DREAMERS, L’AMORE CI SALVERA’ di Vera Demes

Dreamers

DREAMERS, L’AMORE CI SALVERA’ di Vera Demes

Titolo: Dreamers, l’amore ci salverà
Autore: Vera Demes
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 26 Marzo 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Nel cuore che trabocca l’amore è la risposta. Dolcezza, tu sei la porta dei miei sogni.


Caleb sogna la terra promessa, Lea vuole vivere nei boschi, Luke spera di diventare un quarterback professionista, Jasmine immagina di non doversi più vergognare di ciò che è.

Nella valle dorata di Sunset Swallow, Contea di San Diego, California, quattro ragazzi vivono di sogni, ingabbiati in un presente che li soffoca, in un universo che non li capisce, nella realtà che ha la durezza di un risveglio forzato.

Tra orizzonti sconfinati e vallate a perdita d’occhio, nel silenzio sospeso di canyons profondi, nei paesaggi infiniti in cui riposano antiche leggende e in cui la vita si fonde con il respiro della natura, Caleb, Lea, Luke e Jasmine si muovono sull’orlo di un baratro scoprendo una dimensione in cui essere sé stessi.

Ma la realtà non ammette debolezze.

L’incertezza, la paura di decidere, il coraggio di ideali impossibili, l’ostinazione della giovinezza.

Alla fine è la fine.

Eppure gli ideali valgono più delle ingiustizie e di un destino già deciso.

L’esercito dei sogni si mobilita con l’arma dell’amore.

Ed esserci diventa l’unica salvezza. Esserci gli uni per gli altri. A dispetto di ciò che vuole il mondo.


RECENSIONE di Alessia


«I sogni possono indicarci la strada»


Parlare di sogni può essere un argomento spinoso, soprattutto oggi che le nostre vite sono pervase da un profondo pessimismo, grazie al quale razionalità e disillusione rubano sempre più spazio all’immaginazione.

Si dice spesso che sognare sia un lusso per pochi eletti. A volte però non c’è niente di più salvifico che possa restituire speranza, se non avere il coraggio di osare e credere ai propri sogni.

E se a raccontare la bellezza dei sogni è una scrittrice profonda come Vera Demes, la magia è possibile, sognare si può e farlo diventa uno dei regali più preziosi che ci si possa concedere.

Luke e Jasmine, Caleb e Lea sono i protagonisti di una storia meravigliosa.
Quattro giovani ragazzi che provengono da due dimensioni di vita antitetiche ed in eterno contrasto, ovvero l’emarginata riserva indiana di Sunset Swallow e il ricco quartiere di Eaglewood a La Jolla, San Diego.

Due mondi non solo diversi culturalmente ma in lotta perenne tra loro, coinvolti in un conflitto antico radicato nella storia e nel tempo, acuito da un feroce razzismo, che fonda le sordide basi nel mantenere invisibile e subordinata una minoranza vittima di odio e pregiudizio, quella dei nativi americani.

Eppure queste due coppie di fratelli, così apparentemente distanti, hanno qualcosa che li accomuna così tanto da renderli vicini, simili, complementari.
Questi ragazzi sono quattro sognatori, con diverse aspirazioni e attitudini, ma animati dallo stesso potente spirito in grado di oltrepassare i confini delle proprie origini, i dettami della propria famiglia.

C’è chi sogna ma non ha il coraggio di realizzare i propri progetti, chi di coraggio ne ha troppo ma aspetta il momento giusto per riscattare qualcosa di perduto, c’è invece chi vuole liberarsi per essere felice e vincere un destino già scritto e chi sogna di smettere di avere paura.

Quattro vite che si intrecciano inconsapevolmente per creare un meraviglioso caleidoscopio di tonalità sfumate ad arte, come spesso accade nella vita reale, in cui i chiaro scuri predominano sulle tinte nette.

“Dreamers” offre una storia profonda, emozionante, in cui i colori della natura sono multiformi, cangianti come i pensieri e le azioni che ci guidano nella vita. Colori dai contorni quasi mai netti, spesso ombreggiati, che ci definiscono fino a farci immedesimare nelle esitazioni di Luke, nella fierezza di Caleb, nella solitudine di Lea o nell’orgoglio di Jasmine.

