a considerare che il Vynnyki Bazar lo รจ in entrambi i casi.ย 

Un luogo e un tempo che diventano palcoscenico su cui mettere in scena un tema caro a questo autore e cioรจ la difficoltร  di crescere e da cui il lettore trae unโ€™ implicita riflessione: vivere richiede una certa dose di coraggio.ย 

Massimiliano Alberti con il garbo e la malinconica dolcezza che caratterizzano le sue narrazioni, racconta anche lโ€™altra faccia della medaglia e cioรจ che avere coraggio implica avere anche paura. 

La paura di crescere, di cambiare, di restare indietro, di non farcela. 

Emozioni contrastanti, che incalzano soprattutto durante il passaggio allโ€™etร  adulta, di cui lโ€™autore ci narra attraverso le vicende del giovane Oleh e dei suoi amici tutti cresciuti nel contesto del Vynnyki Bazar, uno dei tanti mercati di Leopoli in Ucraina. 

Ragazzi che si trovano a sperimentare ognuno a modo proprio il difficile compito di diventare grandi e in qualche modo affrancarsi da unโ€™esistenza fatta di contorni spesso ruvidi. 

Come รจ solito fare, questo autore racconta in particolare i turbamenti, le domande, i dubbi e le ribellioni dellโ€™adolescenza, con una capacitร  narrativa che ha un sapore familiare e che mi fa sempre tornare indietro nel tempo, con un misto di nostalgia. 

Oleh, Arsiny, Marya e Carpa sembrano avere un destino giร  segnato come puรฒ esserlo quello di coloro che non nascono negli agi ma in un contesto piรน duro come quello che dร  il titolo al romanzo, descritto con grande attenzione e cura di particolari. 

รˆ un’ambientazione questa che il lettore โ€œsenteโ€ oltre che immaginare, sicuramente a causa della attuale guerra in corso in territorio ucraino, ma a mio avviso anche e soprattutto grazie alla capacitร  stilistica dellโ€™autore che con uno stile semplice e diretto trasporta il lettore allโ€™interno di questo luogo come fosse una dimensione.  

Il Vynnyki Bazar infatti non รจ solo un mercato, un posto in cui lavorare o unโ€™ambientazione, ma รจ il simbolo della paura e del coraggio che ci vogliono a lasciare quello che pensiamo essere il nostro posto nel mondo.ย 

Un microcosmo che non รจ accogliente nรฉ rassicurante ma che รจ comunque lโ€™unica realtร  conosciuta e che quindi รจ difficile lasciare perchรฉ andare verso lโ€™ignoto spaventa. 


Nel mio immaginario il portone del bazar appariva cosรฌ alto che non potei non chiedermi se fossi mai riuscito a vedere oltre.  


Se inizialmente Oleh non si pone nemmeno il problema di quale sarร  la sua vita, รจ nel confronto con i suoi coetanei che comincia a insinuarsi in lui il timore di restare indietro, di rimanere fermo e di conseguenza solo. 


Le giornate a venire furono un clichรฉ dei plurimi ritrovi presso le scalette colorate, con la sola differenza che piรน il tempo scorreva, piรน ognuno di noi portava con sรฉ lโ€™irrequietezza di voler correre verso una meta propria. 


Uno dei messaggi piรน significativi del libro รจ che per andare incontro al futuro e cercare di diventare qualcosa di piรน lโ€™unico mezzo รจ la cultura. 

Uno strumento che faccia della vita non solo sopravvivenza ma realizzazione di sรฉ, una spinta ad avere aspirazioni. 

Un particolare che il protagonista coglie in questo passo e che lโ€™autore ha immortalato in immagine nella stessa cover del libro. 


Dopo pochi metri, perรฒ, qualcosa in alto mi distrasse. Incastonato sulla parete di una casa che si affacciava verso il bazar, cโ€™era un mosaico con raffigurate due donne: una teneva fra le braccia un mazzo di spighe, lโ€™altra aveva un libro aperto tra le mani. 


