
ONE LIFE di James Hawes
| Titolo: One life | |
| Regia: James Hawes | |
| Tratto dal libro: If It’s Not Impossible… The Life of Sir Nicholas Winton di Barbara Winton | |
| Genere: Drammatico | |
| Film per il cinema | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Data di uscita: 21 dicembre 2023 | |
| Produzione: Eagle Pictures | |
TRAMA
Un agente di cambio britannico visita la Cecoslovacchia alla fine degli anni ’30 e partecipa alla preparazione di piani per aiutare nel salvataggio dei bambini ebrei prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, in un’operazione che diventerà nota come Kindertransport.
RECENSIONE
Ci sono molti capitoli della storia della seconda guerra mondiale che sono sconosciuti ai più o per lo meno sono molto meno famosi.
A volte però l’arte li riporta in vita, grazie ad un libro o ad un film si spande nelle coscienze la memoria di fatti eccezionali con protagonisti uomini comuni.
È uno di questi fatti che racconta One Life, film del regista James Hawes uscito a dicembre dell’anno scorso e con protagonista un sempre magnifico Anthony Hopkins.
Tratto dal libro “If It’s Not Impossible… The Life of Sir Nicholas Winton” scritto da Barbara Winton disponibile solo in lingua inglese, la trama racconta dell’ impegno e della tenacia di un broker inglese Nicholas Winton, nell’ organizzare tra mille difficoltà l’espatrio di migliaia di bambini ebrei dall’allora Cecoslovacchia attraverso viaggi in treno, i cosiddetti “Kindertransport” verso famiglie affidatarie inglesi poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Inutile dire che l’impresa è titanica ma ciò non impedisce al giovane di salvare centinaia di bambini, non solo dalla loro condizione di rifugiati ma dall’ imminente inizio della guerra e dell’eccidio che ne conseguirà.
Un film che alterna momenti intimi, che seppur privi di dialoghi sono carichi di emozione anche grazie all’interpretazione di Hopkins, ad altri più dinamici della costruzione storica delle operazioni di salvataggio dei piccoli rifugiati che donano allo spettatore l’intensità dei sentimenti in gioco.
Un’alternanza che si mostra nella doppia linea temporale scelta nella sceneggiatura, quella dell’ inizio del conflitto e quella degli anni ’80 con il protagonista anziano ma ancora tormentato dai ricordi.
Atmosfere e recitazione tipicamente inglesi, pathos, emozioni intense appunto, pur nel loro contegno britannico incarnato perfettamente dalla recitazione di Hopkins che sostiene tutto il film.
Egli interpreta l’ormai anziano Nicolas Winton, un uomo che nonostante siano passati anni è ancora profondamente coinvolto dagli avvenimenti del conflitto, quasi prigioniero di ricordi di cui fa fatica a disfarsi perché consapevole che tali ricordi non possono e non devono andare perduti ma vanno custoditi.
Non possono però essere custoditi da chiunque, il conflitto interiore del protagonista si sviluppa non solo nell’ incapacità di lasciar andare il passato, ma anche nel senso di colpa per non essere riuscito a fare di più (a perenne ricordo di questo senso d’incompiutezza c’è un oggetto in particolare) e nella riluttanza a dare al proprio operato la notorietà che invece servirebbe perché il ricordo non vada perduto.
Questo il messaggio potente del film che a mio parere si condensa nel telegramma che riceve il giovane volontario dal proprio superiore, vedendosi negato il permesso di proseguire ad assentarsi dal lavoro per prolungare la propria permanenza in Cecoslovacchia: la coscienza morale collettiva è la somma di quelle dei singoli ma non può attuarsi solo con le idee.
L’accoglienza, la solidarietà, la compassione che quest’uomo ha incarnato con il suo impegno e il suo senso del dovere non possono essere messe in atto senza azioni concrete, con il fare a dispetto di tutto, degli ostacoli, della mancanza di sostegno e dell’ostracismo della burocrazia e a volte anche della politica.
L’ eroismo, ci racconta la pellicola, non necessita di gesta eclatanti, di rumore, di capacità fuori dal comune, ma tutto l’opposto.
Il bene si può fare in silenzio, nel proprio piccolo, con intenzione, tenacia, impegno e volontà.
Una pellicola che ce lo racconta con toni semplici ma che commuove ed emoziona.