La terra promessa dei Kumeyaay rappresenta la metafora magnifica del luogo in cui realizzare i propri sogni, ed essere felici, superando l’odio, l’ingiustizia, l’assenza totale di valori, l’inettitudine e la paura.
Una valle dai poteri magici che con i suoi panorami mozzafiato incita a preservare la bellezza della natura come bene assoluto, quello che ci è offerto e che è nostro dovere salvaguardare, come lo sono i nostri sogni, le nostre aspirazioni.


Perché in quella valle c’erano l’anima e il sangue, le radici di un popolo, la libertà e il riscatto. Quella era la loro terra. La terra promessa. Avrebbero dovuto riprendersela ritrovando ciò che gli anziani chiamavano wani. Il soffio dell’anima. Per non morire.


Un universo selvaggio fatto di cielo, nuvole e vento che sovrasta impetuoso su quattro giovani ragazzi alla ricerca di loro stessi, impegnati ad affrontare un percorso tortuoso come un fiume in piena, profondo come le gole del canyon della valle, in cui paure e radicate convinzioni saranno ostacoli quasi insormontabili da superare.


L’amore era la salvezza. L’unica chiave per aprire la porta dei sogni.


La forza motrice che darà a loro il coraggio necessario per intraprendere questo viaggio sarà l’amore, quello più travolgente che nasce all’improvviso e che salva, per offrire l’opportunità di essere felici e raggiungere la terra promessa, quella dove i sogni sono alberi imponenti, le speranze hanno la forma delle nuvole e gli ideali volano alti nel cielo insieme alle aquile.

Un libro in cui la trama è anche veicolo sapiente per offrire spunti di riflessione su temi delicati e difficili ma purtroppo molto attuali come emarginazione, razzismo e ingiustizie sociali ai danni di una minoranza che ancora oggi vive ai margini della società americana, che poco ha fatto per integrare e restituire dignità ad un grande popolo, ricco di tradizione e storia.

Lo stile narrativo è poetico ed evocativo, a conferma del grande talento di Vera Demes di raccontare una storia meravigliosa come “Dreamers”, tanto unica da avere la potenza di un romanzo e la grazia di una poesia.


Perché Caleb non era solo il ragazzo dei suoi sogni. Lui era il giorno e la notte, la felicità sbocciata in un fiore, l’essenza della natura racchiusa nelle vallate di Sunset Swallow, le rocce vermiglie di Windtalk Rock come giganti gentili nel blu del cielo e nella forza delle nuvole. Lui era il tutto. Era il sangue che le scorreva dentro, la visione di un futuro migliore, la pace, l’allegria, il sesso, la fame, la sete, l’universo. Caleb era il suo io più segreto. Faceva parte di lei.


Luke, Jasmine, Caleb e Lea con l’Esercito dei sognatori di Sunset Swallow resteranno a lungo dentro di me:


Vivevano d’istinto. Sogni, tanti sogni. E poi le nuvole. E poi il vento. E poi il sole sulla testa. E un cielo immenso. Proprio dentro al cuore.


Un messaggio intimo di speranza che fa bene al cuore, e di cui abbiamo particolarmente bisogno in questo momento.

RECENSIONE di Sara

Per parlare al meglio di questo libro bisogna iniziare dal titolo, una storia che parla di sogni dedicata ai sognatori; per leggerlo e viverlo nella maniera migliore, dovrete essere pronti a liberarvi da tutto e permettere alle pagine di trascinarvi dentro qualcosa di veramente unico. 

Ci troviamo in America, a san Diego, dove quattro anime pure ma tormentate lottano per trovare il loro posto nel mondo. 

Lea e Luke sono fratelli, vivono nel ricco quartiere di Eaglewood e appartengono ad una famiglia benestante; apparentemente hanno tutto quello che desiderano, ma solo i loro sogni riescono a portarli lontano da una vita soggiogata dall’arroganza del padre che li opprime e li sottomette alle sue volontà. 

In contrapposizione Caleb e Jasmine, fratelli a loro volta, sono spiriti liberi di sognare ma oppressi dal giudizio crudele di chi li perseguita badando solo alle apparenze. 

I due ragazzi infatti sono nativi di una tribù indiana, e vivono nella riserva di Sunset Swallow, un paradiso incontaminato dove si trovano a subire senza poter reagire le continue ingiustizie degli abitanti delle terre confinanti. 

Riescono anche se a fatica a tenere lontani il loro arrivismo e i giochi di potere, difendendo le loro case come qualcosa di davvero prezioso. 

