LE COSE CHE CI SALVANO di Lorenza Gentile

LE COSE CHE CI SALVANO di Lorenza Gentile

Titolo: Le cose che ci salvano
Autore: Lorenza Gentile
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 2 maggio 2023
Editore: Feltrinelli

TRAMA


Gea vive in un condominio sui Navigli di Milano e non oltrepassa mai i confini del suo quartiere. In un mondo che sogna di andare su Marte, lei coltiva con amore il suo โ€œorticelloโ€. Ha ventisette anni e si arrangia come tuttofare. Conserva in casa tutto ciรฒ che prima o poi potrebbe servire perchรฉ non crede nei supermercati e nel comprare, ma nel riciclare e dare nuova vita alle cose. E, fedele alla sua personale โ€œeconomia circolare di quartiereโ€, distribuisce in giro gli oggetti che aggiusta, oltre a pillole per lo spirito sotto forma di poesie, biglietti, origami con citazioni. Vive sola, ma ha buoni amici: lโ€™ottantenne pseudo-portinaia del palazzo, un pensionato taciturno, lโ€™energica donna che gestisce la tavola calda in fondo alla strada, un tredicenne che sogna di diventare autista di corriera. Nessuno della sua etร , perchรฉ Gea, nella sua etร , non ci si ritrova. Cosรฌ come non si ritrova nel mondo. Forse perchรฉ รจ cresciuta in un posto sperduto, con un padre ossessionato dalle catastrofi che la obbligava a prepararsi sempre al peggio? Cominceremo a scoprire il suo segreto grazie al Nuovo mondo, una vecchia bottega di rigattiere, appartenuta un tempo alla carismatica Dorothy. Quella serranda rossa รจ rimasta abbassata per anni, finchรฉ allโ€™improvviso la proprietร  รจ stata rilevata da unโ€™agenzia immobiliare, che vuole sgomberare e vendere al miglior offerente. Ma se non si puรฒ riparare il passato, si puรฒ immaginare un nuovo futuro. Sarร  questa la missione di Gea, la sua ragione di vita o forse proprio lโ€™occasione per costruirsela, una vita: salvare il negozio a ogni costo. Perchรฉ tutto ciรฒ che salviamo finisce a sua volta per salvare noi.

RECENSIONE


I libri sono come le medicine, alleviano i dolori dellโ€™ esistenza, a volte guariscono e gli effetti collaterali sono innocui se non addirittura benefici: rilassare, divertire, far conoscere, pensare, sognare, confortare. 

Questo รจ un libro di quelli che consolano, letto in un momento un poโ€™ nero ha costituito la mia coccola della sera, una piacevole distrazione e un piccolo luogo accogliente dove trovare il tepore del non sentirsi soli. 



Ciรฒ non significa che sia un libro leggero, che non lascia traccia di sรฉ, tuttโ€™ altro, perchรฉ si puรฒ essere profondi anche con leggerezza. 

Ce lo dimostra Lorenza Gentile che in questo suo ultimo lavoro โ€œLe cose che ci salvanoโ€ offre ai lettori una favola moderna dal sapore vintage. 

Il rapporto che abbiamo con i nostri oggetti, quelli che scegliamo e come e quanto li utilizziamo raccontano molto di noi. 

Nellโ€™ epoca dellโ€™ accumulo quasi compulsivo questโ€™ autrice ci propone una storia che invece vede nellโ€™ aggiustare e conservare le cose rotte i passi per trovare il proprio posto nel mondo. 

Quasi una forma di riscatto, perchรฉ proprio come dice il titolo puรฒ accadere che se salvi un oggetto un domani poi esso possa salvare te. 

Lei non lo sa ma รจ quello che accade allโ€™ insolita protagonista del libro: Gea ragazza tuttofare del quartiere che vive occupandosi di riparazioni varie nelle case dei vicini. 

Un quartiere di Milano vicino ai Navigli che per Gea รจ praticamente tutto il suo mondo. 



Sembra di camminare con Gea accanto all’acqua del Naviglio mentre distribuisce cibo in cambio di poesie, e ripete dentro di sรฉ le raccomandazioni a tenere un profilo basso ed evitare problemi in dialetto lombardo:ย 



I problemi sono un grande cruccio di questa protagonista, una giovane ragazza che ha fatto esperienza di molte poche cose nella sua vita, causa un passato e una famiglia molto particolari che ne hanno decretato una certa incapacitร  a relazionarsi con le persone, una insicurezza quasi patologica, una condizione di profonda solitudine, ma nello stesso tempo un modo tutto suo di vivere, di osservare le cose e le persone. 

