MISTY di Mary Lin

MISTY di Mary Lin

Titolo Misty
Autore Mary Lin
Serie: Red Oak Manor Collection
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: POV alternato (Connor, Misty)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 16 Marzo 2022
Editore: Self Publishing

TRAMA


Per Connor Reyes il maniero è casa.
Rigido, schematico, severo, ha fatto sue le regole dell’istituto e il suo obiettivo è difendere Red Oak Manor e i ragazzi che vivono lì.
Tutto procede in maniera lineare, fin quando a varcare i cancelli arriva una ragazzina che rischia di minare la sua stoica pazienza.

Per Misty Clark l’istituto è una condanna.
Problematica, sprezzante, insolente, non segue alcuna regola e il suo unico obiettivo è riuscire a scappare dall’incubo che per lei è il maniero. Qualcuno, però, ha il compito di impedirglielo.

Lui non si lascia scalfire dai sentimenti.
Lei è un concentrato di emozioni.
La convivenza forzata di due personalità così diverse non può che generare continui scontri, eppure… dietro la nebbia che circonda quella ragazzina turbolenta e ribelle, Connor riesce a scorgere il dolore che la tiene prigioniera. Per arrivare alla vera Misty, dovrà squarciare il velo del passato dietro cui lei si nasconde.

Misty è un rompicapo emotivo, ma Connor è deciso a risolverlo.

RECENSIONE


Irascibile, sfuggente, fragile, rabbiosa, minacciosa, spezzata. Questi sono solo alcuni degli aggettivi che riassumono la protagonista di questa storia toccante, il cui titolo non a caso è dedicato a lei, “Misty”, quarto capitolo della Red Oak Manor Collection a firma di Mary Lin, un’autrice giovane e timidissima eppure capace di regalare opere come questa, capaci di graffiare, commuovere, artigliare fino a lacerare l’anima del lettore.

Mi è capitato di leggere altri suoi libri, come la dilogia “Scaglie di colore”, e quello che resta particolarmente in mente è la forte personalità dei suoi protagonisti, così ben caratterizzati che interpretarli e capirli è la sfida più bella per chi legge. Letture da vivere mediante la sospensione del giudizio per farsi trascinare dal racconto e dall’evoluzione personale di ogni personaggio, per apprezzare e comprendere al meglio ogni macchia e zona buia.


«Sta per arrivare una ragazzina di quindici anni, Misty Clark, da Allentown. Inoltre, ha appena avuto un brutto incidente, l’ennesimo, a dire il vero, e sicuramente sarà un po’ scossa.»


Un incidente, un mistero da svelare che pagina dopo pagina nasconde ombre che diventano sempre più grandi e impenetrabili, come la nebbia più fitta e mortale. Misty, letteralmente nebbioso, è una protagonista che non può lasciare indifferenti perché racchiude in sé un dolore così radicato da cambiare per sempre priorità e prospettive, pur essendo ancora giovanissima.

Il suo legame con la vita è in perenne bilico, oscillando tra la voglia di scomparire e quella di sopravvivere. Una lotta continua all’interno della sua coscienza, in cui il dolore non trova risposta, in cui il senso di colpa non trova pace.


«Senti un po’, quello stronzo alto e atletico chi è?» Battito di ciglia. «Chi, scusa?» «Capelli biondi, dai riflessi rossicci, occhi azzurri, molto chiari. Atteggiamento da stronzo che crede di essere il padrone del mondo…» «Sta parlando di Connor!»


Maturo, controllato, determinato, educato, dotato di un’intelligenza sopra la norma. È così che conosciamo Connor, migliore amico di Virginie, protagonista della precedente storia della collezione “Issue”, di cui vi ho già parlato e in cui si racconta non solo il profondo legame di amicizia che lo lega alla giovane ma anche il suo spiccato senso di protezione.

Mary Lin in questa storia lo ha delineato in modo incisivo: un giovane cresciuto forse troppo in fretta fino a divenire il riferimento per tutti i ragazzi della scuola e soprattutto per la direttrice Miss June, che lo conosce profondamente e a cui si sente serena di poter affidare compiti anche difficili, come tenere d’occhio l’ultima arrivata, Misty, che fin dai primi istanti si presenta come un caso delicatissimo.

Avere a che fare l’uno con l’altra appare subito come una missione impossibile, come se si riconoscessero nemici, ostili, eppure così simili nel potersi capire, comprendere nel profondo per le ferite subite, per le mancanze inflitte, per il bisogno straordinario di amore e accettazione.