E’ triste pensare come ancora oggi queste persona siano vittime di continui soprusi razzisti, solo per la loro diversa etnia o perché non vengono ritenuti degni di avere gli stessi diritti e gli stessi desideri di chi si crede più fortunato di loro 

Il destino fa incrociare le vite dei quattro ragazzi, che per motivi diversi si trovano a condividere molto più di quello che avrebbero potuto o voluto, e solo insieme comprendono quanto si importante lottare per difendere i doni preziosi che la vita ci mette davanti ogni giorno e cui spesso non diamo la giusta importanza. 


La felicità è permettersi di sognare anche quando il mondo ti crolla addosso. 


Vera Demes ha fatto di nuovo una delle sue magie, leggere questo libro è stato per me come vivere in una dimensione parallela, dove mi sono sentita leggera e senza pensieri e devo dire che ne avevo davvero bisogno. 

“Dreamers” è una lettura corale raccontata in terza persona, e popolata da molti personaggi. 

Ognuno di loro ha la stessa importanza all’interno della storia, e si incastra con precisione agli altri componendo un puzzle perfetto e armonioso. 


La sua voce era piena di tenero entusiasmo e provò una sensazione nuova, dolce ma lancinante, come se d’improvviso potesse osservarla nella sua intimità più fragile, coraggiosa, appassionata, una stramba sognatrice, generosa e piena d’amore. 


Leggendo scoprirete gli stupendi luoghi, che spero di avere la fortuna di visitare presto descritti in maniera dettagliata e talmente reale che vi immaginerete a vivere ogni emozione insieme ai nostri protagonisti. 

Vi basterà chiudere gli occhi per vedere Lea persa tra i campi fioriti, Caleb in sella al suo cavallo, Luke che guarda l’orizzonte dalla sua casa al mare e Jasmine che difende fiera i suoi ideali e l’onore del suo popolo; e finendo il libro sentirete la loro nostalgia ma vi sentirete appagati come quando ricevete un regalo raro e inaspettato. 

Il sogno è di certo il tema che caratterizza tutto lo svolgimento della storia, sognare non è solo un modo per estraniarsi dalla realtà, ma è anche un aiuto per non perdere mai di vista ciò che davvero desideriamo, senza permettere a nessuno di scombinare i nostri piani. 


Non esiste nient’altro in grado di liberare le nostre vite dall’odio, dal dolore e dall’assenza di speranza. L’amore è l’unico antidoto contro la sofferenza. Ed è l’unica chiave capace di aprire la porta dei nostri sogni. 


Perché è solo continuando a sognare che riusciremo a mantenere alte le nostre aspettative, permettendo ai nostri desideri di avverarsi e puntando sempre alla vera felicità del cuore. 


Due emozioni contrastanti che non sarebbe riuscito a placare. 

Gli appartenevano. 

Amore e lotta. Dolcezza e ribellione. Non avrebbe smesso di lottare. E neppure di amare. Perché alla fine era così. Era vero. Non aveva proprio nulla da perdere. 


Un plauso particolare va alla copertina, che attraverso un tripudio di colori diventa una cornice perfetta per qualcosa di prezioso e contribuisce a rendere questo libro davvero unico. 

Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità ancora una volta di leggere e recensire in anteprima un’altra delle sue bellissime avventure. 

Consiglio questo libro a chiunque senta il bisogno di uscire dalla realtà ed emozionarsi con un storia semplice ma perfetta. 


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PLAYING TIME di Moloko Blaze

Playing Time

PLAYING TIME di Moloko Blaze

Titolo: Playing Time
Autore: Moloko Blaze
Serie: Autoconclusivo
Genere: Erotic Contemporary Romance
Narrazione: POV singolo (Reagan)
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 9 Febbraio 2021
Editore: Self Publishing

TRAMA


Reagan Desoto ama recitare, ama lo sfavillio del mondo di Broadway così come l’odore dei piccoli teatri, ma una ragazza di Harlem non dovrebbe credere nei sogni, soprattutto quando a spronarla è un giovane con il conturbante aspetto e il naturale talento di James Dean. Noah Dresner sembra mostrare uno strano interesse per lei, nonostante il suo look da maschiaccio e il suo modo sfrontato di dire e fare le cose. Noah è l’uomo che l’ha stregata da subito, che le permette di conoscere le gioie e i dolori del sesso senza tabù, con l’unica regola di escludere dall’equazione l’amore, ciò che si ostina a non concederle e che lei invece non riesce a negargli.

