Autore: Annalisa Sinopoli
UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola
| Titolo: Un buon posto in cui fermarsi | |
| Autore: Matteo Bussola | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Prima persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 20 giugno 2023 | |
| Editore: Einaudi |
TRAMA
A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi รจ a terra? Forse proprio la resa puรฒ regalare unโinaspettata felicitร . Dopo โIl rosmarino non capisce lโinvernoโ, il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. In pochi hanno saputo raccontare la fragilitร maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanitร . In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un hikikomori che si รจ innamorato online vorrebbe incontrare chi รจ diventato per lui cosรฌ importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Un bambino ubbidiente scopre la bellezza inattesa di deludere le aspettative. Incrinati, piegati, sconfitti, capaci perรฒ di cercare un senso, di intravederlo lรฌ dove mai avrebbero creduto, questi protagonisti trovano ognuno un modo personale, autentico, spudoratamente onesto, di rispondere alla domanda: ยซChe cosa fa di un uomo un uomo?ยป
RECENSIONE
Poter assistere alla presentazione di un libro dal vivo รจ sempre un valore aggiunto alla lettura, un plus che mi dร spesso la possibilitร di trovare conferma e condivisione alle riflessioni che mi sono scaturite ma, ancora piรน interessante, mi permette di entrare piรน a fondo nelle riflessioni che lโ autore stesso ha fatto e ha voluto regalare al pubblico.
Se nel “Rosmarino non capisce lโinverno” Matteo Bussola parlava della resistenza al femminile nel suo ultimo libro invece, “Un buon posto in cui fermarsi” racconta della fragilitร maschile.
ร proprio dalla sua voce durante lโintervista che ha gentilmente concesso a Reading Marvels che lโautore spiega il perchรฉ di questa scelta.
Non solo per contrastare, come spesso fa nei suoi lavori, gli stereotipi di genere di cui tutta la societร e quindi anche le forme di comunicazione sono abbondantemente infarcite, ma anche perchรฉ come egli stesso dice, รจ quando cadiamo che mostriamo il nostro lato piรน vero, la nostra forza, il nostro essere umani al di lร del genere.
Nel caso dellโuniverso maschile questo รจ un aspetto ancora piรน importante, a contrastare la convinzione comune che invece un vero uomo non debba mostrarsi mai fragile, non far trasparire le emozioni, non restare fermo ma debba invece agire, muoversi, combattere, mai deporre le armi.
Ho trascorso la vita intera con addosso questa pressione silenziosa, che mi sussurrava cosa dovevo incarnare o dire o pensare per essere considerato un maschio prima, un padre poi.
Sono quasi tutti uomini infatti i protagonisti di questo libro, una raccolta di racconti tenuti insieme da un filo comune e che solo ad un attento osservatore svelano anche dove sono ambientati.
Protagonisti diversissimi, per etร , estrazione sociale, provenienza, lavoro e vissuti, eppure messi alla prova dalla vita, fotografati nel momento di maggiore vulnerabilitร quello attraverso cui lโ autore vuole dire proprio questo: che non c’รจ da provare vergogna per un uomo a mostrarsi nel momento in cui cede schiacciato dal peso delle difficoltร .ย
Perchรฉ รจ quando siamo a terra che mostriamo il nostro essere piรน autentico, e a volte restare giรน quando siamo caduti aiuta a capire meglio ciรฒ che ci circonda dandoci quindi strumenti inattesi per cercare di rialzarsi.
Non รจ una storia che parla di conquistare vette, perchรฉ i desideri non รจ che debbano per forza volare altissimi, pensa. La gioia, quella vera, spesso vola basso, proprio accanto a te.
Lโ autore rivela che la stesura di questo libro nasce dal desiderio di dare risposte ad alcune domande:
Cosa succede allโ amore quando se ne perde la memoria?
Non sarร che la ricerca della felicitร sia sopravvalutata?
Perchรฉ a qualcuno sรฌ e a qualcun altro uguale a noi no?
Cosa fa di un uomo un uomo?
Matteo Bussola รจ quindi un uomo che scrive di uomini in maniera perรฒ del tutto diversa da quella che ci si aspetterebbe da una penna maschile appunto, e molto lontana rispetto ai clichรฉ quasi impliciti nella credenza comune di cui spesso anche noi siamo inconsciamente sostenitori.
E cioรจ che lโuomo, anche in letteratura, non mostra le sue fragilitร , non manifesta le emozioni, non concede spazio al fallimento, deve sempre mantenere le promesse, trasmettere sicurezza, mirare in alto, perchรฉ in quanto rappresentante del genere maschile deve sempre mostrarsi forte, indipendente, sicuro di sรฉ, in poche parole un vero maschio.
Sรญ. Per certe generazioni cโรจ stata questa bizzarra idea pedagogica, come direโฆ che diventare uomini significasse confrontarsi con un trauma che dovevi superare. Il prima possibile. Se ti butto nellโacqua, devi vincere il terrore e devi nuotare.โ
ร in questo e in molti dei suoi precedenti lavori che Matteo Bussola cerca di scardinare questi e molti altri stereotipi di genere, con una prosa la cui principale caratteristica รจ di avvalersi di una scrittura delicata, introspettiva, che riesce a mixare una certa poetica del vivere, frutto della sua sensibilitร artistica, con il realismo del quotidiano risultato invece della sua vita fuori dai libri e cioรจ di compagno e di padre di tre figlie.
Una fusione tra uomo e scrittore che emerge sempre nei suoi scritti e che ne decreta il grande successo di pubblico.
Un uomo comune che racconta di uomini comuni ma inaspettatamente in modo non comune.
Il libro รจ costituito da una serie di racconti in cui potrete ritrovare anche qualche conoscenza del precedente “Il rosmarino non capisce lโinverno”, una lettura che scorre, fluida lungo la scia che lega i diversi protagonisti.
La scrittura in prima persona ricca di piccoli dettagli, come un portasapone sbrecciato o la potatura di un calicanto, avvolge in un abbraccio intimo il lettore complici dialoghi che mostrano il sentire profondo dei protagonisti, tanto da farceli sentire vicini e familiari sebbene li si possa incontrare per poche pagine.
Nella parte introduttiva e in quella finale risiede tutto il significato del libro e del titolo che puรฒ essere racchiuso nella metafora dellโalbero, che lโ autore racconta nel capitolo dedicato a Biagio e con cui risponde anche allโ ultima domanda dellโ intervista.
E cioรจ che alla fine bisogna scegliere il proprio metro quadrato, qualsiasi cosa esso sia.
Un messaggio semplice ma non facile da concretizzare che egli sembra voler lanciare nelle sue pagine come si farebbe con un messaggio in bottiglia lasciato nel mare.
Una mappa che ognuno puรฒ interpretare a modo proprio ma che ha sempre come meta le cose semplici, quelle importanti per noi come esseri umani al di lร del genere, quelle che troviamo nel posto in cui decidiamo di fermarci.
Come fossero fiabe perdute, canzoni inventate, una lunga ninna nanna di umanitร sussurrate. Una piccola mappa di alcuni modi in cui si puรฒ essere uomini.