Lโ€™autore caratterizza personaggi molto diversi tra loro per cui รจ impossibile non provare empatia o identificarsi con essi. 

Ripercorriamo le stesse fragilitร  che spingevano anche noi da ragazzi a mostrarci piรน in gamba, piรน interessanti e piรน forti di quello che in realtร  eravamo. 

Il libro รจ breve perchรฉ come lo stesso autore mi ha raccontato il suo era il desiderio di dare alla storia unโ€™impronta da sceneggiatura ma ciรฒ non toglie che sia ricco: ritroviamo unโ€™Ucraina che conserva ancora le tracce del suo legame con la Russia, i movimenti politici che guardano allโ€™ingresso in Europa, ci sono lโ€™amata Trieste, la durezza della vita in un paese che cerca di affermare una propria identitร  e la speranza di renderla migliore. 

E infine come tristemente la cronaca ci racconta cโ€™รจ la guerra. 

Sarร  proprio il conflitto tuttora in corso a mettere i ragazzi del bazar ormai adulti davanti al destino che li attende, riportando i desideri passati, le paure e i progetti su tuttโ€™altro piano. 


Ma a un tratto quel Paese che guardavano con malinconia, come quando ci si incanta davanti a un carillon, smise di suonare il tenero motivo della loro infanzia. I confini dellโ€™Ucraina avevano iniziato a scricchiolare e dai telegiornali traspariva lโ€™orribile presagio che la terra stesse per staccarsi fra due realtร . 


ย 

FAME D’ARIA di Daniele Mencarelli

FAME D’ARIA di Daniele Mencarelli

Titolo: Fame d’aria
Autore: Daniele Mencarelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2023
Editore: Mondadori

TRAMA


Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D’un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdรฌ pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese piรน vicino, Sant’Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall’auto รจ evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l’auto, padre e figlio trovano ospitalitร  da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, รจ proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant’Anna del Sannio, poche centinaia di anime, รจ un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c’รจ Gaia, il cui sorriso รจ perfetta sintesi del suo nome. Sarร  proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneitร  ogni apparenza. Perchรฉ Pietro รจ un uomo che vive all’inferno. “I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalitร  รจ una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto piรน se hai un solo reddito, diventa una maledizione.” Ma la povertร  non รจ la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all’altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, perรฒ, si troverร  di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l’umanitร  che ancora resiste, fatta il piรน delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con “Fame d’aria”, Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti piรน intensi: l’amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

RECENSIONE


Questa recensione nasce non solo dopo aver letto il nuovo libro di Daniele Mencarelli ma anche dopo aver assistito alla presentazione del medesimo presso la rassegna โ€œRomans Dโ€™autore.โ€ 

Posso dire che sentir parlare questo scrittore รจ stata unโ€™esperienza che ha dato un valore aggiunto alle riflessioni scaturite da questo libro, un piacere e unโ€™emozione poter ascoltare un grande comunicatore come lui. 

Lo stesso tipo di comunicazione che egli mette nelle sue pagine, senza sconti, senza fronzoli, diretta, asciutta, intensa, forte, vera. 

Fame dโ€™aria ne รจ un esempio, ultimo suo lavoro che tratta un tema di cui si parla poco o comunque superficialmente, come egli stesso afferma durante la presentazione. 

Un romanzo incentrato sulla disabilitร  vissuta dal punto di vista genitoriale, che mostra senza pudore alcuno (e fa bene a farlo secondo me) quanto unโ€™esistenza come quella del protagonista possa consumare fino a lasciare il vuoto dentro e intorno. 

Pietro รจ un uomo a cui รจ capitato un figlio gravemente disabile, una disabilitร  che ha finito per fagocitare ogni altro aspetto della sua vita, schiacciato non solo dalla quotidianitร  con Jacopo, che necessita di assistenza assidua e continua, ma anche dalle gravi condizioni economiche in cui versa. 