Un’intima amicizia sbocciata dietro le quinte della scena Off Broadway di New York. Una passione che rischia di bruciare come un incendio. L’amore che è impossibile da soffocare, anche in un rapporto all’insegna del sesso privo di limiti. Perché la maschera può essere un mezzo per sentirsi liberi, ma anche la più subdola delle gabbie. Dopo l’erotico The Undressed Series, Moloko Blaze torna con una nuova avventura Hot Contemporary Romance! Si consiglia la lettura di Playing Time a un pubblico adulto e consapevole.


RECENSIONE di Alessia

Il potere dei libri mi sorprende continuamente, come uno spettacolo pirotecnico pieno di luci abbaglianti in grado di illuminare il cielo di notte da ammirare con stupore e meraviglia. Emozioni che non hanno età ma che diventano tesori preziosi se vissute da adulti, quando si è maggiormente consapevoli della presenza di luci e ombre, che si dipanano alternandosi su un enorme palcoscenico, quello della vita, dove nessuno può esistere senza ruoli da interpretare o maschere da indossare.

Playing Time è la sublime celebrazione di questo concetto, ovvero come tutti noi viviamo su un palcoscenico, indossando quotidianamente maschere che ci permettono di agire in ruoli più o meno definiti, imposti da vari contesti, sia essa il nucleo familiare, l’ambito professionale fino alla società in generale.

Fin dalle prime pagine, il libro apre il sipario su un luogo non luogo, un teatro, in cui si sta provando una scena dal sapore intenso e coinvolgente, tanto da mettere in luce immediatamente i profili dei due protagonisti.


«Innamorarsi di uno come Noah è come lanciarsi da un aereo senza paracadute.»


Noah Dresner, 28 anni, dal fascino ribelle e magnetico oltre che dall’indiscusso talento di attore, capace di infiammare l’anima con il suo sguardo tagliente e malinconico e di mordere la vita in ogni istante. La sua filosofia di vita sembra ricalcare quella di James Dean, icona indimenticabile che diede voce al disagio di una generazione smarrita e senza punti di riferimento, alla disperata ricerca della propria identità.
In un suo celebre film disse : “Sogna come se potessi vivere in eterno, vivi come se dovessi morire oggi” , un frase diventata leggenda e che delinea indiscutibilmente il profilo di Noah, con la sua perenne voglia di sperimentare, curiosare, andare oltre i propri limiti per capire fin dove spingersi per realizzare i propri sogni e soddisfare desideri, bisogni. Vive ad Hell’s Kitchen, celebre quartiere vicino alla scintillante Broadway e nel cuore della zona dei teatri più importanti, ospitante la sede del famoso Actors Studio, che frequentò proprio James Dean. Una zona elitaria dove l’arte si respira per strada.


Avevo sempre creduto di essere una ragazza invincibile. Ferita, ma invincibile. Fino a che non avevo incontrato Noah Dresner. Ventotto anni, attore di teatro, sceneggiatore a tempo perso.


Reagan Desoto, 21 anni, dalla carnagione mulatta e gli occhi scuri come l’inchiostro, abituata più a nascondersi che mostrarsi e dotata di un’inconsapevole sensualità che la rende intrigante come una perla esotica da scoprire. Insicura ma coriacea, inesperta ma ribelle, vive una continua contraddizione che la definisce senza delineare un contorno preciso, facendo di lei uno dei personaggi femminili tra i più interessanti letti fino ad oggi.
Ama recitare, una passione che diventa terapia per fingere, cambiare pelle, sentendosi parte di qualcosa. Il teatro è la sua salvezza per sopravvivere ad una vita difficile, fatta di privazioni affettive e materiali. La sua casa è la periferia di Harlem, quartiere – ghetto in cui disagio sociale e emarginazione predominano sulla vita di chi vi fa parte.

Ambientazioni ben definite identificano il vissuto di due protagonisti profondamente diversi nell’approccio alla vita, nelle scelte che li hanno definiti fino a quando non si conoscono. Sarà il teatro a farli incontrare e sarà lo stesso palcoscenico che li vede calcare la scena come promettenti attori a fondere le loro anime, fatte di spigoli, bruciature, paure, fragilità e nascondigli, che siano questi abiti extra large o colpe da espiare.