Ideatrice e sostenitrice dellโ€™economia circolare di quartiere in cui gli oggetti o i gesti diventano un anello di una catena di dare e avere grazie alla quale ella intesse allโ€™ interno del suo piccolo microcosmo una serie di relazioni inconsuete ma genuine. 

Tutti i personaggi che le gravitano attorno sono in qualche modo stropicciati dalla vita, in poโ€™ come gli oggetti che ripara Gea, sono un poโ€™ rotti anche loro. 

Ecco perchรฉ รจ un dolore di sottofondo quello che veste le pagine di questa storia ma lo veste in modo elegante, dignitoso, non cโ€™รจ sentimentalismo gratuito o dramma ridondante ma un realismo del vivere che quasi conforta perchรฉ lo si avverte come familiare. 

Ed รจ cosรฌ che questi personaggi assumono la consistenza di ognuno di noi, annullano la distanza che li pone sulle pagine per arrivare al lettore come fossero una persona conosciuta, qualcuno che come noi รจ in cerca di  una via di riscatto, un sogno da realizzare, una nuova vita, un modo di โ€œripararsiโ€. 

Li osserviamo attraverso le lenti di Gea, che pur non conoscendo niente del mondo tenta di trovare insieme a loro il proprio posto allโ€™interno di esso, il modo di potervi far parte,  proprio a partire dagli oggetti che ripara dando loro una seconda vita, un poโ€™ come tentano di fare i vari personaggi con le loro esistenze che intrecciandosi lโ€™un lโ€™altra creano legami che diventano il motore del cambiamento. 

Una paladina inconsapevole contro il possesso votato al mero consumismo, quasi una vocazione la sua nel far rivivere oggetti che sono stati testimoni della vita di chi li ha posseduti. 

In virtรน di questo amore per il riuso, il destino saprร  come farne un suo strumento, mettendo proprio un luogo colmo di oggetti di questo tipo, antichi o meno antichi ma legati a una storia particolare, la bottega del Nuovo Mondo, sul cammino dei personaggi facendone una vera e propria zattera di salvataggio. 

Un progetto, attraverso cui provare a navigare verso un futuro in cui poter essere liberi dalla paura di vivere, trovare il coraggio di realizzarsi, di sentirsi parte di qualcosa, di non osservare gli eventi come spettatori ma esserne gli artefici. 

Non bisogna pensare che lโ€™intento della storia sia di strizzare lโ€™ occhio alla retorica del tutto รจ possibile, al contrario, secondo me lโ€™interpretazione delle vicende narrate รจ piรน terrena e credo che il successo del libro sia stato una forma di riconoscimento di questa onestร  intellettuale. 

Lorenza Gentile conferma quello che giร  sappiamo della vita ma che non deve scoraggiarci e cioรจ che non tutto puรฒ essere aggiustato certo, a volte nemmeno le persone, puรฒ capitare che restino compromesse per usare le parole dellโ€™ autrice, ma ciรฒ non deve impedire loro di procedere in avanti, di orientarsi verso il futuro con i mezzi a propria disposizione, con il proprio vissuto, con i propri guasti. 

Che sia la capacitร  di aggiustare, di creare, di dipingere, di cucinare, di perseguire un sogno, una passione, non importa. 

In qualche modo siamo tutti danneggiati, ma non per questo non possiamo trovare nellโ€™ affannosa ricerca della felicitร , della serenitร  e della stabilitร  che vorremmo caratterizzassero le nostre vite, qualcosa che possa salvarci. 



IL SUGGERITORE di Donato Carrisi

IL SUGGERITORE di Donato Carrisi

Titolo: Il suggeritore
Autore: Donato Carrisi
Serie: Mila Vasquez volume 1
Genere: Thriller
Narrazione: Terza persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 1 aprile 2011
Editore: Longanesi

TRAMA


Qualcosa di sconvolgente รจ accaduto, qualcosa che richiede tutta l’abilitร  degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro รจ un nemico che sa assumere molte facce, che li mette costantemente alla prova in un’indagine in cui ogni male svelato porta con sรฉ un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. รˆ un gioco di incubi abilmente celati, una continua sfida. Sarร  con l’arrivo di Mila Vasquez, un’investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l’altro, grazie anche al legame speciale che comincia a formarsi fra lei e Gavila. Ma un disegno oscuro รจ in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora piรน profondo…

RECENSIONE



Il sussurro fa sempre pensare a qualcosa di proibito , di non lecito, da nascondere, parole che non possono essere ascoltate da tutti o che non dovrebbero essere pronunciate. 