Io, che sono sempre controllato. Tra queste, c’è il rumore. Troppo rumore mi confonde, vorrei afferrare ogni input sonoro e dargli un significato, analizzarlo, inquadrarlo al proprio posto, ma quando sono molteplici faccio fatica a star loro dietro. Poi, ci sono i cambi di programma e le infrazioni alle regole. Se si seguono i programmi e le regole, la vita scorre facile, veloce, senza alcun incidente di percorso. I cambiamenti, invece, destabilizzano il mio procedere sicuro.


Due pezzi rotti che collideranno per incastrarsi insieme seguendo un percorso di crescita incredibile. Mary Lin offre ai suoi lettori una storia non solo d’amore, bensì il racconto di un viaggio di espiazione, un percorso in cui i ricordi sono lamine affilate pronte a ferire ancora, dove i fantasmi diventano reali fino a far perdere la ragione.

Questa autrice ha l’innata bravura di coinvolgere e appassionare grazie a trame originali ed uno stile intenso, in cui i pensieri sono la motrice delle azioni, in cui la mente e il cuore battono all’unisono proponendo con consapevolezza e sensibilità tematiche difficili come l’elaborazione del lutto.

Un romanzo bellissimo e potente. Da leggere.

DILOGIA “COLORS” di Mary Lin

DILOGIA “COLORS” di Mary Lin

Titolo: Dilogia “Colors”
Autore: Mary Lin
Serie: Colors, vol. 1 e 2
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: POV alternati (Mansel, Melody, Arden, Hannah)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 26 Maggio e 30 Giugno 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Vol. 1

Melody nasconde il suo passato sotto la maschera da ribelle, una spessa armatura di irriverenza e aggressività.
Insieme ai suoi migliori amici, Junior, Arden e Dustin, crea scompiglio tra i corridoi della scuola, fino al giorno in cui si spinge troppo oltre ed è costretta a scappare.
È un giorno di pioggia quello in cui Mansel inchioda con il suo pick-up, per evitare di investire la ragazza che sfreccia tra le auto in corsa. Quel momento cambierà ogni cosa. Per Melody, la ragazzina sfrontata che dissimula la gamma di grigi che macchiano il suo animo. Per Mansel, che è disorientato dal suo atteggiamento provocatorio e si sentirà, di volta in volta, sempre più responsabile per lei.
Per un cuore che ha finora vissuto nelle tenebre, il mondo inizierà a colorarsi di mille diverse sfumature.

Vol.2

Melody, Arden, Junior, Dustin. Quattro ragazzi uniti contro tutti, temuti, isolati, decisi ad affrontare insieme il mondo che li aveva spezzati. Legati da un filo nero che li ha stretti fino a consumare i pochi attimi di pallida felicità.
Finché la vita ha presentato loro il conto più salato.
Da quella terribile notte, ogni cosa è cambiata e nulla sarà più lo stesso.
Quel filo si è rotto. Le scaglie sono esplose, aprendo una ferita che non potrà rimarginarsi.
Melody è caduta in un baratro nero che ha inghiottito ogni altra tinta. Rinchiusa nel suo bozzolo di dolore, non ha più la forza di combattere. Qualcun altro combatterà per lei, per spingerla ad affacciarsi nuovamente alla vita. Per spronarla a respirare, a sentire e a ridare voce ai suoi colori.


RECENSIONE


Noi quattro siamo un’unica cosa, e farei di tutto per loro.


Quattro giovani ragazzi, un legame indissolubile. E’ in questa citazione che si racchiude il senso profondo della dilogia “Colors” di Mary Lin, ovvero l’amore come sentimento universale, che supera il tempo e la distanza, di cui si ha bisogno per vivere con totale pienezza.
Viviamo e dipendiamo da questa esperienza nelle sue diverse forme: dall’essere innamorati, all’amore che nasce in un’amicizia, quello tra fratelli di sangue e non, fino a quello che i genitori provano per i propri figli.

Un sentimento che non si sceglie, è lui a farlo per noi, che non ha regole e su cui non abbiamo controllo, e che spesso è capace di unire persone a volte tanto diverse. Come può accadere? Rispondere è complicato, potrebbe trattarsi di semplice casualità, un disegno del destino, oppure la credenza che due persone sono legate fin dalla nascita da una forza invisibile, un filo magico che tiene due anime connesse nonostante il passare del tempo e la lontananza.

