SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

SCUOLA DI FELICITA’ PER ETERNI RIPETENTI di Enrico Galiano

Titolo: Scuola di felicitร  per eterni ripetenti
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 30 agosto 2022
Editore: Garazanti

TRAMA


Arriva un momento in cui si รจ convinti che non ci sia piรน bisogno di imparare. Ma basta un attimo per capire che le nostre sicurezze, spesso, sono solo un modo per far tacere la paura. Perchรฉ vivere intensamente รจ questo che fa: paura. E sono proprio i giovani a metterci davanti agli occhi una simile veritร . Sono loro a rendere chiaro e lampante ciรฒ che nella vita si รจ sempre saputo, ma non si sapeva di sapere. O ci si rifiutava di sapere. Capitolo dopo capitolo, Enrico Galiano ci porta a scuola di felicitร . Una scuola in cui le lezioni sono piccole e grandi allo stesso tempo โ€“ sull’amore, il coraggio, la libertร  โ€“ e impartite non da chi siede dietro la cattedra, ma dai ragazzi stessi. Scopriremo cosรฌ che hanno ragione loro, quando ridono fino alle lacrime mentre gli adulti li osservano seri. Hanno ragione, quando amano fino a stare male mentre gli adulti li guardano con un sorriso accondiscendente. Hanno ragione, quando cadono, quando non capiscono, quando tartassano di domande finchรฉ ottengono una risposta chiara. Quando si arrabbiano perchรฉ non si sentono ascoltati. Grazie ai ragazzi, ci si rende conto che, per quanta strada si sia fatta, per quanta esperienza si sia accumulata, si รจ sempre eterni ripetenti. Eterni ripetenti alla scuola della felicitร . Dopo “L’arte di sbagliare alla grande”, Enrico Galiano torna con un saggio che รจ come una giornata di sole dopo mesi di pioggia. Ci fa entrare nella sua classe ad ascoltare le voci e le storie di ragazze e ragazzi, e ci trasmette un’inaspettata leggerezza: leggendo queste pagine, nasce, spontanea, una voglia improvvisa di cominciare a vivere davvero.

RECENSIONE


La parola, uno strumento straordinario. 

Quante cose si possono fare con le parole: usarle per amare o per far del male, per costruire o per distruggere, per sognare, per capire, per conoscere. 

Ce lo racconta in modo molto affascinante e divertente un uomo che ha fatto di questo strumento pane quotidiano, mezzo per trasmettere, ma soprattutto per condividere, per tirare fuori conoscenze e attitudini, capacitร  e paure, passioni, idee e riflessioni. 

Il professore Enrico Galiano, (con una L come giustamente egli stesso spesso specifica) fa della parola seme che possa germogliare nei ragazzi a cui insegna e perchรฉ no anche nei cuori dei lettori a cui si rivolge con le pagine dei suoi libri. 

Insegnante e scrittore, dalle grandi capacitร  comunicative utilizzate anche in modo ironico ma โ€œsempre sul pezzoโ€ anche sui social. 

Ed รจ proprio perchรฉ utilizza mezzi disparati per comunicare pensieri e riflessioni sul nostro presente, sul nostro modo di vivere, sullโ€™educazione, che รจ il suo mestiere, lo farei rientrare a pieno titolo nella categoria dei divulgatori: ecco secondo me, Enrico Galiano tra le tante cose รจ anche un divulgatore di felicitร . 

Questa parola, felicitร , รจ infatti presente in alcuni dei suoi titoli, lโ€™ultimo dei quali SCUOLA DI FELICITร€ PER ETERNI RIPETENTI รจ la raccolta di una serie di lezioni vertenti su temi e argomenti disparati che, sebbene inizialmente non sembrerebbe, hanno invece molto a che vedere con la felicitร . 

Lโ€™autore analizza insieme al lettore una serie di parole partendo dalla loro etimologia per arrivare attraverso le esperienze vissute nelle sue classi e le riflessioni dei suoi alunni, i loro punti di vista e la loro percezione del mondo che si trovano a vivere, a delle riflessioni non solo su tematiche di una certa importanza ma anche sul modo differente in cui gli adulti sembrano approcciarvisi rispetto a loro. 

