L’ARMINUTA

L’ARMINUTA

Titolo: L’arminuta
Autore: Donatella Di Pietrantonio
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 5 febbraio 2019
Editore: Einaudi

TRAMA

Ci sono romanzi che toccano corde cosรฌ profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. รˆ quello che accade con “L’Arminuta” fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosรฌ questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto โ€“ una casa confortevole, le amiche piรน care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per ยซl’Arminutaยป (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa รจ piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’รจ Adriana, che condivide il letto con lei. E c’รจ Vincenzo, che la guarda come fosse giร  una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei puรฒ forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono รจ possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternitร , della responsabilitร  e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensitร  espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell’Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.


RECENSIONE


La ruvidezza di questa storia รจ ciรฒ che la rende cosรฌ speciale, un piccolo capolavoro di espressivitร , asciutta, diretta, spiazzante.

Donatella di Pietrantonio racconta di una restituzione, quella dell’ Arminuta, la “ritornata” appunto, sradicata da quella che lei ha sempre conosciuto come la propria famiglia e la propria vita di agi, occasioni e amicizie per andare a vivere con dei perfetti estranei.

La ragazzina viene riconsegnata tredicenne alla madre e al padre che l’ avevano ceduta neonata ad una parente, un ritorno alla famiglia biologica che l’ autrice mette su carta attraverso una prosa diretta e incisiva, che trasmette lo smarrimento e la crudezza dell’ evento.



L’ autrice fa sentire anche a noi questa fame, ci fa sbattere contro la nuova realtร  della protagonista esattamente come fa con lei, catapultata in una vita diversa anche nei luoghi: da una bella e accogliente casa al mare, a una casa di sconosciuti in un piccolo paese abruzzese dove governano la fatica e la fame, le botte e i silenzi.

Un micro mondo completamente agli antipodi rispetto a quello in cui รจ cresciuta e di cui si respira la nostalgia in ogni pagina, in ogni pensiero, fino alla fine.

Sรฌ puรฒ affrontare un doppio abbandono?



Se del primo la nostra protagonista non ha inizialmente coscienza il secondo รจ devastante: stringe il cuore assistere alle congetture, le ipotesi sul perchรฉ la ragazzina sia stata rimandata indietro, la speranza che possa tornare a vivere con i genitori che conosce, la rassegnazione ad una vita che le รจ stata vestita addosso a forza ma di cui non possiede le misure.

L’ Arminuta ne subisce i colpi, perdendo pezzi di se stessa.



รˆ il rapporto con la sorella Adriana e con il maggiore dei fratelli acquisti all’ improvviso che traghetta l’ Arminuta verso l’adeguamento alla nuova esistenza, la rassegnazione e in qualche modo la ripartenza.

Non si puรฒ separare la narrazione di questa figlia oggetto dalla rappresentazione delle figure materne che racconta l’ autrice: due modi di essere madre che sono facilmente giudicabili ma che raccontano anche della condizione femminile del tempo, delle ombre umane che si trovano dentro alle famiglie, del senso di accudimento, dell’ egoismo e delle rinunce.

Ho amato molto questo libro che va a disseppellire sensazioni ancestrali legate alla relazione madre e figlia e in generale alla famiglia, terreno, non sempre fertile, in cui affondano le nostre radici senza le quali rimane sempre un vuoto.



Una storia che lascia il segno, un esempio di sopravvivenza ad una delle paure istintive e piรน radicate nell’ essere umano fin dalla nascita (che a volte persiste anche nell’ etร  adulta) e cioรจ quella di essere abbandonati raccontata qui con proverbiale bravura.


IL TRENO DEI BAMBINI di Viola Ardone

IL TRENO DEI BAMBINI di Viola Ardone

Titolo: Il treno dei bambini
Autore: Viola Ardone
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa, storico
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 24 settembre 2019
Editore: Einaudi

TRAMA

รˆ il 1946 quando Amerigo lascia il suo rione di Napoli e sale su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserร  l’intera penisola e trascorrerร  alcuni mesi in una famiglia del Nord; un’iniziativa del Partito comunista per strappare i piccoli alla miseria dopo l’ultimo conflitto. Con lo stupore dei suoi sette anni e il piglio furbo di un bambino dei vicoli, Amerigo ci mostra un’Italia che si rialza dalla guerra come se la vedessimo per la prima volta. E ci affida la storia commovente di una separazione. Quel dolore originario cui non ci si puรฒ sottrarre, perchรฉ non c’รจ altro modo per crescere.


RECENSIONE


 

Una fetta di storia italiana forse poco nota quella che racconta con pathos genuinamente partenopeo Viola Ardone ne Il treno dei bambini, libro di successo dellโ€™ autrice che รจ stato anche trasposto in un film per Netflix. 

La vicenda prende spunto dal trasporto in treno di molti bambini indigenti del sud verso il nord, negli anni del dopoguerra a opera dellโ€™ Unione donne italiane. 

Un viaggio della speranza che vuole essere un gesto di solidarietร  nei confronti dei piccoli passeggeri in stato di povertร , per la durata di qualche mese, ma che invece cambierร  il corso delle vite di alcuni di loro. 



Accanto al piccolo irresistibile protagonista del libro che ci racconta in prima persona questo viaggio non solo fisico ma evolutivo, che cambierร  il corso della sua esistenza, le donne raccontate in questa storia sono i veri pilastri delle vicende.ย 

Antonietta e Derna figure che incarnano lโ€™amore materno con tutto il suo carico di responsabilitร  e forza: la prima, mamma taciturna di Amerigo, spigolosa e irruvidita dalla vita, la seconda pragmatica donna del nord che invece dalla vita si รจ messa in pausa rifugiandosi nellโ€™ attivitร  politica. 