GEOGRAFIA DI UN DOLORE PERFETTO di Enrico Galiano

GEOGRAFIA DI UN DOLORE PERFETTO
di Enrico Galiano
| Titolo: Geografia di un dolore perfetto | |
| Autore: Enrico Galiano | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Prima persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 16 maggio 2023 | |
| Editore: Garzanti Editore |
TRAMA
Quando sei bambino tuo padre รจ un supereroe. Nessuno ti spiega che anche i supereroi possono cadere e farsi male, e soprattutto farti male. Pietro lo sa fin troppo bene: suo padre lo ha abbandonato quando era ancora un ragazzino. Lโunica cosa che gli ha lasciato รจ quella che lui chiama spezzanza, la sensazione di essere spezzati, di vivere sempre a metร . Eppure Pietro ha un vita perfetta: รจ diventato un professore universitario e ha una moglie e un figlio che ama. Fino a quando riceve una telefonata che cambia tutto. Deve andare a Tenerife il prima possibile: un viaggio in aereo attraverso il mare lo divide dallโattimo piรน importante della sua vita. Pietro corre, e piรน corre piรน si rende conto che sta andando incontro al vero sรฉ stesso e ai suoi fantasmi. Sono lรฌ a ricordargli che capita, a volte, di trovarsi allโimprovviso lontanissimi da sรฉ stessi, cosรฌ tanto da non sapere piรน chi si รจ veramente: come i punti che gli atlanti chiamano ยซpoli dellโinaccessibilitร ยป, quelli piรน lontani e irraggiungibili del globo. Quando succede, i geografi dicono che, per salvarsi, lโunica cosa da fare รจ guardare su. Cercare una stella, e poi andare dritti dove dice lei. Puรฒ avere i contorni di un amore o di un dolore. Di un desiderio o di una paura. Perchรฉ a volte non siamo nel posto sbagliato, stiamo solo cambiando. A volte arriva il momento di fare pace con tutte le ferite di quando si era bambini.
Enrico Galiano apre la sua anima ai lettori in un romanzo che indaga il rapporto piรน antico, autentico e complicato: quello tra figlio e genitore. Un romanzo che pone una domanda che va dritta al cuore: quando si smette di essere figli? Cโรจ un giorno, un momento, una linea che si supera e poi non si รจ piรน figlio di qualcuno, ma solo un uomo o una donna? Con la sua inconfondibile delicatezza, Enrico Galiano ci regala una prova di narratore maturo con una storia avvincente e coinvolgente. Una storia che, pagina dopo pagina, diventa sempre piรน la storia di tutti noi.
RECENSIONE
Geografia รจ la scienza che vive descrivendo: mentre il resto delle scienze รจ silenzio da laboratorio, la geografia รจ rumore di penna che gratta sul foglio, รจ passi sui sassi in salita in montagna, รจ onde del mare mentre il cuore cerca invano di andare a tempo.
Devo essere onesta a scuola la geografia non ha mai destato in me particolare interesse o la curiositร e la passione per esempio che invece mi suscitavano storia e letteratura.
Ho sempre pensato che certo รจ importante sapere come รจ fatto un territorio, uno stato, un continente ma imparare i nomi di cittร , fiumi, montagne (che mai vedrรฒ e che sono veramente numerose) potesse essere anche un poโ inutile e noioso.
Come mi sbagliavo, ad aver avuto un professore come Enrico Galiano invece ne avrei saputo intravedere la bellezza anche allora.
La stessa di cui ci fa partecipi nellโultimo suo libro, Geografia di un dolore perfetto, una storia diversa da quelle a cui lโautore ci aveva abituati nei suoi lavori precedenti.
Un racconto maturo dalle venature chiaroscure.
Dichiaratamente autobiografico, come sempre questo scrittore tesse una narrazione densa di messaggi e riflessioni, mettendo in gioco un sentire profondo e autentico in cui รจ impossibile non identificarsi.
Un sentire che non riguarda mai unโunica tematica: sebbene il filo conduttore di tutto il romanzo sia il rapporto padre-figlio in realtร esso รจ lโimpalcatura che sorregge tutta una serie di altri temi umani di cui la geografia appunto, รจ molto articolata.
Perchรฉ vuoi o no il rapporto con i propri genitori imprime su di noi un timbro, modella inesorabilmente il nostro io e il nostro modo di approcciarci al mondo esterno, inconsapevolmente, sia nella forma che nella sostanza, diventando unitร di misura delle relazioni umane che avremo in seguito.
Quelle con gli altri e specialmente quella con noi stessi.
ร raccontando il rapporto con il proprio padre che abbandonรฒ la famiglia quando lui aveva otto anni che lโautore si mette a nudo, venendo forse a patti con la consapevolezza che la crescita e la costruzione della propria identitร sono indelebilmente segnate da questo abbandono.
La spezzanza esiste ed รจ quando ti senti spezzato, sempre. Anche quando sorridi, anche quando sei felice e spensierato, sai che sei rotto in qualche punto, come un giocattolo difettoso. Cerchi di nasconderlo, camuffi piรน che puoi, ma sai che รจ cosรฌ e hai sempre paura di essere scoperto.
Questโautore riesce sempre a coniare parole che nel vocabolario non esistono ma il loro significato รจ immediato.
Pietro infatti il protagonista del libro รจ un uomo in apparenza realizzato professionalmente e socialmente ma in realtร รจ un uomo il cui spirito รจ eroso dalla โspezzanzaโ: รจ spezzato dal dolore di unโinfanzia privata della figura paterna e consumato allo stesso tempo dalla speranza che qualcuno possa riparare i pezzi rotti che ne sono il risultato.
ร infatti radicato in lui un senso di inadeguatezza, che ha fatto sรฌ che egli si costruisse unโidentitร che lo mettesse al riparo dalla solitudine e dalla delusione provati nei confronti di un padre con cui il rapporto รจ stato sempre difficile fino a interrompersi per molti anni.
Due le figure di uomo e padre che questo bambino e poi adolescente mette a confronto e di cui si nutrono il dolore dellโ abbandono e il bisogno di sentirsi amati e accettati.
Nando che non gli ha mai restituito lโimmagine di sรฉ che avrebbe voluto e Paco che al contrario lo ha sempre fatto sentire accettato, importante.
Era proprio questa la differenza fra Paco e Nando: lui non mi faceva mai sentire sbagliato. Anche quando sbagliavo, soprattutto quando sbagliavo, io sapevo che gli andavo bene lo stesso, cosรฌ comโero, tutto storto eppure perfetto cosรฌ.
ร una telefonata da Tenerife che mette davanti Pietro alla resa dei conti, non tanto con questi due uomini ma con se stesso.
Che si riferisca al passato o al presente dei protagonisti infatti questo รจ il racconto di un uomo che si รจ perso, che non sa piรน chi รจ perchรฉ improvvisamente si rende conto che sta vivendo a metร .
E che perรฒ butta coraggiosamente allโaria tutte le sue paure per tentare di ritrovarsi.
Il romanzo รจ diviso in cinque parti con cambi temporali ben coesi, una narrazione intima come puรฒ esserlo quella scaturita dalla prima persona.
Non dirรฒ che รจ il solito libro a cui ci ha abituati Enrico Galiano, all’inizio i toni della narrazione sono un po’ grigi, ci si immerge in modo intenso nel dolore di un figlio abbandonato da un genitore, nella pena e nella tenerezza che suscitano i pensieri di un Pietro bambino, indifeso nei confronti delle paure e delle sensazioni provocate dal crescere con questa mancanza.
Un dolore racchiuso tutto nellโimmagine di un bimbo seduto alla finestra ad aspettare il padre come si aspetta l’arrivo della neve.
Ma prosegue poi anche con qualche sorriso fino ad arrivare a episodi quasi grotteschi (come puรฒ esserlo Terminator doppiato in spagnolo) che fanno da contraltare alla prima parte del libro.
Colonna sonora di Vasco Rossi, riferimenti a oggetti e vissuti degli anni โ80 , una nevicata che cambierร tutto, danno vita ad un mix di profonditร e leggerezza in perfetto stile Galiano, uno stile che personalmente adoro anche per la capacitร di parlare alle parti piรน intime e recondite del nostro io in modo diretto ma mai banale, soprattutto moderno.ย
Enrico Galiano รจ un comunicatore del suo tempo, che riesce a porre domande e spingere a riflettere su temi che nellโ era della globalizzazione e delle relazioni virtuali potrebbero sembrare demodรฉ, facili alla retorica, invece attraverso la sua penna diventano senza epoca.
