RODERICK, BASTADO VERO di Anna Chillon

RODERICK, BASTADO VERO di Anna Chillon

Titolo: Roderick, bastardo vero
Autore: Anna Chillon
Serie: La autoconclusivo
Genere: Dark Romance
Narrazione: POV alternato (Allison e Roderick)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 18 novembre 2022
Editore: Self publishing

TRAMA


«𝙌𝙪𝙖𝙣𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙣𝙨𝙞 𝙙𝙞 𝙫𝙖𝙡𝙚𝙧𝙚, 𝘼𝙡𝙡𝙞𝙨𝙤𝙣? 𝘾𝙤𝙨𝙞̀ 𝙥𝙤𝙘𝙤 𝙙𝙖 𝙨𝙖𝙘𝙧𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙧𝙩𝙞 𝙥𝙚𝙧 𝙦𝙪𝙚𝙡𝙡𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙘’𝙚̀ 𝙣𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙖𝙨𝙨𝙖𝙛𝙤𝙧𝙩𝙚?»

𝘓𝘦𝘪, confinata in una villa piena di segreti.
𝘓𝘶𝘪, un delinquente con un unico scopo.
𝘜𝘯𝘢 𝘳𝘢𝘱𝘪𝘯𝘢: la svolta della loro vita.

***

𝗔𝗹𝗹𝗶𝘀𝗼𝗻

Irruppe in casa, sprezzante, con i suoi occhi neri come la notte che mi fissavano dai buchi del cappuccio.
Lo spavento iniziale fu nulla, in confronto a ciò che accadde poi. Rubò e spezzò molto più di quello che aveva in programma: segreti, vite, fragili equilibri.
Tentai di combatterlo, ma 𝘭𝘶𝘪 fu capace di leggermi dentro e rubarmi perfino la ragione… fino a diventare la mia ossessione.

𝗥𝗼𝗱𝗲𝗿𝗶𝗰𝗸

Avevo un piano.
Io e Denny entrammo in quella casa come i cagnacci senza remore che eravamo, facendo di 𝘭𝘦𝘪 e dei suoi amici i nostri ostaggi. Capii subito che era diversa da ogni altra, eppure questo non la risparmiò: nulla avrebbe potuto fermarmi. Ero addestrato per raggiungere i miei obiettivi.
Finché il mio obiettivo diventò 𝘭𝘦𝘪. Ma per averla, dovevo prima riavere la mia vita.
Solo allora, tutti noi, avremmo potuto riprendere a respirare.

RECENSIONE


Ero sbagliato, non insensibile. Avevo cominciato a farmi un’idea delle persone, a capire quando meritavano la mia clemenza e il mio rispetto e quando invece si erano guadagnati tutto il mio sadismo, colpevoli fino all’osso.


Poche parole ma ben chiare che mirano al centro, senza margine di errore, dando al lettore un’idea precisa del protagonista di questo romanzo, Roderick, bastardo vero. Un tipo niente male da rasentare la perfezione, credetemi, grazie al quale Anna Chillon ritorna ai suoi lettori dopo Falling Down, L’Educatore, storia originalissima e di notevole spessore di cui vi abbiamo parlato in occasione dell’uscita con particolare entusiasmo nel nostro blog. Stavolta il ritorno sulle scene del self publishing italiano la signora Chillon lo fa con un libro diverso, un romance suspense contraddistinto da tonalità dark e sfumature suspense, a dir poco magnifico.

Un terreno a lei particolarmente congeniale quello del genere romance, tratteggiato da sfumature piuttosto oscure, in cui il conflitto personale che si trovano a fronteggiare i due protagonisti è un innesco perfetto, tale da indurli a intraprendere un viaggio interiore quasi impossibile, intessuto di limiti da superare che diventa sfida estrema per entrambi. Un percorso ad ostacoli tanto duro quanto necessario al loro cambiamento e all’accettazione, in egual misura, di quello che li unirà.


«Dove passo io si rompe qualcosa che non si può più rimettere insieme. Un osso, una dignità, una vita…» Ebbi il forte presentimento che non avesse esagerato affatto e che nemmeno la mia vita sarebbe stata più la stessa dopo di lui.


Un passaggio che riassume il legame che metterà in relazione i due protagonisti, entrambi centratissimi e messi a fuoco, non solo con dovizia di particolari ma con un realismo spiazzante.
Allison, giovanissima ragazzina, divenuta remissiva da un patrigno spietato e abituata ad ubbidire per sopravvivere, attanagliata da un senso di colpa e conseguente inadeguatezza che la rendono la vittima perfetta.
Ma siamo sicuri che essere spezzati non offra anche le armi per essere alienati dal dolore, quasi da divenirne immuni? Quanto aver raggiunto il limite della sopportazione rende in realtà forti, lucidi?