Il loro è un percorso di sperimentazione mentale e fisica. Il sesso è uno strumento formidabile attraverso il quale provano a superare le loro paure, a chiedere e donare fiducia, per fidarsi e affidarsi a qualcuno, a credere in loro stessi. Le scene di sesso sono sublimazioni del corpo, raccontate in modo vivo e scritte con immensa bravura.
L’eros trova in questo libro la sua celebrazione dei sensi, in cui il piacere e il dolore si compenetrano oltrepassando il puro riferimento carnale per elevarsi verso un significato più profondo ed esteso.


«L’unico modo che abbiamo per essere felici è aver sperimentato il dolore, il metro di paragone per ogni esperienza.» Continuò, conquistando un altro centimetro. «Una cosa può essere bella solo se sei cosciente di cosa non lo è.»


In questo equilibrio sottile trova spazio un terzo personaggio, Rhys, amico fraterno di Noah. Magnetico, carismatico e contraddistinto da un’innata saggezza, Rhys diventa la chiave di volta che plasma il percorso di crescita di questi due ragazzi per aiutarli a comprendersi. Un uomo dalla fortissima sensualità che ricorda Dennis Stock, fotografo e amico di James Dean, che ne capì il talento fin da subito contribuendo a renderlo leggenda con i suoi celebri scatti, ritraendolo, come gli diceva, “dove ti senti felice”, un po’ come fa Rhys con Noah e Regan. Un personaggio che ho adorato e di cui mi auguro di leggere una storia dedicata a lui.

A fare da contorno a questo libro una colonna sonora intrigante, che questa eclettica autrice, appassionata conoscitrice di musica, ha scelto con grande accuratezza. Sonorità d’altri tempi come Ray Charles, Elvis Presley e Nina Simone si alternano a generi musicali più contemporanei come Fatboy Slim e Public Enemy. Un viaggio sonoro che pervade le vicende del racconto in grande stile.

La ricercatezza musicale conferma l’attitudine di Moloko Blaze alla passione per le arti visive, come il teatro, il cinema e la fotografia che fanno da cornice a Playing Time. Una storia meravigliosa che offre il connubio perfetto tra due stili, romance ed erotico, a differenza delle atmosfere più carnali ritrovate nella serie Undressed, in cui l’eros predomina maggiormente celebrando l’arte in senso più figurativo.

Una vena artistica dai poteri afrodisiaci che avvolge di sensualità lo stile raffinato di una scrittrice sapiente e di grande spessore, che mi ha fatta innamorare della lettura come poche. L’esclusivo punto di vista di Reagan amplifica il coinvolgimento trascinando il lettore nei suoi pensieri, paure e sentimenti che deflagrano per Noah, il cui animo si svela solo attraverso gli occhi di lei, mantenendone l’alone di sensuale mistero.


Non era raro che io e Noah, due attori che usavano le parole per vivere, parlassimo senza emettere un suono. Capitò anche quella volta. In silenzio, avevamo parlato di amore, quella strana forma di amore che provavamo l’uno per l’altra. 


Chapeau Moloko, alla prossima.

Le luci di questo spettacolo pirotecnico mi hanno fatta sognare e vibrare l’anima. A sipario chiuso e a luci spente si torna a casa, va in scena la vita.


RECENSIONE di Sara

La sfavillante cornice dei teatri di Broadway fa da sfondo al primo incontro tra Noah e Reagan, due ragazzi all’apparenza molto diversi tra loro che si scopriremo essere anime affini. 

Noah vive ad Hell’s Kitchen, e somiglia pericolosamente a James Dean, riprendendo le fattezze e la voglia di essere libero e ribelle dal famoso attore. 

Reagan è una ragazza di origini afroamericane nata e cresciuta ad Harlem, che nasconde i propri sogni dietro un abbigliamento da uomo che non le rende giustizia, e dietro la paura che un passato tormentato possa portarglieli via. 

Conosce Noah durante le prove per lo spettacolo che metteranno in scena, e il ragazzo la cattura e la porta senza fatica portandola nel suo mondo permettendole di essere finalmente se stessa, senza restrizioni o tabu’. 