Questo libro รจ un autoritratto in cui egli mette sul piatto la propria fragilitร di bambino, adolescente e anche uomo adulto per comunicare che non siamo gli unici, non siamo soli nelle nostre fragilitร .
Le analogie e le similitudini con la geografia di cui lโautore infarcisce la narrazione sono molto affascinanti, i teoremi di Paco lโesploratore dovrebbero entrare a fare parte del programma scolastico.
Una su tutte la fa da padrone e mi รจ rimasta impressa tanto da farne argomento di domanda allโautore durante la presentazione del libro.
Quando studi i paesaggi studi anche le persone, perchรฉ le persone sono paesaggi. Cโรจ chi รจ foresta tropicale, chi รจ fredda tundra, chi vento e Mare del Nord. Cโรจ chi รจ fatto di mare, chi di neve. Siamo posti, e le facce sono mappe.
Le persone sono paesaggi.
ร cosรฌ che alla presentazione del romanzo a cui ho assistito ho chiesto a Enrico Galiano quale paesaggio egli fosse.
Non posso fare spoiler sulla sua risposta ma io lโho trovata azzeccata.
Lโautore mi ha omaggiato poi di una bella dedica sulla mia copia del libro, ricambiando a sua volta la domanda da me posta: e tu Annalisa che paesaggio sei?
Caro Enrico credo adesso di poterti rispondere cosรฌ: io penso di essere un lago che molto spesso vorrebbe perรฒ essere mare.
Placida a prima vista, calma, solo allโapparenza, appunto come la superficie di un lago, nascondo una profonditร difficile da raggiungere, su cui poggiano molte pietre che a volte ne hanno increspato la superficie fino a posarsi sul fondale.
Io perรฒ vorrei essere mare, che vive i propri moti ondosi in libertร , riesce a toccare terre diverse e al bisogno vive le proprie tempeste senza soccombervi.
Questo per dire che siamo un poโ tutti come Pietro: non sempre ci riconosciamo nellโimmagine che ci rimanda lo specchio e sentiamo di non vivere la vita che vogliamo, ed รจ lรฌ che arriva il momento in cui in qualche modo dobbiamo provare a ritrovarci.ย
Ogni tanto ci finiamo anche noi, nei poli dellโinaccessibilitร . Che siano occhi che cercano un mare distantissimo o piedi che desiderano una terraferma che non cโรจ, siamo lรฌ, lontanissimi da noi stessi, cosรฌ tanto che nemmeno sappiamo piรน chi siamo. Inaccessibili. Quando succede, i geografi dicono ci sia solo una cosa da fare, per salvarsi: guardare su. Cercare una stella. E poi andare dritti dove ci dice lei.
LA LUCE ALL’IMPROVVISO di Alessia Figini

LA LUCE ALL’ IMPROVVISO
di Alessia Figini
| Titolo: La luce all’improvviso | |
| Autore: Alessia Figini | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Prima persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 30 settembre 2021 | |
| Editore: Morellini Editore |
TRAMA
Lโamore culla, riempie, appaga. Daniele lo sa bene, ha al suo fianco la donna che ama e dalla quale sta aspettando una figlia. Lui รจ innamorato di Sara dal giorno in cui, ancora adolescente, ha incrociato il suo sguardo per la prima volta, ma i loro destini hanno preso inizialmente strade diverse. Sara ha dato fiducia al ragazzo sbagliato e si รจ trovata a vivere un incubo, da cui รจ riuscita a risvegliarsi proprio grazie alla presenza di Daniele. Da quel momento รจ nata una storia dโamore fatta di piccole attenzioni, attrazione fisica, complicitร . Una maledetta sera, perรฒ, la sua vita viene distrutta. Lui vorrebbe essere morto e invece รจ costretto a sopravvivere, ma non ha la forza di rialzarsi, trova pace solo nellโoblio portato dallโeffetto dellโalcol. La sofferenza e il dolore lo annientano, lasciando in breve tempo il posto a un altro sentimento: il desiderio di vendetta. Daniele รจ pronto a colpire. La luce, perรฒ, filtra allโimprovviso e arriva al suo cuore, facendo intravedere la speranza di poter ricominciare.
RECENSIONE
Potrei definire questo primo libro di Alessia Figini il libro degli opposti.
Caratteristica che si annusa giร dallโintroduzione nella quale Alessandro Barbaglia lo definisce leggero quanto abrasivo, due aggettivi in apparenza incompatibili.
In effetti รจ cosรฌ, ho pensato anchโio che racchiudesse molti elementi che potrebbero sembrare in contrasto tra loro eppure lโautrice li ha ben amalgamati, dando cosรฌ ritmo alla vicenda, una scansione che tiene il lettore un poโ in ostaggio, alternando capitoli di tenore diverso in unโaltalena di sensazioni da cui รจ difficile scendere.
Perchรฉ si sta in un saliscendi costante, tra la nascita della storia dโamore tra Sara e il protagonista Daniele e i momenti in cui invece egli sprofonda nellโabisso.
Sono soprattutto questi ultimi che attanagliano il lettore, proprio per come lโautrice รจ riuscita a trasmettere la disperazione, la rabbia, il dolore del protagonista e che sono proprio gli elementi che invogliano ad andare avanti per comprendere in quale modo riuscirร a farlo uscire da questo pozzo.
Perchรฉ รจ questo che ci si aspetta per tutta la durata del libro: come farร lโautrice a dare una svolta a una vicenda tanto drammatica?
Per scoprirlo invito a leggere questo esordio letterario edito da Moellini della cui squadra fa parte anche Sara Rattaro, in cui Daniele causa un evento tragico si ritrova in un profondo stato di annichilimento in cui gli unici sentimenti che hanno posto ormai sono il dolore e il desiderio di vendetta che permeano gran parte del racconto.
La rabbia ormai mi teneva allโamo, era tale che non riuscivo a pensare ad altro se non alla vendetta, ma nei pochi momenti di luciditร in cui la mia coscienza tornava a farsi sentire mi ritrovavo lacerato nellโanimo.
Tornando agli opposti infatti sono due i modi a cui si puรฒ reagire alla sofferenza: facendo del bene agli altri o nutrendo il male che si prova fino a trasporlo allโesterno.
Daniele fa parte della seconda categoria e porterร il lettore giรน con lui in una spirale che lโutilizzo della prima persona rende in modo molto efficace: una scelta ben congeniata e ben utilizzata.
Lo stile รจ scorrevole, i dialoghi non sono numerosi ma non ci si annoia mai.
Ho apprezzato la scelta di alternare la narrazione tra passato e presente, una scelta narrativa che permette la conoscenza graduale dei personaggi e consente di comprendere lโevoluzione delle vicende alla luce del loro vissuto.
Una storia questa che si svolge per gran parte nel buio della sofferenza e a cui lโautrice dร uno spiraglio di luce alla fine del libro in modo non scontato e nemmeno retorico, quasi inaspettatamente, come dice lo stesso titolo.
Se devo riconoscere una qualitร di questa autrice รจ proprio quella di essere riuscita ad utilizzare il dolore senza banalizzarlo, evitando facili espedienti narrativi che guariscono miracolosamente un protagonista prigioniero del buio.
Tuttโaltro, lโautrice lascia solo una piccola fessura da cui si comincia ad intravedere un poโ di luce ma che dร al lettore la fiducia che ci potrร essere guarigione da tanto male.