Tutto sembrava terribilmente fragile in lei: i capelli sottili e scuri dai riflessi mogano, l’ovale del viso e gli arti, sempre a serrarsi sul corpo, come volesse occupare il minor spazio possibile su questa terra. Era una cosina così…


A dar voce a questo pensiero il protagonista, Roderick, alias Glock, due facce della stessa medaglia. Due anime nello stesso corpo, la superficie e la profondità, la bugia e la verità, come la luce e il buio che si avvicendano fino a compenetrarsi e creare molteplici sfumature. Un uomo indurito dalla vita che si offre senza veli, senza inganno alcuno intrigando in modo sconvolgente.
Sadico, determinato, dopato di adrenalina, animato in modo feroce dal sentore della paura altrui, e per questo sempre in ascolto del battito del cuore delle sue vittime, degli spasmi del respiro, attento ad ogni minimo dettaglio, maniaco dell’osservazione e del controllo. Un animale sempre in fuga, dotato di un fine istinto che usa per annusare le sue prede, e vedere oltre l’apparenza.


«Il mio vecchio mi diceva sempre di ricordarmi che al mondo ci sono due categorie di bastardi: quello vile, opportunista, che tende sempre a prendere la via più comoda ed è capace di cambiare bandiera secondo come tira il vento, perché è un vigliacco. Ha paura. Mi sa che è questo il tipo che conosci tu, capace di prendersela solo con chi è più debole.» Tirò il guanto sistemando le dita. «Poi c’è il “bastardo vero”: bastardo fino in fondo, a cui non frega un cazzo di niente, che non puoi comprare o corrompere. A questo tipo di bastardo non importa se chi ha di fronte è più grosso di lui. Se anche ha paura, la ingoia e se ne frega, e va avanti per la sua strada. Perciò hai ragione, tesoro, sono un bastardo, ma di un tipo che tu non conoscevi ancora.»


L’autrice ha creato ad arte una storia di vendetta e rinascita a cui non si può restare indifferenti, che emoziona a tinte forti e che allo stesso tempo cattura il lettore senza che lui se ne accorga, perché il racconto fluisce a ritmo serrato, senza sosta come a volerne sempre di più.
Dialoghi scanditi in modo impeccabile, che danno personale voce ad ogni personaggio con maniacale attenzione. Ognuno con il suo volto ben definito, la sua perfetta personalità, le sue paure, desideri, fragilità, caratteristiche. Una capacità descrittiva così raffinata che si estende a tutti i personaggi comprimari, tra cui Rev (alias Denny), fino a Wolf, Reece e Janine. Ognuno prende vita di fronte al lettore.


«So come ci si sente a essere l’unica abitante di un inferno speciale, tutto tuo, dove sei sola soletta. Quali scuse inventi per restarci? Che sei troppo debole? Che è troppo pericoloso? Non sarà che ci stai comoda?»


Un romance magnetico, che conferma quanto questa scrittrice sia in grado di rendere speciale una trama che potrebbe essere scontata ma che tra le sue mani diventa un tesoro da scoprire, una cassaforte da aprire, grazie anche allo stile magistrale di scrittura che rende ogni scena chiara e viva, come un film.

Anna Chillon non si accontenta di scrivere, lei scava l’anima dei suoi protagonisti dopo averli resi deboli, inermi dinnanzi alle loro fragilità, paure, incubi. Spogliati delle loro certezze, chi salva chi? Siamo sicuri che guardare in faccia chi abbiamo davanti basti a credergli oppure un’identità nascosta, un volto celato da un cappuccio può avere la forza di sovvertire le nostre convinzioni, di cambiarci?


Che diavolo fai, gattina? Appoggiai la nuca al cuscino e la ricambiai, scrutando in quello sguardo un po’ perso e un po’ curioso. Lei mi resse e per diversi momenti rimanemmo a osservarci così, quieti, in un contemplare che pareva un toccare, quando toccare può significare sfiorarsi, respingersi e ferire, o in extremis aggrapparsi. Cosa vedi? Cosa mi vuoi dire, gattina?


Allison, “la gattina” pronta a tirare fuori gli artigli come anche lo spietato Glock, che si alterna al Roderick ragazzo, capace di atti di gentilezza. Un dualismo ricorrente che solca profondità inaspettate e predomina per tutto il racconto, avvincendo senza sosta.


Mi sentii struggere, spiazzata da quella sua capacità di essere così violento, e l’attimo dopo così tenero e intenso. Uno come lui, come poteva esserlo? Era stato quello ad avermi rovinata, fin da quella carezza di un polpastrello fuoriuscito da un guanto nero. A quella delicatezza non sapevo resistere, perché curava le mie ferite, ma per farlo le riapriva.