Ma poi… poi sei arrivata tu. E non te ne sei più andata. Hai piazzato una tenda nel mio cervello e nel mio cuore, i ci sei sistemata bene. E più cercavo di allontanarti e più ti desideravo. Non desideravo solo il tuo corpo, desideravo te. Volevo possederti, volevo ascoltarti, parlarti, toccarti. Volevo viverti. Ero… sono schiavo di ogni tuo sogno, di ogni tuo desiderio anche di quelli che ancora non conosci. E oggi, Reagan, mi sono reso conto che sei tu che sei ad essere responsabile della mia tristezza , così come sei responsabile della mia felicità. 


Se chiudete gli occhi verrete immediatamente trasportati nella stupenda atmosfera di “Playing time”, e non vi limiterete solo a leggerlo, ma lo vivrete sulla pelle, senza pudore, senza fatica, ma con entusiasmo e immensa curiosità. 

 Riconoscerete di certo lo stile di Moloko Blaze, toccante fin dalla prima parola,  anche se stavolta vi troverete davanti ad una magia, ovvero un bellissimo connubio tra un romanzo erotico ed una storia romantica che vi terrà incollati alle pagine senza respiro. 

Incontrerete  di nuovo  personaggi messi a dura prova dalla vita, feriti anche in modo profondo, ma che non si sono mai arresi, anzi, hanno fatto della loro sofferenza un modo di riuscire a reagire, di rincorrere la sospirata felicità. 

Rispetto alla trilogia di “Undressed” però, leggerete delle scene erotiche, mai volgari, di certo descritte in modo più mentale che fisico, ma non per questo meno carnali e appassionate. 

E’stupendo il parallelismo col teatro e la fotografia, per tutto il libro infatti i protagonisti si trovano tra la finzione e la realtà culminando nella scena a mio parere più intensa, quella dello spettacolo, dove si donano reciprocamente l’uno all’altra senza veli, maschere o paure. 


Anche il letto di una stanza poteva essere un palcoscenico. Un gioco di ruoli ben preciso. Una regia di sguardi, di movimenti, di battute, di luci. Un fuoco artificiale di emozioni sature di colori, un luogo in cui tutto era più acceso, più forte, più intenso. E le parole non erano solo parole. 


Molti personaggi fanno da contorno alla storia, spicca su tutti la figura di Rhys, che ammetto ha fatto breccia del mio cuore, fotografo e amico di Noah, di certo una presenza imponente che però riesce sempre a restare da parte senza entrare nel profondo di quello che lega Noah e Reagan. 

Se avete voglia di forti emozioni questo è il libro che fa per voi, lasciatevi trascinare da ogni piccolo dettaglio che questa storia vi regalerà, perché non esiste spettacolo migliore di quello che due persone davvero libere riescono a regalarsi a vicenda. 

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LA STORIA CHE VOLEVAMO di Marion Seals

LA STORIA CHE VOLEVAMO di Marion Seals

Titolo: La storia che volevamo
Autore: Marion Seals
Serie: Autoconclusivo
Genere: Contemporary Romance
Narrazione: P.O.V. alternati (Ego e Dawn)
Tipo di finale: Concluso
Editing: ottimo
Data di pubblicazione: 20 Settembre 2019
Editore: Hope Edizioni

TRAMA


“Io avevo un unico obiettivo: giocare a football. Ero grosso e cattivo, veloce e coordinato, intelligente e determinato. Ecco perché risultavo un vincente, perché non permettevo a niente e a nessuno di ostacolarmi.”

La cosa che Gregory “Ego” Madden desidera di più nella vita è vincere il campionato con i California Bears, diventare il più famoso wide receiver della storia e riscattare un passato da emarginato. Il suo innato talento potrebbe garantirgli un futuro di successo e denaro, se solo fosse capace di controllare la rabbia che lo divora.


“Io ero strana, non sapevo socializzare, ma ero brava in ciò che facevo, io non ero spazzatura, lo avevo dimostrato a loro e a me stessa, soprattutto. Il fatto che non lo urlassi al mondo, che non lo esprimessi con rabbia e aggressività, non significava che fosse meno vero.”

La cosa che Dawn Riddle desidera di più nella vita è laurearsi e poi specializzarsi in Paleontologia. Ha sempre preferito la compagnia dei libri a quella dei suoi coetanei e ha potuto frequentare l’università solo grazie a una borsa di studio. Nella sua vita, segnata dal dolore e dalle rinunce, non c’è spazio per niente altro.

Solo tra le braccia del buio, la luce risplende.
Questa è la storia del loro incontro.