Ognuno di quei bambini colpรฌ il muro che aveva letto intorno a me e vi fece una piccola breccia. La luce, benchรฉ fievole, inizio a filtrare dove prima dominava il buio piรน tetro.
In fin dei conti รจ questo il seme da cui si puรฒ provare a rinascere: la speranza.
In quel momento provai una strana sensazione, il desiderio di aggrapparmi una scialuppa, di farmi guarire le ferite, di avere di nuovo fiducia in qualcuno.
Ecco allora mi sento di dire che Alessia Figini ha voluto regalarci una storia sulla speranza, sicuramente sofferta e molto intensa, ma la speranza dโaltronde germoglia nei luoghi in cui ve nโรจ piรน bisogno.
MEZZAMELA di Matteo Bussola

MEZZAMELA di Matteo Bussola
| Titolo: Mezzamela | |
| Autore: Matteo Bussola | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Prima persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 17 gennaio 2023 | |
| Editore: Salani |
TRAMA
Cosa succede quando ti accorgi, per la prima volta, che ti piace qualcuno? Viola si รจ resa conto di vedere Marco con occhi diversi in un pomeriggio di ottobre, di lunedรฌ, nel cortile della scuola media mentre sta giocando a calcio e nel cielo corrono grosse nuvole bianche, una sembra un orso. Marco invece prova qualcosa per Viola giร da un poโ, ma sono amici da tanti anni, e si sa che quando dici a qualcuno che ti piace poi le cose cambiano, e quasi mai in meglio. Ed รจ proprio lรฌ, nel momento della consapevolezza di nuovi sentimenti, quando tutto dovrebbe essere semplice e bello, che le cose si fanno invece piรน difficili. Quandโรจ che si smette di essere amici e si diventa magari altro? Come si capisce la differenza? Come si parla a una stessa persona con una voce nuova? Con che occhi la si guarda? Come superare quel gigantesco scoglio di imbarazzo e di incomprensione senza dover ricominciare tutto da capo? Un delicato diario di educazione sentimentale che fotografa l’adolescenza e tutti i suoi cambiamenti, un romanzo sui primi amori ma anche sulle fragilitร , e sullo smettere di proteggersi per paura. Perchรฉ non importa se sei maschio o se sei femmina, se il tuo corpo sta cambiando e tu non gli riesci a stare dietro, lโimportante รจ che (ri)cominciamo a guardare gli uni negli occhi degli altri. Quel che sceglieremo di vedere, dipenderร solo da noi.
RECENSIONE
Il grande filosofo lo ha capito per primo, che lโunico modo per sfuggire alle sofferenze amorose รจ andare in cerca dellโanima gemella, lโaltra metร della mela.
ร di Platone il mito della metร della mela, quando nel Simposio durante un banchetto Aristofane enuncia che lโessere vivente non รจ altro che la metร di due individui divisi al principio da Zeus che li separรฒ per lasciarli in cerca lโuno dellโaltro.
Matteo Bussola parte da questa credenza nata grazie al suddetto mito per imbastire un piccolo romanzo dai grandi messaggi.
Scrittore e uomo dalla spiccata sensibilitร come ho avuto modo di ascoltare alla presentazione del libro in questione, Mezzamela appunto, dร alla simbologia della metร del frutto una nuova veste, sempre filosofica ma piรน moderna.
Mezzamela รจ il simbolo di un senso di inadeguatezza nei confronti della persona che ci piace, una percezione che permea soprattutto la fase di crescita piรน delicata e temuta dai genitori, lโadolescenza.
Mentre io, non soโฆ mi sembra di essere ancora un poโ ragazza e un poโ bambina. Nรฉ carne nรฉ pesce, come dice sempre il nonno. Mi sento come se Marco fosse diventato allโimprovviso una bella mela succosa e io, invece, fossi ancora tipo a metร . Una mezzamela.
Nello stesso tempo รจ un concetto che non tiene conto del valore intrinseco dellโindividuo ma solo del suo involucro.
In questo senso ribaltiamo il mito: noi siamo interi ed รจ lโincontro con lโamore a spezzarci a metร , permettendoci di mettersi a nudo, di farsi guardare dentro.
La veritร รจ che noi prima di incontrare lโamore siamo mele intere, e troppo spesso agli altri ci piace mostrare solo la nostra buccia lucida, e fermarci a quella. Ma poi, quando abbiamo la fortuna di incontrare qualcuno che ci fa battere il cuore davvero, รจ allora che lโamore ci spezza a metร , facendoci diventare mezzemele. Nel senso che ci offre lโopportunitร di mostrare quel che siamo davvero, ciรฒ che abbiamo dentro, proprio come i semini di una mela.
Sono personaggi giร conosciuti nel precedente romanzo per ragazzi โViola e il bluโ i protagonisti di questo tenero racconto sul passaggio dallโamicizia allโamore con tutti i timori e lโimpaccio che porta con sรฉ, ma attraverso cui lโautore accarezza una serie di altri temi importanti, su cui riflettevo, permangono grosse mancanze dal punto di vista educativo, non solo da parte delle famiglie ma della societร in generale.
Perchรฉ nessuno ci parla mai di sentimenti, di emozioni, della dirompenza e della percezione differenti che avranno nelle varie stagioni della vita e di conseguenza ci troviamo spesso impreparati a gestirli e affrontarli.
Ed รจ cosรฌ che davanti a qualcosa che non conosciamo e non sappiamo maneggiare la nostra fragilitร diventa un problema, un ostacolo, una cosa da nascondere o camuffare perchรฉ รจ proprio lรฌ dove siamo frangibili che diventiamo piรน vulnerabili ed esposti al dolore e, di conseguenza, piรน deboli.
ยซBeโ, soprattutto perchรฉ hanno paura di sembrare deboli. Ma non รจ colpa loro, รจ che non sono molto abituati a gestire i loro sentimenti, ad accettare le loro fragilitร , non glielo insegna nessuno. E non cโรจ nulla al mondo che ti faccia sentire fragile come lโamore per qualcunoยป.
Matteo Bussola ci dice invece che non รจ cosรฌ, non siamo deboli, siamo solo destabilizzati, perdiamo un poโ lโequilibrio di fronte a emozioni nuove.
Come lo sono Marco e Viola legati da una profonda amicizia che non sanno come gestire il mutare dei loro sentimenti.
Nelle loro riflessioni e nei dialoghi con i personaggi di contorno emerge lโeducazione sentimentale di questo autore capace di trattare amicizia, pregiudizio, crescita e confronto con tatto e una certa attitudine.
Sรฌ parla di stereotipi di genere, del giudizio degli altri, della paura di mostrare le proprie debolezze, della difficoltร di capirsi e di comunicare, del coraggio di mettersi a nudo, dellโimportanza dellโamicizia e del dialogo.
Un libro consigliatissimo ai ragazzi che possono identificarsi con i due protagonisti e le loro vicende, ma anche ai genitori per avere un assaggio di come si dovrebbe comunicare con i propri figli soprattutto nellโetร dellโincertezza quando non sono nรฉ carne nรฉ pesce.
O come si definisce Viola nel libro, quando non sono ancora maturi come una mela succosa, ma assomigliano di piรน a una mezzamela.ย
IL MARE GUARISCE di Monica Peccolo

IL MARE GUARISCE di Monica Peccolo
| Titolo: Il mare guarisce | |
| Autore: Monica Peccolo | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Terza persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 22 febbraio 2023 | |
| Editore: Self Publishing |
TRAMA
โLสผamore si costruisce attraverso i piccoli gesti quotidianiโ
Le giornate di Viola, dopo il divorzio, sono occupate dalla cura della figlia Lisa, quattro anni, e dalla sua professione di veterinaria allสผacquario di Livorno.