Come non citare poi Maddalena, Rosa, la Zandragliona e la Pechiochia, un esercito di donne volitive, eccentriche e autentiche, che sebbene appartenenti a zone diverse dello stivale lottano per ciรฒ in cui credono e per la sopravvivenza di chi amano. 

Queste signore del sud e non solo accompagnano Amerigo, piccolo uomo alle prese con la difficoltร  di crescere e di non rinunciare ai propri sogni, un vero e autentico โ€œscugnizzoโ€ napoletano che ha fatto dellโ€™ arte di arrangiarsi un abito da sfoggiare con lโ€™ innocenza, la scaltrezza ma anche la fragilitร  dei suoi 7 anni.ย 

Conquista il lettore con la sua intelligenza e sfacciataggine e insieme commuove per la fragilitร  dellโ€™ essere un figlio spezzato a metร . 

Gli altri grandi protagonisti sono i luoghi, la cui anima Viola Ardone fa vibrare di contrasti e peculiaritร  . 

Dalla Napoli del dopoguerra in cui le persone sono piegate dal conflitto, ma non hanno perso il gusto della vita che questa terra ha inciso nel loro dna, alla Bologna dei cibi inconsueti e dei paesaggi cosรฌ diversi che a volte capita di osservare come velati da una lieve coltre grigia. 

Ovviamente non si puรฒ non finire soggiogati come รจ successo a me, dalla bellezza dei vicoli chiassosi di Napoli che urla la vita anche in mezzo alle macerie del conflitto.  



La vita si aggrappa in queste pagine, agli amici, agli sconosciuti, al lavoro, alle passioni, ai sogni e lo fa attraverso la dignitร , un valore in nome del quale si รจ disposti anche al sacrificio piรน grande. Passando attraverso il dolore inferto e ricevuto da coloro che ci amano per arrivare a far pace con esso, attraverso scelte dโ€™amore, in primis quello materno, piรน forte delle distanze e del rancore. 

Una prosa quella di Viola Ardone che รจ teneramente asciutta, un poโ€™ come i suoi protagonisti, spigolosi nella scorza esterna ma amorevoli allโ€™ interno, e alla fine di questo viaggio in loro compagnia anche il lettore si trova diviso a metร , con il cuore sparpagliato tra nord e sud, tra durezza e dolcezza. 

Toccante e commovente, sensazioni ed emozioni trasportate dalle pagine anche alla pellicola di Netflix, che personalmente ho trovato ben confezionata e coerente con il libro. 

Unโ€™ opera quindi che sa parlare una lingua bellissima indossando abiti diversi e che entra di diritto nei miei personali imperdibili. 

Viola Ardone non smette di regalare scrigni di parole, per dirla come Amerigo: lo scrivere รจ arte sua. 


LA MALNATA di Beatrice Salvioni

LA MALNATA di Beatrice Salvioni

Titolo: La Malnata
Autore: Beatrice Salvioni
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa, storico
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 21 marzo 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


Monza, marzo 1936: sulla riva del Lambro, due ragazzine cercano di nascondere il cadavere di un uomo che ha appuntata sulla camicia una spilla con il fascio e il tricolore. Sono sconvolte e semisvestite. รˆ Francesca a raccontare in prima persona la storia che le ha condotte fino a lรฌ. Dodicenne perbene di famiglia borghese, ogni giorno spia dal ponte una ragazza che gioca assieme ai maschi nel fiume, con i piedi nudi e la gonna sollevata, le gambe graffiate e sporche di fango. Sogna di diventare sua amica, nonostante tutti in cittร  la considerino una che scaglia maledizioni, e la disprezzino chiamandola Malnata. Ma quella sua aria decisa, lโ€™aria di una che non ha paura di niente, la affascina. Sarร  il furto delle ciliegie, la sua prima bugia, a farle diventare amiche. Sullo sfondo della guerra di Abissinia, del dolore per la perdita e degli scompigli dellโ€™adolescenza, Francesca impara con lei a denunciare la sopraffazione e lโ€™abuso di potere, soprattutto quello maschile, nonostante la riprovazione della comunitร .

RECENSIONE

 


Ho seguito sui social il grande consenso ottenuto da Beatrice Salvioni e dal suo esordio letterario per molti mesi, ma preferisco leggere un libro lontano dallโ€™ eco del suo successo, per non incorrere nel rischio di essere influenzata nella lettura e di avere inconsciamente aspettative irraggiungibili. 

Dal mio modesto punto di vista La Malnata si รจ ampiamente meritata gli onori ricevuti e la sua giovane ma talentuosa autrice ha regalato ai lettori un personaggio quasi iconico. 

Questo รจ certamente un romanzo di formazione, ma รจ anche e soprattutto un inno alla disobbedienza, non solo quella che storicamente ha permesso di liberarsi dal regime fascista di cui nel libro si narra il primo ventennio, ma anche quella contro lโ€™oppressione maschile e le ingiustizie.  



Il racconto di questa amicizia tra due ragazzine agli antipodi, il cui legame affettivo รจ insieme sorgente e riparo dalle brutture che incontrano crescendo, in unโ€™ epoca di oppressione politica, sociale e sessuale รจ coinvolgente fin dalle prime righe. 

Maddalena e Francesca sono la voce di due giovani donne che vogliono affermare la propria identitร : se la prima per farlo paga il prezzo di essere considerata una reietta tanto da meritarsi lโ€™ appellativo di Malnata, Francesca invece troverร  in questo legame la forza e il coraggio di scardinare lโ€™ immagine che le รจ stata cucita addosso dai dettami sociali. 



Beatrice Salvioni tratteggia debolezze e ideali di una societร  avvezza a nascondere entrambi sotto una coltre di apparenze. 

I personaggi che intersecano le loro vite con quelle delle protagoniste sono tangibili nelle loro miserie quanto nelle loro grandezze e danno corpo ad una borghesia annegata nelle proprie contraddizioni. 

