I SORRISI NON FANNO RUMORE di Enrica Tesio

I SORRISI NON FANNO RUMORE di Enrica Tesio

Titolo: I sorrisi non fanno rumore
Autore: Enrica Tesio
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 25 ottobre 2023
Editore: Bompiani

TRAMA


โ€œNon dovrei dare nulla per scontato, dovrei essere concentrata come un dio, esercitare lโ€™amore in ogni momento, perchรฉ lโ€™amore รจ esercizio di presenzaโ€: questo pensa ogni madre quando rimprovera a sรฉ stessa una dรฉfaillance, e questo pensa anche Antonia, detta Toni, brillante scrittrice di libri illustrati, che il suo ex marito chiama mรฉlomamma ma รจ solo la genitrice affaticata di una figlia preadolescente e non riesce a perdonarsi tutta la stanchezza che ha nel cuore. Ma Toni non molla, ogni mattina si sveglia e affronta una nuova giornata, anche quando il Natale si avvicina con i suoi obblighi di riunioni familiari e tintinnante felicitร  che per lei suonano in contraddizione. Continuare a correre e stringere i denti, perรฒ, non sempre รจ la strategia giusta: il rischio รจ di fermarsi allโ€™improvviso e dire la veritร  tutta insieme. รˆ cosรฌ che una mattina di dicembre, davanti a una platea di bambini e insegnanti, Toni guarda il buio oltre il cono dei riflettori e dice poche parole che infrangono irrimediabilmente il tabรน del Natale. Subito intorno a lei si leva unโ€™ondata di sdegno che attraverso i social diventa una tempesta, capace di travolgere tutto e di scaraventarla indietro, al cuore della sua infelicitร : in quel posto dove ciascuno รจ costretto a guardare negli occhi sรฉ stesso per capire come risalire. Un posto dove si puรฒ essere molto soli, ma puรฒ anche capitare di incontrare qualcuno come Riccardo, che a Toni ricorda: โ€œA qualcosa serviranno, tutti questi erroriโ€. Fresco come il vento dellโ€™est che porta con sรฉ Mary Poppins, questo รจ un romanzo di adulti e di bambini, di elfi natalizi e e-mail dirette in Lapponia, di addii, di guai e dโ€™amore, che ci racconta noi stessi, il nostro tempo veloce, le ipocrisie in cui troppo spesso stritoliamo i nostri desideri. Con il suo timbro inconfondibile Enrica Tesio scrive una fiaba metropolitana amara e dolce, capace di farci sorridere nel buio.

RECENSIONE


Acquistando questo libro non pensavo mi sarei trovata di fronte ad una protagonista come questa, una donna smarrita dalla spiccata sensibilitร , che mi ha ispirato da subito una sorta di familiaritร , una immediata simpatia, una vicinanza emotiva che mi ha fatto pensare fosse il momento giusto per questa lettura, dandomi riconferma che siano i libri a scegliere noi e non viceversa.

E’ bastato l’incipit ed ero giร  conquistata:


Ambientato in quel periodo cosรฌ strano che precede il Natale, lโ€™ atmosfera della narrazione ne ricalca tutte le sensazioni, un misto di dolcezza e nostalgia, felicitร  e amarezza.


La protagonista Toni รจ una donna stanca di quella stanchezza dello spirito che ad un certo punto ti costringe o a crollare o a fermarti, ma comunque in entrambi i casi a interrompere quel flusso di circostanze, relazioni ed eventi che in qualche modo ti stanno facendo soccombere.



Ho adorato questa protagonista, una figura di donna attuale e consapevole che in qualche misura ha legittimato questa stanchezza del cuore citata nella sinossi che, ci racconta Enrica Tesio, รจ anche figlia del nostro tempo, quello veloce, del giudizio facile, della vita a misura di social, dellโ€™ uniformarsi, del rendimento sempre alto, della fatica nel conciliare famiglia e carriera, della difficoltร  di dare voce alle emozioni.

“I sorrisi non fanno rumore” รจ la storia di una infelicitร  latente con cui prima o poi si รจ chiamati a fare i conti quando si perde il baricentro della propria esistenza, del proprio sentire e si dร  piรน importanza allโ€™ approvazione esterna piuttosto che alla propria unicitร , quando si perde di vista se stessi.

รˆ una dissezione chirurgica di questa infelicitร  che mostra tutte le sue diramazioni interne: il senso di inadeguatezza come madre, come moglie, come figlia, la fatica di nascondere le proprie fragilitร , la propria solitudine, il peso della maschera che ci si trova ad indossare.

Ma รจ unโ€™ operazione questa che non annega il lettore in un mare di tristezza bensรฌ lo fa navigare dolcemente: รจ una traversata questo libro che fa navigare in acque piรน o meno agitate, sicuramente non risparmiando di scendere nelle sue profonditร .

Lo stile con cui questโ€™ autrice racconta questo tsunami dellโ€™esistenza รจ molto ironico e brillante, una ironia che stempera quelli che appaiono gli aspetti meno virtuosi del vivere moderno, incarnati nei personaggi di contorno della vicenda, la manager Buonanno e la mamma di Milo tra tutti, figure che senza lโ€™ironia che le ammanta risulterebbero quasi grottesche.

E invece sono il ritratto dei tempi attuali e il vestito che indossano: un bisogno dilagante di conferma del proprio valore attraverso la ricerca affannosa di visibilitร , di piacere immediato, di affermazione attraverso lโ€™ immagine, del politicamente corretto, del “cosรฌ fanno tutti”.



Dal rapporto madre figlia che fa vibrare di commozione attraverso i dialoghi scritti con un fantomatico Babbo Natale, inseriti tra un capitolo e l’altro, alla relazione di coppia che finisce per trasformarci in quello che non siamo, al rapporto con la carriera e la fama che devono giocare allโ€™ equilibrista con il ruolo di genitore, passando per la perdita in tutte le sue forme, Enrica Tesio non si risparmia, introduce il lettore fin negli angoli piรน intimi e dolorosi della vita della protagonista che รจ altresรฌ quella di qualunque di noi.



Tre fasi che sono tutto, tutto quello che conta e che questo libro affronta con toccante sensibilitร  senza perdere di realismo.

Se vi รจ capitato di sentire il desiderio di nascondervi quando ad un certo punto tutto รจ troppo, questo รจ il libro che fa per voi.

Ma sappiate che le sue parole vi staneranno e terminata la lettura forse sentirete di poter uscire per un poโ€™ dal vostro nascondiglio.



GRANDE MERAVIGLIA di Viola Ardone

GRANDE MERAVIGLIA di Viola Ardone

Titolo: Grande Meraviglia
Autore: Viola Ardone
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 19 settembre 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


ยซLโ€™amore รจ incomprensibile, una forma di pazziaยป. Nel candore dello sguardo di Elba il manicomio diventa un luogo buffo e terribile, come la vita, che Viola Ardone sa narrare nella sua ferocia e bellezza. Dopo โ€œIl treno dei bambiniโ€ e โ€œOliva Denaroโ€, โ€œGrande meravigliaโ€ completa unโ€™ideale trilogia del Novecento. In questo romanzo di formazione, il legame di una ragazzina con lโ€™uomo che decide di liberarla rivela il bisogno tutto umano di essere riconosciuti dallโ€™altro, per sentire di esistere. Elba ha il nome di un fiume del Nord: รจ stata sua madre a sceglierlo. Prima vivevano insieme, in un posto che lei chiama il mezzomondo e che in realtร  รจ un manicomio. Poi la madre รจ scomparsa e a lei non รจ rimasto che crescere, compilando il suo โ€œDiario dei malanni di menteโ€, e raccontando alle nuove arrivate in reparto dei medici Colavolpe e Lampadina, dellโ€™infermiera Gillette e di Nana la cana. Del suo universo, insomma, il solo che conosce. Almeno finchรฉ un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, non si ficca in testa di tirarla fuori dal manicomio, anzi di eliminarli proprio, i manicomi; del resto, รจ quel che prevede la legge Basaglia, approvata pochi anni prima. Il dottor Meraviglia porta Elba ad abitare in casa sua, come una figlia: lโ€™unica che ha scelto, e grazie alla quale lui, che mai รจ stato un buon padre, impara il peso e la forza della paternitร . Con la sua scrittura intensa, originale, piena di musica, Viola Ardone racconta che lโ€™amore degli altri non dipende mai solo da noi. รˆ questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.