Per Kai la ricerca scientifica รจ una vocazione; si รจ specializzato per lavorare in Antartide, nella base piรน estrema del mondo, dove trascorre molti mesi lสผanno come un eremita.
Nel Parco Nazionale dellสผArcipelago Toscano iniziano a verificarsi anomali spiaggiamenti di tartarughe, viene deciso di ricercarne la causa affidandosi a degli esperti. Cosรฌ, i due scienziati, si trovano a collaborare per capire lสผorigine del preoccupante fenomeno.
Interrotti dal virus che ferma il mondo, anche le loro vite ne sono sconvolte. Ciรฒ che รจ dato per scontato si ribalta e, la quarantena insieme, diventa unสผ ottima palestra per costruire il loro amore.
Perchรฉ anche nei tempi piรน bui รจ possibile scoprire la propria fonte di luce.
RECENSIONE
In occasione dellโultimo FRI, lโevento che riunisce amanti ed estimatori del genere romance dello scorso marzo ad Assago mi รจ capitato tra le mani questo libro di Monica Peccolo, autrice livornese che รจ stata una piacevole scoperta.ย
โIl mare guarisceโ il libro in questione รจ un romanzo che potrei definire ibrido, a metร strada tra romance e narrativa sentimentale e che in virtรน di questa sua duplice identitร ho trovato originale.
Finalmente una prospettiva un poโ nuova che ha saputo intrecciare elementi molto distanti tra loro in modo armonico.
Le tematiche predominanti sono il rispetto e la cura dellโambiente, nello specifico del mare e delle sue creature, che si intersecano nella narrazione con il lock down a cui ci ha costretti la pandemia.
E devo dire che in entrambi gli scenari va dato il merito allโautrice di non essere mai scivolata nella retorica o nel giudizio nonostante si possano considerare due temi scottanti, sicuramente attuali ma spinosi.
Non semplice costruire una trama su due basi cosรฌ differenti eppure Monica Peccolo ci รจ riuscita dando a tutto lโ impianto narrativo un perfetto equilibrio.
Ambientato nella meravigliosa cornice del Parco dellโarcipelago toscano ci presenta due tipi diversi di narrazione: la prima ci introduce alla scoperta dei protagonisti dal punto di vista professionale.
Uno scienziato nomade e una veterinaria dellโacquario di Livorno, coinvolti in un viaggio di ricerca nelle isole dellโarcipelago che immerge il lettore nel fascino e nella bellezza di queste terre, grazie a descrizioni accurate dei paesaggi e delle attivitร professionali, degli animali e delle atmosfere che si vivono stando in mare, senza risultare mai noiose o prolisse, tuttโaltro .
Un mondo pieno di vita ma fragile, minacciato dalle azioni umane che i protagonisti Viola e Kai cercano di difendere con il loro lavoro.
E poi accade che le parti si invertono e sembra essere la natura a costituire una minaccia per lโesistenza dellโuomo.
ยซNo, a casa tutto bene. Mi hanno dettoโฆ ho controllato in rete. Hanno esteso la zona rossa a undici comuni fra Lombardia e Venetoยป li informรฒ con tono allarmato.
Dalle spiagge dellโ arcipelago ci ritroviamo nella casa di Viola, il primo lock down costringe Kai alla convivenza con la veterinaria e la figlioletta di 4 anni e si assiste ad un cambio di registro narrativo: meno descrizioni rispetto alla prima parte, piรน dialoghi, riflessioni interiori dei personaggi, si entra nei loro pensieri, paure, desideri, nella loro vita al di lร del lavoro.
Lโautrice tratteggia due persone ordinarie, una mamma single lavoratrice che deve camminare in equilibrio tra la quotidianitร e il mestiere di genitore e uno scienziato che ha scelto un altro tipo di isolamento come rifugio a paure e fallimenti passati, con i quali รจ immediato e spontaneo immedesimarsi.
Due di noi insomma, catapultati perรฒ allโimprovviso in un momento storico surreale ma necessario.
ร forte in questa parte del racconto la similitudine tra lโimmobilitร del momento storico e la quiete che caratterizza le profonditร dellโambiente marino.
Viola pensรฒ che, forse, nellสผera moderna per la prima volta i due emisferi, terrestre e acquatico, sperimentavano una vicinanza di quel tipo. Era quella la pace che si viveva immersi negli oceani e a cui le creature marine erano abituate?
Entriamo nella quotidianitร dei protagonisti che perรฒ non รจ scandita dalla normalitร ma da una chiusura forzata di ogni attivitร umana allโinterno della quale la relazione tra i due evolve non senza difficoltร proprio attraverso piccoli gesti quotidiani di condivisione e resilienza.
Sono proprio questi a rappresentare la forza del racconto, i piccoli gesti quotidiani che sono gli stessi che scandiscono le nostre giornate e i nostri rapporti umani, a testimoniare che si possono narrare amore, forza e perdono senza grandi scenari o trame dagli intrecci troppo complicati, tenendo lโattenzione del lettore comunque alta.
ร in questa seconda parte del libro che si entra nella vita interiore dei personaggi e nelle difficoltร e nelle fragilitร che si portano dietro, complicati dalle circostanze estreme del lock down.
ยซSono sempre complicati i rapporti familiari.ยป ยซQuando diventi genitore, analizzi spesso il tuo presente e il tuo passato, scopri e comprendi molto.
Genitorialitร , gestione dei conflitti, impegno ambientale, costruzione di una relazione, capacitร di autoanalisi, resilienza, amicizia, professionalitร , sacrificioโฆ
Tante tematiche ma un unico forte messaggio, semplice ma chiaro:
ยซQuesta prima pandemia dellสผera moderna ci ha ricordato che la nostra identitร รจ profondamente intrecciata con quella degli altri ecosistemi del pianeta. Lโidea che siamo parte della natura e non separati da essa, รจ un concetto che le nostre societร ultra tecnologiche sembrano aver dimenticato.ยป
Cosรฌ alla fine della lettura il titolo del libro acquisisce agli occhi del lettore una doppia valenza: il mare รจ in grado di guarire lโanimo umano per la bellezza e la quiete che รจ in grado di regalare a chi sa rispettarlo, e guarirร dai suoi mali se tutti insieme metteremo impegno e azioni concrete per fermare la sua distruzione i cui effetti stanno giร minando la coesistenza tra uomo e natura.
Per qualche minuto, ogni preoccupazione era accantonata dinnanzi allโimmobile quiete del mare che tutto guariva. La Natura infettava e sanava: era cosรฌ da milioni di anni.
VYNNYKI BAZAR di Massimiliano Alberti

VYNNYKI BAZAR di Massimiliano Alberti
| Titolo: Vynnyki Bazar | |
| Autore: Massimiliano Alberti | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Prima persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 16 dicembre 2022 | |
| Editore: Infinito Edizioni |
TRAMA
Il Vynnykivskyi bazar รจ uno dei dodici mercati di Leopoli. Qui Oleh trascorre la sua infanzia aiutando i genitori al banco di frutta e verdura di famiglia. Fra quelle baracche di legno crescono anche Arseniy, Carpa e Mariya. Diventato adulto, Arseniy fa di tutto per imbarcarsi su una nave il cui equipaggio รจ dedito alla difesa dei cetacei attorno alle isole Fรฆr รer. Mariya supera lโesame per una borsa di studio che la porta a trasferirsi a Trieste. Se la massima aspirazione di Carpa รจ continuare a lavorare al bazar, per Oleh invece lasciare quelle mura diventa una sfida con se stesso fino a rendersi conto che l’unica via dโuscita รจ di darsi da fare sui libri. Ma il 24 febbraio 2022 la Russia invade lโUcraina e qualcosa per loro e per la storia cambia per sempre.