Questa storia richiama a questo tipo di legame, espandendo il significato dell’amore più totalizzante e viscerale che rapisce, strattona, ferisce fino a corrodere l’anima, in un percorso di rinascita di originale intensità. Un romanzo da vivere come un viaggio coinvolgente, nella piena consapevolezza di dover sopportare le vertigini e la fatica di raggiungere le cime emotive più alte, in cui il respiro si fa corto per la mancanza di ossigeno e il cuore a tratti perde il battito.


È perché… sono aggrovigliata a lui. E sono legata a Junior. E sono legata a Dustin. Danneggiarli, deluderli, anche solo contrariarli mi spaventa, mi ferisce, e mi ammazza. Ciò nonostante, non riesco a fare altro che questo. Io… sbaglio sempre.


Al centro del racconto Melody, una ragazzina che a soli 17 anni la vita ha già inferto ferite insanabili. Una protagonista femminile scomoda, difficile, ostile, danneggiata al limite dell’umanamente pensabile; a parlare per lei sono i suoi atteggiamenti da bulla, i silenzi improvvisi, i tagli sulla pelle, la totale assenza di rispetto per il suo corpo e due occhi capaci di gridare senza voce. L’autrice non risparmia nulla al lettore, raccontando con autenticità dove possa spingersi la ferocia umana per strappare dalla realtà e catapultare chi legge nel buio dell’inferno di questa giovane ragazza e mostrarne tutto l’abisso che la avvolge, un groviglio di dolore, paura, inadeguatezza, irriverenza, rabbia e dipendenza.
Da cosa o da chi Melody è dipendente? Dal bisogno di essere protetta, dalla necessità di fuggire dal vuoto ed essere salvata, dall’unica forma di amore che ha mai conosciuto e che la lega profondamente ai suoi 3 amici, e in particolar modo a suo “fratello” Arden.


«Finché rimarremo insieme, potremo funzionare meglio. Se unisci due metà rotte in un unico cuore, forse questo batterà di nuovo.»


Complesso, enigmatico, oscuro, Arden è un personaggio che emerge tra le pagine come un’ombra nera e costante, che segue silente, osserva minaccioso. Una figura carismatica che incute timore fino a rendersi odioso, che disturba e inquieta, capace di plagiare. Il legame che ha costruito con gli anni con sua “sorella” Melody ricalca alla perfezione le sembianze di una relazione tossica, in cui la dipendenza affettiva si alimenta su un senso di protezione e controllo patologici che logora, ricatta e nuoce fino a creare un vortice di sensi di colpa, astinenza, assuefazione, negazione fino alla violenza emotiva.

Nonostante i tratti oscuri e deviati che connotano Arden come il cattivo della storia, resta il fatto che la sua personalità è così stratificata e ben delineata da non mettere d’accordo nessuno, fino a far discutere chi lo vuole salvare e chi solo condannare. In questo giudizio altalenante si racchiude la bravura dell’autrice nell’aver reso credibile un personaggio così impenetrabile. A mio avviso, ogni tipo di giudizio su di lui va sospeso, in attesa di arrivare alla fine della dilogia, quando si sciolgono i nodi che hanno azionato le sue scelte, mosso le sue decisioni, sviluppato i suoi pensieri per capirne fino in fondo la psiche, laddove possibile.


Quest’uomo… è un’immensa distesa di colori. E sono così sopraffatta da ciò che provo per lui anche solo guardandolo, che il cuore mi batte così forte che mi manca il respiro.


A scardinare il legame tra Arden e Melody sopraggiunge Mansel, 28 anni, fratello maggiore di Hannah, compagna di scuola di Melody. Caparbio, a volte brutale e poco avvezzo ai sentimentalismi, il suo destino incrocia quello di Melody in una fase della sua vita molto critica, dove pesanti rinunce personali e grosse responsabilità lo stanno logorando fino allo sfinimento.
In un graduale percorso costellato da irriverenza e pregiudizio, l’incontro tra Mansel e Melody sparpaglia le carte dei loro destini incuneandosi nel profondo fino a stravolgere, quasi inconsapevolmente, le vite di questo gruppo di giovani ragazzi e rivelando soprattutto le contorte dinamiche della torbida relazione che lega lei e suo fratello Arden, fino a svelare il filo nero che da anni li unisce in un connubio perverso di controllo e sottomissione.