รˆ cosรฌ da piccole lezioni sul coraggio, sul voler bene, sul destino, sulle macchie, sulla lentezza e tante altre, Enrico Galiano riapre quelle porte inevitabilmente chiuse con lโ€™ingresso nella vita adulta, e ci fa vedere attraverso di esse da un altro punto di vista, quello che inaspettatamente e con meraviglia sono gli stessi ragazzi delle medie incontrati nel suo cammino di insegnante a mostrarci.  


Sapete quante cose potremmo imparare da loro? La follia, per esempio. Noi che non impazziamo mai, e proprio per questo rischiamo sempre di impazzire. 


E se le parti fossero invertite e davvero fossero in realtร  i ragazzi ad avere molto da insegnare a noi adulti e non viceversa? 

Credo che lโ€™educazione e la formazione in realtร  siano sempre e in ogni caso uno scambio reciproco, come solo puรฒ essere unโ€™attivitร  che implica una relazione umana base imprescindibile di ogni apprendimento, ed รจ per questo che nellโ€™atto educativo molto si dร  ma anche molto si riceve dai propri alunni. 

In queste pagine lโ€™autore lo racconta in modo a volte scanzonato ma sempre centrato, senza mai perdere di intensitร , con una narrazione che scorre via come il corso di un fiume in cui il lettore si fa trasportare dalla corrente dei pensieri che mano a mano salgono in superficie. 

Non รจ un fiume placido anche se allโ€™apparenza potrebbe sembrarlo. 

I suoi contenuti partono da spunti interessanti come poesie o citazioni varie cosรฌ come da episodi di vita quotidiana assunti nella cosiddetta normalitร . 

Eppure da essi si giunge sempre a una serie di  domande e risposte dal peso specifico non indifferente, affrontando questioni anche spinose, di quelle che spesso si preferisce chiudere a chiave in un cassetto. 

Ed รจ soprattutto questo che personalmente ricerco in una lettura, uno scuotimento che risveglia la coscienza troppo spesso assopita dal tram tram quotidiano che finisce per fagocitare quella parte piรน intima di noi, fatta di aspirazioni, sogni, desideri e progetti. 

Non รจ una lettura che lascia indifferenti, un poโ€™ come fanno con lui i suoi alunni ponendogli domande spiazzanti su temi esistenziali, Enrico Galiano gira queste stesse domande anche a noi lettori, spiazzando anche noi, presentando sotto i nostri occhi questioni importanti, scomode, dimenticate. 

La felicitร  che abita il titolo di questo libro ce lโ€™abbiamo? 

La inseguiamo? 

La sappiamo riconoscere? 


รˆ per questo che la felicitร  รจ per i coraggiosi. รˆ per questo che oltre una certa soglia puรฒ diventare insopportabile, portare alla follia. Ed รจ per questo che, piรน di tutto, quello che ti fa sentire รจ: fragile. Vulnerabile. In pericolo, perfino. 


Oltre alle citazioni letterarie e filosofiche, analisi di poesie, versi di canzoni, lโ€™autore utilizza anche aneddoti personali che sono il plus della lettura perchรฉ Enrico Galiano riesce ad amalgamare tutto con naturalezza. 

Partendo dalle epigrafi contenenti tali citazioni ci porta a riflessioni e considerazioni anche intime passando attraverso piccole realtร  del quotidiano suo e dei suoi alunni, in cui possiamo immergerci con curiositร  e a volte riconoscere noi stessi. 

Scuola di felicitร  per eterni ripetenti รจ un libro denso, da maneggiare con cura perchรฉ scuote lo spirito, come un abito tirato fuori dallโ€™armadio che scrolliamo per fargli riprendere forma, fa riflettere sul nostro presente e per questo trasmette la bellezza delle cose non semplici. 


La bellezza รจ semplice, ma non รจ facile. 


Noi adulti siamo dimentichi di come era sentire, vedere, sognare e vivere da ragazzi. 

Una lezione che รจ sempre bene ripassare, non per tornare giovani, ma per riuscire a guardare ancora con gli occhi che avevamo da giovani la realtร  del nostro presente, tornare ad utilizzare sfumature lร  dove finora ci eravamo accontentati di usare solo gli stessi pochi colori. 

Per non uscire dai confini del conosciuto, del dovere, della sicurezza, per restare asciutti, volendo utilizzare questo bel passaggio dellโ€™autore. 