RECENSIONE
ร nel mese di dicembre che ho avuto lโoccasione di assistere alla presentazione del terzo libro di Massimiliano Alberti che riesce sempre a vestire i suoi lavori con copertine particolari che catturano immediatamente la mia curiositร .ย
Un titolo altrettanto insolito che subito fa immaginare unโambientazione lontana, chissร se solo nello spazio o anche nel tempo mi sono chiesta.
La lettura poi mi ha portata a considerare che il Vynnyki Bazar lo รจ in entrambi i casi.ย
Un luogo e un tempo che diventano palcoscenico su cui mettere in scena un tema caro a questo autore e cioรจ la difficoltร di crescere e da cui il lettore trae unโ implicita riflessione: vivere richiede una certa dose di coraggio.ย
Massimiliano Alberti con il garbo e la malinconica dolcezza che caratterizzano le sue narrazioni, racconta anche lโaltra faccia della medaglia e cioรจ che avere coraggio implica avere anche paura.
La paura di crescere, di cambiare, di restare indietro, di non farcela.
Emozioni contrastanti, che incalzano soprattutto durante il passaggio allโetร adulta, di cui lโautore ci narra attraverso le vicende del giovane Oleh e dei suoi amici tutti cresciuti nel contesto del Vynnyki Bazar, uno dei tanti mercati di Leopoli in Ucraina.
Ragazzi che si trovano a sperimentare ognuno a modo proprio il difficile compito di diventare grandi e in qualche modo affrancarsi da unโesistenza fatta di contorni spesso ruvidi.
Come รจ solito fare, questo autore racconta in particolare i turbamenti, le domande, i dubbi e le ribellioni dellโadolescenza, con una capacitร narrativa che ha un sapore familiare e che mi fa sempre tornare indietro nel tempo, con un misto di nostalgia.
Oleh, Arsiny, Marya e Carpa sembrano avere un destino giร segnato come puรฒ esserlo quello di coloro che non nascono negli agi ma in un contesto piรน duro come quello che dร il titolo al romanzo, descritto con grande attenzione e cura di particolari.
ร un’ambientazione questa che il lettore โsenteโ oltre che immaginare, sicuramente a causa della attuale guerra in corso in territorio ucraino, ma a mio avviso anche e soprattutto grazie alla capacitร stilistica dellโautore che con uno stile semplice e diretto trasporta il lettore allโinterno di questo luogo come fosse una dimensione.
Il Vynnyki Bazar infatti non รจ solo un mercato, un posto in cui lavorare o unโambientazione, ma รจ il simbolo della paura e del coraggio che ci vogliono a lasciare quello che pensiamo essere il nostro posto nel mondo.ย
Un microcosmo che non รจ accogliente nรฉ rassicurante ma che รจ comunque lโunica realtร conosciuta e che quindi รจ difficile lasciare perchรฉ andare verso lโignoto spaventa.
Nel mio immaginario il portone del bazar appariva cosรฌ alto che non potei non chiedermi se fossi mai riuscito a vedere oltre.
Se inizialmente Oleh non si pone nemmeno il problema di quale sarร la sua vita, รจ nel confronto con i suoi coetanei che comincia a insinuarsi in lui il timore di restare indietro, di rimanere fermo e di conseguenza solo.
Le giornate a venire furono un clichรฉ dei plurimi ritrovi presso le scalette colorate, con la sola differenza che piรน il tempo scorreva, piรน ognuno di noi portava con sรฉ lโirrequietezza di voler correre verso una meta propria.
Uno dei messaggi piรน significativi del libro รจ che per andare incontro al futuro e cercare di diventare qualcosa di piรน lโunico mezzo รจ la cultura.
Uno strumento che faccia della vita non solo sopravvivenza ma realizzazione di sรฉ, una spinta ad avere aspirazioni.
Un particolare che il protagonista coglie in questo passo e che lโautore ha immortalato in immagine nella stessa cover del libro.
Dopo pochi metri, perรฒ, qualcosa in alto mi distrasse. Incastonato sulla parete di una casa che si affacciava verso il bazar, cโera un mosaico con raffigurate due donne: una teneva fra le braccia un mazzo di spighe, lโaltra aveva un libro aperto tra le mani.
Lโautore caratterizza personaggi molto diversi tra loro per cui รจ impossibile non provare empatia o identificarsi con essi.
Ripercorriamo le stesse fragilitร che spingevano anche noi da ragazzi a mostrarci piรน in gamba, piรน interessanti e piรน forti di quello che in realtร eravamo.
Il libro รจ breve perchรฉ come lo stesso autore mi ha raccontato il suo era il desiderio di dare alla storia unโimpronta da sceneggiatura ma ciรฒ non toglie che sia ricco: ritroviamo unโUcraina che conserva ancora le tracce del suo legame con la Russia, i movimenti politici che guardano allโingresso in Europa, ci sono lโamata Trieste, la durezza della vita in un paese che cerca di affermare una propria identitร e la speranza di renderla migliore.
E infine come tristemente la cronaca ci racconta cโรจ la guerra.
Sarร proprio il conflitto tuttora in corso a mettere i ragazzi del bazar ormai adulti davanti al destino che li attende, riportando i desideri passati, le paure e i progetti su tuttโaltro piano.
Ma a un tratto quel Paese che guardavano con malinconia, come quando ci si incanta davanti a un carillon, smise di suonare il tenero motivo della loro infanzia. I confini dellโUcraina avevano iniziato a scricchiolare e dai telegiornali traspariva lโorribile presagio che la terra stesse per staccarsi fra due realtร .
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FAME D’ARIA di Daniele Mencarelli

FAME D’ARIA di Daniele Mencarelli
| Titolo: Fame d’aria | |
| Autore: Daniele Mencarelli | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Terza persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 17 gennaio 2023 | |
| Editore: Mondadori |
TRAMA
Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D’un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdรฌ pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese piรน vicino, Sant’Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall’auto รจ evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l’auto, padre e figlio trovano ospitalitร da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, รจ proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant’Anna del Sannio, poche centinaia di anime, รจ un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c’รจ Gaia, il cui sorriso รจ perfetta sintesi del suo nome. Sarร proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneitร ogni apparenza. Perchรฉ Pietro รจ un uomo che vive all’inferno. “I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalitร รจ una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto piรน se hai un solo reddito, diventa una maledizione.” Ma la povertร non รจ la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all’altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, perรฒ, si troverร di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l’umanitร che ancora resiste, fatta il piรน delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con “Fame d’aria”, Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti piรน intensi: l’amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.
RECENSIONE
Questa recensione nasce non solo dopo aver letto il nuovo libro di Daniele Mencarelli ma anche dopo aver assistito alla presentazione del medesimo presso la rassegna โRomans Dโautore.โ
Posso dire che sentir parlare questo scrittore รจ stata unโesperienza che ha dato un valore aggiunto alle riflessioni scaturite da questo libro, un piacere e unโemozione poter ascoltare un grande comunicatore come lui.
Lo stesso tipo di comunicazione che egli mette nelle sue pagine, senza sconti, senza fronzoli, diretta, asciutta, intensa, forte, vera.
Fame dโaria ne รจ un esempio, ultimo suo lavoro che tratta un tema di cui si parla poco o comunque superficialmente, come egli stesso afferma durante la presentazione.
Un romanzo incentrato sulla disabilitร vissuta dal punto di vista genitoriale, che mostra senza pudore alcuno (e fa bene a farlo secondo me) quanto unโesistenza come quella del protagonista possa consumare fino a lasciare il vuoto dentro e intorno.