Gli effetti collaterali sono devastanti per entrambi ma soprattutto per lei, abituata a vivere al buio, nell’ombra, nell’oscurità profonda di chi ha paura e ha conosciuto la sofferenza, dotata da sempre di una maschera inscalfibile per anestetizzare il dolore. Tutte le sue emozioni traspaiono vive da dialoghi, pensieri e atteggiamenti narrati con enfasi fino a che Mansel le offrirà un risveglio emotivo profondo tale da dare forma ai sogni e coltivare desideri finora repressi.

L’autrice non sbaglia un colpo nel raccontare con grande accuratezza il loro rapporto.

Una relazione complessa che rifugge da ogni tipo di etichetta, perché non ci sono promesse, non si offre fiducia, non ci si tiene per mano. Melody e Mansel lottano e si cercano disperatamente come due poli opposti legati da un filo invisibile che si allenta e si accorcia di continuo, in un duello struggente senza sapere, fino alla fine, chi salva chi.

Lo stile di scrittura è evocativo e ricco di pathos, in cui le voci narranti trasmettono pienamente le loro emozioni fino a scomporle in immagini, suoni, odori e renderle incredibilmente realistiche.

La dilogia “Colors” di Mary Lin è una storia di rinascita difficile, straziante, che traccia solchi profondi, particolarmente nel primo volume, senza lasciare alcuna tregua al lettore in un susseguirsi di accadimenti a volte difficili anche da immaginare. Una narrazione che a tratti toglie il fiato senza far prevedere cosa accadrà, tra lacrime e sollievo, rabbia e commozione.

Nella seconda parte il racconto perde un po’ di ritmo sull’azione lasciando campo ad una narrazione a 4 voci che scorre più lentamente mediante un flusso di coscienza che rende il romanzo più introspettivo. Una scelta che, a mio avviso, offre meno emozioni rispetto alla prima parte ma che, d’altra parte, mostra come l’avanzare del tempo possa generare per alcuni un percorso di maturità che coadiuva la crescita personale, facendo sedimentare esperienze e permettendo a nuovi equilibri di attecchire. Per altri, invece, il tempo ha il sadico potere di irrigidire posizioni e incuneare convinzioni, in un circolo nocivo di silenzio, errori e solitudine.
Un tipo di racconto meno incentrato sull’azione e più sull’elaborazione, che ripercorre il passato e spiega il presente per mostrare le mille sfumature dei vari personaggi, nascoste dagli eventi sotto una coltre oscura di tonalità, che solo sul finale iniziano a distinguersi in modo nitido.

“Colors” è un viaggio tortuoso che non si dimentica perché graffia e scuote, ma insegna anche a volare attraverso i sogni, gli sbagli, il dolore e quel senso straordinario di rinascita che ripaga ogni lacrima versata.
Melody, Mansel, Arden, Junior, Dustin e Hannah resteranno per lungo tempo indelebili ricordi di un romanzo tra i più belli letti ultimamente.


L’amore fa male, e più fa male più ami, e più ami più soffri. Il dolore ti porta a fare scelte stupide, sbagli che si pagano, finendo col dare la colpa a lui, e col dare la colpa a se stessi; ma prima o poi si smette la conta delle colpe, perché non si sceglie di amare. È l’amore che ti sceglie.


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SEGNALAZIONE – SCAGLIE DI COLORE di Mary Lin

SEGNALAZIONE – SCAGLIE DI COLORE di Mary Lin

Titolo: Scaglie di colore
Autore: Mary Lin
Serie: Colors vol. 1
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Data di pubblicazione: 27 Maggio 2021
Editore: Self-Publishing

TRAMA


Sfacciata. Provocatrice. Bulla.

Melody nasconde il suo passato sotto la maschera da ribelle, una spessa armatura di irriverenza e aggressività.

Insieme ai suoi migliori amici, Junior, Arden e Dustin, crea scompiglio tra i corridoi della scuola, fino al giorno in cui si spinge troppo oltre ed è costretta a scappare.

È un giorno di pioggia quello in cui Mansel inchioda con il suo pick-up, per evitare di investire la ragazza che sfreccia tra le auto in corsa. Quel momento cambierà ogni cosa. Per Melody, la ragazzina sfrontata che dissimula la gamma di grigi che macchiano il suo animo. Per Mansel, che è disorientato dal suo atteggiamento provocatorio e si sentirà, di volta in volta, sempre più responsabile per lei.