E cioรจ che la vita รจ una pioggia, che anche se sotto lโ€™ombrello si sta asciutti e protetti, i momenti migliori saranno sempre quelli in cui te ne freghi, chiudi lโ€™ombrello e ti metti a correre. I momenti in cui ti lasci bagnare. I momenti in cui ti lasci vivere. 


Siamo tutti eterni ripetenti, e quando la materia รจ la felicitร , tornare a scuola รจ dโ€™obbligo. 

DORMI STANOTTE SUL MIO CUORE di Enrico Galiano

DORMI STANOTTE SUL MIO CUORE di Enrico Galiano

Titolo: Dormi stanotte sul mio cuore
Autore: Enrico Galiano
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima e terza persona
Tipo di finale: chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: Aprile 2020
Editore: Garzanti

TRAMA


Mia sa che puรฒ sempre contare su Margherita, la sua maestra delle elementari che, negli anni, รจ diventata anche la sua migliore amica. Nello strambo quaderno che custodisce in un cassetto di casa ci sono scritte tante piccole meraviglie, che sono anche tante grandi risposte. รˆ lei a spiegarle che il cuore di una tartaruga batte sei volte al minuto, quello di un colibrรฌ seicento. E che ogni cuore, quindi, segue il suo tempo. Ma cโ€™รจ una domanda a cui Margherita non sa rispondere: โ€œperchรฉ Fede รจ andato via?โ€. Fede รจ il ragazzo che la famiglia di Mia ha preso in affido. Fede non voleva parlare con nessuno, ma ha scelto lei come unica confidente. Fede, con i testi delle canzoni, le ha insegnato cose che lei non ha mai saputo. Fede lโ€™ha stretta nel primo abbraccio in cui si รจ sentita al sicuro e davvero felice. Fede lโ€™ha ascoltata e capita come nessuno mai. Da quando non ha piรน sue notizie, Mia non riesce ad avvicinarsi alle persone, non riesce nemmeno a sfiorarle. Mentre il mondo e la storia si inseguono e si intrecciano, lei si รจ chiusa in un guscio piรน duro dellโ€™acciaio. E non vuole piรน uscire. Ma se non si affronta il nemico, il rischio รจ che diventi sempre piรน forte, persino invincibile. Se non si va oltre lโ€™apparenza non si conosce la realtร . Anche se provare a farlo รจ unโ€™enorme fatica; anche se ci vuole molto tempo. Perchรฉ, come dice Margherita, ogni cuore ha la sua velocitร : non importa chi arriva primo, basta godersi la strada verso il traguardo.

RECENSIONE

Mia ha 30 anni e conosce bene lโ€™istinto e la scia di gioie e dolori che il cuore lascia dentro e dietro di sรฉ. รˆ sempre stata matura, anche da bambina, quando osservava il mondo con gli occhi della meraviglia, come se fosse un grande contenitore di desideri da rincorrere.


โ€œIl mondo era un pacco da scartare, una pagina bianca, lโ€™istante subito dopo la stella cadente.”


Continua a farlo, anche da adulta, quando ormai conosce il bello e il brutto del mondo. E da ragazzina si รจ ritrovata, da un giorno allโ€™altro, senza vita. Piรน che giorno parlerei di notte, perchรฉ รจ proprio una Notte, in particolare, che toglierร  luce alla sua vita.


โ€œAmo il suono del fiume che scorre, gli occhi miei chiusi ad abbracciarlo, nessuno lo sa ma amo cosรฌ tanto vivere che ho un velo di lacrime sempre sugli occhi solo perchรฉ odio, terribilmente odio che vivere significhi, un giorno, morire. E non muori una volta solaโ€ฆNo, non muori solo il giorno che muori: puoi morire tante volte mentre sei ancora vivo.โ€


Partendo da un album di fotografie Mia racconta in prima persona, come una sorta di diario, lโ€™incontro con Fede, la sua fobia, il suo sentirsi diversa, emarginata dai compagni, nel periodo critico dellโ€™adolescenza in cui si fatica a conoscersi e a farti conoscere dagli altri. Il linguaggio, le espressioni e le paure di Mia, nella prima parte, rispecchiano la sua giovane etร  e i ricordi sono cosรฌ nitidi che si rivivono leggendo. Nella seconda parte, quando inizia il viaggio verso la sua rinascita, Mia utilizza invece parole mature e consapevoli.