RECENSIONE


Parlare di malattia mentale e farlo con stile, tenerezza e poesia tutto insieme รจ per pochi. 

Lโ€™ argomento รจ spinoso, pieno di finte credenze, spesso scomodo come tutti i temi complessi, che possono far cadere in facile retorica.ย 

E invece Viola Ardone non la sfiora nemmeno la retorica nรฉ cade nella trappola del mero sentimentalismo, tutto lโ€™ opposto. 

Con una scrittura magistrale, che incatena, affascina e commuove ci regala un racconto vero, duro, di unโ€™ intensitร  e una bellezza rari. 

Grande meraviglia, questo il titolo del suo ultimo libro, nonchรฉ il nome del protagonista maschile del romanzo insieme alla giovane Elba, che il dottor Fausto Meraviglia appunto vuole salvare da unโ€™esistenza vissuta interamente allโ€™ interno del manicomio. 

Il manicomio raccontato nel libro รจ una struttura tra le tante che nei primi anni immediatamente successivi allโ€™ emanazione della legge Basaglia era ancora in funzione in quella sorta di limbo che ha preceduto la chiusura di tutte le strutture. 

Il racconto della vita non vita allโ€™interno di quelle mura, dei disumani metodi di โ€œcuraโ€ che cura non era, della solitudine ed emarginazione di questi uomini e donne รจ doloroso. 

Il dolore maggiore che scorre liquido tra le crepe di queste mura รจ la consapevolezza che i manicomi non erano luoghi di cura, ma luoghi di dolore, dove nascondere persone considerate socialmente inadatte a vivere in comunitร , come fossero guaste, irreparabili sottoponendole a trattamenti brutali spesso senza evidenza clinica ma in ragione del desiderio delle famiglie di allontanarle. 



Molte infatti sono le donne e le giovani che compaiono nella vicenda come creature fragili e ammantate di dolore, pazienti del Fascione, il manicomio di Napoli, che fanno delle loro manie, delle loro difficoltร  e delle loro psicosi un mantello con cui proteggersi dal mondo, ed il lettore per questo non puรฒ che affezionarvisi e guardarle con tenerezza , perchรฉ riconosce lโ€™origine di queste fragilitร : la mancanza di amore o il troppo amore che alimentano il dolore del cuore. 



Nonna sposina, Aldina la poetessa, la Nuova, la Mutti, la stessa Elba. 

Anime che abitano un mondo a parte, il mezzo mondo come lo chiama lei ma รจ poi cosรฌ tanto diverso da quello che cโ€™รจ fuori abitato dai mica-matti? 



Tra tutte la giovane Elba รจ un personaggio indimenticabile, ragazzina sfrontata ma acuta, che sa osservare e cogliere la realtร  con precisione matematica, non per niente la misura con numeri decimali. 

รˆ lei che diventa messaggera di una veritร  di cui tutto il libro รจ permeato, e cioรจ che lโ€™ amore probabilmente non sempre cura e non sempre salva perรฒ ci permette di esistere, quello che davvero cura รจ la libertร . 

Un concetto di cui si fa paladino anche il protagonista il dottor Meraviglia che vuole dare la libertร  a Elba nata e cresciuta in manicomio. 

Un anti eroe per eccellenza, marito impegnativo, padre assente, uomo pieno di ideali in nome dei quali sacrifica senza remore gli affetti a lui piรน vicini. 

Un personaggio complesso come il rapporto che intesse con questa piccola paziente con il nome di un fiume, con la quale il ruolo di padre assume sostanza profonda, dando vita ad un legame forte come lo sono quelli delle anime che si riconoscono e si scelgono. 

Un romanzo denso e toccante raccontato dalla voce dei protagonisti e diviso in quattro parti su livelli temporali diversi, che nellโ€™ intenzione dellโ€™autrice non vuole assolvere solo al compito di denuncia di fronte al passato della malattia mentale. 

Viola Ardone fa di piรน, ci butta nelle profonditร  dellโ€™animo umano senza sforzo, senza sotterfugi e senza giudizio, con la lente di chi sa maneggiare le parole per creare emozione a mostrarci da angoli diversi le altezze e le bassezze dellโ€™esistenza. 

Ci racconta dellโ€™ amore che attraversa le nostre vite sia che lo abbiamo meritato, elemosinato, cercato o schivato, della libertร , non solo fisica ma anche della mente, della solitudine che spaventa, degli ideali che a volte sono cosรฌ alti da allontanarci da tutto nel tentativo di raggiungerli, e del segno che lasciamo nel mondo e nelle esistenze degli altri. 

Di tutto quello che crediamo di aver perso ma che invece si รจ solo trasformato. 



OLIVA DENARO di Viola Ardone

OLIVA DENARO di Viola Ardone

Titolo: Oliva Denaro
Autore: Viola Ardone
Serie: unico spettacolo
Genere: Narratriva, formazione
Spettacolo teatrale
Tipo di finale: Chiuso
Data: 18/01 – 21/04 2024
Produttore: Agidi, Goldenart Production

TRAMA


Cโ€™รจ una storia vera, e cโ€™รจ un romanzo. La storia vera รจ quella di Franca Viola, la ragazza siciliana che a metร  degli anni 60 fu la prima, dopo aver subito violenza, a rifiutare il cosiddetto โ€œmatrimonio riparatoreโ€. Il romanzo prende spunto da quella vicenda, la evoca e la ricostruisce, reinventando il reale nellโ€™ordine magico del racconto. 

Allโ€™inizio Oliva รจ una quindicenne che nellโ€™Italia di quegli anni, dove la legge stabiliva che se lโ€™autore del reato di violenza carnale avesse poi sposato la โ€œparte offesaโ€, avrebbe automaticamente estinto la condanna (anche se ai danni di una minorenne), cerca il suo posto nel mondo. E, in un universo che sostiene che โ€œla femmina รจ una brocca, chi la rompe se la pigliaโ€, Oliva ci narra, ormai adulta, la sua storia a ritroso, da quando ragazzina si affaccia alla vita fino al momento in cui, con una decisione che suscita scandalo e stupore soprattutto perchรฉ inedita e rivoluzionaria, rifiuta la classica โ€œpaciataโ€ e dice no alla violenza e al sopruso.