Un mix letale per qualsiasi esistenza che voglia significare vivere e non solo esistere appunto, letale per il cuore di Pietro che un poโ€™ alla volta negli anni finisce per inaridirsi. 

Un cuore che non sente piรน niente se non un odio profondo per un destino tragico. 


In quel momento, anche il suo dolore, quello che lo accompagnava dalla prima volta in cui gli comunicarono che il figlio era malato, assunse altra forma. Da dolore a repulsione. A odio. 


Un abito perfettamente cucito addosso a questa storia titolo e cover del libro che sebbene possano risultare inizialmente quasi disturbanti, risultano invece perfetti al termine della lettura. 

Perchรฉ bisogna dirlo questa รจ una storia a tratti disturbante, come lo รจ lo stesso Pietro durante lo scorrere della vicenda, un uomo svuotato, cinico, duro fino quasi a essere brutale. 

Non si puรฒ non comprendere perรฒ che ha tutte le ragioni per esserlo diventato, grazie ad una serie di flashback nella narrazione grazie ai quali intravediamo sempre piรน il fondo nero e buio del baratro in cui egli รจ imprigionato. 

Ed รจ fotografando attraverso le parole unโ€™esistenza come purtroppo ne esistono molte simili a quelle di Pietro e Jacopo che Mencarelli denuncia due grosse piaghe della societร  odierna: lโ€™isolamento e lโ€™abbandono. 

Non ci sono persone accanto a questa famiglia ad alleviare le incombenze e le sofferenze di una vita completamente dedicata ad un altro essere umano che non puรฒ fare niente autonomamente nรฉ istituzioni. 

Un urlo forte quello dellโ€™autore contro lโ€™indifferenza, il disinteresse e la discriminazione in cui versano molte famiglie che ogni giorno fanno i conti con la disperazione e a cui vanno i suoi ringraziamenti al termine del libro: ai dimenticati. 


Quando Pietro ascoltรฒ per la prima volta la voce di suo figlio esibirsi, ancora incerta ma piena di determinazione, in quelle due magnifiche sillabe, papร , si sentรฌ realizzato come ogni uomo che si scopre riamato dal suo amore piรน grande. Poi venne la notte. Questa รจ lโ€™immagine che Pietro ha del suo passato. Scese, senza furia, un tanto al giorno, una tenebra piรน fitta della morte. 


Ecco perchรฉ il titolo del libro รจ incredibilmente centrato perchรฉ รจ proprio questa la sensazione che si avverte ad entrare nei pensieri di Pietro, la mancanza di ossigeno. 

La sensazione che suscita vivere in una notte eterna come รจ la vita di questo personaggio รจ infatti lโ€™apnea, e il buio evoca proprio uno spazio chiuso, piccolo, soffocante che sta a simboleggiare la vita del protagonista, cioรจ unโ€™esistenza senza via dโ€™uscita, una scatola chiusa in cui non filtra aria e da cui รจ impossibile uscire. 


Ha fame dโ€™aria. รˆ come se la realtร  gli si stringesse addosso. 


Mencarelli racconta infatti un dolore a cui non cโ€™รจ rimedio che mette alla prova qualsiasi residuo di umanitร . 

Ma spesso lโ€™umanitร  stessa riesce a resistere dove non lo crederesti possibile, riesce ad assumere forme e modi inattesi, improbabili e impensabili, come un fiore che nasce dal cemento. 

In questo caso assume le fattezze di persone incontrate per caso, in un paese sperduto e in declino come Santโ€™Anna del Sannio che lโ€™autore immortala nel cuore del lettore in questo bellissimo passaggio: 


Arroccata alla sua collina, illuminata da un sole stretto in mezzo a nuvole gigantesche, incombenti, Santโ€™Anna del Sannio si mostra nella sua piccolezza. Vista da cosรฌ, nemmeno il cuore prosciugato di Pietro riesce a impedirsi quello che gli occhi comandano. รˆ bella. Santโ€™Anna del Sannio รจ bella. Come quei presepi impolverati, buttati dentro scatole riposte in cantina, da anni utili a nessuno. 