Cosa sarai mai accaduto a Mia? Quale tragico evento ha potuto trasformare la sua curiositร  e vitalitร  in fobia e terrore? Mia si rende conto di soffrire di afefobia, una patologia che le provoca dolore, una sorta di bruciore quando tocca o viene toccata da una persona. Questa la porta a isolarsi e a fare lo slalom tra la gente per evitare qualsiasi contatto fisico. Tutto nasce da quella maledetta Notte in cui suo fratello adottivo Fede viene portato via dalla sua casa e se ne perdono le tracce. Fede un ragazzino che la famiglia di Mia ha preso in affido e che ha visto la guerra con gli occhi e ne ha vissuto lโ€™orrore sulla pelle.


โ€œSembrava davvero un cane abbandonato per strada, il pelo sporco e bagnato, tanta paura negli occhi e tanto freddo dentro. Un cane abbandonato e muto. Come se qualcuno gli avesse rubato la voce.โ€


Fede non parla ma osserva e capisce tutto e si lega a Mia, con un affetto e un amore totale; un sentimento che puรฒ essere come quello che cโ€™รจ tra fratello e sorella oppure qualcosa di molto piรน intenso. Quando viene portato via, a Mia vengono nascoste le informazioni su di lui dai genitori per salvaguardarla e proteggerla. Non si rendono conto che i bambini possono accettare tutte le veritร , anche le piรน dolorose, ma le bugie no. E che il negare lโ€™evidenza e la realtร  scavano buchi profondi e fanno perdere la voce del verbo toccare. I motivi di tutti questi segreti verranno svelati man mano. Ma รจ solo alla fine del libro che la matassa dei pettegolezzi e dei pregiudizi nati su Fede si srotola e viene sbrogliata. Prima di allora si susseguono voci alte o frasi sussurrate, che lo screditato, che lo accusano. Mia รจ sicura di quello che sente, รจ certa dei messaggi che le invia il cuore e dei brividi sulla pelle. Eppure comincia a credere a quelle voci e ad avere paura di Fede; una persona che le รจ stata cosรฌ vicino, che le ha chiesto e dato affetto e amore con una semplice frase โ€œDormi stanotte sul mio cuoreโ€. Poche parole che hanno un significato immediato ma che, per lโ€™autore, si riferiscono alla poesia Rimani di Gabriele Dโ€™Annunzio.

Mia sente di avere la neve sul petto che le impedisce di respirare, che le fa tenere tutto a distanza


โ€œCosa significa avere la neve sul petto? Significa stare davanti a un tramonto tutto rosso e non fermarsi un minuto a guardarlo. Passare vicino a un mucchio di foglie in autunno senza la voglia di saltarci sopra a farle scalpicciare.โ€


รˆ proprio vero che non si ha bisogno di una persona che veda il mondo come lo vediamo noi, ma di qualcuno che il mondo ce lo lasci guardare ma con i nostri occhi. Posso solo dirvi che Mia lโ€™ha trovata una persona cosรฌ sensibile e attenta. Quello che non posso rivelare รจ il viaggio che lโ€™ha portata a ritrovare, prima se stessa, poi questa persona. Perchรฉ dovrete scoprirlo leggendo questa meraviglia.

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UN TE’ A CHAVERTON HOUSE di Alessia Gazzola

UN TE’ A CHAVERTON HOUSE di Alessia Gazzola

Titolo: Un tรจ a Chaverton House
Autore: Alessia Gazzola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Aperto
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 15 Marzo 2021
Editore: Garzanti

TRAMA


“Mi chiamo Angelica e questa รจ la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Cosรฌ sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si รจ rivelato molto di piรน. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non รจ facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tรจ, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontรซ. รˆ come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro รจ ormai la norma. E io subisco sempre di piรน il fascino della sua aria da nobiltร  offesa. Forse la decisione di restare non รจ cosรฌ giusta, perchรฉ io so bene che quello che non si dovrebbe fare รจ quello che si desidera di piรน. Quello che non so รจ se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi”. Alessia Gazzola, dopo “L’allieva”, torna con un nuovo libro che fa sognare tra dolci fatti in casa, la magia di un’ambientazione che riporta al fascino del passato e un piccolo mistero di famiglia da risolvere.