RECENSIONE

Spesso la letteratura trasportata al cinema o a teatro puรฒ fare storcere il naso, specie se il prodotto letterario ha suscitato consensi e apprezzamenti.ย 

รˆ un classico dire non รจ bello come il libro a proposito di una trasposizione, per la stessa natura del tipo di comunicazione le sensazioni suscitate sono diverse e difficilmente comparabili.ย 

Capita perรฒ di trovarsi davanti allโ€™ eccezione, come con lo spettacolo teatrale tratto dal libro di Viola Ardone “Oliva Denaro” portato in tournรฉe fino ad aprile, con la regia di Giorgio Gallione e la folgorante interpretazione di Ambra Angiolini.ย 

Un monologo di settanta minuti che lโ€™attrice regge esclusivamente su di sรฉ senza cambi dโ€™abito, con una scenografia essenziale ma evocativa, che permette di muoversi quel tanto che basta per seguire lo spazio ed il tempo della narrazione, con pochi colori e qualche oggetto che assume una fortissima connotazione simbolica.ย 

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La dimostrazione che non occorre riempire per creare stupore, a volte invece รจ piรน dโ€™impatto togliere.ย 

Il piรน, รจ innegabile, lo fanno la recitazione della Angiolini che per quei minuti sul palco sembra essersi cucita lโ€™ anima di Oliva Denaro addosso, e ai dialoghi della Ardone, la cui scrittura รจ incisiva e intensa, riadattati alla rappresentazione ma fedeli al libro.ย 

Questi ingredienti creano uno spazio sospeso a cui lo spettatore resta inevitabilmente incatenato, come ipnotizzato dalla voce della protagonista che a ritroso racconta la propria vicenda in diversi momenti della sua vita: dalla giovinezza e i suoi turbamenti fino all’etร  adulta, passando attraverso eventi drammatici che non ne intaccano perรฒ il desiderio di libertร  e dignitร , ispirata come nel libro, alla vera storia della prima donna ad opporsi al cosiddetto matrimonio dโ€™onore, oggetto di una legge che incredibilmente ed inspiegabilmente esisteva fino al 1981, e lo fa con una intensitร  tale da creare una corrente emotiva sempre alta tra il pubblico.ย 

Una storia di formazione, di coraggio, di libertร  che indaga contemporaneamente il rapporto tra madre e figlia e tra padre e figlia, le inquietudini della giovinezza, le agitazioni ideologiche e politiche di quegli anni, le convenzioni e tanto altro.ย 

Il monologo รจ piรน che coinvolgente, accarezza e scuote, fa sorridere e commuovere, ma soprattutto fa riflettere: lโ€™ interpretazione di Ambra Angiolini crea la sensazione di essere tutte Oliva.ย 

Non cโ€™รจ donna che non abbia sperimentato almeno una volta nella vita la sensazione di non avere via dโ€™uscita o possibilitร  di scelta per il solo fatto di essere femmina, ed รจ questa sensazione che si avverte nella pancia.ย 

Come non potrebbe essere altrimenti trovandosi catapultati in un mondo, in un tempo, in una societร  in cui la propria madre tramanda alla figlia il detto:ย 

<<la femmina รจ una brocca, chi la rompe se la piglia>>ย 

Ecco quindi che il NO gridato, difeso, da Oliva Denaro nella voce della sua interprete riporta lo spettatore in un presente in cui fortunatamente quella sensazione cessa di esistere.ย 

E si fa strada invece quella che esprime gratitudine e ammirazione per la forza di un diniego che รจ andato contro tutti e contro tutto quello che le convenzioni del tempo imponevano come regola, a ricordare una libertร  quella di cui godiamo oggi come donne, che รจ costata un prezzo altissimo.ย ย 

Uno spettacolo intenso, dolce e doloroso insieme, coinvolgente e appagante, un momento che invito a regalarsi come un piccolo spazio di bellezza.ย 

Io sono decisamente favorevole alla bellezza.ย 

ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE di Raffaella Cargnelutti

ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE di Raffaella Cargnelutti

Titolo: Alla gentilezza di chi la raccoglie
Autore: Raffaella Cargnelutti
Serie: Autoconclusivo
Genere: narrativa storica
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Buono
Data di pubblicazione: 1 luglio 2015
Editore: Andrea Moro

TRAMA


Racconto della prigionia dell’artista Giulio Cargnelutti internato a Buchenwald e sopravvissuto a tante sofferenze che ha raccontato in un diario fatto di immagini.

RECENSIONE


Come giร  successo negli anni precedenti ho approfittato di una lettura assegnata a scuola a mio figlio per le vacanze natalizie per aggiungere una nuova storia sullโ€™olocausto a cui dedico sempre almeno una lettura allโ€™ anno. 

Raffaella Cargnelutti autrice friulana e critica dโ€™arte, ha regalato ai lettori sotto forma di romanzo la storia vera della deportazione a cui fu sottoposto suo padre nel โ€˜44 a Buchenwald. 

La collina dei faggi andata a riempire il triste elenco dei campi di sterminio nazisti che rappresenta il paradosso della storia: un luogo dove la natura regala bellezza che invece diventa contenitore di morte e sofferenza. 



Questa storia, racconta lโ€™autrice alla presentazione, nasce dalla volontร  di tramandare la memoria di un doloroso passato innanzitutto nelle scuole. 

Da questo seme รจ successivamente nato il romanzo che colpisce giร  nel titolo. 

Giulio Cargnelutti padre dellโ€™autrice vergรฒ con questa frase “ALLA GENTILEZZA DI CHI LA RACCOGLIE” la breve lettera gettata nella feritoia del vagone piombato che lo stava trasportando verso la deportazione in Germania, con la speranza di poter dare notizie alla propria famiglia che non aveva modo di sapere piรน nulla sul suo destino dopo lโ€™incarcerazione. 



Impensabile che la gentilezza possa farsi largo in un momento cosรฌ drammatico e invece come i fiori nel cemento, questa sopravvive, resiste in mezzo al buio piรน nero che si possa immaginare. 

Questo romanzo infatti non parla solo di fatti tragici ma anche e soprattutto di amicizia, coraggio e dignitร . 

A controbilanciare infatti la descrizione della vita e delle angherie sofferte nel lager, il libro si sviluppa su due piani narrativi, affiancandovi il racconto della vita di chi รจ rimasto a casa ad aspettare di avere qualche notizia della sorte dei propri cari e che vive la sofferenza della guerra seppur in modo diverso. 

รˆ in questo frangente che conosciamo gesta e azioni di pura generositร  sia delle donne, anche giovanissime, dei paesi della Carnia che sostavano nelle stazioni per raccogliere i messaggi dei deportati o dare loro un poโ€™ di cibo e acqua, sia degli stessi ferrovieri che quando possibile aiutavano a scappare quanti piรน prigionieri potevano. 

Al contrario di quello che si potrebbe pensare a colpire nella lettura non sono le atrocitร  descritte, ma le piccole tracce di amore invece che aiutano il protagonista a resistere in mezzo a tanto orrore e la tenacia con cui egli vi si aggrappa per non soccombere. 

Lโ€™ amicizia con un deportato, la fede incrollabile, la possibilitร  di disegnare con solo un lapis e qualche pezzo di carta arrangiato, il pensiero della propria famiglia, la dignitร  di non lasciarsi portare via la propria umanitร . 



รˆ questo forse lโ€™aspetto maggiormente inconcepibile ai nostri occhi, il furto di cui ci si sente vittima di fronte alla cronaca storica di questi fatti, e cioรจ l annientamento di ogni traccia di umanitร  nei prigionieri, la cui identitร  e la cui natura di essere umano appunto, finiscono schiacciate dalle privazioni del corpo e della mente in un vortice di violenza cosรฌ efferata da essere anche difficile da immaginare, figurarsi comprendere. 



Unโ€™ umanitร  che Raffaella Cargnelutti ci restituisce nelle parole del suo romanzo, regalando con generositร  e con uno stile narrativo apprezzabilissimo un pezzo delle sue radici che aiutino a tenere salda la memoria di ciรฒ che รจ stato e mai piรน dovrร  essere. 