Potere, religione e desiderio hanno un posto ben delineato nelle esistenze di ognuno e servono a mantenere unโ€™ immagine di facciata di esistenze accettate ma spesso anche controllate dal regime. 

Di contro invece cโ€™รจ chi non scende a compromessi e sono questi i personaggi piรน indimenticabili del libro, come Ernesto per esempio, fratello di Maddalena con la quale condivide un legame profondo, che testimonia la natura di relazioni umane anche dolorose ma autentiche nella cerchia che gravita attorno alla Malnata. 

Maddalena e Francesca rappresentano queste contraddizioni , sono le due facce della societร  dellโ€™ epoca ma sono anche molto altro: sono la volontร  di non soccombere allโ€™  oppressione senza lottare. 

Una lotta faticosa che si intreccia ai tumulti giovanili che attraversano il passaggio dallโ€™ infanzia allโ€™ adolescenza. 

Lโ€™ autrice riesce a descrivere in modo molto vivido le agitazioni interiori delle giovani protagoniste, emozioni e sentimenti che scorrono con impeto come le acque del Lambro durante lโ€™alluvione, due personalitร  forti, sebbene in maniera diversa, che sfidano il mondo che le circonda attraversando anche le complessitร  del diventare donne. 

In questa storia appassionante si narra di famiglie, di amicizia, di amore, di ideali: il piglio della narrazione รจ a tratti duro, come lโ€™ incipit che schiaffeggia il lettore ancora prima che abbia capito dove si trovi, a tratti tenero:  



Un debutto notevole, che ho amato giร  dalla copertina a mostrare un viso di una giovane dallโ€™ espressione indocile e quasi impetuosa come la personalitร  della Malnata. 

Non si puรฒ non restare affascinati da un personaggio cosรฌ, unโ€™ anima che tutti tentano di accostare alla sfortuna e alla morte e che invece รจ quella piรน piena di vita. 



VOLTARE PAGINA di Ester Viola

VOLTARE PAGINA di Ester Viola

Titolo: Voltare pagina
Autore: Ester Viola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 10 gennaio 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


Curare le pene dโ€™amore coi libri si puรฒ, ma bisogna saper leggere. Cโ€™รจ una storia giusta per ogni struggimento del cuore, il romanzo perfetto per voltare pagina: รจ cosรญ che la penna sulfurea di Ester Viola diventa un balsamo per lenire le ferite. Anna Karenina, Nick Hornby, Lโ€™amica geniale, Sally Rooney, Domenico Starnone, Frammenti di un discorso amoroso: nelle loro pagine ogni innamorato tradito, geloso o non corrisposto potrร  trovare risposte impreviste alle sue domande impossibili. Dieci racconti irresistibili, un manuale di self-help letterario, una microterapia per cuori infranti. ยซNon esistono libri capaci di salvare la vita ai lettori, ma alcuni ci provano meglio di altriยป. C’รจ chi non si รจ mai ripreso dal primo amore; chi di amori ne ha mille, e nessuno buono; chi รจ tradito e vede tutti traditori; chi รจ tradito e fa finta di niente, perchรฉ la coppia funziona meglio in tre; chi รจ alle prese con un narcisista. E poi c’รจ la ragazza che dalla vita ha avuto tutto e adesso non le piace niente; quella che non ha avuto niente e pensa che niente รจ quello che si merita… In una Milano scintillante ma severa, soprattutto negli uffici legali frequentati dalla protagonista di questi racconti, proliferano solitudini e matrimoni andati a male, rimpianti per la provincia e dipendenze dai social network. Ma l’amore rimane comunque un affare complicato, basta rileggersi Anna Karenina. Esistono i libri medicinali? Quelli capaci di farci ยซvoltare paginaยป nella vita? Ci si rifugia nei libri per distrarsi, per trovare conforto, per capire meglio cosa non ha funzionato e non ripeterlo. Una pagina, un personaggio, perfino una frase: a volte bastano per curare una ferita del cuore, se non per raddrizzare una storia storta. Perchรฉ se trovi le parole per raccontarle, ยซle cose perdono la punta, l’ago e il velenoยป.

RECENSIONE



Sarร  perchรฉ fin da piccoli lโ€™ amore ce lo raccontano attraverso narrazioni che poco hanno a che vedere con la realtร  finisce che poi ci convinciamo che effettivamente sia come ci viene raccontato: uno dei piรน grandi inganni che lโ€™ uomo si sia autoinflitto.ย 

Lโ€™ amore รจ quanto di piรน complicato, complesso e impegnativo si possa immaginare, e questo libro fa parte di quel tipo di letteratura meno fantasiosa che prova a raccontarcelo con vivida luciditร . 

Ester Viola, avvocata e scrittrice, fonde queste due attivitร  in una raccolta di dieci racconti che perรฒ non definirei un manuale quanto piuttosto un ricettario.ย 



Secondo lโ€™autrice infatti, alcuni libri piรน di altri hanno un potere curativo, permettono la svolta, aiutano a โ€œvoltare paginaโ€ come recita il titolo, riferendosi nella fattispecie alle pene dโ€™amore.ย 

Tali tormenti amorosi possono essere analizzati e quindi superati grazie alle pagine di una storia in cui ci si possa identificare o in cui trovare un senso a ciรฒ che si sta vivendo. 

Motivo per cui la voce narrante del libro che รจ identificabile con la stessa autrice, consiglia ai personaggi di cui racconta, dieci libri che spaziano da classici famosi a successi editoriali piรน recenti, grazie ai quali potrebbero accorgersi di essere impantanati in meccanismi, relazioni e ideali tanto inconcludenti quanto dannosi.ย 

Una lista di manoscritti grazie ai quali sopravvivere allโ€™ amore, perchรฉ per quanto esso sia fonte di gioia e piacere รจ anche ciรฒ che causa dolore. 