Ecco perchรฉ nellโ€™ immaginario il male, quindi qualcosa di deprecabile, non si manifesta apertamente, a chiare lettere, a voce alta, in modo plateale. 

Il male sussurra, si insinua, striscia, si nasconde, si infiltra, si camuffa. 

Altre volte invece esplode con tutto il suo corredo di violenza, distruzione e dolore ma quando ormai รจ troppo tardi. 



Unโ€™ affermazione non tanto incoraggiante, ma se il primo istinto sarebbe quello di negarla a pensarci bene in realtร  forse รจ proprio cosรฌ. 

Lo testimoniano lo spazio che occupano i fatti di cronaca nera rispetto ad altri nelle scalette dei telegiornali o nelle pagine dei quotidiani, spesso accompagnati da una morbositร  che risponde a una certa lugubre curiositร  del pubblico. 

รˆ su questo concetto che Donato Carrisi intesse un racconto in perfetto stile โ€œCriminal mindsโ€ per citare una famosa serie televisiva, trascinando il lettore in un abisso di violenza e morte da cui paradossalmente perรฒ in mezzo alle scorie che produce il male emergeranno in mezzo ad esse anche alcuni elementi volti al bene. 



Il bene agisce invisibile e silenzioso mentre il male no? 

Come รจ possibile che a volte dal male possa scaturite il bene e viceversa? 

Il lettore si troverร  proprio a porsi queste domande, perchรฉ la dicotomia tra le due entitร  cessa di esistere allโ€™ interno del libro, inizia a mescolarsi, a fondersi fino a non fare piรน distinguere i propri confini. 

รˆ questo infatti il gioco del Suggeritore del titolo e sono queste riflessioni i pilastri su cui รจ costruita tutta la trama di questo romanzo. 

Una melodia macabra a cui la scrittura di Donato Carrisi dona un ritmo perfetto, dato dallโ€™ alternarsi di momenti di alta tensione in stile thriller ad altri di tipo piรน tecnico in stile poliziesco. 

Una fusione equilibrata in cui il lettore riesce a seguire i ragionamenti e le indagini intricate ma comprensibili e ben congeniate, entra in contatto con i principali protagonisti sviluppando una graduale empatia nei loro confronti e viene catturato da unโ€™ inarrestabile curiositร  nei confronti dellโ€™ evolversi della trama. 

Si assiste ad una sfida contro il buio in cui i protagonisti capitanati dalla figura del criminologo Goran Gavila, cercano di combatterlo dovendo mano a mano che si procede nella vicenda venire a patti con la consapevolezza che il buio รจ parte di ognuno di noi e per alcuni esercita un richiamo irresistibile. 

Un concetto che a sua volta Donato Carrisi fa coincidere con la protagonista femminile, lโ€™ agente Milร  Vasquez che si unirร  a Gavila nelle indagini. 

Una figura questa dellโ€™ agente Vasquez fatta piรน dโ€™ombra che di luce, che si trova a dover agire in entrambe le dimensioni per dovere o anche per piacere forse. 

Come nei migliori libri di questo filone niente รจ come sembra, i colpi di scena sono numerosi ma tutti al posto giusto, le atmosfere, le descrizioni, le ambientazioni, i dialoghi trasportano il lettore dentro alle situazioni con un realismo frutto di una narrazione dallโ€™ impronta cinematografica ma che contemporaneamente riesce a conservare la lentezza e il ricorso ai particolari, quindi la capacitร  di coinvolgimento tipica della lettura. 

Lโ€™ attenzione ai dettagli infatti, e la conoscenza delle tecniche investigative, comportamentali, di fatti e personaggi reali della cronaca, lโ€™accuratezza della costruzione psicologica dei personaggi denotano le ricerche e gli studi effettuati dallโ€™ autore che grazie al proprio talento narrativo รจ riuscito a darvi consistenza, facendo affezionare il pubblico a personaggi realistici e dallโ€™innegabile fascino, oscuro e non, complice un susseguirsi di eventi inaspettati, che il lettore prova a ipotizzare senza mai centrare perรฒ il vero intento dellโ€™ autore. 