Un libro che consola, che fa toccare lo spessore morale di cui le persone possono essere capaci e che dimostra come il perdono possa diventare l’arma piรน potente contro la violenza.


ONE LIFE di James Hawes

ONE LIFE di James Hawes

Titolo: One life
Regia: James Hawes
Tratto dal libro: If Itโ€™s Not Impossibleโ€ฆ The Life of Sir Nicholas Winton di Barbara Winton
Genere: Drammatico
Film per il cinema
Tipo di finale: Chiuso
Data di uscita: 21 dicembre 2023
Produzione: Eagle Pictures

TRAMA


Un agente di cambio britannico visita la Cecoslovacchia alla fine degli anni ’30 e partecipa alla preparazione di piani per aiutare nel salvataggio dei bambini ebrei prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, in un’operazione che diventerร  nota come Kindertransport.

RECENSIONE

Ci sono molti capitoli della storia della seconda guerra mondiale che sono sconosciuti ai piรน o per lo meno sono molto meno famosi. 

A volte perรฒ lโ€™arte li riporta in vita, grazie ad un libro o ad un film si spande nelle coscienze la memoria di fatti eccezionali con protagonisti uomini comuni. 

รˆ uno di questi fatti che racconta One Life, film del regista James Hawes uscito a dicembre dell’anno scorso e con protagonista un sempre magnifico Anthony Hopkins. 

Tratto dal libro โ€œIf Itโ€™s Not Impossibleโ€ฆ The Life of Sir Nicholas Wintonโ€ scritto da Barbara Winton disponibile solo in lingua inglese, la trama racconta dellโ€™ impegno e della tenacia di un broker inglese Nicholas Winton, nellโ€™ organizzare tra mille difficoltร  lโ€™espatrio di migliaia di bambini ebrei dallโ€™allora Cecoslovacchia attraverso viaggi in treno, i cosiddetti “Kindertransport” verso famiglie affidatarie inglesi poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. 

Inutile dire che lโ€™impresa รจ titanica ma ciรฒ non impedisce al giovane di salvare centinaia di bambini, non solo dalla loro condizione di rifugiati ma dallโ€™ imminente inizio della guerra e dellโ€™eccidio che ne conseguirร . 

Un film che alterna momenti intimi, che seppur privi di dialoghi sono carichi di emozione anche grazie allโ€™interpretazione di Hopkins, ad altri piรน dinamici della costruzione storica delle operazioni di salvataggio dei piccoli rifugiati che donano allo spettatore lโ€™intensitร  dei sentimenti in gioco. 

Unโ€™alternanza che si mostra nella doppia linea temporale scelta nella sceneggiatura, quella dellโ€™ inizio del conflitto e quella degli anni โ€™80 con il protagonista anziano ma ancora tormentato dai ricordi. 

Atmosfere e recitazione tipicamente inglesi, pathos, emozioni intense appunto, pur nel loro contegno britannico incarnato perfettamente dalla recitazione di Hopkins che sostiene tutto il film. 

Egli interpreta lโ€™ormai anziano Nicolas Winton, un uomo che nonostante siano passati anni รจ ancora profondamente coinvolto dagli avvenimenti del conflitto, quasi prigioniero di ricordi di cui fa fatica a disfarsi perchรฉ consapevole che tali ricordi non possono e non devono andare perduti ma vanno custoditi. 

Non possono perรฒ essere custoditi da chiunque, il conflitto interiore del protagonista si sviluppa non solo nellโ€™ incapacitร  di lasciar andare il passato, ma anche nel senso di colpa per non essere riuscito a fare di piรน (a perenne ricordo di questo senso dโ€™incompiutezza cโ€™รจ un oggetto in particolare) e nella riluttanza a dare al proprio operato la notorietร  che invece servirebbe perchรฉ il ricordo non vada perduto. 

Questo il messaggio potente del film che a mio parere si condensa nel telegramma che riceve il giovane volontario dal proprio superiore, vedendosi negato il permesso di proseguire ad assentarsi dal lavoro per prolungare la propria permanenza in Cecoslovacchia: la coscienza morale collettiva รจ la somma di quelle dei singoli ma non puรฒ attuarsi solo con le idee. 

Lโ€™accoglienza, la solidarietร , la compassione che questโ€™uomo ha incarnato con il suo impegno e il suo senso del dovere non possono essere messe in atto senza azioni concrete, con il fare a dispetto di tutto, degli ostacoli, della mancanza di sostegno e dellโ€™ostracismo della burocrazia e a volte anche della politica. 

Lโ€™ eroismo, ci racconta la pellicola, non necessita di gesta eclatanti, di rumore, di capacitร  fuori dal comune, ma tutto lโ€™opposto.ย 

Il bene si puรฒ fare in silenzio, nel proprio piccolo, con intenzione, tenacia, impegno e volontร . 

Una pellicola che ce lo racconta con toni semplici ma che commuove ed emoziona. 

L’EDUCAZIONE DELLE FARFALLE di Donato Carrisi

L’EDUCAZIONE DELLE FARFALLE DI Donato Carrisi

Titolo: L’educazione delle farfalle
Autore: Donato Carrisi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023
Editore: Longanesi

TRAMA


La casa di legno brucia nel cuore della notte. Lingue di fuoco illuminano la vallata fra le montagne. Nel silenzio della neve che cade si sente solo il ruggito del fuoco. E quando la casa di legno crolla, restano soltanto i sussurri impauriti di chi รจ riuscito a fuggire in tempo.
Ma qualcosa non รจ come dovrebbe essere. I conti non tornano. E il destino si rivela terribilmente crudele nei confronti di una madre: Serena.
Se cโ€™รจ una parola con cui Serena non avrebbe mai pensato di identificarsi รจ proprio la parola ยซmadreยป.
Lei รจ lo ยซsqualo biondoยป, una broker agguerrita e di successo nel mondo dellโ€™alta finanza. Lei รจ padrona del suo destino, e nessuno รจ suo padrone.
Ma dopo lโ€™incendio allo chalet tutto cambia, e Serena inizia a precipitare nel peggiore dei sogni. E se lโ€™istinto materno che lei ha sempre negato fosse piรน forte del fuoco, del destino, di qualsiasi cosa nellโ€™universo?
E se davvero ci accorgessimo di amare profondamente qualcuno soltanto quando ci appare perduto per sempre?

Questo non รจ semplicemente lโ€™ultimo capolavoro di Donato Carrisi. Perchรฉ Serena non รจ un personaggio come gli altri, e questa non รจ una storia come le altre. Questo รจ un viaggio inarrestabile alla scoperta degli angoli piรน oscuri del nostro cuore e delle nostre paure, al termine del quale il nostro modo di vedere il mondo, semplicemente, non sarร  piรน lo stesso.

RECENSIONE


Ci sono molti modi per definire il verbo educare, non sempre perรฒ la connotazione che assume questo verbo รจ ammantata di un significato positivo. 

Sรฌ puรฒ educare anche al male, si puรฒ educare attraverso il plagio, si puรฒ plasmare a proprio piacimento attraverso lโ€™ educazione. 

Non posso svelare a cosa si riferisce il titolo dellโ€™ ultimo libro di Donato Carrisi che รจ tornato alla grande con questโ€™ ultimo lavoro Lโ€™ educazione delle farfalle ma posso affermare che come ci ha spesso abituati, sarร  un calarsi lentamente in un abisso in cui sono paure ataviche a sussurrarti di non scendere piรน, di fermarti. 