L’evoluzione dei personaggi è accurata, un’operazione scandita in tempi perfetti, che consente loro di restare sé stessi seppure cambiati profondamente, alla fine.
La profondità psicologica colpisce e lo fa attraverso le azioni, oltre che mediante parole e pensieri, permettendo al lettore di percepire e comprendere le dinamiche umane di ogni personaggio, coerente fino all’ultimo.

Un libro potente, dove c’è tutto, ci si aspetta di tutto e, soprattutto, si vuole tutto: azione, romanticismo, tensione altissima, terrore, istinto di sopravvivenza, paura di morire, ricerca di salvezza, desiderio carnale, senso di colpa e di inadeguatezza, voglia di tenerezza, profonda complicità e un cinico sarcasmo così impeccabile da spiazzare.
Ma soprattutto, il messaggio che emerge forte è la consapevolezza che cedere ai sentimenti non rende deboli, anzi.


Il fatto è che al dolore non gliene frega un cazzo di quanti anni hai, quando arriva arriva, e si mangia la tua fanciullezza e le tue illusioni… ma non i tuoi sogni. Se hai abbastanza palle, i tuoi sogni te li tieni stretti. E lei ce le aveva, per questo finivamo sempre col fare scintille.


Se le emozioni sono spesso effimere, momentanee, i sentimenti sono le radici del nostro modo di essere, che ci mostrano i percorsi da seguire e i traguardi da raggiungere. Il desiderio, l’amore sono le motrici per conoscerci meglio, per connetterci alla nostra essenza anche se rotta, spezzata, ma rimettere insieme i pezzi può acquisire il significato di una, anzi due vite.

Uno dei più bei libri letti quest’anno, in assoluto. Una storia da leggere perché impossibile da dimenticare.

Chapeau.

NON MENTIRMI di Sagara Lux

Payment Management Wooden path over the sand of the beach dunes

NON MENTIRMI di Sagara Lux

Titolo: Non mentirmi
Autore Sagara Lux
Serie: Autoconclusivo
Genere: Dark Romance
Narrazione: Prima persona (Nathan e Miranda)
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 21 Febbraio 2017
Editore: Self publishing

TRAMA


Nathan Blair nasconde un segreto.
A Miranda basta un semplice sguardo per percepire in lui qualcosa di affascinante e spaventoso al tempo stesso; qualcosa che l’attira al punto da farle mettere da parte la carriera di violinista e investire tutta se stessa nella ricerca della verità.
Miranda De Luca possiede un talento.
Il suono del suo violino riesce a penetrare le barriere della mente di Nathan. Risveglia le ombre del suo passato e riporta alla luce qualcosa che credeva di avere sepolto per sempre.
Miranda è la stella che brilla sul palcoscenico.
Nathan è il mostro che la osserva nell’ombra.
Uno dei due mente, l’altro vuole scoprire la verità.
È per questo che scendono a un patto pericoloso e sensuale, che li costringerà a rivelarsi per quello che sono e legherà per sempre le loro vite, i loro corpi… E i loro segreti.

RECENSIONE


La verità più grande è spesso l’unica che non riusciamo a vedere.


Quante volte ci intossichiamo di piccole e grandi menzogne che tessono una tela dalla quale è difficile uscire?

“Non mentirmi” già da titolo delinea una delle tematiche principali di questo libro appassionante, ovvero l’eterna lotta tra verità e menzogna, tra bene e male.

Due fratelli, una donna contesa, due opposte verità intrecciate a segreti inconfessabili, così oscuri e impenetrabili da confondere, fino a che riconoscere chi sia la vittima e chi il carnefice diventa quasi impossibile.

Si crede sempre di preferire la verità, ma in realtà quando è dolorosa o complicata, si genera un conflitto psicologico da cui può essere complicato divincolarsi.

Mentire è generalmente un sintomo di diffidenza nelle proprie capacità o in quelle altrui di affrontare i problemi. In altri casi, scegliere la menzogna significa comportarsi come una persona senza scrupoli che vuole ottenere qualcosa. Ed è questo che accade in questo romanzo intrigante e sensuale, in cui il genere romance si miscela ad arte con tonalità suspence che conturbano il lettore pagina dopo pagina:


Volevo possedere Nathan Blair. Completamente. I suoi segreti. I suoi sguardi. Il calore delle sue mani. I suoi demoni.


A parlare Miranda De Luca, giovane e bellissima violoncellista che grazie al suo indiscutibile talento calca già i palcoscenici più importanti concerti di musica classica. Per lei il violino rappresenta non solo una passione profonda e irrinunciabile bensì l’estensione di corpo e anima, un legame così forte da aver trasformato la musica in vita, libertà, capacità di potersi esprimere.


Avevo bisogno di sentirmi libera, di seguire l’istinto. Non a caso, le musiche che amavo suonare di più non erano mai quelle che si trovavano su uno spartito.