Questo libro รจ il primo di una serie di successo che uscito molti anni fa ha collezionato premi, consensi e vanta piรน di 10.000 recensioni.

Questa quindi non farร  sicuramente la differenza ma, essendo io una scarsa consumatrice di questo genere di letteratura, devo cogliere lโ€™occasione quando resto folgorara da un libro per me inusuale.ย 

รˆ questa infatti una storia che rapisce non solo per contenuti, stile e costruzione narrativa, ma ancora di piรน per il messaggio su cui lโ€™autore ha deciso di basarla e cioรจ sullโ€™idea appunto che sebbene si faccia fatica ad accettare lโ€™idea del male, in realtร  cโ€™รจ un richiamo dentro ad ognuno di noi che agisce come una calamita nei suoi confronti: il buio affascina, seduce, attira. 



Se nella storia il suggeritore non fa nientโ€™altro che usare questa consapevolezza per i propri fini anche lโ€™ autore a ben pensare utilizza lo stesso principio per tenere incollato il lettore alle proprie pagine. 

Il buio รจ attraente e una volta provato a inabissarsi in esso, chissร  potrebbe anche risultare difficile tornare indietro. 

Io infatti , ho giร  iniziato il secondo volume. 



UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

UN BUON POSTO IN CUI FERMARSI di Matteo Bussola

Titolo: Un buon posto in cui fermarsi
Autore: Matteo Bussola
Serie: Autoconclusivo
Genere: Narrativa
Narrazione: Prima persona
Tipo di finale: Chiuso
Editing: Ottimo
Data di pubblicazione: 20 giugno 2023
Editore: Einaudi

TRAMA


A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi รจ a terra? Forse proprio la resa puรฒ regalare unโ€™inaspettata felicitร . Dopo โ€œIl rosmarino non capisce lโ€™invernoโ€, il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. In pochi hanno saputo raccontare la fragilitร  maschile senza stereotipi, senza pregiudizi, senza vergogna. Matteo Bussola sa farlo con schiettezza e umanitร . In queste pagine lancinanti eppure piene di luce, un uomo trova il coraggio di disertare la propria esistenza e costruire un sogno. Un padre in neuropsichiatria con il figlio impara ad accogliere la ferita di chi ha messo al mondo. Un anziano marito, prendendosi cura della moglie malata di Alzheimer, si domanda che cosa rimanga di una relazione quando chi amiamo sparisce, anche se possiamo ancora toccarlo. Un hikikomori che si รจ innamorato online vorrebbe incontrare chi รจ diventato per lui cosรฌ importante, ma la paura di uscire lo imprigiona. Un bambino ubbidiente scopre la bellezza inattesa di deludere le aspettative. Incrinati, piegati, sconfitti, capaci perรฒ di cercare un senso, di intravederlo lรฌ dove mai avrebbero creduto, questi protagonisti trovano ognuno un modo personale, autentico, spudoratamente onesto, di rispondere alla domanda: ยซChe cosa fa di un uomo un uomo?ยป

RECENSIONE


Poter assistere alla presentazione di un libro  dal vivo รจ sempre un valore aggiunto alla lettura, un plus che mi dร  spesso la possibilitร  di trovare conferma e condivisione alle riflessioni che mi sono scaturite ma, ancora piรน interessante, mi permette di entrare piรน a fondo nelle riflessioni che lโ€™ autore stesso ha fatto e ha voluto regalare al pubblico. 

Se nel “Rosmarino non capisce lโ€™inverno” Matteo Bussola parlava della resistenza al femminile nel suo ultimo libro invece, “Un buon posto in cui fermarsi” racconta della fragilitร  maschile. 

รˆ proprio dalla sua voce durante lโ€™intervista che ha gentilmente concesso a Reading Marvels che lโ€™autore spiega il perchรฉ di questa scelta. 

Non solo per contrastare, come spesso fa nei suoi lavori, gli stereotipi di genere di cui tutta la societร  e quindi anche le forme di comunicazione sono abbondantemente infarcite, ma anche perchรฉ come egli stesso dice, รจ quando cadiamo che mostriamo il nostro lato piรน vero, la nostra forza, il nostro essere umani al di lร  del genere. 