RECENSIONE


“Amo la luce perché mi mostra la via. Ma amo anche il buio perché mi mostra le stelle.” Og Mandino


Dawn Riddle è una ragazza albina con un passato complicato dietro di se’. Cresciuta senza genitori e aiutata dalla forza dell’amore di suo fratello, vive contando sulla sua grinta.

Studia paleontologia con ottimi risultati, dedicandosi  alla sua carriera universitaria, allo scopo di tenersi alla larga dalle persone che la discriminano per la sua diversità, a cominciare da un’inopportuna compagna di stanza, che la deride e le nega la possibilità di ambientarsi e di vivere serenamente quei momenti per lei così importanti.

Durante un episodio spiacevole, viene difesa da Gregory “Ego” Madden, un affascinante giocatore di football, da sempre interessato solo a storie fugaci e di poca importanza.

Ego sembra il classico ragazzo a cui non manca nulla, ma dentro di sé nasconde una rabbia irrisolta e incontrollata scatenata da un passato  tormentato che condivide con difficoltà.


Perduta.

Per la prima volta compresi il reale significato dei racconti di certe ragazze, storie che avevo sempre trattato alla stregua di miti e leggende metropolitane. Avevo sempre trovato ridicola l’idea che un semplice sguardo, così come la vicinanza di un ragazzo potessero provocare un simile scompiglio in cervello e cuore. Potessero far sentire… perduta.


Per lui conquistare Dawn rappresenta una sfida, una squallida scommessa fatta con i suoi compagni di squadra, ma più tempo passa con lei più si rende conto di aver bisogno di proteggerla, di farla sentire importante, nonostante siano all’apparenza così diversi.


Dovevo fare maggiore attenzione con la Fatina, dovevo ricordarmi che, per quanto timida, dietro quell’aria spaesata c’era una mente che funzionava, e molto bene.


Ho visto tanta magia in questo incontro, emozionandomi insieme a loro, e sorridendo scoprendo i piccoli traguardi che raggiungono,provando a venirsi incontro e impegnandosi per   essere all’altezza l’uno dell’altra.

Due anime così diverse che si completano solo prendendosi per mano e stando insieme.


Da che avevo memoria, la paura era sempre stata la mia fedele compagna; prepotente e beffarda, tornava a ricordarmi sempre la mia diversità, a rammentarmi perché non potevo essere normale, sussurrandomi parole cariche di veleno che avevano il sapore della sconfitta, della delusione. Mai, neanche nei miei sogni più audaci, avrei creduto possibile accettare mani estranee su di me, con la naturalezza con cui la mia pelle stava accogliendo quelle di Ego.


La storia e’ raccontata in prima persona, a capitoli alterni, dalle voci dei due protagonisti, che aiutano il lettore e vivere insieme a loro tutte le infinite emozioni contrastanti che la lettura regala.

Le descrizioni sono accurate e particolareggiate, capaci di farvi immaginare senza difficoltà la scena esatta in cui si sviluppano gli eventi descritti.

Questo libro per me e’ stato una sorpresa, inizialmente sembrava la classica lettura scontata, ma andando avanti ho trovato emozioni profonde e riflessioni preziose.

La diversità di Dawn la espone a essere derisa, bullizzata da chi dovrebbe invece accoglierla ed aiutarla.  Spesso forse non ci rendiamo conto di quanto, troppo spesso, vengano messe da parte quelle persone considerate “diverse”, proprio perché non riusciamo a comprendere fino in fondo cosa significhi per loro esserlo.

Questo è un argomento molto attuale, che mi fa pensare a tutti quei ragazzi che per paura del giudizio degli altri si tengono tutto dentro, con conseguenze spesso tristi e irreparabili.

E a tutti coloro che discriminano le persone più fragili per il colore della loro pelle, o per l’orientamento sessuale e non si rendono conto che per apprezzare davvero qualcuno bisogna guardare oltre.

Quindi il messaggio più prezioso che questa lettura mi ha regalato è che non bisogna mai avere paura di essere se stessi, dandosi agli altri completamente e aprendo il cuore a chiunque abbia bisogno di supporto, comprensione e aiuto, superando pregiudizi e superficialità.

Lo consiglio a chi non ha paura di mettersi in gioco, nonostante tutto; a chi non ha paura di amare, nonostante le differenze.

Leggetelo per farne tesoro.


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