Un coinvolgimento così totalizzante da intrigare al primo colpo un insolito spettatore, Nathan Blair, che una sera accompagna ad assistere ad un suo concerto Dominic, suo fratello oltre che l’uomo con cui Miranda si sta frequentando.


“Lei non era come credevo. Era come la musica che stava suonando. Pericolosa.”


Nathan ne resta stregato, fino a che entrare in contatto con questa ragazza affascinante dalle mani d’oro diverrà la sua ossessione. Uomo tormentato e noto molti per essere stati colpito da un passato che lo ha emotivamente annientato, Nathan instaura con Miranda un legame che assume sempre di più le sembianze di una rivalsa su qualcosa o qualcuno che è stato artefice di un dolore che non ha mai superato, né dimenticato.

Sotto le luci sfavillanti di Parigi prende vita una storia intrisa di un’atmosfera sensuale, a tratti dark, che ricorda i film dalle tonalità noir ambientati nella Ville Lumière in cui sguardi, desiderio, attrazione, mistero e verità nascoste avvolgono il racconto. Niente e nessuno sembra essere quel che realmente è.


La roccia era soltanto apparenza. Dentro di lui scorreva un fiume denso di emozioni, ricordi e rimpianti. Dentro la carne che mi aveva attirata c’era un cuore che pulsava di un dolore cieco che non era ancora riuscito a seppellire.


Sagara Lux, autrice dal talento indiscusso, firma un romanzo bellissimo, che ho particolarmente apprezzato perché caratterizzato da uno stile evocativo che porta il lettore nella profondità delle emozioni dei suoi protagonisti: Miranda con la sua innocente sensualità, Nathan con il suo oscuro magnetismo, Dominic con il suo potente carisma. Tre personaggi diversi e così accuratamente descritti che cercare di immaginare le loro mosse e individuare le molteplici omissioni sarà inevitabile.

Saranno Nathan e Miranda a raccontare la loro storia, due punti di vista che si avvicendano con perfetta sincronia, svelando capitolo dopo capitolo ogni sfumatura di una tela intessuta ad arte.

Molto originale la scelta di nominare ogni capitolo seguendo i tempi delle composizioni musicali, da Preludio, Andante, Vivace, Rondò, Adagio, Grave, Minuetto, come a seguire lo stato d’animo dei protagonisti e le atmosfere del racconto.


Lei era giovane, passionale, onesta. Io non ero così, non lo ero stato nemmeno alla sua età. Eppure eravamo innegabilmente simili, poiché avevamo fatto lo stesso percorso. Avevamo amato qualcuno in maniera totalizzante–con il corpo, il cuore, l’anima–e quando questo qualcuno ci era stato portato via avevamo lasciato andare anche tutto il resto.


Una lettura che mi ha fatto scoprire un’autrice che da tempo volevo conoscere e che sicuramente vorrò continuare a leggere, anche in occasione della sua nuova pubblicazione con la serie “Their rules” in uscita in questi giorni.

Alla prossima storia.

BAGLIORE di Josh Black

BAGLIORE di Josh Black

Titolo: Bagliore
Autore: Josh Black
Serie: Autoconclusivo
Genere: Dark Romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 25 Settembre 2020
Editore: Self-Publishing

TRAMA


Rod

Vive un’esistenza difficile, combatte i propri demoni giorno per giorno innalzando un muro di distacco tra sé e il mondo.Ha ceduto ai sentimenti una sola volta nella vita, il ricordo di quel momento lo perseguita ancora e lo spingerà a un’azione estrema e discutibile.Si considera un uomo senza futuro e senza speranza. Vegeta in attesa di una fine che potrebbe procurarsi da solo.

Aurora

È una ragazza che ha un disperato bisogno di aiuto. Nonostante la giovane età, trova la forza di andare avanti grazie a un carattere determinato e ha deciso che non permetterà mai a un uomo bellissimo e scostante, di perdersi. Non lo lascerà solo con se stesso, libero di rinchiudersi nel suo buio interiore.

Due anime che stanno per arrendersi al destino cercheranno, l’uno negli occhi dell’altra, un piccolo segnale… un bagliore che illumini le loro vite.

Bagliore

È una lettura adatta a un pubblico consapevole.

Le situazioni al limite e i gesti estremi sono da contestualizzare alle caratteristiche dei personaggi.

Sessualità forzata seppur consensuale.

Buona lettura!

RECENSIONE


“Forse lo sai, di sicuro non affermo nulla di nuovo e non dico niente di sorprendente, specie per chi ha già sofferto, ma voglio confermarti che ci si abitua al dolore. A quello fisico intendo, molto di più che a quello emotivo. Si impara a convivere con il tormento che si insinua sottopelle e che, in maniera inevitabile, inizia a far parte di te: si appropria dei gesti timidi e appena accennati, dei movimenti che fai con cautela aspettando, da un momento all’altro, la fitta di dolore che, con puntualità, arriva e lo fa sempre in maniera spietata e lancinante.”