Avrete intuito che Ester Viola non illude, 

la sua penna non โ€œtocca pianoโ€, al contrario sfrega lโ€™ anima senza delicatezza ma dritta al punto, diretta, asciutta mostra tutto quello che sta sotto la pelle e sotto la facciata che alla societร  piace tanto mostrare. 

Ce nโ€™รจ di polvere sotto il tappeto e questa autrice non ha paura di sollevarlo, per parlare di un tema, le relazioni amorose, con lโ€™aderenza alla realtร  e cioรจ mostrando come spesso esse siano teatro di scontro, un poโ€™ come in tribunale.ย 

Ed รจ cosรฌ che se lโ€™ accusa si basa su luoghi comuni e retorica sullโ€™idea che universalmente ci raccontiamo sullโ€™amore, per la difesa invece la voce narrante affronta il tema cosรฌ come รจ e non come vorremmo che fosse. 

Coppie di lunga data, coppie in procinto di separarsi, uomini e donne in cerca dellโ€™ amore, altri che non riescono ad afferrarlo, rapporti le cui dinamiche contemplano il tradimento, la noia, il potere, la paura, la disillusione e tanto altro, a cui il libro consigliato offre la possibilitร  di vedersi riflessi, di ricevere un pensiero adatto al momento, una riflessione che รจ proprio quella di cui hanno bisogno, un punto di vista che non avevano considerato ma che rende tutto piรน chiaro. 

Tutto narrato con una prosa che sa fondere profonditร  e ironia e uno stile vivace che senza incedere in un eccessivo cinismo ma con una realissima dose di saggezza e veritร , frutto di un mix tra esperienza e sensibilitร , parla di sentimenti in modo concreto.ย 

Si spazia veramente molto nella vastitร  delle dinamiche tra persone, affrontando questioni che hanno molto a che vedere con la psicologia seppur non si parli di essa esplicitamente. 

Ce nโ€™รจ veramente per tutti e anche per stagioni della vita diverse eppure ci sarebbe ancora tanto altro da dire. 

Questo libro รจ un buon punto di partenza perรฒ, una visione raccontata con chiarezza che in alcuni capitoli si sposerร  con la vostra, in altri meno, in alcuni per niente, ma sarร  impossibile non trovare qualcosa che ognuno di noi ha vissuto in amore o comunque in una relazione personale. 

E quel qualcosa che incontrerete e sembra parlare di voi sarร  uno stimolo, un ricordo , una piccola spinta, un lieve conforto o un forte scossone.ย 

E allora anche questo libro avrร  fatto quello di cui narra, sarร  servito a qualcosa. 



GRANDE MERAVIGLIA di Viola Ardone

GRANDE MERAVIGLIA di Viola Ardone

Titolo: Grande Meraviglia
Autore: Viola Ardone
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 19 settembre 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


ยซLโ€™amore รจ incomprensibile, una forma di pazziaยป. Nel candore dello sguardo di Elba il manicomio diventa un luogo buffo e terribile, come la vita, che Viola Ardone sa narrare nella sua ferocia e bellezza. Dopo โ€œIl treno dei bambiniโ€ e โ€œOliva Denaroโ€, โ€œGrande meravigliaโ€ completa unโ€™ideale trilogia del Novecento. In questo romanzo di formazione, il legame di una ragazzina con lโ€™uomo che decide di liberarla rivela il bisogno tutto umano di essere riconosciuti dallโ€™altro, per sentire di esistere. Elba ha il nome di un fiume del Nord: รจ stata sua madre a sceglierlo. Prima vivevano insieme, in un posto che lei chiama il mezzomondo e che in realtร  รจ un manicomio. Poi la madre รจ scomparsa e a lei non รจ rimasto che crescere, compilando il suo โ€œDiario dei malanni di menteโ€, e raccontando alle nuove arrivate in reparto dei medici Colavolpe e Lampadina, dellโ€™infermiera Gillette e di Nana la cana. Del suo universo, insomma, il solo che conosce. Almeno finchรฉ un giovane psichiatra, Fausto Meraviglia, non si ficca in testa di tirarla fuori dal manicomio, anzi di eliminarli proprio, i manicomi; del resto, รจ quel che prevede la legge Basaglia, approvata pochi anni prima. Il dottor Meraviglia porta Elba ad abitare in casa sua, come una figlia: lโ€™unica che ha scelto, e grazie alla quale lui, che mai รจ stato un buon padre, impara il peso e la forza della paternitร . Con la sua scrittura intensa, originale, piena di musica, Viola Ardone racconta che lโ€™amore degli altri non dipende mai solo da noi. รˆ questo il suo mistero, ma anche il suo prodigio.

RECENSIONE


Parlare di malattia mentale e farlo con stile, tenerezza e poesia tutto insieme รจ per pochi. 

Lโ€™ argomento รจ spinoso, pieno di finte credenze, spesso scomodo come tutti i temi complessi, che possono far cadere in facile retorica.ย 

E invece Viola Ardone non la sfiora nemmeno la retorica nรฉ cade nella trappola del mero sentimentalismo, tutto lโ€™ opposto. 

Con una scrittura magistrale, che incatena, affascina e commuove ci regala un racconto vero, duro, di unโ€™ intensitร  e una bellezza rari. 

Grande meraviglia, questo il titolo del suo ultimo libro, nonchรฉ il nome del protagonista maschile del romanzo insieme alla giovane Elba, che il dottor Fausto Meraviglia appunto vuole salvare da unโ€™esistenza vissuta interamente allโ€™ interno del manicomio. 

Il manicomio raccontato nel libro รจ una struttura tra le tante che nei primi anni immediatamente successivi allโ€™ emanazione della legge Basaglia era ancora in funzione in quella sorta di limbo che ha preceduto la chiusura di tutte le strutture. 

Il racconto della vita non vita allโ€™interno di quelle mura, dei disumani metodi di โ€œcuraโ€ che cura non era, della solitudine ed emarginazione di questi uomini e donne รจ doloroso. 