Ma sarร  impossibile farlo perchรฉ la scrittura del maestro ti incatena e staccarsene diventa difficile, la curiositร , il desiderio di trovare qualcosa che spogli dallโ€™ inquietudine provata costringono alla resa, a divorare le pagine una dietro lโ€™altra. 

รˆ dalla presentazione dal vivo presso la libreria “Lovat” di Villorba ( interessata anche da una surreale interruzione) che lo stesso autore racconta da cosa ha avuto origine lโ€™ idea del romanzo, e cioรจ da una domanda fattagli dal proprio figlio: una farfalla sa di essere stata bruco prima di diventare farfalla? 

Un quesito che lโ€™ autore trasporta allo status emotivo della maternitร : una madre sa di esserlo anche prima di diventarlo? 

E una volta diventata biologicamente madre, lo diventa anche nella propria interioritร ? 

Domande che troveranno risposta in questo racconto molto avvincente che infatti รจ soprattutto la storia di un legame madre-figlia. 



Donato Carrisi indaga questo rapporto viscerale attraverso una protagonista che non possiede la men che minima traccia della figura materna convenzionale. 

Serena, broker spregiudicata, soprannominata โ€œlo squalo biondoโ€ non รจ avvezza ai legami, creatura solitaria della Milano dei piani alti, la cittร  delle nuvole come la chiama lโ€™ autore che fa di questa donna un personaggio complesso e affascinante, quanto piรน umano e antieroe si possa pensare, ed รจ questo che attrae. 

Ad alcuni potrร  risultare scomodo, antipatico ma nel mio caso non รจ stato cosรฌ, รจ talmente e fortemente autentico, tanto da doverlo accettare cosรฌ com’รจ senza giudizio.

Quel che resta addosso di questo personaggio volutamente controverso รจ la certezza che il come รจ il quanto si ama non si possano giudicare. 

Nemmeno noi siamo pienamente consapevoli della nostra capacitร  di amare finchรฉ il destino o la vita attraverso eventi, incontri, esperienze non ce ne fanno rendere conto.  

La stessa Serena rinnega un istinto materno che invece si farร  strada prepotentemente dentro e fuori di lei e che la porterร  a indagare le paure piรน profonde di un genitore trovandosi suo malgrado allโ€™ interno del peggiore degli incubi. 

Lโ€™ autore racconta tutto ciรฒ con una narrazione che sembrerebbe divisa in due parti ma in realtร  non lo รจ. 

La vicenda subisce una naturale evoluzione attraverso un grande cambiamento che avviene nella vita della protagonista. 

Ed รจ cosรฌ che ritroviamo anche due ambientazioni opposte ma che legheranno a sรฉ i protagonisti. 

Le vicende si dipanano quindi tra Milano, descritta attraverso il lusso e lโ€™ambizione, la ricerca della leggerezza e dellโ€™ appagamento immediato, dove tutto รจ veloce. 

Di contrasto poi il campo di azione si sposta a Vion localitร  di villeggiatura svizzera dove tutti si conoscono, i forestieri non sono visti di buon occhio e tutto e piรน lento ma ammantato dal mistero. 

Cโ€™รจ anche un altro grande protagonista nella storia che รจ il fuoco, come fosse un personaggio secondario รจ in realtร  una presenza viva nel romanzo, quasi unโ€™ entitร , che distrugge ma affascina. 

Da cui tutto ha inizio. 

La cosa piรน intrigante a mio avviso nella costruzione di questi personaggi รจ stata che non possono annoverarsi propriamente nella categoria dei personaggi positivi. 

Cโ€™รจ un poโ€™ di buio in ognuno di loro e cosรฌ il lettore non sa bene cosa pensarne, sono ambigui, misteriosi, enigmatici. 



Questo contribuisce a fare provare al lettore una costante inquietudine, una compagna che lascia addosso un senso di paura, di disagio e di incertezza che non danno tregua, fino allโ€™ ultima riga. 

Ecco perchรฉ anche quando lasci andare la storia in realtร  lei resta sempre con te. 

Lโ€™ educazione delle farfalle mi ha accompagnata in tutti i giorni della lettura e oltre, insinuandosi nei pensieri, nelle congetture, nelle supposizioni. 

รˆ questo che deve fare un buon libro, non abbandonarti anche quando non lo stai leggendo, inseguirti, starti a presso. 



Nella musica di Donato Carrisi รจ impossibile non perdersi, risuona per molto tempo, con tutta la sua dolce e affascinante inquietudine. 


DOVE FINISCONO LE OMBRE di Sophia Linwood

DOVE FINISCONO LE OMBRE di Sophia Linwood

Titolo: Dove finiscono le ombre
Autore: Sophia Linwood
Serie: Anime ribelli (Vol.3)
Genere: Historical romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2 luglio 2023
Editore: Self publishing

TRAMA


Londra, 1859-1860

Thomas Sharp รจ un uomo ombroso e taciturno che si รจ fatto da sรฉ, conquistando a fatica il grado di ispettore nella Polizia Metropolitana di Londra, il rispetto dei colleghi e dei superiori. Gli anni di servizio militare passati sui campi di battaglia della Crimea hanno reso solo piรน fosca la sua indole, e affilato quel temperamento poco incline ai convenevoli che lo contraddistingue; nondimeno, Thomas non si รจ mai tirato indietro di fronte a un incarico, ma quello di prestigio che gli affibbiano รจ solo una dannata scocciatura. Fare da cane da guardia a una cantante lirica che, sicuramente, soffrirร  di qualche mania di persecuzione totalmente infondata gli appare un compito sgradito, una vera e propria perdita di tempo. Ma le lettere minatorie che giungono ad Ariane St ร‰tienne contengono piรน di un avvertimento inquietante, e una minaccia che sembra fin troppo seria e reale.
Ariane รจ bella, cordiale, priva di qualsivoglia vanitร  o protagonismo; ma รจ anche una donna che nasconde un abisso di segreti acuminati, misteri celati che custodisce con attenzione e timore e che รจ decisa a non rivelare a nessuno, tantomeno a Thomas, nonostante lui sia lโ€™unico uomo che lโ€™abbia mai fatta sentire protetta, al sicuro, lโ€™unico in grado di far riaffiorare in Ariane sentimenti che lei credeva estinti ormai da tempo.
Dietro le cortine opulente del palcoscenico, tra i luccichii sfavillanti del teatro e i meandri oscuri e perigliosi di una Londra fatiscente, Thomas e Ariane dovranno affrontare i pericoli che li circondano e dissipare le ombre che li minacciano con lโ€™unica arma a loro disposizione: lโ€™amore.

RECENSIONE


Terzo capitolo della serie Anime ribelli di Sophia Linwood dove ritroviamo la cantante lirica Ariane St ร‰tienne personaggio che avevamo giร  conosciuto nel secondo volume della serie, come amica e confidente del visconte Harrwood in โ€œPetalo Cremisiโ€. 

Seguo questโ€™ autrice fin dallโ€™ esordio con โ€œIl profumo di unโ€™estate e ho quindi potuto osservare con molto piacere la crescita e lโ€™evoluzione narrativa che secondo me ha avuto nel corso degli anni. 

Ho trovato in questโ€™ultimo libro una scrittura matura e molto raffinata, che contraddistingueva giร  il suo stile ma che รจ senzโ€™altro evoluta dando vita in โ€œDove finiscono le ombreโ€ a unโ€™opera che si contraddistingue come curata e solida. 

Nessuna incertezza, nessuna scorciatoia nel raccontare due personaggi non del tutto limpidi, che non fanno nulla per nascondere le loro ruvidezze, i loro errori e le loro fragilitร . 