Chi pronuncia queste parole è Rod un uomo dall’animo tormentato con una malattia invisibile che lo logora dall’interno in maniera viscerale e un cuore malandato che funziona a tratti. Questo malessere del corpo e dell’anima lo porta aessere scostante, silenzioso e cupo, fin da bambino. Eppure è un personaggio che ti attrae subito; mentre leggi vedi un uomo, scalzo, con i soli pantaloni addosso, un’aria strafottente e uno sguardo freddo e pensi che vuoi scoprire cosa nasconde.

Ha pensato la stessa cosa Aurora, una ragazza diretta e solare quando se l’è trovato davanti. La loro convivenza inizierà perché lei non ha un posto dove andare e se all’inizio Rod lo fa solo perché costretto dagli eventi, poi le si affeziona. E scopre che non potrà fare a meno della presenza di questo tornado biondo.

L’autore narra la storia con un linguaggio diretto, alternando i punti di vista dei personaggi che si rivolgono al lettore come se stessero conversando con lui. La storia scorre tra i silenzi e il gelo delle parole di Rod e i monologhi di Aurora che non la smette di parlare e non gli toglie gli occhi di dosso.


“Non dovrei aver paura dei risvegli e delle ore che non trascorrono mai, ma auspicarmi che cambi tutto, che la vita torni ad essere una possibilità e non un’incognita senza aspettative.”


La vita di Rod comincerà impercettibilmente a cambiare, grazie alla vitalità di Aurora, ma l’instabilità e le crisi di quest’uomo continueranno.

Aurora non si lascia intimorire dagli atteggiamenti scostanti di Rod, riempie i suoi vuoti, chiede senza aspettarsi risposte; piano, piano si avvicinano e il sesso tra loro sarà fatto di baci e morsi, di graffi e carezze:


Non riesco a spiegarti quanto dolore e quanto amore io senta per lui, specie in questi momenti angoscianti nei quali non so come intervenire per aiutarlo. Io ti salverò… è una promessa. Sono determinata nel distruggere qualsiasi cosa gli stia divorando la mente. Muoio e rinasco mille volte, piango e rido, lo graffio e lo bacio, confusa e folle d’amore, inspirando l’odore penetrante dell’uomo che amo.”


Durante la lettura emerge il passato di Rod, i rapporti difficili con lafamiglia fino alla decisione di allontanarsi da tutti, la sua malattia che lo accompagna da sempre; e infine un amore perduto che è un ricordo ma anche così reale e che non lo abbandonerà mai.

A parte il dolore e i pensieri di morte, quello che porta avanti il romanzo è la forza travolgente dell’Amore, un sentimento inevitabile e passionale che fa paura:

Rod e Aurora impareranno ad amarsi senza limiti perché l’amore è vivo senza regole né compromessi; è eccessivo, sporco, duro ma è portato avanti dalla lealtà e dal perdono.

 Quando ci si accorge che si comincia  stare bene è perché l’anima e il cuore hanno raggiunto il loro spazio, quello che merita un amore indissolubile.

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SENZA NESSUN SEGRETO di Leylah Attar

SENZA NESSUN SEGRETO di Leylah Attar

Titolo: Senza nessun segreto
Autore: Leylah Attar
Serie: Autoconclusivo
Genere: Dark Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 13 Luglio 2017
Editore: Newton Compton Editori

TRAMA


Un normale giorno di shopping sta per trasformarsi in un incubo per Skye Sedgewick. A un passo dalla sua macchina nel parcheggio viene rapita e narcotizzata. Poco dopo sembra arrivata la sua fine: lo sconosciuto la costringe a inginocchiarsi e le tiene puntata una pistola alla tempia. Skye aspetta che parta il colpo mentre recita la preghiera che l’aiutava a dormire da bambina, ma riceve solo un fortissimo colpo alla testa che la tramortisce. Al suo risveglio, l’incubo è ancora al suo fianco, ha i lineamenti scolpiti e uno sguardo impenetrabile. Chi è quest’uomo e perché le è così familiare? Questo è solo l’inizio di una storia sconvolgente, una tempesta di emozioni violente e di sentimenti che travolgono il lettore sin dalle prime pagine. Un romanzo d’amore epico, oscuro e indimenticabile. 

RECENSIONE


Non sempre il tesoro si conquista trattenendo le cose. Alle volte la magia avviene quando le lasciamo andare.