Il dolore maggiore che scorre liquido tra le crepe di queste mura รจ la consapevolezza che i manicomi non erano luoghi di cura, ma luoghi di dolore, dove nascondere persone considerate socialmente inadatte a vivere in comunitร , come fossero guaste, irreparabili sottoponendole a trattamenti brutali spesso senza evidenza clinica ma in ragione del desiderio delle famiglie di allontanarle. 



Molte infatti sono le donne e le giovani che compaiono nella vicenda come creature fragili e ammantate di dolore, pazienti del Fascione, il manicomio di Napoli, che fanno delle loro manie, delle loro difficoltร  e delle loro psicosi un mantello con cui proteggersi dal mondo, ed il lettore per questo non puรฒ che affezionarvisi e guardarle con tenerezza , perchรฉ riconosce lโ€™origine di queste fragilitร : la mancanza di amore o il troppo amore che alimentano il dolore del cuore. 



Nonna sposina, Aldina la poetessa, la Nuova, la Mutti, la stessa Elba. 

Anime che abitano un mondo a parte, il mezzo mondo come lo chiama lei ma รจ poi cosรฌ tanto diverso da quello che cโ€™รจ fuori abitato dai mica-matti? 



Tra tutte la giovane Elba รจ un personaggio indimenticabile, ragazzina sfrontata ma acuta, che sa osservare e cogliere la realtร  con precisione matematica, non per niente la misura con numeri decimali. 

รˆ lei che diventa messaggera di una veritร  di cui tutto il libro รจ permeato, e cioรจ che lโ€™ amore probabilmente non sempre cura e non sempre salva perรฒ ci permette di esistere, quello che davvero cura รจ la libertร . 

Un concetto di cui si fa paladino anche il protagonista il dottor Meraviglia che vuole dare la libertร  a Elba nata e cresciuta in manicomio. 

Un anti eroe per eccellenza, marito impegnativo, padre assente, uomo pieno di ideali in nome dei quali sacrifica senza remore gli affetti a lui piรน vicini. 

Un personaggio complesso come il rapporto che intesse con questa piccola paziente con il nome di un fiume, con la quale il ruolo di padre assume sostanza profonda, dando vita ad un legame forte come lo sono quelli delle anime che si riconoscono e si scelgono. 

Un romanzo denso e toccante raccontato dalla voce dei protagonisti e diviso in quattro parti su livelli temporali diversi, che nellโ€™ intenzione dellโ€™autrice non vuole assolvere solo al compito di denuncia di fronte al passato della malattia mentale. 

Viola Ardone fa di piรน, ci butta nelle profonditร  dellโ€™animo umano senza sforzo, senza sotterfugi e senza giudizio, con la lente di chi sa maneggiare le parole per creare emozione a mostrarci da angoli diversi le altezze e le bassezze dellโ€™esistenza. 

Ci racconta dellโ€™ amore che attraversa le nostre vite sia che lo abbiamo meritato, elemosinato, cercato o schivato, della libertร , non solo fisica ma anche della mente, della solitudine che spaventa, degli ideali che a volte sono cosรฌ alti da allontanarci da tutto nel tentativo di raggiungerli, e del segno che lasciamo nel mondo e nelle esistenze degli altri. 

Di tutto quello che crediamo di aver perso ma che invece si รจ solo trasformato. 



UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

Titolo: Un buon posto in cui fermarsi
Autore: Matteo Bussola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 20 giugno 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi รจ a terra? Forse proprio la resa puรฒ regalare unโ€™inaspettata felicitร . Dopo โ€œIl rosmarino non capisce lโ€™invernoโ€, il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. In pochi hanno saputo raccontare la fragilitร  maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanitร . In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un hikikomori che si รจ innamorato online vorrebbe incontrare chi รจ diventato per lui cosรฌ importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Un bambino ubbidiente scopre la bellezza inattesa di deludere le aspettative. Incrinati, piegati, sconfitti, capaci perรฒ di cercare un senso, di intravederlo lรฌ dove mai avrebbero creduto, questi protagonisti trovano ognuno un modo personale, autentico, spudoratamente onesto, di rispondere alla domanda: ยซChe cosa fa di un uomo un uomo?ยป

RECENSIONE


Poter assistere alla presentazione di un libro  dal vivo รจ sempre un valore aggiunto alla lettura, un plus che mi dร  spesso la possibilitร  di trovare conferma e condivisione alle riflessioni che mi sono scaturite ma, ancora piรน interessante, mi permette di entrare piรน a fondo nelle riflessioni che lโ€™ autore stesso ha fatto e ha voluto regalare al pubblico. 

Se nel “Rosmarino non capisce lโ€™inverno” Matteo Bussola parlava della resistenza al femminile nel suo ultimo libro invece, “Un buon posto in cui fermarsi” racconta della fragilitร  maschile. 

รˆ proprio dalla sua voce durante lโ€™intervista che ha gentilmente concesso a Reading Marvels che lโ€™autore spiega il perchรฉ di questa scelta. 

Non solo per contrastare, come spesso fa nei suoi lavori, gli stereotipi di genere di cui tutta la societร  e quindi anche le forme di comunicazione sono abbondantemente infarcite, ma anche perchรฉ come egli stesso dice, รจ quando cadiamo che mostriamo il nostro lato piรน vero, la nostra forza, il nostro essere umani al di lร  del genere. 

Nel caso dellโ€™universo maschile questo รจ un aspetto ancora piรน importante, a contrastare la convinzione comune che invece un vero uomo non debba mostrarsi mai fragile, non far trasparire le emozioni, non restare fermo ma debba invece agire, muoversi, combattere, mai deporre le armi. 



Sono quasi tutti uomini infatti i protagonisti di questo libro, una raccolta di racconti tenuti insieme da un filo comune e che solo ad un attento osservatore svelano anche dove sono ambientati. 