Ariane ne รจ lโ€™esempio concreto, rassegnata a vivere il resto dellโ€™esistenza come espiazione di colpe passate. 



Una donna che ha subito il richiamo del proibito e ne รจ suo malgrado rimasta imprigionata fino alla liberazione avvenuta grazie allโ€™incontro e allโ€™innamoramento con il poliziotto Thomas Sharp a sua volta prigioniero degli incubi, che lo perseguitano soprattutto di notte, ma che lo rendono quindi lโ€™unico in grado di penetrare in quellโ€™ oscuritร  che costituisce un muro, un ostacolo alla felicitร  di entrambi. 

Perchรฉ anche il poliziotto ruvido e ombroso incaricato di proteggere la cantante vittima di minacce รจ avvolto dal velo di quegli eventi passati che hanno contribuito a renderlo distante, solitario, una presenza cupa sebbene rassicurante. 



Il richiamo alle ombre del titolo viene evocato giร  dalla stessa cover con uno sfondo nero su cui spicca una figura femminile dalla presenza quasi eterea, il cui volto รจ in parte celato, unโ€™immagine essenziale ma espressiva che rispecchia perfettamente trama e protagonisti. 

Di fatti e veritร  nascoste รจ infatti ricco questa storia, dai contenuti variegati che mescola sapientemente contesto storico, mistero, tensione e romanticismo regalandoci due protagonisti intriganti e lontani da ogni banalitร . 

Talmente avvolti da questo manto scuro da renderli foschi, una foschia che si dirada gradualmente attraverso una narrazione che intreccia presente e passato. 

Una storia di redenzione, di riscatto, di liberazione dal giogo della violenza subita ed esercitata. 



La violenza sulle donne che riempie contenitori di ogni tipo in questo momento storico รจ uno dei temi fondamentali del libro che perรฒ esce dai soliti canoni dello storico ottocentesco in cui la societร  patriarcale costringeva la donna allโ€™ asservimento della volontร  maschile. 

Qui si parla invece di un altro tipo di violenza, che molto probabilmente รจ la derivazione della prima ma che sebbene i secoli siano trascorsi รจ purtroppo un genere di violenza che sperimentiamo ancora ai giorni nostri. 

Quella legata alla cultura del possesso, della persecuzione, del delirio di onnipotenza raccontata con toni crudi, forti che catapultano il lettore nellโ€™ angoscia e nella paura di chi si sente braccato. 

Ma poi la narrazione libera il lettore da questa tenaglia e allora le ombre si diradano e si puรฒ tornare a respirare, proprio come accade ai protagonisti. 

Un libro avvincente e intrigante che รจ riuscito a sua volta a liberarsi dagli stereotipi del genere storico senza rinunciare alla coerenza, allโ€™accuratezza e alla capacitร  di coinvolgere il lettore e che per questo piacerร  anche ai non estimatori del genere. 


C’E’ ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi

C’E’ ANCORA DOMANI di Paola Cortellesi

Titolo: C’รจ ancora domani
Regia: Paola Cortellesi
Tratto dal libro:
Genere: Commedia, drammatico, storico
Film per il cinema
Tipo di finale: Chiuso
Data di uscita: 26 ottobre 2023
Produzione: Wildside, Vision Distribution

TRAMA


Roma, maggio 1946. In balรฌa di un marito padrone e di un suocero canaglia, Delia ha come unica aspirazione che la sua primogenita si sposi โ€œbeneโ€. Tutto sembra giร  scritto, ma l’arrivo di una misteriosa lettera metterร  in discussione i piani stabiliti.

RECENSIONE

Prima prova da regista egregiamente superata da Paola Cortellesi al suo esordio dallโ€™altra parte della cinepresa con un film che sta, meritatamente, sbancando il botteghino e il cui eco sui social fa da cassa da risonanza ad un successo piรน che giusto. 

Omaggio e insieme citazione di grandi film del neorealismo italiano, girato in bianco e nero โ€œCโ€™รจ ancora domaniโ€ vanta una prova attoriale collettiva di alta qualitร . 

Paola Cortellesi regala al pubblico un “dramedy” perfettamente equilibrato, che porta la sua impronta in calce, la firma di unโ€™artista che รจ stata capace di trattare con il proprio personale stile, con originalitร  e spessore una storia dolceamara dal sapore retrรฒ, ma in qualche modo purtroppo attuale, di cui le donne della mia generazione possono aver avuto familiaritร .ย 

Ci sono molti modi di far sentire la propria voce, a volte le azioni e lโ€™esempio sono piรน impattanti rispetto alle parole. 

Una voce che Delia la protagonista, interpretata dalla Cortellesi, cercherร  di far sentire appunto senza parole nรฉ urla, ma attraverso la dignitร  di accettare la vita che le รจ toccata e nello stesso tempo con la ribellione di volere perรฒ una vita diversa per la propria figlia. 

Perchรฉ รจ senza voce che le donne vivevano ( e ancora a volte vivono ) la loro condizione di figlie, donne, mogli e madri, non molti anni fa: โ€œdevi stare zittaโ€ ,โ€non devi rispondereโ€, โ€œnon occuparti di questioni che non ti competono.โ€œย 

Queste le frasi rivolte alle donne dagli uomini di ogni ceto sociale, in questa storia, ambientata nella Roma dellโ€™immediato dopoguerra, in unโ€™Italia in bilico tra la povertร  come strascico del conflitto e la gioia della liberazione che ha portato con sรฉ nuove idee, nuovi orizzonti, nuove speranze.ย 

รˆ una storia di speranza infatti quella raccontata nelle due ore del film, evocata anche dal titolo, uno sguardo di fiducia nel futuro che ricorda il famoso motto di Rossella O’Hara, un domani in cui Delia spera e ripone fiducia attraverso lโ€™atto piรน rivoluzionario del tempo che coincide con il finale della pellicola.ย 

Madre di una ragazza prossima a sistemarsi ma che non ha potuto studiare e di due maschi che infilano una parolaccia ogni due parole e non apprezzano la possibilitร  invece di poter andare a scuola, moglie di un Valerio Mastandrea epico nella sua interpretazione di padre padrone, Delia incarna la sottomissione al patriarcato della nostra cultura, talmente radicato da lasciare dolorose tracce di sรฉ ancora oggi alle soglie del 2024.ย 

E allora ha fatto bene Paola Cortellesi a regalarci questa pellicola che porta con sรฉ anche la bravura di essere riuscita a parlare al grande pubblico mixando perfettamente antico e moderno, nelle note di una colonna sonora che non cโ€™entra nulla con il momento storico eppure รจ perfetta per le scene mostrate, strumento aumentativo della comunicazione nelle scene drammatiche e non, che ho trovato un espediente meravigliosamente riuscito. 

Finalmente un film di casa nostra che non vuole essere troppo di nicchia da risultare pretenzioso, nรฉ eccessivamente volgare da voler catturare facili consensi, nรฉ ambisce ad emulare giganti del neorealismo delle grandi firme del passato. 

Brava Paola Cortellesi, mi hai riportato al cinema dopo molto tempo e mi hai fatto sorridere, commuovere, indignarmi e sperare ancora in quel domani che vorremmo tutte libero dalla violenza di genere, dagli stereotipi di genere, dallโ€™asservimento a una societร  che non riesce ancora a vederci come creature libere dalla paura del potere esercitato dagli uomini sulle donne. 