Senza nessun segreto è un titolo che ben si distanzia dalle vicende di cui narra il libro che sono invece assai pregne di inganni, bugie e macchinazioni, però centra perfettamente quello che sarà l’obiettivo ultimo a cui arrivano, non senza enormi difficoltà, i protagonisti del libro : lasciar andare via l’odio per accogliere l’amore.
Ho letteralmente divorato questo romanzo, complice un registro narrativo dal ritmo incalzante che mi ha tenuta incollata alla lettura sin dalle prime pagine: la storia infatti si apre subito con un alto tasso di tensione percepito attraverso i pensieri della protagonista, Skye, una ragazza ricca e all’apparenza frivola che viene rapita da un sicario, di cui inizialmente non verrà svelato nessun dettaglio né le intenzioni, mantenendo su di lui un alone di mistero che ha tenuto ben viva la mia curiosità.
La narrazione è divisa in due macro parti la prima dal punto di vista di Skye e l’altra da quello del suo rapitore.
Questa seconda parte è stata quella che più mi ha emotivamente colpita: vittima già da bambino di una serie di circostanze che subisce ingiustamente, attraverso di esse l’autrice dà una dimostrazione cruda e convincente di come la violenza dell’ambiente in cui egli vive, finisce per intrappolarlo in una spirale oscura che finirà per plasmarlo fino a farlo diventare un’altra persona, rendendo la sua discesa agli inferi tanto rapida quanto ineluttabile.


Attese che le lacrime sgorgassero. Non gli interessava se le guardie, le donne o i bambini lo avessero visto piangere. Voleva soltanto liberarsi del dolore che aveva dentro.
Ma le lacrime non uscirono. Ciò che provava era rabbia. Voleva affondare i pugni nell’alto muro di cemento, finché non si fosse sgretolato e avesse seppellito tutti quanti. L’impotenza, l’ingiustizia e il tradimento trasformarono il suo cuore in dura e fredda pietra.


Questo passaggio esplica alla perfezione la riflessione che mi ha suscitato la lettura: si può sfuggire al destino?

Si ha sempre la possibilità di scegliere o siamo in balia del fato?
Non penso ci sia una risposta universale a questa domanda, da osservatrice esterna delle vicende narrate il destino dei protagonisti sembra in qualche modo segnato inizialmente perchè l’unica scelta che il protagonista può fare è quella che gli consente di sopravvivere, una spinta ad andare avanti alimentata dal desiderio di trovare giustizia e pace per i torti subiti.
Stessa cosa avviene per Skye, vittima di accadimenti di cui non può avere né il controllo né la consapevolezza e che la renderanno la ragazza ricca e superficiale che inizialmente conosciamo.
Ma ad un certo punto l’autrice ci mostra l’altra faccia della medaglia e cioè che paradossalmente sarà un evento negativo come il suo rapimento a far germogliare il cambiamento, l’inizio di un’evoluzione interiore e di una presa di consapevolezza per entrambi, dandoci prova che si possono fare delle scelte che decretano in quale direzione volgere la propria esistenza e quindi non essere più in balia degli eventi, vittime del fato, ma esserne gli artefici.
I personaggi non sono lineari e gli eventi abbracciano periodi temporali lunghi, dall’infanzia all’età adulta riservando una serie di sorprese : un aspetto questo che mi ha spiazzata perché per l’intera durata del libro non ho avuto idea di dove si sarebbe andati a finire, ed è stata una delle poche volte in cui mi sono sentita in balia della corrente, non sapendo quale direzione avrebbe preso la trama, se l’altalena di eventi mi avrebbe fatta scendere in meandri bui o salire verso i raggi del sole.
Un dettaglio questo che ho particolarmente apprezzato perchè ha dato alla storia il sapore dell’ignoto e il piacere della scoperta.
Interessanti le sfumature che l’autrice imprime agli uomini e alle donne del libro, in quanto, a parte alcuni personaggi di contorno, essi non sono del tutto buoni o del tutto cattivi, ma fanno scelte plausibili per il contesto in cui vivono e quindi non etichettabili perché legate alle circostanze, ai luoghi, alle loro emozioni.
Facendoci vedere le debolezze, le sofferenze, le indecisioni, le fragilità di questi personaggi l’autrice li ha resi talmente umani da dare la possibilità al lettore di non essere giudicante nell’approcciarsi alle loro vicende.
Un’ osservazione che si può applicare anche alla capacità della scrittrice di non cadere in facili stereotipi nel raccontare il rapporto tra i due protagonisti che affonda in antiche radici ma evolve in modo graduale, complesso, sofferto, sviscerato capillarmente senza banalità, condito da tocchi di drammaticità, tensione, passione e sensualità ben bilanciati tra loro che gli conferiscono autenticità.


Era un senso di appartenenza, che cancella le divisioni tra due persone; capita quando la tua caviglia si avvinghia a quella di qualcun altro o le tue dita s’intrecciano alle sue, e tutto avviene in modo naturale, automatico, quasi senza che tu ne abbia coscienza. Quando penso a Dio, penso a queste cose magiche e inspiegabili, moltiplicate all’infinito.