Protagonisti diversissimi, per etร , estrazione sociale, provenienza, lavoro e vissuti, eppure messi alla prova dalla vita, fotografati nel momento di maggiore vulnerabilitร  quello attraverso cui lโ€™ autore vuole dire proprio questo: che non c’รจ da provare vergogna per un uomo a mostrarsi nel momento in cui cede schiacciato dal peso delle difficoltร .ย 

Perchรฉ รจ quando siamo a terra che mostriamo il nostro essere piรน autentico, e a volte restare giรน quando siamo caduti aiuta a capire meglio ciรฒ che ci circonda dandoci quindi strumenti inattesi per cercare di rialzarsi. 



Lโ€™ autore rivela che la stesura di questo libro nasce dal desiderio di dare risposte ad alcune domande: 

Cosa succede allโ€™ amore quando se ne perde la memoria? 

Non sarร  che la ricerca della felicitร  sia sopravvalutata? 

Perchรฉ a qualcuno sรฌ e a qualcun altro uguale a noi no? 

Cosa fa di un uomo un uomo? 

Matteo Bussola รจ quindi un uomo che scrive di uomini in maniera perรฒ del tutto diversa da quella che ci si aspetterebbe da una penna maschile appunto, e molto lontana rispetto ai clichรฉ quasi impliciti nella credenza comune di cui spesso anche noi siamo inconsciamente sostenitori. 

E cioรจ che lโ€™uomo, anche in letteratura, non mostra le sue fragilitร , non manifesta le emozioni, non concede spazio al fallimento, deve sempre mantenere le promesse, trasmettere sicurezza, mirare in alto, perchรฉ in quanto rappresentante del genere maschile deve sempre mostrarsi forte, indipendente, sicuro di sรฉ, in poche parole un vero maschio. 



รˆ in questo e in molti dei suoi precedenti lavori che Matteo Bussola cerca di scardinare questi e molti altri stereotipi di genere, con una prosa la cui principale caratteristica รจ di avvalersi di una scrittura delicata, introspettiva, che riesce a mixare una certa poetica del vivere, frutto della sua sensibilitร  artistica, con il realismo del quotidiano risultato invece della sua vita fuori dai libri e cioรจ di compagno e di padre di tre figlie. 

Una fusione tra uomo e scrittore che emerge sempre nei suoi scritti e che ne decreta il grande successo di pubblico. 

Un uomo comune che racconta di uomini comuni ma inaspettatamente in modo non comune. 

Il libro รจ costituito da una serie di racconti in cui potrete ritrovare anche qualche conoscenza del precedente “Il rosmarino non capisce lโ€™inverno”, una lettura che scorre, fluida lungo la scia che lega i diversi protagonisti. 

La scrittura in prima persona ricca di piccoli dettagli, come un portasapone sbrecciato o la potatura di un calicanto, avvolge in un abbraccio intimo il lettore complici dialoghi che mostrano il sentire profondo dei protagonisti, tanto da farceli sentire vicini e familiari sebbene li si possa incontrare per poche pagine. 

Nella parte introduttiva e in quella finale risiede tutto il significato del libro e del titolo che puรฒ essere racchiuso nella metafora dellโ€™albero, che lโ€™ autore racconta nel capitolo dedicato a Biagio e con cui risponde anche allโ€™ ultima domanda dellโ€™ intervista. 

E cioรจ che alla fine bisogna scegliere il proprio metro quadrato, qualsiasi cosa esso sia. 

Un messaggio semplice ma non facile da concretizzare che egli sembra voler lanciare nelle sue pagine come si farebbe con un messaggio in bottiglia lasciato nel mare. 

Una mappa che ognuno puรฒ interpretare a modo proprio ma che ha sempre come meta le cose semplici, quelle importanti per noi come esseri umani al di lร  del genere, quelle che troviamo nel posto in cui decidiamo di fermarci. 



LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti

LE OTTO MONTAGNE di Paolo Cognetti

Titolo: Le otto montagne
Autore: Paolo Cognetti
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona (Pietro)
Tipo di finale: chiuso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: Aprile 2016
Editore: Einaudi

TRAMA


Pietro รจ un ragazzino di cittร , solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri รจ il suo talento. Il padre รจ un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia.
Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerร  tutte le estati in quel luogo ยซchiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accessoยป ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lรญ, ad aspettarlo, c’รจ Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa etร  ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche.
Iniziano cosรญ estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri piรบ aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, ยซla cosa piรบ simile a un’educazione che abbia ricevuto da luiยป. Perchรฉ la montagna รจ un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarร  il suo lascito piรบ vero: ยซEccola lรญ, la mia ereditร : una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pinoยป. Un’ereditร  che dopo tanti anni lo riavvicinerร  a Bruno.

RECENSIONE


Un vecchio nepalese disegna nel terreno una ruota divisa da otto raggi, poi afferma: โ€œNoi diciamo che al centro del mondo c’รจ un monte altissimo, il Sumeru. Intorno al Sumeru ci sono otto montagne e otto mari. … โ€œAvrร  imparato di piรน chi ha fatto il giro delle otto montagne, o chi รจ arrivato in cima al monte Sumeru?โ€.


Lโ€™incontro che si racconta in questa citazione tra il vecchio nepalese e Pietro, protagonista e voce narrante di questo libro, avviene solo nella seconda metร  del racconto, eppure si puรฒ dire che รจ in questo passaggio che si concentra il significato profondo dellโ€™opera โ€œLe otto montagneโ€ di Paolo Cognetti.
Un romanzo potente che racconta la storia di unโ€™amicizia tra due ragazzi, Pietro e Bruno, divenuti poi adulti, cosรฌ diversi da sembrare inconciliabili. Ma spesso sono proprio i poli opposti che si attraggono, fino ad assomigliarsi e completarsi.