FOOL FOR LOVE di Elle Eloise

FOOL FOR LOVE di Elle Eloise

Titolo: Fool for love
Autore: Elle Eloise
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary romance
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 8 novembre 2023
Editore: Self publishing

TRAMA


E se incontrassi il vero amore proprio nel momento piรน orribile della tua vita? รˆ ciรฒ che accade al serio e determinato Blake Russell, pluripremiato protagonista di Fool For Love, sitcom dal successo planetario che ha conquistato il pubblico con le sue otto stagioni. Blake, ormai diventato una star e prossimo al divorzio, ha appena scoperto di essere affetto da una malattia impronunciabile e che per questo dovrร  affrontare mesi di terapia allโ€™insaputa di tutti, ma soprattutto allโ€™insaputa di lei, Bonnie Reid, rossa tutto pepe che cattura da subito la sua attenzione.

Bonnie che gli ricorda una giovanissima e talentuosa attrice incontrata nove anni prima, proprio ai casting di Fool For Love. Bonnie, lโ€™invisibile e simpatico fantasma che fa le pulizie sul set della serie girata negli studi della WB. Bonnie che gli salva la vita, e non solo una volta. Bonnie che perรฒ nasconde un segreto, proprio come lui. Non esattamente le premesse giuste per iniziare una relazione, vero? 

Talvolta lโ€™amore รจ piรน forte di qualsiasi veritร . Lโ€™amore รจ piรน forte della malattia, piรน forte della morte. Lโ€™amore rende meravigliosamente immortali. 

RECENSIONE



Inizio questa recensione in anteprima di cui sento tutta la responsabilitร  ma anche il piacere per aver avuto questo privilegio, con le stesse parole che lโ€™ autrice ha usato nelle pagine finali dei ringraziamenti dichiarando quanto su scritto: scrivere questa storia le ha lasciato una luce dentro che continuerร  a brillare per molto. 

รˆ grazie a questo ultimo lavoro di Elle Eloise, Fool for love, che anche noi potremo godere di quella stessa luce, accompagnando i due protagonisti Blake e Bonnie, due personaggi opposti ma complementari, in una vicenda dai toni intensi e commoventi, prima nella discesa e poi nella risalita.ย 

รˆ proprio lรฌ che ci porteranno, dentro al buio e alla solitudine che vive un malato costretto a sopportare cure invalidanti e dolorose che, piegando il corpo, finiscono per intaccare anche lo spirito. 



Ma ci accompagneranno anche attraverso la forza di credere, quella che simboleggia la protagonista femminile Bonnie, ragazza sognatrice, romantica a volte ingenua che avrร  la forza di tenere sempre viva la speranza. 

รˆ forse lei il personaggio che subisce nel libro lโ€™ evoluzione piรน evidente sebbene entrambi i protagonisti compiono un doloroso percorso di crescita allโ€™ interno della vicenda. 

Una strada del cambiamento che inizia proprio dal fatto che i due personaggi principali sono attori. 

Blake Russel acclamato e famoso protagonista da ben otto anni di una sit-com di successo, che perรฒ vive una vita piรน cucita addosso allo status di star Hollywoodiana piuttosto che sul suo vero io, sentendosi estraneo nella propria esistenza ( una condizione di cui prenderร  consapevolezza soprattutto con la malattia).ย 



E Bonnie Reid una ragazza che nell’incessante e tenace inseguimento del proprio sogno finisce per diventare una presenza invisibile, un fantasma, che spesso si trova a dover adattarsi a situazioni molto lontane dalla sua vera natura che in qualche modo รจ come se le imponessero sempre di recitare una parte, per non sentire il peso del fallimento e del giudizio.ย 

รˆ stato molto interessante osservare come lโ€™ autrice sia stata in grado di utilizzare la recitazione come terreno in cui sia lโ€™ uno che lโ€™ altra vivono una sorta di finzione anche verso loro stessi. 

Come riflessi attraverso uno specchio deformante che non permette di definire i confini tra persona e personaggio. 

รˆ questa una storia ricca di sfumature, di temi, di riflessioni una tra tutte รจ quella che mi riconduce alle stesse parole dellโ€™ autrice: questa รจ innanzitutto una storia di speranza, di tenacia, di fede.

A dispetto del titolo che รจ assolutamente calzante Fool for love ( Pazzo dโ€™amore ) non รจ infatti solo un racconto sentimentale, ma รจ la storia di come nellโ€™ opprimente oscuritร  della malattia lโ€™ amore sia il faro, la luce che fa da filo di Arianna a cui aggrapparsi per uscire dal labirinto in cui la malattia imprigiona.

Non dovete temere perรฒ di approcciarvi al tema perchรฉ nonostante questo libro parli infatti anche di malattia, in realtร  si tratta prevalentemente di una commedia con qualche incursione nel dramma che viene trattato in modo realista, come รจ giusto che sia, ma senza eccedere nel dolore, nรฉ al contrario con la banalizzazione di un tema tanto delicato.


Aspetto questo perfettamente bilanciato con la parte leggera della narrazione che rispecchia lโ€™atmosfera da sitcom americana, che ricordano un po’ le serie televisive in stile “Friends” o “The big bang tehory”.
Dialoghi spassosi, situazioni esilaranti, e personaggi secondari che contribuiscono con brio e acume non solo a dare corpo alle parti piรน divertenti della storia ma avranno un ruolo importante nellโ€™ evoluzione dei protagonisti.


La temibile Mulley tra tutti รจ la mia preferita e la piรน ironica, sono certa vi conquisterร  come ha fatto con me, con i suoi tratti spigolosi e una tenerezza ben celata.

Un elemento lโ€™ ironia che spesso aiuta a mitigare il dolore, un aspetto questo che lโ€™ autrice concretizza proprio attraverso i personaggi di contorno creando un perfetto equilibrio quindi tra commedia e dramma.

Una caratteristica a cui ci ha abituati Elle Eloise, capace di portare i lettori nelle profonditร  dei dolori umani ma poi di prenderlo per mano per risalire verso le gioie che nascono da un amore appassionato.


Una capacitร  questa di cui avevamo giร  avuto una prova con Rushmore, suo precedente romanzo, ambientato anche quello nel mondo dello show business americano e in cui ritroviamo uno stile di scrittura cinematografico caratteristico di questa autrice.

Trame che potrebbero tranquillamente diventare sceneggiature, l’ armonia nellโ€™ alternarsi di scene dal taglio “fotografico” a quelle di stampo narrativo con una giusta proporzione tra descrizioni, dialoghi, pensieri e azioni dei personaggi, che attraverso lโ€™utilizzo della prima persona e del pov alternato creano un legame intimo con il lettore e nello stesso tempo lo trasportano dentro ai luoghi.

Uno di questi luoghi sarร  un elemento simbolico forte nella storia.




Il riferimento รจ a un faro, un simbolo di salvezza e quindi di speranza, presente nel racconto anche in virtรน dellโ€™ambientazione che Elle Eloise ha scelto per questo libro.
Le vicende di Blake e Bonnie infatti si svolgono tra Los Angeles negli studi della Warner Bros, e Santa Monica, celebrati anche nella originale e ispirata cover scelta.


Questa lettura รจ stato un viaggio intenso, un poโ€™ montagne russe e un poโ€™ coperta calda e morbida.
Non abbiate timore delle prime e fatevi avvolgere dalla seconda, resterete anche voi catturati dalla luce di questo racconto, ve ne innamorerete pazzamente.