Nonostante la natura dark del libro, ho trovato perfettamente inseriti alcuni sottili richiami alla religione, che sembrano voler mostrare spiragli di luce in mezzo all’oscurità che avvolge gran parte della trama e che ben si intrecciano ai luoghi in cui si svolgono i fatti.
Ed è infatti proprio con una preghiera recitata da Skye nel momento iniziale del romanzo uno dei più adrenalinici, che prenderanno il via le vicende.
Il prezzo che pagheranno per il riscatto da un’esistenza corrosa da bugie, manipolazioni e violenze sarà molto alto, fatto di sangue, sacrifici e perdite, l’autrice non regala soluzioni semplici né vittorie durature, e la motivazione sta nel fatto che il bisogno di giustizia finisce per essere avvelenato, al punto da esserne fagocitato, da un feroce desiderio di vendetta, a mio parere la vera indiscussa protagonista del libro, tanto da permeare l’intero romanzo.


Non c’era più niente a trattenerlo, niente che impedisse alle lacrime di sgorgare. Tutte le emozioni più profonde e oscure che lo avevano tormentato giacevano vuote e consumate come tanti scheletri polverosi. L’odio era un’illusione, la rabbia era un’illusione, la vendetta era un’illusione. Erano soltanto dei gusci vuoti, che lui aveva nutrito e abbeverato e che, alla fine, non avevano portato alcun frutto.


Un libro completo, che ti lascia un senso di appagamento dopo tante tribolazioni perché si sa che le vittorie più apprezzate sono quelle che ci hanno fatto sudare di più per essere conquistate. Trattenere il fiato, sudare freddo, commuovere e sospirare, tutti questi verbi traducono le molteplici sensazioni che mi ha ispirato questo romanzo e che quindi lo fanno entrare di diritto nella categoria dei must-read.

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LA MADNESS di Mary Lin

Madness

LA MADNESS di Mary Lin

Titolo Madness
AutoreMary Lin
Serie Viper serie
GenereDark Romance
Narrazione POV singolo e alternato
Tipo di finaleChiuso
EditingOttimo
Data di pubblicazione6 Novembre 2018
Editore Self Publishing

TRAMA


Reel: un uomo e il suo inferno. La sua instabilità emotiva e le sue reazioni estreme gli hanno fatto perdere il club di cui era il vice e la donna che amava, e ora lotta costantemente coi demoni che gli sconvolgono la mente, aggrappato alla vita, soltanto grazie alla brama di vendetta.

Avery: una ragazza e la sua solitudine. Dopo un’esistenza completamente dedicata agli altri e mai a sé, la sua determinazione e la sua volontà la conducono alla ricerca dell’unico familiare che le è rimasto, il solo con il quale può condividere la sua tristezza e la sua frustrazione.

Reel e Avery, tenebra e luce, assieme lotteranno per tornare a vivere, superando il confine tra giusto e sbagliato, tra sano e malato.

E questa è la loro follia.


RECENSIONE

Premessa doverosa, questo libro mi ha letteralmente prosciugata, sono stata risucchiata non solo nella storia ma nella mente e nei cuori dei protagonisti, shakerata e sballottata per bene, a volte anche abbastanza violentemente.

Se cercate una lettura rilassante, poco impegnativa questo libro non fa per voi. La tensione non abbandona il racconto nemmeno per un minuto quindi rassegnatevi, non avrete pace fino alla fine: sarete in balia di un mare in tempesta i cui brevi istanti di quiete sono solo apparenti, farete i giri sulle montagne russe nella personalità del protagonista per esserne poi sbalzate fuori senza nessun atterraggio morbido.
Importante quindi approcciarsi alla lettura con questa consapevolezza, come l’autrice correttamente informa sono presenti scene che possono urtare la sensibilità, di violenza e abusi, sesso esplicito e sadico, linguaggio forte spesso scurrile.

Detto questo con Madness secondo me Mary Lin ha raggiunto un obiettivo per niente facile, ha dato voce ad un personaggio che non si può non annoverare che tra i cattivi per eccellenza, un antagonista con cui non vorresti mai incrociare il tuo cammino, rendendolo il protagonista con la P maiuscola, di quelli che nonostante l’esasperata negatività ti catturano con un magnetismo tale da non riuscire a staccartene.
La sua prima apparizione avviene nel romanzo “Fire” secondo volume della precedente serie dell’autrice, i Rebels, bikers acerrimi nemici dei Vipers di cui il nostro protagonista è il massimo esponente.
Ecco perché per entrare in connessione col personaggio in questione secondo me è consigliabile, anche se non indispensabile, seguire questo ordine di lettura in quanto già dalla sua prima comparsa, nonostante fosse un personaggio secondario e altamente negativo, la sua intensità è stata così dirompente da lasciare quasi scomparire sullo sfondo gli altri personaggi, rubando spesso la scena ai suoi compagni di carta.