Per un cuore che ha finora vissuto nelle tenebre, il mondo inizierà a colorarsi di mille diverse sfumature.

Eppure…

Scaglie di Colore è il primo romanzo della dilogia Colors.

Una storia di sofferenza e allo stesso tempo di crescita, di amicizia e d’amore.

Tocca tematiche delicate e forti, quali il disagio giovanile, abusi e dipendenze. Se ne consiglia una lettura consapevole.


TEASER


“Attenta Melody, non senti quell’allarme che risuona in lontananza?

Fai attenzione, bambina, i neri e i grigi pretendono un risarcimento.

E tutti i colori che hai creduto di scorgere potrebbero ridursi in frantumi, lasciandosi dietro solo scaglie a disperdersi nel vuoto.”

LA MADNESS di Mary Lin

Madness

LA MADNESS di Mary Lin

Titolo Madness
AutoreMary Lin
Serie Viper serie
GenereDark Romance
Narrazione POV singolo e alternato
Tipo di finaleChiuso
EditingOttimo
Data di pubblicazione6 Novembre 2018
Editore Self Publishing

TRAMA


Reel: un uomo e il suo inferno. La sua instabilità emotiva e le sue reazioni estreme gli hanno fatto perdere il club di cui era il vice e la donna che amava, e ora lotta costantemente coi demoni che gli sconvolgono la mente, aggrappato alla vita, soltanto grazie alla brama di vendetta.

Avery: una ragazza e la sua solitudine. Dopo un’esistenza completamente dedicata agli altri e mai a sé, la sua determinazione e la sua volontà la conducono alla ricerca dell’unico familiare che le è rimasto, il solo con il quale può condividere la sua tristezza e la sua frustrazione.

Reel e Avery, tenebra e luce, assieme lotteranno per tornare a vivere, superando il confine tra giusto e sbagliato, tra sano e malato.

E questa è la loro follia.


RECENSIONE

Premessa doverosa, questo libro mi ha letteralmente prosciugata, sono stata risucchiata non solo nella storia ma nella mente e nei cuori dei protagonisti, shakerata e sballottata per bene, a volte anche abbastanza violentemente.

Se cercate una lettura rilassante, poco impegnativa questo libro non fa per voi. La tensione non abbandona il racconto nemmeno per un minuto quindi rassegnatevi, non avrete pace fino alla fine: sarete in balia di un mare in tempesta i cui brevi istanti di quiete sono solo apparenti, farete i giri sulle montagne russe nella personalità del protagonista per esserne poi sbalzate fuori senza nessun atterraggio morbido.
Importante quindi approcciarsi alla lettura con questa consapevolezza, come l’autrice correttamente informa sono presenti scene che possono urtare la sensibilità, di violenza e abusi, sesso esplicito e sadico, linguaggio forte spesso scurrile.

Detto questo con Madness secondo me Mary Lin ha raggiunto un obiettivo per niente facile, ha dato voce ad un personaggio che non si può non annoverare che tra i cattivi per eccellenza, un antagonista con cui non vorresti mai incrociare il tuo cammino, rendendolo il protagonista con la P maiuscola, di quelli che nonostante l’esasperata negatività ti catturano con un magnetismo tale da non riuscire a staccartene.
La sua prima apparizione avviene nel romanzo “Fire” secondo volume della precedente serie dell’autrice, i Rebels, bikers acerrimi nemici dei Vipers di cui il nostro protagonista è il massimo esponente.
Ecco perché per entrare in connessione col personaggio in questione secondo me è consigliabile, anche se non indispensabile, seguire questo ordine di lettura in quanto già dalla sua prima comparsa, nonostante fosse un personaggio secondario e altamente negativo, la sua intensità è stata così dirompente da lasciare quasi scomparire sullo sfondo gli altri personaggi, rubando spesso la scena ai suoi compagni di carta.

Perfettamente consapevole della forza di questo personaggio l’autrice ha saggiamente e, dal mio punto di vista egregiamente, dedicato un romanzo interamente a lui.
In Madness ci ha regalato un uomo davvero, ma davvero molto cattivo, ma cosa ancora più incredibile, nonostante questo ci ha fatte cadere ai suoi piedi, letteralmente conquistate dal suo carisma che si sprigiona in tutta la sua forza attraverso sguardi affilati come lame, sorrisi di scherno, ghigni diabolici, dialoghi sprezzanti, una presenza silenziosa ma minacciosa, scatti d’ira e azioni altamente immorali.