RECENSIONE

Siete amanti delle storie dal tocco british?

Allora questo รจ il libro che fa per voi, accendete il bollitore, preparatevi un buon tรจ, rigorosamente con una goccia di latte e sarete pronti a vivere una storia davvero magica.

Angelica vive a Milano, ed รจ purtroppo costretta a tenere a bada i suoi sogni per colpa di una vita routinaria e per lei poco soddisfacente.

Vorrebbe essere unโ€™insegnante ma lavora come pasticcera, sogna lโ€™amore ma รจ tristemente single, il tutto condito dalla presenza di una madre apprensiva che le chiede troppo, soprattutto di essere la persona che non รจ.


Non mi chiedo cosa ne sarร  di me, non mi importa costruirmi mattone su mattone una stanza tutta per me che alla fine si rivelerร  una cella. Io sono mina vagante, rifiuto lโ€™ordine come stile di vita o le imprimo una direzione seguendo la scia di un dolce profumo.


Gli unici momenti piacevoli a cui non riesce a rinunciare sono le chiacchiere con la zia Edvige, che le riserva racconti utili a scoprire notizie interessanti sul passato dei suoi nonni e bisnonni.

Sono proprio questi aneddoti che stuzzicano la sua curiositร  e con la voglia di vivere esperienze nuove la spingono a partire per Londra.

Arriva a Chaverton house senza sapere bene cose cercare, ma subito inebriata dalle atmosfere dei grandi classici inglesi che ha sempre solo letto nei libri, capisce che quello che doveva essere un breve soggiorno potrebbe diventare lโ€™inizio di una vita nuova.


Chiudiamo gli occhi e quando li riapriamo il tempo รจ trascorso e la vita ci aspetta. Non sapere se sarร  benigna o pronta a rifilarci una mazzata รจ il bello della scommessa che ogni giorno facciamo con lei. Cosa avrร  in serbo per me, domani?


Alessia Gazzola per me รจ ormai un punto fermo, ci ha regalato ancora una volta, grazie alla sua scrittura frizzante e appassionante una storia allegra e godibilissima.

Lโ€™autrice stessa ha dichiarato che questo libro ha visto la luce durante il primo lockdown, uno strano periodo di stasi dove ognuno di noi aveva bisogno di distrazione e leggerezza, e dopo averlo letto devo dire che ha pienamente raggiunto i suoi intenti.

Continuando a sorseggiare il vostro tรจ, perchรฉ no accompagnato da un ottimo โ€œsconeโ€, chiuderete gli occhi e vi troverete in una perfetta atmosfera inglese, le sale di Chaverton house si apriranno per voi accogliendovi in unโ€™avventura unica, che non vorrete finire troppo in fretta.


In questa pace avverto una sorta di dolce pigrizia che mi inebria. E anche se la vera ragione per cui in teoria sarei qui non svela ancora i suoi segreti, penso che rimanere valga sempre piรน la pena.


Vedrete una ragazza ficcanaso e sognatrice, cercare con passione piccoli dettagli del suo passato con la speranza di saperne di piรน sulla sua famiglia alimentando i suoi desideri piรน forti, e provando a realizzarli.

La storia di Angelica รจ apparentemente semplice, ma vi accorgerete di quanto in realtร  sia profonda.

Questa simpatica protagonista ci fa capire lโ€™importanza di non rinnegare le proprie origini e di apprezzare in ogni momento lโ€™esperienza di chi ha vissuto piรน di noi, solo cosรฌ potremo dar voce ai nostri sogni guardando con entusiasmo al futuro.

Lโ€™entusiasmo di Angelica diventerร  il vostro, ne sono sicura e credo che questa storia non sia finita qui e che al piรน presto apprezzeremo ancora le vicende della nostra simpatica beniamina.

Consiglio questo libro ha chi ha voglia di una lettura fresca e piacevole, per staccare dalla vita quotidiana e sognare un poโ€™.

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IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris

IL TATUATORE DI AUSCHWITZ di Heather Morris

Titolo: Il tatuatore di Auschwitz
Autore: Heather Morris
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 18 Gennaio 2018
Editore: Garzanti

TRAMA


Non esiste un luogo in cui l’amore non possa vincere.