Nel caso dellโ€™universo maschile questo รจ un aspetto ancora piรน importante, a contrastare la convinzione comune che invece un vero uomo non debba mostrarsi mai fragile, non far trasparire le emozioni, non restare fermo ma debba invece agire, muoversi, combattere, mai deporre le armi. 



Sono quasi tutti uomini infatti i protagonisti di questo libro, una raccolta di racconti tenuti insieme da un filo comune e che solo ad un attento osservatore svelano anche dove sono ambientati. 

Protagonisti diversissimi, per etร , estrazione sociale, provenienza, lavoro e vissuti, eppure messi alla prova dalla vita, fotografati nel momento di maggiore vulnerabilitร  quello attraverso cui lโ€™ autore vuole dire proprio questo: che non c’รจ da provare vergogna per un uomo a mostrarsi nel momento in cui cede schiacciato dal peso delle difficoltร .ย 

Perchรฉ รจ quando siamo a terra che mostriamo il nostro essere piรน autentico, e a volte restare giรน quando siamo caduti aiuta a capire meglio ciรฒ che ci circonda dandoci quindi strumenti inattesi per cercare di rialzarsi. 



Lโ€™ autore rivela che la stesura di questo libro nasce dal desiderio di dare risposte ad alcune domande: 

Cosa succede allโ€™ amore quando se ne perde la memoria? 

Non sarร  che la ricerca della felicitร  sia sopravvalutata? 

Perchรฉ a qualcuno sรฌ e a qualcun altro uguale a noi no? 

Cosa fa di un uomo un uomo? 

Matteo Bussola รจ quindi un uomo che scrive di uomini in maniera perรฒ del tutto diversa da quella che ci si aspetterebbe da una penna maschile appunto, e molto lontana rispetto ai clichรฉ quasi impliciti nella credenza comune di cui spesso anche noi siamo inconsciamente sostenitori. 

E cioรจ che lโ€™uomo, anche in letteratura, non mostra le sue fragilitร , non manifesta le emozioni, non concede spazio al fallimento, deve sempre mantenere le promesse, trasmettere sicurezza, mirare in alto, perchรฉ in quanto rappresentante del genere maschile deve sempre mostrarsi forte, indipendente, sicuro di sรฉ, in poche parole un vero maschio. 



รˆ in questo e in molti dei suoi precedenti lavori che Matteo Bussola cerca di scardinare questi e molti altri stereotipi di genere, con una prosa la cui principale caratteristica รจ di avvalersi di una scrittura delicata, introspettiva, che riesce a mixare una certa poetica del vivere, frutto della sua sensibilitร  artistica, con il realismo del quotidiano risultato invece della sua vita fuori dai libri e cioรจ di compagno e di padre di tre figlie. 

Una fusione tra uomo e scrittore che emerge sempre nei suoi scritti e che ne decreta il grande successo di pubblico. 

Un uomo comune che racconta di uomini comuni ma inaspettatamente in modo non comune. 

Il libro รจ costituito da una serie di racconti in cui potrete ritrovare anche qualche conoscenza del precedente “Il rosmarino non capisce lโ€™inverno”, una lettura che scorre, fluida lungo la scia che lega i diversi protagonisti. 

La scrittura in prima persona ricca di piccoli dettagli, come un portasapone sbrecciato o la potatura di un calicanto, avvolge in un abbraccio intimo il lettore complici dialoghi che mostrano il sentire profondo dei protagonisti, tanto da farceli sentire vicini e familiari sebbene li si possa incontrare per poche pagine. 

Nella parte introduttiva e in quella finale risiede tutto il significato del libro e del titolo che puรฒ essere racchiuso nella metafora dellโ€™albero, che lโ€™ autore racconta nel capitolo dedicato a Biagio e con cui risponde anche allโ€™ ultima domanda dellโ€™ intervista. 

E cioรจ che alla fine bisogna scegliere il proprio metro quadrato, qualsiasi cosa esso sia. 

Un messaggio semplice ma non facile da concretizzare che egli sembra voler lanciare nelle sue pagine come si farebbe con un messaggio in bottiglia lasciato nel mare. 

Una mappa che ognuno puรฒ interpretare a modo proprio ma che ha sempre come meta le cose semplici, quelle importanti per noi come esseri umani al di lร  del genere, quelle che troviamo nel posto in cui decidiamo di fermarci.