Calzante questo riferimento ad un presepe abbandonato, un posto in cui il futuro sembra non poter entrare e che รจ lo scenario ideale per Pietro che non puรฒ immaginare un domani diverso dal proprio presente.  

Eppure proprio in questo piccolo paese dimenticato del Molise si nasconde la via della speranza, composta da una parola gentile, da un piatto caldo, da un sorriso sincero, da un panorama mozzafiato. 

Piccoli gesti, sguardi. 

Attimi, come quelli in cui Pietro trova un lieve sollievo, tra il sonno e il destarsi come se il sogno fosse lโ€™unica via di fuga ad una realtร  invivibile. 

Ecco cosa vuole dirci lโ€™autore: la bellezza รจ fatta di piccole cose ma sono proprio queste a salvarci. 

E se non ci salvano per lo meno ci mostrano che puรฒ ancora esistere speranza. 

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

Titolo: L’amico ritrovato
Autore: Fred Uhlman
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 27 dicembre 2012
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno รจ figlio di un medico ebreo, l’altro รจ di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame รจ spezzato. “L’amico ritrovato” รจ apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed รจ poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Introduzione di Arthur Koestler.

RECENSIONE


Ci sono temi e argomenti di tale durezza e dolore a volte che si pensa sia possibile parlarne solo in certi termini, come se la violenza e lโ€™odio potessero essere raccontati solo mostrandola spietatamente e senza filtri. 

Non รจ cosรฌ. 

Spesso si puรฒ parlare di dolore solo facendolo filtrare tra le righe, come un sottofondo che fa capire la drammaticitร  di certi eventi proprio invece grazie a parole del tutto opposte: quelle sullโ€™amore, sui sogni, sullโ€™amicizia, sulla giovinezza. 

Fred Hulman lo ha fatto, raccontando di unโ€™amicizia tra due sedicenni nella Germania degli anni piรน terribili della storia. 

Lโ€™amico ritrovato racconta attraverso gli occhi e i ricordi di Hans ormai adulto la sua profonda per quanto breve amicizia con un nobile coetaneo ai tempi della scuola, Konradin, conte di Hohenfels. 


Poi con un gesto stranamente goffo ed impreciso, mi strinse la mano tremante. โ€œCiao, Hans,โ€ mi disse e io allโ€™improvviso mi resi conto con un misto di gioia, sollievo e stupore che era timido come me e, come me, bisognoso di amicizia. 


Di per sรฉ le amicizie formatesi in giovinezza tendono a essere fatte di una lega dura, solida nella sua costruzione ma tenera nella sostanza composta di istinto, cuore, genuinitร  e sogni, perchรฉ la realtร  delle esperienze non hanno ancora intaccato la purezza dello spirito. 

Se perรฒ a tutto ciรฒ aggiungiamo il fatto che i due ragazzi in questione sono il figlio di un medico ebreo e il rampollo di una nobile famiglia filonazista negli anni 30 allora un legame cosรฌ puรฒ assumere connotazioni ancora piรน importanti. 

Ce la farร  un affetto cosรฌ forte come quello tratteggiato a resistere ad un background agli antipodi, alle diversitร  di pensiero, di religione, al condizionamento delle famiglie, allโ€™ideologia nascente e dilagante del disprezzo e dellโ€™odio razziale? 