Perfettamente consapevole della forza di questo personaggio l’autrice ha saggiamente e, dal mio punto di vista egregiamente, dedicato un romanzo interamente a lui.
In Madness ci ha regalato un uomo davvero, ma davvero molto cattivo, ma cosa ancora più incredibile, nonostante questo ci ha fatte cadere ai suoi piedi, letteralmente conquistate dal suo carisma che si sprigiona in tutta la sua forza attraverso sguardi affilati come lame, sorrisi di scherno, ghigni diabolici, dialoghi sprezzanti, una presenza silenziosa ma minacciosa, scatti d’ira e azioni altamente immorali.


Quest’uomo ha un non so che di… subdolo. Lo so, non dovrei trarre conclusioni, non lo conosco affatto, ma mi è bastato sentirlo parlare e vederlo muovere per comprendere quanto sia pericoloso.



Sì perché in Reel c’è veramente tutto il peggio di una mente disturbata, una personalità talmente complessa da essere un mistero anche per sé stesso, una depravazione e una mostruosità che non possono lasciare indifferenti ma che nonostante tutto affascinano e che la scrittrice ha talentuosamente svelato scavando nei meandri più profondi della sua psiche.
Reel non sente altro se non desiderio di vendetta, dolore, sofferenze, ferite dell’anima che lui traduce in azioni efferate, violente, disturbanti.
La domanda che spesso mi sono posta durante la lettura è stata : ma com’è che questo tizio mi piace nonostante l’evidente malvagità e devianza?
È questo il perno su cui ruota tutto il libro: si può amare il male nonostante tutto?
La risposta è soggettiva, la può dare solo il lettore, nel mio caso io dico sì, si può.
Ed è Avery, la protagonista femminile che ce lo mostra in un crescendo di emozioni e una lotta senza esclusione di colpi durante la quale in apparenza è sempre lei a soccombere, ma in realtà sta lentamente e faticosamente collezionando piccole vittorie.

Quello che, sebbene in maniera differente, accomuna entrambi e ti penetra lentamente sotto pelle man mano che li conosci è il senso di profonda solitudine che attanaglia le loro esistenze.


“L’unica cosa che so è che sento il cuore a mille dopo un oceano di niente.


L’autrice ci pone davanti a evidenti comportamenti disfunzionali, ce ne fornisce anche l’origine ma ci dà anche la possibilità di scorgere inframmezzati ad essi gesti di tenerezza e di accudimento, la luce nelle crepe del cuore oscuro di Reel.

Ed è lì che a mio avviso si viene a creare una sorta di empatia atipica con lui, trovandosi non più a giudicarlo ma a comprenderlo, consapevoli che avendo sempre conosciuto solo un modo deviato di amare non è in grado di metterne in pratica altri.
E qui l’autrice mi ha posta davanti ad un altro quesito: quale è il confine tra amore e ossessione? Tra sano e malato? Tra giusto e sbagliato?

In questo romanzo questa linea di confine è molto sottile e nei passaggi in cui viene oggettivamente oltrepassata con comportamenti al limite della follia, io mi sono trovata a non condannare i protagonisti perchè conoscendoli ho compreso che per loro si trattava di resistere a una forza impossibile da contrastare, una necessità : perchè il bisogno di essere amati non sempre può tener conto di confini prestabiliti.

In questa oscillazione tra ossessione e amore, quest’ultimo emerge prepotentemente nella narrazione dell’ultima parte del romanzo, che ammorbidisce i toni dark per fornirci pagine ad alto livello di romanticismo, impensabili in un personaggio con queste caratteristiche, totalmente inaspettate ma che mi hanno fatta sospirare.


Prima di te non ero un uomo.

Dopo di te ho imparato a esserlo.

Prima di te credevo di sapere cosa fosse l’amore.

Dopo di te ho compreso che l’amore è anche sacrificio. Cazzo, se lo è.



Ed è a questo punto che secondo me di nuovo Mary gioca bene le sue carte e mostra le qualità di abile scrittrice che la contraddistinguono, quando riesce a fare uscire da questo genere di personaggio una tenerezza sconcertante ma coerente con l’uomo che è, sempre fedele a se stesso.

La battaglia che li ha visti distruggersi e ricomporsi a vicenda termina con un doloroso processo di crescita emotiva e di rivalsa affettiva, che mi ha totalmente travolta e affascinata.

Un principe oscuro questo che non si dimentica facilmente, chapeau a Mary Lin che mi ha fatto toccare con cuore, mente e soprattutto budella!!! tutti i contorti sentimenti dei suoi personaggi, con un’intensità tale da poterla sentire sulla pelle, in un’altalena di sensazioni che la sua brillante scrittura mi ha suscitato dalla prima all’ultima pagina.

Si esce da questa lettura un po’ provati, ma nel mio caso completamente appagati.

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