Pietro รจ un uomo a cui รจ capitato un figlio gravemente disabile, una disabilitร che ha finito per fagocitare ogni altro aspetto della sua vita, schiacciato non solo dalla quotidianitร con Jacopo, che necessita di assistenza assidua e continua, ma anche dalle gravi condizioni economiche in cui versa.
Un mix letale per qualsiasi esistenza che voglia significare vivere e non solo esistere appunto, letale per il cuore di Pietro che un poโ alla volta negli anni finisce per inaridirsi.
Un cuore che non sente piรน niente se non un odio profondo per un destino tragico.
In quel momento, anche il suo dolore, quello che lo accompagnava dalla prima volta in cui gli comunicarono che il figlio era malato, assunse altra forma. Da dolore a repulsione. A odio.
Un abito perfettamente cucito addosso a questa storia titolo e cover del libro che sebbene possano risultare inizialmente quasi disturbanti, risultano invece perfetti al termine della lettura.
Perchรฉ bisogna dirlo questa รจ una storia a tratti disturbante, come lo รจ lo stesso Pietro durante lo scorrere della vicenda, un uomo svuotato, cinico, duro fino quasi a essere brutale.
Non si puรฒ non comprendere perรฒ che ha tutte le ragioni per esserlo diventato, grazie ad una serie di flashback nella narrazione grazie ai quali intravediamo sempre piรน il fondo nero e buio del baratro in cui egli รจ imprigionato.
Ed รจ fotografando attraverso le parole unโesistenza come purtroppo ne esistono molte simili a quelle di Pietro e Jacopo che Mencarelli denuncia due grosse piaghe della societร odierna: lโisolamento e lโabbandono.
Non ci sono persone accanto a questa famiglia ad alleviare le incombenze e le sofferenze di una vita completamente dedicata ad un altro essere umano che non puรฒ fare niente autonomamente nรฉ istituzioni.
Un urlo forte quello dellโautore contro lโindifferenza, il disinteresse e la discriminazione in cui versano molte famiglie che ogni giorno fanno i conti con la disperazione e a cui vanno i suoi ringraziamenti al termine del libro: ai dimenticati.
Quando Pietro ascoltรฒ per la prima volta la voce di suo figlio esibirsi, ancora incerta ma piena di determinazione, in quelle due magnifiche sillabe, papร , si sentรฌ realizzato come ogni uomo che si scopre riamato dal suo amore piรน grande. Poi venne la notte. Questa รจ lโimmagine che Pietro ha del suo passato. Scese, senza furia, un tanto al giorno, una tenebra piรน fitta della morte.
Ecco perchรฉ il titolo del libro รจ incredibilmente centrato perchรฉ รจ proprio questa la sensazione che si avverte ad entrare nei pensieri di Pietro, la mancanza di ossigeno.
La sensazione che suscita vivere in una notte eterna come รจ la vita di questo personaggio รจ infatti lโapnea, e il buio evoca proprio uno spazio chiuso, piccolo, soffocante che sta a simboleggiare la vita del protagonista, cioรจ unโesistenza senza via dโuscita, una scatola chiusa in cui non filtra aria e da cui รจ impossibile uscire.
Ha fame dโaria. ร come se la realtร gli si stringesse addosso.
Mencarelli racconta infatti un dolore a cui non cโรจ rimedio che mette alla prova qualsiasi residuo di umanitร .
Ma spesso lโumanitร stessa riesce a resistere dove non lo crederesti possibile, riesce ad assumere forme e modi inattesi, improbabili e impensabili, come un fiore che nasce dal cemento.
In questo caso assume le fattezze di persone incontrate per caso, in un paese sperduto e in declino come SantโAnna del Sannio che lโautore immortala nel cuore del lettore in questo bellissimo passaggio:
Arroccata alla sua collina, illuminata da un sole stretto in mezzo a nuvole gigantesche, incombenti, SantโAnna del Sannio si mostra nella sua piccolezza. Vista da cosรฌ, nemmeno il cuore prosciugato di Pietro riesce a impedirsi quello che gli occhi comandano. ร bella. SantโAnna del Sannio รจ bella. Come quei presepi impolverati, buttati dentro scatole riposte in cantina, da anni utili a nessuno.
Calzante questo riferimento ad un presepe abbandonato, un posto in cui il futuro sembra non poter entrare e che รจ lo scenario ideale per Pietro che non puรฒ immaginare un domani diverso dal proprio presente.
Eppure proprio in questo piccolo paese dimenticato del Molise si nasconde la via della speranza, composta da una parola gentile, da un piatto caldo, da un sorriso sincero, da un panorama mozzafiato.
Piccoli gesti, sguardi.
Attimi, come quelli in cui Pietro trova un lieve sollievo, tra il sonno e il destarsi come se il sogno fosse lโunica via di fuga ad una realtร invivibile.
Ecco cosa vuole dirci lโautore: la bellezza รจ fatta di piccole cose ma sono proprio queste a salvarci.
E se non ci salvano per lo meno ci mostrano che puรฒ ancora esistere speranza.
MONDO CALZINO di Brian Freschi

MONDO CALZINO di Brian Freschi
| Titolo: Mondo Calzino | |
| Autore: Brian Freschi | |
| Serie: autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa per bambini e ragazzi | |
| Etร di lettura: dai 5 anni | |
| Illustrazioni: Giulia Pintus | |
| Numero di pagine: 32 | |
| Data di pubblicazione: 19 gennaio 2022 | |
| Editore: Sassi |
TRAMA
In una grande casa piena di luoghi nascosti e ordinati esiste Mondo calzino: un piccolo cassetto scricchiolante con al suo interno tutti i calzini di famiglia! Ogni accoppiata di calzini รจ abituata da sempre a vivere con il proprio simile e a evitare tutti gli altri. Del resto: “Meglio stare con chi รจ simile a noi… Cosรฌ non ci saranno sorprese!”. Ma un giorno, a causa di un incidente, il cassettone si rovescia e tutti i calzini si mischiano tra di loro! Senza piรน il proprio compagno, saranno tutti costretti a comunicare gli uni con gli altri… Scoprendo che forse tutte queste differenze non sono un male, ma un modo per arricchirsi a vicenda. Un racconto divertente e insolito che spiega il valore della diversitร attraverso la metafora dei calzini: abituati a stare sempre appaiati con i loro simili, scopriranno che aprirsi agli altri puรฒ portare a piacevoli sorprese.
RECENSIONE
Spiegare la diversitร e lโarricchimento che puรฒ offrire chi รจ diverso da noiย ai bambini non รจ sempre facile.ย
A volte non รจ facile farle comprendere nemmeno agli adulti.
La letteratura svolge in tal senso un ruolo vitale, veicolando messaggi di tolleranza e rispetto.
Ecco quindi che i libri ci offrono un valido aiuto nel raccontare attraverso storie di fantasia dal significato simbolico questi concetti cosรฌ importanti.
ร il caso per esempio di MONDO CALZINO un albo illustrato dedicato ai piccoli dai 5 anni in su che in modo divertentissimo racconta lโaccettazione del diverso e quanto si puรฒ imparare da esso, quanto faccia stare bene essere uniti proprio nelle proprie diversitร .
Accade che in questa casa i calzini riposino in un cassetto assolutamente appaiati sempre con il proprio simile, senza mai incontrarsi o venire in contatto con calzini diversi.
Perchรฉ cosรฌ deve essere, tutto in perfetto ordine.
A volte perรฒ dagli imprevisti nascono esperienze interessanti, cosรฌ quando il cane di famiglia rovescia accidentalmente il cassetto accade lโimpensabile.
I calzini riposti frettolosamente nel cassetto alla rinfusa sono costretti a interagire tra loro, a venire in contatto con calzini diversi.