Tutto questo รจ condensato in poche pagine, perchรฉ piรน che un romanzo questa รจ una novella che perรฒ ha tutte le caratteristiche del romanzo, solo in miniatura, come viene spiegato nella prefazione: uno stile molto descrittivo, tanto da immergere il lettore nei verdi paesaggi della Svevia, nei suoi colli azzurrini, e nei profumi della Foresta Nera, dove i boschi scuri, odorano di funghi e di resina, una narrazione in prima persona volta a rievocare il passato, che avvicina molto il lettore al narratore e alla sua sensibilitร  di sedicenne immerso nelle fatiche adolescenziali, che si nutrono dellโ€™insicurezza di sรฉ e dellโ€™ lโ€™incertezza del futuro, in cui tutti possiamo riconoscerci nonostante il periodo storico differente. 


Non andavo mai a casa loro nรฉ loro venivano mai a trovare me. Un altro motivo della mia freddezza, forse, era che avevano tutti una mentalitร  estremamente pratica e sapevano giร  cosa avrebbero fatto nella vita, chi lโ€™avvocato, chi lโ€™ufficiale, chi lโ€™insegnante, chi il pastore, chi il banchiere. Io, invece, non avevo alcuna idea di ciรฒ che sarei diventato, solo sogni vaghi e delle aspirazioni ancora piรน fumose. Volevo viaggiare, questo era certo, e un giorno sarei stato un grande poeta. 


Man mano che si procede nella lettura si passa ad una narrazione che comincia a far intravedere il precipitarsi degli eventi, che annunciano lโ€™oscuritร  che sta per ammantare la ridente e vivace Stoccolma. 


Il lungo e crudele processo che mi avrebbe portato a perdere le mie radici era iniziato e giร  le luci che avevano guidato il mio cammino si stavano affievolendo. 


Non si viene perรฒ afferrati dallโ€™angoscia perchรฉ i terribili eventi che si stanno affacciando al presente dei due protagonisti vengono fotografati nella loro assurditร  proprio attraverso i pensieri dei due ragazzi cosรฌ presi, immersi e coinvolti nel fondamento del loro affetto amicale che i fatti storici finiscono per restare in secondo piano, sullo sfondo di cui parlavo allโ€™inizio. 

Il lettore sa quale sarร  la gravitร  e la portata di tali eventi ma sente, anche grazie alla profonditร  e al realismo descrittivo dellโ€™ ambientazione sia fisica che temporale con cui lโ€™autore racconta questo legame, che un affetto di tale portata in qualche modo dovrร  per forza sopravvivere allo tsunami che sta per abbattersi sullโ€™Europa e sul mondo. 

Il lettore spera quindi, perchรฉ รจ proprio la speranza che ha resistito nei tremendi anni del nazismo e della guerra. 

Una lettura questa che รจ stata assegnata a mio figlio quattordicenne per le vacanze natalizie e che mi รจ capitata quindi per caso, ma non a caso in questo periodo. 

Ho deciso di leggerlo ed รจ stata una scoperta, nella sua semplicitร  e brevitร  รจ stata una carezza, un tocco di tenerezza e nostalgia che mi hanno commossa. 

Adatta per questo sia a ragazzi che adulti. 

Da questo libro รจ stato tratto anche un film del 1989 di produzione francese per la regia di Jerry Schatzberg. 

Un racconto che commuove, per tutti coloro che desiderano ricordare e hanno ritrovato qualcosa o qualcuno nonostante pensassero di averlo perso per sempre. 


QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

QUANDO TUTTO SEMBRA IMMOBILE di Roberto Emanuelli

Titolo: Quando tutto sembra immobile
Autore: Roberto Emanuelli
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: ottobre 2022
Editore: Sperling & Kupfer