Pietro รจ un ragazzino ombroso, introverso, che ha sempre vissuto in cittร , insieme ai genitori di origine veneta e amanti della montagna, luogo prediletto dal padre e dove ogni estate trascorrono le vacanze lontano dall’odiata cittร .
A Grana, piccola localitร  montanara, Pietro conosce Bruno, suo coetaneo che a differenza sua non รจ mai uscito dal suo paese ed ha giร  abbandonato la scuola per lavorare nellโ€™alpeggio della famiglia come pastore.

Dal loro primo incontro i due ragazzini instaurano un legame indissolubile che li terrร  uniti per tutta la vita.


Quella sera nel mio letto faticai ad addormentarmi. Era lโ€™eccitazione a tenermi sveglio: venivo da unโ€™infanzia solitaria, e non ero abituato a fare le cose in due. Credevo, anche in questo, di essere uguale a mio padre. Ma quel giorno avevo provato qualcosa, un improvviso senso di intimitร , che allo stesso tempo mi attirava e spaventava, come un varco su un territorio ignoto.


Unโ€™amicizia che nasce tra due personalitร  simili, introverse e taciturne, piรน capaci a comunicare e comprendersi tramite gli sguardi che con le parole. Un rapporto fraterno che diviene collante delle loro vite, in cui le fughe e i ritorni di Pietro, che cresce sempre piรน tormentato e in cerca di una sua identitร , si controbilanciano al radicamento di Bruno, sempre piรน attaccato a non lasciare la sua valle.

Ed รจ in questo contrasto che risiede lโ€™essenza del libro, riportando al passaggio iniziale della leggenda delle otto montagne raccontata dal vecchio nepalese a Pietro durante uno dei suoi viaggi. Sarร  Pietro che dopo aver vagabondato per il mondo e spinto dalla sua viscerale attrazione per i monti, o lโ€™amico Bruno, che non ha pressochรฉ mai abbandonato le montagne dove รจ cresciuto, ad aver imparato di piรน dalla vita?

Una storia dalla trama semplice che lascia cosรฌ ampio spazio allโ€™evoluzione psicologica ed esistenziale dei due protagonisti, reale forza motrice del romanzo. Un legame basato su unโ€™intesa profonda, quasi atavica, che li compenserร  gradualmente nei reciproci momenti del dolore e della perdita, che si alternano nelle loro vite. Durante la lettura si carpiscono i tratti emotivi e psicologici di Pietro e Bruno, rivelati dallo scrittore con naturalezza e autenticitร , pur nella loro complessitร .


โ€œLโ€™estate cancella i ricordi proprio come scioglie la neve, ma il ghiacciaio รจ la neve degli inverni lontani, รจ un ricordo dโ€™inverno che non vuole essere dimenticato.โ€


Due diversi percorsi di crescita che coinvolgono in modo straordinario, in cui lโ€™irrequietezza di Pietro contrasta la tenacia di Bruno, lasciando al lettore la bellezza di capirne virtรน e fragilitร , forza e debolezza, senza giudizio alcuno.

Terzo indiscusso protagonista del libro รจ la montagna, non semplice luogo bensรฌ potente metafora poetica, in grado di essere fredda e inospitale e allo stesso tempo accogliente e ristoratrice dellโ€™anima.


ยซQualunque cosa sia il destino, abita nelle montagne che abbiamo sopra la testaยป.

La montagna non รจ solo neve e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna รจ un modo di vivere la vita. Un passo davanti allโ€™altro, silenzio, tempo e misura.


Uno spazio mistico di meditazione, fatica, silenzio, pericoli che ripercorre le vite dei protagonisti attraverso lunghe distanze, sia geografiche che temporali. La voce narrante di Pietro accompagna il lettore con immagini suggestive dallโ€™inizio alla fine, facendo percepire odori, sapori e permettendo di ammirare la purezza di luoghi descritti in modo realistico.


Il lago laggiรบ assomigliava a una seta nera, con il vento che la increspava. Anzi no, era il contrario di unโ€™increspatura: il vento sembrava una mano gelida che ne spianasse le pieghe. Mi fece venir voglia di allungare le mie verso il fuoco, e poi tenerle lรญ a rubargli un poโ€™ di calore.


Un libro magnetico da leggere per sperimentare la bellezza del viaggio, non solo quello fatto di spostamenti bensรฌ quello interiore, in cui ritrovare il significato intimo della propria esistenza e del nostro posto nel mondo.

ยซSi puรฒ dire che abbia cominciato a scrivere questa storia quandโ€™ero bambino, perchรฉ รจ una storia che mi appartiene quanto mi appartengono i miei stessi ricordi. In questi anni, quando mi chiedevano di cosa parla, rispondevo sempre: di due amici e una montagna.
Sรญ, parla proprio di questoยป

(Paolo Cognetti).

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OPEN, LA MIA STORIA di Andrรจ Agassi

OPEN, LA MIA STORIA di Andre Agassi

Titolo: Open, la mia storia
Autore: Andre Agassi
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2015
Editore: Einaudi

TRAMA


Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente perรฒ prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed รจ proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerร  la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta piรน da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.

RECENSIONE


Era da tempo che volevo leggere questa autobiografia, convinta dai numerosi commenti positivi che mi era capitato di sentire da parte di piรน persone, molte delle quali non sportive e neppure appassionate di tennis. Coincidenza che mi ha incuriosito, ammetto, facendomi superare la diffidenza che ho sempre avuto verso questo genere di libri, considerati piรน come il risultato di sapienti operazioni di marketing che altro.
Sbagliarsi non รจ mai stato tanto illuminante perchรฉ โ€œOpen, la mia storiaโ€ รจ uno dei libri piรน belli letti fino ad ora.
Un viaggio tanto bello quanto doloroso, in cui fallimenti, vittorie, sconfitte segnano il destino di un uomo divenuto leggenda dello sport, attraverso un percorso umano tortuoso, raccontato dallโ€™infanzia fino al ritiro, avvenuto nel 2006.