โInsomma, questa nuova convivenza forzata non sembra proprio andare per il verso giusto, e lโatmosfera si fa pian piano sempre piรน tesa.
Tutti i calzini piagnucolano e si gridano contro, e nessuno vuole piรน avere a che fare con gli altri.
Ormai lโunico desiderio di tutti รจ di ritornare nellโordinatissimo Mondo Calzino.โ
Dapprima diffidenti alla fine iniziano a stringere amicizia, ad apprezzare ciรฒ che li rende diversi e ad imparare qualcosa di nuovo che non conoscevano.
Calzino Rock, calzino yoga, calzino bucato e tanti altri accompagneranno i piccoli lettori alla scoperta di quanto puรฒ essere divertente stare insieme a chi รจ differente da noi, nonostante le iniziali difficoltร , conoscersi e interagire crea legami e fa scoprire modi nuovi di essere e di agire.
Un messaggio che nel secolo della globalizzazione e delle grandi migrazioni dovrebbe essere considerato superfluo.
Purtroppo non รจ cosรฌ, essendo ancora molti i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti di chi riteniamo lontano, diverso da noi, ed รจ qui che giungono in aiuto nel diffondere il pensiero inclusivo libri come questo.
Perchรฉ il mondo ha bisogno di ordine certo ma anche del suo opposto, per non risultare noioso, perchรฉ sia piรน colorato e piรน grande, piรน variegato e piรน interessante. Come รจ successo nellโordinatissimo Mondo Calzino.ย
L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman

L’AMICO RITROVATO di Fred Uhlman
| Titolo: L’amico ritrovato | |
| Autore: Fred Uhlman | |
| Serie: Autoconclusivo | |
| Genere: Narrativa | |
| Narrazione: Prima persona | |
| Tipo di finale: Chiuso | |
| Editing: Ottimo | |
| Data di pubblicazione: 27 dicembre 2012 | |
| Editore: Feltrinelli |
TRAMA
Nella Germania degli anni Trenta, due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva. L’uno รจ figlio di un medico ebreo, l’altro รจ di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un’amicizia del cuore, un’intesa perfetta e magica. Un anno dopo, il loro legame รจ spezzato. “L’amico ritrovato” รจ apparso nel 1971 negli Stati Uniti ed รจ poi stato pubblicato in Inghilterra, Francia, Olanda, Svezia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania, Israele, Portogallo. Introduzione di Arthur Koestler.
RECENSIONE
Ci sono temi e argomenti di tale durezza e dolore a volte che si pensa sia possibile parlarne solo in certi termini, come se la violenza e lโodio potessero essere raccontati solo mostrandola spietatamente e senza filtri.
Non รจ cosรฌ.
Spesso si puรฒ parlare di dolore solo facendolo filtrare tra le righe, come un sottofondo che fa capire la drammaticitร di certi eventi proprio invece grazie a parole del tutto opposte: quelle sullโamore, sui sogni, sullโamicizia, sulla giovinezza.
Fred Hulman lo ha fatto, raccontando di unโamicizia tra due sedicenni nella Germania degli anni piรน terribili della storia.
Lโamico ritrovato racconta attraverso gli occhi e i ricordi di Hans ormai adulto la sua profonda per quanto breve amicizia con un nobile coetaneo ai tempi della scuola, Konradin, conte di Hohenfels.
Poi con un gesto stranamente goffo ed impreciso, mi strinse la mano tremante. โCiao, Hans,โ mi disse e io allโimprovviso mi resi conto con un misto di gioia, sollievo e stupore che era timido come me e, come me, bisognoso di amicizia.
Di per sรฉ le amicizie formatesi in giovinezza tendono a essere fatte di una lega dura, solida nella sua costruzione ma tenera nella sostanza composta di istinto, cuore, genuinitร e sogni, perchรฉ la realtร delle esperienze non hanno ancora intaccato la purezza dello spirito.
Se perรฒ a tutto ciรฒ aggiungiamo il fatto che i due ragazzi in questione sono il figlio di un medico ebreo e il rampollo di una nobile famiglia filonazista negli anni 30 allora un legame cosรฌ puรฒ assumere connotazioni ancora piรน importanti.
Ce la farร un affetto cosรฌ forte come quello tratteggiato a resistere ad un background agli antipodi, alle diversitร di pensiero, di religione, al condizionamento delle famiglie, allโideologia nascente e dilagante del disprezzo e dellโodio razziale?
Tutto questo รจ condensato in poche pagine, perchรฉ piรน che un romanzo questa รจ una novella che perรฒ ha tutte le caratteristiche del romanzo, solo in miniatura, come viene spiegato nella prefazione: uno stile molto descrittivo, tanto da immergere il lettore nei verdi paesaggi della Svevia, nei suoi colli azzurrini, e nei profumi della Foresta Nera, dove i boschi scuri, odorano di funghi e di resina, una narrazione in prima persona volta a rievocare il passato, che avvicina molto il lettore al narratore e alla sua sensibilitร di sedicenne immerso nelle fatiche adolescenziali, che si nutrono dellโinsicurezza di sรฉ e dellโ lโincertezza del futuro, in cui tutti possiamo riconoscerci nonostante il periodo storico differente.
Non andavo mai a casa loro nรฉ loro venivano mai a trovare me. Un altro motivo della mia freddezza, forse, era che avevano tutti una mentalitร estremamente pratica e sapevano giร cosa avrebbero fatto nella vita, chi lโavvocato, chi lโufficiale, chi lโinsegnante, chi il pastore, chi il banchiere. Io, invece, non avevo alcuna idea di ciรฒ che sarei diventato, solo sogni vaghi e delle aspirazioni ancora piรน fumose. Volevo viaggiare, questo era certo, e un giorno sarei stato un grande poeta.
Man mano che si procede nella lettura si passa ad una narrazione che comincia a far intravedere il precipitarsi degli eventi, che annunciano lโoscuritร che sta per ammantare la ridente e vivace Stoccolma.
Il lungo e crudele processo che mi avrebbe portato a perdere le mie radici era iniziato e giร le luci che avevano guidato il mio cammino si stavano affievolendo.
Non si viene perรฒ afferrati dallโangoscia perchรฉ i terribili eventi che si stanno affacciando al presente dei due protagonisti vengono fotografati nella loro assurditร proprio attraverso i pensieri dei due ragazzi cosรฌ presi, immersi e coinvolti nel fondamento del loro affetto amicale che i fatti storici finiscono per restare in secondo piano, sullo sfondo di cui parlavo allโinizio.
Il lettore sa quale sarร la gravitร e la portata di tali eventi ma sente, anche grazie alla profonditร e al realismo descrittivo dellโ ambientazione sia fisica che temporale con cui lโautore racconta questo legame, che un affetto di tale portata in qualche modo dovrร per forza sopravvivere allo tsunami che sta per abbattersi sullโEuropa e sul mondo.
Il lettore spera quindi, perchรฉ รจ proprio la speranza che ha resistito nei tremendi anni del nazismo e della guerra.
Una lettura questa che รจ stata assegnata a mio figlio quattordicenne per le vacanze natalizie e che mi รจ capitata quindi per caso, ma non a caso in questo periodo.
Ho deciso di leggerlo ed รจ stata una scoperta, nella sua semplicitร e brevitร รจ stata una carezza, un tocco di tenerezza e nostalgia che mi hanno commossa.
Adatta per questo sia a ragazzi che adulti.
Da questo libro รจ stato tratto anche un film del 1989 di produzione francese per la regia di Jerry Schatzberg.
Un racconto che commuove, per tutti coloro che desiderano ricordare e hanno ritrovato qualcosa o qualcuno nonostante pensassero di averlo perso per sempre.