TRAMA


Roma, 2022. Erba appena calpestata, pini mossi dal vento e sale. รˆ di questo che profuma il quartiere in cui Daniele รจ cresciuto. Un quartiere di periferia, dove tutti si conoscono e si aiutano, ma dove basta un attimo per prendere la strada sbagliata. Ed รจ qui che, dopo tanti anni, Daniele ha deciso di tornare per cercare conforto: Margherita, lโ€™unica donna che ha mai amato, se nโ€™รจ andata. Lui รจ distrutto ma non riesce ad ammetterlo. Con nessuno, nemmeno con gli amici che pure sono sempre al suo fianco. Daniele รจ fatto cosรฌ: ha un universo di emozioni nascosto in fondo al cuore, ma non รจ capace di esprimerlo. La vita รจ stata dura con lui e gli ha insegnato che, per non soffrire, i sentimenti vanno celati, soffocati. รˆ come se fosse paralizzato, in trappola, mentre una guerra silenziosa lo agita nel profondo. Una guerra che non puรฒ vincere. Contro se stesso, contro Margherita, contro il suo passato. Ma รจ proprio la lotta con il passato che lo porta a intraprendere un lungo e doloroso viaggio. Ciรฒ che scoprirร  alla fine del cammino, perรฒ, รจ che la felicitร  รจ sempre stata a un passo da lui. Perchรฉ, a volte, bisogna restare immobili per andare avanti.

RECENSIONE


Alcuni libri hanno il pregio di riuscire a trasportarci in una dimensione che รจ o รจ stata nostra, evocando lโ€™essenza di un momento vissuto, la sensazione di dejavu, la familiaritร  con tratti caratteriali che ci appartengono, momenti dellโ€™esistenza che sono o sono stati fotocopia della nostra.

La scrittura di Roberto Emanuelli รจ in grado di far sentire i pensieri e gli stati dโ€™animo dei suoi personaggi, nodi in gola, nostalgia, inquietudine, tenerezza.

รˆ attraverso il protagonista del libro, Daniele, un personaggio tra i piรน autobiografici tra quelli dei suoi precedenti lavori, che lโ€™autore ci fa sentire tutto quello che anche questo protagonista prova e che si percepisce essere anche molto vissuto dellโ€™autore.

Piรน di tutte rispetto alle altre Daniele ci fa percepire lโ€™immobilitร  citata nel titolo.


Forse, mi dico, dovrei farmi aiutare, dovrei parlare con qualcuno: forse potrei convivere meglio con quello che ho dentro, con questa mia sensibilitร  troppo grande per un mondo che corre e corre e mi fa sentire piccolo, inadeguato, in affanno, indietro. Mi immobilizza. Ecco, mi sento immobile, affacciato a una finestra, a guardare la vita degli altri che passa.


Unโ€™immobilitร  a cui la storia dโ€™amore con Margherita non sopravvive e che lo costringe a una continua lotta con sรฉ stesso e con la sua incapacitร  a manifestare le emozioni, a vivere sempre con il freno a mano tirato, atterrito dalla paura, dalla sensazione di inadeguatezza.

Vi รจ mai successo di sentirvi cosรฌ?

Fermi, prigionieri, come con i piedi nel fango, incapaci di uscire da una dimensione, dalla solitudine, dalla prigione dello spirito?

Come afferma Roberto Emanuelli, provare lโ€™immobilitร  dellโ€™anima, sentirsi intrappolati dai nostri stessi pensieri, non riuscire a riempire quel buco interiore che divora da dentro puรฒ rappresentare una condanna.

Chi lโ€™ha provato su di sรฉ, chi ne รจ tuttora prigioniero e chi ci sta combattendo lo sa bene.

Potendo assistere alla presentazione del libro di persona ho constatato che anche lโ€™autore lo sa bene e ha voluto condividerlo con i suoi lettori proprio attraverso questo protagonista, un uomo in lotta con le sue paure, incapace di esprimere le proprie emozioni, al contrario impegnato perennemente a soffocarle, schiavo delle sue ossessioni unico appiglio in una realtร  che sembra subire, e che sono lโ€™unica cosa che lo aiutano ad andare avanti.