Quest’uomo ha un non so che di… subdolo. Lo so, non dovrei trarre conclusioni, non lo conosco affatto, ma mi è bastato sentirlo parlare e vederlo muovere per comprendere quanto sia pericoloso.



Sì perché in Reel c’è veramente tutto il peggio di una mente disturbata, una personalità talmente complessa da essere un mistero anche per sé stesso, una depravazione e una mostruosità che non possono lasciare indifferenti ma che nonostante tutto affascinano e che la scrittrice ha talentuosamente svelato scavando nei meandri più profondi della sua psiche.
Reel non sente altro se non desiderio di vendetta, dolore, sofferenze, ferite dell’anima che lui traduce in azioni efferate, violente, disturbanti.
La domanda che spesso mi sono posta durante la lettura è stata : ma com’è che questo tizio mi piace nonostante l’evidente malvagità e devianza?
È questo il perno su cui ruota tutto il libro: si può amare il male nonostante tutto?
La risposta è soggettiva, la può dare solo il lettore, nel mio caso io dico sì, si può.
Ed è Avery, la protagonista femminile che ce lo mostra in un crescendo di emozioni e una lotta senza esclusione di colpi durante la quale in apparenza è sempre lei a soccombere, ma in realtà sta lentamente e faticosamente collezionando piccole vittorie.

Quello che, sebbene in maniera differente, accomuna entrambi e ti penetra lentamente sotto pelle man mano che li conosci è il senso di profonda solitudine che attanaglia le loro esistenze.


“L’unica cosa che so è che sento il cuore a mille dopo un oceano di niente.


L’autrice ci pone davanti a evidenti comportamenti disfunzionali, ce ne fornisce anche l’origine ma ci dà anche la possibilità di scorgere inframmezzati ad essi gesti di tenerezza e di accudimento, la luce nelle crepe del cuore oscuro di Reel.

Ed è lì che a mio avviso si viene a creare una sorta di empatia atipica con lui, trovandosi non più a giudicarlo ma a comprenderlo, consapevoli che avendo sempre conosciuto solo un modo deviato di amare non è in grado di metterne in pratica altri.
E qui l’autrice mi ha posta davanti ad un altro quesito: quale è il confine tra amore e ossessione? Tra sano e malato? Tra giusto e sbagliato?

In questo romanzo questa linea di confine è molto sottile e nei passaggi in cui viene oggettivamente oltrepassata con comportamenti al limite della follia, io mi sono trovata a non condannare i protagonisti perchè conoscendoli ho compreso che per loro si trattava di resistere a una forza impossibile da contrastare, una necessità : perchè il bisogno di essere amati non sempre può tener conto di confini prestabiliti.

In questa oscillazione tra ossessione e amore, quest’ultimo emerge prepotentemente nella narrazione dell’ultima parte del romanzo, che ammorbidisce i toni dark per fornirci pagine ad alto livello di romanticismo, impensabili in un personaggio con queste caratteristiche, totalmente inaspettate ma che mi hanno fatta sospirare.


Prima di te non ero un uomo.

Dopo di te ho imparato a esserlo.

Prima di te credevo di sapere cosa fosse l’amore.

Dopo di te ho compreso che l’amore è anche sacrificio. Cazzo, se lo è.



Ed è a questo punto che secondo me di nuovo Mary gioca bene le sue carte e mostra le qualità di abile scrittrice che la contraddistinguono, quando riesce a fare uscire da questo genere di personaggio una tenerezza sconcertante ma coerente con l’uomo che è, sempre fedele a se stesso.

La battaglia che li ha visti distruggersi e ricomporsi a vicenda termina con un doloroso processo di crescita emotiva e di rivalsa affettiva, che mi ha totalmente travolta e affascinata.

Un principe oscuro questo che non si dimentica facilmente, chapeau a Mary Lin che mi ha fatto toccare con cuore, mente e soprattutto budella!!! tutti i contorti sentimenti dei suoi personaggi, con un’intensità tale da poterla sentire sulla pelle, in un’altalena di sensazioni che la sua brillante scrittura mi ha suscitato dalla prima all’ultima pagina.

Si esce da questa lettura un po’ provati, ma nel mio caso completamente appagati.

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