Il cielo di un grigio sconosciuto incombe sulla fila di donne. Da quel momento non saranno piรน donne, saranno solo una sequenza inanimata di numeri tatuati sul braccio. Ad Auschwitz, รจ Lale a essere incaricato di quellโ€™orrendo compito: proprio lui, un ebreo come loro. Giorno dopo giorno Lale lavora a testa bassa per non vedere un dolore cosรฌ simile al suo finchรฉ una volta alza lo sguardo, per un solo istante: รจ allora che incrocia due occhi che in quel mondo senza colori nascondono un intero arcobaleno. Il suo nome รจ Gita. Un nome che Lale non potrร  piรน dimenticare.
Perchรฉ Gita diventa la sua luce in quel buio infinito: racconta poco di lei, come se non essendoci un futuro non avesse senso nemmeno un passato, ma sono le emozioni a parlare per loro. Sono i piccoli momenti rubati a quella assurda quotidianitร  ad avvicinarli. Dove sono rinchiusi non cโ€™รจ posto per lโ€™amore. Dove si combatte per un pezzo di pane e per salvare la propria vita, lโ€™amore รจ un sogno ormai dimenticato. Ma non per Lale e Gita, che sono pronti a tutto per nascondere e proteggere quello che hanno. E quando il destino tenta di separarli, le parole che hanno solo potuto sussurrare restano strozzate in gola. Parole che sognano un domani insieme che a loro sembra precluso. Dovranno lottare per poterle pronunciare di nuovo. Dovranno conservare la speranza per urlarle finalmente in un abbraccio. Senza piรน morte e dolore intorno. Solo due giovani e la loro voglia di stare insieme. Solo due giovani piรน forti della malvagitร  del mondo.

Il tatuatore di Auschwitz รจ il libro del 2018, da un anno domina le classifiche inglesi e americane. Nessun editore ha potuto lasciarsi scappare una storia cosรฌ intensa da far vibrare le corde piรน profonde dellโ€™animo. Una storia che presto diventerร  un film. Il dolore che Lale e Gita hanno conosciuto e lโ€™amore grazie al quale lo hanno sconfitto sono un insegnamento profondo: perchรฉ restano ancora molte veritร  da scoprire sullโ€™Olocausto e non bisogna mai smettere di ricordare. Un romanzo sul potere della sofferenza e sulle luci della speranza. Su una promessa di futuro quando intorno tutto รจ buio.

RECENSIONE


Lale, un giovane ebreo originario della Slovenia, viene catturato dai soldati nazisti e deportato lontano dalla sua famiglia nel campo di concentramento di Auschwitz.

Dopo il disorientamento iniziale, il ragazzo comprende che per sopravvivere in quel posto deve imparare a lavorare restando il piรน possibile nellโ€™ombra.

Il suo comportamento esemplare gli fa guadagnare fiducia e, dopo alcuni brevi insegnamenti, diventa il โ€œTATOWIERERโ€, spettava infatti a lui incidere in modo indelebile sul corpo dei prigionieri ebrei quei numeri che contraddistinguevano le loro identitร  nel campo e segnavano il loro destino per sempre.

Si smetteva infatti di essere chiamati col proprio nome e si passava ad essere solo una sequenza di cifre, segno della profonda indifferenza che i tedeschi avevano nei confronti dei loro prigionieri.

Inizialmente questo compito lo inorridisce, ma poi Lale si rende conto che lo aiuta a confortare le donne e i bambini terrorizzati dalla nuova situazione, e soprattutto gli assicura una protezione personale dalla spietata cattiveria dei nazisti.

Un giorno come gli altri una ragazza gli porge il braccio per essere tatuata, Lale cosรฌ conosce Gita, e la sua vita cambia per sempre.

Da quel momento in poi usa ogni occasione per provare ad incontrarla, e anche se si sono scambiati solo poche parole sente che rischierebbe la sua vita per proteggere quella fragile e indifesa della sua amata.

Ma tutto ciรฒ potrร  bastare?

Riusciranno insieme a difendersi dalla crudeltร  di quel  periodo e dalla cattiveria umana?

Una storia semplice raccontata in terza persona sottoforma di diario ; รจ al tempo stesso una lettura molto impegnativa in quanto descrive nel dettaglio le crudeltร  a cui il popolo ebreo veniva sottoposto, durante un periodo vergognoso per lโ€™umanitร .