Gioco a tennis per vivere, anche se odio il tennis, lo odio di una passione oscura e segreta, lโ€™ho sempre odiato. Quando questโ€™ultimo tassello della mia identitร  va al suo posto, scivolo sulle ginocchia e in un sussurro dico: Faโ€™ che finisca presto. E poi: Non sono pronto a smettere.


Cresciuto a Las Vegas da una famiglia ordinaria, Andre Agassi conosce il tennis fin da piccolissimo grazie al padre, ex atleta e ossessionato da questo sport fino a trasformare la sua vita in una missione: far divenire il figlio un campione. Un padre despota che gli nega unโ€™infanzia fino a chiudere la sua adolescenza in una prigione blindata. Una figura a tratti disturbante e odiosa, con cui Andre nutrirร  un rapporto complesso per tutta la sua lunga carriera, fluttuando tra odio e amore, bisogno e rifiuto. Una contraddizione in termini, come lui piรน volte ammetterร , che riflette i sentimenti interiori vissuti verso lo stesso sport che lo segnerร  nel profondo, consacrandolo l’unico tennista ad aver vinto in carriera tutti e quattro tornei dello Slam, la medaglia d’oro del singolare olimpico, il torneo ATP World Championship e la Coppa Davis.
Obiettivi incredibili e impensabili per la maggior parte degli sportivi professionisti, raggiunti pagando perรฒ quale prezzo?


Il dolore di perdere, il dolore di giocare. Ci ho messo trentโ€™anni io a capirlo, a risolvere il calcolo della mia psiche.


Un costo altissimo, sia a livello fisico che psicologico, che minerร  le fondamenta della vita di un ragazzo fragile, alla perenne ricerca di sรฉ stesso e in costante conflitto con il mondo che lo circonda.

Ricordo da ragazzina Agassi come sportivo ma soprattutto come personaggio, per i suoi look stravaganti e i capelli lunghi, che indignavano i giudici di gara di allora e che facevano impazzire le ragazze. Unโ€™icona sportiva e di stile per piรน di una generazione e che segnรฒ lโ€™epoca dei ruggenti anni ottanta. Un campione che divenne facile preda del mondo del gossip per i suoi matrimoni, il primo con lโ€™attrice Brooke Shields, e la successiva caduta nella dipendenza da metanfetamine, nonchรฉ lโ€™irriverente atteggiamento di tennista insofferente alle regole, tra cui il rifiuto di rispettare il dress code imposto dal rigido torneo di Wimbledon, che gli costรฒ la sua partecipazione per anni.
Una patina da star dal quale traspariva la luccicante superficie glamour e che ben nascondeva la sofferenza e il tormento di un ragazzo che visse una gioventรน turbolenta, in un mondo altamente competitivo.
Una storia toccante che insegna moltissimo, in cui รจ facile identificarsi perchรฉ il tennis รจ un po’ come la vita:


Non รจ un caso, penso, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love (zero), gli elementi basilari del tennis sono quelli dellโ€™esistenza quotidiana, perchรฉ ogni match รจ una vita in miniatura.


Un libro messaggero di speranza, in cui riscatto e rinascita sono al centro di una vita vissuta agli estremi, come i lati di un campo, tra lโ€™ossessiva ricerca della perfezione e la paura del fallimento. Un divario come simbolo ricorrente che segna lโ€™eterno conflitto tra ciรฒ che vorremmo e ciรฒ che in realtร  facciamo, come succede ad ognuno di noi.

Lo stile narrazione serrato ed incalzante, raccontato al presente, segna il ritmo della lettura e coinvolge senza lasciare sosta, come se si assistesse virtualmente ad un match combattuto allโ€™ultimo sangue su un campo di tennis, in cui รจ impossibile staccare gli occhi dalla palla.

Alla fine della lettura sono andata a sbirciare nel profilo Instagram di questo campione, incuriosita ancora di piรน dalla sua vita. Quello che mi ha maggiormente colpito รจ stato il suo sorriso luminoso, immortalato in scatti privati autentici che lo ritraggono in una vita ordinaria, condivisa da quasi ventโ€™anni accanto alla moglie Steffi Graff, campionessa di tennis con cui ha avuto due figli, oggi adolescenti. Una coppia solida, che forse nasconde il segreto della sua longevitร  in aver condiviso unโ€™infanzia con dei padri manipolatori e una gioventรน vissuta sotto i riflettori. Il sogno piรน grande che volevano realizzare era proprio quello dellโ€™anonimato, come stanno facendo da anni.

Nonostante i chili in piรน e un aspetto visibilmente piรน maturo, quello che oggi appare chiaro รจ che Andre Agassi รจ un uomo appagato, sorridente, sereno, sicuramente molto diverso dalle immagini che si alternano nel suo profilo Instagram da giovane, piรน magro e in forma ma con quegli occhi bellissimi e tristi che ammaliavano orde di ammiratrici.
Sapere oggi cosa nascondesse quello sguardo cosรฌ malinconico mi ha commosso profondamente, facendomi apprezzare ancora di piรน la sua storia, costellata di ricordi ed esperienze che testimoniano una vita straordinaria. Un uomo che ha trasformato le sue cadute in trampolini per lanciarsi in sfide sempre piรน difficili, alla ricerca di sรฉ stesso e di unโ€™identitร  per anni privata, raggiungendo quella pace interiore cosรฌ a lungo negata, per trovare il significato della propria esistenza accanto ai propri affetti piรน cari e facendo del bene agli altri.


Quello che la gente vede adesso, nel bene e nel male, รจ la mia prima formazione, la mia prima incarnazione. Non ho alterato la mia immagine, lโ€™ho scoperta.


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