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LE COSE CHE CI SALVANO di Lorenza Gentile

LE COSE CHE CI SALVANO di Lorenza Gentile

Titolo: Le cose che ci salvano
Autore: Lorenza Gentile
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2 maggio 2023
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Gea vive in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. In un mondo che sogna di andare su Marte, lei coltiva con amore il suo โ€œorticelloโ€. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Conserva in casa tutto ciรฒ che prima o poi potrebbe servire perchรฉ non crede nei supermercati e nel comprare, ma nel riciclare e dare nuova vita alle cose. E, fedele alla sua personale โ€œeconomia circolare di quartiereโ€, distribuisce in giro gli oggetti che aggiusta, oltre a pillole per lo spirito sotto forma di poesie, biglietti, origami con citazioni. Vive sola, ma ha buoni amici: lโ€™ottantenne pseudo-portinaia del palazzo, un pensionato taciturno, lโ€™energica donna che gestisce la tavola calda in fondo alla strada, un tredicenne che sogna di diventare autista di corriera. Nessuno della sua etร , perchรฉ Gea, nella sua etร , non ci si ritrova. Cosรฌ come non si ritrova nel mondo. Forse perchรฉ รจ cresciuta in un posto sperduto, con un padre ossessionato dalle catastrofi che la obbligava a prepararsi sempre al peggio? Cominceremo a scoprire il suo segreto grazie al Nuovo mondo, una vecchia bottega di rigattiere, appartenuta un tempo alla carismatica Dorothy. Quella serranda rossa รจ rimasta abbassata per anni, finchรฉ allโ€™improvviso la proprietร  รจ stata rilevata da unโ€™agenzia immobiliare, che vuole sgomberare e vendere al miglior offerente. Ma se non si puรฒ riparare il passato, si puรฒ immaginare un nuovo futuro. Sarร  questa la missione di Gea, la sua ragione di vita o forse proprio lโ€™occasione per costruirsela, una vita: salvare il negozio a ogni costo. Perchรฉ tutto ciรฒ che salviamo finisce a sua volta per salvare noi.

RECENSIONE


I libri sono come le medicine, alleviano i dolori dellโ€™ esistenza, a volte guariscono e gli effetti collaterali sono innocui se non addirittura benefici: rilassare, divertire, far conoscere, pensare, sognare, confortare. 

Questo รจ un libro di quelli che consolano, letto in un momento un poโ€™ nero ha costituito la mia coccola della sera, una piacevole distrazione e un piccolo luogo accogliente dove trovare il tepore del non sentirsi soli. 



Ciรฒ non significa che sia un libro leggero, che non lascia traccia di sรฉ, tuttโ€™ altro, perchรฉ si puรฒ essere profondi anche con leggerezza. 

Ce lo dimostra Lorenza Gentile che in questo suo ultimo lavoro โ€œLe cose che ci salvanoโ€ offre ai lettori una favola moderna dal sapore vintage. 

Il rapporto che abbiamo con i nostri oggetti, quelli che scegliamo e come e quanto li utilizziamo raccontano molto di noi. 

Nellโ€™ epoca dellโ€™ accumulo quasi compulsivo questโ€™ autrice ci propone una storia che invece vede nellโ€™ aggiustare e conservare le cose rotte i passi per trovare il proprio posto nel mondo. 

Quasi una forma di riscatto, perchรฉ proprio come dice il titolo puรฒ accadere che se salvi un oggetto un domani poi esso possa salvare te. 

Lei non lo sa ma รจ quello che accade allโ€™ insolita protagonista del libro: Gea ragazza tuttofare del quartiere che vive occupandosi di riparazioni varie nelle case dei vicini. 

Un quartiere di Milano vicino ai Navigli che per Gea รจ praticamente tutto il suo mondo. 



Sembra di camminare con Gea accanto all’acqua del Naviglio mentre distribuisce cibo in cambio di poesie, e ripete dentro di sรฉ le raccomandazioni a tenere un profilo basso ed evitare problemi in dialetto lombardo:ย 



I problemi sono un grande cruccio di questa protagonista, una giovane ragazza che ha fatto esperienza di molte poche cose nella sua vita, causa un passato e una famiglia molto particolari che ne hanno decretato una certa incapacitร  a relazionarsi con le persone, una insicurezza quasi patologica, una condizione di profonda solitudine, ma nello stesso tempo un modo tutto suo di vivere, di osservare le cose e le persone. 

Ideatrice e sostenitrice dellโ€™economia circolare di quartiere in cui gli oggetti o i gesti diventano un anello di una catena di dare e avere grazie alla quale ella intesse allโ€™ interno del suo piccolo microcosmo una serie di relazioni inconsuete ma genuine. 

Tutti i personaggi che le gravitano attorno sono in qualche modo stropicciati dalla vita, in poโ€™ come gli oggetti che ripara Gea, sono un poโ€™ rotti anche loro. 

Ecco perchรฉ รจ un dolore di sottofondo quello che veste le pagine di questa storia ma lo veste in modo elegante, dignitoso, non cโ€™รจ sentimentalismo gratuito o dramma ridondante ma un realismo del vivere che quasi conforta perchรฉ lo si avverte come familiare. 

Ed รจ cosรฌ che questi personaggi assumono la consistenza di ognuno di noi, annullano la distanza che li pone sulle pagine per arrivare al lettore come fossero una persona conosciuta, qualcuno che come noi รจ in cerca di  una via di riscatto, un sogno da realizzare, una nuova vita, un modo di โ€œripararsiโ€. 

Li osserviamo attraverso le lenti di Gea, che pur non conoscendo niente del mondo tenta di trovare insieme a loro il proprio posto allโ€™interno di esso, il modo di potervi far parte,  proprio a partire dagli oggetti che ripara dando loro una seconda vita, un poโ€™ come tentano di fare i vari personaggi con le loro esistenze che intrecciandosi lโ€™un lโ€™altra creano legami che diventano il motore del cambiamento. 

Una paladina inconsapevole contro il possesso votato al mero consumismo, quasi una vocazione la sua nel far rivivere oggetti che sono stati testimoni della vita di chi li ha posseduti. 

In virtรน di questo amore per il riuso, il destino saprร  come farne un suo strumento, mettendo proprio un luogo colmo di oggetti di questo tipo, antichi o meno antichi ma legati a una storia particolare, la bottega del Nuovo Mondo, sul cammino dei personaggi facendone una vera e propria zattera di salvataggio. 

Un progetto, attraverso cui provare a navigare verso un futuro in cui poter essere liberi dalla paura di vivere, trovare il coraggio di realizzarsi, di sentirsi parte di qualcosa, di non osservare gli eventi come spettatori ma esserne gli artefici. 

Non bisogna pensare che lโ€™intento della storia sia di strizzare lโ€™ occhio alla retorica del tutto รจ possibile, al contrario, secondo me lโ€™interpretazione delle vicende narrate รจ piรน terrena e credo che il successo del libro sia stato una forma di riconoscimento di questa onestร  intellettuale. 

Lorenza Gentile conferma quello che giร  sappiamo della vita ma che non deve scoraggiarci e cioรจ che non tutto puรฒ essere aggiustato certo, a volte nemmeno le persone, puรฒ capitare che restino compromesse per usare le parole dellโ€™ autrice, ma ciรฒ non deve impedire loro di procedere in avanti, di orientarsi verso il futuro con i mezzi a propria disposizione, con il proprio vissuto, con i propri guasti. 

Che sia la capacitร  di aggiustare, di creare, di dipingere, di cucinare, di perseguire un sogno, una passione, non importa. 

In qualche modo siamo tutti danneggiati, ma non per questo non possiamo trovare nellโ€™ affannosa ricerca della felicitร , della serenitร  e della stabilitร  che vorremmo caratterizzassero le nostre vite, qualcosa che possa salvarci.