Eโ€™ molto emozionante perรฒ vedere la speranza accendersi, Lale riesce a trasformare il suo โ€œingrato compitoโ€ in un modo per aiutare gli altri, sfrutta il suo essere immune agli occhi dei tedeschi per recuperare cibo e medicine per i prigionieri piรน in difficoltร . Il ragazzo diventa cosรฌ un eroe per tutti, un esempio che aiuta a non arrendersi anche di fronte a tanta cattiveria.

Quasi non  conosce Gita ma la ragazza diventa il centro dei suoi pensieri, il bagliore di una debole speranza, il sorriso che la vita puรฒ ancora donargli.

Il racconto รจ molto dettagliato e realistico, soprattutto perchรฉ si tratta di una storia vera; lโ€™idea del libro nasce infatti da unโ€™intervista dellโ€™autrice giornalista a Lale Sokolov, il vero e storico tatuatore di Auschwitz.

Consiglio questo libro a tutti, differisce dalle solite storie dโ€™amore ma comunque ha una grossa similitudine: per amare ed essere ricambiati non bisogna MAI perdere la speranza, anche quando sembra tutto perduto, solo allora sarร  per tutta la vita.

Recensione precedentemente pubblicata sul blog Il mio mondo di libri.

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QUELLO CHE SI SALVA di Silvia Celani

Quello che si salva

QUELLO CHE SI SALVA di Silvia Celani

Titolo: Quello che si salva
Autore: Silvia Celani
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: POV singolo (Giulia)
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2020
Editore: Garzanti

TRAMA


Solo un passo divide Giulia dalla vetrina. Un passo che, perรฒ, le sembra il piรน lungo che abbia mai fatto in vita sua. Dietro il vetro, cโ€™รจ un oggetto che non vede da tanto tempo, ma la cui immagine รจ impressa a fuoco dentro di lei. Per tutti รจ una semplice trottola, ma per Giulia rappresenta lโ€™attimo in cui il mondo si รจ fermato, lasciandola in bilico sullโ€™abisso. Ora รจ di nuovo davanti ai suoi occhi. Allโ€™improvviso rivede sรฉ stessa giovane. La ragazza che nel 1943, nei mesi dellโ€™occupazione tedesca di Roma, ha trovato il coraggio di combattere per la libertร , di impugnare una pistola per reagire allโ€™orrore nazista, di premere il grilletto con le mani che fino al giorno prima sfioravano con delicatezza i tasti di un pianoforte. Come se fosse lโ€™unica scelta possibile, come se unโ€™altra strada non fosse percorribile. Accanto a lei, Leo e il loro amore, nato nei rifugi in cui sono stati costretti a nascondersi e tra gli abbracci per superare la paura. Leo che una notte le ha detto che, qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe dovuto custodire la trottola che le aveva mostrato. Un oggetto che, per lui, significava moltissimo. Cosรฌ nulla sarebbe mai cambiato tra di loro. Quando, dopo una retata, Giulia ha perso le sue tracce, non รจ piรน riuscita a ritrovare la trottola. Quel giorno tutto ha smesso di girare. E adesso eccola di fronte a lei, dietro quella vetrina. Giulia deve scoprire come sia finita lรฌ. Cโ€™รจ unโ€™unica persona a cui รจ pronta a raccontare la propria storia: Flavia, che ha cresciuto come fosse una nipote. Perchรฉ sappia che non รจ vero che i vuoti lasciati dalle persone che abbiamo amato non si riempiono piรน. In realtร  sono sempre colmi della loro presenza: bisogna solo non aver paura di ascoltare.


RECENSIONE

Salve gente, ringrazio prima di tutto queste fantastiche blogger per avermi ospitata in una veste inedita su Reading Marvels. Premetto che non ho mai scritto una recensione per un blog, ma ho deciso di parlarvi di un libro che ho amato particolarmente: Quello che si salva, di Silvia Celani, edito da Garzanti a settembre 2020.

Perchรฉ ho scelto proprio lui?

Perchรจ Quello che si salva รจ un romanzo che tratta in modo non banale un tema necessario e lo fa con una penna poetica, magica, evocativa e potente.

Ma partiamo dal principio.