Daniele รจ stato un personaggio che mi ha suscitato sensazioni opposte: da un lato la fatica del sentire questo dolore cosรฌ impregnante in vari aspetti della sua vita e cosรฌ familiare per alcuni aspetti, dallโ€™altro il fascino esercitato da un uomo cosรฌ problematico.

Credo che questโ€™ ultimo aspetto sia da ricondurre al fatto che quella stessa tenebra che lo avvolge e lo tormenta รจ anche il tratto che ne decreta la grande fragilitร  e di conseguenza la spiccata sensibilitร .

Un dualismo che credo sia ben rappresentato da questo estratto:


Non so farmi scivolare facilmente le cose di dosso. Non ne sono mai stato capace. Io che mi innamoro delle stelle in quel cielo blu e illuminato, mentre dentro di me รจ tutto troppo buio e pieno di guerra per raccontarlo.


Daniele si fa attraversare dalle cose che gli si radicano dentro, non sa farle scivolare via e con lui le sentiamo anche noi lettori, incastrati sempre piรน pagina dopo pagina nella profonditร  di questo abisso che si apre anche al nostro sentire attraverso i suoi pensieri, ossessivi, cupi a volte, ostinati.


Questa fitta profuma di stazioni abbandonate, colme di malinconia e solitudine. Io le sento le cose, quando arrivano, quando restano, quando se ne vanno: รจ la mia condanna.


Una condanna verso cui comunque egli non si dimostra mai passivo: la guerra che sente dentro la combatte strenuamente, usando tutti gli strumenti che ha a disposizione e che รจ in grado di esercitare nella forma di atteggiamenti ossessivi, fobie, piccole manie.

รˆ una lotta contro se stessi quella che ci racconta lโ€™autore in cui la storia del protagonista non รจ niente altro che il tentativo di sopravvivere a questa guerra.

Ben costruita la narrazione in unโ€™alternanza di presente e passato attraverso cui riusciamo a conoscere meglio Daniele e a cogliere sempre di piรน questo suo essere intrappolato, fin dai tempi della sua formazione.

Questa infatti รจ anche una storia che parla di famiglia e di quanto abbia il potere di plasmarci cosรฌ come lโ€™ambiente in cui nasciamo.

Lโ€™ autore ci racconta della sua amata Roma, dei suoi angoli meno luminosi, quelli di periferia dove non tutti si salvano ma nemmeno soccombono.

Ci racconta della paura dellโ€™abbandono, della solitudine, di un sogno dalle forme di torte e meringhe, di fratellanza, di amici e amori e uno degli aspetti che piรน mi hanno colpita, anche dei profumi.

Il profumo di un luogo, di una situazione, di uno stato dโ€™animo:


Che non รจ mai solo il profumo vero di quella cosa. Il mare, per me, non odora solo di mare, ma anche di mandarino, di albero di Natale, di albe al campeggio, di foglie mosse dal vento, di promesse che sapranno resistere a tutto senza infrangersi mai.


Lo fa utilizzando passaggi degni della poesia piรน sensibile, tracce disseminate sulle pagine di un cammino di crescita personale, fatto di consapevolezza e trasparenza che poi si rivela anche dal punto di vista artistico.

รˆ lo stesso autore a raccontarlo in occasione del firma copie del libro a cui ho assistito durante il quale con totale onestร  spiega come โ€œQuando tutto sembra immobileโ€ รจ coinciso con un nuovo percorso rispetto ai suoi libri precedenti e che corrisponde anche  allโ€™aver affrontato disturbi e difficoltร  proprie di unโ€™anima sensibile, emotiva, a volte fragile.

ยซIl problema siamo noi esordisce davanti alle sue lettrici in quellโ€™occasione.ยป

Una consapevolezza di cui Daniele รจ lโ€™emblema e attraverso cui lโ€™autore ci sta anche dicendo che รจ una lotta certo, ma una lotta che si puรฒ vincere, perchรฉ a forza di provarci dallโ€™ immobilitร  si puรฒ uscire.