Il romanzo, composto da 288 pagine, racconta una doppia storia che si intreccia su due piani temporali, giocando anche con il punto di vista. Nel passato Silvia Celani ci mostra gli eventi tramite gli occhi della protagonista, in prima persona, nel presente, invece, lo fa con una terza persona e un narratore esterno.

La storia inizia, come anche nel suo romanzo dโ€™esordio Ogni piccola cosa interrotta, da un oggetto che riaffiora dal passato e dal magma della storia per rompere lโ€™equilibrio apparente che avvolge le due protagoniste.

Flavia, giovane e smarrita in una vita priva di certezze e rapporti solidi e Giulia -nonna Luli- unโ€™anziana signora che ha cresciuto la ragazza come una nipote, nonostante non ci siano tra le due legami di sangue.

Flavia e Giulia ci introducono a passi sospesi nella Storia, durante una passeggiata tra le Vie di Roma che ogni 9 settembre intraprendono insieme, come una ricorrenza da rispettare e di cui Flavia non conosce il vero significato.

In una capitale di vicoli pittoreschi, le due si trovano di fronte alla vetrina di una casa dโ€™aste.

Dietro il vetro, c’รจ un oggetto che Nonna Luli non vede da tanto tempo, ma la cui immagine รจ impressa a fuoco dentro di lei. Per tutti รจ una semplice trottola, ma per Giulia rappresenta l’attimo in cui il mondo si รจ fermato, lasciandola in bilico sull’abisso. Ora รจ di nuovo davanti ai suoi occhi. All’improvviso rivede sรฉ stessa giovane. La ragazza che nel 1943, nei mesi dell’occupazione tedesca di Roma, ha trovato il coraggio di combattere per la libertร , di impugnare una pistola per reagire all’orrore nazista, di premere il grilletto con le mani che fino al giorno prima sfioravano con delicatezza i tasti di un pianoforte.

Perchรฉ, anche se Flavia non lo sa, Nonna Luli ha fatto parte della resistenza e ha combattuto. Come se fosse l’unica scelta possibile, come se un’altra strada non fosse percorribile.

La trottola, la riporta nel passato e riporta anche noi tra le vie della Roma bombardata e occupata, pattugliata dai tedeschi, in un vortice di paura, orrore e tenebra.

E in questo scenario accanto a Giulia conosciamo Leo e il loro amore, nato nei rifugi in cui sono stati costretti a nascondersi e tra gli abbracci per superare la paura. Leo che una notte le ha detto che, qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe dovuto custodire la trottola che le aveva mostrato. Un oggetto che, per lui, significava moltissimo. Cosรฌ nulla sarebbe mai cambiato tra di loro.

Quando, dopo una retata, Giulia ha perso le sue tracce, non รจ piรน riuscita a ritrovare la trottola.

Quel giorno tutto ha smesso di girare. E adesso eccola di fronte a lei, dietro quella vetrina, riportandola a quel dolore e quella separazione.

Ma il passato si intreccia col presente, dando ancora piรน forza alla narrazione che procede a ritmo veloce e crescente. Perchรฉ Flavia, di fronte alla chiusura e ai segreti di Nonna Luli, non accetta di perdere anche lei, non si dร  per vinta e inizia a indagare sul passato dellโ€™anziana e sul significato della trottola, ritrovando cosรฌ non solo il senso di ciรฒ che รจ stato, ma anche della sua vita sgangherata.

Tra passato e presente, Flavia conosce infatti lโ€™amore, e riesce ad accettare gli abbandoni che lโ€™hanno segnata fin da bambina.

Quello che si salva รจ proprio questo: una matassa di fili e di vite che si intrecciano in modo perfetto, senza sbavature o parti superflue.

Una panna poetica che riesce a raccontare La resistenza senza orpelli, ma per quello che รจ stata davvero: la lotta di ragazzi appena ventenni che non si sono rassegnati alla devastazione della guerra e che non hanno avuto scelta.

La scelta che invece abbiamo noi, oggi, di ricordare, di non dimenticare.

Di leggere, scrivere, parlare di ciรฒ che รจ stato per impedire che si ripeta.

Per questo, il romanzo di Silvia Celani, รจ una lettura che vi consiglio con tutto il cuore e che per me resterร  speciale.

Recensione a cura di Silvia Ciompi, in esclusiva per Reading Marvels.


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